Coronavirus, sequestrate 15 mila mascherine a Catania: denunciato commerciante cinese

I carabinieri del nucleo operativo della compagnia Catania Piazza Dante hanno denunciato un commerciante cinese di 37 anni per commercio di prodotti con segni falsi e frode in commercio. Nel suo negozio sono state trovate circa 15 mila mascherine chirurgiche prive di certificazione sanitaria, nonché altro ingente materiale privo del prescritto marchio “CE”. Il titolare, per le violazioni commesse in materia di contenimento epidemico, è stato anche sanzionato con la chiusura provvisoria per 5 giorni dell’attività.

Eolie, 240 imprenditori hanno consegnato le chiavi delle loro attività per protesta

Oltre 240 imprenditori facenti parte di Assoimprese delle Isole Eolie, in segno di protesta, hanno consegnato le chiavi delle proprie attività presso le sedi del Comune di Lipari e dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta di oltre il 70 per cento delle aziende eoliane. “Dopo quasi due mesi e mezzo non abbiamo ricevuto alcun segnale dallo Stato e dalla Regione. In queste condizioni non possiamo aprire”. Lo ha detto Alessandro Crivelli, il presidente di Assoimprese Eolie.

“Ricordo che le nostre richieste hanno riguardato finanziamenti a fondo perduto per permettere alle aziende di traghettare nel 2021. Chiediamo l’istituzione della Zona economica speciale per l’intero arcipelago; misure speciali inerenti la Naspi per i nostri lavoratori stagionali e una fiscalità di vantaggio per il prossimo decennio”, ha aggiunto Maurizio Cipicchia, vice presidente dell’associazione.

“Auspichiamo che nel più breve tempo possibile l’Amministrazione ci comunichi eventuali positive novità, in quanto con le attuali restrizioni e senza un supporto economico, la riapertura delle nostre imprese non sarà più possibile in quanto antieconomica e porterà ad una chiusura definitiva”, ha concluso Crivelli.

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 10 maggio: in calo i tamponi, +25 i guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle  ore 15 di oggi, in merito all’emergenza #Coronavirus, così come  comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio  dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 102.403 (+855 rispetto a  ieri), su 91.748 persone: di queste sono risultate positive 3.327  (+14), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.069 (-11), 1.002 sono  guarite (+25) e 256 decedute (0). Degli  attuali 2.069 positivi, 289 pazienti (-5) sono ricoverati – di cui 16  in terapia intensiva (-1) – mentre 1.780 (-6) sono in isolamento  domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, l’appello di Confimprese: “Non abbandonate gli ambulanti, ridotti alla fame e gettati nella disperazione”

“In questi giorni infuria il dibattito sulle riaperture del commercio, della somministrazione, di barbieri, parrucchieri, musei e chi più ne ha più ne metta, ma nessuno parla dei mercatini rionali. C’è in atto una discriminazione nei confronti di questa categoria che non è tollerabile“.

Così il coordinatore regionale di Confimprese, Giovanni Felice. “Questi 240.000 cittadini da oltre due mesi non lavorano, non hanno percepito un solo euro di contributo, tanto meno prestiti, sono ridotti alla fame e gettati nella disperazione e nessuno ne parla, anzi nessuno pensa di intervenire a loro sostegno, anzi in molti comuni i sindaci, che poi vanno in televisione a parlare di solidarietà, hanno deciso di chiudere la porta in faccia, anche a chi ha il diritto di lavorare attraverso l’emanazione di ordinanze di dubbia legittimità, ma sicuramente indegne di un paese civile”.

Il direttivo di Confimprese Ambulanti Palermo dalle ore 10 di martedì prossimo in piazza Indipendenza di fronte la Presidenza della Regione, avvierà, con lo slogan «Facciamo lo sciopero della fame oggi», per non morire di fame” uno sciopero della fame che si concluderà solo dopo avere incontrato il Presidente della Regione.

 

Fase 2, a Catania si pensa alla riapertura della Fiera: ipotesi 13 maggio

Salvo Pogliese

La ‘Fiera’ nel centro di Catania potrebbe riaprire il prossimo 13 maggio.

“Siamo impegnati con ogni risorsa delle articolazioni comunali a riaprire, per ora solo agli alimentari, anche lo storico mercato di piazza Carlo Alberto, con ogni garanzia di sicurezza e un’organizzazione in grado di garantire il distanziamento e la funzionalità. Speriamo di ripartire mercoledì, così da offrire una nuova opportunità ai consumatori che potranno recarsi nuovamente nel mercato più antico di Catania, con fiducia e serenità”. Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese.

“Puntiamo a replicare il modello organizzativo della pescheria coi varchi separati di accesso e uscita e un presidio di controllo negli altri ingressi, che in piazza Carlo Alberto sono molteplici e dislocati su una vasta area. Come per la pescheria, confidiamo anche in questo caso nella collaborazione degli ambulanti che dovranno adeguarsi a nuovi standard di mantenimento della pulizia anche con l’utilizzo di contenitori di raccolta numerati per ciascuno dei titolari delle licenze, come avviene nei mercati di tutte le città. Avremo la possibilità di utilizzare anche due pattuglie della polizia provinciale come supporto, per un ripartenza che sia graduale ma anche efficace in termini di sicurezza, come vuole questa nuova fase di convivenza con il virus”.

Nella giornata di lunedì è in programma il sopralluogo definitivo in piazza Carlo Alberto alla presenza dell’assessore alle attività produttive Ludovico Balsamo.

 

Coronavirus, Musumeci: “Ripartenze? Roma dia linee guida alle Regioni”

In una pandemia che non conosce confini, il fattore Autonomia – di cui sono un difensore – può giocare fino a un certo punto. E aggiungo che è apprezzabile il lavoro comune fatto dal governo e dai presidenti di Regione di tutte le parti politiche con quelli di centro-destra in ampia maggioranza”, lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in un’intervista al Messaggero.

Riguardo alla situazione epidemiologica nazionale e siciliana, il governatore ha aggiunto “il mio primo pensiero è quello di dire ai siciliani, nell’interesse della loro salute e della loro economia, di non rovinare il risultato che hanno ottenuto nelle scorse settimane durante le quali si sono comportati bene e hanno smentito pregiudizi sul loro individualismo. Dobbiamo stare attenti perché la paura sembra finita. Invece il virus è in agguato“.

Penso – ha proseguito Musumeci – che il governo dovrebbe egli stesso dare linee guida alle Regioni, rispettando ovviamente i criteri scientifici di contenimento dell’ epidemia. Entro queste linee le Regioni dovrebbero svolgere un proprio ruolo adattando le regole nazionali alle realtà della propria Sanità”.

In merito ai viaggi interregionali, Musumeci ha sottolineato che spetta «al Governo decidere. Io sarò chiamato a fornire un parere e proporrò il primo giugno. Io avrei aperto i parrucchieri dal 4 maggio. Ma sul piano sanitario è Roma che deve assumersi la responsabilità delle linee-guida da fornire alle Regioni. L’ epidemia non è finita e non intendo accreditare liberi tutti”.

“Capisco lo stato d’animo di alcuni miei colleghi – ha evidenziato il presidente – ma dev’essere Roma a dare più flessibilità alle Regioni, considerando che nel Sud la situazione sanitaria ed economica è diversa da quella del Nord-Ovest“.

Siracusa, chiusa pista ciclabile: le autorità hanno rilevato assembramenti di persone

La pista ciclabile “Rossana Maiorca” di Siracusa è stata nuovamente chiusa. In questi giorni, infatti, le autorità hanno rilevato assembramenti di persone che non rispettavano le norme di distanziamento sociale. Da oggi, dunque, l’area sarà attraversabile soltanto per recarsi nelle aree prospicienti il mare.

“Mi dispiace dover adottare questo provvedimento  ma il mio primo dovere è di preservare la salute pubblica. Le misure di allentamento del blocco non significano che siamo fuori dall’emergenza ma semplicemente che si sta tentando un faticoso e lento ritorno alla normalità, soprattutto per consentire la ripresa delle attività economiche”. Lo ha detto Francesco Italia, sindaco di Siracusa.

 

Autista aggredito a Palermo, presidente Amat: “Non lasciateci soli”

“Apprezzo e condivido l’amarezza del sindaco Orlando per il mancato rispetto delle norme anti Covid di questi giorni”.

Lo ha detto Michele Cimino, presidente dell’Amat, dopo l’aggressione subita da un autista a Palermo da parte di un passeggero: “Non possiamo lasciare che ogni giorno il personale Amat per svolgere un servizio pubblico essenziale diventi bersaglio di chi non ha minimamente intenzione di rispettare le ordinanze del presidente del Consiglio Conte o del presidente della Regione Nello Musumeci. Contestualmente è assurdo obbligarci a garantire sicurezza, svolgere il servizio, senza avere gli strumenti per attuarlo al meglio“.

“Il governo nazionale con ordinanza di protezione civile potenzi almeno gli organici per garantire il contingentamento degli utenti, da soli siamo abbandonati sebbene i lavoratori Amat non si sono mai fermati garantendo sempre la mobilità con impegno e spirito di abnegazione“, ha concluso.

 

Coronavirus, l’appello dei sindaci: “Più controlli prima di raggiungere le Eolie”

“Presidi sanitari in tutti i porti per raggiungere le Eolie: da Napoli a Reggio Calabria, da Messina, Milazzo a Palermo”. Lo chiedono Clara Rametta, sindaco di Malfa sull’isola di Salina, e Marco Giorgianni, sindaco di Lipari. “Nelle nostre isole dobbiamo avere la garanzia che i turisti che sbarcheranno non siano contagiati. In oltre due mesi la nostra gente ha fatto dei sacrifici non indifferenti accogliendo i nostri appelli quotidiani e quindi occorrerà fare di tutto per evitare che il nostro Arcipelago sia compromesso”, ha dichiarato Giorgianni.

Rametta ha lanciato un appello al premier Giuseppe Conte e al governatore Nello Musumeci: “Gli aiuti di Stato e Regionali occorrono subito. Qui alle Eolie ci saranno parecchie aziende che rischiano di non aprire. E questi tre mesi di lavoro saranno decisivi e soprattutto non si dovranno perdere”. Giorgianni, inoltre, spera che le richieste avanzate dai quattro Comuni eoliani e da albergatori, operatori turistici ed esercenti, siano accolte. “In più occorrono anche alcune deroghe. Da ora in avanti ci impegneremo a dare lavoro alla gente del posto per dare ossigeno alla nostra economica. Ma nel caso degli appalti occorrono delle deroghe, perché le ditte eoliane non hanno spazio. Al limite, le ditte che si aggiudicheranno gli appalti dovranno impiegare manodopera locale”, ha aggiunto.

Chiede il rispetto delle norme anti Covid-19: autista Amat aggredito da passeggero a Palermo

Un autista dell’Amat è stato aggredito ieri sera a bordo di un autobus. E’ successo a Palermo, all’interno della linea 102, all’angolo tra via Roma e via Cavour. Il conducente ha cercato di fare rispettare le disposizioni per contrastare la diffusione del Coronavirus. Ha chiesto ad un passeggero di scendere dall’autobus poiché si era superato il limite consentito. A quel punto, avrebbe ricevuto un pugno in faccia dall’uomo. L’aggressore, dopo averlo colpito, ha fatto perdere le sue tracce. Sono in corso le indagini della polizia per individuare l’autore del gesto.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.