Sicilia, istituti tecnici superiori: approvato il Piano formativo triennale

È stato approvato dalla Giunta di governo il nuovo Piano triennale dell’offerta formativa per gli Istituti tecnici superiori (Its). A darne comunicazione è l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale, Roberto Lagalla. La Regione siciliana intende sostenere l’ampliamento dell’offerta Its 2020-2022 sia rafforzando i percorsi già in essere introducendo ulteriori opportunità formative, grazie al riconoscimento di nuove sei Fondazioni. Queste nascono attraverso un sistema che mette in rete istituti scolastici superiori, imprese, università, centri di ricerca ed enti locali, con la possibile partecipazione di soggetti privati ed aziende appartenenti all’area di riferimento di ciascun Its.

I dati più recenti dimostrano come, grazie agli ITS, circa l’80% dei diplomati trovi rapidamente occupazione al termine degli studi, anche nella nostra regione. Il sistema ITS ha dimostrato di rappresentare un segmento cruciale della infrastruttura formativa poiché esso risponde alla domanda, espressa da parte delle imprese, di profili professionali con elevate competenze tecniche nei settori più avanzati della produzione, inclusi l’efficienza energetica, le nuove tecnologie della vita e per il made in Italy, nonché per i beni e le attività culturali, il turismo, l’ingegneria dell’informazione e della comunicazione. I percorsi hanno una durata biennale, per un totale di 1.800/2.000 ore, di cui almeno il 30% di tirocinio aziendale. Per iscriversi, è necessario sostenere e superare una prova di accesso e la partecipazione è gratuita, in quanto gli ITS sono finanziati con fondi pubblici, sia nazionali che comunitari. A conclusione del percorso, a seguito di una verifica finale, si consegue il diploma di Tecnico superiore, equivalente al V livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, riconosciuto in tutti i Paesi dell’Unione Europea, con l’indicazione dell’area tecnologica e della figura nazionale di riferimento. Ciò consente l’accesso ai concorsi pubblici e alle università con il riconoscimento di crediti formativi universitari. Alle Fondazioni già esistenti, Its Archimede “Tecnologie Innovative per i beni e le attività culturali” di Siracusa, Its “Efficienza energetica” di Enna, Its Albatros “Nuove tecnologie per il made in Italy” di Messina, Its “Mobilità Sostenibile e trasporti” e Its Steve Jobs “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione” di Catania, si aggiungono oggi: per la Sicilia occidentale Its Sicani “Nuove tecnologie per il made in Italy – Agroalimentare” di Agrigento, presentato proprio nelle scorse settimane, Its Madonie “Tecnologie e sistemi agroalimentari”, Its Alessandro Volta “Nuove tecnologie della Vita” e Infomobpmo “Mobilità sostenibile di Palermo, Its Emporio del Golfo “Nuove tecnologie per il made in Italy” di Trapani e per la Sicilia orientale l’Its Aerospazio Sicilia “Mobilità sostenibile” di Ragusa.

«L’obiettivo è quello di accrescere la competitività delle aziende in quanto i percorsi proposti dagli Its – spiega Lagalla – rispondono sia alla domanda di formazione espressa dai giovani che a quella del tessuto imprenditoriale regionale che necessita di profili professionali altamente specializzati soprattutto nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dell’ambiente, delle tecnologie innovative e delle energie rinnovabili. La loro sinergia può rappresentare per la Sicilia un importante fattore di crescita economica ed è proprio in questa direzione che il governo Musumeci ha deciso di puntare. Occorre avere una visione strategica e investire sui giovani e sulla formazione di competenze coerenti con il fabbisogno occupazionale locale, perché se pensiamo che, nell’anno scolastico 2018/2019, in Italia, circa 220 mila ragazzi non hanno proseguito gli studi, è chiaro come la formazione terziaria possa costituire una valida occasione di crescita formativa e di inserimento occupazionale, soprattutto in Sicilia dove il numero di Neet presenta percentuali particolarmente elevate».

 

Serie C, oggi il termine per l’iscrizione: Siena in dubbio, ottimismo per il Catania. Il Palermo…

A mezzanotte scadrà il termine per l’iscrizione al campionato di Serie C.

Domani il Palermo potrà sapere quali saranno le sue sfidanti nella corsa alla promozione in cadetteria. A poco più di dodici ore dal gong, tuttavia, sono ancora diverse le squadre in dubbio. L’emergenza Covid-19 e le ultime vicende ad esse legate, infatti, hanno messo a rischio il futuro di alcuni club. Tra questi, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, Arezzo e Teramo, hanno pronti i documenti necessari. A un passo dall’iscrizione sarebbe anche la Sicula Leonzio. Ottimismo anche in casa Catania, dove il passaggio di proprietà a seguito del fallimento sfiorato ha riportato il sereno. Situazione più problematica, invece, per il Siena, che sta ancora trattando la cessione. In bilico, infine, il futuro del Trapani, che attende la sentenza del Coni per comprendere in quale categoria giocherà. Altri club hanno invece già rinunciato al ritorno dei professionisti. È il caso del Campodarsego, il cui posto verrà occupato da una delle seconde classificate in Serie D. Il Consiglio federale ha infatti redatto ieri le regole per riammissioni e ripescaggi, che verranno attuate anche in caso di mancata iscrizione di società che lo scorso anno hanno militato in Serie C.

Siamo consapevoli che non sarà una stagione sportiva ordinaria – dice il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli –. Noi dobbiamo rafforzare la mission giovani e tagliare i costi. Oggi è tutto diverso rispetto a prima del Covid-19. Al governo diciamo che abbiamo bisogno del credito di imposta per tenere una parte degli sponsor“.

Intanto, il Palermo, che ha già messo a segno l’iscrizione al prossimo campionato, guarda con interesse alla composizione dei gironi. Se, da un lato, il club di Viale del Fante attende di comprendere chi sarà a sfidarlo, dall’altro lato il duo Castagnini-Sagramola potrebbe trarre vantaggio dal declassamento di alcune squadre, aggiudicandosi a parametro zero alcuni tesserati delle società in questione.

 

Porto di Palermo: la Giunta chiede finanziamento per studio di fattibilità di un’infrastruttura stradale

porto di palermo

La Giunta comunale ha deciso di chiedere allo Stato il finanziamento per l’avvio dello studio di fattibilità di un’infrastruttura stradale che colleghi il Porto di Palermo alla grande viabilità.  Per la realizzazione dell’opera si intendono utilizzare le risorse assegnate dai decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti lo scorso anno, pari a circa 1,4 mln. Per questo motivo si sta valutando la possibilità di creare un sistema di collegamento veloce che consenta agli automezzi e ai mezzi da carico di raggiungere sia l’hub portuale che quello aeroportuale rapidamente con una infrastruttura dedicata. Nello specifico, si sta pensando ad un collegamento fra la zona terminale dell’autostrada Palermo Catania e l’autostrada verso Trapani, con uno svincolo di collegamento verso il porto.

L’idea progettuale è stata redatta dall’Autorità portuale di Palermo, di concerto con Anas, Regione e Comune con l’obiettivo di inserirla nel programma dell’Unione Europea del cosiddetto“Ultimo Miglio”, che serve a collegare le strade principali con i porti e gli aeroporti. Il tunnel, una sorta di “passante autostradale”, avrebbe una lunghezza di 12 km. Il progetto, del costo di 1,2 miliardi di euro, prevede un percorso interamente sottoterra che attraversa la città di Palermo creando uno svincolo per il porto e gli imbocchi all’altezza dello svincolo di Villabate a Palermo e a quello dell’ospedale Cervello.

Il sistema viario della città di Palermo denota – si legge nella delibera – una grave criticità dovuta alla difficoltà nel raggiungere il Porto dal sistema autostradale, a causa della congestione dell’asse della circonvallazione. Questa criticità riguarda anche l’attraversamento veloce della città fra le due autostrade in direzione di Catania-Messina e di Trapani“.

Si tratta di un’opera che certamente cambierebbe in modo radicale la mobilità a Palermo – ha detto il sindaco Leoluca Orlandosenza però alterarne, anzi favorendo un recupero di vivibilità, nei grandi assi viari. È ovviamente un’opera impegnativa sotto il profilo finanziario, ma soprattutto sotto il profilo costruttivo ed è, quindi, necessario che sia preceduta da uno studio di fattibilità adeguato, consistente e accurato“.

Sanità: dal governo Musumeci 85 milioni per gli ospedali

La Regione Siciliana dà vita al più imponente investimento in tecnologie sanitarie degli ultimi dieci anni. A disposizione per gli ospedali dell’Isola ci sono 85 milioni di euro. Su input del presidente Nello Musumeci, l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha siglato il decreto che di fatto avvia un radicale processo di innovazione e ammodernamento delle apparecchiature di ‘media tecnologia’ (ecografi, microscopi, tavoli operatori, elettrobisturi, laser chirurgici, angiografi, colonne laparoscopiche, defibrillatori, etc.) in uso quotidianamente negli ospedali siciliani. Si tratta di risorse destinate a tutte le aziende del Sistema sanitario dell’Isola che permetteranno di sostituire quelle strumentazioni ritenute obsolete e che, soprattutto in alcuni ambiti, consentiranno il prosieguo di una innovazione dell’attività clinica già in atto. L’assessore Razza ha seguito le varie fasi del procedimento amministrative a partire dalla ricognizione condotta nelle varie strutture che ha poi determinato i fabbisogni tecnologici.

Ecco la ripartizione dei fondi in 18 strutture dell’Isola: Asp Agrigento, 3,7 milioni di euro; Asp Caltanissetta, 2,9 milioni di euro; Asp Catania, 5,7 milioni di euro; Asp Enna, 1,9 milioni di euro; Asp Messina, 4 milioni di euro; Asp Palermo, 9,1 milioni di euro; Asp Ragusa, un milione di euro; Asp Siracusa, 2,9 milioni di euro; Asp Trapani, 4,6 milioni di euro; Policlinico Rodolico San Marco di Catania, 3,1 milioni di euro; Policlinico Martino di Messina, 3,3 milioni di euro; Policlinico Giaccone di Palermo, 6,6 milioni di euro; Cefpas di Caltanissetta, 4 milioni di euro; Ospedale Garibaldi di Catania, 6,9 milioni di euro; Ospedale Cannizzaro di Catania, 3,2 milioni di euro; Ospedale Papardo di Messina, 7,7 milioni di euro; Ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo, 6,4 milioni di euro; Ospedale Civico di Palermo, 8 milioni di euro.

«Questo investimento nelle tecnologie – evidenzia il governatore Musumeci – rientra in un più ampio processo di riqualificazione dell’intero comparto sanitario regionale. Un’azione che, come si ricorderà, abbiamo avviato da subito, ristrutturando moltissime infrastrutture, completandole o addirittura realizzandole ex novo. E’ un ammodernamento complessivo a cui, ovviamente, vanno associate le migliaia di assunzioni con contratto a tempo indeterminato e i tanti concorsi ancora in atto. Sono certo che, al termine della nostra esperienza amministrativa, consegneremo ai siciliani una sanità migliore rispetto a come ci era stata affidata».

«La nostra sanità – dice l’esponente del governo Musumeci – deve fare rima con futuro. L’investimento in tecnologia, assieme allo sviluppo digitale, sono alcune delle componenti di un percorso di rigenerazione che è sotto gli occhi di tutti. Le risorse che abbiamo stanziato sono nella disponibilità delle Aziende. E’ chiaro che vigileremo affinché ciò che è stato immaginato diventi realtà in ogni parte della Sicilia».

 

Palermo: semafori, manutenzione e miglioramento energetico. Vecchie lanterne sostituite con ottiche a LED

Quando l’attività di manutenzione ordinaria diventa occasione di efficientamento energetico e miglioramento della gestione di impianti e risorse. E’ l’intervento che sta portando avanti AMG Energia sulla rete dei semafori cittadini di cui cura conduzione e manutenzione per conto del Comune di Palermo. Nel corso delle verifiche costanti sugli impianti e degli interventi di manutenzione ordinaria o di riparazione dei guasti, la società ha deciso anche la sostituzione di alcune lanterne (ancora con vecchie lampade ad incandescenza) con apparecchiature nuove, equipaggiate con più performanti lampade a LED.

I vantaggi ci sono sia in termini di gestione degli impianti (più lunga durata delle lampade, minore frequenza dei guasti) e di un miglioramento del funzionamento delle apparecchiature, ma anche in termini di risparmio energetico: ogni lanterna a LED consuma solo il 20 per cento di quella equivalente ad incandescenza. L’attività viene effettuata nell’ambito della manutenzione ordinaria, e quindi senza alcun onere aggiuntivo a carico del Comune di Palermo, sugli impianti che consentono tale intervento, semafori con adeguati regolatori e lampeggianti statici.

Le lanterne già sostituite sono 61 e riguardano l’impianto alternato di via Castelforte, 10 lampeggianti (Di Giovanni/Di Blasi, La Malfa/Nuova, Dante/Villafranca, Catalano/Apollo, Pazienza/Apollo, Diomede/Aiace, Nettuno/Cavarretta, Castelforte/Rosciglione, Regione Siciliana-G. Roccella direzione Trapani e Regione Siciliana-G. Roccella direzione Catania), i semafori pedonali di via Libertà civ. 135, di viale del Fante (altezza piscina comunale) di via Pasquale Calvi e l’impianto alternato di via Falsomiele 12-22. Il prossimo impianto su cui si interverrà con verifica e upgrading, con installazione di 4 lanterne LED, è quello pedonale di via dei Benedettini-ingresso Ospedale dei Bambini.

L’idea è semplice e ne abbiamo fatto una buona prassi – dice il presidente di AMG Energia, Mario ButeraSi tratta di una piccola attività ma con cui si raggiunge un risultato utile per l’Amministrazione comunale, proprietaria degli impianti, e un beneficio immediato per la collettività: il risultato è quello di un miglioramento dell’impianto con un indubbio vantaggio funzionale, ma anche di un miglioramento del servizio reso”.

 

Palermo, il Girone C sarà infuocato: dal Bari all’Avellino, ecco tutte le avversarie dei rosanero

Un campionato ostico per i rosanero.

C’è chi lo ha già definito “un campionato di serie B2” per il blasone delle società che parteciperanno” scrive l’edizione odierna de La Repubblica, che fa il punto sul girone che attende il Palermo nel prossimo campionato di Serie C, che si preannuncia come uno dei più difficili degli ultimi anni se si pensa che la maggior parte delle squadre che ne fanno parte ambiscono alla promozione diretta in Serie B. In totale saranno venti le squadre del Sud che andranno a comporre il girone C, club storici di cinque regioni: Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Puglia. Tra quelle siciliane Palermo, Catania e Sicula Leonzio sono le uniche squadre sicure di disputare il prossimo campionato di C.

Si attendono ancora novità per il Trapani che, “oltre a lottare in piena zona retrocessione nel campionato cadetto a due giornate dalla fine, dovrà anche risolvere alcuni problemi societari. Se i granata saranno costretti a giocare la Serie C, i derby siciliani in programma nella prossima stagione saranno tanti” si legge sul noto quotidiano. Palermo e Catania, torneranno a sfidarsi dopo sette anni dall’ultima volta, sarà la prima volta invece con la Sicula Leonzio. Finora, infatti, la squadra di Lentini non ha mai incrociato i rosanero.

A lottare per il primato ci saranno anche Bari, Avellino, Catanzaro, Potenza, Casertana e Monopoli. Cavese, Vibonese e Francavilla; squadre che conoscono bene il girone e che potrebbero essere le vere sorprese di questo campionato. Ternana, Teramo e Viterbese dovrebbero invece traslocare nel girone B per lasciare spazio alle retrocesse: Trapani, Cosenza e Juve Stabia, che infatti occupano gli ultimi posti in classifica del campionato cadetto. Inoltre, rischia la retrocessione una tra Pescara e Perugia, società che potrebbero ritrovarsi nel girone Sud come già accaduto in passato.

Da non perdere di vista anche Foggia e Savoia che, “avendo chiuso al secondo posto i rispettivi giorni in Serie D la scorsa stagione, potrebbero ottenere il pass per la C ed essere ripescate in caso di forfait improvviso di qualche società”. Adesso, dunque, non resta che aspettare la decisione del Consiglio federale, in programma il 4 agosto, sugli eventuali ripescaggi, mentre la Lega Pro è già al lavoro per definire il nuovo campionato 2020-21. Si dovrebbe cominciare con la Coppa Italia: preliminari e primo turno eliminatorio si giocheranno da metà settembre.

 

Gesap: raddoppiano i collegamenti bus Trapani-aeroporto di Palermo

Dal prossimo 20 luglio Autolinee Segesta raddoppierà le corse dei bus per il collegamento Trapani – aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.

La programmazione estiva prevede in totale 16 corse tra andata e ritorno; la prima sarà alle 4,30 (dal lunedì al venerdì), con arrivo in aeroporto alle 5,30, in tempo per l’imbarco nei voli del mattino. Il nuovo orario estivo dei bus è stato concordato in un incontro tra l’assessore al Turismo del Comune di Trapani Rosalia D’Alì e i manager della Autolinee Segesta.

Abbiamo chiesto di incrementare le corse con l’aeroporto di Palermo – afferma l’assessore D’Alì al fine di migliorare i collegamenti e offrire un servizio ai cittadini e ai turisti che viaggiano da Punta Raisi e vogliono raggiungere facilmente Trapani e lo scalo aereo”.

Da Trapani, le fermate sono in: via Ammiraglio Staiti – porto (partenza), via Mazzini (fermata Sau piazza Umberto I), via Fardella 128 (altezza via Matera) e 292 (altezza via Roasi), via Marsala 195, aeroporto. La tariffa sarà unica: 9.60 euro. I biglietti si potranno acquistare via web (segesta.it) e app, oltre nei punti vendita a Trapani e all’aeroporto (hall arrivi).

La garanzia della mobilità è fondamentale per lo sviluppo economico della Sicilia occidentale – afferma Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino – Questa nuova programmazione estiva dei bus da e per Trapani agevola i viaggiatori che si spostano per lavoro o per sfruttare l’intera giornata di vacanza, utilizzando i voli del mattino, e migliora la mobilità dei turisti che sbarcano a Palermo con l’intenzione di visitare la parte occidentale dell’Isola”.

 

Erice, percorsi per non vedenti: stop alle piste tattili

I percorsi tattili per non vedenti, la cui posa in opera nel centro storico di Erice era stata avviata negli scorsi giorni, sono stati già rimossi e si sta provvedendo al ripristino del basolato originario.

Si conclude,così, in pochi giorni una vicenda che, se passata inosservata, avrebbe provocato una ferita insanabile alla preziosa cittadina medievale. Le opere, realizzate dall’amministrazione comunale di Erice, riguardano la posa in opera di percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti, della larghezza di 40-50 centimetri, realizzati in pietra bianca – Loges, acronimo che sta per Linea di orientamento, guida e sicurezza – che utilizzano superfici dotate di rilievi con un codice informativo facilmente rilevabile attraverso la pressione del piede. Il percorso in fase di realizzazione era stato creato anche come percorso di emergenza per il raggiungimento di luoghi di riunione in caso di calamità naturali.

«Ho dato immediate disposizioni agli uffici – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – di verificare la fondatezza delle proteste che mi sono state consegnate da cittadini e consiglieri comunali di Erice e di intervenire a salvaguardia del prezioso gioiello medievale. Il soprintendente di Trapani, intervenuto tempestivamente nel cantiere, ha riscontrato la difformità delle opere rispetto al progetto autorizzato nel 2015 ed ha bloccato i lavori disponendo la rimozione del camminamento in pietra bianca e il ripristino del selciato che dovrà essere riportato alle condizioni originarie. Non è in discussione – dice l’assessore Samonà – la necessità di effettuare interventi a tutela dei cittadini con deficit visivi, ma delle modalità e delle tecniche usate per realizzare l’opera. E’ indubbio che in contesti soggetti a tutela ogni intervento deve essere valutato soprattutto sotto il profilo dell’impatto architettonico».

Covid, 130 milioni per potenziare terapie intensive e subintensive

La Sicilia potenzia le terapie intensive e sub intensive. E’ la misura di rafforzamento, prevista dal decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, che interviene sulla Rete ospedaliera in emergenza Covid adottata dal governo regionale.Sono complessivamente 1.070, infatti, i nuovi posti letto: circa duecento nelle terapie intensive – che passano così dai 529, previsti dalla rete ospedaliera varata dal decreto assessoriale 22/2019, ai 720 del nuovo provvedimento – e altri 350 di terapia sub-intensiva, di cui la metà potrà essere immediatamente convertita in cure intensive in caso di necessità a causa della pandemia.

Il provvedimento dell’assessore alla Salute Ruggero Razza recepisce, di fatto, quanto definito a livello nazionale nell’ambito del contrasto costante al Covid-19, ma i nuovi posti letto potranno comunque restare nella disponibilità della Sanità siciliana anche successivamente.

“E’ la dimostrazione – commenta il presidente della Regione, Nello Musumeci – che non abbassiamo la guardia. Si tratta, infatti, del prosieguo di un’azione più articolata avviata fin da subito per contrastare il virus. In Sicilia, lo ricordo, i medici non sono mai stati sul punto di scegliere quale vita salvare: durante questa emergenza, nei nostri ospedali c’è sempre stato un letto per chi ne avesse bisogno. Ovviamente, ci auguriamo di non dovere mai adoperare nessuno di questi nuovi posti, ma in caso di necessità saremo pronti anche stavolta”.

L’investimento complessivo è di circa 131 milioni di euro, di cui 56 per le terapie intensiva e 53 per la sub-intensiva. Per la ristrutturazione dei Pronto soccorso, con la separazione dei percorsi assistenziali e le aree di permanenza, invece, sono stanziati 21 milioni di euro. Nello specifico, il decreto – predisposto da Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento della Programmazione strategica dell’assessorato – prevede che i manager delle Aziende sanitarie regionali realizzino gli interventi tenendo conto della sicurezza di medici e operatori sanitari. La misura punta, ovviamente, al potenziamento dei percorsi di contenimento delle infezioni ospedaliere per i soggetti più fragili: saranno, infatti, diversificate le aree di accoglienza dei pazienti.

Ecco i dati dei posti letto in terapia intensiva programmati per provincia.Agrigento passa da 24 della rete ospedaliera a 38 (e 30 in subintensiva).Caltanissetta da 22 a 36 (18).Catania da 144 a 171 (88).Enna da 12 a 28 (8).Messina da 70 a 106 (48).Palermo da 164 a 212 (96).Ragusa da 30 a 40 (22).Siracusa da 37 a 53 (16).Trapani da 26 a 36 (24).

Beni culturali, riapre anche il Museo archeologico di Marsala

Da oggi, mercoledì 24 giugno, sarà di nuovo possibile visitare il Museo archeologico regionale Lilibeo di Marsala con accesso dalle 9 alle 19.30, sia dall’ingresso principale sul Lungomare Boeo che da Piazza della Vittoria. Il Museo si aggiunge al Parco archeologico aperto al pubblico già lo scorso14 giugno. Per consentire la migliore efficienza dei servizi è consigliato effettuare la prenotazione on-line attraverso l’App Youline, al sito https://youline.eu/laculturariparte.html. In osservanza delle Linee guida anti-Covid i percorsi sono stati realizzati secondo una sola direzione. In base alle direttive nazionali, l’ingresso sarà consentito a chi presenta una temperatura corporea inferiore a 37,5 gradi e sarà indispensabile l’uso di una mascherina. I gruppi guidati o accompagnati non dovranno superare le dodici unità, oltre la guida.

“La provincia di Trapani è una miniera preziosa di antiche vestigia – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà. Il territorio di Marsala ha emergenze artistiche e archeologiche uniche che vanno ancor più valorizzate. Grazie alla rete dei Parchi stiamo lavorando per creare sistema e definire forti relazioni tra le diverse aree del territorio.Aver riaperto il Museo nella giornata dedicata a San Giovanni, molto cara ai marsalesi, è un atto di attenzione a una comunità dalle forti tradizioni e dalla ricca storia”.

Sarà possibile effettuare la visita dei due percorsi espositivi: l’uno dedicato ai rinvenimenti subacquei (nave punica di Lilibeo, nave tardo romana, relitti medievali), l’altro alla splendidissima civitas Lilybetana con i materiali dall’abitato, le fortificazioni, le vaste necropoli e i santuari. La visita alla scoperta dell’antica Lilibeo comprende la vasta area archeologica che costituisce il fulcro del Parco, con gli scavi delle Fortificazioni, le Terme, la strada romana Plateia Aelia e gli scavi adiacenti alla chiesa di S. Giovanni al Boeo.

Nel pomeriggio del 24 giugno alle ore 17,30 sarà, poi, aperta la Biennale internazionale d’arte sacra delle religioni dell’umanità, esposizione transnazionale promossa dalla Fondazione Donà dalle Rose e da Wish-World international sicilian heritage. Artisti provenienti da diverse parti del mondo daranno voce al duplice concetto tematico di tempo e gioco in cui l’arte costituisce strumento di indagine, denuncia e conoscenza, capace di generare crescita collettiva, nuovi contesti espressivi e dialogo interreligioso, superando ogni pregiudizio e barriera. La mostra, che sarà aperta per tutta l’estate, ospiterà diversi artisti sia all’interno delle sale che negli spazi aperti e nel giardino.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.