Archives Maggio 2020

Coronavirus, nuovo sequestro di mascherine non a norma a Palermo: i dettagli

Nuovo sequestro di mascherine non a norma a Palermo. Si tratta di 443 mascherine chirurgiche monouso trovate dalla Guardia di Finanza, dopo alcune segnalazioni da parte dei cittadini, in un negozio di articoli per la casa nel quartiere Pallavicino. Come informano le Fiamme Gialle, le mascherine “sono state sequestrate in quanto non in regola con le disposizioni contenute nel D. Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo) che impone il divieto di commercio sul territorio nazionale di qualsiasi articolo o confezione di prodotto che non riporti in forme chiaramente visibili e/o leggibili in lingua italiana tutte le informazioni destinate ai consumatori, quali ad esempio produttore, importatore e caratteristiche qualitative del prodotto”. Il titolare del negozio è stato segnalato alla Camera di Commercio per l’irrogazione della sanzione amministrativa, che può variare da un minimo di 533 euro fino ad un massimo di 25.833 euro.

Bellolampo. Randazzo M5S: “Procedere a gestione post operativa VI Vasca. Inviata interrogazione al Sindaco”

“Chiediamo se il gestore Rap ha già proceduto ad avviare la fase di “gestione post-operativa e più in particolare l’iter necessario alla copertura finale della discarica (“capping”), utile per minimizzare l’infiltrazione delle acque meteoriche nella discarica al fine di ridurre al minimo la produzione di percolato e quindi abbattere i relativi costi di smaltimento. Fondi per la gestione post mortem che la Rap ha provveduto ad accantonare in questi anni così come evidenziato nei relativi bilanci della partecipata e che ora per legge devono essere utilizzati per il post mortem della vi vasca“, lo dichiara Antonino Randazzo, capogruppo Movimento 5 Stelle al consiglio comunale di Palermo.

Monitoreremo le fasi del post mortem della vi auspicando venga attuato il piano previsto di chiusura e ripristino ambientale e si evitino distorsioni o anomalie  come quelle avvenute per la v vasca di Bellolampo dove dopo 7 anni risulta ancora senza la copertura finale“, aggiunge Randazzo.

 

 

Governo-Comuni. Orlando: “Conte verso autospallata, condizionato da logiche incompatibili con emergenza e ripresa”

Così continuando il Presidente Conte darà da solo una “autospallata”al proprio Governo. Da lui continuano ad arrivare risposte più che deludenti, che non rispondono alle necessità dei territori espresse dai sindaci“, lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in merito a quanto è emerso dalla teleconferenza fra il Presidente del Consiglio e i sindaci delle città metropolitane.

“Il Governo nazionale ed il Presidente del Consiglio non possono continuare ad essere condizionati da strutture legate a logiche contabili incompatibili con l’emergenza e con la ripresa economica. Il mio partito è Palermo e come ogni sindaco pretendo rispetto per lamia città. I sindaci pretendono rispetto istituzionale che vuol dire dare la possibilità di assolvere ai propri compiti e fornire servizi ai cittadini.Fino ad ora i sindaci, tutti i sindaci hanno tenuto un comportamento responsabile di fronte ai lutti di migliaia italiani e alle sofferenze di milioni di nostri concittadini”, ha aggiunto il sindaco.

Ma questo comportamento responsabile non può essere scambiato per rinuncia ai propri compiti e ruoli. Come già detto più volte, il Governo nazionale deve immediatamente restituire ai sindaci la possibilità di agire nei propri territori e per le proprie comunità, fissando regole chiare e tempestive per livelli essenziali di sicurezza. Prima del 31 luglio, prima che praticamente tutti i Comuni italiani dichiarino il dissesto, il Governo nazionale deve destinare risorse aggiuntive a quelle già stanziate che sono irrisorie ai limiti dell’offesa“.

Accanto a queste, vanno urgentemente riviste le regole finanziarie e contabili che bloccano le risorse già disponibili, mostrando la subalternità del Governo a logiche contabili e senza anima: una per tutte la vicenda Alitalia, il cui disastro si vuole far gravare sul complesso del sistema turistico nazionale, condannando alla crisi perenne un settore trainante della nostra economia.Infine torno a chiedere con forza l’urgente rifinanziamento degli interventi per l’emergenza sociale e per dare sostegno ai settori più colpiti dalla crisi come quelli del comparto turistico, della ristorazione e dello spettacolo“, ha concluso Leoluca Orlando.

Sicilia, riaprono i musei: ingresso gratuito per una settimana

Da sabato i musei regionali, i Parchi archeologici e gli altri siti siciliani della cultura riaprono al pubblico, dopo la chiusura forzata dovuta all’emergenza coronavirus. #Laculturariparte è il messaggio che la Regione vuole dare a tutti. E per farlo, dal 30 maggio a domenica 7 giugno i musei e le aree archeologiche dell’Isola apriranno gratuitamente. L’iniziativa del governo Musumeci segna il rilancio dell’attività culturale nella regione e vuole essere un gesto per ringraziare i siciliani e tutti coloro che, mostrando serietà e responsabilità, per oltre due mesi sono rimasti in casa, contribuendo, in questo modo, alla limitazione dei contagi, che in Sicilia, fortunatamente, non hanno raggiunto i livelli di altre zone d’Italia.

La riapertura avverrà, dunque, grazie a un sistema di gestione dei visitatori totalmente informatizzato, messo a disposizione gratuitamente da un’azienda che sponsorizza l’iniziativa. Si tratta dell’applicazione Youline, creata da due medici siciliani, che consente la gestione dei flussi, evitando assembramenti e code. Un sistema, che non richiede di installare software.

Le stesse informazioni richieste per la prenotazione saranno conservate per un periodo limitato, nel rispetto delle disposizioni sulla sicurezza sanitaria e per ottenere i report sui flussi e i dati numerici.

Per evitare code agli ingressi, sarà obbligatorio prenotarsi online in anticipo, cliccando sul link https://youline.eu/laculturariparte.html e verificando così la disponibilità nel giorno e nella fascia oraria prescelta, tenuto conto che gli ingressi saranno contingentati e sottoposti a tutte le misure sanitarie previste dalla legge. Per chi prenoterà la visita gratuita, basterà poi esibire all’ingresso il codice di prenotazione ricevuto. Non sarà consentito, per ragioni di sicurezza e per mantenere il distanziamento, l’ingresso a coloro che non avranno preventivamente utilizzato il sistema di prenotazione on line.

Questi i siti della cultura che riapriranno il 30 maggio:

«#laculturariparte è il messaggio che vogliamo dare a tutti – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonàperché la Sicilia vuole ripartire sotto il segno della cultura, aprendo i siti archeologici, i musei e i luoghi della memoria. E lo facciamo gratuitamente, quale gesto di ringraziamento verso tutti i cittadini che responsabilmente hanno collaborato nel periodo dell’emergenza Covid-19, consentendo alla nostra Regione di mantenere livelli di contagio molto bassi. Per questo, mi sento di dire grazie a tutti i siciliani. Fra i siti che riaprono ci sono anche la Neapolis di Siracusa e Palazzo Bellomo e il pensiero non può non andare al direttore del Parco archeologico aretuseo Calogero Rizzuto e alla funzionaria Silvana Ruggeri, tragicamente scomparsi a causa del virus: dedichiamo a loro la riapertura, seguendo un filo rosso che non si è spezzato e che ci guida nel nome dell’amore per la cultura e la bellezza».

Gli ingressi saranno consentiti (sempre con la prenotazione online) per le fasce orarie previste nell’app di prenotazione. Per i siti della cultura gestiti da “Aditus” (Area archeologica della Neapolis e Palazzo Bellomo a Siracusa, Museo archeologico Bernabò Brea di Lipari, Teatro Antico di Taormina, Isolabella e Area archeologica di Naxos) sarà possibile prenotarsi online a partire dal pomeriggio di venerdì 29 (ore 17) con i sistemi già previsti per questi luoghi.

Sabato 30 maggio riapriranno esclusivamente quei siti che si sono dichiarati pronti, anche in relazione alle prescrizioni sanitarie e di sicurezza a tutela di lavoratori e visitatori.Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani (sabato 30 maggio dalle 11 alle 22, negli altri giorni dalle 9 alle 17,30); Area archeologica di Segesta (dalle 9 alle 18,30); Area archeologica di Selinunte (dalle 9 alle 19); Valle dei Templi, Agrigento (30, 31 maggio e 2, 6 e 7 giugno dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30; 1, 3, 4, 5 giugno dalle 15 alle 19); Villa Romana del Casale, Piazza Armerina (dalle 9 alle 19), Area archeologica di Morgantina (dalle 14 alle 18); Museo archeologico di Aidone (dalle 9 alle 19, lunedì 1 giugno dalle 14 alle 19); Teatro romano e Odeon, Catania (dalle 9 alle 19); Teatro antico di Taormina (dalle 17 alle 22), Area archeologica di Naxos (dalle 9 alle 19), Museo di Naxos (dalle 9 alle 19), Isolabella (dalle 9 alle 19); Museo archeologico eoliano “Bernabo Brea” di Lipari (dalle 9 alle 19, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (dalle 9 alle 19, chiuso il lunedì); Museo archeologico Salinas, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Castello della Cuba, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Chiostro di San Giovanni degli Eremiti, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Castello della Zisa, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13, chiuso il lunedì); Chiostro di Santa Maria La Nuova – Duomo di Monreale (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Museo di arte moderna e contemporanea, Palermo (dalle 9 alle 19,30, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Area archeologica della Neapolis, Siracusa (dalle 9 alle 19); Galleria regionale, Siracusa (dalle 9 alle 19, domenica e festivi dalle 9 alle 12,30); Casa museo “Antonio Uccello” Palazzolo Acreide (dalle 9 alle 18,30, domenica e festivi dalle 14,30 alle 19).

Opere incompiute, la Sicilia apre una “vertenza” Anas

La Regione Siciliana è pronta a chiedere ad Anas i danni economici e di immagine provocati all’Isola per la mancata manutenzione delle strade e per i decennali ritardi accumulati nella realizzazione delle opere che le competono.

Un gruppo di avvocati è già al lavoro per quantificarli. Con toni severi, nel corso di una conferenza stampa, il governatore Nello Musumeci ha aperto ufficialmente una vertenza con l’azienda di Stato.

«Abbiamo atteso due anni e mezzo – ha detto il presidente della Regione – sperando che qualcosa cambiasse, invece ci siamo resi conto che il tempo trascorso è stato inutile: l’Anas è vergognosamente inadempiente nei confronti della Sicilia e non ha rispettato le varie norme contrattuali che disciplinano il nostro rapporto. Opere affidate all’Anas per essere realizzate, direttamente o indirettamente, rimangono ferme da decenni senza fare, in alcuni casi, neppure un piccolo passo in avanti. Eppure sono di straordinario interesse come l’autostrada A19 Palermo-Catania, con la telenovela del pilone del viadotto del fiume Himera, la Caltanissetta-Agrigento o la Palermo-Agrigento».

Musumeci, che ha invocato il “metodo Morandi” per le opere più importanti, ha annunciato che la giunta di Palazzo Orleans delibererà tre atti: oltre all’azione di risarcimento, la nomina di un commissario straordinario per la viabilità provinciale e quella di un commissario straordinario per il completamento di dieci infrastrutture considerate strategiche: la Trapani-Mazara del Vallo, lo scorrimento veloce Licodia Eubea-Libertinia, la variante di Nicosia, la tratta Agrigento-Palermo, la tangenziale di Gela, la “Strada degli scrittori” di Agrigento, l’ammodernamento della Adrano-Catania, la Ragusa-Catania, l’ospedale di Siracusa e la Cittadella della Cultura di Messina.

«Finchè è stato possibile – ha sottolineato il presidente della Regione – abbiamo collaborato ma adesso non è più tempo di tacere. Questo dramma va affrontato e risolto nel giro di cinque anni».
«Si tratta – ha aggiunto il governatore siciliano – di una condotta disarmante. Non è possibile che la mia regione debba essere trattata come se fosse una terra coloniale. E’ chiaro che è venuto meno il rapporto di fiducia e non escludiamo, dopo l’incontro con il ministro delle Infrastrutture, di mettere in discussione anche l’accordo quadro. L’Anas per noi è una zavorra e qui in Sicilia ha consacrato il suo fallimento, la sua inefficienza e la sua incapacità di rispondere ai propri compiti istituzionali».

Alla conferenza stampa ha preso parte anche l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone che ha parlato di «inaccettabili lungaggini per realizzare gli studi di fattibilità o, come nel caso della circonvallazione di Gela, il progetto esecutivo, pronto solo qualche settimana fa nonostante l’opera fosse stata finanziata nel 2003».

«C’è un ponte Morandi a Genova e un ponte Himera in Sicilia: col Patto per il Sud abbiamo stanziato risorse e metà del ponte è ancora chiuso al traffico e se non verrà completato entro il 2022 dovremo restituire svariati milioni di euro all’Europa, cosa che rappresenterebbe un danno enorme», l’amara riflessione di Falcone.

L’assessore, infine, ha ricordato alcuni numeri significativi. «L’Anas – ha detto – gestisce 4.500 chilometri, oltre il 27 per cento della rete viaria. Se questa rete non viene mantenuta e curata siamo veramente alla frutta. Abbiamo dato all’Anas 540 milioni di euro, che non sono stati spesi e che si vanno ad aggiungere al miliardo e 600 milioni che già avevano. Così non può andare ed ecco perchè chiediamo il commissariamento di dieci opere affinché la Regione Siciliana possa essere messa nelle condizioni di metterci la faccia».

Allargando poi il discorso alle strade provinciali dell’Isola, Musumeci ha ricordato che «da quando le Province sono state commissariate nel 2014, oltre il 50 per cento di queste arterie è chiuso al traffico mentre la restante parte si presenta in condizioni di assoluta insicurezza. Il ministro delle Infrastrutture è stato qui venti mesi fa rendendosi conto di persona della nostra situazione d’emergenza e chiedendoci di indicare il nome di un commissario. Abbiamo proposto l’ingegnere Gianluca Ievolella ma, ad oggi, da Roma non è arrivato nessun segnale. E le strade continuano a non consentire la mobilità in sicurezza di persone e merci. La Regione, nonostante si tratti di interventi che competono agli enti intermedi, ha destinato duecento milioni di euro alla loro manutenzione. Servirebbe però – ha aggiunto – un miliardo e mezzo di euro per rimettere in sesto tutte quelle che collegano un Comune a un altro Comune».

Polizia municipale: chiuso a Palermo noto locale all’interno di Villa Sperlinga

La polizia municipale di Palermo ha chiuso un locale ubicato all’interno di Villa Sperlinga.

Gli agenti del nucleo controllo attività economiche e produttive sono intervenuti all’interno della villa dopo che erano stati segnalati assembramenti. Immediata è stata la richiesta di verifica fatta ai vigili del fuoco, prima dell’apertura del locale al pubblico.

Verificato il rispetto del distanziamento sociale, gli stessi hanno poi controllato un locale all’interno della stessa Villa Sperlinga per verificare il rispetto delle misure di prevenzione contenute nelle linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, notando, però, una lesione sul tetto e un pilastro apparentemente ammalorato.

Dal sindaco Orlando viene un plauso agli agenti della polizia municipale “per lo scrupolo e l’attenzione posti a tutela dell’incolumità e della salute dei cittadini“.

I vigili del fuoco hanno riscontrato una situazione di possibile pericolo per gli avventori, dichiarando l’inagibilità della struttura che è stata quindi chiusa.

Crias, ok alla nuova linea di credito anti-Coronavirus: tutti i dettagli

Partono i finanziamenti della Crias per le imprese artigiane danneggiate dall’epidemia di Coronavirus, il commissario ad acta dell’ente di credito per gli artigiani Giovanni Perino ha approvato le procedure di attuazione della Convenzione stipulata con Irfis-FinSicilia che destina 8 milioni di euro alla Crias per la concessione di prestiti agevolati.

«Il finanziamento – spiega il commissario della Crias Perino – sarà determinato dalla somma di tre componenti: tremila euro saranno per tutte le imprese in attività al momento della presentazione della domanda, poi si terrà conto del volume d’affari delle imprese, destinando quattromila euro per quelle con un volume d’affari inferiore o uguale a 50 mila euro e settemila per quelle superiori a 50 mila euro e infine si terrà conto dei dipendenti assunti al momento della presentazione dell’istanza con mille euro per ogni lavoratore assunto da almeno un anno e 500 per i dipendenti assunti da meno di un anno».

I finanziamenti a tasso agevolato nei limiti del regolamento de minimis sono destinati alle imprese operanti in Sicilia iscritte all’Albo delle imprese artigiane e hanno lo scopo di fornire liquidità alle aziende che a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 hanno subito un danno economico. L’importo minimo del finanziamento è di tremila euro e quello massimo di trentamila euro.

«In una situazione d’emergenza è fondamentale fare presto – sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano – sono particolarmente soddisfatto della rapidità con cui la Crias ha predisposto tutto per cominciare a ricevere a giorni le istanze delle imprese artigiane. Abbiamo messo in campo uno strumento importante che ci permetterà di fronteggiare i danni economici causati dai due mesi di lockdown alle imprese artigiane cercando di incidere sul fronte della liquidità messa in crisi dal crollo dei fatturati e dagli esborsi per fornitori, dipendenti, fisco e banche».

La procedura, a sportello veloce, sarà interamente online sul sito della Crias che ogni decade del mese pubblicherà sul sito istituzionale l’elenco delle imprese che, in base alla dotazione finanziaria del fondo a quella data, potranno usufruire delle agevolazioni, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino all’esaurimento dei fondi disponibili. Le domande di ammissibilità alla nuova linea di credito andranno effettuate sul sito della Crias (www.crias.it) dalle ore 9,30 del 4 giugno.

Catania, sequestrate 3.000 mascherine protettive per bambini a Misterbianco

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno sequestrato in un esercizio commerciale di Misterbianco oltre 40 mila articoli contraffatti e seimila mascherine chirurgiche monouso, non tracciabili e prive del marchio Ce, che stavano per essere vendute.

Inoltre, sono state trovate anche 3.000 mascherine protettive realizzate per bambini con stampati personaggi come Spiderman, Fortunite, Bing, Baby Shark e della Disney potenzialmente dannose. Al momento del controllo non sono stati esibiti documenti commerciali o fatture che attestassero la provenienza della merce e il regolare acquisto da produttori legittimati o da operatori economici autorizzati all’esportazione in Italia. Ragion per cui, le Fiamme gialle hanno denunciato il titolare dell’esercizio, un commerciante cinese, per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio, utilizzo di segni mendaci e ricettazione.

Coronavirus, da Londra a Palermo: ancora grave la donna incinta ricoverata al “Cervello”

Restano gravi le condizioni della donna incinta originaria del Bangladesh, rientrata in Sicilia da Londra, ricoverata all’Ospedale “Cervello” di Palermo dopo essere risultata positiva al Coronavirus.

La gestante è attualmente intubata e con la respirazione assistita. I medici stanno tentando di tutto per salvare la vita a lei e al bambino e sperano che le due sacche di plasma autoimmune, arrivate da Pavia con un volo di Stato, possano far migliorare le sue condizioni. Nel caso in cui lo stato di salute della paziente peggiori, si tenterà un parto cesareo d’urgenza.

 

Coronavirus, nuovi casi in Sicilia: quattro positivi a Trapani, uno in provincia di Palermo

Trapani perde il primato di provincia covid free. Sono quattro, infatti, i nuovi casi registrati in poche ore. Lo annuncia l’ufficio stampa dell’Asp. I casi, dopo quello di Mazara del Vallo, sono a Calatafimi Segesta, Castelvetrano, Marsala. A Trapani da 28 giorni non si registravano nuovi casi di positività al Coronavirus.

Ma non solo; nuovo caso di positività anche in provincia di Palermo, a Corleone. Si tratta di una donna rientrata da una regione del Nord Italia, risultata positiva al tampone dopo 25 giorni di quarantena. È asintomatica e adesso dovrà restare in isolamento domiciliare con i familiari (i cui tamponi sono risultati negativi) per almeno altre due settimane in attesa di un nuovo tampone.

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