Coronavirus, il bollettino del 29 aprile: zero vittime in Sicilia, giù contagi e ricoveri

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (mercoledì 29 aprile), in merito all’emergenza #Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 75.360 (+2.352 rispetto a ieri), su 71.301 persone: di queste sono risultate positive 3.140 (+20), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.145 (+2), 763 sono guarite (+18) e 232 decedute (0).

Degli attuali 2.145 positivi, 449 pazienti (-13) sono ricoverati – di cui 34 in terapia intensiva (0) – mentre 1.696 (+15) sono in isolamento domiciliare.

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, controllo del grano duro su tre navi arrivate a Pozzallo

Resta alta in Sicilia l’attenzione sul fronte alimentare anche nel periodo di emergenza sanitaria.

Questa volta i controlli disposti dal presidente della Regione, Nello Musumeci si sono concentrati sul grano proveniente dall’estero. Gli agenti del Nucleo operativo per la sicurezza agroalimentare del Corpo forestale regionale – che hanno operato in sinergia con i colleghi dell’Ispettorato centrale per la qualità e la repressione delle frodi agroalimentari – sono entrati in azione nel porto di Pozzallo, dove sono giunte tre navi provenienti da Turchia, Albania e Malta. A bordo, un carico complessivo di grano duro di oltre undicimila tonnellate destinato a mulini del Siracusano e del Ragusano. Erano presenti anche gli ispettori fitosanitari dell’assessorato dell’Agricoltura.

Sul grano, di provenienza francese, spagnola e ungherese, sono stati effettuati prelievi e i campioni, subito trasmessi ai laboratori del ministero delle Politiche agricole. Le analisi chimico- fisiche, i cui esiti si conosceranno entro pochi giorni, mirano soprattutto ad accertare l’assenza di residui di pesticidi, in particolare di glifosato.

«Impensabile, specie in un momento come questo – sottolinea il governatore Musumeci – che si possano minimamente allargare le maglie della rete di controllo su tutto ciò che entra in Sicilia per finire sulle nostre tavole. Ciò che è prassi, oggi diventa a maggior ragione una regola ferrea e qualora dovessero essere accertate anomalie sulla qualità della merce faremmo scattare immediatamente il fermo sanitario. Il rigore, che finora ha dato i risultati sperati, è stato e resterà un principio saldo a beneficio della salute dei siciliani».

Palermo, guarito dal Coronavirus secondo pazienze bergamasco: dimesso dal Civico

È stato dimesso questa mattina dal reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo anche il secondo paziente bergamasco trasferito in Sicilia il 14 marzo scorso.

L’uomo di 61 anni, è risultato negativo al doppio test del tampone ed è in buone condizioni di salute. Ragion per cui, è stato trasferito, mediante un ponte aereo, in un ospedale milanese dove completerà il percorso terapeutico di riabilitazione polmonare. Il bergamasco, felice per le sue buone condizioni di salute, si è detto innamorato della Sicilia e pronto a tornare non appena la pandemia da Coronavirus sarà finita.

 

Coronavirus, Musumeci incontra governatori di centrodestra: “Chiederò modifiche a Conte”

“Giungere a una proposta ampia e convergente per invitare il presidente Conte a modificare le preannunciate disposizioni della Fase 2”. È l’obiettivo del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che oggi si è dato appuntamento, in videoconferenza, con i colleghi governatori di centrodestra. “Le misure annunciate per il 4 maggio lasciano scontenti tutti: settentrionali e meridionali, chi per l’apertura e chi per la chiusura e si muovono poi in evidente contraddizione.In Sicilia non abbiamo grandi fabbriche, ma una diffusa presenza di piccole e medie imprese nel commercio, nel turismo, nell’artigianato e nei servizi. Metterle in condizioni di lavorare, nel rispetto assoluto delle norme di sicurezza, è un dovere del governo nazionale. Se proprio non vuole farlo, autorizzi le Regioni ad adottare le misure che risultino compatibili con la situazione epidemica locale”, sono state le sue parole.

“I sindacati confederali arrivano in ritardo, ma ci fa piacere lo stesso. Si chiama ‘Progetto Terza età’ ed è uno strumento di pianificazione per interventi a sostegno della popolazione ultrasessantacinquenne dell’Isola. L’iniziativa del mio governo, lanciata nella seduta di giunta del 17 aprile scorso prevede la costituzione di un ristretto Comitato tecnico scientifico per fornire ogni necessario apporto. Il ‘Progetto’ vede impegnati, in particolare, i dipartimenti regionali della Salute e della Famiglia e sarà pronto il mese entrante per essere deliberato. Prima dell’adozione, ovviamente, vorremo ascoltare anche le proposte di tutte le organizzazioni sindacali”, ha concluso.

Coronavirus in Sicilia, meno ricoveri e più guariti: il nuovo aggiornamento

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (martedì 28 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 73.008 (+2.358 rispetto a ieri), su 68.729 persone: di queste sono risultate positive 3.120 (+35), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.143 (+20), 745 sono guarite (+14) e 232 decedute (+1). Degli attuali 2.143 positivi, 462 pazienti (-13) sono ricoverati – di cui 34 in terapia intensiva(-1) – mentre 1.681 (+33) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Questa, invece, è la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 125 (14, 22, 11); Catania, 670 (106, 220, 81); Enna, 295 (122, 81, 28); Messina, 373 (90, 112, 48); Palermo, 352 (69, 90, 28); Ragusa, 54 (6, 29, 6); Siracusa, 111 (49, 86, 24); Trapani, 94 (6, 40, 5).

Dissesto idrogeologico Sicilia: a Troina si consolida il versante nord

I primi movimenti franosi, sul versante nord della Rocca San Pantheon di Troina, nell’Ennese, risalgono alla metà degli anni Novanta e da allora sono stati eseguiti solo interventi parziali.

Occorreva però una soluzione organica ed è quella prima programmata e successivamente finanziata dalla Struttura contro il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Sulla base di questa pianificazione, gli Uffici di piazza Ignazio Florio diretti da Maurizio Croce hanno infatti espletato la gara che ha visto piazzarsi al primo posto la Pellegrini Consolidamenti srl di Narni, con un ribasso del 30,2 per cento.

Si tratta di un’area che ha una classificazione R4, di rischio molto elevato, a valle del costone. E’ il quartiere Arcirù – letteralmente ‘ricco di acqua’ – tra la zona commerciale di San Basilio e la chiesa Madonna del Soccorso.

L’obiettivo è quello di restituire la piena e sicura fruibilità dei luoghi, densamente popolati e con numerose abitazioni e uffici pubblici, sia su via Armando Diaz sia su viale Vittorio Veneto, per evitare che possano ripetersi altri crolli di massi, come quelli che si verificarono tra il 2016 e il 2017 e che raggiunsero alcune case e le vie adiacenti. Il progetto prevede il disgaggio e la pulitura delle pareti rocciose, la collocazione di reti e di funi d’acciaio oltre a quella di una barriera paramassi.

Coronavirus: l’aggiornamento del 28 aprile nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (martedì 28 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 125 (14, 22, 11); Catania, 670 (106, 220, 81); Enna, 295 (122, 81, 28); Messina, 373 (90, 112, 48); Palermo, 352 (69, 90, 28); Ragusa, 54 (6, 29, 6); Siracusa, 111 (49, 86, 24); Trapani, 94 (6, 40, 5).

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Brolo, ok a progettazione per messa in sicurezza del Castello

L’iter per la messa in sicurezza della rupe sulla quale sorge il castello di Brolo, centro del Messinese, compie un nuovo passo in avanti.

L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha infatti affidato la pianificazione dell’intervento che consentirà di consolidare, dopo nove anni, il costone pericolante che sovrasta diverse abitazioni.

Nel 2011 una frana improvvisa aveva trascinato con sé le strutture di rinforzo in pietra costruite anticamente per trattenere un tratto roccioso instabile, coinvolgendo anche il piazzale antistante la torre.

L’intervento, finanziato con oltre quattro milioni di euro dalla Struttura commissariale diretta da Maurizo Croce, è rimasto finora sempre sulla carta ma adesso, una volta acquisito il progetto che è stato affidato a un raggruppamento di imprese che fa capo alla Artec di Taormina, gli uffici di piazza Ignazio Florio a Palermo potranno bandire anche la gara per fare partire i lavori.

Dalla realizzazione delle opere che dovranno definitivamente arrestare i movimenti franosi dipende, tra l’altro, il via libera alla creazione di un parco urbano, già previsto dal Piano regolatore e pensato dall’amministrazione cittadina per valorizzare una zona di grande interesse storico.

Per assicurare l’incolumità della gente e tutelare l’antico borgo medievale che sorge attorno al castello sarà anzitutto necessaria una accurata regimentazione delle acque piovane, prevedendo il disgaggio dei massi pericolanti e l’estirpazione della vegetazione che ne favorisce l’instabilità. Dovranno, inoltre, essere installate reti metalliche agganciate al terreno e realizzati muri di sostegno.

Coronavirus, l’appello dei Sindaci di Lampedusa e Pozzallo: “Finanziaria ci aiuti”

La Finanziaria regionale preveda un sostengo per Lampedusa e Pozzallo, le due realtà siciliane maggiormente impegnate sul fronte dell’emergenza migranti che hanno sempre dimostrato piena disponibilità all’accoglienza salvando in più di una occasione l’immagine dell’intera Europa, e che in questo momento vivono una situazione resa ancora più difficile dall’emergenza Coronavirus”.

Così i sindaci di Lampedusa e Pozzallo, Totò Martello e Roberto Ammatuna, in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Nello Musumeci.

Da notizie di stampa – scrivono i due sindaci al Presidente Musumeci – apprendiamo che all’interno della finanziaria regionale attualmente all’esame dell’Ars non sarebbe previsto alcun aiuto specifico per i nostri Comuni: tutto ciò non può essere accettato da chi si è sempre speso, a costo di grandi sacrifici, anche sobbarcandosi responsabilità e compiti imputabili ad altri livelli istituzionali. Chiediamo quindi al Presidente Musumeci ed alle forze politiche presenti all’Assemblea Regionale Siciliana di intervenire attraverso la manovra economica regionale per sostenere i Comuni di Lampedusa e Pozzallo, tenendo conto del ruolo svolto sino ad oggi dalle due amministrazioni e dalla cittadinanza locale sul fronte dell’accoglienza e della tutela dei diritti umani, anche in piena emergenza Coronavirus”.

Coronavirus, Sindaco De Luca: “Grave situazione nelle baraccopoli a Messina”

“In città ci sono luoghi come le baraccopoli dove questo periodo di emergenza da Covid-19 è vissuto in modo ancora più complicato. Purtroppo ho dovuto ordinare a circa 2.500 famiglie, che già vivono in questa situazione di disagio, di restare nelle baracche coperte di amianto. In un ambiente, come dimostrato anche dalle statistiche, dove l’aumento di mortalità per alcune patologie è più incisivo. Questi cittadini hanno fatto un grande sacrificio e li ringrazio”.

Lo ha dettoil sindaco di Messina, Cateno De Luca, che ha poi proseguito: “Richiamo l’attenzione di tutta la classe politica nazionale su una vicenda che ci trasciniamo da più di 100 anni, perché addirittura abbiamo in qualche zona testimonianze delle baracche del post terremoto del 1908”.

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