Coronavirus e crisi, i parlamentari siciliani M5S: “No a riprogrammazione ed eliminazione vincolo territorio Fondi Coesione e Sviluppo”

“Altro che Sud contro Nord per le riaperture e fase due. Un documento stilato dai tecnici del Dipe, il Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica, ha ‘suggerito’ di poter sfruttare il momento difficile legato all’emergenza Coronavirus per togliere al Meridione risorse per investimenti, vincolate per legge. Non vorremmo che l’infelice esempio di quanto fece il governo Berlusconi nel 2010 come reazione alla crisi economica venisse riproposto e con lo stesso risultato: togliere al Sud per dare al Nord”. E’ la denuncia dei parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle che hanno lanciato l’allarme sulla proposta “tecnica” di riprogrammazione ed eliminazione del vincolo territoriale dei Fondi di Coesione e Sviluppo (80% al Sud e 20% al centro-nord) e la messa in pausa della clausola del 34% che dovrebbe destinare alle regioni meridionali una quota di investimenti ben definita.

Nonostante vincoli e clausole per i necessari investimenti al Sud, i tecnici avrebbero predisposto un testo che, di fatto, toglie quanto è stato invece assegnato alle regioni meridionali, per spostare le somme al nord. “Come Movimento 5 Stelle – spiegano i parlamentari M5S della Sicilia – non permetteremo che questa azione possa essere portata a compimento. È illogica e non rispettosa dei veri bisogni ed interessi del Paese. Siamo felici che già il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Turco, e il Ministro per il Sud, Provenzano, abbiano puntualizzato che quel documento è solo una bozza non ancora sottoposta al vaglio della politica. È bene ribadire – concludono – la linea del Movimento 5 Stelle: nessuna penalizzazione per il meridione, continueremo a vigilare. Basta con questa narrazione secondo cui il nord operoso è zavorrato dal Meridione. Il Sud non è buono solo per raccogliere voti. Non per noi”.

Coronavirus, ecco quando cesseranno i contagi: al Sud a fine aprile

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 21 aprile: boom di tamponi, salgono a 370 i guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (martedì 21 aprile), in merito all’emergenza #Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 55.093 (+3.720 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.835 (+76, ma su quasi quattromila tamponi processati), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.259 persone (+49), 370 sono guarite (+24) e 206 decedute (+3).

Degli attuali 2.259 positivi, 551 pazienti (-14) sono ricoverati – di cui 37 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.708 (+63) sono in isolamento domiciliare. In tutte le province il numero dei ricoverati diminuisce o resta stabile.

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.
Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, viola isolamento dopo rientro dal nord: giovane sanzionato a Caltanissetta

E’ uscito di casa per “prendere una boccata d’aria” nonostante l’obbligo di restare in isolamento fiduciario per 14 giorni presso la propria abitazione dopo essere rientrato in Sicilia da un’altra regione.

Un giovane è stato sanzionato dalla Digos di Caltanissetta nel corso dei controlli finalizzati al contenimento della diffusione del Coronavirus. Il giovane è stato sorpreso dagli agenti mentre rientrava a casa a bordo della propria autovettura. Ha tentato di giustificare la sua uscita con scuse che non hanno convinto i poliziotti. Poi, ammesso l’errore ha dichiarato di essere uscito per prendere un po’ d’aria.

Coronavirus, rosticceria aperta a Palermo: sanzionato e denunciato il titolare

Blitz della guardia di finanza in Via Roma, a Palermo.

Domenica scorsa, i militari del gruppo Pronto impiego di Palermo, in azione nell’ambito dell’intensificazione dei controlli mirati a verificare il pieno rispetto delle misure adottate dal Governo per il contenimento del Coronavirus, hanno individuato una rosticceria, che aveva la saracinesca alzata nonostante il divieto disposto con Ordinanza della Regione Sicilia concernente le limitazioni al commercio e, in particolare, il divieto di apertura nei giorni festivi.

Il titolare si è giustificato motivando la sua presenza con la necessità di sanificare gli ambienti e dichiarando di non aver effettuato alcuna cessione di cibi o bevande. Le dichiarazioni dell’esercente, però, sono state smentite da due rider intenti a effettuare consegne a domicilio per la stessa rosticceria.

I finanzieri hanno sanzionato i due giovane rider per violazione delle misure previste dai decreti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica Covid-19, sanzionato e denunciato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale
il titolare dell’attività.

Coronavirus, ordine psicologi Sicilia: “Fase 2 non sarà semplice, si alterneranno ansia e sollievo”

La Sicilia si prepara alla Fase 2 dell’emergenza sanitaria globale legata alla diffusione Coronavirus.

“I processi di elaborazione degli accadimenti non sono immediati, hanno bisogno di tempo e hanno bisogno di una distanza. Siamo ancora troppo immersi dentro le condizioni determinate dalla quarantena per poter pensare di avere avviato un qualche processo elaborativo”, ha detto Calogero Lo Piccolo, consigliere dell’ordine degli Psicologi di Sicilia e psicoterapeuta.

“Per di più, tutto è accaduto in termini talmente repentini che probabilmente stiamo ancora faticosamente tentando di adattarci alle drastiche trasformazioni che il quotidiano di ciascuno ha subito – ha aggiunto -. Aldilà delle difficoltà è tempo di cominciare a prepararsi, fortunatamente, ad una nuova fase, ad una cauta ripresa di contatto con le dimensioni sociali, ad una lenta fuoriuscita dalla condizione deprivata che ha caratterizzato questi mesi. È facile presumere che non sarà semplice. A parte la fatica fisiologica di un nuovo processo di adattamento, dovremo fare i conti con una molteplicità di emozioni contrastanti. Da una parte il sollievo, dall’altra l’ansia e la preoccupazione”, ha concluso il dottor Calogero Lo Piccolo.

Secondo il componente del Consiglio dell’Ordine degli psicologi di Sicilia, dunque, il lento riprendere avrà certamente un effetto benefico e vantaggioso nella quotidianità di ogni cittadino, ma non sono escluse difficoltà e cali emotivi.

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 20 aprile: 2.210 i positivi, boom di guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 16 di oggi (lunedì

20 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 51.373 (+1.601 rispetto a ieri).

Di questi sono risultati positivi 2.759 (+42), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.210 persone (+8), 346 sono guarite (+31) e 203 decedute (+3). Degli attuali 2.210 positivi, 565 pazienti (+2) sono ricoverati – di cui 39 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.645 (+6) sono in isolamento domiciliare.

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, strage nella casa di cura di Villafrati: salgono a 13 le vittime per Covid-19

Salgono a 13 le vittime per Coronavirus nella casa di cura di Villafrati.

Continuano ad aumentare i decessi per Covid-19 tra gli ospiti della Rsa Villa delle Palme a Villafrati, il comune della provincia di Palermo – dove si è sviluppato uno dei focolai in Sicilia -, dichiarato “Zona Rossa” dal Presidente della Regione, Nello Musumeci.

La nuova vittima, è un uomo che si è spento nel Covid Hospital di Partinico, dove era ricoverato da alcuni giorni. Nella Rsa sono stati registrati complessivamente 74 casi di persone positive al Coronavirus, 60 tra gli anziani ospiti  – 13 dei quali deceduti- e 24 tra gli operatori sanitaria della struttura.

FASE 2 in Sicilia, De Luca: “Servono decisioni chiare e immediate. Sarà caos popolare se…”

“Per la situazione che ci apprestiamo a vivere chiediamo decisioni immediate e chiare, soprattutto per quelle che devono essere le precondizioni per poter ripartire”.

Lo ha detto il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “È essenziale una decisione in merito alle condizioni che in ogni contesto pubblico e privato, attività economiche e non, occorre applicare per tale seconda fase, onde evitare rischi che ci facciano ripiombare nella pandemia. La guerra nord contro sud non serve, non risolve il problema anzi ci indebolisce. Alcune decisioni devono riguardare tutto il territorio nazionale, fermo restando che ogni regione ha il dovere di definire una strategia aggiuntiva rispetto a quella che è un’evidente differenziazione del contagio all’interno del territorio italiano. Qualcuno si prenda la responsabilità di decidere cosa e come fare. Assistere a proclami estemporanei, in cui si annunciano improvvisi allentamenti alle restrizioni, senza aver stabilito le condizioni che ciascuno di noi deve rispettare in ossequio alla nuova fase di ‘libertà vigilata’, che ci aspetta per almeno un anno – fino al vaccino per intenderci – significa vanificare i sacrifici fatti e ricadere nell’identica situazione di due mesi fa. Si faccia in fretta, per evitare che tale insicurezza, sfoci in dissenso popolare, con il rischio di plateali manifestazioni di ribellione”, ha concluso.

Coronavirus, il commissario dell’ospedale di Sciacca annuncia: “Focolaio circoscritto”

Il focolaio di Sciacca è stato circoscritto.

Lo ha annunciato Alberto Firenze, commissario ad acta per l’emergenza COVID-19 presso la Direzione Sanitaria degli Ospedali Riuniti “Sciacca-Ribera”, in una nota. “Un lavoro complesso anche perchè portato avanti in un clima all’esterno a volte ostile ed esasperato da polemiche politiche locali che nulla hanno a che fare con la fase di emergenza Coronavirus, ma che ci ha permesso, grazie alla collaborazione di parte del personale interno motivato, di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati nei primi trenta giorni di lavoro incessante: continuo a portare avanti il mio lavoro con il solo obiettivo di mettere in sicurezza pazienti e operatori sanitari”, ha spiegato.

Negli ospedali riuniti di Sciacca-Ribera, indicati dalla Regione siciliana come area Covid, sono stati creati venti posti letto nei locali dell’ex Unità Operativa di Medicina. Inoltre, è stata realizzata una terapia intensiva a pressione negativa con percorsi, zone prefiltro/filtro e montalettighe dedicato, per un numero massimo di dieci posti letto. Ed è stato creato per i pazienti non affetti da Coronavirus, attraverso il pronto soccorso generale, l’accesso ai reparti di ginecologia e ostetricia, pediatria, cardiologia con emodinamica, psichiatria, oncologia, urologia e chirurgia generale comprese le unità di ortopedia e otorinolaringoiatria.

La terapia intensiva non Covid inoltre è stata strutturata in un blocco a parte con percorso sanificato e senza commistione di areazione con le aree Covid. “L’organizzazione che ci siamo dati mette al sicuro i pazienti perché non c’è possibilità di contatti”, ha concluso Firenze.

FASE 2 in Sicilia, la Regione pensa agli sport: dal tennis al nuoto, ecco chi può ripartire il 4 maggio

“È difficile immaginare che ci siano altre deroghe prima del 4 maggio”. Lo ha detto l’assessore allo Sport, Manlio Messina, intervenuto ai microfoni del ‘Giornale di Sicilia’, in merito alla ripartenza dello sport in Sicilia. Con la nuova ordinanza, infatti, Nello Musumeci ha dato il via libera per l’attività motoria. Dunque, accontentati i runners, anche chi pratica altri sport avrebbe iniziato a chiedere deroghe alla Regione.

“Il timore – dicono dalla Regione – è che in tanti raggiungano le spiagge, dove è impossibile controllare il rispetto di distanze di sicurezza e divieto di assembramenti”. Messina, inoltre, ha confermato che la Regione pensava “di permettere di giocare a tennis e a padel, ma non possiamo aprire i circoli perché ciò imporrebbe di far lavorare il personale e quindi di allargare il numero di quanti sono autorizzati a uscire di casa”. Inoltre, gli spogliatoi rappresentano un vero e proprio problema, essendo ritenuti ambienti a rischio. “Chi potrà tornare ad allenarsi dal 4 maggio? Chi gioca a tennis e padel potrà ricominciare di sicuro. In genere gli sport singoli e che si possono praticare all’aperto e dove non è previsto il contatto fra atleti verranno consentiti. Mentre non sarà così per gli sport di squadra e quelli che provocano contatto”.

Dal 4 maggio, quindi, chi pratica sport senza contatto potrebbe tornare ad allenarsi: tennis, nuoto e con ogni probabilità anche golf, padel e simili. Per chi, invece, pratica sport di squadra e quello dove c’è contatto, i tempi saranno più lunghi. Difficile, inoltre, la ripartenza degli sport motoristici, ritenuti ad alto rischio infortunio.

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