Emergenza cimiteriale Palermo: il Sindaco dispone la predisposizione di due ordinanze

“A seguito della odierna valutazione fatta con il Segretario Generale ed il Capo di Gabinetto ed alla luce della recente circolare Ministero della Salute dell’11 gennaio ho disposto la predisposizione di una ordinanza che dia seguito alla disponibilità dell’Ente Camposanto di Santo Spirito di mettere a disposizione numerosi loculi per superare l’attuale emergenza ed una ulteriore ordinanza per la riduzione da 30 a 25 gli anni del termine di decadenza di concessioni cimiteriali nel Cimitero dei Rotoli.
Due provvedimenti che si aggiungono agli altri già varati negli ultimi mesi e che hanno reso possibile la sepoltura e la tumulazione di oltre 1.600 defunti e mentre procedono tutte le altre operazioni relative al pieno utilizzo delle aree degli altri due cimiteri a gestione comunale.
Ricorrendo a tutti gli strumenti normativi ordinari e straordinari legati all’emergenza Covid, proseguono intanto le operazioni per l’acquisto di 400 loculi prefabbricati da collocare ai Rotoli in base a progetto già approvato dalla Sovrintendenza, oltre quelle legate al “revamping” del vecchio forno crematorio e la progettazione del nuovo ed infine la progettazione d’intesa con tutti gli enti competenti, per l’ulteriore collocazione di loculi prefabbricati i Rotoli.
Ho da ultimo sollecitato che si provveda quanto più rapidamente possibile a completare le procedure di collaudo delle opere, già realizzate, per la sicurezza delle aree cimiteriali alle pendici di Monte Pellegrino. Infine, sono in corso le attività necessarie per individuare nuove aree per eventuale cimitero o deposito provvisorio, ai sensi della circolare del Ministero della Salute. Infine restano valide le disposizioni per garantire ai cittadini che optassero per tale scelta per i propri defunti, la totale gratuità delle operazioni di trasporto e cremazione“. Lo ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando in merito ai provvedimenti dell’Amministrazione comunale per fronteggiare l’emergenza cimiteriale.

 

 

Coronavirus, Sicilia in zona arancione da domenica? Oggi la decisione: ecco cosa potrebbe cambiare

Salvo sorprese, da domenica 31 gennaio la Sicilia tornerà in zona arancione.

Resteranno chiusi i centri commerciali nel weekend, nei giorni festivi e prefestivi, ma al loro interno resteranno aperti farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie, edicole, librerie e vivai. Chiusi bar e ristoranti, ma sarà consentito l’asporto dei bar fino alle 18 e dei ristoranti fino alle 22. La consegna a domicilio, invece, sarà sempre consentita. Tutti i negozi aperti, così come parrucchieri e centri estetici. Via libera anche ai centri sportivi. Resta lo stop per musei, mostre, teatri, cinema, palestre e piscine.

La Regione attende la valutazione settimanale del ministero che arriverà nel pomeriggio di oggi, anche se il presidente Nello Musumeci potrebbe creare nuove piccole zone rosse in base ai nuovi dati. Salvo ulteriori limitazioni decise dallo stesso governatore, dovrebbero essere nuovamente consentite le visite ad amici e parenti ma non più di una volta al giorno nel proprio Comune, tra le 5 e le 22 e solo in due oltre ai conviventi non autosufficienti o minori di 14 anni. Inoltre, non vi saranno più limiti negli spostamenti all’interno del proprio comune.

Infine, da lunedì in Sicilia si dovrebbe tornare a scuola con la formula del 50% in didattica a distanza e l’altra metà in aula.

 

Movida Palermo: chiusi tre locali

Prosegue l’attività di controllo della Polizia Municipale per il rispetto delle misure di contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19.

Nel corso del weekend gli agenti del Nucleo controllo attività economiche e produttive hanno effettuato numerosi controlli sia nei contesti della movida che in altre attività, comminando sanzioni per complessivi 48.700 Euro. Gli esercizi erano privi della prescritta autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande, della registrazione sanitaria, dell’autorizzazione per la vendita al dettaglio di prodotti alimentari, del Piano di autocontrollo HACCP e dell’ attestato di alimentarista.

Tre attività di somministrazione, prive di denominazione di insegna, rispettivamente in via Giuseppe Piazzi, via Maqueda e via Calderai sono state sottoposte a sequestro cautelare amministrativo perché sprovviste della prescritta SCIA. In via Piazzi era in corso attività di somministrazione di alimenti e bevande al banco con sette avventori presenti all’interno, dediti alla consumazione di alimenti, bevande alcoliche e superalcoliche.Tutti e tre i gestori sono stati sanzionati per un importo complessivo pari a circa 14.500 euro ciascuno.

I pubblici esercizi di via Maqueda e via Calderai non ottemperavano all’obbligo di esporre all’ingresso del locale un cartello che riportasse il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno e, per questo, sono stati sanzionati per inottemperanza alle misure di contrasto dell’epidemia da Covid19. Il gestore è stato anche sanzionato per inottemperanza alla sospensione delle attività dei servizi di ristorazione e tutti gli avventori sono stati identificati e sanzionati per inosservanza del divieto di spostamento dalle ore 22 alle ore 05 del giorno successivo, senza giustificato motivo con verbale di 400 euro ciascuno e del divieto di assembramento, con ulteriore verbale, anch’esso di 400 euro ciascuno.

Infine, gli agenti hanno verificato la violazione dei sigilli di un locale di via Mendola, già sottoposto a sequestro cautelare amministrativo nello scorso mese di dicembre. L’esercizio di via Calderai, inoltre, è stato sottoposto contestualmente a sequestro penale su disposizione del PM di turno, per gravi ed evidenti carenze igienico-sanitarie ed il cattivo stato di conservazione degli alimenti.
All’atto del sopralluogo, è stato accertato che all’ingresso i sigilli erano mancanti, infranti e danneggiati e, di conseguenza, il titolare/custode è stato indagato per violazione colposa dei doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro, per violazione e danneggiamento di cose sottoposte a sequestro e per avere asportato arbitrariamente tutte le derrate alimentari detenute all’interno dell’immobile.

Bellolampo: progetto di chiusura VI vasca in via di approvazione

Si è svolta la seconda seduta di conferenza di servizio, coordinata dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, per discutere la fattibilità tecnica del progetto di chiusura definitiva della VI vasca di Bellolampo. La RAP ha risposto, ancora una volta, a tutte le richieste di chiarimenti da parte degli organi coinvolti, già peraltro inserite nel portale specifico per le procedure di VIA -VAS (Valutazione Impatto Ambientale).
A sostegno dell’intervento, la RAP ha prodotto studi scientifici, alquanto analitici, volti a dimostrare la bontà della scelta di abbancare sia il rifiuto biostabilizzato che il sopravaglio (le stesse modalità  sono state già attuate in passato e previste a norma di legge per la realizzazione della vasca medesima ). La presenza del sopravaglio unitamente al rifiuto biostabilizzato, infatti, conferisce la necessaria stabilità al corpo dei rifiuti.

Le osservazioni riguardavano le richieste di chiarimento sul pacchetto relativo “alla chiusura sommitale finale della sesta vasca“. La RAP in particolare ha chiarito le scelte progettuali adottate caratterizzate dall’utilizzo di materiali geocompositi che migliorano l’efficienza del sistema ed in particolare l’utilizzo di georete anziché strati di pietrame e di un telo impermeabile anziché di uno strato di argilla, tutte soluzioni tecniche atte a migliorare le performance di impermeabilità del  sistema complessivo,  la stabilità  dell’intervento facilitandone la posa in opera dei materiali ed evitando altresì di utilizzare risorse naturali e ridurre i trasporti relativi. Gli interventi proposti sono tutti volti a garantire la sicurezza e la tutela dell’ambiente.

Sarà ora compito del Comitato Tecnico Scientifico valutare e accogliere i chiarimenti forniti da Rap  e sciogliere le prescrizioni degli enti per procedere definitivamente all’utilizzo della sesta vasca per l’abbancamento dei 140 mila mc, finalizzato alla chiusura finale della stessa. Successivamente, a fine mese, sarà attesa l’ultima conferenza di servizio decisoria.

Si esprime pieno apprezzamento sull’attività di esame del progetto da parte del Dipartimento Regionale dell’Ambiente e della Commissione tecnica Scientifica dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente che sta di fatto svolgendo un’azione rapida ed efficace al fine di tutelare l’interesse pubblico – dichiarano il presidente Norata e il direttore Li Causi – . Confidiamo nelle valutazioni che il Comitato tecnico scientifico saprà dare  dopo i relativi chiarimenti da parte dell’azienda –, onde evitare di mettere in crisi il sistema di raccolta e trattamento finale dei rifiuti di Palermo con il  conseguente rischio di una emergenza sanitaria in città. È chiaro che l’attuazione di quanto verrà prescritto dagli Organi di Controllo regionale sarà pedissequamente attuato, in conformità alla normativa vigente“.
Dalla riunione – fanno sapere il presidente Giuseppe Norata e il  Direttore Generale della RAP Roberto Li Causi–  è emersa la bontà della scelta progettuale operata dalla Rap poiché la quasi totalità delle osservazioni presentate dagli Enti pubblici coinvolti sono state esaustivamente chiarite e la RAP ha fornito tutti i relativi riscontri a sostegno della scelta progettuale“.

Palermo, Sabrina Figuccia (Lega): “Acqua e rifiuti, criminale aumentare adesso le tariffe”

E’ davvero incredibile che in piena pandemia, con migliaia di lavoratori rimasti disoccupati e con una crisi economica senza precedenti, stiano arrivando nelle case dei palermitani le bollette dell’acqua con aumenti stratosferici: chissà se è la prova generale anche dell’aumento della Tari”.
Lo afferma Sabrina Figuccia, consigliere comunale della Lega di Palermo e cofondatrice del movimento “Cambiamo la Sicilia”, che prosegue: “Nel gennaio del 2020, il Consiglio Comunale approvò una delibera con cui si dava il via libera al piano d’investimento dell’Amap per circa 40 milioni di euro, valido per il biennio 2018-2020, costo che sarebbe stato spalmato sulle bollette durante lo scorso anno.
Ebbene, dopo che l’aumento era stato giustamente congelato, adesso arriva la stangata, con i costi relativi a quell’investimento inseriti nella prima bolletta del 2021. Una decisione, quella dell’azienda di via Volturno, che non ha alcun senso, soprattutto dal punto di vista dei tempi, considerato che i palermitani sono ancora alle prese con una crisi economica pesantissima. E dire che sindaco ed assessori avevano promesso che questi aumenti sarebbero stati dilazionati nel tempo. Ma c’è di più, il concreto rischio, nonostante le rassicurazioni di Orlando e compagnia, che questa stangata faccia da apripista a quella della Tari, considerato che la Rap è alla disperata ricerca di risorse per trasportare fuori città, anche all’estero, i rifiuti, vista che la discarica di Bellolampo è da tempo satura. Sarebbe davvero una scelta scellerata, criminale, che darebbe il colpo definitivo per affondare la già fragilissima economia palermitana. Noi non lo permetteremo”.

Economia palermitana in perdita, Sabrina Figuccia (Lega): “Prorogare la sospensione della ztl per tutto il periodo dei saldi”

PALERMO – “L’economia cittadina è in forte perdita: un simile risultato era purtroppo inevitabile – afferma Sabrina Figuccia consigliere comunale della Lega –  La miopia e la confusione con cui il Governo Conte ha agito fanno il paio con un’Amministrazione sorda e incapace. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Mille contraddizioni fra negozi di abbigliamento e di calzature chiusi, ma articoli sportivi, di intimo o di detersivi, ferramenta e persino profumerie aperte. Limitazioni enormi per bar e ristoranti, ma supermercati con banco pasticceria in bella vista. Insomma un vero caos, che rischia di distruggere la piccola economia palermitana già fortemente in crisi. Occorre invece sostenere i piccoli commercianti di quartiere, la piccola economia delle botteghe. Il Governo della città potrebbe fare tanto, ad esempio una proroga della sospensione della ztl oltre il 6 gennaio sarebbe una boccata d’ossigeno per tanti…una proposta di cui mi farò portavoce nei prossimi giorni in consiglio comunale“, conclude la Figuccia.

Palermo, trattativa con il Comune per il “Barbera”: si cerca intesa sul canone. La situazione

In estate, la fumata bianca relativa alla concessione per usufruire del “Renzo Barbera”.

La commissione comunale, infatti, aveva stabilito in 341.150 euro a stagione l’importo da versare; cifra ritenuta troppo elevata dal Palermo, che ha “affidato ad un qualificato professionista l’incarico di redigere una relazione di consulenza volta a stimare il più probabile valore di mercato e il più probabile valore del canone di concessione attribuibile all’intero complesso sportivo ed uffici dello stadio”. Dalla perizia, svolta “utilizzando un metodo diverso di valutazione rispetto a quello impiegato dalla commissione comunale”, è stato determinato quel valore, inferiore di oltre due terzi rispetto a quello proposto dal Comune.

Dopo giorni di sedute ed una telenovela quasi infinita, il Consiglio Comunale di Palermo ha approvato nel mese di luglio l’atto che ha concesso al club di viale del Fante le ‘chiavi’ dello stadio, senza però trovare un’intesa sul canone annuo da versare nelle casse comunali da parte del Palermo. Un tema affrontato dalla società rosanero anche nel bilancio approvato di recente. Nel dettaglio, secondo quanto riportato dall’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’, il club sarebbe disposto a pagare circa 106 mila euro, mentre il Comune ne chiederebbe più del triplo.

“In considerazione di tale rilevante differenza – si legge nella nota integrativa al bilancio del Palermo – la perizia è stata inviata agli uffici comunali competenti con la richiesta dell’apertura di un confronto tecnico conciliativo con la commissione comunale”. L’obiettivo del club di viale del Fante, dunque, è quello di avviare una trattativa col Comune per ridurre l’importo annuo fino al 2026.

 

TARI per imprese, enti e associazioni palermitane. Operativa la riduzione del 70%

Gli Uffici del Settore Tributi dell’Amministrazione hanno predisposto, a seguito dell’avvenuta pubblicazione del Decreto regionale che rende operativo il Fondo perequativo previsto dalla legge finanziaria regionale, un avviso rivolto alle imprese, attività commerciali e di servizi in merito alla riduzione del 70% della TARI.

Nell’avviso si ricorda che con deliberazioni del Consiglio Comunale e della Giunta sono state approvate misure agevolative straordinarie, valevoli per il solo anno 2020, a favore di quelle categorie di utenze non domestiche che, a causa dell’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da COVID-19, hanno avuto imposta la sospensione della propria attività. Per effetto di dette misure, alle seguenti categorie, la tassa può essere ridotta fino al 70%, sia nella quota fissa che nella quota variabile:

Associazione, museo, biblioteca, scuola, luogo di culto

Cinematografo, teatro

Campeggi e impianti sportivi

Stabilimento balneare

Esposizione, autosaloni

Alberghi con ristorante

Alberghi senza ristorante

Uffici, agenzia,

Banca ed istituto di credito, studi professionali

Negozi di abbigliamento, calzatura, libreria, cartoleria

Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato

Banchi di mercato di beni durevoli

Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista

Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista

Attività industriali con capannoni di produzione

Attività artigianali di produzione di beni specifici

Ristorante, trattoria, osteria, pizzeria, pub

Mensa, amburgheria

Bar, caffè, pasticceria

Banchi di mercato generi alimentari

L’agevolazione in questione, che non è cumulabile con le altre già previste dal regolamento di applicazione della TARI, calcolata a valere sull’anno 2020, sarà compensata con pendenze precedenti riferite al medesimo tributo o, in assenza, con la tassa dovuta per l’anno 2021.

L’agevolazione è riconosciuta d’Ufficio alle suddette utenze ad eccezione di quelle riguardanti i campeggi, gli impianti sportivi, i negozi di abbigliamento, calzatura, libreria e cartoleria, le quali, essendo incluse in classi che comprendendo altre categorie commerciali che non hanno avuto imposto chiusure, non risultano automaticamente agevolabili.

Per quest’ultime utenze, il beneficio dell’agevolazione, è riconosciuto su apposita dichiarazione dell’interessato da presentare, esclusivamente attraverso il servizio di protocollo on line disponibile sulla piattaforma informatica denominata “cassetto tributi”, entro il termine dell’1 marzo 2021.

Come stabilito dalle stesse deliberazioni di Consiglio Comunale il riconoscimento dell’agevolazione è strettamente subordinato al verificarsi di una duplice condizione sospensiva e all’effettiva assegnazione, entro il 31/12/2020, delle specifiche somme previste dall’apposito “Fondo” istituito dalla Regione Sicilia.

Capodanno, l’Italia torna in zona rossa: caccia ai veglioni clandestini, tutte le regole

Ultimo dell’anno e l’Italia torna in zona rossa. Da oggi fino al prossimo 6 gennaio, con la ‘pausa’ arancione del 4 gennaio.

Come successo per il Natale, anche il Capodanno sarà sorvegliato dalle forze dell’ordine, impegnate nei controlli non solo su strade e autostrade ma anche sul web, per intercettare i tentativi di organizzare feste e veglioni clandestini. L’obiettivo è quello di evitare assembramenti, in particolare nella notte del 31 dicembre, con il coprifuoco che sarà allungato fino alle 7 del mattino.
Le restrizioni saranno quelle già predisposte dal 24 al 27 dicembre. È vietata la circolazione, tranne che per motivi di lavoro, di urgenza, come uscire per fare la spesa, e sanitari. L’autocertificazione sarà necessaria anche per gli spostamenti all’interno del proprio Comune. Tra le deroghe, la possibilità di raggiungere le seconde case (nella propria regione), andare a casa di amici e familiari, in massimo due persone (esclusi dal conteggio i figli sotto i 14 anni) e con un solo spostamento in tutta la giornata. Permane, però, il divieto assoluto di muoversi nelle ore del coprifuoco, cioè a partire dalle 22, se non per comprovate esigenze di lavoro, di salute o di necessità e urgenza. I trasgressori rischiano multe che possono variare dai 400 ai 1.000 euro. In casa si possono ospitare al massimo due persone non conviventi.

Resteranno aperti gli alimentari e chi vende beni di prima necessità, mentre tutti gli altri negozi, bar e ristoranti, rimarranno chiusi. Consentito l’asporto e la consegna a domicilio dalle 5 alle 22.

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