Coronavirus: revoca zona rossa per le sedi della Missione ‘Speranza e carità’. Oggi monitoraggio a Villafrati

È programmato per oggi,  lunedì 12 ottobre, il monitoraggio epidemiologico del comune di Villafrati (Pa) per determinare l’eventuale revoca della ‘zona rossa’ istituita sette giorni fa attraverso un’ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci. A condurre la ricognizione sanitaria sarà il Distretto di competenza dell’Asp di Palermo che effettuerà tamponi sugli ospiti della Rsa e sui cittadini in quarantena.

Ieri, visto l’esito negativo di tutti i tamponi eseguiti, il governatore – d’intesa con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha disposto la revoca della “zona rossa” per le quattro sedi della Missione “Speranza e carità”. Il divieto di entrata e uscita dalle strutture era stato stabilito lo scorso 19 settembre come misure per contrastare la diffusione del Coronavirus nel territorio della città di Palermo.

Oggi, intanto, secondo quanto comunicato al ministero della Salute per la redazione del bollettino giornaliero, il dato dei ricoveri in Sicilia è aumentato complessivamente di sole 4 unità.

Covid, a Palermo posti letto terapia intensiva inferiori a quanto annunciato. Interrogazione parlamentare del M5S

Cresce il numero di malati di Coronavirus, ma i posti letto in terapia intensiva negli ospedali di Palermo rischiano di non essere sufficienti nonostante i milioni di euro stanziati”. L’allarme è stato lanciato dai deputati del Movimento 5 Stelle, attraverso una interrogazione parlamentare di Roberta Alaimo, firmata dai colleghi Valentina D’Orso  Andrea Giarrizzo, Dedalo Pignatone e Vittoria Casa.

“Negli ultimi giorni – dichiara la deputata Alaimo – a Palermo si è registrato un significativo aumento dei contagi da Covid-19, mentre i nuovi posti letto nelle terapie intensive dei vari ospedali della Regione Siciliana – come si apprende – sarebbe inferiore rispetto al numero annunciato dall’Assessore regionale alla Sanità. Per questo abbiamo interrogato il Ministro alla Salute Speranza sulle vicende palermitane”.

All’ISMETT, per esempio, erano stati annunciati 40 posti letto, ma quelli effettivi sono solo 10; all’IMI sono stati spesi un milione e mezzo di euro per il restauro e le attrezzature, ma non sarà riaperto come Covid hospital. Nonostante i tanti annunci, attualmente a Palermo mancano posti Covid. Nella nostra interrogazione parlamentare – spiega Alaimo – abbiamo chiesto al Ministro quali azioni intenda intraprendere, di concerto con la Regione Siciliana, alla luce degli elementi che stanno emergendo sulla gestione dei posti letto per i malati Covid nell’Isola, e se non ritenga opportuno verificare, per quanto di competenza, anche inviando degli ispettori in un momento in cui il numero dei contagi è in continuo aumento” ha concluso la parlamentare.

Trasferito il reparto di malattie metaboliche rare del Di Cristina, Figuccia: “Riapertura un dovere morale”

Sembrerebbe che il reparto di malattie metaboliche ereditarie rare dell’ospedale pediatrico G. Di Cristina, verrà nuovamente trasferito. Un atto veramente ignobile, soprattutto perché dopo un’estenuante lotta che ha visto protagoniste le mamme dei piccoli impegnate nelle piazze e nei palazzi del potere, si era riusciti a riconquistare la riapertura del reparto“, a dirlo è Vincenzo Figuccia deputato dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana.

L’emergenza Covid-19 – ha aggiunto il deputato – non può limitare i diritti di soggetti fragili e dei loro familiari, queste persone non sono solo un numero e meritano di essere considerate con maggiore attenzione. Non è ammissibile che si possa rinviare tutto a viaggi della speranza che, vedono costretti i familiari dei piccoli andare fuori dalla Regione Siciliana per effettuare controlli di routine, eseguibili nelle strutture specializzate esistenti nel territorio“.

I bambini affetti da malattie metaboliche rare e coloro che se ne prendono cura, debbono essere tutelati in modo prioritario. Per tali ragioni chiedo con forza anche in questa fase storica emergenziale, una presa in carico della questione, abbandonando interventi tampone che creano solo disservizi e panico. Starò al fianco dei bambini e delle persone che prestano loro assistenza, perché ritengo un dovere morale prendersi carico della questione in modo integrato e definitivo a partire dalla riapertura del reparto“, a concluso Vincenzo Figuccia.

Comune, Lega: “Sfiducia ad Orlando, non si può più perdere tempo. Se qualcuno ha cambiato idea lo dica”

Gelarda - Anello - Ficarra

Se c’è qualcuno dell’opposizione che non è più intenzionato a presentare la mozione di sfiducia contro il sindaco Orlando lo dica chiaramente e non ci faccia perdere tempo. Non è possibile tollerare ulteriori ritardi. Sono mesi e mesi che i palermitani aspettano un segnale di speranza, da parte delle opposizioni, in consiglio comunale. Non possiamo negarglielo. Come Lega siamo stati tra i primi a chiedere questa mozione di sfiducia e siamo tra quelli che hanno lavorato al testo. I palermitani non possono essere presi in giro. Facciamo ancora una volta appello anche a tutti quei consiglieri di maggioranza che hanno a cuore le sorti della città, e possono dimostrarlo adesso, votando questa mozione di sfiducia e facendo sì che la gestione Orlando diventi solo un brutto ricordo. La lega è pronta, già da un paio d’anni, a dare il segnale inequivocabile che il centro-destra è pronto a prendere in mano le redini di questa città, a governarla. Nonostante le macerie che questa amministrazione lascerà in eredità. La mozione va dunque presentata subito, se ci sono modifiche migliorative  da apportare al testo, che è già abbastanza complesso, siamo pronti a lavorare sin da subito con gli altri. Ma la città non può più aspettare“. Lo ha dichiarato il capogruppo della Lega al Comune, Igor Gelarda, insieme ai consiglieri Alessandro Anello ed Elio Ficarra.

Palermo, inizia l’era Boscaglia: mercoledì la firma del nuovo tecnico. Fallani, Peretti, Kraja e Felici…

Il Palermo riparte da Roberto Boscaglia.

Risolto ufficialmente il contratto che lo legava alla Virtus Entella fino al 30 giugno 2021, il tecnico originario di Gela è pronto ad apporre la firma per iniziare la suo nuova avventura in Sicilia. Firma che dovrebbe arrivare nella giornata di mercoledì, quando Boscaglia tornerà in città. Intanto, secondo quanto riportato dall’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’, dirigenza rosanero continua a setacciare il mercato per completare l’organico da mettere a disposizione del nuovo allenatore.

A tal proposito, l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola e il direttore sportivo Renzo Castagnini starebbero “intensificando le trattative per Fallani, Peretti, Kraja e Felici nella speranza di chiudere prima dell’inizio del ritiro di Petralia Sottana, il cui primo allenamento dovrebbe svolgersi il 24 agosto“, si legge. Nel fine settimana, invece, torneranno a Palermo per sostenere le visite mediche di rito Doda, Silipo e Lucca.

 

 

Coronavirus, il ministro Speranza: “Il virus circola ancora, molti casi asintomatici”

“Con le misure che abbiamo adottato abbiamo salvato la vita a migliaia di persone e creato le condizioni perché il Paese potesse ripartire. Le nostre scelte sono state seguite da altri Paesi d’Europa e del mondo. Non vi era alternativa alla durezza delle misure adottate”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione alla Camera.

“Aumentano i guariti, si riduce la curva del contagio, molte regioni sono a zero, diminuiscono i deceduti. L’indice Rt è in tutta Italia sotto 1. Sono dati incoraggianti che però rappresentano solo una parte della realtà. L’epidemia non è finita: ci sono ancora focolai di trasmissione e il virus, anche se in forma ridotta e con una prevalenza di casi asintomatici, continua a circolare”, ha concluso Speranza.

Coronavirus, il ministro Speranza: “Non pensare che battaglia sia vinta. Stop a tagli Sanità”

“Oggi siamo in una fase diversa di questa epidemia, ma dobbiamo ancora essere prudenti. Non bisogna pensare che sia tutto finito e che la battaglia sia vinta. Il nemico insidioso è ancora lì, bisogna avere la massima cautela”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza che, all’inaugurazione a Bologna del secondo modulo dell’Hub nazionale e regionale di terapia intensiva, ha aggiunto: “Bisogna chiudere e archiviare la stagione dei tagli al comparto sanitario. Il Paese c’è stato, le istituzioni hanno retto, potevamo essere travolti. Poi ci sarà il tempo di discutere e di apprendere dagli errori. Ma le istituzioni nel complesso hanno retto e il nostro sistema sanitario nazionale ha dimostrato di avere dentro di se risorse straordinarie”.

“La retorica degli sprechi attorno al reparto salute è stata la scusa per tagliare più che investire – ha proseguito Speranza -. Ora si ricomincia a investire sulla salute delle persone. Negli ultimi 5 mesi abbiamo messo più risorse degli ultimi 5 anni. La Sanità è il simbolo della lotta contro le disuguaglianze. Se una persona sta male non conta quanti soldi ha, da dove viene e di chi è figlio, ma deve essere curata. Il senso dell’articolo 32 della Costituzione è questo: dobbiamo metterci risorse”, e questo deve essere fatto “in un rapporto positivo tra Stato e realtà territoriali”, sono state le sue parole.

“Oggi il nostro Paese è pronto al più grosso investimento mai fatto sul servizio sanitario nazionale. Dobbiamo mettere insieme tutte le competenze che ci sono. C’è il tema delle risorse e il tema delle riforme, non è solo una questione di soldi, servirà anche una discussione nel nostro Paese per pensare a come costruire un nuovo servizio sanitario nazionale. La lezione di questa stagione del coronavirus ci carica di una grandissima responsabilità: reimmaginare il servizio sanitario nazionale che serve all’Italia per i prossimi anni”, ha concluso Speranza.

Spostamenti tra Regioni dal 3 giugno, il ministro Speranza: “Il rischio c’è, inutile negarlo”

Via libera agli spostamenti tra Regioni dal prossimo 3 giugno. “Un rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, è chiaro che un rischio lo stiamo assumendo poichè il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino. Fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. “Per il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi ma il Paese non avrebbe retto”, ha proseguito. Che ci sia una “differenza sui territori è un dato di fatto innegabile e il nord ha pagato il prezzo più alto, ma ora il trend di tutte le regioni va nella direzione giusta. Al momento i dati ci dicono che è vero che ci sono differenze quantitative ma la tendenza di tutte le regioni va nella direzione giusta ed è in discesa”, sono state le sue parole.

Coronavirus, il Ministro della Salute Speranza: “La battaglia non è vinta, il decreto non cambierà”

“La battaglia non è vinta, ci siamo ancora pienamente dentro, in Italia e nel mondo. Guardiamo avanti, ma con giudizio”, lo ha detto il Ministro della Salute Roberto Speranza.

“Il 4 maggio liberi tutti? Assolutamente no. Ci è sembrato giusto dare un primo cauto segnale perché siamo consapevoli della sofferenza delle persone, ma come ha detto Conte non decidiamo le misure per il consenso. Se riaprissimo tutto, in due settimane il virus presenterebbe il conto. Finché non ci saranno vaccino e terapie dobbiamo governare questo processo, se non vogliamo vedere di nuovo le terribili immagini che tutti abbiamo ancora negli occhi Il 4 maggio invertiamo la direzione di marcia. Non possiamo permetterci salti nel buio. Vediamo gli effetti. Riaprire le regioni con meno casi? Ritengo giusto fare un primo passo uniforme in tutti i territori, poi potranno esserci elementi di flessibilità regionale”, ha spiegato al Corriere dello Sera il Ministro Speranza a proposito delle ultime decisioni prese dal governo in merito alle prime ripartenze della Fase 2.

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