Migranti, Conte chiama Musumeci: incontro mercoledì a Roma

L’emergenza migranti in Sicilia sarà al centro di un incontro fissato per mercoledì a Roma, a Palazzo Chigi, con il premier Conte. Me lo ha comunicato poco fa lo stesso presidente del Consiglio, chiamandomi al telefono. L’incontro sarà tecnico-operativo“. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “È stato quindi raccolto – prosegue il governatore – l’ennesimo invito che ho rivolto ieri al premier per un confronto. Al governo centrale porteremo le ragioni che hanno animato e continuano ad animare il nostro impegno, per dare finalmente una priorità a questa infinita emergenza sanitaria e umanitaria che si consuma in Sicilia, dopo un decennio di silenzi e omissioni di Roma e Bruxelles“.

Musumeci: “Razza a Lipari la prossima settimana”

Ho chiesto all’assessore regionale per la Salute di essere nei primi giorni della prossima settimana a Lipari, per incontrare l’amministrazione comunale e una rappresentanza del Comitato per l’ospedale. Ma sarebbe giusto tenere separate due questioni profondamente diverse: la dolorosa scomparsa della giovane donna, per la quale la Regione ha subito disposto un’ispezione (da cui sembrerebbero emergere profili di responsabilità personale); se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi. Diversa è la questione della fase di avanzamento dell’attuazione della Rete ospedaliera su Lipari“. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a seguito della protesta di Lipari dopo la morte della giovane donna in quell’ospedale.

I cittadini dell’Isola – prosegue il governatore – rivendicano giustamente maggiori attenzioni e il loro grido d’allarme sarà ascoltato, con la dovuta attenzione. C’è anche il mio impegno. Ma le occupazioni e gli atti di forza servono solo a creare disagi a chi non ha colpe. Concorderemo assieme alla comunità locale il da farsi, ma in un clima di responsabile dialogo“.

Incendi dolosi e migranti, Musumeci riunisce il governo

“È stata una notte difficile. Ho convocato il governo della Regione per una riunione urgente. I criminali che hanno appiccato il fuoco ad Altofonte, in sei punti diversi e a favore del vento, hanno compiuto un atto violento che sta pagando una intera popolazione. Per tutta la notte oltre 150 uomini dei vigili del fuoco, della Protezione civile e del Corpo forestale hanno lavorato e continuano a lavorare senza tregua. Tutta la mia gratitudine“.Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Quasi in contemporanea – prosegue il governatore – l’ennesimo sbarco di 450 uomini a Lampedusa, accompagnato dalla consueta indifferenza: nessuno al largo ha visto nulla! Avevamo chiesto a Roma di recuperare i mesi persi, senza nessuna programmazione. Avevamo chiesto un ponte aereo per dare un segnale forte, di presidiare il Canale di Sicilia per impedire a questi squallidi mercanti di morte di continuare indisturbati“.

Mi rivolgo direttamente al presidente Conte– aggiunge Musumeci – Lampedusa non ce la fa più. La Sicilia non può continuare a pagare l’indifferenza di Bruxelles e il silenzio di Roma. E ieri abbiamo anche sentito qualche irresponsabile pronunciare frasi incomprensibili come “non esiste l’emergenza“. C’è una emergenza umanitaria e sanitaria. Lo dicono i numeri. Lo dicono i fatti. E non basta impugnare una ordinanza per negare la realtà. È tempo di decisioni forti. Presidente Conte, convochi il Consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza di questi mesi, divenuta insopportabile in queste ore. Lo chiedo da presidente di una Regione che, come prevede lo Statuto, ha diritto di partecipare al Consiglio quando si affrontano decisioni che riguardano la mia Isola. Lo chiedo con rispetto, ma con fermezza. Non costringete i lampedusani a scioperi e serrate. È un luogo meraviglioso, quello: non merita questo trattamento!“.

 

Rifiuti, incendio TMB di Trapani: Orlando dispone l’incremento della vigilanza armata a Bellolampo

L’incendio al TMB di Trapani è un fatto estremamente preoccupante e indicativo del clima che circonda l’impiantistica pubblica siciliana legata al trattamento dei rifiuti.  Già in passato Bellolampo è stata più volte oggetto di incendi e fatti più o meno anomali, motivo per cui credo che sia fondamentale assumere ogni possibile iniziativa per scongiurare possibili atti dolosi. Questo, ancor di più e soprattutto nel momento in cui la RAP e il Comune sono impegnati per fare in modo che tutte le operazioni e funzioni legate al ciclo dei rifiuti possano essere gestite internamente“. Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il quale ha disposto che RAP incrementi, eventualmente chiedendo nell’immediato il supporto delle forze dell’ordine, la vigilanza armata presso l’impianto di Bellolampo.

Ordinanza sui migranti, Musumeci: “Andiamo avanti con i controlli”

Quella adottata dal magistrato del Tar di Palermo è una decisione cautelare che non condividiamo e che è stata assunta senza neppure ascoltare la Regione, come può essere concesso a rischiesta della parte e come noi abbiamo formalmente chiesto, non avendo potuto depositare le nostre difese“. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, commentando la decisione del Tar Sicilia di sospendere l’ordinanza con cui chiedeva lo sgombero degli hotspot e dei centri d’accoglienza per migranti presenti sull’Isola per mancanza dei requisiti sanitari.

Tuttavia – prosegue il governatore – se in pochi giorni sono stati trasferiti oltre 800 migranti è la dimostrazione che serve denunciare il problema ad alta voce. Sulla nostra competenza in materia sanitaria non faremo un solo passo indietro. Martedì mattina sarà a Lampedusa la nostra task force e nei giorni successivi saranno verificati accuratamente gli oltre 40 Centri di accoglienza che sono censiti in Sicilia. È una battaglia di civiltà dalla quale non ci possiamo esimere. Al governo di Roma chiedo ancora una volta di proclamare lo ‘stato di emergenza’ su Lampedusa” e di esercitare nei fatti le competenze che rivendica. Altrimenti sono solo chiacchiere e i problemi restano tutti sulle spalle e sulla pelle dei siciliani”.

Covid-19, sospensione ordinanza di Musumeci, Orlando: “Si riallacci un proficuo lavoro, senza proclami o provvedimenti di facile impatto mediatico”

La sospensione dell’Ordinanza del Presidente della Regione sulle misure di contrasto al Covid e i divieti imposti ai migranti è un’occasione perché si torni a sani e costruttivi momenti di dialogo e collaborazione fra le istituzioni che tutte possono e devono contribuire a garantire prima di tutto la salute e la sicurezza di tutti i cittadini. Si riallacci quindi un proficuo lavoro, senza proclami o provvedimenti di facile impatto mediatico che rischiano però di alimentare paure e intolleranza che certamente non contribuiscono a risolvere, ma anzi acuiscono i problemi“, a dirlo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Coronavirus, Musumeci: “Sicilia difenderà propria decisione davanti al Tar”

“Il governo centrale vuole riaffermare la sua competenza sui migranti. Mi verrebbe da dire: bene, la eserciti pure e intervenga come non ha fatto in questi mesi“, lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, commentando la decisione del governo nazionale di impugnare l’ordinanza in materia di sicurezza sanitaria di migranti e comunità locali, emanata lo scorso 22 agosto dal governatore. “La Sicilia – continua Musumeci – difenderà la propria decisione davanti al giudice amministrativo. Ma nessuno pensi che un ricorso possa fermare la nostra doverosa azione di tutela sanitaria. Compete a noi e non ad altri. E su questa strada proseguiremo“.

Covid-19 Sicilia: procedono i lavori per la riapertura delle scuole

Procedono i lavori per la riapertura delle scuole. Ieri pomeriggio l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, il presidente della task force regionale, Elio Cardinale, e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Suraniti, hanno partecipato a una riunione telematica con i responsabili Anci alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e dell’assessore al ramo del Comune di Palermo, Giovanna Marano, per analizzare lo stato di avanzamento delle operazioni riguardanti l’avvio del nuovo anno scolastico in Sicilia. Nel frattempo, con l’intento di acquisire ulteriore disponibilità di locali, è stato approvato un documento d’intenti tra l’assessorato regionale, la Conferenza episcopale siciliana (Cesi), Anci e Usr finalizzato alla possibile utilizzazione, in comodato d’uso, di spazi parrocchiali ed edifici ecclesiastici, idonei all’accoglienza degli studenti. Questa iniziativa potrà consentire agli istituti scolastici, attualmente in difficoltà per mancanza di locali adeguati a garantire le opportune misure di distanziamento anti Covid-19, di poter rapidamente disporre degli spazi necessari all’accoglienza delle classi, riorganizzando adeguatamente le attività prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Infatti, in virtù della convenzione sottoscritta dall’assessorato regionale dell’Istruzione e dall’assessorato regionale della Salute con gli Ordini provinciali dei Medici, già nello scorso mese di febbraio, avente per oggetto la medicina scolastica, ogni scuola potrà contattare i referenti dell’Ordine per attività informative tecnico-scientifiche e sanitarie, di supporto alle strategie di prevenzione e contrasto del contagio da Covid-19. Inoltre, ogni Asp provinciale, a seguito di ulteriore disposizione da parte dell’assessorato regionale della Salute, sta provvedendo a rendere noto, sul proprio sito istituzionale, l’assetto organizzativo per la somministrazione dei test sierologici rivolti al personale scolastico, assolvendo in questo modo alle numerose richieste avanzate dalle scuole.Intanto, con propria nota integrativa e in attesa che gli istituti completino la riorganizzazione dei locali, la task force regionale presieduta da Cardinale, ha ribadito, in coerenza con le più recenti linee guida nazionali, l’obbligo di utilizzo delle mascherine sino a quando, a seguito della sostituzione dei banchi o del reperimento dei nuovi locali, non sarà stato possibile garantire il necessario distanziamento interpersonale.Infine, alla luce del bando pubblicato dal Ministero dell’Istruzione per l’acquisto dei banchi monouso, si è appreso che la distribuzione alle scuole siciliane avrà inizio a partire da giorno 8 settembre e, gradualmente, si concluderà entro il successivo mese di ottobre. Contestualmente, l’assessore regionale, su sollecitazione di Usr ed Anci, sta verificando, grazie alla collaborazione del Comando militare regionale, la possibilità di individuare alcuni punti regionali per il deposito temporaneo degli arredi scolastici dismessi, vista la cospicua numerosità dei banchi in via di sostituzione.

«Premesso che il quadro regionale appare complessivamente sotto controllo, grazie all’azione congiunta di Enti locali e dirigenti scolastici, residuano tuttavia alcune problematiche che riguardano prevalentemente le aree territoriali a maggiore densità di popolazione scolastica – spiega Lagalla – Il monitoraggio della situazione, in continuo aggiornamento da parte di Anci e Usr, ci permetterà di focalizzare, nel giro di qualche giorno, i casi di più critica rilevanza che ci proponiamo di affrontare anche con l’eventuale ricorso all’intervento dei prefetti, così come sollecitato dall’Usr. Continueremo a lavorare, in costante sinergia e in stretto raccordo con il presidente Musumeci, per garantire ai dirigenti scolastici il massimo sostegno possibile, pur sempre nell’ambito delle competenze proprie dell’amministrazione regionale. È ovvio che attendiamo dal governo nazionale il pieno rispetto delle tempistiche promesse e definitive indicazioni in ordine ai protocolli sanitari in caso di contagio».

«Grazie agli interventi adottati con continuità da tutte le istituzioni di riferimento – dichiara Elio Cardinale, presidente della task force regionale – possiamo guardare con relativo ottimismo all’inizio del prossimo anno scolastico. Si prevede che alcune carenze ancora in essere possano essere risolte a breve. Vorrei, infine, sottolineare come, grazie al protocollo d’intesa firmato dagli assessori Lagalla e Razza e dalla Federazione degli Ordini dei medici siciliani, si intraveda un itinerario positivo per quel che riguarda gli atti preventivi e attuativi dei controlli medici e sanitari nelle scuole, recuperando la centrale funzione della medicina scolastica. E’ ragione di particolare soddisfazione rilevare come la Sicilia sia stata la prima regione italiana a realizzare una così importante ed organica forma di collaborazione sanitaria».

 

Coronavirus, diffida di Musumeci per i Centri per migranti

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha inviato una nota di diffida alle autorità competenti per l’esecuzione della propria ordinanza emanata lo scorso 22 agosto. Nel documento, il governatore richiede, tra le altre misure, di illustrare il crono-programma del progressivo svuotamento degli hotspot per le gravi ragioni di promiscuità e assembramento in cui sono costretti gli ospiti. Qualora ciò non fosse stato già predisposto (come avvenuto stamane per il trasferimento dei migranti risultati positivi al Coronavirus, contagiatisi tra loro, nella struttura di Pozzallo), nella piena vigenza della ordinanza, il presidente Musumeci ha chiesto di dare rapida esecuzione al provvedimento, tenuto conto altresì dell’enorme numero di migranti attualmente presenti senza alcun distanziamento e pregiudizio della loro salute, nell’hotspot di Lampedusa.

Coronavirus, Musumeci: “Vogliamo tutelare la salute di chi è in Sicilia”

Toni forti e parole chiare quelle del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che a Catania ha incontrato la stampa per spiegare il senso dell’ordinanza firmata sabato notte e che prevede lo sgombero degli hotspot e dei Centri di accoglienza per i migranti, con le relative modalità di attuazione

Abbiamo rivendicato il diritto di tutelare la salute dei siciliani, di chi si trova in Sicilia – alcuni milioni di cittadini che chiamiamo turisti – e di quelle persone che vengono ammassate in hotspot e centri accoglienza meglio identificate come migranti. Da parte nostra – ha tenuto a precisare il governatore – non c’è alcuna volontà di scontro con lo Stato centrale anche perché lo Stato siamo noi: la Regione, i Comuni, le ex Province. Ma dal governo nazionale ci attendiamo lo stesso rispetto e non atteggiamenti improntati ad arroganza, superficialità, o ai silenzi che fanno perdere tempo alla risoluzione dei problemi, noi diciamo no. E invece di rispondere con atti concreti sull’emergenza immigrazione – ha aggiunto – il governo centrale trova la soluzione: creiamo campi di concentramento, che chiamano tendopoli, in un deposito militare a Vizzini abbandonato da anni. E ci troviamo con tende che ci ricordano luoghi e scene da dimenticare assolutamente“.

Entrando nel merito del provvedimento adottato, Musumeci, ha sottolineato che “l’ordinanza, la terza firmata dal governo regionale, è in linea con le altre due già emanate in materia anti Covid-19” e ha elencato numeri incontestabili che raccontano di una situazione profondamente drammatica: solo a luglio sono arrivati 7.067 migranti e ad agosto altri tremila. Nel 2019 sono stati 1.088 a luglio, mentre ad agosto sono risultati 1.268.

Il presidente della Regione ha poi annunciato la linea che Palazzo Orleans intende seguire nelle prossime ore “Noi – ha detto – andremo avanti perché diciamo no a una politica di bassa cucina e a un campagna elettorale su questa materia. Ho il dovere di tutelare la salute della gente che sta sull’Isola e se entro la mezzanotte i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla mia ordinanza non dovessero farlo, a noi rimane solo una strada: rivolgerci alla magistratura. Ci troveremmo, infatti, di fronte a una palese omissione, con tutto quello che determinerebbe in un contesto di epidemia“.

Subito dopo, l’affondo contro l’esecutivo centrale, ancora inerme di fronte alla richiesta di dichiarare per Lampedusa lo ‘stato d’emergenza’: “Le competenze sono vostre? Anche quelle sanitarie? Se è vostra la competenza, siete fuori legge perché in quei centri non c’è alcuna garanzia di sicurezza. Gli hotspot e i centri d’accoglienza non sono rispondenti ai criteri di prevenzione previsti dalla condizione di emergenza da epidemia. Il governo nazionale la smetta di mostrare i muscoli e faccia fino in fondo il proprio dovere! Se Roma dovesse impugnare l’ordinanza, e non lo ha ancora fatto – ha concluso il governatore siciliano – faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune. Se invece dovesse venire incontro alla nostra legittima richiesta può chiederci due, cinque, otto giorni di tempo per ricollocare i migranti e mettere i sigilli negli hotspot e in tutti Centri di accoglienza dell’Isola, con buona pace di un certo buonismo ipocrita: così chiudiamo una pagina indecorosa, perché la gente non ne può più. E se non lo farà, lo faremo noi“.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che ha annunciato l’intervento della task force di esperti già a lavoro nei Centri per migranti dell’Isola, “per verificare, come è stato fatto a Vizzini, che le strutture presentino le condizioni igienico-sanitarie necessarie. Lì – ha ricordato Razza – era stato immaginato di tenere in diciotto metri quadri otto migranti su letti a castello e in tempo di una pandemia dichiarata dall’Oms era ed è una follia, anzi un modo per esporre a rischio di contagio che, mi permetto di dire, costituisce reato“. L’assessore ha spiegato che la task force della Regione opererà “a supporto di ogni tipo di iniziativa che il governo siciliano intenderà adottare“.

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