Palermo, concessione stadio: passo verso la svolta? L’emendamento che modifica la convenzione e le novità sul canone…

stadio- palermo

La strada verso la definitiva fumata bianca pare essere tracciata.

La partita tra l’amministrazione comunale del capoluogo siciliano ed il nuovo Palermo di Hera Hora è di fatto ancora aperta. Tuttavia, le distanze tra le parti, di matrice concettuale e sostanziale, in merito all’annosa questione relativa alla concessione d’uso dello stadio “Renzo Barbera” al club rosanero sembrano progressivamente ridursi. Principale oggetto del contendere l’ammontare del canone di locazione stagionale dell’impianto stabilito nell’ambito del testo di una convenzione della durata di sei anni tra Comune e Palermo Football Club. Una cifra pari a 341.150 euro, frutto di una formula matematica basata sul rapporto tra valore patrimoniale attribuito alla struttura (9 milioni di euro) e relativi coefficienti reddituali producibili dalle singole aree contigue all’impianto. Canone ritenuto incongruo e iniquo dagli stati generali del Palermo, in virtù dell’attuale dimensione economica di una società in fase di start-up e prossima a disputare il campionato di Serie C dopo i primi confortanti passi mossi nell’universo del dilettantismo. Querelle che si è trascinata per diverse settimane, generando interesse mediatico e schermaglie di natura politica in seno alle diverse anime presenti in Consiglio Comunale.

Un tema di grande interesse collettivo, con connotazioni sociali e umane, unitamente a quelle meramente sportive, che ha generato diverse correnti di pensiero tra gli esponenti del tessuto istituzionale cittadino, nonché perplessità ed apprensione da parte di tutti coloro che amano i colori rosanero. La contesa mediatica tra le parti a fare da sfondo ad una questione spinosa e delicata, ricca di sfaccettature ed a forte rischio di strumentalizzazioni di ogni sorta.

Il Palermo a fare da spettatore interessato alla diatriba sorta sul tema tra i vari schieramenti politici in seno al Consiglio Comunale, ma al contempo parte in causa attiva ed operosa, nell’auspicio di venire a capo di una vicenda la cui risoluzione costituiva condizione imprescindibile al fine di completare l’iter procedurale di iscrizione al prossimo campionato di Serie C. I confronti, informali ed ufficiali, tra vertici dirigenziali del club e i comparti comunali preposti alla stipula del testo della convenzione, le opzioni alternative tenute vive dall’amministratore delegato rosanero, Rinaldo Sagramola, per scongiurare il rischio di giungere impreparati al termine del 29 luglio stabilito dalla Commissione Criteri Infrastrutturali della Figc, ovvero senza la ratifica della disponibilità di uno stadio omologato in cui disputare le gare casalinghe del Palermo nella stagione 2020-2021.

La tensione, al netto delle dichiarazioni di prassi, che cresceva in modo esponenziale e direttamente proporzionale al trascorrere dei giorni. Quindi la presa di posizione perentoria del sindaco, Leoluca Orlando, pronto a farsi carico della questione, gettando le basi per risolverla personalmente, nel caso in cui gli organi preposti all’interno dell’amministrazione non fossero riusciti nell’intento. Le varie ipotesi al vaglio delle parti per riuscire a ridurre e rimodulare il canone, commisurandolo a dimensione economica e sportiva attuale del club,  trovando quindi il definitivo punto di convergenza.

Le dimissioni rassegnate dall’Assessore al Bilancio, Roberto D’Agostino, la conferenza dei capigruppo consiliari tenutasi lo scorso 17 luglio, con la partecipazione in videoconferenza di Rinaldo Sagramola e del patron Dario Mirri, nonché del capo di gabinetto del sindaco, Sergio Pollicita, per un primo tentativo di disgelo sulla vicenda. La richiesta da parte dei consiglieri inserire il capitolo convenzione all’ordine del giorno nel corso della seduta programmata per il 21 luglio, con il must della partecipazione del primo cittadino, Leoluca Orlando, congiuntamente alle altre questioni prioritarie, relative al recente alluvione che ha colpito il capoluogo siciliano ed all’emergenza cimiteri.  Il Palermo che esplicita, tramite l’invio di una mail alla vicepresidenza del Consiglio Comunale, dissenso e perplessità rispetto a criteri di valutazione e modalità di approccio dell’amministrazione in sede di analisi della questione. L’intervento del sindaco, nel cuore della seduta del Consiglio Comunale di ieri, in merito al tema concessione dello stadio è stato piuttosto esplicativo, volto a tracciare le possibili vie da percorrere in fretta al fine di trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti in causa. La volontà dei consiglieri, ieri non ancora in possesso del documento integrato con tanto di emendamento che modifica il testo originario della convenzione. è stata quella di posticipare la discussione alla seduta in programma oggi, mercoledì 22 luglio. Un emendamento che costituisce formale integrazione e sostanziale variazione proprio in relazione alla materia del contendere, ovvero l’entità del canone di concessione per l’utilizzo dello stadio Renzo Barbera.

Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di Mediagol.it, Il criterio prescelto e adottato dall’amministrazione comunale per ridurre l’importo del canone di locazione stabilito dalla Commissione Tecnica di Valutazione è quello della compensazione. Il Comune, in linea con le sue facoltà e competenze, interviene di fatto in modo perentorio e dirimente, riconoscendo al Palermo di Hera Hora una compensazione economica, subordinata alla realizzazione da parte del club rosanero di una serie di attività di oggettiva rilevanza sociale e solidale a sostegno del territorio. Il passaggio che attesta la modifica, forse determinante, che funge da preludio ad una svolta definitiva, viene inserito nel testo della convenzione proprio nel paragrafo relativo alla Commissione Tecnica di Valutazione che ha tarato il canone concessorio originario, pari a 341.150 euro stagionali. A fronte dell’impegno da parte del Palermo di spendersi in termini di organizzazione e realizzazione delle suddette attività sociali, con annessi consuntivi relazionali da parte del club rosanero e contestuali verifiche da parte dell’amministrazione del capoluogo siciliano, il Comune si impegna a ratificare un’intesa biennale con il sodalizio targato Mirri-Di Piazza, rinnovabile nell’arco della durata della convenzione, che implica la compensazione di una parte della quota dell’intero canone. Una percentuale la cui effettiva entità va ancora definita nel dettaglio. Così come andrà identificato, nel corso della prossima seduta del consiglio comunale, il comparto amministrativo preposto a verificare puntualità e valore delle attività svolte dal Palermo in ambito sociale, finalizzate a promuovere lo sport tra le categorie maggiormente vulnerabili e disagiate, nonché il rispetto degli accordi da parte della società di Viale del Fante.

Il club di proprietà Hera Hora, dal canto suo, dovrà stilare una relazione annuale al Consiglio Comunale, al fine di ragguagliare e circostanziare le iniziative svolte a consolidamento dell’intesa basata sull’istituto compensativo. Il Palermo Football club sarà chiamato a farsi carico del canone stabilito dalla Commissione Tecnica di Valutazione per intero qualora non dovesse rispettare termini e parametri dell’accordo e non potrà godere della compensazione in seguito allo svolgimento di attività non precedentemente concordate con l’organo di riferimento designato dal Comune.

Un emendamento che potrebbe ragionevolmente costituire uno step decisivo ai fini del raggiungimento di un’intesa definitiva che sancisca delibera, firma e ratifica della convenzione. Risolvendo così la questione stadio, vero e proprio nodo focale per il club rosanero in chiave di pianificazione futura sotto il profilo gestionale, strategico ed imprenditoriale.

 

Palermo, convenzione stadio: corsa ad ostacoli, adesso c’è il nodo pubblicità. Le ultime…

“Rebus ‘Barbera’, pubblicità abusiva”.

Titola così l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, che fa il punto sulla bozza della convenzione per la concessione stadio al Palermo Football Club. Un ostacolo, quello della pubblicità, non indifferente da superare per il consiglio comunale, che si appresta a discutere in questi giorni il documento che dovrebbe consentire, entro il 29 luglio, alla società di viale del Fante di potersi iscrivere al prossimo campionato di Serie C.

In uno degli incontri con l’assessore al patrimonio Roberto D’Agostino, che in questi giorni ha rassegnato le sue dimissioni, i dirigenti del Palermo hanno chiesto di reinserire questo paragrafo. “Dopo il sopralluogo svolto a marzo, l’unità operativa del nucleo vigilanza pubblicità ha sollecitato provvedimenti per «l’oscuramento e la rimozione» degli impianti pubblicitari presenti al «Barbera», poiché «gli stessi ricadono in zona sottoposto a vincolo stante che lo stadio “Renzo Barbera” e l’area circostante sono sottoposti al regime di tutela» previsto dal codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Inoltre, riporterebbe il verbale della polizia municipale, «non risultano rilasciate autorizzazioni da parte della Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo»”.

Un articolo quello sulla pubblicità che prima è stato inserito e poi rimosso dalla bozza: “Il motivo di questo viavai è da ricercare in un verbale della polizia municipale dello scorso 23 marzo: le installazioni all’esterno dello stadio non sono autorizzate. Quelle utilizzate dal Palermo nel corso dell’ultima stagione, che ancora oggi campeggiano al di fuori dell’impianto di viale del Fante, sono pubblicità sfornite di autorizzazione”, si legge sul noto quotidiano.

Secondo il sopralluogo svolto dalle autorità competenti si tratta di novanta impianti pubblicitari per i quali viene contestata la mancata autorizzazione – quasi tutti riguardano la recinzione esterna che dà su viale del Fante -, per un totale di 69 cartelli che si trovano agli ingressi e due poster, altri 13 cartelli nell’area esterna di piazzale La Loggia, sei installazioni apposte sul prospetto principale dello stadio: il mega poster posizionato sotto la scritta «Stadio Comunale Renzo Barbera» e infine i due poster affissi sul muro all’ingresso della tribuna centrale e tre teloni verticali.

In teoria, dunque, nella versione definitiva della convenzione, della durata di sei anni, dovrebbe essere inserito nuovamente l’articolo relativo alla gestione pubblicitaria. Dunque, al Palermo verrà concessa l’autorizzazione per l’affissione dei poster e dei cartelli, regolarizzando così la posizione della società. A partire da oggi i consiglieri discuteranno il testo della bozza di convenzione preparata dagli uffici tecnici del Comune, la società spera di riuscire ad avere il testo definitivo entro sabato.

 

Palermo, concessione “Renzo Barbera”: la scadenza incombe, domani il consiglio comunale. Il sindaco Orlando…

La scadenza incombe.

Più dentro che fuori, ma che il Palermo possa formalmente calcare il prato del ‘Barbera’ nella prossima stagione lo si saprà in questa settimana”. Apre così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’, che fa il punto su quella che sembra essere una querelle infinita. Entro il prossimo 29 luglio il Palermo dovrà consegnare alla Commissione Criteri Infrastrutturali della Figc tutta la documentazione relativa allo stadio che ospiterà le partite casalinghe della compagine rosanero; documentazione necessaria per l’iscrizione al campionato di Serie C. L’accordo sulla convenzione, salvo rotture definitive con il Comune, verrà raggiunto con ogni probabilità già nelle prossime ore. Dunque, “i contatti avuti nelle scorse settimane con le amministrazioni di Marsala, Enna e Caltanissetta, di fatto, sono serviti per tenere aperta una soluzione d’emergenza”, si legge sul noto quotidiano.

La partita più importante si giocherà domani”, quando il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, su richiesta da parte dei consiglieri comunali di opposizione e maggioranza, sarà presente in Aula, soprattutto a seguito delle dimissioni rassegnata dall’assessore al ramo Roberto D’Agostino, colui che aveva seguito la vicenda passo passo.

L’unico vero nodo da sciogliere rimane quello del canone annuo di 341 mila euro, una cifra che la società di viale del Fante ha sempre considerato eccessiva. Per questo motivo, tra le soluzioni proposte per superare questo ostacolo vi sono delle “iniziative sociali, alle quali il Palermo prenderebbe parte compensando col costo della tariffa per l’utilizzo del ‘Barbera’. Il club, inoltre, ha avanzato al capo di gabinetto Pollicita l’ipotesi di un canone da aggiornare di anno in anno. Sempre la società rosanero, inoltre, ha richiesto espressamente di introdurre nella convenzione il paragrafo relativo alla concessione degli spazi pubblicitari nell’impianto, voce presente nella prima bozza, ma successivamente tolta per poterne ridiscutere in seguito”.

Tuttavia, il tempo stringe. Nella giornata di domani è in programma la seduta del consiglio comunale alla presenza del Sindaco. Ed entro lunedì prossimo il club vuole una risposta definitiva. Inoltre, se entro questa settimana il consiglio non dovesse ratificare la nuova convenzione, il sindaco Orlando – come annunciato di recente – potrebbe decidere di affidare l’impianto alla società rosanero per evitare ritardi nella consegna dei documenti necessari all’iscrizione in Serie C.

 

Emergenza cimitero Palermo: arriva la nuova ordinanza del sindaco

Procedere alla liberazione immediata delle nicchie murarie comunali occupate da più di 30 anni, notificando alle famiglie dei defunti le operazioni di estumulazione e riunione dei resti soltanto tramite l’Albo comunale; procedere alla riunione dei resti entro 24 ore dallo svuotamento delle nicchie; offrire la cremazione gratuita alle famiglie dei defunti attualmente in attesa di tumulazione.

Sono questi i quattro punti fondamentali dell’ordinanza che il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha firmato dopo aver ripreso la delega ai servizi cimiteriali dopo le dimissioni dell’assessore Roberto D’Agostino, per superare l’emergenza legata alla carenza di loculi presso i cimiteri comunali.

Ho preso atto del fatto che nonostante più volte sollecitato, nessun atto di questo tipo fosse stato formalizzato – ha detto Orlando – così come non è stata predisposta la fondamentale proposta di modifica del regolamento cimiteriale, che è competenza del Consiglio comunale, cui sarà presentata la prossima settimana e che io stesso illustrerò a Sala delle Lapidi martedì prossimo”.

Con la modifica del regolamento si intende autorizzare in caso di necessità anche la liberazione di nicchie occupate da meno di 30 anni seguendo ovviamente l’ordine cronologico partendo da quelle occupate da più di 29 anni e poi, a seguire, quelle occupate da un tempo inferiore.

Lì dove, per l’assenza dei medici o dei familiari dei defunti non si potesse provvedere alla immediata riunione dei resti per la collocazione nella cassetta ossario, l’operazione dovrà comunque svolgersi entro le successive 24 ore con la collocazione delle cassette nell’ossario comune, sempre dando comunicazione ai familiari tramite l’Albo pretorio.

L’ordinanza dà inoltre mandato agli uffici di informare i congiunti dei defunti attualmente in attesa di tumulazione della possibilità di usufruire della cremazione con spese interamente a carico del Comune.

Secondo quanto emerso nel corso di una riunione tenuta dal sindaco, cui hanno preso parte il vicesindaco, la dirigente dei servizi cimiteriali, i responsabili della RESET e del COIME, senza la modica del regolamento comunale, il piano già adottato potrà portare al recupero dell’arretrato entro circa 12 settimane, “motivo per il quale sono certo – afferma il Sindaco – che tutto il Consiglio comunale, ogni consigliere ed ogni forza politica supporteranno la mia richiesta di immediata approvazione della modifica, che renderà possibile accorciare notevolmente i tempi per superare l’emergenza”.

Palermo, convenzione stadio: il Comune non può fare da sponsor. Nuovo intoppo da risolvere

Un nuovo problema.

La querelle convenzione stadio tra Amministrazione e club rosanero sembra non avere fine. Spunta un nuovo ostacolo legato al ritorno dello sponsor Comune di Palermo stampato sulle maglie dei giocatori.

Dal 2011, infatti, le pubbliche amministrazioni non posso più concedere sponsorizzazioni – scrive l’odierna edizione di ‘Repubblica Palermo’ -. Lo prevede la legge 122/ 2010 che, per ridurre i costi degli apparati politici e amministrativi, vieta agli enti pubblici di sponsorizzare sé stessi”. Questo il motivo per cui il Comune probabilmente non potrà “apporre il proprio logo sulle maglie rosanero in cambio di una compensazione economica nei confronti del Palermo calcio”.

L’ipotesi sponsor fu presa in esame in uno dei diversi incontri avvenuti tra Amministrazione e dirigenza sportiva a seguito della richiesta di quest’ultima di ridurre il canone di locazione, attualmente pari a 341 mila euro «Il Barbera non è un negozio. Non possiamo pagare la stessa cifra che pagava una società che fatturava 60 milioni di euro e che oggi, invece, ne fattura 3,5» aveva dichiarato nei giorni scorsi a Repubblica l’amministratore delegato del Palermo Rinaldo Sagramola.

Quindi, si pensò che un modo per ridurre l’importo potesse essere la partecipazione del Comune come sponsor. “Come accadde nel 1987 quando Leoluca Orlando, alla prima esperienza da sindaco, stipulò un contratto di sponsorizzazione quadriennale con la società rosanero rinata dal fallimento. Peccato, però, che da quasi dieci anni questa pratica non è più consentita”, si legge nel noto quotidiano. Però ormai c’è poco tempo ed entro il 29 luglio si deve giungere ad un accordo, perché entro quella data la squadra del Palermo deve iscriversi al campionato di Serie C, altrimenti c’è il rischio che i rosanero giochino le partite casalinghe fuori dalla propria città.

Intanto però a rallentare le fasi dell’accordo ci sono anche le dimissioni dell’assessore comunale al Bilancio, Roberto D’Agostino che ieri a causa di alcune dichiarazioni del sindaco Orlando ha deciso di lasciare l’incarico. Proprio questa mattina ci sarebbe dovuta essere la conferenza dei capigruppo e a seguire il consiglio comunale, sul tavolo proprio la discussione della convenzione e le altre emergenze che la città deve affrontare. Adesso, il rischio è che tutto venga rinviato nuovamente.

 

 

 

Palermo, l’assessore al Bilancio D’Agostino si dimette: ora la concessione dello stadio Barbera…

Una decisione che scuote la giunta comunale, rischia di rompere gli equilibri  e complicare l’operatività dell’amministrazione in una fase estremamente delicata per la città di Palermo.

Si è dimesso questo pomeriggio l’assessore comunale al Bilancio e Patrimonio, Roberto D’Agostino. Alla base della forte presa di posizione le dichiarazioni piccate del sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando in merito alla spinosa questione legata all’emergenza cimiteri. Considerazioni, quelle del primo cittadino, che suonavano come un ultimatum per l’assessore D’Agostino, chiamato a trovare una pronta ed efficace soluzione in relazione alle 500 bare accatastate al cimitero dei Rotoli ancora in attesa di sepoltura. A questo proposito, l’assessore ormai dimissionario aveva convocato una conferenza stampa sabato scorso, illustrando la strategia pianificata per uscire da questa emergenza.

Altra impellenza prioritaria. da inserire con sollecitudine all’ordine del giorno nelle prossime sedute del Consiglio Comunale, è quella relativa alla definizione ed alla delibera della bozza della convenzione con il Palermo Football Club per la concessione di utilizzo della durata di sei anni dello stadio “Renzo Barbera“. Urge ancora trovare il punto di convergenza tra le parti in merito all’entità del canone di locazione stagionale, stimato in 341.150 euro dal Collegio dei Revisori sulla base di una formula matematica legata al coefficiente reddituale generabile da ogni area contigua all’impianto. Cifra ritenuta non congrua dalla dirigenza del club rosanero in virtù del fatturato attualmente prodotto da un club neonato ed in fase di start up che parteciperà al prossimo campionato di Serie C dopo essere ripartito dai dilettanti.

Le soluzioni per abbattere l’entità del canone sono molteplici, attingere ai fondi di una legge regionale che prevede l’erogazioni di finanziamenti per i comuni destinati alla gestione degli impianti sportivi, in alternativa compensare un’eventuale riduzione con un accordo di sponsorizzazione tra il Palermo e l’amministrazione comunale, o assegnare la manutenzione straordinaria dell’impianto ( oltre a quella ordinaria) al club di Viale del Fante, defalcando parte dell’importo originariamente previsto nella bozza di convenzione.

Oggi sarà quindi una giornata determinante per comprendere orientativamente i tempi di risoluzione della vicenda, entro il 29 luglio il Palermo dovrà certificare alla Commissione dei criteri infrastrutturali e sportivi della Figc la disponibilità di un impianto omologato per la disputa delle gare casalinghe nel prossimo campionato di Serie C. Quindi, entro il 5 agosto, il club di proprietà di Hera Hora dovrà completare l’iter procedurale con la domanda di iscrizione comprensiva di polizza fideiussoria pari a 350.000 euro e relativi adempimenti contributivi. Già questa mattina, venerdì 17 luglio è in programma la conferenza dei capigruppo, con inizio alle ore 8.30, con i presidenti delle commissioni e la dirigenza del club rosanero, successivamente era stata pianificata la seduta del Consiglio Comunale, alla presenza degli uffici tecnici e dell’assessore D’Agostino, al fine di stabilire tempi e criteri dii discussione sul testo della concessione dello Stadio Barbera alla società rosanero al fine di giungere ad una risoluzione positiva entro i termini previsti.

Il passo indietro dell’assessore D’Agostino rischia adesso di far slittare ulteriormente i tempi e complicare una questione che si trascina già da diverso tempo. Toccherà al sindaco Orlando assumere temporaneamente le deleghe dell’esponente della giunta dimissionario e prodigarsi affinché arrivi quanto prima la fumata bianca.

 

 

Palermo, convenzione Stadio: ieri l’incontro con l’assessore comunale, ma c’è un nuovo nodo da sciogliere. Venerdì…

I passi verso la convenzione.

L’edizione odierna del Giornale di Sicilia fa il punto sulla infinita querelle tra il nuovo Palermo ed il Comune del capoluogo siciliano relativa alla concessione del “Renzo Barbera”. Ieri, durante la conferenza dei capigruppo, sono stati “calendarizzati” i lavori d’Aula che dovrebbero portare, entro il 29 luglio, alla definizione dell’accordo, in modo da consentire al club di Viale del Fante di consegnare entro i tempi prestabiliti la documentazione necessaria per l’iscrizione al campionato di Serie C. Una data calda, adesso, sarà quella di venerdì, giorno in cui la bozza del documento per la concessione dovrebbe arrivare in Aula per la discussione.

“Il canone annuo di concessione resta di 341.150 euro, ma si lavora per poter compensare tale cifra attraverso una sponsorizzazione da parte del Comune, strada che al momento appare la più percorribile. A questa ipotesi, potrebbero aggiungersi anche quella dell’affidamento della manutenzione straordinaria (oltre a quella ordinaria) e la partecipazione della società a iniziative sociali”, si legge sul noto quotidiano.

Ieri, durante l’incontro tra la dirigenza del Palermo e l’assessore comunale al Bilancio, Roberto D’Agostino, dove si è cercato di trovare modi e soluzioni per ridurre il canone annuo, è tuttavia emerso un nuovo nodo da sciogliere, ovvero quello legato alla pubblicità. Nell’ultima bozza del testo, infatti, non si fa alcun riferimento agli spazi del “Renzo Barbera” utili agli sponsor. “Tra i dettagli da limare più significativi – si legge – c’è quello relativo alla gestione della pubblicità all’interno e all’esterno dell’impianto. Non un ostacolo insormontabile, per quanto il Palermo abbia posto le proprie obiezioni. Nell’ultima versione del testo che dovrà passare al vaglio del consiglio comunale, non si fa riferimento all’occupazione di spazi pubblicitari (a differenza della prima bozza). Un’esclusione momentanea, dato che nelle intenzioni del Comune ci sarebbe l’ipotesi di discutere in seguito la gestione della pubblicità da affidare comunque al club”.

Il club rosanero ha ad ogni modo richiesto che il paragrafo relativo alla pubblicità venga reintrodotto nella convenzione e prima di venerdì il Comune valuterà le condizioni affinché tale nodo possa essere sciolto, per poi eventualmente accogliere le volontà della società rosanero. Prossimo appuntamento, dunque, il 17 luglio, giorno in cui prima si terrà la conferenza dei capigruppo, alla presenza dei vertici del Palermo e dei presidenti di commissione. Soltanto in seguito l’assessore D’Agostino presenterà la proposta di convenzione in consiglio comunale.

 

Emergenza cimitero dei Rotoli: le iniziative del comune di Palermo per il superamento della crisi

L’assessore ai Cimiteri, Roberto D’agostino ha illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo delle Aquile, le iniziative poste in essere dall’Amministrazione comunale per il superamento delle criticità relative alla presenza di circa cinquecento salme in attesa di inumazione presso il cimitero di Santa Maria dei Rotoli.

In questi mesi – ha esordito l’assessore – abbiamo dovuto affrontare anche eventi spiacevoli, denunce  ed alcuni cambi ai vertici dirigenziali. Le cinquecento salme a deposito  appartengono a tre diverse tipologie: trecento circa sono quelle destinate al seppellimento a terra, circa cento sono quelle destinate agli ipogei e la parte rimanente è  costituita dalla cosiddetta raccolta resti. Prima della rottura del forno crematorio, eravamo in linea con le salme da cremare, circa 6 al giorno per 6 giorni di cremazioni a settimana”.

L’assessore indica poi i tempi per il rientro dall’emergenza. “Trecento salme in meno entro i primi di agosto, con 156 nicchie individuate e già “liberabili”, cioè con salme di età superiore ai trent’anni, in cui contiamo di spostare altrettante salme presenti in deposito, nel più breve tempo possibile.  L’amministrazione conta di liberare ulteriori nicchie, con il controllo delle salme con vetustà di ventinove anni e poi, a scalare, di ventotto, ventisette e così via, grazie ad un provvedimento emergenziale del sindaco , già predisposto, che consentirà di anticipare il termine dei trent’anni. Il provvedimento verrà a breve sottoposto al vaglio del Consiglio comunale, grazie al quale contiamo di liberare diverse centinaia di altri posti ( il totale delle nicchie assegnate  ai rotoli è 5160). Stiamo rafforzando, inoltre, – ha continuato D’Agostino – le squadre di operai della Reset con una interna del Comune, che proviene dagli altri cimiteri“.

Contiamo poi di liberare le restanti 200 salme in giacenza entro I primi di  settembre e riteniamo che per quella data l’emergenza dovrebbe essere considerata del tutto rientrata. L’obiettivo “zero” bare in attesa è tutt’altro che irraggiungibile. Abbiamo, inoltre, l’intenzione di incentivare la cremazione, faremo in modo che si ribalti il rapporto tra i costi di cremazione e di inumazione, rendendo la prima economicamente più vantaggiosa rispetto alla tradizionale inumazione, auspicando in tal modo di superare anche antiche ritrosie correlate al credo religioso. Se guardiamo i numeri dell’anno scorso, nonostante i guasti del forno crematorio, abbiamo registrato circa 1300 richieste (752 cremazioni nel primo semestre e  541 nel secondo semestre). La propensione delle famiglie alla cremazione è crescente, su un numero totale di decessi che è stato, nel 2019, di 9423. Significa che, già oggi, poco meno del 15 per cento delle famiglie, pur con tutte le difficoltà del caso, è disponibile alla cremazione. E questo numero è destinato certamente ad aumentare“.

NUOVO CIMITERO –Anche “grazie” all’emergenza pandemica, abbiamo adottato tutta una serie di misure volte a digitalizzare e, dunque, a rendere più spedite alcune procedure, per cui le imprese non avranno più l’onere di recarsi necessariamente a Palazzo Barone per il disbrigo di alcune pratiche che potranno invece espletare on-line. Per velocizzare la gara di progettazione esecutiva del nuovo forno crematorio, stiamo cercando di approfittare delle nuove opportunità offerte dal decreto semplificazione. Ancora, stiamo realizzando, attraverso la Protezione Civile, dei gazebo in cui andremo a posizionare le salme in uscita dalle nicchie per le quali è scaduta la concessione, qualora i congiunti abbiamo difficoltà a presenziare alle operazioni di esumazione. In questo modo non rimarremo più bloccati con l’attività di raccolta resti e liberando in tal modo le nicchie.   Infine, con il grande supporto di una una task force che in meno di cinque mesi ha lavorato benissimo, procede spedita la progettazione esecutiva per la realizzazione del cimitero a Ciaculli, per il quale l’amministrazione ha deciso di mettere 15 milioni,  che è uno sforzo tutt’altro che trascurabile in questo particolare momento storico. Per il resto faremo ricorso al project financing oppure a fondi statali“.

SINISTRA COMUNE – “Abbiamo fiducia nel fatto che il sindaco e la Giunta faranno di tutto per superare l’emergenza al cimitero dei Rotoli, ma il crono programma, esposto oggi in conferenza stampa dall’assessore D’Agostino, non mi tranquillizza. Credo che occorra più velocità per ricondurre la situazione dentro parametri di normalità. Il percorso delineato dall’assessore D’Agostino, che merita rispetto da parte di tutti e apprezzamento per il suo impegno, potrebbe essere efficace per affrontare una condizione di criticità, ma oggi siamo in una situazione di estrema drammaticità che meriterebbe più slancio e maggiore decisionismo.Ho visitato più volte il cimitero in questi ultimi mesi e ritengo che serva un intervento emergenziale. Il sindaco si avvalga dei suoi poteri di ordinanza, possibilmente supportata da robusti pareri legali, affinché possa sostituirsi, per ragioni sanitarie e in un tempo limitato, ai poteri del Consiglio comunale.Occorre estrema rapidità nella modifica di regolamenti e di procedure che i tempi del Consiglio comunale non consentono”. Lo dichiara Katia Orlando, consigliera comunale di Sinistra Comune.

AVANTI INSIEME – Sui cimiteri il Consiglio comunale è pronto ad assumersi le sue responsabilità, come ha sempre fatto. Trovo sorprendente la proposta di Sinistra Comune che invita il sindaco a esautorare Sala delle Lapidi”, lo dice il consigliere comunale di Avanti Insieme, Toni Sala, commentando le dichiarazioni della consigliera di SC Katia Orlando. “Abdicare al nostro ruolo significa umiliare il Consiglio e tradire ilmandato datoci dai palermitani – continua Sala – La Giunta porti subito in aula dei provvedimenti e la maggioranza non verrà meno alle sue responsabilità“.

Calcio, il sindaco Orlando alla Consulta: “La squadra giocherà a Palermo”

Questa mattina il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando insieme agli assessori Paolo Petralia Camassa e Roberto D’Agostino e al Capo di Gabinetto, Sergio Pollicita, ha incontrato a Palazzo delle Aquile, i rappresentanti della Consulta d’indirizzo della ASD Palermo, il Presidente Leonardo Guarnotta, l’avv. Santi Magazzù e l’ex attaccante rosanero Vito Chimenti.

Inoltre, il primo cittadino del capoluogo siciliano ha illustrato i contenuti della proposta già avanzata dalla Giunta al Consiglio comunale, che è l’organo decisionale da cui dipendono le decisioni finali su questa materia, sottolineando che “in quella proposta è indicato un importo della concessione stilato sulla base di parametri tecnico-matematici che tengono conto della metratura degli spazi e della capienza ufficiale dell’impianto e delle pertinenze. Nella stessa proposta è fatto esplicito riferimento alla possibilità di rimodulazione degli importi sulla base dell’effettiva possibilità di utilizzo, nonché del blocco, della sospensione  e della riduzione delle attività conseguenti all’emergenza Covid-19; è fatto anche esplicito riferimento alla necessità di verificare, una volta che la Regione ne avrà chiarito le modalità attuative, la possibilità di ricorso al Fondo istituito a favore dei Comuni che decidessero di concedere esenzioni o riduzioni fiscali ai soggetti che sempre a seguito del Covid-19 hanno subito un danno economico“, oltre ad illustrare, anche, la proposta più generale che la Giunta intende rivolgere al Consiglio comunale per quanto riguarda il Fondo destinato alla contribuzione che l’Amministrazione destina a tutte le squadre cittadine di vertice nelle rispettive discipline nonché per una revisione del regolamento per le sponsorizzazioni.

Durante l’incontro Orlando ha ribadito l’impegno perché nel più breve tempo possibile “e certamente entro la fine di luglio in tempo utile per la presentazione dei documenti necessari per l’iscrizione al campionato di C” si giunga ad una soluzione per l’affidamento alla società dello Stadio “Renzo Barbera”, “rispetto al quale – ha detto Orlando – non vi sono alternative di sorta perché la squadra di Palermo non può che giocare a Palermo“.

L’una forma di intervento sotto forma di contributo partecipativo  – ha continuato Orlando, con riferimento a tutte e a ciascuna società e discipline sportive – sarebbe ovviamente alternativa a quella della sponsorizzazione della Città. All’interno di questo quadro questo ci sembra ovvio che da parte della Giunta c’è tutto l’impegno necessario affinché prosegua la collaborazione fin qui registrata con la società ASD Palermo, ma soprattutto quel percorso di risalita verso le serie maggiori dello sport nazionale anche per il calcio“.

“Lo sport in tutte le sue discipline a Palermo – ha aggiunto Orlando- ha trovato e troverà specie in questa difficile fase la massima attenzione possibile della Amministrazione Comunale”.

I componenti della Consulta hanno preso atto di quanto comunicato dal sindaco, che sarà riportato alla società sportiva, esprimendo il proprio apprezzamento e ribadendo la volontà di continuare un proficuo dialogo di collaborazione e sintonia. “Un dialogo – ha concluso il sindaco – che è simboleggiato dalla bandiera rosanero esposta sulla facciata di Palazzo delle Aquile a simboleggiare il legame forte che unisce il Comune e la città alla squadra“.

 

Rifiuti: il consiglio comunale approva la delibera e riconosce la legittimità di un debito fuori bilancio da liquidare a Rap

Il Consiglio comunale ha approvato, a maggioranza, la proposta della Giunta, riconoscendo la legittimità del debito fuori bilancio, pari a € 9.754.684,50 da liquidare in favore della RAP spa per i superiori costi sostenuti per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti della città di Palermo presso impianti extra- comunali, nel periodo agosto-dicembre 2019.

Per il sindaco, Leoluca Orlando – “è un voto politicamente importante che in modo chiaro conferma il sostegno della maggioranza del Consiglio Comunale alla RAP e ai suoi lavoratori; permettendo di affrontare in modo più sereno un periodo certamente difficile per tutte le aziende partecipate dai Comuni. Credo che oggi la maggioranza del Consiglio comunale abbia dimostrato grande maturità con un voto che è certamente impegnativo ma che dimostra anche grande lungimiranza“.

Per gli assessori Sergio Marino (Rapporti funzionali con RAP) e Roberto D’Agostino (Bilancio) “è rilevante che il Consiglio abbia di fatto riconosciuto che il Comune e la RAP sono stati in questa vicenda vittime di ritardi e, in alcuni casi comportamenti gravi soprattutto da parte dei gestori privati delle discariche. Ora occorre proseguire in un percorso di progressivo aumento della differenziata, garantendo all’azienda quanto le spetta”.

Per i consiglieri di “Avanti insieme”, Valentina Chinnici, Paolo Caracausi, Massimo Giaconia, Claudia Rini, Toni Sala -“I Consiglieri che come noi hanno votato favorevolmente la delibera si sono assunti pesantissime responsabilità, soprattutto personali, considerato che detta delibera è arrivata con i pareri non favorevoli da parte del Ragioniere Generale nonché dal Collegio dei Revisori dei Conti. Quella del Consiglio è stata una scelta forte e di grande senso di responsabilità nei confronti della Città, che ha tenuto conto del concreto rischio di un’emergenza igienico-sanitaria che poteva verificarsi in Città qualora Rap non fosse stata messa nelle condizioni di pagare il trasporto ed il conferimento extraurbano. Ovviamente, la questione degli extra costi non si risolve con l’approvazione di questa delibera che riguarda il 2019: è infatti indispensabile che l’Amministrazione Comunale senza indugio chieda alla Regione Siciliana il rimborso delle spese aggiuntive che la Rap ha già affrontato e quelle che affronterà in conseguenza del persistente ritardo nella realizzazione della VII vasca“.

Per i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Antonino Randazzo, Concetta Amella e Viviana Lo Monaco, “l’approvazione della delibera sul debito fuori bilancio in favore di Rap, in assenza peraltro di un bilancio di previsione, certifica definitivamente il fallimento nella gestione dei rifiuti e nella raccolta differenziata e, più in generale, il fallimento del “sistema Palermo” targato Orlando. Un quadro dal quale emerge la totale assenza di pianificazione economica e di programmazione politica, a favore di un perdurante e sistematico scaricabarile da parte dell’Amministrazione comunale su altri soggetti, con l’attribuzione di responsabilità non imputabili alla Rap, società partecipata vittima del proprio socio unico, e che dovrebbe ricevere l’importo economico corrispondente ai costi già sostenuti. Ma solo questo potevamo aspettarci da un’Amministrazione inchiodata all’incapacità di affrontare i problemi atavici della città: dall’emergenza conti, a quella economico-finanziaria di Rap, Amat e Re.Se.T.Chiediamo agli artefici del papocchio sui rifiuti, agli Assessori D’Agostino e Catania, nonché al presidente Norata, immediate dimissioni”.

Il Consiglio Comunale – affermano i consiglieri di Sinistra Comune, Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando, Marcello Susinno –  è stato chiamato a riconoscere i costi sostenuti dalla RAP per  un servizio effettivamente svolto.Non riconoscere il debito avrebbe significato scaricare sull’azienda e soprattutto sui cittadini e le cittadine responsabilità che risiedono da tutt’altra parte e che l’amministrazione dovrà far valere nelle sedi opportune.Soprattutto in questo periodo di pandemia occorreva scongiurare il pericolo di una emergenza igienico-sanitaria in città. Questa vicenda pone con prepotenza la necessità di superare la logica del conferimento dei rifiuti in discarica e di investire seriamente sul riciclo e il riuso, potenziando il sistema pubblico di raccolta”. 

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