Gesap: raddoppiano i collegamenti bus Trapani-aeroporto di Palermo

Dal prossimo 20 luglio Autolinee Segesta raddoppierà le corse dei bus per il collegamento Trapani – aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino.

La programmazione estiva prevede in totale 16 corse tra andata e ritorno; la prima sarà alle 4,30 (dal lunedì al venerdì), con arrivo in aeroporto alle 5,30, in tempo per l’imbarco nei voli del mattino. Il nuovo orario estivo dei bus è stato concordato in un incontro tra l’assessore al Turismo del Comune di Trapani Rosalia D’Alì e i manager della Autolinee Segesta.

Abbiamo chiesto di incrementare le corse con l’aeroporto di Palermo – afferma l’assessore D’Alì al fine di migliorare i collegamenti e offrire un servizio ai cittadini e ai turisti che viaggiano da Punta Raisi e vogliono raggiungere facilmente Trapani e lo scalo aereo”.

Da Trapani, le fermate sono in: via Ammiraglio Staiti – porto (partenza), via Mazzini (fermata Sau piazza Umberto I), via Fardella 128 (altezza via Matera) e 292 (altezza via Roasi), via Marsala 195, aeroporto. La tariffa sarà unica: 9.60 euro. I biglietti si potranno acquistare via web (segesta.it) e app, oltre nei punti vendita a Trapani e all’aeroporto (hall arrivi).

La garanzia della mobilità è fondamentale per lo sviluppo economico della Sicilia occidentale – afferma Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino – Questa nuova programmazione estiva dei bus da e per Trapani agevola i viaggiatori che si spostano per lavoro o per sfruttare l’intera giornata di vacanza, utilizzando i voli del mattino, e migliora la mobilità dei turisti che sbarcano a Palermo con l’intenzione di visitare la parte occidentale dell’Isola”.

 

Palermo, progetto “Aquile di Quartiere”: i rosanero pagano la scuola calcio a 50 ragazzi in difficoltà. Il comunicato

Grazie ad “Aquile di quartiere”, il progetto realizzato in collaborazione con la Caritas diocesana di Palermo, oltre 50 ragazzi da famiglie in difficoltà in diversi quartieri della città, avranno la possibilità di frequentare scuole calcio di alto livello per realizzare il sogno di diventare calciatori professionisti.

Parte del premio stagionale, a cui i giocatori rosanero hanno rinunciato, finanzierà borse di studio sportive in quartieri a rischio di Palermo, in collaborazione con la Caritas diocesana“.

E’ questo il progetto che ha riguardato il club rosanero del presidente Dario Mirri in collaborazione con la Caritas diocesana. Un gesto nobile e probabilmente storico, annunciato circa un mese fa dal capitano dei siciliani Mario Alberto Santana: l’intenzione di mettere a disposizione delle emergenze sociali del territorio parte del premio stagionale offerto dal Palermo al raggiungimento della promozione in Serie C. E oggi quella promessa comincia a diventare realtà. La società di Viale del Fante ha diramato sul proprio sito ufficiale il comunicato in merito al progetto presentato questo pomeriggio allo stadio “Renzo Barbera”.

L’attenzione ai minori e alla loro inclusione sociale è una priorità di Caritas da anni”, ha dichiarato il vicedirettore della Caritas diocesana di Palermo Don Sergio Ciresi. “Il progetto ci permette, attraverso lo sport, di creare un’alleanza forte sul territorio che lavora in questa direzione mettendo al centro i bisogni dei bambini. In questo modo spingiamo gli adolescenti a mettersi alla prova con il gioco di squadra, nel rispetto delle regole e dei ruoli. L’obiettivo principale è il contrasto alla povertà minorile, fenomeno che ha assunto dimensioni preoccupanti: l’ultimo rapporto di Caritas Italiana segnala che la povertà assoluta in Italia colpisce il 12,5 per cento dei minori, il 40 per cento dei minori non fa attività sportiva, più della metà non legge un libro. I minorenni cresciuti in famiglie disagiate hanno una probabilità 5 volte maggiore dei coetanei di non raggiungere le competenze minime di apprendimento, precludendosi così possibilità importanti di crescita e formazione personale”.

In particolare, proprio con l’aiuto della Caritas, sono state individuate alcune aree della città dove molte famiglie vivono in contesti sociali difficili e dove i ragazzi sono spesso costretti a mettere da parte le proprie aspirazioni e il proprio talento per mancanza di risorse e progettualità. Sacrifici che spesso finiscono per alimentare vere e proprie emergenze sociali a causa della dispersione scolastica, la scarsa alfabetizzazione e perfino – in casi estremi – anche un pericoloso avvicinamento alla microcriminalità. Una lotta che da sempre le parrocchie di quartiere combattono in prima linea, promuovendo l’aggregazione anche attraverso i valori sani dello sport. Tra i quartieri interessati dal progetto, tramite i parroci di zona, quelli di Villa Grazia di Palermo, Brancaccio, Arenella, Albergheria e altri ancora.

Il progetto prevede ora una prima fase di selezione dei ragazzi, affidata tramite la Caritas alle parrocchie aderenti all’iniziativa, e poi il coinvolgimento delle migliori scuole calcio del territorio, dislocate in tutto il territorio cittadino per agevolare la frequentazione dai diversi quartieri individuati. Grazie al patrocinio della Società rosanero, inoltre, i ragazzi che beneficeranno delle borse di studio saranno costantemente monitorati anche dai responsabili del settore giovanile del Palermo, che seguiranno nel tempo il loro sviluppo e valuteranno, se sarà il caso, un loro coinvolgimento nelle selezioni per le squadre giovanili“.

 

Musumeci: “Trapani Birgi punta ad un milione di passeggeri”

Oggi possiamo dire, con razionale ottimismo, che l’aeroporto di Trapani-Birgi può uscire dalla condizione di assoluta emergenza in cui si trovava. Per lo scalo trapanese si apre una prospettiva positiva. Puntiamo a raggiungere un milione di passeggeri“. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha aperto così la conferenza stampa, tenuta a Palazzo Orleans insieme al presidente di Airgest Salvatore Ombra, sulle prospettive del “Vincenzo Florio”.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, l’assessore alle Infrastrutture e trasporti Marco Falcone, al Turismo Manlio Messina, alle Attività produttive Mimmo Turano e la deputata trapanese all’Ars Eleonora Lo Curto.

Per Airgest, la società di gestione dell’aeroporto, erano presenti il consiglio di amministrazione composto da Carmen Madonia e da Saverio Caruso, il direttore generale Michele Bufo e il responsabile amministrativo Dario Sorbello.

Abbiamo trovato lo scalo Trapani in una condizione agonizzante – ha sottolineato Musumeci – ma non siamo qui per individuare le responsabilità ma per dirvi che il lavoro dell’attuale gestione Airgest sta portando risultati importanti“.

Poi l’affondo sull’abbandono dello scalo trapanese da parte della compagnia di bandiera. “Alitalia si è comportata in maniera assolutamente scorretta. Una compagnia che sta in piedi con i miliardi tirati fuori dalla tasca dei cittadini italiani non può agire nel modo in cui ha fatto – ha detto il presidente della Regione -. Noi ci auguriamo che da parte del governo nazionale arrivi una presa di posizione decisa su Alitalia o sulla nuova compagnia che si pensa di mettere in piedi. Obiettivamente la Sicilia nelle strategie nazionali è stata trattata assai male“.

Salvatore Ombra è entrato nello specifico della situazione attuale e del futuro del “Vincenzo Florio”. “Grazie alla gara ex legge regionale 14/19, con la quale sono stati stanziati oltre 9,4 milioni per incentivare la presenza di vettori aerei, secondo la normativa comunitaria, e incrementare le rotte dallo scalo di Trapani – ha spiegato il presidente di Airgest – per i prossimi anni a Birgi saranno presenti due vettori aerei, la irlandese Ryanair per una quota maggiore e per un triennio di operatività con una stima di oltre 2 milioni di passeggeri, e Albastar per un periodo di 12 mesi. Ciò consentirà allo scalo di traguardare oltre un milione di passeggeri annui”.L’aeroporto di Trapani si candida così a diventare, non soltanto una base importante per i voli privati, “ma anche uno dei sei scali europei nei quali si potranno disassemblare gli aerei giunti a fine vita“, ha rivelato il manager. Nel futuro del trasporto aereo siciliano, hanno ribadito Musumeci e Ombra, c’è la creazione di due sistemi aeroportuali: uno per la Sicilia orientale e l’altro per quella occidentale.

 

Ufficiale: il nuovo nome sarà Palermo Football Club

Il Palermo cambia nome.

Nato come SSD Palermo vista la ripartenza dal campionato di Serie D, il club rosanero ha dovuto cambiare la propria denominazione: con la promozione in Serie C, infatti, la società del presidente Dario Mirri è ritornata tra i professionisti perdendo lo status di società dilettantistica. Il cambio del nome, oltre che necessario, è anche un modo fortemente simbolico per testimoniare il traguardo raggiunto grazie alla grande cavalcata compiuta dagli uomini di Rosario Pergolizzi durante la stagione attuale, coronata dalla vittoria del girone I, e proiettarsi al futuro.

Il club rosanero ha dunque scelto di modificare la propria denominazione da Palermo SSD a Palermo Football Club (abbreviato Palermo Fc). Circa un mese fa Mediagol ha lanciato un sondaggio includendo il nome oggi scelto dal club tra i potenziali nuovi nomi e proprio Palermo Fc risultò il più votato.

Ad ufficializzare la decisione, ratificata durante l’assemblea dei soci, è stata la società stessa tramite un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale:

Addio SSD, benvenuto Palermo F.C.! Da oggi la squadra rosanero cambia denominazione e aggiunge F.C., come Football Club, al nome della città che rappresenta. La tifoseria rosanero lo aveva chiesto a gran voce già durante un Palermo-Messina giocato al Barbera alcuni anni fa, attraverso una specifica coreografia che chiedeva il ripristino della denominazione storica: “Palermo Fc: vecchi valori, nuova gloria”. Si tratta di un tuffo nel passato, dato che per la prima volta il Palermo adottò la denominazione Foot-Ball Club nel 1907. Questa scelta dunque riconnette il popolo rosanero con l’identità e la tradizione del club e con le sue origini british. Un filo rosa tra il Palermo di oggi e il Palermo di sempre, che rende onore ai 120 anni dalla fondazione. Vecchi valori, appunto, per una nuova gloria“.

 

Fase 3, autorizzata in Sicilia la ripresa degli sport da contatto

Via libera anche ai cosiddetti “sport di contatto” come calcio, calcio a 5, pallacanestro e tante altre attività.

L’assessore regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo Manlio Messina, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, ha firmato, giovedì scorso, il decreto che consente la ripresa del libero svolgimento delle attività sportive: “Il presente decreto – si legge nel documento – conserva la propria efficacia e validità fino a eventuale differente valutazione dell’andamento epidemiologico nell’Isola e, comunque, fino a nuova disposizione”.

Il decreto degli assessori Messina e Razza è stato notificato per conoscenza anche all’Anci Sicilia, alle aziende sanitarie e alle federazioni sportive di settore.

“Con questo provvedimento il governo Musumeci vuol dare una risposta alle diverse federazioni e ai tantissimi appassionati che da tempo ci chiedevano di poter sbloccare una serie di discipline sportive – commentano Messina e Razza – lo facciamo seguendo le linee del governo nazionale ma anche del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico che ha rilevato che la Regione Siciliana annovera un amatrice di “basso rischio” in base ai tre set di indicatori (vedi decreto Ministero Salute 30 aprile 2020) relativi alla “capacità di monitoraggio”, alla “capacità di accertamento diagnostico e di gestione di contatti” e alla “stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari”.

Il decreto fa seguito all’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci dello scorso 13 giugno che ha stabilito, tra l’altro, che da oggi si possano svolgere le attività sportive di contatto, “previo decreto attuativo dell’assessore regionale allo Sport, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute”.

Coronavirus, Armao senza freni: “Roma cambi impostazione”

«In questo drammatico momento di crisi economica, conseguente alla pandemia Covid 19, lo Stato ha adottato delle misure che si stanno rivelando incongrue, essenzialmente sotto due profili. Il primo riguarda l’aspetto finanziario: 5 miliardi e mezzo per regioni, comuni e province su 80 miliardi di deficit concesso a livello europeo sono davvero poca cosa, c’è il rischio concreto di non poter assicurare ai cittadini i servizi essenziali di cui hanno diritto. E ieri la Conferenza delle Regioni lo ha precisato al Governo chiedendo l’assunzione di impegni urgenti. Il secondo, più clamoroso, è quello di avere adottato soluzioni eguali per l’intero territorio nazionale in un Paese diviso socialmente ed economicamente. E così le regioni del sud e specialmente le isole pagano un prezzo molto più alto per la carenza di misure adeguate e specifiche». Così in una nota il vicepresidente della Regione e assessore dell’Economia, Gaetano Armao.

«È innegabile – prosegue – che il sistema economico delle imprese come quello delle famiglie siano completamente diversi tra Nord e Sud. Ecco perché la Regione Siciliana si è dotata di una legge di Stabilità che ha concentrato la destinazione delle risorse proprio sul tessuto imprenditoriale e sulle famiglie lasciate fuori da interventi statali non calibrati sui veri bisogni della Sicilia».

«Coglie nel segno l’appello del Presidente Silvio Berlusconi, uomo d’impresa prima che statista, che evidenzia l’inadeguatezza delle misure adottate a livello nazionale per le imprese e il lavoro, chiedendo al Governo di invertire la rotta dall’accesso al credito, all’equilibrio dei conti, alla semplificazione delle procedure e al pagamento dei debiti da parte della pubblica amministrazione», sottolinea il vicepresidente siciliano.

«Ci vuole una grande svolta per affrontare la crisi, flessibile e coraggiosa, con lo sguardo rivolto alle imprese, consci che è il tessuto imprenditoriale che realizza produttività e crescita e dà il lavoro vero. Solo così potremmo dare una spinta concreta alla ripresa perché con il sistema dei sussidi, soprattutto per quelli per pochi privilegiati, non andremo da nessuna parte», conclude Armao.

Palermo, M5S: “Raid scuola Pertini? Periferie abbandonate. Ci faremo promotori di sinergie tra associazioni e istituzioni”

“Non possiamo consentire che le periferie continuino ad essere abbandonate dalle amministrazioni. Bisogna fare di più. Solidarietà ai piccoli studenti, alle loro famiglie e agli insegnanti della scuola Pertini di Palermo, allo Sperone, dove in poco più di un mese è stato denunciato il terzo atto vandalico dalla coraggiosa preside Antonella Di Bartolo a cui esprimiamo vicinanza e gratitudine per il lavoro svolto”. Lo affermano i parlamentari M5S Roberta Alaimo, Valentina D’Orso e Adriano Varrica, insieme al gruppo consiliare cinquestelle al Comune di Palermo e ai consiglieri di circoscrizione.

“Furti e danneggiamenti colpiscono presidi di legalità e cultura, e compromettono il futuro dei nostri giovani – affermano – Come Movimento 5 Stelle da tempo siamo vicini ai cittadini del quartiere, ma ci impegneremo ancora di più in attività per il territorio, facendoci promotori di sinergie tra associazioni e istituzioni, al fine di dare una progettualità ad una comunità che risulta trascurata da troppo tempo”.

Coronavirus, Crisanti spiega: “Ecco perchè il virus non è diventato meno aggressivo”

Il virus ha perso forza? Un’affermazione che “non ha nulla di scientifico” perché “non ci sono dati per dimostrarlo e dal punto di vista evolutivo non ha senso”, tenendo anche presente che “il virus più si replica più tende a diventare aggressivo”. Lo ha detto Andrea Crisanti, responsabile del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova, ai microfoni di ‘Agorà’. “Se il professor Zangrillo fosse andato a Vo’ nella prima settimana di gennaio e avesse visto le persone che magari erano positive al virus avrebbe detto che il virus clinicamente non esisteva. Poi si è visto quello che ha fatto. Questo virus ancora non lo comprendiamo bene, non comprendiamo perché raggiunta una soglia critica, le persone cominciano ad ammalarsi in modo grave”.

Fase 3, la Sicilia riapre i confini: lunghe code di auto sullo Stretto

Dopo la riapertura dei confini in Italia, questa mattina si sono registrate lunghissime code a Messina in prossimità del porto, per imbarcarsi verso il continente. File di auto davanti agli imbarcaderi della compagnia Carone & Tourist si sono registrate già in coincidenza con la prima corsa delle 4.40 e lo stesso è avvenuto per la corsa successiva delle 7.20.

L’aumentato flusso di passeggeri sullo Stretto, anche in arrivo dalla Calabria, è legato alla nuova ordinanza della Regione, che ha anticipato a oggi l’allineamento con le disposizione del Dpcm governativo, abolendo l’autocertificazione e l’obbligo di quarantena per chi raggiunge la Sicilia da altre regioni. Rimangono anche nell’ultima ordinanza regionale le disposizioni per i cittadini ai quali sia stata accertata la positività al contagio da Coronavirus che hanno l’obbligo di comunicare le proprie condizioni di salute al medico di famiglia e al Dipartimento di prevenzione dell’Asp territorialmente competente, secondo le cadenze temporali fissate dai protocolli di sorveglianza sanitaria. Sarà inoltre possibile per chi arriverà in Sicilia scaricare la app “Sicilia Sicura” e inserire, in maniera facoltativa, i dati personali sul proprio stato di salute, sugli spostamenti ed eventuali casi di Covid-19 in famiglia. In caso di stato febbrile basterà una comunicazione e immediatamente i sanitari della Asp sul territorio interverranno.

Fase 3, Musumeci firma la nuova ordinanza: dalle discoteche alle spiagge, ecco cosa cambia in Sicilia

Dopo la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, ecco cosa cambia del dettaglio a partire da oggi – mercoledì 3 giugno – per i siciliani.

(CLICCA QUI PER SCARICARE L’ORDINANZA)

Attività di ristorazione

Sono autorizzate le attività di somministrazione di alimenti e bevande quali ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, self-service, bar, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie e similari. Le attività di catering sono autorizzate a partire dall’8 giugno 2020, rimanendo subordinata per ciascun evento la individuazione di locali pubblici o privati adeguati a garantire il rispetto delle Linee guida e le specifiche disposizioni individuate nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020. Fino al 7 giugno si possono, comunque, svolgere tutte le attività propedeutiche all’apertura, compreso l’incontro con la clientela, purché nel rispetto dei principi di distanziamento interpersonale e di prevenzione del contagio.

Stabilimenti balneari e spiagge

La stagione balneare ha inizio il 6 giugno 2020, secondo i provvedimenti amministrativi già emanati. Sono autorizzate tutte le attività propedeutiche all’apertura degli stabilimenti balneari, ivi compresa l’attività di incontro con la clientela e, in generale, l’utilizzazione degli spazi finalizzata alla promozione e vendita dei propri servizi. Si applicano le Linee guida per tutte le attività nonché, per le attività sportive esterne da svolgere nell’ambito degli stabilimenti balneari (quali, solo a titolo esemplificativo: tamburello, bocce e ogni altra attività motoria di spiaggia e in mare), tutte le disposizioni indicate nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020 per le attività sportive, oltre alle direttive e circolari regionali e nazionali in materia di sport. È consentita, inoltre, la possibilità di locare per periodi stagionali le cabine a più persone anche non appartenenti allo stesso nucleo familiare, purché sia garantito il rispetto delle norme di igiene necessarie alla sanificazione dei locali chiusi e con l’ingresso di non più di una persona alla volta, ad eccezione di congiunti, minori e persone non autosufficienti.

Strutture ricettive

Sono consentite le attività turistiche, le attività alberghiere ed extralberghiere, compresi gli alloggi in agriturismo, bed&breakfast, villaggi turistici, campeggi, case vacanza e similari, nel rispetto delle Linee guida, nonché di quanto specificamente disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020 e sue modifiche ed integrazioni. Sono autorizzate, altresì, le attività di bar e ristorazione interne alle strutture ricettive, nonché i servizi di cura alla persona secondo quanto disposto dalla presente Ordinanza.

Servizi alla persona

Sono autorizzati i servizi di cura alla persona quali acconciatori, barbieri ed estetisti, nonché tatuatori. Sono sospese le attività dei centri benessere – compreso l’uso di saune e bagni turchi in altri luoghi pubblici o aperti al pubblico -, ad eccezione per la erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza. Sono autorizzate le attività delle strutture e delle piscine termali, per le quali si fa riferimento alle Linee guida del 25 maggio 2020. Le prestazioni dei servizi di acconciatura e similari, in luoghi diversi da quelli destinati all’esercizio dell’attività, sono consentite nei seguenti casi: a) presso il domicilio del cliente in caso di impedimento o per ragioni di salute di quest’ultimo; b) presso i luoghi in cui svolgono eventi o spettacoli; c) nei luoghi di cura e di riabilitazione, nelle case di riposo, nei luoghi di detenzione e consimili in via analogica. Nel rispetto delle normative vigenti, detti servizi sono espletati solo dai titolari d’imprese o da loro dipendenti.

Attività commerciali e artigianali

Sono autorizzate tutte le attività di commercio al dettaglio (comprese quelle espletate nei c.d. centri commerciali e outlet), di vendita di beni e servizi (quali ad esempio le autoscuole, le agenzie di viaggio, le scuole ed i centri di formazione professionale e linguistica e similari), nonché tutte le attività artigianali. In modo specifico, per quanto attiene alla attività di autoscuola e similari, ovvero le attività ed i servizi di formazione in generale, sono autorizzate le esercitazioni c.d. pratiche ove i mezzi e gli strumenti utilizzati consentano il rispetto delle misure di prevenzione del contagio, rimanendo disciplinate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020, nonché dalla normativa nazionale, tutte le regole per l’espletamento degli esami per il rilascio dei relativi titoli e/o patenti. Sono, altresì, autorizzati i mercati, le fiere e i mercatini hobbistici, con l’obbligo di adottare ogni adeguata misura di distanziamento e contenimento del contagio. Il sindaco del Comune interessato all’attività mercatale dispone in conseguenza con propria Ordinanza, limitandone anche giorni e orari di accesso e vietando, ove lo ritenga necessario, l’autorizzazione all’apertura dei c.d. mercati rionali. Per le attività di cui ai commi che precedono, anche con specifico riferimento ai dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, ecc…) ed alle distanze interpersonali, si applicano le Linee guida.

Musei, parchi archeologici, archivi storici e biblioteche

I musei, i parchi archeologici, gli archivi storici, le biblioteche e tutti i luoghi di cultura – sia pubblici che privati – sono aperti nel rispetto dei protocolli di cui alle allegate Linee guida.

Manifestazioni, eventi e spettacoli

In attuazione del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, sono vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli, con la presenza di pubblico – ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico e fieristico – nonché ogni attività convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, sono autorizzate a partire dall’8 giugno 2020, fermo il monitoraggio delle attuali condizioni epidemiologiche dell’Isola. Sono, invece, autorizzate dalla data di entrata in vigore della presente Ordinanza le manifestazioni che possano svolgersi con il pubblico distanziato e “in forma statica”, così come espressamente disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020. In ogni caso, l’autorità di Pubblica sicurezza, ove necessaria la relativa autorizzazione, deve indicare il numero dei partecipanti autorizzati a intervenire alla pubblica manifestazione, in rapporto proporzionale con gli spazi dedicati, tenuto conto della distanza interpersonale non inferiore ad un metro tra ogni soggetto e dell’obbligo di
utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Sempre a partire dall’8 giugno 2020 è, altresì, autorizzata l’apertura delle c.d. discoteche, dei teatri e dei cinema all’aperto, per le quali attività dovranno essere emanate apposite linee guida regionali e, in ogni caso, esse dovranno svolgersi nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020. Rimane consentito l’accesso al personale incaricato di realizzare le attività di manutenzione, ristrutturazione, montaggio, pulizia e sanificazione, nonché agli operatori economici ai quali sono commissionate tali attività, da svolgersi in conformità ai principi di distanziamento e nel rispetto delle Linee guida.

Prolungamento dell’orario di apertura e rinuncia al giorno di chiusura

Per il termine di efficacia della presente ordinanza, al fine di avviare le proprie attività e di garantire i relativi servizi al pubblico – tenuto conto delle possibili evenienze determinate dal ridotto numero di soggetti autorizzati ad entrare nei locali pubblici (ad esempio, nei servizi per la cura della persona) derivanti dal rispetto compiuto delle Linee guida vigenti – i titolari di esercizi sono autorizzati a prolungare l’orario di apertura della propria attività (comunque non oltre le ore 23:30), ovvero rinunciare al giorno di chiusura settimanale (fatte salve le previsioni di cui all’articolo che precede). Detta disposizione non si applica per i servizi (a titolo meramente esemplificativo bar, pub, ristoranti, pizzerie e tutte le attività di cui al precedente articolo 3, comma 1) i cui orari di chiusura sono successivi a quello sopra indicato.

Stage professionali e tirocini formativi

Sono autorizzati gli stage professionali ed i tirocini formativi nel rispetto delle vigenti Linee guida e con gli adeguati mezzi di protezione individuale. Art. 12

Chiusura esercizi commerciali nei giorni domenicali

Nei giorni domenicali è disposta la chiusura di tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, fatta eccezione per le farmacie, le edicole, i fiorai, i bar, i mercati c.d. “del contadino” e/o similari, i panifici e le attività di ristorazione di cui all’articolo 3 della presente ordinanza. Rimane autorizzato, nelle dette giornate domenicali, il servizio di consegna a domicilio di generi alimentari e di prima necessità sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, nonché dei combustibili per
uso domestico e per riscaldamento. I Sindaci dei Comuni ad economia turistica, ove sia possibile garantire il rispetto delle misure di prevenzione e di contenimento del contagio, hanno la facoltà di disporre con propria ordinanza, nei predetti giorni domenicali, l’apertura al pubblico di tutti gli esercizi commerciali. Permane la chiusura domenicale di supermercati, centri commerciali e outlet, nelle more della definizione di una intesa con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali, da raggiungersi comunque entro il prossimo 6 giugno 2020. Il recepimento della intesa sarà eseguito con circolare o altro provvedimento amministrativo

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