Palermo, povertà abitativa: apre il quarto polo di accoglienza nel cuore di Ballarò

La Domus Carmelitana Siculorum, nel cuore di Ballarò, è da oggi il quarto polo di accoglienza in città, dedicato alle azioni integrate di inclusione sociale e contrasto alla povertà abitativa. Si aggiunge ai tre centri già attivi: Casa San Carlo, il Centro Agape e la Casa San Francesco.

La struttura ospiterà ventiquattro persone senza fissa dimora che, a seguito di un triage da effettuare in collaborazione con una equipe medica dell’ASP di Palermo, saranno ammesse se non presentano sintomi correlati a COVID- 19.

Inserita nell’ambito del progetto PON Metro POLI Diurni e Notturni, sarà gestita dall’ATS Istituto Don Calabria, Centro Diaconale Istituto Valdese, La Panormitana Soc. Coop. Soc. (braccio operativo di CARITAS) e Croce Rossa Italiana Palermo, in un sistema integrato con l’Unità operativa per il Contrasto alla Grave Marginalità Adulta del Comune di Palermo.

In tutte le strutture è applicato un regolamento che tiene conto delle disposizioni normative in materia di emergenza COVID-19 e a tutti i presenti sono forniti dispositivi di protezione individuale.

“Prosegue con sempre maggiore incisività – affermano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Giuseppe Mattina – l’impegno del Comune, tramite gli enti del Terzo settore con cui collabora, per garantire assistenza a tutti e a tutte, per far sì che nessuno sia lasciato solo in questo momento di grave difficoltà. E ancora una volta il PON Metro si conferma come un importante strumento operativo, in grado di sostenere la progettualità sociale del Comune a favore delle persone più fragili”.

Coronavirus: pubblicato il quarto rapporto del SiSMG con i dati della mortalità giornaliera nelle città italiane

Il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG), gestito dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio, ASL Roma 1 su incarico del Ministero della Salute e operativo in 33 città italiane, tra le quali Palermo, lo scorso 16 aprile ha pubblicato il quarto rapporto sull’andamento della mortalità giornaliera nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19.  Per Palermo i dati sono curati dall’Ufficio statistica del Comune.  

Nel rapporto pubblicato la stima dell’eccesso di mortalità è calcolata come differenza tra i valori della mortalità osservata e i valori della mortalità attesa, utilizzando come dato di riferimento la serie storica dei 5 anni precedenti.
 
Secondo i dati pubblicati, la città di Palermo non ha fatto registrare, fino al 7 aprile (ultimo dato disponibile), significativi incrementi della mortalità rispetto ai valori attesi: nei 43 giorni intercorsi fra il primo caso di notifica COVID-19 e l’ultimo dato disponibile, si sono registrati 848 decessi, contro un valore atteso di 815, con un incremento di 33 decessi, pari al 4%, attribuibile alle normali oscillazioni che si registrano fra un anno e l’altro. E’ da rilevare però che rispetto al precedente rapporto, la differenza rispetto al valore atteso è cresciuta: con i dati aggiornati al 1° aprile, vi era un incremento di 14 decessi, pari al 2%.  

I dati aggiornati, inoltre, mostrano complessivamente per le città del nord un incremento pari a +72% della mortalità totale, mentre tra le città del centro-sud l’incremento rimane complessivamente contenuto, pari al +10%. Per le singole città si osservano incrementi significativi a Bolzano (+58%), Trento (+51%), Aosta (+142%), Torino (+55%), Milano (+96%), Brescia (+215%), Verona (+33%), Venezia (+16%), Genova (+81%) e Bologna (+40%). Tra le città del centro-sud gli incrementi osservati sono minori con incrementi significativi osservati a Roma (+6%), Civitavecchia (+41%), Potenza (+35%), Bari (+43%) e Messina (+22%).  

PALERMO Welfare, politiche sociali e di cittadinanza. Oggi un incontro per “Progettare il futuro e costruire comunità”

Dopo la approvazione all’unanimità del consiglio comunale del regolamento sull’inclusione sociale, oggi il sindaco Leoluca Orlando insieme agli assessori Giuseppe Mattina e Giovanna Marano e ai responsabili degli uffici della attività sociali, ha incontrato alcuni esponenti della società civile palermitana.

Presenti, tra gli altri, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e la Garante per le persone con disabilità oltre ai rappresentanti di enti e associazioni sia laiche che religiose (cattoliche e protestanti), professori universitari, studiosi ed esperti di politiche sociali, rappresentanti di IPAB e dell’Amministrazione comunale. Obiettivo dell’incontro è stato quello di registrare i bisogni emergenti con l’intento di attivare tavoli di lavoro per riprogrammare e adeguare alla fase di riavvio post crisi epidemiologica le risorse a disposizione del comune per le attività sociali e per le prossime programmazioni.

“Il virus – ha detto Orlando nel corso dell’incontro – può ancora essere minaccioso e dipendente da tutti noi continuare a non abbassare la guardia mettendo al primo posto la sicurezza sanitaria coniugandola con la sicurezza sociale. Uscendo dall’emergenza dovremo tutti immaginarci come in una fase di start-up; ciascuno dovrà ridefinire i propri metodi e protocolli, senza far venire meno la dimensione comunitaria. La società civile costituisce la parte migliore del capitale sociale italiano, che oltre a svolgere un grande lavoro di caring, di presa in carico delle famiglie e dei lavoratori colpiti dalla crisi, oggi deve partecipare insieme all’amministrazione comunale, e più in generale insieme al settore pubblico, alla ripartenza e alla programmazione efficace delle politiche per i prossimi dieci anni”.

Durante l’incontro è stata anche ribadita la centralità dei territori, partendo da bisogni concreti e dalle criticità che gli ultimi mesi hanno ancora di più evidenziato. Come è stata evidenziata la centralità del Servizio Sociale comunale che deve sempre più essere al centro delle politiche e della presa in carico per la predisposizione dei progetti individualizzati, in uno con la visione d’insieme dei bisogni della città.

“Serve investire sulla ricostruzione dei legami sociali e il rilancio di una migliore economia a misura d’uomo, un’economia civile, che abbia a cuore la centralità della persona, dei territori ed un’attenzione costante all’ambiente e alla crisi climatica – ha ribadito il sindaco-. Serve anche un percorso che non faccia dimenticare le persone anziane, le persone con disabilità, i bambini e gli adolescenti, le persone e le famiglie più fragili o a rischio di marginalità. Bisogna dunque investire sul lavoro e sull’emersione dall’illegalità e trasformare questo tempo in tempo fruttuoso e pieno di opportunità”

Ai presenti è stato anticipato il documento di programmazione generale dei Comitati Educativi di Circoscrizione e è stato anche annunciato l’attivazione di quattro tavoli di lavoro entro i prossimi dieci giorni che dovranno elaborare delle linee guida operative attivabili in breve tempo, sia per riprogrammare le risorse disponibili sia per riflettere sulle opportunità e possibilità per reperirne di nuove.

I gruppi di lavoro individuati, ciascuno affidato al coordinamento di un dipendente comunale afferente all’area sociale, sono:
– Territorio e partecipazione
– Welfare di cura e di sviluppo
– Lavoro, inclusione e legalità

– Mutualità e diritti essenziali

SICILIA Covid-19, la statistica settimanale. Calano positivi e ricoverati

Come di consueto, l’Ufficio statistica del Comune di Palermo ha elaborato oggi pomeriggio i dati relativi all’andamento dei contagi, dei ricoveri, delle guarigioni e dei decessi legati al Covid-19 in Sicilia.

Nella settimana appena conclusa si sono registrati 301 tamponi positivi (contro i 422 della settimana precedente); i ricoverati sono diminuiti di 42 unità (la settimana precedente erano diminuiti di 27 unità); i ricoverati in Terapia Intensiva sono diminuiti di 12 unità (la settimana precedente erano diminuiti di 23 unità); i positivi in isolamento domiciliare sono cresciuti di 214 unità (la settimana precedente +283); sono guarite 92 persone (la settimana precedente 119); sono decedute 37 persone (la settimana precedente 47).

L’aggiornamento nelle nove province della Sicilia

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (sabato 18 aprile), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 113 (14, 15, 10); Catania, 612 (107, 78, 68); Enna, 311 (171, 29, 25); Messina, 389 (128, 52, 40); Palermo, 342 (74, 45, 25); Ragusa, 58 (4, 6, 5); Siracusa, 105 (63, 60, 17); Trapani, 112 (7, 18, 5).

La Regione programma utilizzo acqua degli invasi

Un’attenta programmazione delle risorse idriche presenti negli invasi dell’Isola per scongiurare, specialmente in vista della stagione estiva, disagi per la popolazione ed eventuali ripercussioni per gli agricoltori. Attraverso l’Autorità di Bacino, costituita dopo il suo insediamento, il governo Musumeci ha impartito una direttiva a tutti gli enti gestori per fissare priorità e regole nella distribuzione dell’acqua.«Alla luce dell’attuale emergenza sanitaria – spiega il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – non potremo permetterci di operare alcuna riduzione dell’acqua destinata all’uso potabile. In alcuni territori della nostra Isola, invece, sarà necessario procedere a una diminuzione dei quantitativi destinati alle campagne. Da qui la necessità di consentire agli agricoltori di utilizzare i pozzi, che avevano a disposizione prima dell’entrata in vigore del sistema di approvvigionamento consortile. In tempi celeri avremo, dunque, una mappa dettagliata delle zone per le quali sarà necessario supportare i quantitativi d’acqua destinati all’uso irriguo e così potranno essere rilasciate le relative autorizzazioni per il prelievo».Con una direttiva ai Consorzi di bonifica – firmata dal segretario generale dell’Autorità di Bacino del distretto idrografico della Sicilia, Francesco Greco – si dà infatti disposizione di individuare «le aree dove non si può garantire un buon servizio idrico, affinchè ne diano immediatamente contezza all’utenza tramite pubblicazioni sul sito web dei consorzi e riunioni con le associazioni di categoria».Saranno poi gli uffici del Genio civile «a organizzare una corsia preferenziale finalizzata al rilascio del titolo abilitativo all’attingimento o di derivazione per tutti i richiedenti muniti di attestato rilasciato dal Consorzio di bonifica, ove viene manifestata l’impossibilità di servire adeguatamente quella porzione di territorio».«Un meccanismo – sottolinea il presidente Nello Musumeci – pensato in tempo per dare un’adeguata risposta ai bisogni delle campagne, sia pure in un periodo siccitoso come questo che impone in alcune zone una riduzione per il comparto irriguo che va dal 20 al 35 per cento».Il Piano di ripartizione delle risorse idriche predisposto dalla Regione, e valido fino al 31 dicembre, potrebbe essere comunque aggiornato il 30 giugno, a seguito della verifica in corso sui livelli delle falde acquifere. In via di definizione anche il Piano regionale per la lotta alla siccità. Proseguono, inoltre, le attività per ridare piena funzionalità alle dighe attraverso i collaudi e la rimozione delle limitazioni d’invaso. Un programma di interventi che, come è stato calcolato, consentirà di acquisire un volume idrico integrativo di oltre trecento milioni di metri cubi d’acqua.

Musumeci: “Aita Mari non approdi a Palermo”

«Il governo della Regione dice no all’approdo della nave dell’Ong spagnola “Aita Mari” con a bordo una quarantina di migranti e diretta al porto di Palermo. Sarebbe grave se Roma consentisse lo sbarco di queste persone, dopo il rifiuto di altri Paesi dell’Unione Europea, in un’Isola che vive con alta tensione gli effetti dell’emergenza epidemica».Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Coronavirus, Regione ha già trasferito le risorse ai Comuni

Prosegue, senza sosta, il trasferimento delle risorse finanziarie da parte della Regione Siciliana ai Comuni per l’assistenza alimentare alle famiglie più disagiate per l’emergenza Covid 19. Sono più della metà gli enti locali dell’Isola che hanno già firmato l’Atto di adesione predisposto dagli uffici del dipartimento della Famiglia, per ottenere l’erogazione delle somme stanziate dal governo Musumeci. I Comuni che hanno ricevuto le risorse possono pubblicare il bando per individuare i beneficiari e procedere con la distribuzione delle stesse.Palazzo Orleans, con la delibera che ha stanziato complessivamente cento milioni di euro, distribuiti in tre mesi, ha vincolato il contributo “prioritariamente ai nuclei familiari che non percepiscono alcuna altra forma di reddito o di assistenza economica da parte dello Stato, compresi ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza”.La procedura di utilizzo dei fondi è stata velocizzata e semplificata al massimo dagli uffici e a riguardo ha fatto chiarezza anche l’assessore alle Autonomie locali, Bernardette Grasso, che con due circolari ha superato i dubbi sollevati dall’Anci-Sicilia in merito alla procedure amministrativo-contabili per l’utilizzo delle somme stanziate dalla Regione. L’assessore ha infatti chiarito che in base al quadro normativo vigente i Comuni, proprio in ragione dello stato di emergenza connesso all’epidemia da Covid 19, possono operare con modalità semplificate, in deroga alle ordinarie procedure in materia di appalti pubblici e possono procedere, in esercizio provvisorio, con delibera della giunta all’approvazione delle necessarie variazioni di bilancio.Nel contempo, comunque, il presidente della Regione Nello Musumeci, oltre ad avere posto il tema della deroga delle procedure al premier Giuseppe Conte, nel corso dell’incontro con la Cabina di regia con il governo nazionale, ha scritto anche al coordinatore della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, affinchè la semplificazione dell’iter, per ogni ulteriore risorsa ricevuta dallo Stato o dalla Regione, venga inserita nel prossimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Coronavirus, Arcuri: “Niente ripresa senza sicurezza, in Lombardia numeri tragici. Avviati test app di tracciamento”

Domenico Arcuri

Dobbiamo continuare ad agire con la cautela e la prudenza di questi mesi, capire che è clamorosamente sbagliato comunicare un conflitto tra salute e ripresa economica. Senza la salute e la sicurezza la ripresa economica durerebbe come un battito di ciglia”. Lo ha detto il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, in conferenza stampa alla Protezione civile. “Bisogna continuare a tenere in equilibrio questi due aspetti. E alleggerire progressivamente le misure di contenimento, garantendo sicurezza e salute di un numero massimo di cittadini possibile. No a improvvisazioni ed estemporaneità”, ha proseguito.

“Per la fase due noi siamo pronti per dotare il territorio italiano dei dispositivi che servono anche oggi. Ciò non significa che vada fatto oggi. Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il Coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più. Un riferimento numerico clamoroso. Oltre alla solidarietà che dobbiamo ai lombardi e alla consapevolezza della gravità dell’emergenza in quelle terre, dobbiamo anche sapere che stiamo vivendo una grande tragedia, non l’abbiamo ancora sconfitta“, sono state le sue parole.

Quando sarà a regime la app per il contact tracing? E’ avviata la fase dei test, dobbiamo sovrapporre il funzionamento dell’applicazione a un modello di sistema sanitario, faremo una sperimentazione in alcune aree del Paese, in tempi ravvicinati sarà messa in campo e ne incentiveremo l’uso tra i cittadini. La Bending Spoons ha donato a titolo gratuito la app per il contact tracing al governo. Nessuno qui ci guadagna nulla. L’applicazione sarà solo volontaria, nessuno sarà obbligato a installarla sul telefono mobile. Ci aspettiamo che un numero molto alto di cittadini lo faccia. Gli esperti ci dicono che almeno il 70% della popolazione dovrebbe farlo per dargli un significato importante. L’app sui telefoni dei cittadini garantirà completamente l’anonimato, non ci sarà nessuna finalità diversa. I dati saranno conservati in un server pubblico, sono per definizione criptati, nessuna preoccupazione per un loro maldestro utilizzo. Si usa tecnologia bluetooth e non geolocalizzazione, come prevede la legge sulla privacy”, ha concluso Arcuri.

Coronavirus, viceministro Sileri: “14 giorni per organizzare bene Fase 2, ecco come sarà”

“Abbiamo già riaperto le librerie. Dobbiamo ridurre il rischio di nuovi contagi che riempirebbero di nuovo le terapie intensive”.

Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervistato ai microfoni de ‘Il Fatto Quotidiano’. “Userei i 14 giorni fino al 4 maggio per questa complessa fase organizzativa. Si può riaprire, al di là dei codici aziendali, in base alle capacità di seguire le regole, di osservare la distanza tra i dipendenti e tra coloro che accedono, alla presenza di mascherine, guanti e disinfettanti, alla sicurezza anche di mense, bagni, eccetera. Bisogna attivare i controlli dei medici nelle aziende in cui ci sono, per le piccole attività dovranno provvedere le Asl. Serviranno la App di tracciamento che è avviata, trasporti pubblici sicuri perché non affollati, ampia disponibilità di tamponi e percorsi differenziati per chi fosse contagiato. Servono formazione e informazione, per tutti. Le scuole riapriranno a settembre, per ultimi cinema e teatri. Ma tante aziende anche piccole possono riprendere”, ha proseguito Sileri.

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