Archives Maggio 2020

Bonus dipendenti per sbloccare cassa integrazione, il ministro Dadone: “Sono attonita”

Siamo in un momento delicatissimo per tutto il Paese e mi lascia attonita apprendere della richiesta di ulteriori bonus retributivi da parte dei sindacati dei dipendenti della Regione siciliana per lo sblocco delle pratiche sulla cassa integrazione in deroga“.

Così su Facebook il ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone: “Soltanto nell’isola circa 130 mila persone attendono l’erogazione di una così importante misura messa in campo dal governo. La pubblica amministrazione in queste settimane, come ho più volte detto, deve essere motore della ripartenza del Paese. E non può permettersi di avanzare col ‘freno a mano tirato’. Ho attivato quindi l’Ispettorato del Dipartimento Funzione Pubblica per avere chiarimenti in merito alla vicenda“.

Messina, il Sindaco De Luca: “Cig subito o vado a Palermo e occupo l’assessorato del lavoro”

Cateno De Luca non ci sta.

Se entro questa settimana non si sbloccheranno tutte le pratiche di cassa integrazione ancora ferme, andrò a Palermo ad occupare l’assessorato regionale del Lavoro“, ha affermato il Sindaco di Messina, a seguito della richiesta dei sindacati di versare ai funzionari del dipartimento lavoro 10 euro per ogni pratica di Cig esitata.

“Mentre decine di migliaia di lavoratori sono ancora in attesa della cassa integrazione per sfamare le proprie famiglie a Palermo si fanno trattative per dare più soldi ai dipendenti regionali. In questo difficile momento non si possono tollerare né le richieste di pizzo legalizzato fatte da chi tiene in scacco la pubblica amministrazione, né la debolezza di certi politici che amano il quieto vivere“, ha concluso Cateno De Luca.

 

Coronavirus, sette nuovi casi di Covid-19 in comunità alloggio a Caltanissetta

Sette persone di una comunità alloggio della provincia di Caltanissetta, tra operatori e ospiti, sono risultate positive al Coronavirus.

Lo ha annunciato è il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone. Sono risultati positivi due ospiti di una comunità per disabili di Mussomeli, tre ospiti di una casa di riposo di Delia e un ospite e un operatore di una casa di riposo di Montedoro. “Di questi solo l’ospite della casa di riposo di Montedoro è stato ricoverato al reparto di malattie infettive del Sant’Elia. Gli altri restano isolati all’interno delle strutture o a domicilio”, sono state le sue parole.

Caltagirone, sequestrata casa di riposo: 13 decessi per Coronavirus e 41 casi positivi

È stata sequestrata per “eseguire accertamenti al suo interno” la casa di riposo per anziani Don Bosco di Caltagirone.

Questo e’ il nuovo sviluppo dell’inchiesta per omicidio ed epidemia colposi aperti dal procuratore Giuseppe Verzera che, come atto dovuto, ha indagato ben cinque persone. Sono tredici gli ospiti deceduti dopo essere risultati positivi al nuovo Coronavirus, quarantuno, invece, le persone che si sono ammalate.

Cassa integrazione in deroga, Luca Sammartino (Iv): “Fallimento del governo Musumeci”

“La mancata assegnazione della cassa Integrazione in deroga in Sicilia dimostra ancora una volta tutto il fallimento del governo Musumeci. Ho sollevato da settimane, anche in V commissione, il tema, dove sono state esposte anche le legittime preoccupazione degli imprenditori e dei sindacati. Il presidente non ha saputo programmare per tempo e adesso scarica sui dipendenti regionali le sue responsabilità. Non è stato capace di trovare le soluzioni con le parti sociali e come sempre rincorre i problemi senza riuscire mai ad affrontarli”.

Così il parlamentare regionale di Italia Viva e presidente della Commissione Lavoro dell’Ars, Luca Sammartino. “Ci sono quasi 150 mila lavoratori che aspettano da due mesi e non è possibile assistere ad un continuo scarica barile di responsabilità tra la Regione e gli uffici. Basta con le polemiche, rischiamo che scoppi una bomba sociale. I siciliani sono stufi. Musumeci venga in aula a chiarire immediatamente”.

Coronavirus: Musumeci incontra parti sociali per avvio “Piano di ricostruzione”

Varare nel più breve tempo possibile un Piano regionale per la ricostruzione economica e sociale dell’Isola e per l’efficientamento burocratico. E’ questo l’obiettivo che intende perseguire il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che nel pomeriggio ha ascoltato, insieme agli assessori Gaetano Armao, Toto Cordaro, Roberto Lagalla, Antonio Scavone, Mimmo Turano, Alberto Pierobon e Manlio Messina, le organizzazioni di categoria, le associazioni datoriali e i sindacati.Oltre tre ore di riunione attorno a un tavolo virtuale, dal momento che l’incontro si è svolto in videoconferenza nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del contagio da Covid-19.

«L’obiettivo del governo – ha detto il presidente della Regione, in apertura dei lavori – è elaborare un documento condiviso per accompagnare questo periodo in Sicilia, a sostegno delle imprese, dei settori produttivi e dei lavoratori, ma anche snellire il più possibile i processi burocratici e accelerare la spesa pubblica destinata agli investimenti e alle infrastrutture».

Al termine del confronto, il governatore ha chiesto alle parti sociali di inviare entro il 12 maggio le proposte che saranno raccolte e sintetizzate da una speciale task force, guidata dal dirigente regionale Benedetto Mineo, creata per coordinare le misure finanziarie ed economiche necessarie a fronteggiare l’attuale crisi provocata dall’emergenza Coronavirus.

Presenti i rappresentanti di trenta sigle: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Confsal, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Sicindustria, Condindustria Catania e Siracusa, Confapi, Ance Sicilia, Legacoop, Confcooperative, Unicoop Sicilia, Unci Sicilia, Agci Sicilia, Casartigiani Sicilia, Confartigianato Sicilia, Cna, Claai Sicilia, Confcommercio, Federalberghi, Confesercenti Sicilia, Confimprese, Assoimprese e Anci Sicilia. Un confronto sereno, ma serrato durante il quale sono state rappresentate le istanze e le criticità che caratterizzano il tessuto produttivo isolano in quest’avvio di “Fase 2” dopo il lockdown del 9 marzo scorso.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti: Nico Torrisi di Federalberghi, Giuseppe Messina della Ugl, Giovanni Grasso di Confindustria, Francesco Picarella di Confcommercio, Nicolò Scaglione della Cisal, Alfio Mannino della Cgil, Vittorio Messina di Confesarcenti, Ettore Pottino di Confagricoltura, Sebastiano Cappuccio della Cisl, Claudio Barone della Uil, Gaetano Mancini di Confcooperative, Deborah Mirabella di Confapi, Francesco Ferreri di Coldiretti, Giuseppe Pezzati di Confartigianato, Piero Giglione della Cna, Maurizio Pucceri di Casartigiani, Filippo Parrino della Legacoop, Mario Attinasi di Assoimprese Sicilia, Giuseppe La Rosa dell’Ance, Rosa Giovanna Castagna della Cia Sicilia e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nella qualità di presidente dell’Anci Sicilia.

Migranti, nuovo sbarco a Lampedusa. Il sindaco: “Non sappiamo più dove metterli”

Nuovo sbarco di migranti a Lampedusa. Sono 156 le persone soccorse nella notte dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza a 10 miglia dall’isola. Sono 127 persone fuggite dal Bangladesh, 6 dal Marocco, 8 dal Pakistan, 3 dall’Egitto, 6 dal Sudan, 2 dalla Guinea, altrettanti dal Ciad, 1 dalla Tunisia e 4 partiti dalla Libia. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano è stata lasciata alla deriva. I migranti, dopo il trasbordo sui mezzi di soccorso, sono stati portati al molo Favarolo.

Dalla scorsa domenica, dunque, sono 422, complessivamente, i migranti sbarcati a Lampedusa. “Il mare è limpido e calmo. C’è bonaccia e il rischio è che gli arrivi di migranti continuino. Non sappiamo più dove metterli: verosimilmente una parte dei 220 che sono sul molo Favarolo andranno all’hotspot che è rimasto libero, mentre gli altri resteranno sul molo in attesa del trasferimento di domani”. Lo ha detto il sindaco di Lampedusa, Totò Martello. “So che al ministero delle Infrastrutture hanno aperto le buste per la nave-quarantena, ma ancora non conosciamo l’esito né che accadrà nei prossimi giorni. Solo dal ministero dell’Interno si fanno sentire e oggi ci hanno rassicurato sul fatto che attiveranno tutte le procedure possibili per fare arrivare rapidamente la nave-quarantena. Si parla tanto di ripartenza, sarebbe il caso che il ministro dell’Economia ogni tanto rispondesse alle lettere che gli arrivano da Lampedusa, se non altro per avere un riscontro. Non c’è solo la drammatica doppia emergenza coronavirus e immigrazione. C’è anche quella economica: Lampedusa è in ginocchio”.

Migranti: fermo amministrativo per nave Alan Kurdi a Palermo

La nave dell’Ong Alan Kurdi è stata sottoposta a fermo amministrativo dalla Guardia costiera al porto di Palermo. L’ispezione ha evidenziato diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere la sicurezza degli equipaggi e delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo. Inoltre, sarebbero state accertate anche alcune violazioni delle norme a tutela dell’ambiente marino. La nave è attraccata nel porto siciliano dopo il periodo di quarantena, successivo al trasferimento dei migranti che aveva soccorso, sulla nave Rubattino.

Coronavirus, all’Università di Palermo inizia la Fase 2: il piano e le parole del rettore

“Nel nostro Ateneo, grazie all’impegno di tutti, la gestione della prima fase dell’emergenza si è chiusa con un bilancio senza dubbio soddisfacente. Il sistema ha funzionato, lo confermano i numeri: gli esami di laurea con strumenti di videocomunicazione sono stati quasi tremila. Gli esami in modalità telematica sono stati 29 mila, il doppio rispetto alla stessa sessione dell’anno scorso quando se ne registrarono 14 mila. Le lezioni a distanza, che proseguiranno per tutto il semestre in corso, si stanno svolgendo con costanza e grande partecipazione”. Così il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, in un videomessaggio agli studenti, ringraziando “la comunità universitaria che si sta impegnando con generosità e attenzione. La generosità di tutti è stata dimostrata anche con i 110 mila euro donati al Policlinico con la raccolta fondi attivata dall’Ateneo e altre importanti donazioni”.

“Sulla fase post lockdown è stata avviata una riflessione di sistema molto ampia, a partire dal ministro dell’Università con il contributo di Crui, Cun e Cnsu, e a livello regionale con i rettori degli altri atenei siciliani, con l’obiettivo di individuare le azioni da intraprendere e le modalità che ci condurranno, progressivamente, al ritorno alla normalità. Sta iniziando adesso la ‘fase 2’ che si svolgerà con voglia di ripartire ma anche nel rispetto dei principi fondamentali: gradualità, tutela della salute e prudenza estrema – ha proseguito Micari -. Ho volto diversi incontri per definire le specifiche modalità organizzative dei settori in fase di apertura. In particolare, a partire dalla raccolta delle priorità segnalate della nostra comunità universitaria, abbiamo elaborato un cronoprogramma, che prevede alcuni step. Il primo è la riapertura, a partire da lunedì 11 maggio per docenti, ricercatori, assegnisti, dottorandi e dal 18 maggio per i laureandi con tesi sperimentale, dei laboratori di ricerca in possesso delle caratteristiche necessarie per rispettare le corrette disposizioni di sicurezza, in modo da potere fare riprendere i progetti di ricerca sperimentale. Dal 18 maggio puntiamo alla riattivazione del servizio di prestito e restituzione dei libri delle nostre biblioteche, molto importante per i nostri studenti. Prevediamo anche la riapertura delle aule per esami che prevedano necessariamente la prova scritta, nel rispetto totale delle distanze di sicurezza e delle necessarie azioni di pulizia e sanificazione. Gli esami orali e la discussione delle tesi si svolgeranno invece ancora in modalità a distanza”.

Inoltre, l’Università di Palermo, oltre alla sanificazione, fornirà guanti e mascherine protettive per chi svolgerà le attività in presenza.

Anniversari, il sindaco Orlando ricorda il giornalista Cosimo Cristina

Anche quest’anno doverosamente ricordiamo la figura di Cosimo Cristina, un coraggioso cittadino, un giovane giornalista, vittima della mafia, che ha operato come uomo di frontiera, in una Sicilia che assisteva in quegli anni spesso silente alle violenze mafiose“.

Lo ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando ricordando il giornalista Cosimo Cristina, ucciso il 5 maggio 1960. Cosimo Cristina fu tra i fondatori e direttore del periodico “Prospettive siciliane”.

Collaborò con il quotidiano L’Ora, Il Giorno di Milano, con l’agenzia Ansa, Il Messaggero di Roma e Il Gazzettino di Venezia. Sulle pagine da lui scritte c’erano interessanti resoconti di cronaca nera e giudiziaria, soprattutto quella riguardante i comprensori di Termini Imerese e Caccamo dove, in quegli anni, era molto forte la presenza mafiosa. Il corpo senza vita di Cristina fu trovato in prossimità della galleria Fossola.

Nel 2016 l’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Unione Cronisti, fece piantare un albero a lui dedicato al Giardino della memoria di Ciaculli.

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