Fase 2. Orlando: “Da governo inaccettabile disattenzione a città turistiche”

Se non è una presa in giro, poco ci manca. Dopo la battaglia condotta dai Sindaci delle città turistiche a cominciare da Palermo, Firenze, Roma, Napoli e Milano, il Governo nazionale si era impegnato a garantire subito un fondo da 100 milioni per compensare i mancati introiti dell’imposta di soggiorno. Somme già di per sé inadeguate, ma che davano almeno il segno di una parziale attenzione. Apprendiamo ora che però ora il Governo ha cambiato idea ed ha subordinato il trasferimento dei contributi ad una complicata procedura di approvazioni, consultazioni, decretazione ed altro“, lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Insomma, tanto per cambiare mentre a Roma si discute, le tante Sagunto del nostro Paese soccombono sotto logiche ragionieristiche e dilatorie inaccettabili. Già 100 milioni coprono solo una minima parte delle perdite dell’imposta di soggiorno; se poi dovranno arrivare quando i Comuni saranno andati in bancarotta, vuol dire che c’è una logica perversa nell’agire del Governo.Ci aspettiamo dal Presidente Conte un significativo cambio di rotta e che da lui direttamente vengano un immediato intervento per rimuovere ulteriori ostacoli a questo finanziamento rivolto alle città turistiche”, conclude Orlando.

Fase 2, il presidente Musumeci: “Turisti stranieri a luglio in Sicilia, ma con patente di immunità”

A luglio anche i turisti stranieri potranno visitare la Sicilia. E a decidere sugli arrivi “non sarà mai la politica, ma il numero dei contagi, il dato epidemiologico: è lì la cabina di regia”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “Se non aumentano i casi positivi al Covid-19 abbiamo buone ragioni di aprire dai primi di giugno agli arrivi dalle altre regioni italiane, se anche questo dato, dopo un mese, dovesse essere confortante allora potremmo pensare ad alcune comitive di turisti stranieri, ma adottando tutti gli accorgimenti previsti”.

Per i turisti stranieri, il governatore ha ipotizzato il ricorso a “una sorta di ‘patente di immunità'”. “Si tratta di definire con le autorità sanitarie quale può essere il criterio. Ma sono soluzioni assolutamente parziali: il virus continua ad essere presente anche in modo asintomatico, quindi controllare la temperatura corporea a un turista che arriva in Sicilia non dimostra che non sia contagiata”, sono state le sue parole. E “nell’attesa che venga trovata una soluzione”, il governatore ha ribadito che la sua giunta ha confermato un investimento da circa 70 milioni di euro nel turismo e che “sta pensando ad uno autoctono, fatto da siciliani che si muovono da una parte all’altra dell’isola, e parliamo di 2 milioni di persone che ogni anno si muovono per fare le vacanze”.

Palestre, piscine e non solo: ecco le regole da seguire per riaprire il 18 maggio

Palestre, piscine, centri danza e i circoli potrebbero ripartire già il prossimo 18 maggio. Le linee guida da rispettare sono pronte e dovranno essere validate dal Comitato tecnico scientifico del Governo. Di seguito, le regole da seguire per la ripartenza.

MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE: utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio (mascherine chirurgiche, guanti monouso); pulizia e sanificazione dei luoghi e delle attrezzature; realizzazione di segnaletica nel centro di entrata e uscita ben evidenziati; preparazione dei locali con percorsi differenziati; predisposizione di piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di necessità o urgenza; divieto di scambio tra operatori e personale comunque presente nel sito di dispositivi (smartphone, tablet) e di attrezzi sportivi.

PRATICHE DI IGIENE: lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti; mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro, preferibilmente 2, in caso di attività metabolica a riposo; evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti; disinfettare i propri effetti personali evitando di condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi); arrivare nel sito già vestiti adeguatamente all’attività che si andrà a svolgere e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti; bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate; gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).

NUOVA ORGANIZZAZIONE: valutare la possibilità di riorganizzare il lavoro con l’obiettivo di ridurre il numero di operatori sportivi (ovvero sia chi pratica l’attività sia il personale autorizzato a stare nell’impianto) contemporaneamente presenti; suddividere gli operatori in gruppi che svolgono la medesima mansione e nei medesimi luoghi; formazione a distanza del personale; determinare più dettagliatamente il rischio per area e la possibile dimensione degli spostamenti; organizzare un sistema di sanificazione ad ogni cambio turno e una costante pulizia degli spazi; indicare le corrette modalità e i tempi di aerazione dei locali; esporre procedure informative nel sito, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici; predisporre un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (come fazzoletti e mascherine).

Armao: “Ue abbia più coraggio”

L’edificazione di una patria europea, era questo l’obiettivo di Schuman, De Gasperi e Adenauer. Oggi, a 70 anni da quell’appello, tra luci ed ombre, siamo ancora in cammino verso una meta che o giungerà a breve o cadrà nell’oblio“. Così il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia, Gaetano Armao, componente del Comitato europeo delle Regioni, in occasione della celebrazione del 70esimo anniversario della Dichiarazione Schuman.

L’Europa deve avere più coraggio e dimostrare di saper proteggere i cittadini europei, soprattutto i più deboli – sottolinea -. Solidarietà, coesione e resilienza sono valori costitutivi dell’Unione. Di fronte al dramma della pandemia e dei sui effetti economici, occorre più che mai far prevalere ciò che ci unisce su quel che ci può dividere, mettendo all’angolo i miopi egoismi nazionali“, conclude il vicepresidente.

Coronavirus, Fase 2: dal 18 maggio riaprono i Centri socio sanitari

Dal 18 maggio, in Sicilia, potranno riprendere le attività delle strutture socio-sanitarie dedicate a persone diversamente abili o fragili.

La misura, che rientra fra le azioni in ambito sanitario previste nella Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, è contenuta in una circolare dell’assessorato regionale alla Salute, che di fatto recepisce l’ordinanza del presidente della Regione Siciliana dello scorso 30 aprile.

Il documento, che richiama anche i diversi studi condotti dal Comitato tecnico scientifico della Regione Siciliana, contiene le linee di indirizzo per consentire la ripresa delle attività assicurando la massima sicurezza a ospiti e operatori. Proprio il personale dovrà essere adeguatamente formato sulla corretta adozione delle precauzioni standard e sull’utilizzo dei Dpi.

Nello specifico, si tratta delle strutture semiresidenziali ex art.26 L.833/78, dei Centri diurni per pazienti psichiatrici o affetti da alzheimer o autismo, ma anche i Centri diurni socio-educativi per minori e quelli per anziani (questi ultimi afferenti all’assessorato regionale alla Famiglia), chiusi nel marzo scorso per contenere il contagio dal virus.

Ogni struttura dovrà così individuare un referente per il biocontenimento che avrà il compito di curare i protocolli di sicurezza, divenendo anche un riferimento non solo per gli operatori, ma anche per i familiari dei pazienti e per tutti i soggetti esterni. Prima della apertura, oltre alla necessaria sanificazione dei locali, si dovrà tenere conto del distanziamento sociale, quindi sarà necessario, a seconda degli spazi dei vari Centri, prevedere una flessibilità con l’eventuale ampliamento delle fasce orarie di operatività.

Pertanto, in base alle esigenze e al nuovo modello organizzativo, sarà possibile rimodulare con l’Asp i Progetti riabilitativi individuali (Pri) e/o i Piani assistenziali individuali (Pai) dei pazienti che frequentano un determinato Centro.

La circolare raccomanda prima della riapertura – che dovrà comunque avvenire dopo un’interlocuzione con le Asp – “opportune azioni per la preparazione/allestimento dei locali nei quali verranno erogate le attività secondo le necessità correlate alle nuove modalità di utilizzo e la sanificazione dei medesimi“.

La riapertura dei Centri non farà venire meno alcune novità introdotte dal periodo di lockdown come l’uso di strumenti digitali: “Per tutti i pazienti – si legge nel documento – è opportuno valutare la possibilità di un programma alternativo prevedendo, ove possibile, attività complementari, anche utilizzando strumenti telematici, a completamento dell’orario di frequentazione abituale. Allo stesso modo le attività di gruppo devono essere riorganizzate attraverso l’utilizzo di piattaforme di videochiamata“.

La circolare prevede inoltre che la “ripresa delle attività dei Centri semiresidenziali ex art.26 L.833/78 e dei Centri diurni coinvolgerà prioritariamente gli utenti già in carico alla data di sospensione delle attività e sarà data precedenza alle persone con disabilità il cui prolungato permanere al domicilio in concomitanza all’elevata complessità assistenziale può maggiormente causare problemi di tipo sanitario o sociale alla persona o alla famiglia“.

Un capitolo della circolare è dedicato al trasporto dei pazienti: oltre a tenere conto del distanziamento interpersonale, sarà necessario prevede la sanificazione quotidiana. Inoltre l’autista-operatore sarà dotato di termoscanner e, prima di far salire a bordo l’utente, dovrà misurare la temperatura corporea: se dovesse risultare superiore ai 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso sul mezzo.

Misure speciali anche per l’accesso degli accompagnatori degli utenti che “è fortemente raccomandato non far accedere al Centro se non strettamente necessario”. Infine, come è noto, ad ogni utente, entro la prima settimana di trattamento, dovrà essere effettuato da parte della struttura, un test sierologico quantitativo/semiquantitativo per Sars-Cov-2.

Coronavirus, in Sicilia sì ai “trattamenti di assistenza ambulatoriale e domiciliare”: la nuova ordinanza

“È autorizzata per tutte le branche specialistiche – limitatamente alle prestazioni urgenti e indifferibili, ed a condizione del rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e contenimento del contagio e degli obblighi di distanziamento interpersonale – lo svolgimento delle attività professionali extramurarie di cui ai codici ATECO 74 (attività professionali scientifiche e tecniche) e 86 (assistenza sanitaria) dell’allegato 3 al DPCM del 26 aprile 2020”. Lo prevede l’ultima ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“Sono, altresì, autorizzati – limitatamente alle prestazioni urgenti e indifferibili, ed a condizione del rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e contenimento del contagio e degli obblighi di distanziamento interpersonale – i trattamenti di assistenza ambulatoriale e domiciliare e riabilitativo infermieristica. L’Assessorato regionale della Salute, con propria disposizione, tenuto conto dell’andamento dell’epidemia e delle misure di attuazione individuate previo 11 parere del Comitato Tecnico Scientifico, provvede a dare attuazione ai commi che precedono”.

Coronavirus, operatori turistici Isole Eolie: “Aiutateci oppure non apriamo”

Oltre 300 operatori turistici ed esercenti hanno annunciato che non apriranno le loro attività nell’immediata stagione turistica se non ci saranno aiuto economici concreti da parte del Premier Giuseppe Conte e del governatore della regione Sicilia, Nello Musumeci.

Il documento è stato firmato dai rappresentanti dei comitati “20-30” e da “AssompresEolie”, dunque da Fabrizio Famularo, Danilo Conti e Sandro Crivelli. Tra le richieste, anche “una programmazione decennale seria che consenta a tutto il comparto produttivo di rilanciarsi, con l’applicazione della Zona franca urbana; l’istituzione di un fondo economico di emergenza per le imprese; una garanzia certa rispetto al protocollo sanitario da adottare”.

 

Coronavirus, il premier Conte alla Camera: “Misure meno restrittive delle Regioni saranno considerate illegittime”

“Il governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata: c’è stato accurato bilanciamento di tutti gli interessi e i valori coinvolti, buona parte dei quali di rango costituzionale”. Così ha esordito il premier Giuseppe Conte, che questa mattina è intervenuto alla Camera per la prevista informativa sull’emergenza Coronavirus.

“Stiamo affrontando un’emergenza che non ha precedenza nella storia repubblica, siamo costretti a riconsiderare modelli di vita, a rimeditare i nostri valori, a ripensare il nostro modello di sviluppo. Sono giorni in cui è vivace il dibattito, anche critico, sulle decisioni assunte. La vivacità rileva la forza e la vitalità del nostro sistema democratico”, ha dichiarato Conte, che ha poi aggiunto che quello messo in campoè un modo per far ripartire al meglio la nostra economia senza battute di arresto in futuro. Un approccio non graduale e incauto porterebbe ad una recrudescenza del contagio. Il governo non può assicurare il ritorno immediato alla normalità”.

“Non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali, ma basato su rilevazioni scientifiche”, ha proseguito il presidente del Consiglio dei Ministri, che non ha usato giri di parole per ribadire che la ripresa deve essere graduale. “Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime”, ha sottolineato.

“Se il tasso R0 tornasse vicino a 1 si saturerebbero le terapie intensive entro fine anno. Un rapporto del comitato tecnico-scientifico, che non è segreto, stima che la riapertura totale al 4 maggio porterebbe a un rischio elevatissimo di ripresa del contagio. Nel mese di maggio si procederà ad effettuare 150 mila test sierologici, un campione verrà selezionato dall’Istat. Dovremo essere pronti a misure tempestive, anche restrittive” in caso di nuova crescita dei contagi. “Misure che potranno essere mirate su specifici territori”. Il premier, infine, ha garantito che “al termine delle due settimane (previste dal Dpcm del 4 maggio, ndr) avremo un quadro più chiaro e potremo procedere ad un ulteriore allentamento delle misure contenitive”. E ancora: “Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere allenteremo ulteriormente le misure assicurando l’apertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona”, ha concluso.

Coronavirus, cinque circoli sportivi palermitani pronti a riaprire il 4 maggio: “Adegueremo le strutture”

Il Club Canottieri Roggero di Lauria, il Country Time Club, il TeLiMar, il Circolo del Tennis Palermo e il Tennis Club Palermo 2 hanno scritto ed inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al presidente del Coni Sicilia Sergio D’Antoni e al Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Coronavirus nell’Isola.

Nel dettaglio, i circoli sportivi si dicono pronti a ripartire già il 4 maggio, “a fare investimenti per adeguare le strutture” e “rispettare una serie di norme stringenti”: accessi contingentati, rilevazione della temperatura e verifica dell’informativa anti Covid-19; controllo del possesso ed utilizzo di mascherina e guanti ed eventuale loro fornitura all’ingresso per dipendenti e soci; controllo costante del rispetto del distanziamento sociale da parte di tutti i presenti; sanificazione continua degli ambienti, delle strutture e delle attrezzature asservite alle attività sociali; uso contingentato degli spogliatoi (massimo quattro persone ogni trenta metri quadri e distanza di almeno 1,50 metri fra una doccia e l’altra); servizio ristorante tradizionale solo per nuclei familiari conviventi, in attesa di specifica riapertura regolamentata dell’intero settore; servizio bibite caldo freddo, snack e gelati tramite distributori automatici, ed ordine in remoto per servizio food con consegna alla postazione, in attesa di specifica riapertura; posizionamento lettini opportunamente distanziati; accesso in acqua contingentato dagli assistenti bagnanti per evitare assembramenti.

“I circoli sportivi della città di Palermo sono in possesso del doppio requisito di avere una estensione delle proprie strutture all’aperto superiore a 6 mila metri quadri ed un numero di iscritti superiore a 1.000, che rappresentano oltre 10.000 cittadini”, si legge. “Pratica sportiva, intrattenimento all’aperto, ricreazione e balneazione in considerazione degli ampi spazi all’aperto che i circoli Sportivi hanno a disposizione, per garantire una categoria, quella dell’associazionismo, che non sta ricevendo alcuna protezione, penalizzando ancora una volta quel ceto medio costretto a provvedere, a sue spese, al mantenimento di questi impianti sportivi che se abbandonati non potranno svolgere ancora quel servizio sociale di prevenzione e cura della salute, cui le pubbliche istituzioni hanno comodamente derogato. Ciò anche con particolare riguardo al ritorno alla quotidianità da vivere all’aperto, in modo da potere garantire il benessere dell’individuo, in questa importante fase di transizione verso l’uscita dal periodo di emergenza da Covid-19”.

Coronavirus, Conte rassicura Musumeci: “Faremo ogni sforzo per il turismo”. E sulle riaperture il 27 aprile…

“Faremo” ogni sforzo “per recuperare tutto quello che è possibile” perché il turismo “è un sentimento di orgoglio nazionale”.

E’ la risposta del premier Giuseppe Conte al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso della video-conferenza Stato-Regioni. In particolare, il governatore aveva chiesto al presidente del consiglio di “iniziare a disciplinare quali segmenti del turismo possono ripartire”, citando quelli “naturalisti e ambientali” che non creano assembramenti. Un piano sul turismo “per dare un segnale anche all’estero”. Conte – secondo quanto riferito da fonti presenti alla riunione – avrebbe garantito “la centralità del settore turistico per il nostro paese, assicurando che sarà oggetto di un tavolo ad hoc”. Il governo se ne occuperà subito dopo la chiusura della discussione sul piano Colao per la ripartenza.

Ma non solo; sono stati diversi, infatti, i temi posti dal governatore della Sicilia durante il summit. Nel dettaglio, in vista della cosiddetta FASE 2, fondamentale è “l’organizzazione sanitaria”, così come “la condivisione col governo nazionale” delle misure per la ripartenza graduale, a cominciare dai cantieri, mettendo in sicurezza le persone e puntando sul “ruolo delle Regioni, centrale per assicurare al Paese di farcela”. Musumeci, infine, ha chiesto informazioni a Giuseppe Conte in merito alla riapertura anticipata dei cantieri stradali e ferroviari, in particolare se riguarderà solo quelli pubblici o anche quelli privati e con quali misure di sicurezza. Tuttavia, per le aperture il 27 aprile (solo di alcune attività) servirebbe un’attenta riflessione, avrebbe detto il premier: la volontà sembra essere quella di chiudere la FASE 1 “in maniera armonica”.

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