Mercatini a Palermo, il Sindaco Orlando: “Ancora nessuna indicazione”

“A poche ore dalla presunta e da più parti annunciata riapertura alle attività di vendita, mancano ancora atti formali, istruzioni e indicazioni operative circa le prescrizioni da applicare al funzionamento dei mercatini rionali che per loro configurazione e natura sono luoghi di assembramento”. Lo scrive il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in una lettera inviata ai governi nazionale e regionale e ai rispettivi dipartimenti di Protezione civile.

“Le indiscrezioni fin qui pubblicate dalla stampa riportano esempi di prescrizioni operative che non possono essere messe in atto senza un congruo preavviso, non solo per l’emissione dei necessari atti formali, ma soprattutto per la necessità di approvvigionamento di materiali (transenne, distanziatori, barriere, ecc) e disposizioni di servizio per il personale. Il Comune di Palermo ha già predisposto una parte di questo lavoro perché la ripresa delle attività mercatali sia quanto più veloce e sicura possibile, ma in assenza ad oggi dei necessari atti formali, tale ripresa non potrà avvenire. Anche in considerazione del ruolo che i mercati svolgono nella realtà palermitana per la distribuzione capillare nel territorio, restiamo in attesa dei richiamati provvedimenti chiarificatori”.

 

Ministro Azzolina, maturità 2020: l’esame sarà solo orale, tutti ammessi tranne in due casi

Gli studenti saranno tutti ammessi all’esame di maturità, che avranno inizio il prossimo 17 giugno. Non ci saranno prove scritte ma solo una prova orale della durata di un’ora. I commissari saranno tutti interni e per gli studenti 60 crediti verranno dal percorso e 40 dall’esame, con eventuale lode. Lo ha comunicato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in videoconferenza stampa.

“Gli studenti saranno tutti ammessi all’esame di maturità e nel caso di insufficienze, potranno recuperarle, ma ci sono due eccezioni che nulla hanno a che fare con il coronavirus. Solo in 2 casi circoscritti non saranno ammessi: se il consiglio di classe non ha elementi per valutare lo studente perchè nel primo periodo didattico non ha frequentato, quindi prima del coronavirurs, e serve l’unanimità del consiglio di classe. E poi se lo studente ha ricevuto provvedimenti disciplinari gravi”.

“Esclusi questi 2 casi lo studente verrà ammesso – ha proseguito la ministra Azzolina -. Voglio ribadire con chiarezza che le condizioni sanitarie ad oggi non consentono di terminare l’anno scolastico in presenza a scuola, per tale ragione il governo ha deciso il rientro a scuola a settembre prossimo. Per settembre stiamo già lavorando, il metodo sarà lo stesso: giungeremo alla scrittura di un documento tecnico scientifico che prevederà diverse ipotesi: non abbiamo la sfera di cristallo per lo scenario epidemiologico. Avendo poi in mano questo documento lavoreremo con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le scuole”, ha concluso.

 

 

Fase 2, spostamenti in Italia ed Europa dal 3 giugno senza obbligo di quarantena: approvato il nuovo decreto

Dal 3 giugno via libera agli spostamenti tra le regioni e sarà possibile anche entrare in Italia dai Paesi dell’Unione europea senza obbligo di quarantena. Da lunedì prossimo, invece, saranno consentiti gli spostamenti all’interno del territorio regionale. E’ il decreto approvato nella notte dal consiglio dei ministri.

Dal 18 maggio, dunque, verranno meno le limitazioni agli spostamenti nella stessa Regione. Saranno consentiti gli spostamenti fuori Regione, fino al 2 giugno, solamente per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza e per motivi di salute. Viene consentito il rientro al proprio domicilio. Resta il divieto di assembramento, così come il divieto di uscire per chi è sottoposto al regime di quarantena o è positivo al Covid-19. Sparisce anche l’autocertificazione, che dovrebbe invece rimanere per gli spostamenti fuori Regione, almeno fino al 2 giugno.

Da lunedì 18 maggio riapriranno ristoranti, bar, negozi, spiagge. La distanza minima da rispettare nei ristoranti sarà quella di un metro (che si può ridurre in caso di barriere fisiche tra i tavoli), mentre la prenotazione sarà obbligatoria per parrucchieri e saloni di bellezza. La distanza di un metro deve essere rispettata anche in alberghi, agriturismi e altre strutture ricettive. Si dovrà sempre privilegiare strumenti di pagamento elettronico, anche per il turismo. Nei negozi di abbigliamento si dovranno utilizzare non solo le mascherine, ma anche i guanti monouso. In palestra la distanza minima sarà invece di due metri. Nelle spiagge la distanza da ombrelloni deve essere tale da prevedere una superficie di almeno 10 metri quadri per ogni ombrellone. Tra le sdraio ci dovrà essere una distanza minima di 1,5 metri.

Chi non rispetta i protocolli o le linee guida va incontro alla sospensione dell’attività economica fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Fase 2, il presidente Musumeci: “Sicilia pronta a un ritorno dei contagi”. E sul caos spiagge…

“Le distanze sociali nelle spiagge libere sono un vero problema, bisogna ammetterlo. Alcuni operatori balneari dicono che l’applicazione rigorosa delle indicazioni dell’Inail rendono assolutamente inutili la riapertura. Altro sono disponibili a rispettare alcuni limiti”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una intervista all’Adnkronos. “Per firmarla aspetto le nuove linee guida del Governo. Insomma, bisognerebbe trovare una giusta soluzione per tutti. Intanto non dobbiamo dimenticare che siamo in piena emergenza epidemica. E, purtroppo la paura è scomparsa, la paura è finita. E questo è un dato di fatto. Dall’altro lato, ci aiuta a ricominciare a ripartire, a tornare alla normalità. Anche se la nostra normalità piena arriverà solo quando arriverà il vaccino, e purtroppo voci sempre più insistenti sostengono che in autunno il virus tornerà virulento e che le condizioni cambieranno tra qualche mese”.

“Se la Sicilia sarebbe pronta ad un ritorno dell’aumento del contagio? Certo che è pronta, ormai conosciamo il nemico, sappiamo come neutralizzarlo, non ancora come sconfiggerlo. Le distanze da tenere? Può sembrare una distanza ragionevole quella di tre quattro-metri tra un ombrellone l’altro. Il tema è: una volta arrivati a mare chi pensa a fare mantenere le distanze? La spiaggia libera è davvero un problema e sarebbe un onere pesante per i Comuni farsi carico della gestione delle spiagge libere, me ne rendo conto. Ma c’è il rischio che senza vigilanza si possa vanificare ogni regola di cautela, quindi stiamo aspettando che da Roma arrivi una riproposizione di regole, insomma un protocollo che sia un po’ più flessibile, anche un po’ più ragionevole e capace di potere coniugare gli interessi che oggi appaiono contrastanti”, ha proseguito.

“Abbiamo voluto rispettare le norme nazionali perché riteniamo che in questo momento i conflitti non servano e trasmettono una immagine poco edificante delle situazioni. Ora, però rivendichiamo un minimo di autonomia. Sono ottimista, finora l’autonomia delle Regioni era per restringere le misure nazionali, ora invece da qualche giorno chiediamo che l’autonomia delle Regioni possa essere esercitata per aprire piuttosto che per chiudere. Sono convinto che serva a tutti. Se ci danno le linee generali entro cui muoverci sapremo adottare le specificità. Ora si apre la fase più difficile nella quale tutti, gli amministratori e i cittadini, dobbiamo riuscire a trovare il giusto punto di equilibrio tra la voglia di ripartenza e la voglia di non tornare indietro. E’ una fase nella quale deve prevalere il senso della responsabilità, tenuto conto che il virus e quindi il nemico è ancora in mezzo a noi, invisibile e a quanto pare invulnerabile. I siciliani si sono improvvisamente iscritti a due grandi partiti: da un lato al partito del ‘presidente riapra tutto’ e dall’altro a quello che diceva ‘presidente chiuda tutto’, naturalmente io non mi sono iscritto né all’uno né all’altro partito, ma ho cercato di mediare e di coniugare le esigenze degli uni e degli altri. C’è stato un grande senso di responsabilità da parte della gente, tranne qualche sparuta minoranza di sciagurati e alla fine la linea della fermezza e del rigore ha premiato”, ha concluso Musumeci.

Fase 2, l’annuncio di Musumeci: “Da lunedì la Sicilia riapre, da Roma il via libera”

La notizia era nell’aria, adesso è ufficiale: nella giornata di lunedì, in Sicilia, riapriranno le attività del commercio al dettaglio, quelle dei servizi alla persona (parrucchieri, barbieri ed estetisti), i bar e la ristorazione. Ad annunciarlo, dopo un incontro tra i governatori e il premier Giuseppe Conte, è stato il presidente Nello Musumeci.

“Roma ha finalmente condiviso le proposte contenute nel documento unitario delle Regioni presentato oggi pomeriggio. Pertanto, lunedì apriranno: le attività del commercio al dettaglio, i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti), i bar e la ristorazione. Per le altre attività il governo non ha dato il disco verde, ma contiamo, noi governatori, di ottenere, già nelle prossime ore, la necessaria autonomia per decidere su ulteriori riaperture. Abbiamo, inoltre, chiesto e ottenuto che le misure di protezione da adottare nelle attività autorizzate da lunedì siano meno restrittive rispetto a quelle proposte dall’Inail. Non appena il governo Conte emanerà i provvedimenti annunciati, firmerò la necessaria ordinanza. Penso si possa fare tutto sabato”, ha detto il governatore.

Coronavirus, i sindaci delle 4 ex zone rosse non ci stanno: “Ignorati dal DL rilancio”

I sindaci dei comuni di Salemi (Trapani), Villafrati (Palermo), Agira e Troina (Enna), dichiarati zone rosse a causa dell’emergenza Coronavirus, esprimono “stupore, delusione e rabbia” dopo avere appreso che i propri territori “non sono stati presi in considerazione dal governo nazionale” per le misure di sostegno economico decise nell’ambito del ‘Decreto Rilancio’. I primi cittadini – Domenico Venuti (Salemi), Franco Agnello (Villafrati), Maria Gaetana Greco (Agira) e Sebastiano Venezia (Troina) – a fine aprile avevano inviato una lettera al premier Giuseppe Conte per chiedere l’assegnazione di risorse aggiuntive, con l’obiettivo di mitigare gli effetti economici del blocco totale delle attività fino al 4 maggio. “Nonostante quella richiesta la Sicilia è stata ignorata ed esclusa da un sostegno economico che invece è stato garantito ai comuni ricadenti nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. Giusta la decisione del governo di stare accanto alle popolazioni del nord più colpite, alle quali anche noi ci sentiamo idealmente vicini per il dramma vissuto in termini di perdite umane, ma allo stesso tempo ci chiediamo perché l’esecutivo abbia voluto escludere le ex ‘zone rosse’ della Sicilia e di altre regioni italiane da un aiuto economico che potrebbe dare la speranza di una reale rinascita economica dopo l’epidemia”. I quattro sindaci chiedono quindi che “tutti i comuni italiani dichiarati ‘zona rossa’ durante la fase più acuta dell’epidemia possano ricevere attenzione da parte dello Stato”.

Coronavirus: sette positivi all’ospedale ‘Garibaldi’ di Catania

Sette nuovi casi all’ospedale “Garibaldi” di Catania: si tratta di persone provenienti prevalentemente da altre provincie. I pazienti, attualmente asintomatici, sono stati posti in stato di isolamento all’interno di un’apposita ‘Area Grigia’. “Confidiamo che in questa fase di maggiore libertà sociale, i cittadini si riafacciano alle regole del buon senso e continuino ad applicare le regole minime necessarie, come quella di indossare le mascherine o di lavare adeguatamente le mani”. Lo ha detto Bruno Cacopardo, direttore dell’Unione operativa di Malattie Infettive del Garibaldi Nesima.

Coronavirus, dimesso l’ultimo paziente: chiuso il Covid Hospital di Marsala

Nella giornata di ieri è stato dimesso l’ultimo paziente ricoverato presso il Covid Hospital di Marsala, in provincia di Trapani. Si tratta di un uomo di 67 anni. L’ospedale, dunque, si avvia adesso alla normale funzionalità, come comunicato nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

Negli ultimi 15 giorni la provincia di Trapani non ha registrato nuovi casi di Coronavirus. Ad oggi i casi attualmente positivi sono sei: due a Trapani, uno ad Alcamo, uno a Castelvetrano, uno a Valderice e uno a Mazara del Vallo. “La provincia di Trapani ha raggiunto per prima un enorme e importantissimo traguardo, dimostrando di essere all’altezza di una sfida epocale senza precedenti, di fronteggiare con le proprie strutture e i propri uomini una terribile pandemia. Un mio personale ringraziamento va a tutti gli operatori sanitari che sono stati quotidianamente impegnati in prima linea dimostrando sul campo l’enorme professionalità e l’altissimo profilo umano. Dal punto di vista organizzativo sono già state avviate le procedure necessarie per la ripresa ordinaria di tutte le attività ordinarie dell’ospedale Paolo Borsellino”. Così il direttore generale dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani.

Fase 2, possibili spostamenti tra le Regioni dal 3 giugno: la bozza del nuovo decreto

“Fino al 2 giugno sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”, si legge nella bozza del dl quadro che dovrebbe essere approvato nella giornata di oggi al Consiglio dei Ministri. “Resta inoltre il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultati positivi al virus, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria”.

Emergenza Coronavirus, il popolo delle Partita Iva non ci sta: “Decreto rilancio inadeguato”

Le Partite IVA Unite reputano questa “vittoria di Pirro” del premier Giuseppe Conte una “clamorosa e penalizzante messinscena”. “Siamo al collasso e ci propongono misure assurde come quella di valutare la forbice del solo mese di aprile quale termine di paragone per la erogazione del fondo perduto, anziché considerare correttamente il periodo da inizio emergenza da Covid-19 ad oggi”. Così Giuseppe Palmisano, presidente dell’associazione PARTITE IVA INSIEME PER CAMBIARE. “Prendiamo atto della mole del provvedimento che viene annunciato con una ‘potenza di fuoco’ da 400 miliardi nel D.L. Liquidità. Con rammarico, però consideriamo che – anche con la bozza del cosiddetto Decreto Rilancio – le misure siano assolutamente inadeguate alla salvezza della nostra economia”.

“Lamentiamo l’inconsistenza della riduzione del carico fiscale, limitato al saldo del 2019 e al primo acconto del 2020 dell’IRAP, per non parlare del ‘falso beneficio’ del credito d’imposta per gran parte delle piccole imprese in assenza di reddito che, se optassero per la detrazione del corrispettivo, subirebbero un perdita di liquidità già insufficiente per il fornitore del servizio”, le sue parole. “Oggi è in gioco la sopravvivenza di migliaia di imprese, il futuro dei loro dipendenti e di tutte le famiglie coinvolte in questa grave situazione. Se il premier Conte e il governo non vorranno ascoltare le nostre richieste e continuare a fare il ‘pesce in barile’; le Partite Iva prenderanno le opportune iniziative, sempre nel rispetto delle leggi e dei dettami della nostra Costituzione, contando su una mobilitazione generale senza precedenti, finalizzata alla salvaguardia degli interessi e dei diritti singoli e collettivi di tutti, imprese e cittadini”.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.