Coronavirus, in Sicilia nessun nuovo contagio negli ultimi due giorni: l’aggiornamento

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, negli ultimi due giorni (11 e 12 giugno) aggiornato alle ore 15 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 176.233 (+4.849 rispetto a mercoledì 10 giugno), su 147.871 persone: di queste sono risultate positive 3.455 (0), mentre attualmente sono ancora contagiate 841 (-12), 2.335 sono guarite (+11) e 279 decedute (+1). Degli attuali 841 positivi, 37 pazienti (-9) sono ricoverati – di cui 3 in terapia intensiva (-3) – mentre 804 (-3) sono in isolamento domiciliare.

Questa è, invece, la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 32 (0 ricoverati, 108 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 10 (2, 155, 11); Catania, 398 (13, 578, 100); Enna, 8 (0, 388, 29); Messina, 119 (13, 387, 59); Palermo, 252 (9, 291, 38); Ragusa, 8 (0, 83, 7); Siracusa, 0 (0, 222, 29); Trapani, 14 (0, 123, 5).

Il prossimo aggiornamento avverrà lunedì.

Vertenza Almaviva – Sky: in piazza Indipendenza la solidarietà dell’amministrazione comunale ai lavoratori

L’assessora al Lavoro, Giovanna Marano, questa mattina si è recata in piazza Indipendenza dove si è svolto un sit in dei lavoratori di Almaviva.

Questa è stata occasione anche per portare la solidarietà del sindaco Orlando e dell’amministrazione comunale, preoccupati per le sorti dei dipendenti impegnati sulla commessa Sky e che ancora non hanno una garanzia di continuità occupazionale.

Chiediamo alla Ministra Catalfo – dichiarano Orlando e Marano – di convocare con urgenza il tavolo già insediato, affinché sostenibilità sociale e innovazione si intreccino in maniera feconda in questa vertenza e invitiamo al senso etico di responsabilità tutti i soggetti coinvolti, per garantire a Palermo un percorso di crescita e transizione digitale del valore del lavoro dei call center. I tempi ormai brevi delle scadenze previste, impongono che la clausola sociale sia applicata rapidamente, in maniera efficace, confermando diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e benefici per la molteplice presenza delle più grandi aziende nazionali del settore sul nostro territorio“.

Mercato ittico, Zacco: “Plauso a Piampiano per azione continuità di vendita durante i lavori di messa in sicurezza”

“Esprimo apprezzamento per la decisione assunta dall’assessore Piampiano riguardo alla continuità lavorativa delle attività all’interno del mercato ittico durante i lavori di messa in sicurezza della struttura, lavori necessari per garantire la normale attività del mercato generale”, lo ha dichiarato il presidente della VI commissione consiliare, Ottavio Zacco.

“Già più volte ho evidenziato l’importanza delle attività dello storico mercato ittico di Palermo che coinvolge le marinerie locali e dellaSicilia occidentale. Coscienti del fatto che i mercati generali necessitano di una nuova sede in quanto posizionati in siti non adeguati, abbiamo il dovere di garantire le attività.Mi auguro che presto vengano eliminate le prenotazioni sostituendole con il conta persone, al fine di garantire la sicurezza nei mercati generali ed evitare assembramenti senza danneggiare le attività”, ha concluso Ottavio Zacco.

 

Dissesto Idrogeologico, a Mascalucia in arrivo una via di fuga dal centro: al via i lavori 

Una strada considerata opera strategica e, in quanto tale, progettata per avere un ciclo di vita di almeno cent’anni. Una strada, soprattutto, pensata per garantire una indispensabile via di fuga dal centro abitato in caso di calamità naturali o altre emergenze. A Mascalucia, nel Catanese, possono cominciare i lavori per realizzare la nuova arteria che si andrà a intersecare con la via Roma e la via Polveriera consentendo, tra l’altro, di imboccare in modo agevole la intercomunale in direzione Gravina di Catania e San Giovanni Galermo.

Concluse le verifiche post gara, l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Nello Musumeci, ha infatti ufficialmente assegnato l’incarico alla Ever Green srl di Messina, che si è aggiudicata l’appalto per un importo di un milione e mezzo di euro. La Struttura commissariale, diretta da Maurizio Croce, ha previsto anche il potenziamento del sistema di raccolta delle acque piovane, indispensabile per porre fine agli allagamenti che nel passato si sono registrati tra le via Papa, la via Giovanni XXIII, la via Kennedy e la via IV Novembre e che tanti disagi hanno arrecato alla popolazione.

 

Caro-voli, Musumeci: “Un biglietto unico per i collegamenti Alitalia”

«Chiediamo un biglietto unico con Alitalia, al di là del giorno di prenotazione. Non è possibile continuare a subire capricci e angherie da parte della compagnia di bandiera, la cui politica scoraggia la mobilità dei siciliani». Il presidente della Regione Nello Musumeci è stato molto netto, questa mattina all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, nell’incontro tra la giunta regionale e una delegazione di trenta sindaci di tutta l’Isola, guidata dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando.

Nel corso della riunione, inoltre, è stato approvato un documento congiunto che verrà inviato al governo nazionale per esprimere una vibrata protesta nei confronti di Alitalia per la «inaccettabile radicale riduzione e, in alcuni casi, perfino la soppressione, delle tratte operate da e per la Sicilia».

«Nel ‘decreto rilancio’ ci sono due articoli che sembrano essere concepiti soltanto per difendere Alitalia e sono assolutamente incompatibili con le compagnie ‘low cost’, che invece sono quelle che consentono e sostengono il traffico aereo in Sicilia – ha detto -. Dio sa in questo momento quanto la nostra economia in ginocchio, dopo la pandemia, abbia bisogno di collegamenti aerei. Davvero mi chiedo se la Sicilia possa ancora essere considerata da qualcuno terra da colonizzare». Il timore concreto è che il caro voli possa spingere i turisti, intenzionati a visitare la Sicilia, a scegliere Spagna o Grecia, dove è possibile volare a prezzi più contenuti.«Alitalia ritira la disponibilità a collegare l’aeroporto di Trapani con le rotte del Nord a poche settimane dall’avvio della stagione turistica – ha aggiunto il governatore-. Noi pretendiamo che il governo nazionale intervenga e non stia alla finestra. Le giustificazioni che si voglio accampare per una condotta e una politica aziendale assolutamente irresponsabile sono patetiche».

Musumeci ha poi spiegato i danni che la politica di Alitalia produrrà al turismo e all’economia siciliana.Il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando ha ringraziato il presidente della Regione «per aver voluto esprimere anche ‘visivamente’ la piena collaborazione tra il governo regionale e l’Anci Sicilia. La mobilità aerea – ha continuato Orlando – non solo è fondamentale per la ricchezza dei nostri territori e lo sviluppo del turismo, ma ci consente anche di accogliere i turisti al meglio delle nostre possibilità mettendo a loro disposizione il nostro immenso patrimonio artistico e culturale».

«Confidiamo – ha proseguito il governatore – sull’intervento dei ministri e con l’Anci abbiamo promosso un’azione seria concreta con un documento di protesta che sintetizza pochissime richieste interpretando lo stato d’animo della comunità siciliana e che consegneremo martedì». Il prossimo appuntamento, infatti, è l’incontro del 16 giugno con i ministri dei Trasporti, Paola De Micheli, e del Sud, Giuseppe Provenzano. A Roma Musumeci, porterà il dossier sui collegamenti aerei da e per la Sicilia e, soprattutto, il disimpegno di Alitalia dall’aeroporto di Trapani Birgi. Ulteriore paradosso, per la Regione e l’Anci è che il Governo nazionale, con gli articoli 198 e 203 del cosiddetto “Decreto Rilancio” intenda equiparare, per molti aspetti, le Compagnie aeree “low cost” all’Alitalia, ciò causando un’evidente alterazione del mercato e la sospensione delle tratte con la Sicilia di quasi tutti i vettori aerei.

«È incomprensibile, inoltre, – si legge nel documento congiunto – come lo Stato possa accettare detto comportamento in evidente contrasto con gli interessi nazionali. È, infatti, oltremodo offensivo constatare che Alitalia, a fronte di tali decisioni a danno dei siciliani riceva anche un aiuto pubblico di circa 3 miliardi euro. Ad oggi, quindi, l’Alitalia ha abbandonato gli aeroporti di Birgi-Trapani e di Comiso, in ragione di una presunta perdita che, guardando al trascorso della compagnia aerea, non ha mai condizionato le proprie scelte imprenditoriali. Un esempio per tutti: la famosa tratta Roma – Milano che, nonostante fosse in costante perdita, ha sempre mantenuto un numero di voli giornalieri sproporzionato ed elevato».Musumeci e Orlando chiedono con forza che il Governo nazionale adotti, con la massima urgenza, «le misure necessarie perché sia ripristinato il collegamento aereo ordinario e siano assicurate tariffe compatibili con l’attuale stato di depressione economica e disagio diffuso. Nel contempo si chiede che sia affrontata e risolta in via definitiva l’annosa questione della continuità territoriale, anche nei confronti dell’Unione Europea».

«La conseguenza – prosegue la nota – è che il taglio dei voli deciso dalla compagnia di bandiera e i prezzi proibitivi dei biglietti, di fatto strozzano sul nascere ogni sforzo di fare decollare, pur tra mille difficoltà causate dalla pandemia, la stagione turistica, il flusso dei visitatori dall’Italia e dall’estero e la mobilità di famiglie e operatori economici. Una scelta intollerabile nei cui confronti la Regione e i suoi enti locali esprimono vibrata protesta, unitamente al forte invito ai vertici della compagnia di riconsiderare tale condotta che penalizza tutta la comunità siciliana e blocca la ripresa del post Covid-19».

Nel caso in cui non dovessero esserci novità, il Governo regionale e l’Anci Sicilia avvieranno, presso tutte le sedi istituzionali e giudiziarie, «le necessarie azioni per tutelare il diritto dei siciliani alla mobilità. In tale sciagurata ipotesi del protrarsi di inerzie e immobilismi che pregiudicano ogni ipotesi di uscita dalla profonda crisi produttiva e sociale in cui versa la Sicilia, sarà inoltre nostro dovere promuovere una vasta mobilitazione popolare per difendere gli interessi vitali della nostra comunità».

Palermo, orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche: ecco la nuova ordinanza

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al fine di tutelare la salute pubblica, esposta ad un maggiore pericolo per l’inosservanza delle misure di prevenzione volte a contrastare la trasmissione del coronavirus, e per salvaguardare la quiete e il riposo dei residenti, ha firmato un’ordinanza che è conseguente anche ad alcune riunioni ad hoc del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il provvedimento firmato dal Sindaco, che entrerà in vigore già da oggi, venerdì 12 giugno, prevede:

–  dopo le ore 20.00 è consentita esclusivamente agli esercizi pubblici (ad es. bar e ristoranti) la somministrazione delle bevande alcoliche e superalcoliche per il consumo immediato all’interno del locale o nello spazio esterno di pertinenza regolarmente avuto in concessione e nel rispetto delle linee guida allegate all’O.P.R.S. 22/2020.- il divieto, per tutti gli altri esercizi, di vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche prima delle ore 08.00 e dopo le ore 20.00;

– il divieto per gli esercizi di vicinato di vendere per asporto, bevande alcoliche e superalcoliche di qualsiasi gradazione prima delle ore 08.00 e dopo le ore 20.00; tale divieto non si applica agli esercizi di vicinato che siano anche laboratori artigianali di produzione (ad es. gastronomie, gelaterie, rosticcerie, etc.) a condizione che non siano in alcun modo utilizzati contenitori di vetro.

I controlli sul rispetto dell’ordinanza sono demandati a tutti gli organi di vigilanza. In caso di violazione delle disposizioni, salvo che non si incorra anche in un reato, sarà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria che prevede il pagamento di una somma che va da 500 euro a 5.000 euro.

Qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte in un anno, può essere disposta dal questore l’applicazione della misura della sospensione dell’attività per un massimo di quindici giorni. L’ordinanza stabilisce, inoltre, che tutte le tipologie di pubblici esercizi, esercizi di vicinato alimentari, laboratori artigianali di prodotti alimentari (a titolo esclusivamente esemplificativo e non esaustivo: ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, self-service, bar, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie e similari) chiudano i locali al pubblico alle ore 01.30, informando con appositi cartelli gli avventori.

In questi giorni più che mai – afferma il sindaco Leoluca Orlandovivibilità, decoro e tutela della salute coincidono come esigenza collettiva di tutta la comunità. Purtroppo, in questi primi giorni di lenta ripresa di alcune attività, si sono registrati comportamenti e fenomeni, a volte connaturati alla stessa tipologia di attività commerciali come quelle della Movida, che mettono a rischio la salute di tutti. Porre dei limiti, condivisi con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è sembrato che sia un modo corretto per affrontare il problema, fermo restando che sono comportamenti e scelte responsabili dei singoli ad essere prioritari in questo periodo“.

 

Palermo, nata bimba da madre in coma per Covid: primo caso in Italia

E’ nata questa mattina all’ospedale Cervello di Palermo la figlia della donna di 34 anni originaria del Bangladesh, ricoverata in Terapia intensiva da 20 giorni in gravi condizioni dopo essere risultata positiva al Coronavirus.

La donna, che ha dato alla luce la sua bambina alla trentesima settimana di gravidanza, era tornata nel capoluogo siciliano da Londra. Si tratta del primo caso in Italia di parto su paziente positiva in coma farmacologico. La piccola, secondo quanto riportato da ‘La Repubblica’, pesa 1,4 chili ed è stata affidata alle cure dei neonatologi. Le condizioni della madre, invece, restano stabili ma gravi.

 

Coronavirus, nuovo decesso in Sicilia: donna morta a Palermo tre mesi dopo il ricovero

Si è spenta nella giornata di oggi dopo oltre tre mesi di ricovero nel reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale “Civico” di Palermo la settantenne risultata positiva a Caccamo. Aveva contratto il Coronavirus anche il figlio cinquantenne, fortunatamente guarito. La donna, invece, a seguito di complicanze cardiovascolari, è deceduta.

Lo ha annunciato su Facebook il sindaco di Caccamo, Nicasio Di Cola. “Cari Concittadini, abbiamo appreso tristemente che la nostra concittadina ricoverata da diversi mesi a causa del coronavirus, purtroppo, per sopravvenute complicanze cardio-circolatorie è venuta a mancare. Siamo vicini ai familiari ai quali ci stringiamo in un abbraccio simbolico e a nome di tutta la nostra comunità esprimiamo il nostro cordoglio”.

Ex Province, Armao e Grasso: “Ok al riparto di 100 milioni”

Una boccata d’ossigeno per le ex Province. Via libera al riparto dei fondi del bilancio regionale per l’anno 2020: 100 milioni per i Liberi consorzi e le Città metropolitane stanziati, con decreto, dagli assessori regionali all’Economia, Gaetano Armao, e alle Autonomie locali, Bernadette Grasso. Fondi che gli enti potranno utilizzare per le spese di funzionamento.

“La liquidazione dell’intera assegnazione è effetto dell’approvazione del bilancio regionale – spiega il vicepresidente della Regione, Armao -. È un primo e consistente aiuto finanziario alle ex Province”. In particolare, 53,1 milioni sono destinati alle Città metropolitane di Catania, Messina e Palermo, mentre 46,8 milioni ai Liberi consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani.

“Il Governo Musumeci aveva trovato degli enti sull’orlo del baratro e servizi ridotti all’osso – dice l’assessore Grasso -. Oggi, nonostante le incertezze legislative che ancora permangono, la Regione mantiene gli impegni nei confronti di Città metropolitane e Liberi consorzi, assicurandone funzioni e tenuta finanziaria. Attraverso ben 100 milioni di euro che verranno ripartiti proporzionalmente, anche quest’anno garantiamo gli interventi sull’edilizia scolastica, le strade provinciali e su tutte quelle competenze che riversano servizi e lavoro sul territorio”.

Palermo, asporto di alcolici vietato dopo le 20 e pub chiusi all’1.30: le nuove regole per la movida

Niente più alcolici nelle strade di Palermo dopo le 20, locali e pub chiusi al pubblico all’1.30. Sono queste alcune delle nuove regole introdotte nella nuova ordinanza firmata dal sindaco di Palermo.

Nel dettaglio, il provvedimento vieta la vendita per asporto di bevande alcooliche e superalcoliche di qualsiasi gradazione, prima delle 8 e dopo le ore 20. Il divieto non si applica ai laboratori artigianali di produzione (ad esempio gastronomie, gelaterie, rosticcerie) a condizione che non siano in alcun modo utilizzati contenitori di vetro. Dopo le 20, è consentita esclusivamente la somministrazione di bevande alcoliche e superalcooliche per il consumo immediato all’interno del locale o nello spazio esterno di pertinenza del locale. L’esercente ha inoltre l’obbligo di apporre un apposito cartello indicante l’orario di apertura e chiusura dell’esercizio. In caso di violazione delle regole imposte dall’ordinanza sono previste sanzioni amministrative fino a 5 mila euro.

ECCO L’ORDINANZA

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