Archives Maggio 2020

Fase 2, spostamenti in Italia ed Europa dal 3 giugno senza obbligo di quarantena: approvato il nuovo decreto

Dal 3 giugno via libera agli spostamenti tra le regioni e sarà possibile anche entrare in Italia dai Paesi dell’Unione europea senza obbligo di quarantena. Da lunedì prossimo, invece, saranno consentiti gli spostamenti all’interno del territorio regionale. E’ il decreto approvato nella notte dal consiglio dei ministri.

Dal 18 maggio, dunque, verranno meno le limitazioni agli spostamenti nella stessa Regione. Saranno consentiti gli spostamenti fuori Regione, fino al 2 giugno, solamente per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza e per motivi di salute. Viene consentito il rientro al proprio domicilio. Resta il divieto di assembramento, così come il divieto di uscire per chi è sottoposto al regime di quarantena o è positivo al Covid-19. Sparisce anche l’autocertificazione, che dovrebbe invece rimanere per gli spostamenti fuori Regione, almeno fino al 2 giugno.

Da lunedì 18 maggio riapriranno ristoranti, bar, negozi, spiagge. La distanza minima da rispettare nei ristoranti sarà quella di un metro (che si può ridurre in caso di barriere fisiche tra i tavoli), mentre la prenotazione sarà obbligatoria per parrucchieri e saloni di bellezza. La distanza di un metro deve essere rispettata anche in alberghi, agriturismi e altre strutture ricettive. Si dovrà sempre privilegiare strumenti di pagamento elettronico, anche per il turismo. Nei negozi di abbigliamento si dovranno utilizzare non solo le mascherine, ma anche i guanti monouso. In palestra la distanza minima sarà invece di due metri. Nelle spiagge la distanza da ombrelloni deve essere tale da prevedere una superficie di almeno 10 metri quadri per ogni ombrellone. Tra le sdraio ci dovrà essere una distanza minima di 1,5 metri.

Chi non rispetta i protocolli o le linee guida va incontro alla sospensione dell’attività economica fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Fase 2, il presidente Musumeci: “Sicilia pronta a un ritorno dei contagi”. E sul caos spiagge…

“Le distanze sociali nelle spiagge libere sono un vero problema, bisogna ammetterlo. Alcuni operatori balneari dicono che l’applicazione rigorosa delle indicazioni dell’Inail rendono assolutamente inutili la riapertura. Altro sono disponibili a rispettare alcuni limiti”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una intervista all’Adnkronos. “Per firmarla aspetto le nuove linee guida del Governo. Insomma, bisognerebbe trovare una giusta soluzione per tutti. Intanto non dobbiamo dimenticare che siamo in piena emergenza epidemica. E, purtroppo la paura è scomparsa, la paura è finita. E questo è un dato di fatto. Dall’altro lato, ci aiuta a ricominciare a ripartire, a tornare alla normalità. Anche se la nostra normalità piena arriverà solo quando arriverà il vaccino, e purtroppo voci sempre più insistenti sostengono che in autunno il virus tornerà virulento e che le condizioni cambieranno tra qualche mese”.

“Se la Sicilia sarebbe pronta ad un ritorno dell’aumento del contagio? Certo che è pronta, ormai conosciamo il nemico, sappiamo come neutralizzarlo, non ancora come sconfiggerlo. Le distanze da tenere? Può sembrare una distanza ragionevole quella di tre quattro-metri tra un ombrellone l’altro. Il tema è: una volta arrivati a mare chi pensa a fare mantenere le distanze? La spiaggia libera è davvero un problema e sarebbe un onere pesante per i Comuni farsi carico della gestione delle spiagge libere, me ne rendo conto. Ma c’è il rischio che senza vigilanza si possa vanificare ogni regola di cautela, quindi stiamo aspettando che da Roma arrivi una riproposizione di regole, insomma un protocollo che sia un po’ più flessibile, anche un po’ più ragionevole e capace di potere coniugare gli interessi che oggi appaiono contrastanti”, ha proseguito.

“Abbiamo voluto rispettare le norme nazionali perché riteniamo che in questo momento i conflitti non servano e trasmettono una immagine poco edificante delle situazioni. Ora, però rivendichiamo un minimo di autonomia. Sono ottimista, finora l’autonomia delle Regioni era per restringere le misure nazionali, ora invece da qualche giorno chiediamo che l’autonomia delle Regioni possa essere esercitata per aprire piuttosto che per chiudere. Sono convinto che serva a tutti. Se ci danno le linee generali entro cui muoverci sapremo adottare le specificità. Ora si apre la fase più difficile nella quale tutti, gli amministratori e i cittadini, dobbiamo riuscire a trovare il giusto punto di equilibrio tra la voglia di ripartenza e la voglia di non tornare indietro. E’ una fase nella quale deve prevalere il senso della responsabilità, tenuto conto che il virus e quindi il nemico è ancora in mezzo a noi, invisibile e a quanto pare invulnerabile. I siciliani si sono improvvisamente iscritti a due grandi partiti: da un lato al partito del ‘presidente riapra tutto’ e dall’altro a quello che diceva ‘presidente chiuda tutto’, naturalmente io non mi sono iscritto né all’uno né all’altro partito, ma ho cercato di mediare e di coniugare le esigenze degli uni e degli altri. C’è stato un grande senso di responsabilità da parte della gente, tranne qualche sparuta minoranza di sciagurati e alla fine la linea della fermezza e del rigore ha premiato”, ha concluso Musumeci.

Fase 2, l’annuncio di Musumeci: “Da lunedì la Sicilia riapre, da Roma il via libera”

La notizia era nell’aria, adesso è ufficiale: nella giornata di lunedì, in Sicilia, riapriranno le attività del commercio al dettaglio, quelle dei servizi alla persona (parrucchieri, barbieri ed estetisti), i bar e la ristorazione. Ad annunciarlo, dopo un incontro tra i governatori e il premier Giuseppe Conte, è stato il presidente Nello Musumeci.

“Roma ha finalmente condiviso le proposte contenute nel documento unitario delle Regioni presentato oggi pomeriggio. Pertanto, lunedì apriranno: le attività del commercio al dettaglio, i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti), i bar e la ristorazione. Per le altre attività il governo non ha dato il disco verde, ma contiamo, noi governatori, di ottenere, già nelle prossime ore, la necessaria autonomia per decidere su ulteriori riaperture. Abbiamo, inoltre, chiesto e ottenuto che le misure di protezione da adottare nelle attività autorizzate da lunedì siano meno restrittive rispetto a quelle proposte dall’Inail. Non appena il governo Conte emanerà i provvedimenti annunciati, firmerò la necessaria ordinanza. Penso si possa fare tutto sabato”, ha detto il governatore.

Coronavirus, apertura domenicale panifici: le parole del presidente VI commissione consiliare

“A seguito di diverse segnalazioni giuntemi da esercenti del settore panificazione, che lamentano di essere stati ingiustamente sottoposti ad accertamenti amministrativi e sanzionati dalle forze dell’ordine in quanto gli si contestava il diritto all’apertura domenicale, ho chiesto all’amministrazione comunale chiarimenti in merito. Non è concepibile sanzionare le attività commerciali a causa della confusione legislativa che si è venuta a creare, ed è pertanto necessario fare assoluta chiarezza e dare attente informazioni alle pattuglie che operano in strada. La Regione Siciliana ha di recente fornito chiarimenti che eliminano ogni dubbio interpretativo permettendo l’apertura domenicale, solo per il domicilio e l’asporto, per tutte le attività di produzione da forno, fra cui certamente rientrano i panifici. Auspico vivamente che si evitino ulteriori malintesi che rischiano solo di penalizzare ulteriormente le attività commerciali già in sofferenza”. Lo ha dichiarato il presidente della VI commissione consiliare, Ottavio Zacco.

Polemica Lega – Darawsha, Orlando: “Musumeci esprima dissenso”

Orlando critica Musumeci per la scelta dei beni culturali alla Lega? Proprio lui che all’assessorato alla cultura a Palermo ha messo un medico palestinese“, questa dichiarazione del gruppo della Lega Palermo ha scatenato le reazioni di diversi consiglieri a Sala delle Lapidi e del Sindaco stesso.

I contenuti e i toni espressi da esponenti del partito di Matteo Salvini nei riguardi dell’assessore comunale Adham Darawsha confermano i motivi di preoccupazione e critica per il coinvolgimento di esponenti di quel partito alla guida dei Beni Culturali della Regione Siciliana. Chiedo al Presidente Musumeci di esprimere un dissenso rispetto a quanto avvenuto, e nei confronti di un partito che si accinge ad occupare quell’assessorato“, ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Nel rivolgere un attacco personale al Sindaco i consiglieri leghisti, secondo la peggiore e ben collaudata tradizione razzista della lega Nord, colpiscono l’assessore Darawsha, reo di essere “un medico palestinese” che non rappresenterebbe, così come l’assessorato alle culture,“la nostra identità e le nostre radici europee, occidentali e cristiane”. Ai colleghi leghisti ci limitiamo a ricordare che Palermo è una colonia della tunisina Cartagine, a sua volta fondata dai Fenici originari del Libano, e che ha un debito di bellezza con Bizantini, Arabi e Normanni per i monumenti che, soprattutto negli ultimi anni e con il titolo di capitale della cultura, hanno fatto registrare una straordinaria presenza turistica. Piaccia o no ai Leganordisti di casa nostra, Palermo ha radici arabe e islamiche, che hanno lasciato tracce ben visibili nelle sue opere artistiche oltre che in tutti i suoi cibi tipici e nella stessa lingua siciliana. Per cercare sedicenti radici europee, occidentali e cristiane forse i colleghi farebbero meglio a oltrepassare il Po. Esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà all’Assessore Darawsha, che rappresenta e avvalora al meglio le nostre ricche e varie “identità” multiculturali“, hanno dichiarato i consiglieri di Avanti Insieme Valentina Chinnici, Paolo Caracausi, Massimo Giaconia, Toni Sala, Claudia Rini.

Se non fosse di una tristezza infinita, avremmo tutte le ragioni per ridere anche noi della dichiarazione dei consiglieri leghisti del Comune di Palermo che accusano il sindaco Orlando di “sacrificare la nostra identità e le nostre radici europee, occidentali e cristiane” per avere nominato all’Assessorato alle Culture il medico palestinese Adham Darawsha – dichiarano i consiglieri Milena Gentile e Rosario Arcoleo congiuntamente al Segretario del Pd provinciale, Rosario Filoramo.

Attaccando l’Assessore Darawsha non per il suo operato ma per le sue origini palestinesi, rivelano di non conoscere la vera Identità multiculturale della Sicilia. Ci dispiace che non sappiano che i Palermitani sono molto più vicini culturalmente e storicamente al mondo arabo che a quello padano. Proprio l’eccezionale contaminazione tra l’arte araba, normanna, bizantina ed ebraica ha sortito quello straordinario risultato che è valso a Palermo il riconoscimento mondiale dell’Unesco. Un coacervo di Culture totalmente estraneo alle presunte origini della Padania. Non dimentichiamo che la lega di oggi è la stessa che ha prodotto la ben nota legge Calderoli che ha distolto fondi destinati al Meridione per dirottarli al nord. E i Siciliani questo lo devono sapere!“- affermano i consiglieri del Pd.

Infine, ricordiamo ai Siciliani che questi signori sono stati eletti in altre liste e altri partiti e nella speranza di avere più potere saltando sul carro dell’apparente vincitore, ora si trovano a subire la mortificante nomina di persone inadeguate ai ruoli e offensive della dignità dei Siciliani” – concludono i consiglieri Gentile e Arcoleo.

Seneca diceva che quando facciamo entrare il nemico a casa nostra, credendo di poterne contenere la presenza, alla fine ne rimaniamo schiavi. Questa metafora ben si adatta a tutti quei politici locali che prendono in prestito dichiarazioni discriminatorie che non ci appartengono, pur sedendo negli scranni prossimi al Paradiso islamico raffigurato nel soffitto della Cappella palatina accanto ai simboli della cristianità”- conclude la Consigliera Milena Gentile anche a nome dell’associazione Emily Palermo che presiede.

Morte Bosso. Il cordoglio del sindaco Orlando e assessore Darawsha

Un uomo che non soltanto con la musica ha comunicato un grande impegno umano e sociale, il valore educativo delle arti. Del suo sorriso sentiremo tutti la mancanza“, lo hanno detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e l’Assessore Darawhsa commentando la scomparsa di Enzo Bosso.

Con Enzo Bosso il mondo della cultura perde una figura straordinaria. Non solo un artista di rara sensibilità, ma un uomo che durante la sua purtroppo breve vita ha trasmesso i valori universali del dialogo e dell’incontro fra persone e culture“, hanno concluso.

Cultura, Musumeci: “Ventidue milioni per riqualificare i musei”

Nove musei regionali si rifanno il look per essere adeguati agli standard di qualità internazionali. Lo ha deciso il governo Musumeci che ha deliberato lo stanziamento di 22 milioni di euro, quale avvio di un “Piano regionale per la riqualificazione della rete museale siciliana“.

Gli interventi riguarderanno: il miglioramento e l’abbellimento infrastrutturale, ma anche l’installazione di nuovi allestimenti, impianti di illuminotecnica e sistemi digitali per la fruizione e la valorizzazione delle collezioni.

«Parecchi nostri musei – sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci sono ricchi nel contenuto, ma appaiono superati nell’allestimento, nelle dotazioni tecnologiche e nei servizi. Alcuni non sono neppure dotati di servizi igienici adeguati. Non è possibile tutto questo per una terra che punta a fare del turismo culturale il segmento trainante. Dopo anni di chiacchiere, la Regione interviene con risorse concrete e con progetti all’avanguardia. E’ solo l’inizio di un Piano che coinvolgerà tutti i musei di proprietà regionale e non escludiamo un possibile bando per gli altri spazi museali».

Gli spazi museali che saranno sottoposti ai lavori coinvolgono, in questa fase, sei province dell’Isola: il Museo archeologico di Aidone, in provincia di Enna; il Museo archeologico di Gela, nel Nisseno; l’Antiquarium e il Museo “Pirri Marconi” nel Parco archeologico di Himera a Termini Imerese, nel Palermitano; il Museo d’Arte moderna e contemporanea di Palermo; il Museo delle Solfare “Trabia Tallarita” di Riesi, in provincia di Caltanissetta; il Museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa; il Museo “Agostino Pepoli” di Trapani; il Museo interdisciplinare di Messina.

Il governo regionale ha deliberato pure di trasformare la Chiesa di Santa Margherita di Sciacca in auditorium con lavori di restauro e adattamento, su progetto della Soprintendenza di Agrigento.

Turismo: la Giunta approva il progetto “Smart Panormus”

Il progetto “Smart Panormus” mira a sostenere le finalità di fruizione integrata delle risorse culturali e naturali nonché la promozione delle destinazioni turistiche.

In particolare, tenuto conto dell’affermarsi di nuovi circuiti turistici definiti a seguito dell’itinerario Palermo Arabo Normanno, tra i siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità, sono stati individuati nel percorso arabo normanno e zone limitrofe livello I, nonché il territorio della Costa SUD e le Borgate Marinare quali principali attrattori sui quali intervenire.In linea con gli indirizzi e le strategie di intervento elaborate a livello regionale, gli interventi individuati dal progetto si sviluppano lungo due direttrici prioritarie di intervento: la riconoscibilità territoriale ed i servizi di accompagnamento.È stata inviata alla Regione una istanza per il finanziamento del progetto “Smart Panormus”, approvato dalla Giunta comunale con la deliberazione n. 100 delll’11 maggio scorso.

L’elaborato, frutto dell’attività di progettazione e coordinamento svolta dal Settore Sviluppo Strategico in sinergia con gli uffici della Mobilità Urbana, rientra nell’ambito dell’AGENDA URBANA – PO FESR 2014-2020 – Azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile, Comuni di Palermo – Bagheria. Asse Prioritario 6 – “Tutelare l’Ambiente e Promuovere l’uso Efficiente delle Risorse” -Azione 6.8.3 – “Sostegno alla fruizione integrata delle risorse culturali e naturali e alla promozione delle destinazioni turistiche”.

Perimetrare attorno ai Grandi Attrattori, collegandoli in un unicum organico e funzionale, un più ampio bacino territoriale idoneo a costruire un’offerta turistica complessa valorizzando gli elementi di collegamento, la visibilità turistica, le filiere di servizi;Riconoscibilità Territoriale, mediante azioni volte a: Servizi di accompagnamento, mediante azioni volte a:

–  Caratterizzare, all’interno di ciascun perimetro, specifici elementi nodali di riferimento e connotazione del contesto anche attraverso l’installazione di servizi tecnologici in grado di migliorare l’integrazione, la visibilità e la fruizione dei servizi da parte dei visitatori (aree wifi con servizi dedicati, installazioni di realtà aumentata, ecc.).

– Migliorare la “brandizzazione” dei contesti e per la visibilità dei servizi in logiche di eTourism;

–  Rendere disponibili servizi per la fruizione della mobilità dolce (servizi bike sharing) in modo sincronizzato e funzionale al raggiungimento delle aree di interesse ed alla fruizione dei percorsi e del patrimonio culturale, storico e ambientale in essi presente;

La spesa complessiva, in caso di finanziamento del progetto a totale carico del PO FESR 2014/2020, ammonta a € 1.865.587,32 e precisamente:

  • Azione 1 – E- TURISM € 746.255,84 (Affidamento in house alla Sispi )
  • Azione 2 – MOBILITA’ SOSTENIBILE- AMPLIAMENTO SERVIZIO BIKE SHARING € 746.255,84 (Gara e-procurement)
  • Azione 3 – ARREDO E DECORO URBANO € 373.075,64 (Gara e- procurement).- Garantire servizi di arredo urbano a supporto dei nuovi itinerari.

Coronavirus, i sindaci delle 4 ex zone rosse non ci stanno: “Ignorati dal DL rilancio”

I sindaci dei comuni di Salemi (Trapani), Villafrati (Palermo), Agira e Troina (Enna), dichiarati zone rosse a causa dell’emergenza Coronavirus, esprimono “stupore, delusione e rabbia” dopo avere appreso che i propri territori “non sono stati presi in considerazione dal governo nazionale” per le misure di sostegno economico decise nell’ambito del ‘Decreto Rilancio’. I primi cittadini – Domenico Venuti (Salemi), Franco Agnello (Villafrati), Maria Gaetana Greco (Agira) e Sebastiano Venezia (Troina) – a fine aprile avevano inviato una lettera al premier Giuseppe Conte per chiedere l’assegnazione di risorse aggiuntive, con l’obiettivo di mitigare gli effetti economici del blocco totale delle attività fino al 4 maggio. “Nonostante quella richiesta la Sicilia è stata ignorata ed esclusa da un sostegno economico che invece è stato garantito ai comuni ricadenti nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. Giusta la decisione del governo di stare accanto alle popolazioni del nord più colpite, alle quali anche noi ci sentiamo idealmente vicini per il dramma vissuto in termini di perdite umane, ma allo stesso tempo ci chiediamo perché l’esecutivo abbia voluto escludere le ex ‘zone rosse’ della Sicilia e di altre regioni italiane da un aiuto economico che potrebbe dare la speranza di una reale rinascita economica dopo l’epidemia”. I quattro sindaci chiedono quindi che “tutti i comuni italiani dichiarati ‘zona rossa’ durante la fase più acuta dell’epidemia possano ricevere attenzione da parte dello Stato”.

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