Archives Aprile 2020

Coronavirus, il Ministero autorizzata la vendita di piante e fiori

Secondo le vigenti norme legate alle restrizioni per la emergenza Covid-19 è consentita l’attività dell’intera filiera relativa alla produzione, al trasporto e alla commercializzazione dei prodotti agricoli, tra i quali rientrano anche i semi, le piante e fiori ornamentali, le piante in vaso, i fertilizzanti ecc.

E’ questa la sintesi di una lettera inviata dal ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova in risposta ad un quesito posto dal Comune di Palermo circa la possibilità di vendita di piante e fiori.

Palermo, al via da domani la quinta edizione de “La Via dei Librai”.

Prenderà il via domani, giovedì 23 aprile – con il saluto inaugurale dell’assessore comunale alle Culture, Adham Darawsha – per concludersi lunedì 27 aprile, la quinta edizione de “La Via dei Librai”.

La manifestazione, co-promossa dal Comune di Palermo, quest’anno avrà luogo solo on line a causa dell’emergenza covid-19. Quindici gli appuntamenti quotidiani, divisi per fasce orarie e sezioni, con i contributi di biblioteche, musei ed enti culturali. Poi toccherà ad autori, editori, librai e scrittori. In programma anche le letture pomeridiane e serali e uno spazio per bambini.

“Una bella manifestazione, che in questi anni ha animato il Cassaro e il centro storico – dichiarano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alle Culture Adham Darawsha – deve purtroppo lasciare lo spazio fisico per quello virtuale, ma non per questo sarà meno coinvolgente e interessante. Grazie di cuore a quanti, dalle istituzioni ai semplici cittadini, hanno voluto rendere possibile questo interessante esperimento di cultura condivisa online, che siamo certi raccoglierà successo e interesse”.

I canali ufficiali sui quali sarà possibile seguire le iniziative sono la pagina Facebook La Via dei Librai ed i siti internet www.laviadeilibrai.it   e www.ballarosignificapalermo.it

Coronavirus, il bollettino in Italia del 23 aprile: 106.848 positivi, salgono a 57.576 i guariti

Il Dipartimento di Protezione Civile, come di consueto, ha emesso alle ore 18:00 il bollettino ufficiale sulla situazione della diffusione e del contagio del coronavirus nel nostro Paese. Questi i dati reali aggiornati ad oggi, mercoledì 23 aprile 2020.

Totale casi: 189.973

Attualmente positivi: 106.848 (-851)

Decessi: 25.549 (+464)

Guariti: 57.576 (+3033)

Terapia intensiva: 2267 (-117)

Tamponi: 1.579.909 (+66.658)

Ricoverati con sintomi: 22.871 (-934)

Isolamento domiciliare: 81.710 (+200)

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 23 aprile: calano ancora i contagi, aumentano i guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi 23 aprile. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 62.150 (+3.418 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.926 (+43), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.301 persone (+14), 412 sono guarite (+24) e 213 decedute (+5). Degli attuali 2.301 positivi, 510 pazienti (-25) sono ricoverati – di cui 34 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.791 (+39) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Palermo, tolti i cassonetti in via Paruta. Rap: “Usati per conferimenti illeciti, anche di materiali pericolosi”

“La decisione di rimuovere la postazione di cassonetti è scaturita – spiega il presidente di RAP Giuseppe Norata – dalla volontà di combattere i comportamenti illeciti che non soltanto creano degrado con gravi rischi per l’ambiente e la salute dei cittadini, ma diventano un costo, eccessivamente oneroso, per l’Azienda, in termini di mezzi e uomini.”

La Rap informa che, dopo una attenta valutazione, ha provveduto alla rimozione dei cassonetti di via Paruta all’incrocio con via Palmerino, diventati oggetto di abbandoni di rifiuti di ogni genere e soprattutto provenienti da comuni limitrofi (per esempio Monreale) e da una migrazione interna dalla zona di Molara verso Paruta.

L’Azienda dopo avere bonificato e sanificato il sito, in turno notturno, ha provveduto a transennare l’area ed ad istallare il necessario per la video sorveglianza della zona, adeguatamente segnalata da un cartello informativo di divieto assoluto di conferire rifiuti e l’ammonimento per l’applicazione delle sanzioni amministrative previste.

Per il Sindaco si è trattato di “un provvedimento necessario per arginare un fenomeno incivile di cui sono vittime la città e i cittadini di Palermo, quello della migrazione dei rifiuti prodotti nei Comuni limitrofi, che ha costi altissimi per la collettività. L’aumento esponenziale dei rifiuti indifferenziati provenienti da altri Comuni fa infatti diminuire la percentuale di raccolta differenziata e fa aumentare i trasporti verso altre discariche, quindi con altri costi per la RAP.”

Oltre agli interventi di pulizia su via Paruta, Rap è intervenuta, tra ieri notte e stanotte, in via Celona/ Centorbe, via Di Stefano lato Forum, via Aloi, via Falsomiele altezza Aloi, via Falsomiele altezza centrale Enel.

Il sito sarà ulteriormente sottoposto a controlli da parte della Polizia Municipale, che nel corso degli anni proprio in quel punto ha già elevato decine di contravvenzioni per abbandono fuori orario e/o fuori dai cassonetti, soprattutto da parte di residenti in altri Comuni.

Catania, intensificati i controlli della Guardia di Finanza: sanzionate 53 persone

Sanzionate dalla Guardia di Finanza di Catania 53 persone.

I controlli, intensificati nei giorni scorsi, per verificare l’effettivo adempimento delle norme a tutela della salute pubblica emanate dalle Autorità di Governo nazionale e regionale si sono concentrati anche in mare e lungo le coste. L’ispezione e stata eseguita con la motovedetta V2067 della Sezione operativa navale che ha sanzionato tre appassionati di pesca sportiva a bordo di natanti, 1 nelle acque antistanti il porto di Ognina e 2 nel porto di Catania.

Sulla costa invece il monitoraggio è stato effettuato con lo scopo di dissuadere gli appassionati della tintarella, che si ritrovano spesso a San Giovanni Li Cuti o in altri splendidi luoghi della scogliera etnea. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Rischio scarcerazione per Boss mafiosi, Candiani e Gelarda (Lega):”Fatto gravissimo che colpisce al cuore i siciliani”

Lo dichiarano il segretario regionale della Lega Stefano Candiani, già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, che è intervenuto oggi in Senato sulla vicenda, e Igor Gelarda, capogruppo al consiglio comunale di Palermo, che è anche un appartenente alla Polizia di Stato.

“Il pericolo che vengano scarcerati boss mafiosi a causa dell’emergenza del covid-19 è qualcosa di inconcepibile. È qualcosa che va a colpire al cuore la dignità dei siciliani e dei palermitani in particolare”.

“Senza considerare – concludono – che queste scarcerazioni, con invio ai domiciliari, costituiscono un affronto nei confronti di quei magistrati e quegli uomini e donne in divisa che hanno pagato con il proprio sangue la lotta alla mafia”.

“Una terra – sottolineano Candiani e Gelarda – che non solo ha pagato un altissimo tributo di sangue a causa della criminalità organizzata, in termini di vittime innocenti, ma ne ha anche subito una lesione di immagine incalcolabile. Una decisione che fa torto a quei milioni i siciliani che sono sempre state persone perbene e hanno contribuito, con il loro lavoro e con le loro intelligenze, a rendere grande questa Nazione”.

Messina, il Sindaco De Luca attacca Musumeci: “Supermercati chiusi nei festivi? È incapacità amministrativa”

Cateno De Luca attacca il governatore Nello Musumeci.

In una lunga lettera indirizzata proprio al presidente della Regione Siciliana, il sindaco di Messina, chiede la modifica dell’art. 7 dell’Ordinanza n. 17 del 18 aprile 2020, ossia la possibilità per gli esercizi di vendita dei prodotti alimentari di restare aperti nelle giornate della domenica e nei festivi, mantenendo inoltre il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari: “Non posso che manifestare la mia sorpresa a riguardo. Non comprendo le motivazioni che abbiano indotto il Presidente Musumeci a dire una cosa in video e farne un’altra negli atti. Le disposizioni introdotte con la sua ultima ordinanza in merito alla disposta chiusura di tutte le attività commerciali nei giorni di domenica e nei giorni festivi del 25 aprile e dell’1 maggio parla chiaro: è rivolta a tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, fatta eccezione per le farmacie e le edicole, ammettendo la possibilità del servizio a domicilio per i prodotti alimentari e per il combustibile ad uso domestico o di riscaldamento. Perché allora in video far credere ai siciliani che ha allentato la morsa addirittura anticipando Conte? Nel disporre la chiusura nei giorni festivi e nelle giornate di domenica, forse non le è stato rappresentato che il 25 aprile cade di sabato e che, in tal modo, la chiusura si protrarrà per due giorni consecutivi, replicando la stessa situazione che si è verificata nelle festività pasquali allorché, per effetto sempre delle sue disposizioni, gli esercizi di vendita di generi alimentari sono rimasti chiusi sia nel giorno di Pasqua che nel Lunedì dell’Angelo, ingenerando nei due giorni precedenti alla chiusura fenomeni di assembramento davanti ai supermercati e lunghe code di clienti in attesa di entrare”.

“La soluzione adottata in quell’occasione dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile, consistente nell’accordare la facoltà ai supermercati di stare aperti fino alle ore 23 della giornata del sabato a mio avviso è stata peggiore del male che si voleva evitare, perché comunicata la notte del venerdì santo, rendendo impossibile l’organizzazione di un terzo turno di personale. E in ogni caso, mi permetto di osservare che simili disposizioni, peraltro comunicate con una circolare della Protezione Civile diffusa nella tarda serata del giorno prima, dimostrano una sostanziale incapacità amministrativa le cui conseguenze si riverberano sempre sulle istituzioni locali e sui cittadini. D’altro canto l’avere previsto che nei medesimi giorni di chiusura è consentito il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari, costituisce una misura alternativa che non consentirà certamente agli utenti di soddisfare la loro richiesta, ma esporrà comunque i lavoratori all’espletamento dei turni di lavoro e dunque non raggiungerà neppure l’effetto di evitare gli spostamenti nel territorio comunale”, ha concluso De Luca.

Rezza (ISS): “Vacanze solo locali, il virus non si spegnerà da solo. Vaccino? Ci vorranno mesi”

“Io non credo che questo virus si spegnerà da solo. Si infetterà nel momento in cui avrà infettato tantissime persone. Neanche la sars si è spenta da sola. Si è spenta grazie a interventi di isolamento e quarantena incredibili”, così il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, intervenuto ai microfoni di Rai Radio2.

“Tutti vorremmo andare anche un po’ in vacanza, è stato un anno molto duro. Bisogna capire come evolverà dal punto di vista epidemiologico questo virus. Poca gente ha programmato le vacanze, questo è un peccato, il nostro è un Paese splendido. Difficilmente ci sarà un turismo straniero, forse pochi italiani andranno all’estero e pochi stranieri verranno da noi sperando che si possa andare in vacanza. Ovviamente in modo prudente, distanziato, consapevoli che saranno delle vacanze locali. Il vaccino? Sembra che si stiano abbreviando i tempi e che l’iter stia andando più velocemente. Ci vorranno comunque mesi, sperando comunque che i vaccini che sono ora in fase di test siano sicuri ed efficaci“, ha concluso Rezza.

 

Catania, aggiudicata gara progettazione diga Pietrarossa, opera incompiuta dal 1990

Un altro passo avanti per completare, dopo vent’anni, la più grande incompiuta del sistema idrico siciliano: la diga di Pietrarossa, a cavallo delle province di Catania ed Enna. L’iter avviato dal governo Musumeci, infatti, entra nel vivo. Il dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti ha aggiudicato, in via provvisoria (con un ribasso del 41,67 per cento, su importo a base asta di 4,2 milioni di euro), la gara per la progettazione definitiva ed esecutiva e la direzione dei lavori al raggruppamento Hmr. Si tratta del secondo step per arrivare all’ultimazione di un’opera ritenuta strategica per garantire un adeguato rifornimento d’acqua ai territori della Piana etnea.

La diga, una volta ultimata, incrementerà di circa 35 milioni di metri cubi i volumi idrici accumulabili negli invasi siciliani. L’opera riuscirà a salvaguardare le riserve della “Don Sturzo” e garantirà acqua a diciassettemila ettari di terreni, più del doppio di quelli attualmente raggiunti. Secondo il cronoprogramma del governo regionale, nel giro di alcuni mesi sarà pronto il progetto, poi scatterà la procedura per l’approvazione da parte degli organi competenti che impegnerà circa un anno. Nella primavera del 2021 partirà la gara per i lavori.
«Si procede a tappe forzate – afferma il presidente della Regione Nello Musumeci – al di là del minimo dei tempi tecnici imposti dalle procedure, per completare l’impianto e mettere la parola fine ai disagi con i quali, per tanti anni, migliaia di agricoltori sono stati costretti a convivere. Voglio rivolgere un ringraziamento al dirigente generale del dipartimento Salvo Cocina per il rispetto dei tempi previsti, da parte dei suoi uffici».
La posa della prima pietra risale al 1990, i lavori furono bloccati sul finire – quando mancava solo una minima parte da ultimare – a seguito del ritrovamento di reperti archeologici. Si aprì, quindi, un “conflitto” tra chi sosteneva dovessero prevalere gli interessi archeologici e chi dava priorità a salvaguardare l’opera. Dopo diversi anni, il commissario straordinario per l’emergenza idrica, con il contributo del Servizio nazionale dighe, e una successiva delibera della giunta regionale hanno risolto la questione dimostrando che gli interessi erano conciliabili e quindi si poteva procedere in favore della ripresa dei lavori. La diga nel frattempo era stata sequestrata.Dopo vent’anni è stato Palazzo Orleans a riavviare l’iter, firmando lo scorso anno un accordo col ministero delle Infrastrutture che ha trasferito alla Regione Siciliana i sessanta milioni necessari a rendere operativa la struttura.
«Si tratta di un’opera imponente – dice l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon – lunga circa milleduecento metri, che contribuirà a soddisfare le esigenze degli agricoltori, piuttosto che rimanere eterna incompiuta con un incredibile spreco di denaro».

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