Marsala Calcio: arrestato il patron Domenico Cottone con la moglie. L’accusa…

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno fermato il noto imprenditore Domenico Cottone e la moglie Chiara Gulotta, rispettivamente amministratore di fatto della sala giochi in via Cavour a Palermo “President Gaming Hall” e rappresentante legale. I due, ora agli arresti domiciliari, sono accusati di peculato e abusiva attività finanziaria e sono indagati anche per il reato di riciclaggio.

Cottone è anche proprietario del Marsala Calcio. L’operazione “Washing Hall” è stata coordinata dalla Procura di Palermo. E’ stato disposto dal giudice anche il sequestro di beni e disponibilità finanziarie di un milione di euro relativo al debito complessivo con l’erario maturato nell’arco di 4 anni, nonché della sala giochi. Secondo quanto accertato dai finanzieri Cottone e la moglie si sarebbero appropriati degli importi dovuti per legge su tutte le giocate effettuate e quelli previsti dal canone di concessione, non versando i soldi alla concessionaria dello Stato. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, videoriprese e controlli patrimoniali. All’interno della sala giochi si svolgeva, secondo i finanzieri, un’attività abusiva finanziaria. I titolari concedevano dei ticket validi per giocare dietro la consegna di assegni bancari postdatati e in alcuni casi senza la data di emissione.

Ars, riprende oggi esame Finanziaria: approvato articolo 8, le ultime

L’assemblea regionale siciliana ha sospeso nella serata di ieri l’esame della legge di stabilità regionale dopo avere approvato anche l’articolo 8, quello considerato più importante in cui sono contenute una serie di misure fondamentali per far ripartire l’economia siciliana dopo la crisi causata dall’emergenza Coronavirus. Il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha aggiornato a oggi, sabato 2 maggio, la seduta che riprenderà con l’esame della Finanziaria a partire dall’articolo 14. Il voto finale è atteso nel pomeriggio.

Coronavirus, Musumeci avvia in Sicilia la Fase 2: ecco cosa cambia da lunedì 4 maggio

Avviata la “graduale riapertura” che il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, aveva preannunciato nei giorni scorsi. L’ordinanza, firmata oggi e in vigore dal 4 al 17 maggio, si muove all’interno delle linee guida fissate da Roma, seppure con qualche “forzatura”.

Da lunedì, le famiglie hanno il permesso di potersi trasferire nelle seconde case, a patto che non facciano la spola con la principale abitazione, ma vi rimangano per la stagione. Disco verde anche per l’asporto ai ristoranti, pasticcerie, gelaterie, bar e pub, con il divieto di consumare nei locali e nelle adiacenze. Si può accedere al cimitero e acquistare fiori e piante. Un’attenzione, nell’ordinanza, anche verso gli animali da affezione per i quali sarà consentita la tolettatura. Novità pure per le società sportive che sono autorizzate a iniziare attività amatoriali di corsa, tennis, pesca, ciclismo, vela, golf ed equitazione.Rimangono congelate le limitazioni all’accesso nell’Isola almeno fino al 17 maggio. In quella stessa data, il governatore spera anche di strappare al premier Giuseppe Conte il permesso di riaprire le loro botteghe ai parrucchieri per uomo e per donna.Restano invariate le disposizioni relative all’obbligo di quarantena.

Coronavirus, Conte: “Se rallenta la curva dei contagi riapriremo prima del previsto”

“Se in alcune regioni la curva del contagio rallenterà rispetto ad altre, alcune attività potrebbero riaprire prima del previsto”. Lo ha annunciato su Facebook il premier Giuseppe Conte.

“Sono sicuro che, con il rispetto delle regole adottate, in alcuni territori si potrà rallentare notevolmente la curva del contagio – ha scritto il presidente del Consiglio dei Ministri rispondendo al messaggio di un barbiere -. E attività come la sua potrebbero rialzare prima del previsto la saracinesca: se abbassiamo il rischio di contrarre il virus e rispettiamo i protocolli di sicurezza, tanti clienti torneranno a tagliarsi i capelli senza essere bloccati dalla paura”.

“Oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazie ai primi risultati delle misure di contenimento: impiegati, addetti e operai che potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti”, ha proseguito, e in merito agli aiuti a chi ha più bisogno ha aggiunto: “Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato al massimo per far ripartire a pieno regime il motore dello Stato, perché questo poderoso sostegno pubblico si concretizzasse in pochi giorni. È ai dettagli un nuovo provvedimento con aiuti e misure per la ripartenza economica che saranno più pesanti, più rapidi, più diretti. Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo. Credo sia l’unico modo per onorare questo giorno, questo 1 maggio”.

Ludopatia e Coronavirus, sindaci a Conte: “Inopportuno via libera al gioco d’azzardo”

La crisi delle attività produttive, il rapporto con i cittadini e soprattutto la “incomprensibile scelta” di permettere la ripresa del gioco, sono i passi di una missiva che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, insieme ad altri sindaci e Presidenti di Provincia italiani, ha inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

La prolungata, indispensabile, chiusura di tutte le attività economiche e la faticosa e dolorosa rinuncia agli stessi rapporti sociali che abbiamo dovuto imporre – continua Orlando – inizia a farsi sentire in tutta la sua durezza. Tutti questi giorni siamo stati alleati fra Comuni e Governo nel combattere una emergenza sanitaria drammatica. Motivo in più per sentire tutta la responsabilità di proteggere per quanto ci è possibile i nostri cittadini“.

Proprio per questo – scrivono i firmatari della nota – ci duole dover sottolineare che non comprendiamo in alcun modo come si possa permettere di riaprire il  gioco lecito con vincita in denaro mentre si tengono chiusi, per comprensibili motivi che non vogliamo qui sindacare, esercizi commerciali, botteghe di artigiani, sedi di associazioni di volontariato, i parchi giochi per i bambini“.

C’è una parte del Paese che annaspando perché gli è stata preclusa la possibilità di riprendere il lavoro, e ci sono famiglie in situazioni critiche, cui tra l’altro non vorremmo si aggiungesse anche il dramma della ludopatia. Se, come Lei afferma, noi siamo le sentinelle del Governo, da sentinelle non possiamo che dirLe che questa scelta è un errore, che non sarà compresa, se non come il tentativo dello Stato di fare cassa, spesso a discapito dei più deboli“, conclude Orlando.

Palermo, sciopero alla rovescia, Orlando: “Segno di impresa sana e vitale. Ragione in più per sostenere la ripresa”

Con riferimento allo “Sciopero alla rovescia” annunciato per domani da alcuni ristoratori del centro storico, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha dichiarato “Esprimo il mio apprezzamento, la mia gratitudine e la mia condivisione per una iniziativa che mostra grande sensibilità unita ad uno spirito d’impresa sano.E’ la conferma di un tessuto imprenditoriale che nonostante la gravissima crisi che lo ha colpito sa essere vitale e soprattutto non vuole piangersi addosso ma dimostrare alla città e alla comunità il proprio ruolo sociale”.

E’ un motivo in più per essere vicino, come sindaco e come amministrazione, nel chiedere che al più presto il Governo nazionale fornisca indicazioni chiare sugli strumenti di supporto economico e sulle modalità di riapertura di questi operatori commerciali, che soprattutto nelle realtà turistiche come la nostra sono essenziali in termini di occupazione e sviluppo“.

Covid-19, l’aeroporto di Palermo prepara la ripresa dei voli

Gesap, la società di gestione dello scalo palermitano, ha previsto il ricorso massiccio delle operazioni di pulizia e sanificazione, con una frequenza maggiore di intervento nelle aree del terminal e in quelle dedicate al personale. Inoltre, aumenteranno le installazione per l’erogazione dei disinfettanti per le mani, prima e dopo ogni punto di contatto con e tra i passeggeri.

Sono solo alcune misure di un piano articolato messo in campo dall’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino per contenere il rischio contagio da Covid-19, in vista della potenziale ripartenza del traffico aereo.

Inoltre, saranno installate barriere fisiche per limitare e controllare, con l’ausilio di strumenti elettronici, il numero massimo di passeggeri negli spazi condivisi (gate, negozi, per esempio), al fine di prevenire il sovraffollamento.

Si farà molta attenzione sul distanziamento fisico. Passeggeri e visitatori saranno guidati dalla segnaletica verso i percorsi obbligatori in entrata e in uscita dallo scalo aereo. Gli adesivi sul pavimento indicheranno i punti di attesa turno, mentre i pannelli divisori e i codometri delimiteranno le aree. Gli annunci sonori comunicheranno a tutti le regole sul distanziamento sociale.

Il passaggio dall’aerostazione, per i flussi di passeggeri, accompagnatori, lavoratori in entrata e in uscita, comporterà dei percorsi ben definiti. In ogni ingresso/uscita dal terminal verrà installato un termoscanner per il controllo della temperatura corporea sotto il monitoraggio del personale sanitario.

I passeggeri in partenza e in arrivo dovranno utilizzare le mascherine e i guanti. Il personale aeroportuale indosserà schermi visivi in plexiglass e dispositivi di protezione individuale.

Nel giro di pochi giorni, in vista della ripresa dei voli, metteremo a punto tutti gli accorgimenti necessari per accogliere un flusso maggiore di passeggeri e contenere al meglio il rischio da Covid-19 – dice Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap – In queste ore, diverse compagnie ci stanno contattando per programmare la ripartenza. Alle misure di contenimento già in atto, aggiungiamo così ulteriori filtri e accorgimenti per distanziare i passeggeri e agev30olare i controlli sanitari. Inoltre, al tavolo nazionale con Assaeroporti – conclude Scalia – si lavora sull’applicazione dei protocolli sanitari per il contenimento della diffusione del virus nelle fasi di check-in, imbarchi e controllo passaporti; screening sanitari per i passeggeri, misure sostenibili di distanziamento sociale nel rispetto anche delle regole europee”.

Primo Maggio, a Palermo lo “Sciopero alla rovescia” dei ristoratori: cucine aperte per solidarietà

A questa ingiustizia alcuni ristoratori del centro storico di Palermo reagiscono con una grande azione solidale comunitaria per far sentire la voce di un territorio già fragile che chiede di essere sostenuto ed accompagnato in questo momento di grande difficoltà.

Credo che uno sciopero debba essere sempre, oltre che scienza, un’opera d’arte” lo disse Danilo Dolci nel 1956 quando a Partinico organizzò una forma interessante di protesta spiccatamente nonviolenta, lo “sciopero alla rovescia” per rivendicare il diritto al lavoro dei tanti operai inoccupati del tempo.

Oggi nel 2020, ispirandosi ad una figura che tanto ha dato alla nostra terra, una rappresentanza del comparto dei lavoratori della ristorazione di Palermo, fermo a causa del Covid, sceglie di riproporre tale forma di protesta decidendo di preparare 2.000 pasti per le famiglie più in difficoltà per far sentire la propria e reclamare le necessarie ed urgenti soluzioni che il governo nazionale deve mettere in atto per garantire una giusta ripartenza.

Giorno 1 maggio è la festa dei lavoratori e mentre al nord riaprono fabbriche, i motori principali dell’economia del meridione, il turismo e la ristorazione, restano nella grande incertezza rispetto alle modalità ed alle forme di sostegno che gli permetteranno di tornare al lavoro.

Mangeremo tutti insieme come in una grande tavolata, come in una grande famiglia. Festeggiamo il lavoro con la generosità e la gioia,perché lavorare a questo deve servire, a vivere bene e contribuire a una società più giusta.

Per questo nel giorno della festa dei lavoratori apriranno le cucine proprio nel centro storico di Palermo dove turismo e la ristorazione sono più duramente colpiti, i ristoranti cucineranno 2 mila piatti che più di cinquanta volontari distribuiranno alle famiglie in difficoltà nel centro storico di Palermo.

L’iniziativa è organizzata dalla Prima Circoscrizione, da Sos Ballarò e da Kala Onlus in collaborazione con Kalsa Solidale e Ubuntu.

Un contributo di 2 mila euro è stato ricavato dalla raccolta fondi “Un banco del sorriso a Ballarò“, la campagna lanciata subito dopo il lockdown per avviare azioni di supporto alimentare alle famiglie in difficoltà.

Le attività commerciali fin qui coinvolte sono: Fabrica102, Moltivolti, Ballarak, Santamarina, Il Vicolo, Balata, BissoBistrot, Le Freschette Biobistrot, Porta Sant’Agata, Quattro Mani, Osteria Mangia e Bevi, Cotti in Fragranza.

Per anni abbiamo sentito dire la frase “In Sicilia si potrebbe vivere solo di turismo“, è questa la grande industria del Sud Italia. Il centro storico di Palermo da pochi anni sta cercando di risollevarsi economicamente sulle proprie gambe, gambe fatte di investimenti economici e di scelte politiche fatte in questa prospettiva dalle istituzioni e soprattutto da tanti privati che danno lavoro a molti palermitani.

Non prevedere piani di sostegno adeguati e strategie serie per accompagnare la riapertura delle strutture che lavorano nel settore ristorativo stronca alla base un percorso che con fatica si stava provando a portare avanti nel centro storico ma anche in tuttala città, nella regione e nel Sud più in generale.

Tram Palermo: presentato al Ministero progetto per finanziamento nuove linee

L’amministrazione comunale di Palermo ha inviato al Ministero delle Infrastrutture il progetto relativo alla realizzazione delle ultime 4 linee del tram che saranno completate entro il 2030.

Lo hanno annunciato in videoconferenza il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania.

Le nuove quattro linee di tram, si aggiungono alle tre già finanziate con il Patto per il Sud, che collegheranno il centro della città a completamento dell’anello ferroviario e alle altre quattro attive già da alcuni anni.

Le nuove linee del tram, di fatto collegheranno il centro della città con alcune zone periferiche: Mondello, Sferracavallo, Zen, le zone dove sorgono gli ospedali, il quartiere di Bonagia.

I lavori, una volta approvati, si dovrebbero completare entro il 2030 e nel tempo, garantirà una occupazione di circa 8.000 persone, tra maestranze, tecnici, operai, carpentieri e altre persone che a vario titolo parteciperanno all’esecuzione dei lavori.

Queste nuove quattro tratte consentiranno di completare il piano di mobilità su quasi tutto il territorio palermitano. Questo, prevederà l’esercizio di due nuove linee: la linea 7 con l’attivazione di una linea tranviaria dal capolinea Giachery a due capolinea periferici in esercizio a Bonagia e Basile e la linea 9, attivazione di una linea da piazza Alcide De Gasperi a due capolinea periferici in servizio alternato a Mondello e Sferracavallo.Questo ultimo progetto è suddiviso in quattro tratte: da Orleans a Bonagia, dal Alcide De Gasperi e Mondello, da Giachery alla Stazione Centrale e nella deviazione per Sferracavallo.

La richiesta di finanziamento per la realizzazione di altre quattro linee tramviarie – hanno dichiarato il sindaco Orlando e l’assessore Catania –rappresenta un grandissimo investimento sulla mobilità sostenibile; una scelta importante per il miglioramento della qualità dell’aria e un poderoso investimento pubblico nell’economia della città. La città di Palermo continua a guardare al futuro con fiducia e, così come prevede il Piano Urbano della Mobilità sostenibile (PUMS), si prevede di spostare oltre centomila passeggeri al giorno dal veicolo privato verso il trasposto pubblico di massa, garantendo il collegamento con importanti aree periferiche della città. Lo studio trasportistico, che ha integrato il progetto delle nuove linee, è un importante piano generale del trasporto pubblico della città ed inoltre l’analisi costi/benefici consente di essere fiduciosi sulla sostenibilità economica dell’esercizio tramviario che, per la sua capillarità, cambierà il volto“.

Nell’ambito dei lavori da eseguire, sono previsti anche quelli per la realizzazione di 12 parcheggi di interscambio che attraverso il sistema di park&ride consentono di tenere fuori dal centro urbano le auto che arrivano dai comuni contermini e dalle zone più periferiche non servite dal tram.

Coronavirus, operatori turistici Isole Eolie: “Aiutateci oppure non apriamo”

Oltre 300 operatori turistici ed esercenti hanno annunciato che non apriranno le loro attività nell’immediata stagione turistica se non ci saranno aiuto economici concreti da parte del Premier Giuseppe Conte e del governatore della regione Sicilia, Nello Musumeci.

Il documento è stato firmato dai rappresentanti dei comitati “20-30” e da “AssompresEolie”, dunque da Fabrizio Famularo, Danilo Conti e Sandro Crivelli. Tra le richieste, anche “una programmazione decennale seria che consenta a tutto il comparto produttivo di rilanciarsi, con l’applicazione della Zona franca urbana; l’istituzione di un fondo economico di emergenza per le imprese; una garanzia certa rispetto al protocollo sanitario da adottare”.

 

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