Coronavirus: l’aggiornamento del 19 maggio nelle nove province siciliane

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Agrigento, 44 (0 ricoverati, 96 guariti e 1 deceduto);
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:
Catania, 629 (41, 336, 97);
Caltanissetta, 50 (6, 109, 11);
Messina, 294 (39, 210, 56);
Enna, 67 (6, 325, 29);
Ragusa, 30 (2, 60, 7);
Palermo, 361 (36, 172, 34);
Trapani, 17 (0, 117, 5).
Siracusa, 32 (7, 186, 28);

Il prossimo aggiornamento avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Coronavirus: in Sicilia sempre più guariti e meno ricoveri. L’aggiornamento del 19 maggio

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 122.040 (+3.181 rispetto a ieri), su 109.195 persone: di queste sono risultate positive 3.403 (+8), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.524 (-15), 1.611 sono guarite (+22) e 268 decedute (+1).

Degli attuali 1.524 positivi, 137 pazienti (-13) sono ricoverati – di cui 12 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.387 (-2) sono in isolamento domiciliare.

Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Palermo, scuola, Orlando: “Il Governo chiarisca come dobbiamo regolarci”

Occorre che al più presto da parte del Governo nazionale e, per quanto riguarda le scuole superiori, da parte della Regione – afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlandovenga chiarito come nel prossimo anno scolastico i Comuni e le Città metropolitane dovranno comportarsi”.

Vi è il tempo necessario perché questo fondamentale servizio, parte integrante ed essenziale del diritto allo studio per tutti, venga organizzato al meglio e non subisca ulteriori conseguenze dal passaggio alla didattica a distanza“, ha aggiunto il sindaco.

È stato avviato un monitoraggio, curato dal servizio scuole dell’obbligo dell’assessorato alla Scuola, sull’erogazione del servizio di assistenza specialistica anche nella didattica a distanza, per gli allievi e le allieve con diagnosi di disabilità. Sono 57 le scuole che hanno già risposto al questionario inviato. Su 1185 allievi censiti, dei 1440 complessivamente assistiti nell’anno 2019/2020, 893 sono attualmente supportati dai  relativi  professionisti che, in modalità telematica, sistematicamente li accompagnano nell’attuale  esperienza di didattica a distanza”, ha spiegato Leoluca Orlando.

In attesa dei dati conclusivi, lavoreremo nelle prossime settimane insieme alle istituzioni scolastiche, affinché con apposite misure si lavori per ridurre ancora la percentuale di alunne/i, disabili escluse/I dalla didattica a distanza“, ha concluso il sindaco di Palermo.

La didattica a distanza – dichiara l’assessora alla Scuola, Giovanna Maranoha una funzione sostitutiva della scuola in presenza che va agevolata e sostenuta, pur consapevoli che le tecnologie non potranno mai sostituire la ricchezza della relazione che si realizza nelle aule, fonti di socialità in cui si alimenta il processo di inclusione che cura tante diseguaglianze.In questa direzione dal MIUR, sono arrivati interventi positivi e contiamo sul fatto che le nuove indicazioni, per l’inizio del prossimo anno scolastico, possano proteggere ancora più efficacemente i processi di inclusione scolastica dal distanziamento necessario ancora per l’autunno“.

Caldo in Sicilia, l’infettivologo: “Piccolo aiuto contro il contagio”

Il caldo in arrivo nei prossimi giorni in Sicilia indebolirà il Coronavirus? “Sappiamo bene che il virus non risente del caldo, il virus vive bene anche con temperature alte, non ci aspettiamo quindi che il caldo uccida il virus”. Lo ha dichiarato Antonio Cascio, infettivologo del Policlinico di Palermo, come riportato dal ‘Giornale di Sicilia’. “Però c’è da dire che i raggi ultravioletti neutralizzano il virus e quindi è una cosa positiva, e poi il sole fa asciugare quelle goccioline di saliva che noi emettiamo mentre parliamo e che sono causa di contagio. Quindi più caldo c’è prima si asciugano queste goccioline e il virus viene neutralizzato. Mascherine? Non c’è niente di male se a mare si va senza mascherine ma è ovvio che bisogna mantenere le distanze”.

Coronavirus, Meccatronica produrrà gel igienizzante per la Protezione civile regionale

Il distretto della Meccatronica produrrà gel igienizzante per la Protezione civile regionale.

Questa nuova commessa consolida i rapporti instaurati con la Protezione civile grazie alla produzione made in Sicily di dispositivi e prodotti certificati dai laboratori autorizzati e garanzia di qualità. Le nostre produzioni si dimostrano vincenti. Così il presidente Antonello Mineo. Meccatronica

 

Coronavirus, controlli a tappeto in spiaggia e ville a Palermo

Posti di blocco a Palermo anche con diversi agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza nei giardini pubblici e nei parchi.

Questa mattina sono scattati i controlli nella zona del parco del Foro Italico dove in tanti si erano già ritrovati nella zona a ridosso del mare. Le persone sedute nelle panchine sono state fatte alzare a allontanare per mantenere il distanziamento sociale. Questa mattina a Mondello non vi erano bagnanti.

 

Palestre, piscine e non solo: ecco le regole da seguire per riaprire il 18 maggio

Palestre, piscine, centri danza e i circoli potrebbero ripartire già il prossimo 18 maggio. Le linee guida da rispettare sono pronte e dovranno essere validate dal Comitato tecnico scientifico del Governo. Di seguito, le regole da seguire per la ripartenza.

MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE: utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio (mascherine chirurgiche, guanti monouso); pulizia e sanificazione dei luoghi e delle attrezzature; realizzazione di segnaletica nel centro di entrata e uscita ben evidenziati; preparazione dei locali con percorsi differenziati; predisposizione di piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di necessità o urgenza; divieto di scambio tra operatori e personale comunque presente nel sito di dispositivi (smartphone, tablet) e di attrezzi sportivi.

PRATICHE DI IGIENE: lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti; mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro, preferibilmente 2, in caso di attività metabolica a riposo; evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti; disinfettare i propri effetti personali evitando di condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi); arrivare nel sito già vestiti adeguatamente all’attività che si andrà a svolgere e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti; bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate; gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).

NUOVA ORGANIZZAZIONE: valutare la possibilità di riorganizzare il lavoro con l’obiettivo di ridurre il numero di operatori sportivi (ovvero sia chi pratica l’attività sia il personale autorizzato a stare nell’impianto) contemporaneamente presenti; suddividere gli operatori in gruppi che svolgono la medesima mansione e nei medesimi luoghi; formazione a distanza del personale; determinare più dettagliatamente il rischio per area e la possibile dimensione degli spostamenti; organizzare un sistema di sanificazione ad ogni cambio turno e una costante pulizia degli spazi; indicare le corrette modalità e i tempi di aerazione dei locali; esporre procedure informative nel sito, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici; predisporre un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (come fazzoletti e mascherine).

Coronavirus, controlli Polizia Municipale a Palermo: 12 multe e 1 denuncia per resistenza

Sono in totale 93 i controlli effettuati oggi dalle pattuglie della Polizia Municipale impegnate nei controlli sul rispetto delle norme di contrasto alla diffusione del Covid-19. Momenti di tensione a Mondello dove un cittadino, risultato in seguito pluripregiudicato, ha rifiutato di fornire le proprie generalità opponendo resistenza ai controlli e costringendo gli agenti al suo immediato accompagnamento presso il Commissariato di Polizia. Sanzioni per 12 persone per spostamento non giustificato, 7 delle quali, assembrate in prossimità di attività commerciale sottoposta a controlli. Sanzionato anche un venditore ambulate, con relativo sequestro della merce, per assenza delle necessarie autorizzazioni alla vendita.

“Grazie ai palermitani che condividendo il rispetto dei divieti hanno avuto ed avranno doveroso rispetto della salute – ha detto il Sindaco Leoluca Orlando – ed allo stesso tempo voglio ringraziare ed esprimere il mio apprezzamento per tutte le Forze dell’ordine. Continueremo avigilare convinti che non mancherà il contributo determinante deicittadini”.

Coronavirus, l’appello di Confimprese: “Non abbandonate gli ambulanti, ridotti alla fame e gettati nella disperazione”

“In questi giorni infuria il dibattito sulle riaperture del commercio, della somministrazione, di barbieri, parrucchieri, musei e chi più ne ha più ne metta, ma nessuno parla dei mercatini rionali. C’è in atto una discriminazione nei confronti di questa categoria che non è tollerabile“.

Così il coordinatore regionale di Confimprese, Giovanni Felice. “Questi 240.000 cittadini da oltre due mesi non lavorano, non hanno percepito un solo euro di contributo, tanto meno prestiti, sono ridotti alla fame e gettati nella disperazione e nessuno ne parla, anzi nessuno pensa di intervenire a loro sostegno, anzi in molti comuni i sindaci, che poi vanno in televisione a parlare di solidarietà, hanno deciso di chiudere la porta in faccia, anche a chi ha il diritto di lavorare attraverso l’emanazione di ordinanze di dubbia legittimità, ma sicuramente indegne di un paese civile”.

Il direttivo di Confimprese Ambulanti Palermo dalle ore 10 di martedì prossimo in piazza Indipendenza di fronte la Presidenza della Regione, avvierà, con lo slogan «Facciamo lo sciopero della fame oggi», per non morire di fame” uno sciopero della fame che si concluderà solo dopo avere incontrato il Presidente della Regione.

 

Coronavirus, Musumeci: “Ripartenze? Roma dia linee guida alle Regioni”

In una pandemia che non conosce confini, il fattore Autonomia – di cui sono un difensore – può giocare fino a un certo punto. E aggiungo che è apprezzabile il lavoro comune fatto dal governo e dai presidenti di Regione di tutte le parti politiche con quelli di centro-destra in ampia maggioranza”, lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in un’intervista al Messaggero.

Riguardo alla situazione epidemiologica nazionale e siciliana, il governatore ha aggiunto “il mio primo pensiero è quello di dire ai siciliani, nell’interesse della loro salute e della loro economia, di non rovinare il risultato che hanno ottenuto nelle scorse settimane durante le quali si sono comportati bene e hanno smentito pregiudizi sul loro individualismo. Dobbiamo stare attenti perché la paura sembra finita. Invece il virus è in agguato“.

Penso – ha proseguito Musumeci – che il governo dovrebbe egli stesso dare linee guida alle Regioni, rispettando ovviamente i criteri scientifici di contenimento dell’ epidemia. Entro queste linee le Regioni dovrebbero svolgere un proprio ruolo adattando le regole nazionali alle realtà della propria Sanità”.

In merito ai viaggi interregionali, Musumeci ha sottolineato che spetta «al Governo decidere. Io sarò chiamato a fornire un parere e proporrò il primo giugno. Io avrei aperto i parrucchieri dal 4 maggio. Ma sul piano sanitario è Roma che deve assumersi la responsabilità delle linee-guida da fornire alle Regioni. L’ epidemia non è finita e non intendo accreditare liberi tutti”.

“Capisco lo stato d’animo di alcuni miei colleghi – ha evidenziato il presidente – ma dev’essere Roma a dare più flessibilità alle Regioni, considerando che nel Sud la situazione sanitaria ed economica è diversa da quella del Nord-Ovest“.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.