Fase 3, autorizzata in Sicilia la ripresa degli sport da contatto

Via libera anche ai cosiddetti “sport di contatto” come calcio, calcio a 5, pallacanestro e tante altre attività.

L’assessore regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo Manlio Messina, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, ha firmato, giovedì scorso, il decreto che consente la ripresa del libero svolgimento delle attività sportive: “Il presente decreto – si legge nel documento – conserva la propria efficacia e validità fino a eventuale differente valutazione dell’andamento epidemiologico nell’Isola e, comunque, fino a nuova disposizione”.

Il decreto degli assessori Messina e Razza è stato notificato per conoscenza anche all’Anci Sicilia, alle aziende sanitarie e alle federazioni sportive di settore.

“Con questo provvedimento il governo Musumeci vuol dare una risposta alle diverse federazioni e ai tantissimi appassionati che da tempo ci chiedevano di poter sbloccare una serie di discipline sportive – commentano Messina e Razza – lo facciamo seguendo le linee del governo nazionale ma anche del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico che ha rilevato che la Regione Siciliana annovera un amatrice di “basso rischio” in base ai tre set di indicatori (vedi decreto Ministero Salute 30 aprile 2020) relativi alla “capacità di monitoraggio”, alla “capacità di accertamento diagnostico e di gestione di contatti” e alla “stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari”.

Il decreto fa seguito all’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci dello scorso 13 giugno che ha stabilito, tra l’altro, che da oggi si possano svolgere le attività sportive di contatto, “previo decreto attuativo dell’assessore regionale allo Sport, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute”.

Tusa, al via il progetto per consolidare il centro abitato

Indagini e servizi di ingegneria utili alla stesura di un progetto esecutivo: li ha finanziati la Struttura contro il dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per mettere in sicurezza il versante a valle della via Sant’Agostino a Tusa, nel Messinese.

Questo, è un primo ma importante passo, questo degli Uffici diretti da Maurizio Croce, per scongiurare un grave pericolo che incombe sul centro del paese, nella zona delimitata da via Simone Livolsi, a salvaguardia dell’incolumità dei residenti. Sono state infatti riscontrate fratture profonde nel costone roccioso, con segni evidenti di spostamento dei massi che potrebbero danneggiare le abitazioni sottostanti e le vie adiacenti.

Una situazione resa ancora più problematica dalla forte esposizione dell’area agli agenti esogeni e che, di fatto, ne ha aumentato l’instabilità generale. Le opere che in via preliminare si ritengono più idonee sono la collocazione di pannelli di rete in fune metallica e la realizzazione di un muro di contenimento, oltre a interventi per la regimentazione delle acque superficiali.

Rifiuti, ammessi alla valutazione 87 progetti per i centri di raccolta

Sono 87 i progetti dei Comuni siciliani ammessi a valutazione dalla Regione per realizzare nuovi centri comunali di raccolta rifiuti o potenziare quelli esistenti.

Il dipartimento regionale Acqua e rifiuti ha pubblicato gli elenchi delle istanze ammissibili e di quelle escluse per destinare 21,4 milioni di euro del Po Fesr 2014-2020. Adesso la commissione di valutazione stilerà una graduatoria sulla base dei criteri previsti dal bando. I centri comunali di raccolta rientrano tra le iniziative del governo Musumeci per migliorare la raccolta differenziata nei Comuni. Gli enti esclusi potranno nel frattempo presentare le proprie osservazioni.

L’assessore regionale Alberto Pierobon spiega che “questa misura, che stiamo cercando di portare a compimento tra mille difficoltà burocratiche, contribuirà a migliorare la raccolta differenziata e il servizio per i cittadini. Proveremo a stanziare altre risorse che, assieme alle economie di gara, consentiranno di dare risposte a più iniziative possibili”.

Il bando a firma del direttore Salvo Cocina metteva a disposizione circa 16 milioni per la costruzione dei nuovi impianti e 5 milioni per migliorare quelli già esistenti.I Ccr dovranno rispettare le norme a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e non dovranno creare rischi per aria, suolo, acqua, fauna e flora, e non creare rumori e odori. Dovranno anche essere previste adeguata viabilità, pavimentazione impermeabilizzata, recinzione e barriere.

SAC, domani presentazione nuove rotte aeroporti di Catania, Comiso e Palermo

SAC comunica che, martedì 23 giugno 2020, alle ore 10,30, presso gli uffici di presidenza (al sesto piano della Torre Uffici), Tayaran Jet, vettore aereo europeo in attività dal 2018, presenterà le nuove rotte che interesseranno gli aeroporti di Catania, Comiso e Palermo.

“Voli in ogni angolo della Sicilia” è infatti il claim della campagna summer 2020 che avrà il suo focus nell’Isola e che propone una serie di destinazioni nazionali in collaborazione con i più importanti territori italiani. Alla conferenza saranno presenti il vicepresidente, il country manager e il direttore commerciale di Tayaran Jet, rispettivamente Massimo La Pira, Gianfranco Cincotta e Piero Benvenuto, i presidenti e gli amministratori delegati dell’Aeroporto di Catania e di quello di Comiso, Sandro Gambuzza, Giuseppe Mistretta, Nico Torrisi, e Rosario Dibennardo. Saranno inoltre presenti, in collegamento da Bologna e Palermo, il presidente dello scalo felsineo, Enrico Postacchini e l’amministratore delegato Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino, Giovanni Scalia.

NB. Per via delle nuove disposizioni di sicurezza, l’accesso all’Aeroporto di Catania avverrà attraverso il varco dedicato allo staff. L’appuntamento è pertanto alle 10,20 alla base della Torre uffici.

 

Coronavirus, errore di conteggio in Sicilia: Pd chiede una commissione d’indagine

Il Pd all’Ars ha chiesto di istituire una commissione parlamentare di indagine sulla gestione dell’emergenza Covid-19 in Sicilia e sui dati relativi al numero dei soggetti positivi dopo il recente errore di conteggio reso noto.

Per Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd a Palazzo dei Normanni, “al silenzio del presidente Musumeci seguono le prime giustificazioni dell’assessore Razza e sono davvero deboli ed insufficienti a chiare i diversi aspetti della vicenda, anzi sembra quasi che la pezza sia peggiore del buco. Oltretutto lo stesso assessore ammette di essere stato a conoscenza dell’errore da alcune settimane. Qui c’è in ballo la salute dei cittadini, finanziamenti pubblici, organizzazione della rete sanitaria, effetti sociali ed economici, stiamo parlando di una vicenda dai risvolti delicatissimi: il Parlamento siciliano deve essere messo nelle condizioni di capire cosa è accaduto ed il presidente Musumeci venga in aula e si assuma le sue responsabilità”.

Con il passare delle ore ed il rimbalzare della notizia dei dati sbagliati, per Lupo “si sta creando un pericoloso effetto nell’opinione pubblica, che da adesso in poi può essere portata a sottovalutare il rischio di contagio pensando che i dati della Regione sono stati, e potranno essere ancora, inattendibili”.

Coronavirus, in Sicilia errori di calcolo: i contagi aggiornati provincia per provincia

In Sicilia, alla luce dei recenti errori nel calcolo dei casi totali positivi al Coronavirus e dei guariti, sono stati aggiornati i contagi provincia per provincia. Una differenza di 397 unità: ora la curva è ferma a 3070 contagiati. Nel dettaglio, dopo “l’allineamento”, Catania è passata ad avere da un totale di 1078 casi a 777: 301 in meno. Messina -96 unità (da 564 a 470), Palermo -87 (da 585 a 498), Ragusa -11 (da 98 a 87), Agrigento -6 (da 141 a 135), Trapani -7 ( da 143 a 136). Tre province, invece, hanno visto i casi alzarsi e non abbassarsi: Siracusa con un +69 (320 da inizio emergenza), Enna con +13 (438 il totale) e Caltanissetta con +8 (185).

Coronavirus Sicilia: allineati i dati con Iss, 150 gli attuali contagiati. L’aggiornamento del 20 giugno

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, negli ultimi due giorni (18-19 giugno) aggiornato alle ore 17 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Il dato è stato allineato a quello della piattaforma dell’Istituto superiore di sanità.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 187.869 (+3.457 rispetto a mercoledì 17 giugno), su 156.719 persone: di queste sono risultate positive 3.070 (-392), mentre attualmente sono ancora contagiate 150 (-655), 2.640 sono guarite (+263) e 280 decedute (0).Degli attuali 150 positivi, 26 pazienti (-2) sono ricoverati – di cui 5 in terapia intensiva (+2) – mentre 124 (-653) sono in isolamento domiciliare.Il prossimo aggiornamento regionale avverrà venerdì. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Franco Scaldati, l’annuncio di Samonà: “Valorizzeremo le sue opere”

Ancora oggi, a sette anni dalla morte, la maggior parte della sua opera è rimasta inedita e la potenza del suo teatro rischia di rimanere sconosciuta soprattutto alle giovani generazioni. A fronte di una produzione drammaturgica molto vasta, per la maggior parte in lingua siciliana, finora solo 13 opere sono state pubblicate, lasciando un gran numero di opere inedite.

La memoria di Franco Scaldati è stata al centro dell’incontro tra l’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, con i figli del grande drammaturgo siciliano, Gabriele e Giuseppe e con l’attore Melino Imparato, che di Scaldati ha raccolto il testimone.Ancora oggi poco conosciuto dal grande pubblico, Franco Scaldati è uno di quei siciliani che meglio di altri hanno saputo interpretare l’anima dell’uomo, il suo dramma interiore, facendo della lingua siciliana – di cui ha saputo cogliere la forza e l’immediatezza e che ha usato in uno stile personalissimo – uno strumento attraverso cui scandagliare i meandri dei sentimenti, le paure più profonde per darvi voce ed espressione.

“Franco Scaldati – dice l’assessore dei beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonàè stato un grande siciliano contemporaneo di cui abbiamo il dovere di preservare e diffondere la memoria perché diventi patrimonio conosciuto e condiviso. Per Scaldati il teatro è la forma d’arte che implica immediatamente l’uomo, obbliga a vivere, a incontrarsi e scontrarsi. Ed è in questo bisogno di incontro e confronto, in questa necessità di vivere nella relazione che sta la grande attualità della sua opera che merita una maggiore valorizzazione e divulgazione. E’ per questo che, nello spirito del rafforzamento del messaggio culturale, fortemente voluto dal Governo Musumeci, mi farò parte attiva per promuovere la valorizzazione della sua opera e della sua specificità, per favorirne la conoscenza, l’approfondimento e la divulgazione”.

Relitto Nuova Iside, l’assessore Bandiera: “Ritrovamento primo passo verso verità”

“E’ con grande soddisfazione che accolgo la notizia del ritrovamento, nelle profondità marine, da parte della Marina Militare, del relitto del moto peschereccio di Terrasini, “Nuova Iside”, scomparso lo scorso 13 maggio, nelle acque tra San Vito Lo Capo e Ustica. Dopo l’indagine e il sequestro della petroliera “vulcanello”, un passo fondamentale verso la verità”. Lo dichiara in una nota l’Assessore regionale per la Pesca Mediterranea, Edy Bandiera, appresa, in queste ore, la notizia del ritrovamento.

“Un grandissimo ringraziamento va alla Marina Militare – ha proseguito –  che da i primi istanti della scomparsa del peschereccio, fino ad oggi, ha profuso ogni sforzo utile al ritrovamento del peschereccio . Questo risultato è anche frutto di un grande impegno”, ha concluso l’Assessore regionale per la Pesca Mediterranea, Edy Bandiera.

Coronavirus, Armao senza freni: “Roma cambi impostazione”

«In questo drammatico momento di crisi economica, conseguente alla pandemia Covid 19, lo Stato ha adottato delle misure che si stanno rivelando incongrue, essenzialmente sotto due profili. Il primo riguarda l’aspetto finanziario: 5 miliardi e mezzo per regioni, comuni e province su 80 miliardi di deficit concesso a livello europeo sono davvero poca cosa, c’è il rischio concreto di non poter assicurare ai cittadini i servizi essenziali di cui hanno diritto. E ieri la Conferenza delle Regioni lo ha precisato al Governo chiedendo l’assunzione di impegni urgenti. Il secondo, più clamoroso, è quello di avere adottato soluzioni eguali per l’intero territorio nazionale in un Paese diviso socialmente ed economicamente. E così le regioni del sud e specialmente le isole pagano un prezzo molto più alto per la carenza di misure adeguate e specifiche». Così in una nota il vicepresidente della Regione e assessore dell’Economia, Gaetano Armao.

«È innegabile – prosegue – che il sistema economico delle imprese come quello delle famiglie siano completamente diversi tra Nord e Sud. Ecco perché la Regione Siciliana si è dotata di una legge di Stabilità che ha concentrato la destinazione delle risorse proprio sul tessuto imprenditoriale e sulle famiglie lasciate fuori da interventi statali non calibrati sui veri bisogni della Sicilia».

«Coglie nel segno l’appello del Presidente Silvio Berlusconi, uomo d’impresa prima che statista, che evidenzia l’inadeguatezza delle misure adottate a livello nazionale per le imprese e il lavoro, chiedendo al Governo di invertire la rotta dall’accesso al credito, all’equilibrio dei conti, alla semplificazione delle procedure e al pagamento dei debiti da parte della pubblica amministrazione», sottolinea il vicepresidente siciliano.

«Ci vuole una grande svolta per affrontare la crisi, flessibile e coraggiosa, con lo sguardo rivolto alle imprese, consci che è il tessuto imprenditoriale che realizza produttività e crescita e dà il lavoro vero. Solo così potremmo dare una spinta concreta alla ripresa perché con il sistema dei sussidi, soprattutto per quelli per pochi privilegiati, non andremo da nessuna parte», conclude Armao.

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