L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17di oggi (mercoledì 15 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisinazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute percontenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 128 (0 ricoverati, 2guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 116 (17, 11, 10); Catania, 595 (124, 65, 65); Enna, 294 (176,24, 22); Messina, 366 (132, 46, 37); Palermo, 325 (71, 44, 24); Ragusa, 59 (6, 4, 5); Siracusa, 86(56, 60, 12); Trapani, 112 (8, 17, 5).

L’aggiornamento in Sicilia, 2.081 positivi e 273 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (mercoledì 15 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.081 positivi, 590 pazienti (-15) sono ricoverati – di cui 49 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.491 (+25) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 39.867 (+1.990 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.535 (+34), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.081 persone (+10), 273 sono guarite (+18) e 181 decedute (+6).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, in Sicilia avviato screening con test sierologici

Uno screening epidemiologico attraverso i test sierologici per contrastare il contagio da Coronavirus. E’ quanto verrà messo in campo in Sicilia attraverso un’azione mirata sulla base del parere reso, nei giorni scorsi, dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19 nell’Isola. L’obiettivo del governo Musumeci è quello di monitorare l’andamento del contagio come avvenuto per altre epidemie.«Pur ribadendo l’importanza del tampone rinofaringeo che resta, comunque, il principale strumento di rilevamento della malattia – sottolinea l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – attraverso i test sierologici puntiamo ad un’azione su un campione significativo della popolazione che ci consentirà di osservare il fenomeno da una prospettiva più ampia».I test sierologici, ritenuti complementari al tampone, così come indicato dal Comitato tecnico scientifico siciliano, verranno condotti su precise categorie: sul personale sanitario si effettueranno i test sierologici quantitativi, mentre per le persone che popolano le Rsa, le Cta, le Case di riposo, ad esempio, si procederà con i test sierologici qualitativi cioè con le card.Nello screening epidemiologico, che la Regione condurrà attraverso la supervisione del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato alla Salute, sono previsti, infatti, test per le Forze dell’ordine, per gli uffici pubblici, la popolazione carceraria e comunque su una porzione significativa della cittadinanza siciliana.«L’avvio di operazioni di screening a partire dalle Rsa, dalle Cta, dalle Case di riposo e più in generale dalle comunità che ospitano pazienti fragili – commenta l’assessore alle Politiche sociali, Antonio Scavone – assieme a un elevato controllo sanitario va allargato anche al personale delle strutture, ma non può limitarsi ad esso. Infatti bisogna puntare anche ad altre categorie».

Centri storici minori, dalla Regione 75 milioni per la riqualificazione

Per settanta piccoli e medi Comuni della Sicilia arrivano dalla Regione Siciliana 75 milioni di euro da spendere nel recupero dei centri storici. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha dato il via libera definitivo alle amministrazioni locali per le gare d’appalto connesse al bando “Centri storici”, messo a punto dal governo Musumeci.

«Dopo aver elaborato due linee di finanziamento e stilato le graduatorie dei settanta progetti – spiega l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone – adesso acceleriamo decisamente sulle procedure. I Comuni possono già compiere le gare d’appalto, nelle more dei singoli decreti. In tal modo – sottolinea Falcone – puntiamo a far partire i primi interventi di questo vasto Piano di risanamento dei centri storici, messa in sicurezza e tutela di ambiente e beni culturali entro l’estate. Lavoriamo così al post-emergenza: gli investimenti infrastrutturali, abbattendo i tempi della burocrazia – conclude Falcone – devono essere la prima leva per risollevare la Sicilia dalla crisi economica scatenata dal coronavirus».
«Gli investimenti sulla riqualificazione del tessuto urbano siciliano – ha commentato il presidente della Regione Nello Musumeci – rappresentano uno dei pilastri del mio programma di governo. Siamo convinti che tutelando il patrimonio storico specie dei piccoli centri creiamo le condizioni per uno slancio alla riscoperta del nostro territorio e occasioni di lavoro e sviluppo».
Graduatoria Comuni Linea B:Ravanusa e San Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento.Raddusa e Valverde, nel Catanese.Agira, Aidone e Troina, nell’Ennese.Alcara Li Fusi, Cesarò, Longi, Mojo Alcantara, Motta Camastra, Scaletta Zanclea e Sinagra, in provincia di Messina.Caltavuturo, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Lercara Friddi e Vicari, in provincia di Palermo.Salemi, nel Trapanese
Graduatoria Comuni Linea A.Aragona, Bivona, Cammarata, Montevago e Santa Elisabetta, nell’Agrigentino.Mussomeli, Riesi e Sommatino, in provincia di Caltanissetta.Castel di Judica, Grammichele, Maletto, Milo, Mineo, Pedara, Trecastagni e Vizzini, nel Catanese.Assoro, Centuripe, Regalbuto e Valguarnera Caropepe, in provincia di Enna.Capri Leone, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Ficarra, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Gioiosa Marea, Gualtieri Sicaminò, Limina, Malfa, Mazzarrà Sant’Andrea, Mirto, Mistretta, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Naso, Novara di Sicilia, Patti, Roccafiorita, Roccavaldina, Rodi Milici, Sant’Angelo di Brolo, Santa Lucia del Mela e Taormina, nel Messinese.Collesano, Giuliana, Marineo, Prizzi e San Mauro Castelverde, in provincia di Palermo.Vita, nel Trapanese

Ricciardo: “Coronavirus una sfida, ma c’è una cosa che non tollero. Ripresa? Palermo mosca bianca, svelo perché”

Parla Giovanni Ricciardo.

L’emergenza Coronavirus ha causato lo stop di ogni attività sportiva agonistica, nel rispetto delle norme comportamentali di matrice igienico-sanitaria dettate dal Governo italiano, volte ad evitare assembramenti e a ridurre al minimo i contatti sociali, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il rischio di ulteriori contagi. I tesserati dei club professionistici e non, dunque, proseguono gli allenamenti da casa, tramite le video-lezioni e i consigli a distanza di preparatori atletici, fisioterapisti e medici.

L’attaccante del Palermo, intervenuto ai microfoni del sito ufficiale, ha parlato – dalla quarantena -dell’emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio l’Italia e delle conseguenze che essa potrebbe avere sul campionato di Serie D.

Sono stati giorni difficili, non ricordo nulla di così grave in tutta la mia vita. Questa emergenza — dice Ricciardo sta mettendo alla prova noi stessi, dobbiamo imparare la lezione ed iniziare a distinguere ciò che importante da quello che non lo è. Personalmente non tollero la gente che si indigna perché è dura stare chiusi in casa, io sto vivendo da solo l’isolamento ma non mi lamento perché nel mondo in questo istante c’è chi sta morendo, chi sta mettendo a rischio la vita per il lavoro e chi non riesce a garantire il cibo ai propri figli. La mia quarantena è abbastanza schematica, preferisco allenarmi la mattina mentre il pomeriggio mi rilasso guardando serie TV e suonando la chitarra. Ogni giorno ad ora di cena con una videochiamata parlo con i miei familiari e la mia fidanzata Melissa, mentre con i miei compagni ci sentiamo di continuo sul nostro gruppo WhatsApp. Se l’attività agonistica dovesse ricominciare davvero a maggio vorrebbe dire che siamo pronti per il graduale ritorno alla normalità e sarebbe una notizia grandiosa per la vita di tutti. Ovviamente servirebbe una nuova preparazione, considerando che in quindici giorni è impossibile arrivare al top della forma, ma rispetto alla scorsa estate in cui abbiamo iniziato il lavoro più tardi rispetto alle altre squadre questa volta non avremmo alcun handicap. Bisognerà, però, tenere conto anche dell’eventualità che una ripresa del calcio possa riguarda soltanto il professionismo, se non addirittura soltanto la Serie A. In Serie D il 99% delle squadre non è nelle condizioni economiche ed organizzative per ricominciare attenendosi ad un rigido protocollo sanitario. Dal canto nostro, il Palermo è una mosca bianca, non ha nulla da invidiare alle Società della massima serie e questo si nota anche nei piccoli dettagli, noi calciatori ci sentiamo costantemente coccolati e garantiti ed è palese che non sarà questa emergenza a frenare l’ambizioso progetto di rinascita. Sin dalla prima giornata abbiamo dimostrato di meritare la promozione, vorremmo ottenerla sul campo perché nessuna polemica o recriminazione può rovinare il lavoro ed i sacrifici di una stagione. Avendo questo obiettivo fisso in testa è più facile restare sul pezzo nonostante l’isolamento, fisicamente e mentalmente, per questo continuiamo ad allenarci ogni giorno come abbiamo sempre fatto”.

Sagramola: “Ecco come tuteleremo gli interessi del Palermo. Coronavirus? Mi devono spiegare una cosa…”

A proposito, invece, della sua avventura tra le fila del Palermo in Serie D: “Il mio avvio di stagione è stato esaltante e sono davvero amareggiato per aver avuto una flessione di rendimento. Avrei voluto realizzare qualcosa di straordinario ma non mi abbatto, voglio tornare al più presto in campo per recuperare sotto tutti i punti di vista. Indossare la maglia rosanero fa venire i brividi, è un’emozione impossibile da raccontare con le parole, è superfluo dire che sogno di giocare in questo club fino alla fine della mia carriera per togliermi tante soddisfazioni insieme alla meravigliosa gente di Palermo”.

Sagramola: “Così Mirri-Di Piazza hanno conquistato i tifosi del Palermo. Stadio e centro sportivo, vi dico tutto”

Sagramola: “Così Mirri-Di Piazza hanno conquistato i tifosi del Palermo. Stadio e centro sportivo, vi dico tutto”

 

L’avventura di Rinaldo Sagramola al Palermo.

Il dirigente romano, la scorsa estate, ha sposato il progetto del duo Mirri-Di Piazza per la rinascita del club siciliano dalla Serie D, a seguito del fallimento della vecchia società. Un profilo d’esperienza, nel ruolo di amministratore delegato, che ha contribuito all’allestimento di una rosa di qualità con l’obiettivo di riportare il Palermo in breve tempo tra i professionisti. Oggi, tuttavia, a causa delle ripercussioni avute dall’emergenza Coronavirus sul mondo del calcio, i campionati sono sospesi fino a data da destinarsi ed il futuro dei rosanero, come quello delle altre compagini italiane, è in bilico.

L’amministratore delegato del Palermo, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha parlato del suo approdo nella nuova società rosanero e dei progetti che ha quest’ultima.

Siamo ripartiti con entusiasmo, abbiamo avuto 10.500 abbonati e partite con quasi 20mila tifosi presenti: straordinario, quasi inaspettato. Pensare che avevo pure dubbi se aprire la campagna abbonamenti, temevo fosse un flop. Vedere 20.000 persone ad assistere a un match di dilettanti non succede così spesso. La proprietà è composta da due imprenditori siciliani, di cui uno palermitano e tifoso vero, nonché nipote di Renzo Barbera, cui è intitolato lo stadio. Ragiona da tifoso, mentre l’altro, Tony Di Piazza, è un siculo-americano, rimasto legato alla sua terra d’origine. Anche lui sa come dialogare con i tifosi, è sui social… Ad oggi si è instaurato un rapporto sano e civile, non ci sono prevaricazioni, anche perché la società non ha mai fatto mistero degli obiettivi, e siamo stati primi in classifica sin dai primi minuti del campionato. Questa sintonia aiuta e ci permette anche di fare ragionamenti in prospettiva: abbiamo individuato forse un’area in cui poter edificare quel centro sportivo che manca, abbiamo chiesto al Comune di cederci lo stadio per rifarlo in forme più accoglienti per la città spessa. Abbiamo progetti, iniziative ed entusiasmo: speriamo che dopo questo stop si possa ripartire per riportare la squadra dove merita la quinta città d’Italia”.

Sagramola: “Ecco come tuteleremo gli interessi del Palermo. Coronavirus? Mi devono spiegare una cosa…”

L’aggiornamento in Sicilia, 2.071 positivi e 255 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (martedì 14 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.071 positivi, 605 pazienti (0) sono ricoverati – di cui 53 in terapia intensiva (+2) – mentre 1.466 (+21) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 37.877 (+566 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.501 (+43), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.071 persone (+21), 255 sono guarite (+18) e 175 decedute (+4).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 16 di oggi (martedì 14 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 127 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 117 (22, 8, 10); Catania, 593 (128, 59, 63); Enna, 293 (177, 21, 21); Messina, 358 (133, 45, 36); Palermo, 327 (71, 41, 23); Ragusa, 58 (6, 4, 5); Siracusa, 87 (55, 58, 11); Trapani, 111 (13, 17, 5).

Coronavirus, Musumeci al Comitato scientifico: “Quando ripartire?”

«Quali strategie adottare per il graduale ritorno ad una più normale vita quotidiana». Lo chiede il presidente della Regione Nello Musumeci, in una lettera inviata al Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, sollecitando un parere in ordine agli scenari progressivi di fine lockdown nell’Isola.Nel documento, il governatore richiama la “Cabina di regia” varata dal governo nazionale di cui lui lo stesso fa parte. Musumeci sottolinea quanto «sia indispensabile accompagnare scelte e proposte con una preventiva valutazione di ordine tecnico-scientifico» proprio per avere «una interlocuzione consapevole con lo Stato».

Secondo l’assessore alla Salute Ruggero Razza «è necessario avere già uno sguardo proiettato al futuro che sia supportato da evidenze scientifiche. In questo momento, per usare una metafora automobilistica, è come se fosse entrata in pista una safety-car. Siamo tutti desiderosi di ripartire, o meglio ricominciare, ma dobbiamo capire come e quando, ma soprattutto farci trovare preparati. Tuttavia, oggi più che mai, ricordo che è fondamentale continuare a rispettare le regole».
Il presidente della Regione riconosce che la scelta, da dove ripartire e in quali tempi, non è facile, per questo è «necessario, direi forse indispensabile, che essa sia accompagnata da una strategia sostenuta da basi scientifiche e che individui una gradualità capace di tenere in considerazione il diritto di ciascun cittadino e di ciascun lavoratore, alla sicurezza sotto il profilo sanitario».

Sagramola: “Ecco come tuteleremo gli interessi del Palermo. Coronavirus? Mi devono spiegare una cosa…”

 

Parla Rinaldo Sagramola.

L’epidemia da COVID-19 si è ormai progressivamente estesa in tutta Europa, delineando un quadro sanitario estremante complesso in Italia, con un numero ingente di contagiati ed un computo drammatico in termini di soggetti deceduti. Il Governo italiano, per questa ragione, ha scelto di adottare contromisure rigorose ma necessarie per contrastare la diffusione della malattia. Decreti con annesse norme comportamentali di matrice igienico-sanitaria, volti ad evitare assembramenti e a ridurre al minimo i contatti sociali, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il rischio di ulteriori contagi. I provvedimenti istituzionali hanno avuto importanti ripercussioni anche sul mondo dello sport, dove le attività agonistiche sono state bloccate fino a data da destinarsi nel pieno rispetto delle norme ministeriali. I club, professionistici e non, dunque, si trovano oggi di fronte ad un futuro incerto, che potrebbero compromettere anche gli sforzi compiuti nei mesi scorsi per ottenere conquiste sul campo.

L’amministratore delegato del Palermo, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha detto la sua sul futuro della Serie D, soffermandosi sulle possibilità che hanno i rosanero, attualmente in testa alla classifica, di ottenere la promozione.

“L’auspicio — ha detto Sagramola  è di poter concludere regolarmente la stagione, sul campo. Laddove non fosse ritenuto possibile, andrebbe capito come, con tre quarti di campionato disputato, verranno considerate le classifiche. Ovviamente nel nostro interesse c’è che sacrifici e risorse impegnate non siano vanificati. Faremo di tutto, nelle nostre possibilità, per difendere i nostri legittimi interessi. Una gran parte di campionato si è svolto e le classifiche delineate devono avere un valore. Si farà tutto il possibile, anche spostando date e luoghi. Terminare la stagione il 31 dicembre potrebbe dare possibilità di concludere i tornei ed evitare battaglie legali. Noi siamo in Serie D. Abbiamo accettato di ripartire da lì con un sacrificio economico non indifferente, abbiamo versato una tassa di 1 milione di euro, e stiamo tentando di risalire velocemente verso contesti più consoni alla tradizione calcistica della città”.

Serie D, rebus protocolli: il Palermo è pronto, ma le altre squadre no. Cottone: “Non abbiamo la forza economica”, Arena: “Ripartire è una follia”

Nel caso in cui i campionati ripartano, al termine dell’emergenza sanitaria, tuttavia, la FIFA disporrà il rispetto di un rigoroso protocollo per evitare ulteriori contagi.

“Ho detto che noi saremmo nelle condizioni di poter adempiere, ma abbiamo anche la consapevolezza che non molte squadre tra i dilettanti potrebbero farlo. Per questo attendiamo con forte interesse di capire come la federazione vorrà considerare le classifiche maturate a inizio marzo. Non vogliamo risalire alle spalle di altri, è tutto tranne che sportivo. Semplicemente bisogna spostare i termini per avere le idee più chiare. La realtà è che dobbiamo ancora capire dove si va a parare. C’è un interrogativo a cui non ho mai sentito dar risposta: dopo 40 giorni di domiciliari, i nuovi positivi da dove e come escono? Perché non ce lo dicono? Ormai è più di un mese che siamo tappati in casa, eppure ogni giorno c’è un mare enorme di nuovi contagiati. In conferenza eppure non la sento questa domanda… Qualcuno magari presto potrà soddisfare il mio interrogativo, anche perché se non ci fossero risposte sarei preoccupato. Secondo me oggi chi ha responsabilità deve dare un contributo per capire come si potrà ripartire, a prescindere dal periodo. Il virus non lo sconfiggiamo stando a casa, evitiamo solo di congestionare la sanità pubblica, ma saremo sempre a rischio finché non ci sarà un vaccino. Che si debba ripartire è un dato di fatto, altrimenti si muore di fame, ancor di più se ripartono i paesi che sono nostri competitor internazionali. Possiamo anche ripartire a dicembre, ma poi dobbiamo capire cosa succede al primo calciatore che verrà trovato positivo al primo controllo. Lo stesso discorso vale per gli operai: che fai, fermi la catena di montaggio? Questo è lo sforzo che serve fare, bisogna ricominciare a vivere, anche con il virus in circolo. Il calcio è un movimento che crea tanto lavoro, non è solo per quei ventidue che scendono in campo. Lo Stato ha interesse che vada avanti quel business che paga oltre un miliardo di imposte l’anno e dà lavoro alle figure lavorative più disparate”.

Palermo, cosa serve per ripartire: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo. La situazione

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