Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 23 aprile: calano ancora i contagi, aumentano i guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi 23 aprile. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 62.150 (+3.418 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.926 (+43), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.301 persone (+14), 412 sono guarite (+24) e 213 decedute (+5). Degli attuali 2.301 positivi, 510 pazienti (-25) sono ricoverati – di cui 34 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.791 (+39) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, cinque nuovi contagi nel palermitano: primi casi a Casteldaccia e Castelbuono

A Palermo, secondo l’ultimo aggiornamento della Regione Siciliana, sono cinque i nuovi casi di Coronavirus. E primi contagi a Casteldaccia e a Castelbuono.

Si tratta di persone rientrate nell’ultimo mese in Sicilia. Nel dettaglio, il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, ha comunicato su Facebook la positività al tampone di due giovani, le cui condizioni non destano preoccupazione. I ragazzi, subito dopo il loro ritorno nell’Isola, sono stati messi subito in quarantena. Al termine del periodo di isolamento previsto dalla legge sono stati effettuati, dai sanitari dell’Asp di Bagheria, i test che hanno dato esito positivo. “Ho il dovere di comunicarlo a tutta la comunità. Finora eravamo rimasti immuni dal Coronavirus, purtroppo questi due giovani sono risultati positivi. Nel loro tragitto per arrivare a Casteldaccia, già prima di sapere che avevano contratto il Covid, sono state usate tutte le misure previste dalla legge, quindi non sono venuti a contatto con nessuno – ha spiegato il sindaco -. Ora aspettiamo con speranza che tutto vada per il meglio, e che i prossimi tamponi siano negativi. In ogni caso i due soggetti erano e rimangono in quarantena. Dico alla nostra comunità di evitare allarmismi. E’ una comunicazione che mi sentivo di fare proprio per una questione di trasparenza. Le misure prese ci mettono nelle condizioni di stare a casa, vi invito a non uscire per evitare contagi nel nostro territorio. Mi auguro che questi siano i primi e gli ultimi casi di Coronavirus a Casteldaccia”.

Primo contagio anche a Castelbuono: è un ragazzo rientrato dall’Inghilterra che aveva già accusato sintomi da Covid-19. “Il giovane non ha avuto contatti con nessuno e non ha girato per il paese”, ha assicurato il sindaco Mario Cicero. Il ragazzo si trova in quarantena, isolato nella stanza della propria abitazione. Terzo caso di Coronavirus, infine, a Borgetto. Si tratta di un uomo che era appena rientrato dagli Stati Uniti.

COVID-19 – Indicatori territoriali aggiornati al 22 aprile 2020

L’Ufficio Statistica del Comune di Palermo ha trasmesso i dati territoriali relativi al COVID-19,  aggiornati al 22 aprile 2020.
“Dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome (rapportati a 100 mila abitanti) – rileva il Responsabile dell’ufficio statistica, Girolamo D’anneo – emerge per la Sicilia e in generale per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto del coronavirus.
La Sicilia è, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 54,8).
Il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100 mila abitanti, e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti: Valle d’Aosta 873,9; Lombardia 684,9; Provincia autonoma di Trento 672,3.
La Sicilia è anche la seconda regione con il minor numero di deceduti: 4,2 ogni 100 mila abitanti (meglio ancora una volta la Calabria, con 3,9). In questo caso il dato medio nazionale è pari a 41,6 deceduti ogni 100 mila abitanti, e in Lombardia e Valle d’Aosta si superano i 100 deceduti ogni 100 mila abitanti: rispettivamente 126,3 e 101,4.
Il tasso di letalità (deceduti per 100 positivi) della Sicilia è pari a 7,2, valore che pone l’isola dietro all’Umbria (4,5), al Lazio (6,2), al Molise (6,7), alla Basilicata (6,8) e al Veneto (7,1). La media nazionale è pari a 13,4 e i valori più elevati si registrano in Lombardia (18,4), Liguria (14,8) e Marche (14,3).
La Sicilia è invece agli ultimi posti nell’indicatore guariti/dimessi per 100 positivi: 13,5, seguita soltanto da Puglia (13,2) e Abruzzo (12,8), probabilmente a causa del ritardo con cui il virus è arrivato nelle regioni meridionali. La media nazionale è pari a 29,1 guariti/dimessi per 100 positivi, e il valore più elevato si registra in Umbria con oltre i due terzi (68,2) dei positivi già guariti o dimessi”.

SICILIA Covid-19, la statistica settimanale. Calano positivi e ricoverati

Come di consueto, l’Ufficio statistica del Comune di Palermo ha elaborato oggi pomeriggio i dati relativi all’andamento dei contagi, dei ricoveri, delle guarigioni e dei decessi legati al Covid-19 in Sicilia.

Nella settimana appena conclusa si sono registrati 301 tamponi positivi (contro i 422 della settimana precedente); i ricoverati sono diminuiti di 42 unità (la settimana precedente erano diminuiti di 27 unità); i ricoverati in Terapia Intensiva sono diminuiti di 12 unità (la settimana precedente erano diminuiti di 23 unità); i positivi in isolamento domiciliare sono cresciuti di 214 unità (la settimana precedente +283); sono guarite 92 persone (la settimana precedente 119); sono decedute 37 persone (la settimana precedente 47).

L’aggiornamento in Sicilia, 2.171 positivi e 305 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato18 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
18 aprile 2020
Degli attuali 2.171 positivi, 568 pazienti (+1) sono ricoverati – di cui 42 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.603 (+31) sono in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 47.715 (+2.543 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.672 (+47), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.171 persone (+32), 305 sono guarite (+9) e 196 decedute (+6).

Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Coronavirus, viceministro Sileri: “14 giorni per organizzare bene Fase 2, ecco come sarà”

“Abbiamo già riaperto le librerie. Dobbiamo ridurre il rischio di nuovi contagi che riempirebbero di nuovo le terapie intensive”.

Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervistato ai microfoni de ‘Il Fatto Quotidiano’. “Userei i 14 giorni fino al 4 maggio per questa complessa fase organizzativa. Si può riaprire, al di là dei codici aziendali, in base alle capacità di seguire le regole, di osservare la distanza tra i dipendenti e tra coloro che accedono, alla presenza di mascherine, guanti e disinfettanti, alla sicurezza anche di mense, bagni, eccetera. Bisogna attivare i controlli dei medici nelle aziende in cui ci sono, per le piccole attività dovranno provvedere le Asl. Serviranno la App di tracciamento che è avviata, trasporti pubblici sicuri perché non affollati, ampia disponibilità di tamponi e percorsi differenziati per chi fosse contagiato. Servono formazione e informazione, per tutti. Le scuole riapriranno a settembre, per ultimi cinema e teatri. Ma tante aziende anche piccole possono riprendere”, ha proseguito Sileri.

Coronavirus, trend stabile in Sicilia: +46 positivi rispetto a ieri, l’aggiornamento

Questo il quadro riepilogativo della situazione in Sicilia, aggiornato alle ore 17 di oggi (venerdì 17 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 45.172 (+2.767 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.625 (+46), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.139 persone (+31), 296 sono guarite (+12) e 190 decedute (+3). Degli attuali 2.139 positivi, 567 pazienti (-6) sono ricoverati – di cui 46 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.572 (+37) sono in isolamento domiciliare.

Questa, invece, è la divisione degli attuali positivi nelle varie province dell’Isola: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 114 (15, 14, 10); Catania, 607 (114, 73, 65); Enna, 304 (170, 29, 25); Messina, 377 (127, 52, 38); Palermo, 335 (71, 44, 25); Ragusa, 59 (5, 5, 5); Siracusa, 101 (58, 60, 16); Trapani, 113 (7, 17, 5).

Il prossimo aggiornamento avverrà domani.

L’aggiornamento in Sicilia, 2.139 positivi e 296 guariti

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (venerdì 17 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.139 positivi, 567 pazienti (-6) sono ricoverati – di cui 46 in terapia intensiva(-2) – mentre 1.572 (+37) sono in isolamento domiciliare.Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 45.172 (+2.767 rispetto a ieri).Di questi sono risultati positivi 2.625 (+46), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.139 persone (+31), 296 sono guarite (+12) e 190 decedute (+3).

Serie D, rebus protocolli: il Palermo è pronto, ma le altre squadre no. Cottone: “Non abbiamo la forza economica”, Arena: “Ripartire è una follia”

Oggi la commissione medica della Figc si riunirà per stilare il protocollo di sicurezza in vista della ripartenza dei campionati, ma dalle società siciliane di Serie D si alza un coro quasi unanime: tra i dilettanti non sarà semplice attenersi a queste misure“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dell’ipotesi di ripresa dei campionati. Tutti i tornei sono fermi a seguito delle disposizioni del governo nazionale per contrastare la diffusione del virus Covid-19 e ancora non sono state stabilite tempistiche e modalità di un eventuale ritorno in campo. Per quanto concerne la Serie D alcuni club sono d’accordo e pronti a seguire i protocolli per tornare a giocare, altre hanno diverse problematiche per attuarli.

Il Palermo, tramite il suo amministratore delegato Rinaldo Sagramola, ha fatto sapere di esser in grado di rispettare tutte le eventuali misure che verrano prese: “Se i protocolli richiesti per garantire la sicurezza degli atleti e di chi prenderà parte agli eventi dovessero essere quelli che abbiamo letto in questi giorni non so quanti siano in grado di garantirne l’applicazione nella nostra categoria. Noi siamo assolutamente nelle condizioni di farlo, ma onestamente la vedo un po’ complicata come cosa“.

Per il presidente dell’FC Messina, Rocco Arena, sarebbe invece una “follia” ripartire: “In media dovremmo spendere 21 mila euro in un mese per i tamponi, può andar bene solo a chi ha interesse a terminare a tutti i costi, non per me. La salute delle persone viene prima di tutto e i tamponi non garantiscono il mancato contagio. Si dovrebbe stare un mese in ritiro, ma quale struttura può ospitarci con un campo a disposizione? Se fossi in Serie A, avrei già il mio centro sportivo e mi sarei già chiuso dentro, ma in D come si fa? Anche in Serie C vedo seri problemi, forse anche in B. La Lega deve metterci i soldi a disposizione – ha concluso Arena – e deve dimostrare di voler tutelare i presidenti che hanno fatto investimenti seri“.

Se dovremo applicare il protocollo, lo faremo – ha dichiarato Danilo Scimonelli, presidente del Licata -. La salute viene prima di tutto, ma proprio per questo ricominciare in condizioni così poco sicure credo sia rischioso. Chiediamo che la Lega si passi una mano sulla coscienza e metta la salute dei tesserati davanti all’interesse calcistico“.

A Marsala, il presidente Domenico Cottone è dubbioso sul ritorno in campo: “Se Malagò stesso dubita che in Serie B possano seguire il protocollo, figuriamoci in D dove non abbiamo la forza economica per sostenerlo. La sanificazione delle strutture non è un problema, ma sottoporre trenta persone a tampone sì, specie se è a carico della società“.

Della stessa idea anche Giuseppe Fasone, dirigente dell’Acireale: “Non credo ci siano garanzie per attuare il protocollo tra i dilettanti. Sarei ben felice di tornare in campo e ospitare Palermo e Savoia, che aspettavamo da tempo, ma non sarà semplice“.

Alfredo Finocchiaro, direttore generale del Biancavilla, è invece certo dell’aiuto che darà il comune alla società etnea: “Noi facciamo quello che dice la Lega, per i tamponi ci aiuterà il Comune. Abbiamo massima fiducia nella Lega, noi dobbiamo metterci in moto“.

La situazione più complicata, infine, è quella del Troina, con l’area dichiarata “zona rossa“: “In Serie D non è un protocollo attuabile – spiega Walter Giuffrida, dg del Troina – poi qui fino al 3 maggio siamo in zona rossa. Le tempistiche per noi sono lunghe, non è che in quella data si tornerà alla normalità. Poi abbiamo solo tre giocatori qui e l’albergo dove ospitiamo i ragazzi è stato requisito, è un problema ulteriore rispetto a quello sanitario, che viene prima di tutto“.

Palermo, rivoluzione per lo sport. Orlando: “Settore vitale per la città, incontreremo Spadafora”

 

Lo sport come mezzo per rilanciare la città di Palermo.

L’emergenza Coronavirus continua ad impegnare quotidianamente medici ed infermieri che stanno lottando con tutti i mezzi possibili per salvare quante più vite possibili. Inoltre stanno cominciando ad emergere i primi risultati positivi delle misure restrittive adottate dal Governo italiano, dal momento che il numero dei tamponi risultati positivi è in costante flessione verso il basso e continua a diminuire il numero dei pazienti ricoverati nella sale di terapia intensiva.

Coronavirus e stop al calcio, gli otto step chiave in caso di ripresa della stagione: ritiri e screening in Serie A, le norme in spogliatoio…

In questo momento gli organi sportivi stanno lavorando per cercare di comprendere come riprendere nel modo più sicuro possibile le manifestazioni sportive tutelando la salute degli atleti e delle loro famiglie. Le Federazioni sono in costante contatto con i rappresentanti del Governo, che dovrà attuare una riforma economica e finanziaria anche al mondo dello sport il quale attualmente è tra i più colpiti dalla crisi visto lo stop totale subito nel corso dell’ultimo mese. Per tale motivo l’assessore Paolo Petralia Camassa gli operatori dello sport palermitano e il sindaco Leoluca Orlando per definire i punti focali del colloquio che questi avranno con Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport giovedì prossimo alle ore 12. Questo il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del comune di Palermo:

Dopo l’incontro con gli assessori allo sport delle città metropolitane, l’Assessore Paolo Petralia Camassa, ha incontrato la scorsa settimana, molti operatori dello sport palermitano. Le misure previste nei diversi Decreti del Governo hanno fatto rilevare delle criticità relative alla ripresa del settore sportivo e grazie al confronto con gli operatori del settore della città è stata stilata una lista di proposte da sottoporre al Ministro Spadafora. Tra i punti in agenda, si chiede l’intervento governativo per la sospensione dei canoni concessori degli impianti sportivi pubblici, la sospensione dei pagamenti dell’IVA per il comparto sportivo fino al riavvio delle attività, contributi, prestiti d’onore, fondi garanzia e nuove regole per le sponsorizzazioni. ‘Domani pomeriggio’ –  dichiara l’Assessore Paolo Petralia Camassa – ‘in un continuo e proficuo scambio di informazioni  finalizzate  ad ottimizzare i risultati ed in considerazione dell’ottima intesa esistente  tra il settore sportivo e l’amministrazione, incontreremo gli operatori dello sport cittadino per un ultimo confronto prima di quello con il Ministro. Quello che chiederemo al Governo ha una duplice funzione, permettere allo sport di poter ripartire e al contempo gestire nel modo migliore la fase della ripartenza tenuto conto delle grandi difficoltà in cui versa lo sport a causa della crisi’. ‘Lo sport come il turismo è stato uno degli elementi che hanno rilanciato la città in questi anni, con decine di eventi nazionali ed internazionali. L’associazionismo sportivo di base e di eccellenza ha rappresentato in questi anni uno dei mondi vitali della città e insieme stiamo ora lavorando per costruire insieme un percorso in vista della cosiddetta Fase 2. L’Amministrazione comunale si farà portavoce col Governo nazionale, direttamente o tramite l’ANCI, di sostenere questo settore, anche perché sarà un modo per rimettere in moto la nostra comunità’ – dichiara il sindaco di Palermo. L’assessore Paolo Petralia Camassa, il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori allo sport delle città metropolitane incontreranno in video conferenza il Ministro Spadafora giovedì prossimo alle ore 12.00“.

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