Archives Novembre 2020

Covid-19: il nuovo Dpcm in vigore da venerdì

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che contiene nuove misure per cercare di contenere la seconda ondata di Coronavirus, entrerà in vigore venerdì 6 novembre, e durerà fino al prossimo 3 dicembre, lo ha deciso il governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile “per organizzare le proprie attività“. Così si legge in una nota diramata da Palazzo Chigi.

L’Italia, dunque, da venerdì, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone verdi (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

Nuovo Dpcm, Sicilia a rischio “arancione”: ecco cosa potrebbe cambiare da domani

 

Forestali, approvato emendamento per evitare prelievo forzoso di emolumenti arretrati, Caputo (FI): “Evitati gravi danni economici ai lavoratori”

Bloccare il procedimento avviato dalla Regione circa il recupero forzoso degli emolumenti arretrati corrisposti agli operai forestali, a seguito dell’applicazione del Protocollo d’intesa del 14 maggio 2019, operando invece una compensazione graduale al fine di non compromettere gli equilibri finanziari dei lavoratori. È questo lo scopo dell’emendamento approvato alla unanimità dai componenti della Commissione parlamentare Attività Produttive dell’Ars“. Lo rende noto il deputato regionale di Forza Italia, Mario Caputo, componente della Commissione che ha sostenuto l’approvazione dell’emendamento a garanzia degli interessi economici dei lavoratori. Nei giorni scorsi, infatti una delegazione di lavoratori, accompagnati da Amministratori locali aveva rappresentato la necessità di un intervento legislativo a sanatoria.

Dobbiamo evitare che una iniziativa adottata lo scorso anno a salvaguardia dei Forestali – conclude il Parlamentare – possa tradursi paradossalmente in un danno per gli stessi. Sottoporremo al voto dell’Aula una soluzione che preveda una graduale compensazione con gli emolumenti che spetteranno ai lavoratori a seguito del prossimo Contratto Integrativo Regionale di Lavoro del settore. Prevederemo un graduale rientro che non sia tale da incidere sulle indennità dei nostri Forestali, che da mesi hanno manifestato una forte preoccupazione in caso di attività di recupero da parte della Regione”.

Coronavirus Sicilia: l’aggiornamento del 4 novembre. La situazione a Palermo…

Coronavirus Sicilia (4 novembre 2020): 31 ricoveri in più, 324 guariti.
Sono 31 i pazienti ricoverati oggi per Coronavirus a fronte dei complessivi 1155 soggetti positivi rilevati così come riportato dal bollettino quotidiano del Ministero della Salute. Il dato dei ricoveri comprende anche le terapie intensive che, nello specifico, oggi vede un decremento di due pazienti rispetto a ieri. Il dato dei guariti è pari a 324 persone. Diciannove (19) i decessi. I tamponi processati sono stati 9376.
Questo il report dei contagi nelle province: 134 Agrigento, 27 Caltanissetta, 324 Catania, 22 Enna, 103 Messina, 352 Palermo, 98 Ragusa, 41 Siracusa, 54 Trapani.
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Il commissario della task force anti Covid: “A Palermo circondati da positivi, la situazione…”

Parola di Renato Costa.

Il direttore del dipartimento di diagnostica clinica e radioisotopica del Policlinico di Palermo, commissario per la gestione emergenza Covid-19 nella provincia di Palermo, ospite di ‘Casa Minutella’, in diretta su Blogsicilia.it, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Ora siamo in una condizione di grande difficoltà, il virus è dappertutto”.

543 positivi su 5.580 persone testate in cinque giorni al drive in della Fiera del Mediterraneo sono tantissimi. Un numero enorme che ci dice che siamo circondati da positivi. Nessuno di loro aveva neanche un colpo di tosse, ma così abbiamo salvaguardato 500 famiglie, 500 luoghi di lavoro, perché avrebbero continuato le loro relazioni senza sapere di avere il virus. Nessuno si aspettava questi numeri. Cosa è successo? Cattiva informazione e gente eccessivamente preoccupata del lockdown hanno determinato una reazione smodata dopo il ‘liberi tutti’: potevamo fare ogni cosa, andare al mare, in spiaggia, partire, stare in luoghi affollati. Ma non potevamo permettercelo e il risultato è quello che stiamo vedendo”, ha spiegato.

Questo è un momento complicato per tutti noi. Il contatto con il positivo in questo momento, se è stretto, prevede l’autoisolamento a casa e poi l’esame diagnostico del tampone. Il tampone, però, fotografa la situazione del momento, non garantisce l’immunità. Ognuno di noi, quindi, deve mantenere comportamenti corretti sempre. E bisogna sottolineare che, in questo momento, abbiamo questo tipo di pressione perché non abbiamo mai smesso di curare anche i pazienti non Covid e continueremo a farlo finché potremo”, ha concluso Costa.

 

Covid-19: chiusi locali assessorato alla Scuola di Palermo

PALERMO – Domani 5 e dopodomani 6 novembre, gli uffici dell’assessorato all’Istruzione di via Notarbartolo saranno o chiusi in via precauzionale. La decisione è stata presa dopo che un dipendente in servizio ma assente da diversi giorni ha comunicato la positività al Covid-19. La riapertura dell’assessorato, dopo i relativi lavori di sanificazione, è prevista per lunedì 9 novembre.

Mensa scolastica a Palermo, riparte nel rispetto delle misure anti-Covid

In base alle Linee guida del Miur e del Ministero della Salute l’utilizzo dei locali adibiti a mensa nelle scuole è consentito nel rispetto del distanziamento fisico. Quindi, il pasto sarà consumato nelle aule o negli spazi utilizzati per le attività ordinarie, garantendo l’opportuna aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi prima e dopo i pasti.

Il Comune di Palermo ha riattivato ieri il servizio di refezione scolastica in undici scuole statali che hanno aderito al servizio. La somministrazione dei pasti è stata garantita a 416 allievi, nel massimo rispetto della sicurezza di bambine e bambini ed anche del personale. Nei prossimi giorni il servizio sarà attivo anche nelle altre scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado che hanno fatto richiesta. Complessivamente, per l’anno scolastico 2020/2021, la refezione è prevista, in 36 scuole. Si tratta delle Direzioni didattiche: Arculeo, De Gasperi, De Amicis, Gabelli, Garzilli, Monti Iblei, Partanna Mondello, Rosolino Pilo, Salgari, Alessandra Siragusa, Tomaselli; e degli Istituti comprensivi: Rita Atria, Borsellino-Amari, Buonarroti, Di Vittorio, Giovanni Falcone, Rita Levi Montalcini, Lombardo Radice, Maneri-Ingrassia-Don Milani, Manzoni-Impastato, Maredolce, Mattarella-Bonagia, Montegrappa Sanzio, Nuccio-Verga, Perez-Madre Teresa di Calcutta, Pestalozzi-Cavour, Pirandello-Borgo Ulivia, Principessa Elena, Russo-Raciti, Giuliana Saladino, Scinà-Costa, Sperone-Pertini, Uditore-Setti Carraro, Vittorio Emanuele III, Leonardo da Vinci, Politeama.

A preparare e consegnare il cibo alle scuole è la società ‘COT Ristorazione’, che vanta esperienza pluriennale, qualità certificata e professionalità per la fornitura di pasti con prodotti biologici. Dieci le diete speciali previste: in bianco, vegetariana, per affetti da morbo celiaco, allergie alimentari, poliallergia al pesce, favismo, diabete, fenilchetonuria, per allievi appartenenti alle comunità religiosa Islamica ed Ebraica.Altra novità riguarda la distribuzione dei pasti: avverrà in vaschette separate mono-porzione sigillate con fornitura di posate, bicchiere e tovagliolo monouso in materiale compostabile consegnati ad ogni allievo seduto al proprio posto. Per limitare l’aumento dei rifiuti in plastica, si potrà portare da casa una borraccia termica per l’acqua.

Per l’Amministrazione comunale confermare la refezione scolastica nonostante la pandemia rappresenta un traguardo importante perché il tempo mensa è un fondamentale momento di condivisione e socializzazione per bambine e  bambini  – afferma l’assessora Marano –  Le famiglie potranno lasciare i propri figli a pranzo a scuola senza timori sul pranzo in comunità poiché sarà garantita la sicurezza prevista dai Protocolli anti-Covid e, al contempo, verrà assicurata un’ampia varietà di pasti bilanciati, fatti con materie prime di qualità”.

Palermo-Catania, Sonetti: “Che dispiacere il derby in Serie C. I miei ricordi…”

Parola a Nedo Sonetti.

Diversi sono stati i temi trattati dall’esperto tecnico originario di Piombino, intervistato ai microfoni di ‘TuttoCalcioCatania’: dal derby di Sicilia Palermo-Catania, in programma lunedì sera fra le mura dello Stadio “Renzo Barbera”, alla sua esperienza sulla panchina rossazzurra. Sonetti, infatti, ha allenato la compagine etnea nella stagione 2004-2005, nel 2003 – invece – ha guidato proprio i rosanero.

“A parte le vicende calcistiche, sono stato bene in entrambe le città. Conservo ricordi molto belli e mi dispiace tanto vedere queste due squadre gloriose a livello nazionale giocare in Serie C. Mi auguro che le nuove proprietà e i rispettivi management siano all’altezza della situazione, soprattutto capiscano cosa vuol dire essere a capo di due società come Catania e Palermo”, sono state le sue parole.

CATANIA E NON SOLO – “Instaurai un ottimo rapporto con la gente di Catania e l’ambiente tutto. Ci furono dei confronti con i dirigenti ma la vita di noi allenatori spesso e volentieri è fatta di incontri con dirigenti autorevoli. Pellè? Notai che era un ragazzo che aveva delle ottime qualità. Quando era con me a Catania era giovanissimo, le priorità erano altre in quel momento. Sarei rimasto volentieri anche dopo. A Palermo invece facemmo una rimonta nel girone di ritorno. Perdemmo malamente l’ultima partita a Lecce ma fu una scalata eccezionale. Ricordo che c’erano le basi per poter fare qualcosa di importante l’anno successivo”.

COVID – “Una situazione del genere costituisce una novità per tutti. Non si erano mai verificate vicende nelle quali le squadre di calcio dovessero affrontare una pandemia così brutta e pericolosa. A parte le grandi pandemie di inizio secolo scorso, una situazione di questo tipo non era mai accaduta. È un problema veramente grosso. Si riesce ancora ad andare avanti con i campionati ma la situazione resta comunque anomala. Si deve combattere il virus e tutto ciò che scaturisce da esso, anche da un punto di vista di relazioni umane. Stadi vuoti? È triste, anche se le squadre si stanno battendo lo stesso con grande ardore. Senza il pubblico non c’è gusto e quell’adrenalina particolare che ti permette di fare le cose migliori, anche sotto l’aspetto tecnico”, ha concluso Sonetti.

 

Coronavirus, in Sicilia 416 posti in terapia intensiva entro il mese

Sono complessivamente circa 3600 i posti letto dedicati alle cure del Covid-19 in Sicilia previsti nell’incremento dell’assistenza sviluppato dall’assessorato regionale alla Salute e condiviso con il Comitato tecnico scientifico. I posti, individuati in strutture pubbliche e private di tutto il territorio siciliano, comprendono terapie intensive, degenze ordinarie e ricoveri in strutture dedicate alle cure in bassa complessità. Lo sviluppo del piano, fortemente voluto dal governo Musumeci, ricalca una proiezione dell’andamento epidemiologico per singole aree con una soglia di stress maggiorato rispetto all’attuale situazione pandemica nell’Isola, ma soprattutto tiene conto del mantenimento dell’assistenza sanitaria per le altre patologie non Covid. La Sicilia, infatti, è una delle Regioni che al momento non ha sospeso le cure diverse dal Coronavirus né ha ridotto gli interventi programmati.

Sono previsti due scaglioni temporali, 15 novembre e 30 novembre, entro i quali saranno approntati i posti letto da parte dell’Aziende del sistema sanitario regionale. In particolare le terapie intensive raggiungeranno, all’ultima scadenza, 416 posti dedicati esclusivamente al Covid a cui potranno aggiungersi posti di terapia sub-intensiva convertibili a seconda delle eventuali necessità. Le degenze ordinarie raggiungeranno 2384 ricoveri dedicati, mentre saranno 812 i posti letto a disposizione nelle strutture a bassa complessità.

Nei territori delle Città Metropolitane, particolarmente interessate dal contagio da Covid 19, sono previsti complessivamente 251 posti di terapia intensiva e 1502 per i ricoveri ordinari, la restante dotazione è stata distribuita nelle altre province della Sicilia.

A completare l’offerta sanitaria, anche il contributo delle strutture non ospedaliere dedicate alla pandemia. Sul modello dei Covid hotel, attivati dalla Regione Siciliana già nell’aprile scorso (adoperati da soggetti in quarantena o isolamento, migrati, turisti etc), è particolarmente significativo infatti l’apporto dei Centri per le cure a bassa complessità dedicati a quei pazienti che non necessitano di un ricovero in ospedale pur avendo bisogno di assistenza sanitaria. Tali strutture sono già operative in larga parte del territorio regionale e vanno ad integrare l’intera proposta studiata dalla Regione per fronteggiare l’emergenza.

Terapie intensive ricoveri ordinari cure a bassa complessità:

Ag 30 160 98, Cl 36 140 50, Ct 105 595 120, En 22 140 30, Me 39 236 110, Pa 107 671 280, Rg 33 152 32, Sr 26 170 50, Tp 28 120 42.

“Sono complessivamente 416 i posti letto di terapia intensiva che saranno attivati in Sicilia entro il 30 novembre, 2.384 quelli di degenza ordinaria e 812 quelli per i casi a bassa complessità”. Lo ha comunicato la presidente della sesta commissione dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine dell’audizione dell’assessore per la Salute Ruggero Razza sul potenziamento delle strutture Covid nell’isola.

“L’assessore Razza ha illustrato la pianificazione dei posti letto per i pazienti Covid già valutata positivamente dal Comitato tecnico scientifico regionale. Il piano individua tre livelli di complessità per affrontare la gestione dei pazienti che necessitano di cure ospedaliere. E’ stata prevista anche una pianificazione per la bassa complessità finalizzata a garantire un adeguato turn over nei reparti per acuti, valorizzando così l’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri e garantendo un utilizzo più adeguato delle risorse disponibili. La pianificazione è programmata in assenza del blocco dei ricoveri ordinari e delle normali attività di day hospital e ambulatoriali. Per quanto riguarda la programmazione del possibile ulteriore aumento dei posti letto necessari per terapie intensive può essere garantita dalla riconversione di sale operatorie”, ha concluso.

Nuovo Dpcm, Sicilia a rischio “arancione”: ecco cosa potrebbe cambiare da domani

A quale fascia di rischio apparterrà la Sicilia?

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che contiene nuove misure per cercare di contenere la seconda ondata di Coronavirus, entrerà in vigore domani, giovedì 5 novembre, e durerà fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, dalle prossime ore, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone verdi (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

Nelle prossime ore saranno indicate ufficialmente le regione per ogni fascia: la Sicilia, al momento, non sarà zona rossa, ma potrebbe collocarsi nella zona intermedia: l’arancione.

ZONA ARANCIONE – Sono quelle “caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto. E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati”; sono consentiti gli spostamenti necessari a garantire la didattica in presenza. “È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione”. Sono chiusi “bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio” e “fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Nelle zone arancioni (o gialle) si applicano anche le limitazioni previste in quelle verdi.

ZONA ROSSA – “È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati”. Sarà possibile entrare e uscire in e da una zona rossa soltanto per motivi di lavoro, salute o urgenza che vanno giustificati attraverso il modulo di autocertificazione. Chiudono gli esercizi commerciali, tranne alimentari, tabaccai, edicole, farmacie e parafarmacie. Parrucchieri, barbieri ed estetisti, invece, potrebbero rimanere aperti. Tutte le attività scolastiche si svolgono con didattica a distanza, ma rimane la possibilità di svolgere laboratori ed altre attività a scuola una tantum. Sono sospese tutte le attività sportive, ma è consentito svolgere attività motoria. Nelle zone rosse si applicano tutte le limitazioni previste anche nelle zone arancioni e in quelle verdi.

ZONA VERDE – Coprifuoco alle ore 22. Autobus e mezzi di trasporto nazionali, regionali e provinciali hanno una capienza del 50%. La didattica a distanza è prevista per tutte le scuole superiori; alle scuole elementari e medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. I bar chiudono alle 18, restano chiusi cinema, mostre e musei. Sono sospesi tutti i concorsi e nei fine settimana sono chiusi i centri commerciali.

REGOLE VALIDE PER TUTTI – Chiuderanno musei, mostre e luoghi di cultura. Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Didattica a distanza al 100% per le superiori. I corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza. Riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici, con esclusione del trasporto scolastico dedicato

Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Chiudono i corner per le scommesse e giochi ovunque siano. Sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica. Sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana. Nella pubblica amministrazione vanno assicurate le percentuali più elevate possibile di lavoro agile.

Reddito di cittadinanza, M5S: “Finalmente anche Palermo dà avvio ai PUC”

Finalmente anche il Comune di Palermo dà avvio ai PUC, ovvero ai Progetti di pubblica utilità, attraverso i quali i percettori del Reddito di Cittadinanza potranno mettersi al servizio della città per 8-16 ore a settimana, dimostrando di poter e saper dare un contributo concreto al miglioramento e all’ampliamento dei servizi per la collettività. La misura del RdC, voluta fortemente dal MoVimento 5 Stelle, si è dimostrata, soprattutto in questo periodo di emergenza da Covid-19, una rivoluzione epocale che ridà dignità all’uomo; una riforma indispensabile a sostegno delle persone in condizioni di disagio economico, poiché non ancora entrate nel mondo del lavoro, licenziate o con retribuzioni insufficienti al proprio e all’altrui sostentamento. I PUC dimostrano come il Reddito di Cittadinanza sia distante anni luce da quell’idea di sussidio che i detrattori hanno contestato, rappresentando piuttosto una misura di politica “attiva” del lavoro, come noi promotori avevamo da sempre affermato“. Lo hanno detto i Consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle a Palazzo delle Aquile, Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo e Concetta Amella.

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