Coronavirus, dal risveglio a Palermo al ritorno a Bergamo: la storia del bergamasco guarito in Sicilia

Il bergamasco guarito a Palermo è tornato a casa.

Ettore Consonni, 61 anni, magazziniere in pensione, è guarito, il 21 aprile dal Coronavirus: l’uomo trasferito da Bergamo nel capoluogo nel pieno dell’emergenza ha da poco fatto rientro in patria.

“A marzo – racconta Rita Moro, referente del Distretto Bergamo dell’Agenzia di Tutela della Salute -, è stato necessario trasferire il paziente dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII, ormai subissato dalle richieste di ricoveri e dalle necessità di cure di terapia intensiva, all’Ospedale Civico di Palermo. Pur conscia della situazione di assoluta emergenza in cui versavano i presidi della nostra provincia, ho pensato allo sgomento della famiglia al pensiero di un trasferimento a 900 chilometri di distanza”.

La scelta dei sanitari è risultata vincente non solo per l’esito delle terapie prestate prima a Bergamo e poi a Palermo che hanno consentito all’uomo di ritornare nel pomeriggio del 21 aprile a casa dai suoi cari, ma anche perché la scelta di unire le forze a disposizione ha permesso di salvare una vita. Una storia a lieto fine come questa ci permette, anche se stremati, di essere fieri di aver lavorato insieme”, ha concluso la dottoressa Rita Moro.

Coronavirus, il Sindaco di Petrosino annuncia: “Saranno distribuite mascherine a tutti i cittadini”

In questo periodo di emergenza sanitaria, a tutti i cittadini di Petrosino verranno consegnate mascherine per difendersi dal Coronavirus.

Lo ha previsto l’amministrazione comunale. La distribuzione, ha annunciato il Sindaco, partirà a partire dalla prossima settimana e sarà curata dal Comune, che si occuperà a consegnare le mascherine a tutta la cittadinanza. Nelle scorse ore, la Protezione Civile ha consegnato al Comune circa novemila mascherine, che si vanno ad aggiungere alle 800 già in precedenza consegnate e ad altre duemila acquistate dall’ente.

Siracusa, chiuso bar per la seconda volta: il titolare ha violato le norme anti Covid

Bar sanzionato a Siracusa per la seconda volta.

Il titolare di un bar nel siracusano è stato multato dai Carabinieri per la seconda volta in pochi giorni poiché continuava a svolgere la sua attività nonostante i divieti per le norme decise dal governo e alla Regione Siciliana per contrastare la diffusione del Coronavirus. L’uomo, è stato sanzionato e l’attività è stata immediatamente chiusa. Seguirà una proposta di sospensione alla Prefettura di Siracusa.

Coronavirus e FASE 2, Arcuri annuncia: “Dal 4 maggio via ai test sierologici. Le mascherine e l’app…”

Dal 4 maggio via ai test sierologici su un campione di 150 mila persone.

Lo ha annunciato Domenico Arcuri. Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus ha sottolineato che l’azienda vincitrice del bando offrirà gratuitamente i test. “Questa mattina abbiamo concluso la gara, 4 giorni prima del tempo e solo nove giorni dopo la richiesta del governo”. Settantadue sono le aziende che hanno partecipato al bando e quella che è stata scelta offre la “migliore soluzione oggi esistente sul mercato”. “Non abbiamo ancora vinto, oggi è la festa della liberazione ma, che tutti lo capiscano, non ci siamo ancora liberati dal virus, noi non siamo ancora arrivati al 25 aprile nella guerra con questo nemico. Non abbiamo conquistato tutte nostre libertà e componenti normali della vita tutti noi”, sono state le sue parole.

“Siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno per gestire la fase 2”, ha proseguito. Inoltre, Arcuri ha comunicato che è stato siglato un accordo con due imprese italiane per realizzare 51 macchinari che produrranno tra 400 e 800 mila mascherine al giorno; macchine che lo Stato acquisterà. “Arriveremo presto a produrre almeno 25 milioni di mascherine al giorno”. Sul fronte app, infine, Arcuri ha dichiarato: “Abbiamo conseguito tre risultati: l’infrastruttura su cui i dati italiani risiederanno sarà pubblica ed italiana, la app rispetterà tutte le norme sulla privacy nazionali ed Ue. Per step successivi arriverà ad essere strumento costruito intorno al diario sanitario di la userà, sarà non solo alert ma anche per le politiche sanitarie da remoto. I contagiati e i loro contatti stretti potranno colloquiare col sistema nazionale da remoto. Confido che molti italiani la useranno”.

Coronavirus, evacuata casa di riposo a Caltagirone. Razza: “Lavoro straordinario”

Nella notte è stata evacuata la casa di riposo “Don Bosco” a Caltagirone.

Nei giorni scorsi, infatti, quarantuno persone sono risultate positive al Coronavirus. E ventiquattro ospiti della struttura sono state trasferite in queste ore nei reparti Covid di quattro ospedali catanesi: sette all’ospedale ‘Gravina’ di Caltagirone, sette al San Marco, cinque al Garibaldi e cinque al Cannizzaro di Catania. Le operazioni si sono concluse alle 5.50 di questa mattina. Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, su Facebook.

“Una notte di lavoro. Uno straordinario lavoro realizzato dagli operatori del 118 e dai volontari dell’emergenza. Dopo aver sentito il sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo e il team messo a disposizione dall’Asp di Catania, si è deciso di sgomberare la casa di riposo ‘Don Bosco’ e trasferire tutti i suoi ospiti. Grazie per la professionalità dimostrata a tutti gli operatori Seus e ai medici e infermieri impegnati nell’azione. Grazie a volontari, alla Croce rossa italiana, che ha partecipato alle operazioni con l’unità di biocontenimento. Sono immagini di grande professionalità che rendono onore a una giornata che deve unire tutti gli italiani nel sentimento di amore per la nostra Patria”, ha concluso Razza.

Coronavirus, sette nuovi casi a Ragusa: positivo anche un bimbo di quattro anni

Nuovi contagiati a Ragusa.

Sette persone sono risultate positive al Coronavirus al primo tampone, tra cui un bambino di quattro anni. Si tratta di persone provenienti dallo stesso ambiente lavorativo. Le loro condizioni, al momento, sono buone. Le sette persone, infatti, non presentano sintomi, né febbre, né tosse, e non necessitano di ricovero. Si trovano tutti in quarantena nelle proprie abitazioni e si dovrà attendere l’esito del secondo tampone che verrà effettuato nei prossimi giorni.

Coronavirus, sei operatori ospedale Mussomeli positivi: screening dopo morte anziana

Sei operatori dell’ospedale di Mussomeli sono risultati positivi al Coronavirus.

L’Asp di Caltanissetta aveva avviato test sierologici e tamponi su 14 pazienti ricoverati e 188 operatori sanitari dopo la morte di una donna di 92 anni nel reparto di Lungodegenza. “Completate le attività di analisi relative ai tamponi effettuati agli operatori del Presidio Ospedaliero di Mussomeli – ha detto il manager Alessandro Caltagirone -. Su 188 operatori a cui è stato effettuato il tampone, soltanto 6 sono risultati positivi. Il resto sono risultati negativi. I positivi afferiscono alla stessa area di Medicina/Lungodegenza che già da ieri è stata chiusa. Uno dei 6 operatori aveva già raggiunto il PO Sant’Elia nella giornata di ieri. Gli altri 5 sono stati già avvertiti telefonicamente del risultato. Si trovano a casa in isolamento, senza alcuna sintomatologia meritevole di ricovero. Il Dipartimento di Prevenzione inizierà prontamente l’attività di indagine epidemiologica”.

Palermo, rigenerazione urbana: firmato accordo da 58 mln fra Regione e Comune

Stamane in videoconferenza è arrivata la firma sull’Accordo di Programma da 58 milioni di euro per la riqualificazione urbana della città di Palermo, varato dal Governo regionale in sinergia con l’amministrazione comunale. Presenti l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone delegato dal presidente della Regione Nello Musumeci, il direttore del Dipartimento Infrastrutture Fulvio Bellomo, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il vicesindaco Fabio Giambrone, l’assessore alla Rigenerazione urbana Maria Prestigiacomo.

“La Regione – ha dichiarato l’assessore Falcone – mette in campo una corposa dotazione finanziaria da investire sul recupero di beni immobili, viabilità e spazi verdi in quartieri come Sperone, Borgo Nuovo e Zen. Si tratta di risorse immobilizzate da decenni che oggi sblocchiamo per la necessaria riqualificazione di importanti zone della città, creando cantieri e lavoro per i prossimi mesi che dovranno essere quelli della ripresa dalla crisi del coronavirus. Due sono i progetti che andranno in gara entro l’estate: quello da 10 milioni per il restauro del Baglio Mercadante allo Zen e quello da 7 milioni per la riqualificazione urbana in via De Felice allo Sperone. L’obiettivo che ci siamo posti con il Comune – prosegue Falcone – è di rendere esecutivi entro 18 mesi tutti gli altri progetti del piano e, a tal fine, siamo pronti a mettere a disposizione dell’ente il supporto dei nostri uffici del Genio civile”.

”Con questo ambizioso piano – ha aggiunto il sindaco Leoluca Orlando – stiamo recuperando fondi ex Gescal risalenti addirittura ai primi anni Novanta, dimostrando quanto sia importante, per muovere investimenti e creare sviluppo, la collaborazione istituzionale tra Comune di Palermo e Regione. Che questa firma avvenga mentre ci accingiamo a far ripartire l’economia della nostra città e della nostra regione, anche se casuale è certamente significativo. Ripartiremo anche con un’edilizia di qualità volta alla riqualificazione di periferie urbane nelle quali si realizzeranno importanti strutture e infrastrutture per la comunità. Un grande ringraziamento va, oltre ovviamente che al Governo della Regione, a tutti i funzionari e tecnici che hanno lavorato per rendere possibile il recupero e lo sblocco di queste importanti risorse.”

Nel dettaglio la spesa prevista è così ripartita: 5,1 milioni per 7 interventi a Borgo Nuovo; 28,7 milioni per 12 interventi allo ZEN; 24,7 milioni per 8 interventi allo Sperone.

Palermo, dati comunali su imprese, addetti e risultati economici delle imprese incluse in settori “attivi” e “sospesi” da Coronavirus

A Palermo, in base ai dati diffusi dall’Istat, con riferimento al 2017 operano 37.453 Unità locali delle imprese, in cui lavorano 124.183 addetti (di cui 90.448 dipendenti). Il valore aggiunto complessivo è di 5.176 milioni di Euro, e il fatturato è di 16.064 milioni di Euro.

Nell’industria, le Unità locali sono 4.262, in cui lavorano 18.173 addetti (di cui 14.547 dipendenti). Il valore aggiunto dell’industria è di 1.025 milioni di Euro, e il fatturato è di 3.649 milioni di Euro. Nei servizi, le Unità locali sono 33.191, in cui lavorano 106.010 addetti (di cui 75.901 dipendenti). Il valore aggiunto dei servizi è di 4.151 milioni di Euro, e il fatturato è di 12.415 milioni di Euro.

Le imprese che operano nei settori “attivi” (secondo i decreti governativi approvati a marzo per l’emergenza coronavirus) – sempre con riferimento ai dati 2017 – possono contare su 21.814 Unità locali (pari al 58,2% del totale), in cui lavorano 82.704 addetti (pari al 66,6% del totale), di cui 62.794 dipendenti (pari al 69,4% del totale). Il valore aggiunto delle imprese “attive” è di 3.984 milioni di Euro (pari al 77% del totale), e il fatturato è di 11.596 milioni di Euro (pari al 72,2% del totale).

Nell’industria, le Unità locali delle imprese “attive” sono 2.178 (pari al 51,1% del totale delle Unità locali dell’industria), in cui lavorano 12.538 addetti (pari al 69% del totale), di cui 10.559 dipendenti (pari al 72,6% del totale). Il valore aggiunto delle imprese dell’industria “attive” è di 819 milioni di Euro (pari al 79,9% del totale), e il fatturato è di 2.961 milioni di Euro (pari all’81,2% del totale).

Nei servizi, le Unità locali delle imprese “attive” sono 19.636 (pari al 59,2% del totale delle Unità locali dei servizi), in cui lavorano 70.166 addetti (pari al 66,2% del totale), di cui 52.235 dipendenti (pari al 68,8% del totale). Il valore aggiunto delle imprese dei servizi “attive” è di 3.165 milioni di Euro (pari al 76,3% del totale), e il fatturato è di 8.635 milioni di Euro (pari al 69,5% del totale).

Le Unità locali delle imprese che operano nei settori “sospesi” (secondo i decreti governativi approvati a marzo per l’emergenza coronavirus) – sempre con riferimento ai dati 2017 – sono 15.639 (pari al 41,8% del totale), in cui lavorano 41.478 addetti (pari al 33,4% del totale), di cui 27.654 dipendenti (pari al 30,6% del totale). Il valore aggiunto delle imprese “sospese” è di 1.192 milioni di Euro (pari al 23% del totale), e il fatturato è di 4.468 milioni di Euro (pari al 27,8% del totale).

Nell’industria, le Unità locali delle imprese “sospese” sono 2.084 (pari al 48,9% del totale delle Unità locali dell’industria), in cui lavorano 5.635 addetti (pari al 31% del totale), di cui 3.988 dipendenti (pari al 27,4% del totale). Il valore aggiunto delle imprese dell’industria “sospese” è di 206 milioni di Euro (pari al 20,1% del totale), e il fatturato è di 688 milioni di Euro (pari al 18,8% del totale). Nei servizi, le Unità locali delle imprese “sospese” sono 13.555 (pari al 40,8% del totale delle Unità locali dei servizi), in cui lavorano 35.843 addetti (pari al 33,8% del totale), di cui 23.666 dipendenti (pari al 31,2% del totale). Il valore aggiunto delle imprese dei servizi “sospese” è di 986 milioni di Euro (pari al 23,7% del totale), e il fatturato è di 3.780 milioni di Euro (pari al 30,5% del totale).

Palermo, incontro Amministrazione sindacati. Ci si prepara alla fase 2

Garantire i servizi, tutelare la salute dei lavoratori e degli utenti, rafforzare le misure già in atto e prepararsi in anticipo per la fase 2 ed allo stesso tempo mettere a frutto gli aspetti positivi sperimentati con il lavoro agile: sono stati questi i temi oggetto dell’incontro che si è tenuto oggi, tramite video-conferenza, tra l’amministrazione comunale di Palermo e le organizzazioni sindacali sull’organizzazione degli uffici in vista delle prossime fasi di contenimento del Covid-19.

All’incontro, organizzato dal Vicesindaco Fabio Giambrone su incarico del Sindaco, il Segretario Generale Antonio Le Donne, il Capo di Gabinetto Sergio Pollicita e alcuni dirigenti comunali del Personale edello Sviluppo organizzativo; presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa-Cisal e della Filca-Cisl del Coime.

“Dopo altri importanti incontri avuto nei giorni scorsi, ci è sembrato utile avviare una fase di condivisione e confronto con le organizzazioni sindacali per mettere a punto un’organizzazione degli uffici che rilanci i servizi, valorizzi il personale e tuteli la  salute dei lavoratori e degli utenti – dice il Vicesindaco Fabio Giambrone – Vogliamo anche mettere a frutto quanto di buono è stato realizzato in queste settimane con l’avvio al lavoro agile di oltre 3.600 dipendenti: un’esperienza utile per valutare come questa forma di lavoro possa essere usata in futuro garantendo efficienza dei servizi ed allo stesso tempo una migliore conciliazione fra vita privata e lavoro del personale. Prevediamo nuovi momenti di confronto focalizzati in particolare per quanto riguarda la Polizia Municipale, il mondo della scuola e sul Coime”.

L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulle politiche riguardanti il personale comunale: “Dopo le oltre 700 stabilizzazionidel 2019 – spiega il Vicesindaco – completeremo il processo con leultime 70 unità e, da qui al 2022, ci occuperemo dello sviluppo delle carriere e dei nuovi concorsi, compatibilmente con le risorse in bilancio”.

”Anche con l’ANCI – ricorda il sindaco Leoluca Orlando – abbiamo sollecitato il Governo nazionale e la Protezione civile ad emanare direttive chiare circa i protocolli da seguire e per individuare nuove risorse utili per garantire ai dipendenti e agli ambienti di lavoro adeguate forme di protezione individuale e collettiva.In questa occasione credo che sia doveroso ancora una volta ringraziare tutti i lavoratori del Comune, sia quelli che hanno accettato in pochi giorni una radicale trasformazione dei metodi e strumenti di lavoro con il passaggio al lavoro agile, sia quelli che hanno mantenuto la loro presenza negli uffici e per strada, per garantire servizi essenziali per la cittadinanza”. Soddisfazione viene espressa anche da Cgil Fp, Uil Fpl, Csa-Cisal, Cisl Fp e dai rappresentanti sindacali Coime: “Apprezziamo quanto fatto sinora, ma al contempo chiediamo un ulteriore impegno per la sicurezza dei lavoratori, specie per quelli più esposti, con un continuo approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza e incontri ad hoc sulla Polizia Municipale e sul Coime. Ribadiamo inoltre la necessità di ampliare i processi di formazione dei lavoratori e di perfezionare gli strumenti informatici necessari all’attuazione del lavoro agile anche in futuro. Per quanto riguarda invece le politiche sul personale, occorre procedere all’aumento delle ore attingendo le risorse dai risparmi dovuti ai pensionamenti o, in alternativa, chiedendo allo Stato di aumentare lo stanziamento annuo da 55 milioni a 75 milioni di euro, oltre a procedere con le progressioni verticali e orizzontali per riconoscere i diritti di 3 mila part-time, specie delle fasce più basse”.

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