Consiglio comunale Palermo, Catania si autosospende. Gelarda (Lega): “Meglio se si dimette”

Il 2021 non poteva iniziare meglio di così per i palermitani”, ha dichiarato Igor Gelarda, capo gruppo Lega a Palazzo delle Aquile, riguardo l’autosospensione dell’assessore alla mobilità, Giusto Catania.

“L’assessore meno amato da commercianti e cittadini ci fa tornare a sperare; ancor di più se la sospensione si trasformerà in dimissioni. Giusto Catania, che di fatto è stato sfiduciato due giorni fa dal Consiglio comunale, compresi tutti i partiti che sostengono la Giunta, tranne il suo, dovrebbe solo ringraziare i consiglieri comunali che hanno messo una pezza al bilancio proposto dalla Giunta. E’ stato infatti il Consiglio ad obbligare Orlando a destinare soldi e risorse per le strade, per le scuole e per il cimitero piuttosto che solo al Tram. Sia chiaro: la Lega non è contro il tram per partito preso, anche se così come è stato pensato non ci convince molto. Quello che è certo è che il tram non è l’unica priorità di Palermo e non è neanche la principale. La città è piena di emergenze che stanno rendendo impossibile la vita ai palermitani. Giusto Catania si faccia un giro per la città, senza dimenticare di farsi accompagnare dai compagni di Sinistra comune, e forse si renderà conto del fatto di aver perso il contatto con la realtà” ha concluso Gelarda.

Reset, Giaconia (Avanti Insieme): “Necessario rimodulare la durata temporale delle commesse che regolano i servizi”

Il Consiglio comunale nel corso della seduta odierna ha approvato un mio ordine del giorno, con il quale lo stesso Consiglio impegna il sindaco, l’Amministrazione Comunale, nonché i CdA e gli Amministratori unici delle Società Partecipate del Comune consorziate con la consortile Reset, a rimodulare la durata temporale delle commesse che regolano i servizi che la Reset espleta per conto delle aziende Amat, Amap, Rap e Sispi, così da prolungarle fino a tre anni, pari cioè alla durata di un piano industriale. Le commesse ad oggi hanno tutte una durata al di sotto dei tre anni“, lo dichiara il Consigliere comunale Massimo Giaconia, del gruppo “Avanti Insieme”.

Ciò significa che i proventi derivanti alla Reset dallo svolgimento di tali attività non possono essere inseriti nel bilancio della stessa consortile tra le entrate cosiddette strutturali, elemento fondamentale e necessario che consentirebbe alla consortile di assumere e garantire degli impegni nei confronti dei propri dipendenti, ovvero, l’aumento delle ore di servizio, considerato che svolgono le proprie funzioni in regime di part-time. L’aumento della durata ad anni tre delle commesse, sommata alla mobilità di 94 dipendenti verso Rap e 6 verso Amat, e l’eventuale ‘affidamento’ del servizio di manutenzione strade e marciapiedi (esclusivamente monitoraggio e pronto intervento), consentirebbe la fuoriuscita a Reset e ai propri dipendenti da una condizione di continua incertezza, che come certa conseguenza avrebbe il miglioramento dei servizi. A proposito della mobilità interaziendale verso Rap e Amat, voluta fortemente dal sindaco, dalla Giunta nonché da tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, oggi non esistono più motivi ostativi. Pertanto, auspico che le aziende Rap e Amat, che dovranno acquisire questo personale, lo facciano immediatamente“, conclude Giaconia.

ARS e Comune. Caronia passa a Forza Italia: “Possibilità di lavoro concreto”

Per me è un ritorno a casa, in un partito che conosco bene fin dai suoi albori e nel quale oggi c’è tanto entusiasmo per fare cose positive per la Sicilia e per Palermo. In questi anni abbiamo fatto in parte un percorso diverso ma spesso, anche con Margherita Ruvolo, abbiamo condiviso il lavoro parlamentare su temi specifici e concreti. Ora ci ritroviamo, uniti dalla volontà di lavorare in modo propositivo e costruttivo sia a Palazzo dei Normanni sia a Palazzo delle Aquile“. Lo ha dichiarato oggi Marianna Caronia annunciando il proprio passaggio a Forza Italia, nei rispettivi gruppi consiliare al Comune di Palermo e parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana.

Con il passaggio di Marianna Caronia e Margherita La Rocca Ruvolo, cresce la qualità all’interno della squadra di Forza Italia. Conosco la loro professionalità e competenza, essendo una, componente della Commissione Bilancio e l’altra, presidente della Commissione Salute all’Ars. Questo dimostra che il Partito conferma la propria attrattiva sul territorio, dimostrando di continuare ad essere un punto fermo all’interno di un mutevole panorama politico. A nome del Gruppo Parlamentare do alle colleghe un sincero benvenuto”. Lo afferma il Capogruppo di Forza Italia all’Ars, Tommaso Calderone.

Consiglio comunale Palermo: lunedì si discuterà la mozione di sfiducia al sindaco Orlando

Lunedì 14 settembre sarà discussa in presenza a Sala delle Lapidi la mozione di sfiducia al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Per esigenze di distanziamento legate alla prevenzione del Covid-19 non sarà ammesso pubblico in sala, ma la seduta del Consiglio sarà come di consueto trasmessa in diretta streaming sui canali social del Comune. La seduta del Consiglio comunale avrà inizio alle ore 10.

Convenzione Stadio: il testo del Consiglio Comunale potrebbe non andare bene al Palermo

Giorni di dibattiti in “aula”, polemiche tra maggioranza e opposizione, sedute fiume e attacchi incrociati.

La montagna ha partorito un topolino. Dopo mesi passati a discutere della convenzione per l’utilizzo dello stadio “Renzo Barbera” e la solita corsa contro il tempo, la politica che a parole voleva aiutare il nuovo Palermo, non ha trovato alcuna soluzione concreta per agevolare il club rosanero, anzi rispetto al passato, in alcuni aspetti, sono stati fatti dei passi indietro. La politica esulta, perché seppur in notevole ritardo, ha definito un testo per la convenzione a pochi giorni dalla scadenza indicata dalla Lega di Serie C al club di Mirri per l’iscrizione al campionato, ma ora c’è un passaggio che molti danno per scontato cioè che questo testo vada bene al Palermo Calcio. Ma così non è.

L’ipotesi di giocare in altri stadi ventilata nelle scorse settimane non era solo legata ad una questione formale, ma anche ad una di convenienza. E se formalmente ora c’è una proposta definita dal Consiglio Comunale di Palermo, non si prefigurano i connotati di convenienza che sembrano addirittura peggiorativi rispetto al passato. Il nodo del canone non è stato risolto: il Palermo dovrà pagare 341 mila euro a stagione per l’affitto e solo una nuova perizia degli uffici tecnici del Comune potrà portare a calcolare un eventuale sconto per l’emergenza Covid, che comunque resta un evento straordinario. Resta in piedi, ancora da quantificare, l’eventuale sponsorizzazione (o convenzione o collaborazione) che può fare abbassare le richieste del Comune attraverso una compensazione. Nella proposta del Comune, approvata dal Consiglio comunale, non si tiene conto del fatto che il Palermo sia da considerarsi ancora una startup e che militi in un campionato dove non girano molti soldi, ben distante dai fatturati della Serie A e dai fatturati del club rispetto a dieci anni fa. Senza la massima serie, ad oggi non ci sono neanche i diritti televisivi milionari. Così il club rosa è obbligato a puntare tutto sulla pubblicità locale, ma proprio su questo aspetto i consiglieri sono stati intransigenti e hanno approvato un emendamento che conferisce al Palermo i diritti solo sulla pubblicità interna allo stadio. Un duro colpo alle casse del Palermo che inciderà almeno per un milione di euro, a meno che la società del presidente Mirri non riesca ad aggiudicarsi il futuro bando che – chissà quando – passerà da una procedura pubblica.
Chiaro che dalle parti di Viale del Fante c’è amarezza per un regolamento che dovrà probabilmente essere digerito a malavoglia se non si vorrà davvero valutare di trasferirsi in un’altra città per giocare le partite.

Deluse anche le aspettative dei tifosi che avevano esplicitamente manifestato a gran voce sui social chiedendo lo stop ai privilegi, quindi di eliminare biglietti omaggio ai politici. La norma è stata modificata, ma di fatto i consiglieri comunali di Palermo potranno continuare a chiedere alla società i biglietti per andare allo stadio senza pagare. Eppure è passato un anno da quando l’Amministrazione Orlando ha consegnato il titolo sportivo alla società di Dario Mirri per non far morire il calcio a Palermo. In un anno ci sarebbe stato tutto il tempo per definire la convenzione e andare incontro al nuovo club tenendo conto del progetto sportivo e della realtà economica sottodimensionata che ripartiva dalla Serie D. Ma la farraginosa politica italiana non si smentisce: lentamente affronta i problemi, mentre lentamente le aziende crescono e lottano per competere sul mercato.

 

Palermo, convenzione stadio: chieste garanzie canone pregresso. Discussione in consiglio tra le polemiche

Tra oggi e domani l’approvazione.

Poteva essere il giorno decisivo per votare la delibera sulla convenzione per affidare per i prossimi sei anni lo stadio “Barbera” al Palermo”, apre così l’edizione odierna de La Repubblica che fa il punto sulla seduta di consiglio comunale di ieri dove non sono mancate le polemiche sollevate dalle opposizioni che hanno chiesto ulteriori precisazioni agli uffici tecnici che erano presenti durante la seduta. Temi caldi di questa vicenda che riguarda la concessione dello stadio al Palermo sono la pubblicità dentro e fuori l’impianto, le somme che il club rosanero deve per la stagione passata, la possibilità di aprire la struttura ad eventi extrasportvi e il canone di locazione di 341mila euro che il club da sempre ha ritenuto essere oneroso.

Al centro della discussione è finito l’articolo 5 della bozza di convenzione, che riguarda la regolarizzazione di quanto dovuto dalla società in precedenza. “Con un emendamento la maggioranza vorrebbe concedere al Palermo la possibilità di regolarizzare il pagamento, «previa istruttoria in contraddittorio e compensazioni per la manutenzione straordinaria», fino a sei mesi dopo la stipula della convenzione”, si legge sul noto quotidiano. Di fatto l’anno scorso la società sportiva ha speso circa 520mila euro di manutenzione ordinaria, che è carico del Palermo, “ma gli uffici non hanno dato riscontri in Aula sulle fatture delle spese della manutenzione straordinaria, che spettano al Comune, ma che la società può effettuare scomputandoli dal canone”, si legge ancora. Ma il clima si è fatto ancora più caldo quando si è aperto il capitolo sulla pubblicità. Infatti, negli scorsi mesi il Palermo è stato multato per aver utilizzato i pannelli esterni dello stadio senza autorizzazioni, per l’uso dei quali aveva comunque versato, secondo gli uffici, 37mila euro e sul quale pende un contenzioso. Ad aggravare la situazione la nota dell’Aspes – Associazione della pubblicità esterna – chiedendo che a rigor di legge gli spazi fossero assegnati con un bando pubblico.

Altro aspetto che ha creato polemiche tra opposizione e maggioranza quello di aprire il “Barbera” a eventi extracalcistici. “«Un’opportunità per la città», secondo il consigliere di maggioranza Massimiliano Giaconia e fortemente contestato dal consigliere di Fratelli d’Italia Mimmo Russo: «Io proporrò una concessione anche di un euro, senza prevedere però alcuna attività diversa dal calcio»”.

Tra una polemica e l’altra si è discusso sul canone, che dovrebbe essere rivisto attraverso una “clausola covid”, qualora lo stadio non dovesse essere disponibile in tutti i 36mila posti, a causa delle misure di contenimento della pandemia. “«La valutazione del 10 marzo scorso è fredda – dice il capogruppo dei Cinque Stelle Antonino Randazzo – ma ci chiediamo perché nel 2004 l’impianto valeva 5,2 milioni di euro e adesso, 16 anni dopo, 8,7»”.
Oggi una nuova seduta di consiglio comunale e potrebbe essere la giornata giusta per consegnare al Palermo la convenzione eventualmente da firmare.

 

Palermo, concessione stadio: la pubblicità al “Barbera” diventa un caso. L’AS.P.ES. scrive al sindaco Orlando…

Un ulteriore nodo da sciogliere in quella che è una matassa davvero complicata da sbrogliare.

Quando sembravano profilarsi concreti presupposti per la tanto agognata fumata bianca, l’annosa vicenda legata alla concessione dello stadio “Renzo Barbera” al Palermo di Hera Hora si arricchisce di un nuovo spinoso capitolo. L’intervento del sindaco e il relativo riverbero sull’operato degli uffici tecnici hanno ispirato una serie di emendamenti volti ad apportare modifiche ed integrazioni sulla bozza originaria della convenzione mirate al raggiungimento di un’intesa tra le parti. Variazioni sostanziali applicate su alcuni punti focali, canone, pertinenza della manutenzione, gestione degli impianti pubblicitari, oggetto inizialmente di divergenza tra amministrazione comunale e club rosanero. Emendamenti che saranno discussi quest’oggi nel corso della seduta del Consiglio Comunale che si terrà in videoconferenza in ossequio alle misure cautelative anti Covid-19. I tempi stringono e l’auspicio è quello di giungere a delibera, approvazione e ratifica della convenzione stadio entro i termini di scadenza prefissati per completare l’iter procedurale di iscrizione della società siciliana al prossimo campionato di Serie C. Proprio la possibilità di gestire ed utilizzare gli impianti pubblicitari, attigui e contigui all’impianto, costituisce una questione dirimente che, per il suo peso specifico sotto il profilo economico, va ad incidere con un effetto domino anche sulla rivisitazione degli altri punti chiave del documento. Nella giornata di ieri, secondo indiscrezioni esclusive raccolte dalla redazione di Mediagol.it,  l’AS.P.ES. ha inviato una lettera al sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, alla Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo ed all’Assessorato Attività Produttive del Comune, affinché venga fatta chiarezza sulle modalità di assegnazione della concessione degli spazi pubblicitari esterni installati sulla facciata dell’impianto. L’Associazione Pubblicità Esterna ha inviato contestualmente copia della stessa a vari organi di pertinenza e controllo sulla materia dell’amministrazione cittadina, nonché al Comando della Polizia Municipale di Palermo, al Comando della Guardia di Finanza di Palermo ed alla Soprintendenza Regionale.

Una presa di posizione, un monito a seguire rigorosamente le procedure normative che regolano l’assegnazione degli spazi pubblici ove installare gli impianti pubblicitari. Una sorta di diffida preventiva da parte delle aziende consociate che ribadiscono come, in conformità al codice degli appalti di settore, al regolamento comunale in materia di pubblicità ed in ragione della sentenza 5/2013 emessa dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che ha sancito il principio giurisprudenziale, qualsiasi assegnazione di spazi esterni i finalizzati alla pubblicità dovrà essere oggetto di  gara ad evidenza pubblica.

Logica che, come sottolineato nella lettera, riguarda direttamente anche gli spazi pubblicitari disponibili sulla facciata del “Renzo Barbera” visibili dalla pubblica via e quindi di notevole rilevanza sul piano commerciale. L’AS.P.ES. manifesta inoltre l’interessa da parte delle aziende consociate e di quelle ausiliarie a partecipare alla suddetta gara quando sarà indetta e chiede ufficialmente in via preliminare di conoscere le modalità che l’amministrazione comunale intende adottare per l’assegnazione degli spazi fruibili per l’installazione di impianti pubblicitari esterni nella zona del Barbera. La chiosa è dedicata alla presenza di eventuali vincoli ambientali e paesaggistici nell’area in questione, l’associazione chiede lumi e chiarimenti in merito: la competente Soprintendenza Regionale ha già rilasciato un nullaosta in tal senso?

 

Tassa soggiorno, il Consiglio comunale di Palermo approva differimento

Dal Consiglio Comunale di Palermo, su proposta della Giunta, viene un aiuto alle imprese del settore ricettivo, colpite dalla crisi economica derivante dal Covid-19.

Sala delle Lapidi ha infatti approvato giovedì sera la proposta di delibera che contiene un mini pacchetto di provvedimenti a favore del settore. In particolare, è stato deciso il differimento la scadenza per l’effettuazione del versamento delle somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno relativamente al 1° trimestre 2020, dal 15 aprile al 30 settembre 2020 e di confermare la scadenza prevista per il 15 aprile solo in relazione alla dichiarazione dell’Imposta di Soggiorno del 1° trimestre dell’anno.

Dopo i provvedimenti già presi sulla TARI che riguardano la totalità dei cittadini e delle imprese – afferma il Presidente del Consiglio Comunale, Salvatore Orlandoil Consiglio ha voluto dare un piccolo segnale di attenzione anche agli operatori del settore turistico, fra quelli non soltanto più pesantemente colpiti ma per i quali sarà più lenta e dura la fase di ripresa“.

Restano ovviamente in piedi – afferma invece il sindaco Leoluca Orlandole richieste che il Comune ha avanzato, anche tramite ANCI, al Governo nazionale e al Governo regionale, per un pacchetto di interventi strutturali che permettano alle imprese e ai lavoratori di questo settore strategico di superare la crisi. Il turismo rappresenta per Palermo e per la Sicilia una risorsa imprescindibile e dovremo riprendere insieme agli operatori l’importante lavoro realizzato in questi anni“.

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