Palermo, rivoluzione per lo sport. Orlando: “Settore vitale per la città, incontreremo Spadafora”

 

Lo sport come mezzo per rilanciare la città di Palermo.

L’emergenza Coronavirus continua ad impegnare quotidianamente medici ed infermieri che stanno lottando con tutti i mezzi possibili per salvare quante più vite possibili. Inoltre stanno cominciando ad emergere i primi risultati positivi delle misure restrittive adottate dal Governo italiano, dal momento che il numero dei tamponi risultati positivi è in costante flessione verso il basso e continua a diminuire il numero dei pazienti ricoverati nella sale di terapia intensiva.

Coronavirus e stop al calcio, gli otto step chiave in caso di ripresa della stagione: ritiri e screening in Serie A, le norme in spogliatoio…

In questo momento gli organi sportivi stanno lavorando per cercare di comprendere come riprendere nel modo più sicuro possibile le manifestazioni sportive tutelando la salute degli atleti e delle loro famiglie. Le Federazioni sono in costante contatto con i rappresentanti del Governo, che dovrà attuare una riforma economica e finanziaria anche al mondo dello sport il quale attualmente è tra i più colpiti dalla crisi visto lo stop totale subito nel corso dell’ultimo mese. Per tale motivo l’assessore Paolo Petralia Camassa gli operatori dello sport palermitano e il sindaco Leoluca Orlando per definire i punti focali del colloquio che questi avranno con Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport giovedì prossimo alle ore 12. Questo il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del comune di Palermo:

Dopo l’incontro con gli assessori allo sport delle città metropolitane, l’Assessore Paolo Petralia Camassa, ha incontrato la scorsa settimana, molti operatori dello sport palermitano. Le misure previste nei diversi Decreti del Governo hanno fatto rilevare delle criticità relative alla ripresa del settore sportivo e grazie al confronto con gli operatori del settore della città è stata stilata una lista di proposte da sottoporre al Ministro Spadafora. Tra i punti in agenda, si chiede l’intervento governativo per la sospensione dei canoni concessori degli impianti sportivi pubblici, la sospensione dei pagamenti dell’IVA per il comparto sportivo fino al riavvio delle attività, contributi, prestiti d’onore, fondi garanzia e nuove regole per le sponsorizzazioni. ‘Domani pomeriggio’ –  dichiara l’Assessore Paolo Petralia Camassa – ‘in un continuo e proficuo scambio di informazioni  finalizzate  ad ottimizzare i risultati ed in considerazione dell’ottima intesa esistente  tra il settore sportivo e l’amministrazione, incontreremo gli operatori dello sport cittadino per un ultimo confronto prima di quello con il Ministro. Quello che chiederemo al Governo ha una duplice funzione, permettere allo sport di poter ripartire e al contempo gestire nel modo migliore la fase della ripartenza tenuto conto delle grandi difficoltà in cui versa lo sport a causa della crisi’. ‘Lo sport come il turismo è stato uno degli elementi che hanno rilanciato la città in questi anni, con decine di eventi nazionali ed internazionali. L’associazionismo sportivo di base e di eccellenza ha rappresentato in questi anni uno dei mondi vitali della città e insieme stiamo ora lavorando per costruire insieme un percorso in vista della cosiddetta Fase 2. L’Amministrazione comunale si farà portavoce col Governo nazionale, direttamente o tramite l’ANCI, di sostenere questo settore, anche perché sarà un modo per rimettere in moto la nostra comunità’ – dichiara il sindaco di Palermo. L’assessore Paolo Petralia Camassa, il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori allo sport delle città metropolitane incontreranno in video conferenza il Ministro Spadafora giovedì prossimo alle ore 12.00“.

Donsah, dallo sbarco a Palermo al rapporto con Mihajlovic: “Bologna versione Europa. Sinisa? Io trattato come un figlioccio”

 

State a casa: io rileggo sempre la Bibbia, e prego. Per la mia Africa e il mondo intero. Leggo tutto dell’Italia, in Ghana è aumentato il contagio. Parte della mia famiglia è là: prego ogni giorno, che Dio ci aiuti. Tutti“.

Questo il messaggio lanciato da Godfred Donsah, centrocampista di proprietà del Bologna in prestito al Cercle Brugge. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il classe 1996 ha raccontato: “Siamo tutti impauriti. E abbiamo capito che il mondo non ha certezze: oggi hai tutto, domani nulla. Nessuno è al sicuro, questa è la verità. E quando ne usciremo, perché succederà, i primi tre mesi saranno duri: nessuno si abbraccerà perché avremo perso l’abitudine e per paura. Purtroppo“.

Donsah ha un rapporto speciale con il tecnico della compagine felsinea, Sinisa Mihajlovic: “Mi ha sempre trattato come un figlioccio. Qualche giorno prima di quel 13 luglio eravamo a cena assieme, tutti. Ci divertivamo: Sinisa è un duro quando si lavora, ma fuori è simpatico, allegro, fa battute. Poi, parte il ritiro in montagna. Lui non arriva. E ci dice tutto via skype: c’è chi ha pianto. Ricordo quando disputammo, male, una amichevole. ‘Sono incazzato, così non mi aiutate perché oltre alla mia famiglia la forza me la date voi facendo il vostro dovere per bene. State a testa alta e fate le cose serie. Così, mi aiuterete’, ci disse“.

Il giovane ghanese è arrivato in Italia con un viaggio della speranza: “Gli insegnamenti più grandi da offrire? Che il calcio ha delle regole e non è che puoi fare come ti pare. Che serve mentalità: quando sbarcai a Palermo mi dissi che non sarei potuto tornare in Africa a mani vuote. Il terzo è l’amore vero per ciò che fai. Tornare a Bologna? Io ci sono…

Palermo, rebus contratti: tutti i rischi. La FIFA: “Non si possono prorogare”, l’avvocato Pasqualin: “Problema serio”

Riprendere un campionato senza calciatori: un paradosso che rischia di generare il caos in Serie D. Perché ancora non si sa come e se si tornerà a giocare tra i dilettanti, ma una cosa è certa: dal 30 giugno quasi tutti i calciatori non professionisti potranno ritenersi liberi“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dei problemi che potrebbero esserci qualora dovesse riprendere il campionato e terminare oltre il 30 giugno. La questione principale riguarda i contratti dei calciatori in scadenza, ma anche per quanto concerne i prestiti, con i giocatori che dovranno tornare nelle proprie società di appartenenza.

Il direttore legale della FIFA, Emilio Garcia Silvero, intervistato dall’emittente spagnola Cadena Cope, ha spiegato: “La Fifa non può prorogare i contratti oltre il 30 giugno però le date per i trasferimenti non saranno le stesse e i giocatori non potranno essere registrati“. Una situazione parecchio delicata che rischia di avere ripercussioni ancor più gravi e difficili in Serie D.

Palermo, cosa serve per ripartire: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo. La situazione

Squadre senza calciatori? È un rischio, perché a quel punto la volontà dei giocatori è sovrana – ha spiegato l’avvocato Claudio Pasqualin -. Non ci sono le complicanze economiche del calcio professionistico e si potrebbe tentare un prolungamento generalizzato, ma i limiti giuridici sono notevoli. È molto difficile, ma ci si augura che si sposti la data dei contratti il meno possibile, sempre basandosi sul parere delle autorità preposte“.

La questione non riguarda naturalmente solo i dilettanti: “Non si può derogare d’imperio un contratto concordato su una certa scadenza – ha sottolineato Pasqualin -. È un problema serio, che può essere reso ancor più serio se un calciatore in scadenza si è impegnato tramite accordo preliminare con altre squadre. Ad esempio, sarebbe legittimo se Petagna avesse già firmato il preliminare col Napoli, terminando il proprio contratto con la Spal al 30 giugno. A quel punto è difficile immaginare una norma che abbia valore collettivo“.

La soluzione, anche se complicata, potrebbe essere quella che i club cerchino singolarmente di trovare l’intesa con i calciatori:  “Temo che in questo caso si dovrà andare sulle trattative individuali per prendere atto di chi vuole rinnovare e chi no. In sostanza, la società chiede al tesserato di giocare per altri tre mesi e poi passerà alla nuova, a seconda di quando inizierà la nuova stagione. Da sostenitore dell’accordo collettivo, ammetto che utilizzare questo strumento sia più semplice per chi ha contratti lunghi – ha concluso Pasqualin -. Per quelli in scadenza, potrebbe essere necessario il ricorso alla volontà delle parti“.

Palermo, si pensa ad un mini-ritiro: Leghe e Federazione studiano le condizioni per ricominciare. I dettagli

Palermo, cosa serve per ripartire: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo. La situazione

 

Oggi è ancora tempo di rispetto delle regole, ma anche il Palermo inizia a lavorare sulla ripartenza“.

Apre così l’edizione odierna de La Repubblica parlando di come il club rosanero sta continuando a lavorare in attesa che leghe e federazione stabiliscano se far ripartire o meno i campionati. La società di viale del Fante, per non farsi trovare impreparata, ha già messo a punto il piano per arrivare pronti all’eventuale ritorno in campo. Il programma si suddivide in tre settori: aspetto sanitario, tecnico e organizzativo.

Per quanto concerne il primo il Palermo dovrà attenersi alle linee guida che verrano date dalla federazione, a seguito della riunione che ci sarà domani tra la commissione medica della Federcalcio e i rappresentanti di categoria degli scienziati in campo contro il coronavirus, le decisioni verrano “comunicate al tavolo tecnico che si riunirà giovedì con tutte le componenti federali per stabilire le modalità di ritorno in campo delle varie leghe dalla A alla D“, si legge.

Palermo, si pensa ad un mini-ritiro: Leghe e Federazione studiano le condizioni per ricominciare. I dettagli

Gli aspetti tecnici e organizzativi, invece, vanno di pari passo. Qualora si dovesse definitivamente scegliere di tornare in campo tutti i calciatori verrano sottoposti a test fisici in maniera tale da capire come lavorare nei giorni a seguire, soprattutto visto che l’intenzione è quella di giocare ogni tre giorni. Gli allenamenti dovrebbero svolgersi al “Barbera” e il club avrà il compito di far rispettare determinate norme igienico sanitarie e di comportamento.

Pelagotti: “Coronavirus? Pronti a ripartire, vogliamo vincere sul campo. Sogno la Serie A con il Palermo”

Quest’ultimo punto è più semplice per squadre ben strutturate, come il Palermo, più complicato invece per la maggior parte di società di Serie D. L’obiettivo della Lega Nazionale Dilettanti è quello di portare a termine il campionato (mancano otto giornate), ma a patto che tutti riescano a rispettare alla perfezione le linee guida imposte dal governo nazionale, ma alcuni club “hanno già lasciato intendere che per ragioni economiche difficilmente saranno in grado di fare fronte alle richieste federali, con la prospettiva che in molte abbandonino prima della fine dei giochi“, conclude il quotidiano.

Il libro dei ricordi di Caracciolo: “A Palermo c’era tutto per fare bene, ho sbagliato io. Van Basten e Baggio i miei idoli”

State in casa. Io abito in centro a Brescia ed in questi ultimi giorni quando mi affaccio vedo in giro troppa gente che ha mollato anzitempo, ma è sbagliato. Serve invece stare a casa e mostrare grande rispetto per i medici, gli infermieri, per tutte le persone che stanno lavorando al servizio della popolazione“.

Questo l’appello rivolto a tutti da parte di Andrea Caracciolo. L’ex attaccante di Palermo e Brescia, oggi alla FeralpiSalò ha parlato nel corso di una diretta sul profilo Instagram ufficiale del club lombardo: “Mi manca il campo, il mio lavoro, come manca a tanti altri professionisti che hanno lavori diversi. Mai come in questo momento, però, bisogna avere forza e spirito di sacrificio per uscire dalla crisi. E torneremo tutti insieme al Turina“.

A partecipare anche tanti supporter che hanno rivolto le loro domande all’Airone: “Giocatore più amato? Marco Van Basten, attaccante, elegante, fortissimo. Avevo il suo poster e quello di Roberto Baggio, con il quale ho avuto la fortuna di giocare a Brescia“.

Caracciolo ha poi parlato di San Siro, ricordando la prima volte che scese in campo in uno degli stadi più belli d’Italia: “La Scala del calcio. La prima volta che vi ho giocato è stato in occasione dell’ultima gara di Baggio, contro il Milan. Un brivido, quando sono entrato ed era ancora vuoto. Poi sono tornato tante volte e spesso ho segnato, soprattutto contro l’Inter. Un gol che ricordo è quello di Inter-Novara 0-1…“.

Caracciolo ha anche salutato i numerosi tifosi del Palermo che sono rimasti ancora legati a lui, nonostante la sua esperienza in rosanero non sia stata delle migliori: “Grande città, ho sbagliato io quei due anni, c’era tutto per fare bene“, Infine l’Airone ha fatto una promessa al presidente della FeralpiSalò, Pasini: “Ricordo ancora l’entusiasmo il giorno del mio arrivo a Salò e da allora ho visto il club crescere in tanti settori. Per arrivare in B c’è ancora da fare, ma se riprenderemo, saremo tutti pronti per giocarci le nostre carte al meglio“.

Palermo, si pensa ad un mini-ritiro: Leghe e Federazione studiano le condizioni per ricominciare. I dettagli

Arrivederci a maggio, come preventivabile. Le ultime misure adottate dal Governo posticipano il rientro in campo del Palermo e di tutto il calcio italiano“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dell’attuale situazione che stanno attraversando tutti gli sport, soffermandosi in maniera particolare sul calcio e sulla squadra rosanero. Il club di viale del Fante ha prolungato nuovamente la sospensione delle attività fino al 3 maggio, allineandosi perfettamente alla decisione presa dal governo nazionale attraverso un nuovo DPCM.

L’obiettivo di Leghe e Federazione è quello di riprendere i campionati una volta terminata l’emergenza ma le modalità e la fattibilità di questa ipotesi non sono ancora del tutto certe: “Le differenze tra i professionisti e i dilettanti, però, rischiano di creare un abisso tra le categorie, che potrebbero non trovarsi sullo stesso piano al momento di applicare il protocollo di sicurezza“, si legge.

Il Palermo ha infatti già ribadito più volte di avere le strutture e la forza di attuare qualsiasi tipo di decisione dovesse essere presa ma non tutte le squadra dilettantistiche hanno questa possibilità. Intanto, gli uomini di Pergolizzi continuano a lavorare nelle proprie abitazioni ma lo stop, qualora si dovesse ricominciare a giocare, costringere i rosanero, e anche gli altri club, a fare una sorta di mini-ritiro: “Non un ritiro vero e proprio, ma un richiamo di preparazione da svolgere in gruppo, per evitare sorprese al momento del rientro in campo“, sottolinea il quotidiano.

Sagramola: “Difficile attuare protocolli di sicurezza in D, noi pronti a ripartire. Proposte Galliani e Stirpe? Ecco cosa penso”

Noi siamo per ogni soluzione che possa portare al regolare compimento del campionato“.

Questa la posizione del Palermo in merito alla possibile ripresa del campionato di Serie D. Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’amministratore delegato rosanero, Rinaldo Sagramola ha poi proseguito esprimendo il suo parere sulla possibilità di prolungare la stagione anche oltre l’estate: “Ho letto con interesse la proposta di Galliani, quella di far terminare la stagione sull’anno solare per poi tornare alla normalità, se si riterrà di farlo, tra un paio d’anni. Questa ipotesi, al pari di quella di Stirpe del Frosinone che addirittura parlava della possibilità di far finire i campionati a giugno 2021, l’ho letta con particolare interesse. Certo, bisognerebbe trovare un accordo con gli atleti per questi sei mesi, ma credo che con un po’ di buon senso si possa anche fare“.

Rispetto ai professionisti in Serie D la situazione è parecchio diversa e rispettare gli standard di sicurezza è più complicato: “La posizione del Palermo è quella già ripetuta più volte ma se i protocolli richiesti per garantire la sicurezza degli atleti e di chi prenderà parte agli eventi dovessero essere quelli che abbiamo letto in questi giorni, non so quanti siano in grado di garantirne l’applicazione nella nostra categoria – sottolinea Sagramola -. Noi siamo assolutamente nelle condizioni di farlo, ma onestamente la vedo un po’ complicata come cosa“.

Pelagotti: “Santana stratosferico, Felici un top. Sento molto Fallani. Brescia? Cellino mi ha abbindolato”

La leadership di Alberto Pelagotti.

Intervenuto ai microfoni di Eleven Sports durante la trasmissione Eleven Home, il portiere del Palermo ha parlato dei suoi compagni di squadra, concentrandosi particolarmente su Mario Alberto Santana. Queste le sue parole:

Chi mi ha colpito di più a Palermo? Sicuramente Santana, non ha bisogno di presentazioni. Sta benissimo nonostante l’età, sono rimasto allibito. Avevo giocato con lui all’Empoli e alla Fiorentina tantissimi anni fa, è un giocatore stratosferico. Anche adesso è in condizioni eccellenti, fa ancora la differenza ed è un leader carismatico sotto tutti gli aspetti. Mi sono rivisto molto in lui, una persona straordinaria. Lancini e Martinelli li ho conosciuti a Brescia, sono fortissimi. La squadra è stata costruita molto bene. Tantissimi ragazzi mi hanno colpito, uno su tutti Felici che farà sicuramente benissimo, ma potrei dirli tutti. In questo periodo sento tutti, più di tutti Fallani e Langella che vivono insieme. Li sento spesso, abitiamo anche a 100 metri di distanza, quindi se mi affaccio li vedo. Siamo in stretto contatto, mi sento sempre con tutti. Questa mattina sono andato a fare la spesa e dentro il centro commerciale ho incontrato Martinelli e Langella. Auguri di buon compleanno a Lancini, che non so quanti anni compie (ride, ndr). Sono una frana in matematica, ma nello spogliatoio tengo tutto io: orari, allenamenti, multe. Sto attento, ogni minuto di ritardo abbiamo una multa. Ho un futuro da team manager o da amministratore. Voglio giocare ancora dieci anni, poi vediamo che succede“.

Infine un commento sulle avventure con la maglia dell’Arezzo e con quella del Brescia: “Arezzo? Annata meravigliosa, siamo partiti per fare un campionato normale e poi ci siamo ritrovati nella semifinale dei play-off. Il mio obiettivo era quello di vincere, ero andato lì per quello. Avevo messo nella testa l’idea comune di poter vincere il campionato e conquistare la Serie B, poi non è successo per vari ragioni. Mi sono trovato benissimo e ho fatto anche buone prestazioni. Sono stato anche dispiaciuto quando ho dovuto scegliere di non restare lì. A Brescia ho sofferto un po’ di più, ero andato lì per giocare ma mi sono fatto un po’ abbindolare dal presidente Cellino. Ero appena retrocesso dalla Serie A con l’Empoli, volevo qualcosa di stimolante e Brescia era una società importante con grosse ambizioni. Alla fine però le cose stavano in maniera diversa ed è risultata una scelta sbagliata. Ricordo però con molto piacere i tifosi con cui mi sono trovato benissimo e la città, meravigliosa“.

Pelagotti: “Tifosi del Palermo eccezionali, sui social cerco di regalare loro un sorriso. Empoli nel mio cuore”

Parla Alberto Pelagotti.

Intervenuto durante la trasmissione Eleven Home in onda sui canali di Eleven Sports, il portiere del Palermo ha raccontato le sue prime impressioni dopo i mesi trascorsi nel capoluogo siciliano, parlando anche del suo bellissimo rapporto con i suoi  tifosi. Queste le sue parole: “Il mio rapporto con la città è meraviglioso. Mi sono ambientato subito, non ho sofferto niente e anzi mi hanno accolto fin troppo bene. Immaginavo che i palermitani fossero così calorosi, ma non mi aspettavo così tanto, è stato veramente eccezionale. Ho fatto amicizia con tantissime persone, mi hanno voluto subito bene e mi hanno fatto sentire subito importante. Quello che dico sempre è che sono rimasto scioccato, già da noi in Toscana non funziona così, dal calore e dalla coesione che c’è tra le persone. Nel mio condominio ci conosciamo in due (ride, ndr). Del cibo palermitano mi piace tutto, se devo scegliere dico i cannoli che mi piacciono da morire. Preferisco il salato al dolce, ma il cannolo è veramente buono“.

Pelagotti è molto attivo sui social network, e spesso su Instagram avvia dirette dove interagisce molto con i tifosi regalando anche “selfie virtuali“: “E’ qualcosa che è nata telefonicamente con il nostro team manager Andrea Siracusa, una persona straordinaria sotto tutti i profili. Parlando mi ha proposto questa cosa, a me piace molto essere a contatto con i tifosi. Da piccolo vedevo sempre giocatori come Buffon e portieri di alto spessore, e mi chiedevo cosa facessero loro durante la settimana. Mi piaceva poter vedere cosa facevano durante il loro tempo libero, a quei tempi loro non potevano farlo perché i social non erano molto importanti. Mi piace far vedere cosa faccio durante la giornata, e in più ovviamente cerco di tenere un rapporto stretto con i nostri tifosi perché penso sia sempre una cosa bella per loro, cerco di regalare loro un sorriso in questi momenti difficili. Uso quasi sempre Instagram, faccio tutto con quello, la pagina su Facebook non la gestisco io. Il numero 23? E’ il mio numero storico, lo avevo in Serie A con l’Empoli e l’ho scelto perché sono fan di Michael Jordan“.

Infine un commento sulla città di Empoli, dove ha trascorso tutta la sua vita e dove è cresciuto calcisticamente dalle giovanili fino a raggiungere la Serie A: “Empoli è sempre nel mio cuore, ho passato tutta la vita lì perché ho fatto le giovanili lì. Abito ad Empoli accanto al migliore amico, Gabriele Angella, difensore del Perugia, sono stato qui da quando avevo 10 anni fino ai trent’anni. Sono cresciuto qui umanamente e calcisticamente. Sono sempre stato molto legato a quei colori, ho fatto tanta Serie B e ho raggiunto la Serie A, per me Empoli sarà sempre una città che porterò nel mio cuore“.

Pelagotti: “Al Palermo non si può dire di no, vi racconto la chiamata di Castagnini. Difesa di ferro? Ecco il mio segreto”

Il racconto di Alberto Pelagotti.

Intervenuto durante la trasmissione Eleven Home, il portiere del Palermo ha raccontato come sta vivendo i giorni di quarantena causa emergenza Coronavirus, con la speranza di poter rientrare presto in campo per terminare la stagione. Queste le sue parole ai microfoni di Eleven Sports: “Restate a casa, dobbiamo salvaguardare la nostra persona e cercare di far rialzare l’Italia il prima possibile. Dobbiamo cercare di non uscire per migliorare la situazione. Mi alleno tutti i pomeriggi, cerco di fare qualche pulizia in casa, cerco di cucinare qualcosa, gioco con mia famiglia. Niente di che, più o meno sempre le solite cose. Sinceramente mi annoio, mi manca tantissimo il campo ma piano piano passerà tutto e spero che si ritorni presto alla normalità“.

Il portiere rosanero ha poi raccontato il momento in cui ha ricevuto la chiamata da parte di Castagnini: “Il mio primo impatto con la società? Avevo finito l’annata ad Arezzo e quindi avevo voglia di qualcosa di stimolante. Avevo avuto qualche richiesta anche in Serie B, tantissime in Serie C, ma avevo voglia di qualcosa che mi stimolasse a livello personale, anche perché raggiunti i trent’anni mi ero un po’ annoiato per così dire, avevo bisogno di stimoli diversi. Dentro di me sono sempre stato un vincente, avrei preferito un progetto stimolante. Per scherzo una volta alla mia famiglia avevo detto che volevo andare a Palermo, sette giorni dopo è veramente arrivata la chiamata di Castagnini. Tra l’altro ero a dare una mano ad un negozio perché non sapevo come passare il tempo, quindi mi improvviso muratore e tuttofare: mentre facevo questi lavoretti mi è arrivata la chiamata del direttore, che conoscevo già in precedenza. Ho pensato un paio di ore solo per raccogliere tutte le mie cose, fare le valige e mettere a posto qualcosa, ma dentro di me avevo già deciso di accettare. Al Palermo non si può mai dire di no anche perché sapevo chi era il presidente, conoscevo benissimo i dirigenti, quindi si poteva fare solo bel calcio. Il progetto doveva essere importantissimo e così è stato“.

Pelagotti è subito diventato un pilastro della rosa guidata da Rosario Pergolizzi, contribuendo nettamente alla solidità della difesa del Palermo, una delle migliori della Serie D: “Il mio segreto? Siamo una squadra compatta, ci difendiamo bene e sappiamo come muoverci in campo. Abbiamo fatto poca fatica in difesa, ovviamente c’è sempre da migliorare perché potremmo non prendere mai gol. E’ un buon risultato, eravamo consapevoli di continuare su questa linea, poi è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Non abbiamo segreti, cerco di farmi trovare pronto tutte le domeniche e finora è andata sempre bene, speriamo di continuare così se continueremo a giocare“.

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