Covid, tamponi alla Fiera del Mediterraneo di Palermo: altri 139 positivi

Prosegue lo screening per il Covid-19 alla in quel di Palermo, presso la Fiera del Mediterraneo.

Oggi sono state 1.214 le persone che si sono sottoposte al tampone rapido. Ed è toccato agli studenti delle scuole di città e provincia. I 139 soggetti risultati positivi hanno effettuato, così come previsto dalle linee guida, il tampone molecolare subito dopo il test rapido. Salgono, dunque, a 4.209 i cittadini che da venerdì scorso hanno preso parte alla campagna di screening organizzata da Assessorato regionale alla salute, Commissario per la gestione dell’emergenza Covid nella provincia di Palermo, Renato Costa, Asp del capoluogo e Comune di Palermo.

Il drive in proseguirà nei prossimi giorni, rispettando i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 16; domenica e festivi dalle 9 alle 14. Si precisa che, per motivi organizzativi, l’accesso sarà consentito fino alle ore 14 nei giorni feriali (dal lunedì al sabato) e fino alle ore 12 la domenica ed i festivi. In tali orari i cancelli verranno chiusi e la prestazione verrà garantita alle vetture in fila all’interno della Fiera fino ad esaurimento.

Coronavirus, l’annuncio del premier Conte: “Regole diverse per aree”. E sul vaccino…

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto questo pomeriggio al Senato. Di seguito, le sue dichiarazioni.

“L’evoluzione dell’epidemia risulta molto preoccupante. Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso uno scenario di tipo 4, quello più critico. In particolare con riferimento ad alcune regioni che già accusano rischi di tenuta dei servizi sanitari. Avremo una fascia riservata alle Regioni a rischio alto, di scenario 4, con le misure più restrittive, poi avremo seconda una fascia, con Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario tre, con misure lievemente meno restrittive; infine ci sarà una terza fascia con tutto il territorio nazionale per le restanti regioni”, ha spiegato.

“Nell’ultima settimana 11 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio elevato, altre 8 regioni sono classificate a rischio moderato. L’aumento rapido dell’incidenza è coerente con l’aumento dell’Rt nazionale che si colloca a 1,7. In alcune regioni il dato è superiore alla media nazionale. Il quadro appena descritto non tiene conto delle misure restrittive dell’ultimo Dpcm, non tiene conto dell’impatto delle misure sulla curva di crescita. Questi effetti potranno essere visibili dopo 14 giorni dall’adozione di queste misure. Sebbene gli effetti saranno positivi, dobbiamo anche ammettere che al momento non vi sono evidenze scientifiche di pronosticare la misura di questo impatto che si presume positivo. Siamo costretti dunque ad intervenire in un’ottica di prudenza, attuando ulteriori misure. Strategia che va modulata, in base alle differenti criticità dei territori”, ha proseguito.

“Vi annuncio che il ministero della Salute sta già lavorando ad un piano di distribuzione dei vaccini. Quando arriveranno le prime dosi non ci troveremo impreparati. Procederemo alla distribuzione secondo un piano preordinato e definito. Favoriremo le fasce più fragili, tra le fasce più vulnerabili, il governo considera anche le persone più anziane. Sono i nostri cari che hanno realizzato la ricostruzione del Paese dopo le rovine del Secondo conflitto mondiale. Sono i nostri genitori, i nostri nonni che con laboriosità e spirito di iniziativa hanno consentito il ‘miracolo economico’ che ci ha proiettato tra le potenze più avanzate del pianeta, membri del G7”, ha concluso Conte.

Coronavirus, albergatori Palermo consegnano chiavi al Comune: “Ci hanno abbandonato”

I titolari delle imprese turistiche e alberghiere della provincia di Palermo hanno consegnato questa mattina simbolicamente le chiavi delle loro strutture al Comune di Palermo.

“Un momento molto triste per i nostri associati che a causa delle restrizioni imposte dagli ultimi Dpcm sono stati indotti a prendere questa sofferta ma inevitabile decisione”, ha dichiarato il presidente di Federalberghi Palermo, Nicola Farruggio.

“Non ci sono purtroppo le condizioni per sostenere l’operatività delle strutture. Le ultime cancellazioni e la quasi totale assenza di prenotazioni rendono inevitabili di fatto queste scelte. Il Governo nazionale ma anche le istituzioni regionali e locali ci hanno abbandonato e non hanno in alcun modo valutato adeguatamente la crisi in cui è sprofondato il nostro settore sin dal mese di febbraio, e la parentesi relativa a poco più di qualche settimana estiva, ha rappresentato il nulla rispetto ad un calo complessivo del 80% dei fatturati. Oggi andiamo incontro ad un inverno durissimo e lunghissimo ed il lockdown per noi è già cominciato. Offriamo un pubblico servizio e pretendiamo, anche per il contributo offerto in questi anni all’economia cittadina, un’ attenzione del pubblico adeguata e rispettosa senza la quale il settore collasserà definitivamente con gravi conseguenze per il futuro”, ha concluso.

Coronavirus Sicilia, il bollettino del 2 novembre 2020: 1.024 i nuovi casi, 18 le vittime

Sono 1.024 i nuovi casi di positività al Coronavirus emersi nelle ultime 24 ore in Sicilia, settantuno in meno rispetto alla giornata di ieri ma per la seconda volta di fila l’Isola supera quota mille.

8.034 i tamponi processati. Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a lunedì 2 novembre 2020. Al momento gli attuali positivi nell’Isola sono 16.064, 1.025 sono le persone ricoverate con sintomi in ospedale (+26), di cui 142 in terapia intensiva (+10 rispetto a ieri), per un totale di trentasei nuovi ricoveri, meno di ieri. 14.897 sono le persone in isolamento domiciliare. Salgono a 7.277 i guariti, ma ci sono diciotto vittime in più. Il totale sale a 536.

Catania e Ragusa sono la città in cui si registra l’incremento maggiore, rispettivamente con 258 e 249 nuovi casi. Poi, 209 a Palermo, 174 a Siracusa, 92 a Messina, 19 a Caltanissetta, 15 a Trapani e 8 ad Agrigento.

Coronavirus, Federico (M5S): “Governo c’è, ma ruolo regioni determinante”

“Il Paese è più che mai chiamato a mostrare coesione e unità d’intenti davanti alla pandemia. E in questo quadro il ruolo delle Regioni diventa ancor più determinante. Governo e Parlamento continueranno ad affrontare con il massimo impegno la sfida della lotta alla pandemia e lo faranno con la massima apertura alle istanze dei territori, perché è il momento della massima collaborazione, al di là degli steccati politici”.

Lo afferma il deputato del MoVimento 5 Stelle Antonio Federico, a margine del suo intervento in Aula dopo le comunicazioni sull’emergenza coronavirus del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“In termini concreti, bisogna tener conto delle differenze territoriali, delle grandezze, dei dati, dell’orografia: caratteristiche importanti per definire ad esempio la pressione sugli ospedali, la gestione dei diversi aspetti dell’emergenza. Ma ogni soluzione deve essere assunta partendo da una visione comune tra i vari livelli istituzionali: sulla scuola, sulla mobilità, sulla sanità. Noi siamo pronti ad affrontare con spirito di collaborazione questo momento cruciale, mettendo in campo la ‘leale collaborazione’ che prescrive la nostra Carta fondamentale”, conclude Antonio Federico.

Covid-19, drive in alla Fiera del Mediterraneo: oggi su 1.214 tamponi rapidi 139 i positivi

Prosegue a ritmo serrato lo screening per il coronavirus alla Fiera del Mediterraneo di Palermo. Oggi sono state 1.214 le persone che si sono sottoposte al tampone rapido. Visto il target di riferimento (gli studenti delle scuole di città e provincia), l’età media è stata sensibilmente inferiore rispetto ai giorni precedenti.
I 139 soggetti risultati positivi hanno immediatamente dopo effettuato, così come previsto dalle linee guida, il tampone molecolare.
Salgono, pertanto, a 4.209 i cittadini che da venerdì scorso hanno preso parte alla campagna di screening organizzata da Assessorato regionale alla salute, Commissario per la gestione dell’emergenza Covid nella provincia di Palermo, Renato Costa, Asp del capoluogo e Comune di Palermo. L’attività alla Fiera del Mediterraneo ha consentito di individuare complessivamente 394 positivi al tampone rapido.
Anche domani lo screening sarà rivolto agli studenti degli Istituti di ogni ordine e grado di Palermo e provincia. I minorenni potranno accedere al drive in, solo se accompagnati dai genitori che dovranno fornire il consenso al test per i figli. Gli stessi genitori potranno sottoporsi al tampone.
Il drive in alla Fiera del Mediterraneo di Palermo proseguirà sette giorni su sette rispettando i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 16; domenica e festivi dalle 9 alle 14.
Si precisa che, per motivi organizzativi, l’accesso sarà consentito fino alle ore 14 nei giorni feriali (dal lunedì al sabato) e fino alle ore 12 la domenica ed i festivi. In tali orari i cancelli verranno chiusi e la prestazione verrà garantita alle vetture in fila all’interno della Fiera fino ad esaurimento.
Per ottimizzare e velocizzare le operazioni si chiede agli utenti di presentarsi muniti del foglio di consenso informato stampato, compilato e firmato. Il modulo si può scaricare al seguente link del sito dell’Asp di Palermo: Questionario coronavirus.

Coronavirus, Centuripe e Vittoria nuove “zone rosse” in Sicilia. I dettagli

Due nuove “zone rosse” in Sicilia.

Lo ha deciso il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per contrastare la diffusione del Coronavirus. Si tratta dei Comuni di Vittoria, in provincia di Ragusa, e Centuripe nell’Ennese. L’ordinanza, adottata d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sentiti la Commissione prefettizia e il sindaco, resterà in vigore dal 3 al 10 novembre.

Il 2 novembre 2020, gli esercizi commerciali (quali bar, ristoranti, rosticcerie, panifici, pollerie, paninerie e similari) garantiranno per le finalità di asporto l’accesso solo a una persona per volta e sempre con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, anche per l’attività di consegna a domicilio. Sarà vietato circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato, fatta eccezione nei casi in cui ci si debba recare sul luogo di lavoro (solo se non è consentito il cosiddetto “smart working”), ovvero per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria o per appuntamento presso studi professionali. Consentito il transito per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, di prodotti sanitari e di beni o servizi essenziali, così come per i residenti o domiciliati (anche di fatto) nei due Comuni interessati, esclusivamente per garantire le necessarie cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante. La partecipazione a funzioni religiose è contingentata nel numero dei partecipanti secondo un apposito protocollo che verrà condiviso tra i Comuni e gli eventuali richiedenti. Tutte le attività didattiche e scolastiche, di ogni ordine e grado, sono sospese, così come le fiere, le sagre e i mercati rionali.

Il mercato ortofrutticolo di Vittoria mantiene la propria piena funzionalità. Con riferimento al ciclo della filiera agroalimentare e ortofrutticola e, in genere, all’organizzazione delle attività mercatali, l’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa dovrà intensificare i controlli per la prevenzione e il contenimento del contagio.

Covid-19: asili nido e scuole dell’infanzia, la situazione a Palermo

Sono complessivamente 14 i nidi e le scuole dell’infanzia del Comune di Palermo che hanno registrato casi Covid-19 dall’inizio dell’anno scolastico e che sono stati temporaneamente chiusi. Alcuni sono già stati riaperti mentre per altri, terminate le operazioni di sanificazione, si attendono istruzioni dalla ASP.
Ad essere state chiuse (e già tutti riaperte) sono state in particolare quattro scuole dell’infanzia: Altarello (chiusa il 13 ottobre per positività di un dipendente), Oberdan (chiusa il 5 ottobre per positività di un alunno), Palmerino (chiusa il 9 settembre per positività di un genitore), Rosolino Pilo (chiusa il 22 settembre 20 per positività di un dipendente Reset).

Tra i nidi, ad essere stati chiusi sono stati invece dieci quelli interessati:
– Braccio di Ferro (chiuso il 18 settembre per positività di un dipendente) – Domino (chiuso il 15 ottobre per positività di un genitore) – Faro (chiuso il 24 settembre per positività di  un genitore) – Filastrocca (chiuso il 15 settembre per positività di un dipendente) – Melograno (17 settembre per positività di un genitore) – Pantera Rosa (chiuso il 26 ottobre per positività di un dipendente) – Pellicano (chiuso il 15 ottobre per positività di due dipendenti) – Peter Pan (chiuso il 24 settembre per positività di un genitore) – Tom & Jerry (chiuso il 24 settembre per positività di un dipendente) – Topolino (chiuso il 23 ottobre per positività di un dipendente)
Di questi, sono ancora chiusi il “Pantera Rosa” e il “Topolino” per i quali si attendono indicazioni sulla riapertura da parte dell’Azienda sanitaria provinciale.

Musumeci: “Ridurre spostamenti non necessari, non possiamo commettere errori”

“C’è una condivisione di fondo tra tutti i livelli amministrativi dello Stato: la drammatica situazione che in tutta Europa sta condizionando la vita di milioni di persone. La nostra posizione è uniforme a quella di tutte le Regioni italiane. Due le priorità che poniamo: la riduzione della mobilità e l’adozione di piani terapeutici/farmacologici per l’assistenza al domicilio, limitando così la pressione sugli ospedali. Vedo un crescente allarme sociale e di questo dobbiamo essere tutti consapevoli. Non ci possiamo permettere errori”, lo ha detto il governatore siciliano Nello Musumeci, al termine della riunione delle Regioni italiane con il Governo, i Comuni e le Province.

Coronavirus, in arrivo un nuovo Dpcm: coprifuoco e spostamenti, ecco cosa si potrà fare e cosa no

In arrivo in nuovo Dpcm.

Il nuovo decreto ministeriale, a cui il Governo lavora ormai da giorni, dovrebbe arrivare tra stasera lunedì 2 novembre e martedì 3: dopo che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrà riferito il tutto in Parlamento. Si attendono, dunque, nuove restrizioni per frenare l’avanzata del Coronavirus. Ci sono, però, ancora nodi da sciogliere; il primo riguarda la questione coprifuoco.

Il dubbio sembra essere tra un coprifuoco alle 18.00 e uno alle 21.00. Dopo questo orario, in entrambi i casi, si potrà uscire solo ed esclusivamente per motivi di lavoro, salute o per altre necessità, e chiaramente servirà l’autocertificazione. Misure più restrittive dovrebbero essere varate per le aree più a rischio – al momento l’indice Rt è più alto in Lombardia, Piemonte e Calabria -, con bar e ristoranti chiusi a pranzo e l’ipotesi di didattica a distanza per le scuole a partire dalla seconda media.

Per il resto d’Italia si parla di coprifuoco anticipato, chiusura dei centri commerciali, almeno nel weekend e soprattutto il blocco degli spostamenti tra Regioni. Qualora la scelta fosse assunta dal governo, la misura del blocco della mobilità tra le regioni varrebbe in tutto il territorio italiano. Di fatto, non si potrebbe oltrepassare il confine della propria regione se non per motivi di lavoro, salute ed eventuali emergenze da dimostrare tramite l’autocertificazione. Ma lo scontro tra governo e presidenti di Regione resta aperto, con questi ultimi che vogliono scaricare la responsabilità delle decisioni sull’esecutivo.

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