Attività produttive, a Palermo riparte il “Mercato del Contadino”

Nel caso del primo mercato ad essere autorizzato, quello che inizia oggi a Tommaso Natale, la concessione stabilisce che all’interno dell’area potranno essere posizionati solo sei gazebo per la vendita dei prodotti alimentari. L’attività si svolgerà solo nella giornata di sabato dalle 7.30 alle 13.00. Da questo fine settimana potranno ripartire i “Mercati del Contadino“.

E’ quanto previsto da una direttiva sindacale in via sperimentale, emanata dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, di concerto con l’assessore Leopoldo Piampiano.

I  titolari delle concessioni dovranno garantire il rispetto delle distanze di sicurezza tra le persone che attenderanno l’ingresso, munendosi di apposito ticket numerato.

L’area oggetto di occupazione, dovrà essere circoscritta con mezzi idonei e si dovrà lasciare libero uno spazio di circa due metri di larghezza, per consentire ai visitatori del mercato, di potere entrare e uscire in sicurezza contingentando il numero di persone. Inoltre, ogni operatore addetto alla vendita dovrà essere munito di guanti monouso e mascherina.

All’interno del mercato il numero di persone che stabilmente potranno accedere non potrà essere superiore alla metà dei gazebo autorizzati. Per lunedì, l’assessore Piampiano ha organizzato un incontro con i Presidenti delle 8 Circoscrizioni proprio sul tema dei mercatini settimanali mentre si sono avviati contatti con i rappresentanti dei commercianti e degli ambulanti per “un dialogo costruttivo per individuare con tutti le soluzioni più idonee a garantire l’attività economica e la sicurezza di tutte le persone coinvolte“.

Il primo “Mercato del Contadino” ad essere autorizzato è quello di piazza Rossi a Tommaso Natale, ma nei prossimi giorni si assumeranno identici provvedimenti per altri operatori del “mercato del contadino” in altre zone della città.

Un segnale di ripresa delle attività economiche in sicurezza – affermano il Sindaco e l’Assessore – ed un segnale rivolto al vasto mondo dei venditori dei mercati. Oltre a questa particolare forma di vendita, specifica del settore alimentare e con un rapporto diretto fra produttori e consumatori, l’Amministrazione è al lavoro per affrontare il delicato tema dei mercatini settimanali, che costituiscono parte molto importante della vendita di alimentari e di prodotti al dettaglio nella nostra città.La loro riapertura richiede infatti accorgimenti e precauzioni diversificati da zona a zona, fermo restando che resta la priorità della tutela della salute“.

Polemica ztl Palermo, Avanti insieme: “La riattivazione non può essere automatica”

“La riattivazione della Ztl a Palermo non può essere automatica, ma il frutto di un percorso partecipato che tenga conto delle limitazioni imposte alla mobilità dal Covid-19. La riaccensione dei varchi, infatti, deve tenere conto di chi deve recarsi al lavoro: l’uso dei mezzi pubblici è condizionato dalle prescrizioni sanitarie che impongono il distanziamento sociale e un numero massimo di passeggeri e l’aumento della frequenza delle corse appare ad oggi molto utopistico in tutta la città“, affermano i consiglieri comunali Valentina Chinnici, Toni Sala, Massimo Giaconia, Paolo Caracausi, Claudia Rini del gruppo Avanti Insieme.

Del resto, se è vero che la Ztl è una misura anti-smog, è sotto gli occhi di tutti che il traffico è notevolmente diminuito e, quindi, il tasso di inquinanti sarà sicuramente calato. Per questo è necessario ascoltare e discutere prima di prendere qualsiasi decisione, tenendo conto dell’interesse collettivo, specie in un momento particolarmente delicato come quello che stiamo vivendo“, aggiungono.

Nell’attuale controversia appare evidente l’assenza di un piano sulla mobilità in città in casi di emergenza. La ZTL deve essere gestita in funzione delle decisioni del Governo sulla mobilità: l’amministrazione dovrebbe pertanto dare un segnale di attenzione e vicinanza differendo sia la reintroduzione della ztl e sia quella delle zone blu alla conclusione della fase 2“, continuano da gruppo Avanti Insieme.

E’ indispensabile che le misure di sostegno ai Comuni della Regione e del governo arrivino tempestivamente e senza gravare le amministrazioni di ulteriori pastoie burocratiche, affinché i Comuni possano continuare a garantire i servizi compreso il trasporto pubblico locale, che risulta tra quelli più colpiti dalla crisi specialmente durante il lock down“, conclude il gruppo.

 

Coronavirus, nessun obbligo di comunicare riapertura attività al prefetto: la nuova ordinanza di Musumeci

Le attività che lunedì riapriranno in Sicilia non avranno l’obbligo di comunicarlo o chiedere l’autorizzazione al prefetto. Lo ha deciso il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una nuova ordinanza firmata nella giornata di ieri. Le attività produttive, industriali e commerciali autorizzate ad aprire in Sicilia il 4 maggio – oltre a manifattura, commercio all’ingrosso, cantieri privati e alle attività di toelettatura per animali di affezione – sono le seguenti:

  • Ristoranti, gelaterie, pasticcerie, bar e pub solo con asporto o consegna a domicilio, con l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.
  • Manutenzione e riparazione delle imbarcazioni da parte del proprietario o del marinaio con regolare contratto di lavoro, nel rispetto delle norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da Covid-19. Questa attività è consentita solo nei giorni feriali.
  • Consegna delle imbarcazioni, compreso lo spostamento dal cantiere all’ormeggio, manutenzione, vigilanza, pulizia e sanificazione degli arenili, compreso l’allestimento, il montaggio e la manutenzione dei pontili e delle strutture amovibili.
  • Manutenzione, montaggio e allestimento degli stabilimenti balneari, nonché la pulizia della spiaggia di pertinenza. L’impresa esecutrice, specifica l’ordinanza, è tenuta a garantire nelle aree di cantiere il rispetto delle normative di settore, il distanziamento interpersonale ed ogni altra misura finalizzata alla tutela dal contagio, avendo anche cura di interdire l’accesso ai non addetti ai lavori.
  • Commercio, anche al dettaglio, di prodotti florovivaistici quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, semi, piante, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti.

Coronavirus, Conte: “Se rallenta la curva dei contagi riapriremo prima del previsto”

“Se in alcune regioni la curva del contagio rallenterà rispetto ad altre, alcune attività potrebbero riaprire prima del previsto”. Lo ha annunciato su Facebook il premier Giuseppe Conte.

“Sono sicuro che, con il rispetto delle regole adottate, in alcuni territori si potrà rallentare notevolmente la curva del contagio – ha scritto il presidente del Consiglio dei Ministri rispondendo al messaggio di un barbiere -. E attività come la sua potrebbero rialzare prima del previsto la saracinesca: se abbassiamo il rischio di contrarre il virus e rispettiamo i protocolli di sicurezza, tanti clienti torneranno a tagliarsi i capelli senza essere bloccati dalla paura”.

“Oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazie ai primi risultati delle misure di contenimento: impiegati, addetti e operai che potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti”, ha proseguito, e in merito agli aiuti a chi ha più bisogno ha aggiunto: “Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato al massimo per far ripartire a pieno regime il motore dello Stato, perché questo poderoso sostegno pubblico si concretizzasse in pochi giorni. È ai dettagli un nuovo provvedimento con aiuti e misure per la ripartenza economica che saranno più pesanti, più rapidi, più diretti. Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo. Credo sia l’unico modo per onorare questo giorno, questo 1 maggio”.

Ludopatia e Coronavirus, sindaci a Conte: “Inopportuno via libera al gioco d’azzardo”

La crisi delle attività produttive, il rapporto con i cittadini e soprattutto la “incomprensibile scelta” di permettere la ripresa del gioco, sono i passi di una missiva che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, insieme ad altri sindaci e Presidenti di Provincia italiani, ha inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

La prolungata, indispensabile, chiusura di tutte le attività economiche e la faticosa e dolorosa rinuncia agli stessi rapporti sociali che abbiamo dovuto imporre – continua Orlando – inizia a farsi sentire in tutta la sua durezza. Tutti questi giorni siamo stati alleati fra Comuni e Governo nel combattere una emergenza sanitaria drammatica. Motivo in più per sentire tutta la responsabilità di proteggere per quanto ci è possibile i nostri cittadini“.

Proprio per questo – scrivono i firmatari della nota – ci duole dover sottolineare che non comprendiamo in alcun modo come si possa permettere di riaprire il  gioco lecito con vincita in denaro mentre si tengono chiusi, per comprensibili motivi che non vogliamo qui sindacare, esercizi commerciali, botteghe di artigiani, sedi di associazioni di volontariato, i parchi giochi per i bambini“.

C’è una parte del Paese che annaspando perché gli è stata preclusa la possibilità di riprendere il lavoro, e ci sono famiglie in situazioni critiche, cui tra l’altro non vorremmo si aggiungesse anche il dramma della ludopatia. Se, come Lei afferma, noi siamo le sentinelle del Governo, da sentinelle non possiamo che dirLe che questa scelta è un errore, che non sarà compresa, se non come il tentativo dello Stato di fare cassa, spesso a discapito dei più deboli“, conclude Orlando.

Primo Maggio, a Palermo lo “Sciopero alla rovescia” dei ristoratori: cucine aperte per solidarietà

A questa ingiustizia alcuni ristoratori del centro storico di Palermo reagiscono con una grande azione solidale comunitaria per far sentire la voce di un territorio già fragile che chiede di essere sostenuto ed accompagnato in questo momento di grande difficoltà.

Credo che uno sciopero debba essere sempre, oltre che scienza, un’opera d’arte” lo disse Danilo Dolci nel 1956 quando a Partinico organizzò una forma interessante di protesta spiccatamente nonviolenta, lo “sciopero alla rovescia” per rivendicare il diritto al lavoro dei tanti operai inoccupati del tempo.

Oggi nel 2020, ispirandosi ad una figura che tanto ha dato alla nostra terra, una rappresentanza del comparto dei lavoratori della ristorazione di Palermo, fermo a causa del Covid, sceglie di riproporre tale forma di protesta decidendo di preparare 2.000 pasti per le famiglie più in difficoltà per far sentire la propria e reclamare le necessarie ed urgenti soluzioni che il governo nazionale deve mettere in atto per garantire una giusta ripartenza.

Giorno 1 maggio è la festa dei lavoratori e mentre al nord riaprono fabbriche, i motori principali dell’economia del meridione, il turismo e la ristorazione, restano nella grande incertezza rispetto alle modalità ed alle forme di sostegno che gli permetteranno di tornare al lavoro.

Mangeremo tutti insieme come in una grande tavolata, come in una grande famiglia. Festeggiamo il lavoro con la generosità e la gioia,perché lavorare a questo deve servire, a vivere bene e contribuire a una società più giusta.

Per questo nel giorno della festa dei lavoratori apriranno le cucine proprio nel centro storico di Palermo dove turismo e la ristorazione sono più duramente colpiti, i ristoranti cucineranno 2 mila piatti che più di cinquanta volontari distribuiranno alle famiglie in difficoltà nel centro storico di Palermo.

L’iniziativa è organizzata dalla Prima Circoscrizione, da Sos Ballarò e da Kala Onlus in collaborazione con Kalsa Solidale e Ubuntu.

Un contributo di 2 mila euro è stato ricavato dalla raccolta fondi “Un banco del sorriso a Ballarò“, la campagna lanciata subito dopo il lockdown per avviare azioni di supporto alimentare alle famiglie in difficoltà.

Le attività commerciali fin qui coinvolte sono: Fabrica102, Moltivolti, Ballarak, Santamarina, Il Vicolo, Balata, BissoBistrot, Le Freschette Biobistrot, Porta Sant’Agata, Quattro Mani, Osteria Mangia e Bevi, Cotti in Fragranza.

Per anni abbiamo sentito dire la frase “In Sicilia si potrebbe vivere solo di turismo“, è questa la grande industria del Sud Italia. Il centro storico di Palermo da pochi anni sta cercando di risollevarsi economicamente sulle proprie gambe, gambe fatte di investimenti economici e di scelte politiche fatte in questa prospettiva dalle istituzioni e soprattutto da tanti privati che danno lavoro a molti palermitani.

Non prevedere piani di sostegno adeguati e strategie serie per accompagnare la riapertura delle strutture che lavorano nel settore ristorativo stronca alla base un percorso che con fatica si stava provando a portare avanti nel centro storico ma anche in tuttala città, nella regione e nel Sud più in generale.

Palermo, riaprono parchi e ville: dalla prossima settimana ingressi su prenotazione, orari e dettagli

Dalla prossima settimana torneranno fruibili, a Palermo, in modo sicuro e contingentato, i parchi e le ville cittadine. Sarà infatti attivato un sistema di accessi controllati, che permetterà di limitare il numero di persone presenti, garantendo quindi adeguati spazi per le famiglie e i cittadini presenti. Nei prossimi giorni sarà attivato sul sito istituzionale un sistema di prenotazione che permetterà alle famiglie con bambini e ai cittadini con disabilità di scegliere in quale area verde recarsi.

L’ingresso avverrà per fasce orarie tutti i giorni della settimana, compresi i festivi, con la modalità di prenotazione “oggi per domani”, per un massimo di cinque persone compresi gli adulti o gli accompagnatori. Sono considerate adulte le persone oltre i sedici anni di età, mentre per le persone con disabilità non esiste alcuna limitazione di età. Quattro sono le fasce orarie di ingresso: dalle 9 alle 10,30, dalle 11.00 alle 13, dalle 14.00 alle 15,30 e dalle 16.00 alle 18.00. Ciascuna prenotazione potrà essere fatta per un numero massimo di 5 persone e per un numero massimo di due adulti. Sarà sempre obbligatoria la presenza di almeno un bambino o una bambina (o adolescenti fino a 16 anni di età) nel gruppo, tranne che per le prenotazioni in cui siano presenti persone con disabilità. Ciascun gruppo o famiglia potrà fare al massimo due prenotazioni a settimana.

Per il calcolo del numero massimo di persone ammesse in ciascuna villa è stato utilizzato il parametro di 200 mq/persona, che tiene conto di tutte quelle superfici non utilizzabili perché non calpestabili o adibite a parco giochi. Ne scaturisce una disponibilità complessiva di circa 1.450 posti per ciascun turno, di cui 150 circa per i gruppi con persone con disabilità. Saranno quindi poco meno di 6.000 gli ingressi per ciascun giorno.

Questi i giardini e le ville che saranno aperti:

– Roseto di Viale Campania

– Giardino Piersanti Mattarella

– Villa Trabia

– Villa del Carabiniere

– Villa Niscemi

– Villa Cellini

– Giardino limitrofo al Centro diurno Borgo Nuovo

– Giardini della Zisa

– Giardino Pitrè

– Villa Bennici

– Villa Garibaldi

– Villa Giulia

“Un importante momento per la città, per le famiglie e per le persone più fragili un segnale di normalità; di quella normalità cui tutti dovremo adattarci e per cui dovremo adoperarci nelle prossime settimane, mantenendo alto il livello delle precauzioni. Quanto avvenuto nei paesi dove la riapertura non è stata ben gestita o affrettata, con una nuova impennata di contagi anche fra la popolazione più giovane, deve spingerci ad avere ancora un comportamento responsabile, per il bene di tutti a partire dai più piccoli”, ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando.

Per il vicesindaco Fabio Giambrone e l’Assessore Sergio Marino “fino ad oggi e ancora nei prossimi giorni, un importante lavoro di squadra che coinvolge il Comune con gli uffici del verde e il Coime e le Aziende RAP, Sispi e Reset, sta rendendo possibile un nuovo importante servizio alle famiglie e alle persone più fragili, che certamente hanno sofferto e soffrono maggiormente in questi giorni di chiusura e restrizioni”.

Imprese ristorazione Palermo, Orlando: “Occorre piano nazionale con fondi e regole certe”

All’indomani del flash mob organizzato da un nutrito gruppo di ristoratori e titolari di pub palermitani che hanno aderito all’iniziativa nazionale per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione del settore, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, insieme al vicesindaco Fabio Giambrone e all’assessore alle Attività produttive Leopoldo Piampiano e, ha incontrato in video conferenza una rappresentanza degli imprenditori.

Per Palermo, il problema è ancor più grande che altrove, per l’incidenza che questo settore commerciale, insieme a quello più ampio del turismo, ha nell’economia cittadina“.

Il primo cittadino e presidente di Anci Sicilia si è soffermato su quelli che ha indicato come i temi di fondo del problema: “da un lato l’assenza di regole certe e di una visione di prospettiva di lungo periodo e dall’altro l’assenza di un chiaro quadro di sostegno economico e di norme vincolanti per il sistema bancario, che permetta un’immediata iniezione di liquidità per le aziende“.

Sul fronte economico, il Sindaco ha ricordato che il Comune “ha sospeso il pagamento di tutto quanto poteva essere sospeso, ma occorrono norme nazionali chiare che compensino la perdita delle amministrazioni locali ed allo stesso tempo sostengono concretamente la ripresa economica“.

Il problema non è la data di riapertura – ha detto il sindaco – che paradossalmente sembrerebbe essere l’ultimo dei problemi reali della situazione, ma appunto la mancanza di regole precise che consentano agli operatori commerciali di potere programmare le proprie attività in modo corretto. Occorre dare indicazioni sulle modalità di riapertura, sui protocolli sanitari, sulle procedure da adottare. Non si può pensare che tutto questo venga comunicato pochi giorni prima dell’effettiva apertura“.

Il sindaco ha ricordato che questi problemi sono stati posti “all’interno dei tavoli di confronto con l’ANCI, soprattutto perché accomunano alcune grandi città per le quali il turismo ha una enorme incidenza in termini economici; siamo in questo impegno insieme a Venezia, Napoli e Firenze, che come noi vivono gli stessi problemi“.

L’assessore Leopoldo Piampiano ed il Vicesindaco hanno sottolineato il lavoro già avviato anche con il Consiglio comunale, “sia per quanto riguarda le modifiche dei regolamenti che possono facilitare le attività di commercio e ristorazione, sia per quanto riguarda la fiscalità. Un confronto che sta avvenendo in grande sinergia e al di là delle appartenenze politiche“.

Infine dal sindaco, raccogliendo l’appello degli imprenditori, è venuto “l’auspicio che le procedure per la cassa integrazione siano accelerate perché per ogni azienda ci sono decine di lavoratori che ormai da due mesi non percepiscono gli stipendi, aggravando ancor di più una situazione economica generale pesantissima“.

Occorre un piano di investimenti che permetta alle imprese di poter contare su un sostegno per i costi finanziari delle aziende, che preveda non soltanto prestiti o slittamenti dei pagamenti, ma contributi a fondo perduto che compensino le perdite effettive di questi mesi e rendano possibile una reale ripartenza appena questa sarà compatibile con la prevenzione del contagio“.

Rischio scarcerazione per Boss mafiosi, Candiani e Gelarda (Lega):”Fatto gravissimo che colpisce al cuore i siciliani”

Lo dichiarano il segretario regionale della Lega Stefano Candiani, già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, che è intervenuto oggi in Senato sulla vicenda, e Igor Gelarda, capogruppo al consiglio comunale di Palermo, che è anche un appartenente alla Polizia di Stato.

“Il pericolo che vengano scarcerati boss mafiosi a causa dell’emergenza del covid-19 è qualcosa di inconcepibile. È qualcosa che va a colpire al cuore la dignità dei siciliani e dei palermitani in particolare”.

“Senza considerare – concludono – che queste scarcerazioni, con invio ai domiciliari, costituiscono un affronto nei confronti di quei magistrati e quegli uomini e donne in divisa che hanno pagato con il proprio sangue la lotta alla mafia”.

“Una terra – sottolineano Candiani e Gelarda – che non solo ha pagato un altissimo tributo di sangue a causa della criminalità organizzata, in termini di vittime innocenti, ma ne ha anche subito una lesione di immagine incalcolabile. Una decisione che fa torto a quei milioni i siciliani che sono sempre state persone perbene e hanno contribuito, con il loro lavoro e con le loro intelligenze, a rendere grande questa Nazione”.

Messina, il Sindaco De Luca attacca Musumeci: “Supermercati chiusi nei festivi? È incapacità amministrativa”

Cateno De Luca attacca il governatore Nello Musumeci.

In una lunga lettera indirizzata proprio al presidente della Regione Siciliana, il sindaco di Messina, chiede la modifica dell’art. 7 dell’Ordinanza n. 17 del 18 aprile 2020, ossia la possibilità per gli esercizi di vendita dei prodotti alimentari di restare aperti nelle giornate della domenica e nei festivi, mantenendo inoltre il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari: “Non posso che manifestare la mia sorpresa a riguardo. Non comprendo le motivazioni che abbiano indotto il Presidente Musumeci a dire una cosa in video e farne un’altra negli atti. Le disposizioni introdotte con la sua ultima ordinanza in merito alla disposta chiusura di tutte le attività commerciali nei giorni di domenica e nei giorni festivi del 25 aprile e dell’1 maggio parla chiaro: è rivolta a tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, fatta eccezione per le farmacie e le edicole, ammettendo la possibilità del servizio a domicilio per i prodotti alimentari e per il combustibile ad uso domestico o di riscaldamento. Perché allora in video far credere ai siciliani che ha allentato la morsa addirittura anticipando Conte? Nel disporre la chiusura nei giorni festivi e nelle giornate di domenica, forse non le è stato rappresentato che il 25 aprile cade di sabato e che, in tal modo, la chiusura si protrarrà per due giorni consecutivi, replicando la stessa situazione che si è verificata nelle festività pasquali allorché, per effetto sempre delle sue disposizioni, gli esercizi di vendita di generi alimentari sono rimasti chiusi sia nel giorno di Pasqua che nel Lunedì dell’Angelo, ingenerando nei due giorni precedenti alla chiusura fenomeni di assembramento davanti ai supermercati e lunghe code di clienti in attesa di entrare”.

“La soluzione adottata in quell’occasione dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile, consistente nell’accordare la facoltà ai supermercati di stare aperti fino alle ore 23 della giornata del sabato a mio avviso è stata peggiore del male che si voleva evitare, perché comunicata la notte del venerdì santo, rendendo impossibile l’organizzazione di un terzo turno di personale. E in ogni caso, mi permetto di osservare che simili disposizioni, peraltro comunicate con una circolare della Protezione Civile diffusa nella tarda serata del giorno prima, dimostrano una sostanziale incapacità amministrativa le cui conseguenze si riverberano sempre sulle istituzioni locali e sui cittadini. D’altro canto l’avere previsto che nei medesimi giorni di chiusura è consentito il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari, costituisce una misura alternativa che non consentirà certamente agli utenti di soddisfare la loro richiesta, ma esporrà comunque i lavoratori all’espletamento dei turni di lavoro e dunque non raggiungerà neppure l’effetto di evitare gli spostamenti nel territorio comunale”, ha concluso De Luca.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.