Vecchio Palermo, Tuttolomondo interrogati dopo blitz Tempi supplementari: i soldi del club girati con bonifici postali

Arrestati Salvatore e Walter Tuttolomondo.

I due fratelli che dovevano salvare il vecchio Palermo – poi miseramente fallito nel 2019 a seguito della mancata iscrizione del campionato di Serie B – sono stati arrestati. Tanti i reati che gli sono stati contestati dalla Procura della Repubblica: bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego di denaro, falso e ostacolo alle funzioni della Commissione di vigilanza sulle società di calcio (Covisoc) della Fgic.
Nostro padre era siciliano; vogliamo continuare a seguire la sua linea. Siamo in Sicilia per le sue attrattive e ci vogliamo sviluppare con le altre aziende del nostro gruppo. Vogliamo riportare i rosanero agli antichi splendori”, avevano dichiarato l’8 maggio 2019 durante la conferenza stampa che annunciò la transizione del vecchio Palermo nelle mani dei due imprenditori campani; ma la famosa inchiesta ‘Tempi supplementari’, racconta un’altra storia. Una storia molto più triste e dolorosa. I Tuttolomondo, infatti, “all’Us Città di Palermo i due hanno portato via pure gli ultimi spiccioli rimasti nei cassetti aperti”.

Oggi però, i due fratelli provano a minimizzare. Tuttavia la versione di Walter e Salvatore non convince i pm né il giudice. “I Tuttolomondo e gli altri indagati nell’operazione della guardia di finanza sono stati interrogati dal gip Lorenzo Jannelli e hanno risposto, adducendo giustificazioni assolutamente poco plausibili con il quadro accusatorio. I due fratelli, difesi dall’avvocato del foro di Roma Marco Franco, restano in carcere”. L’U.S Città di Palermo è stata depauperato, tradito, buttata fuori dal campionato di Serie B e spolpata fino all’osso. E inoltre, le scioccanti intercettazioni telefoniche che hanno fatto il giro del web “confermano che la Struttura srl fosse in realtà una scatola vuota nelle mani della famiglia Tuttolomondo. In questo senso è emblematica la conversazione tra Salvatore e Walter nel luglio del 2019, durante la quale, secondo gli inquirenti, appare chiaro che i due trattino la società in questione come una sorta di cassa di famiglia a cui attingere all’occorrenza”.
Inoltre, “la guardia di finanza accerterà poi che sull’unico conto corrente a disposizione di Struttura srl presso le Poste di Roma, dal giorno del bonifico di 341.600 euro pervenuto dall’Us Città di Palermo, ultimo atto predatorio alla società ormai in agonia, non si registrano altri bonifici in entrata successivi a quelli del Palermo Calcio. Tanto che l’istituto comunica che il saldo del conto a novembre risulta pari a 6,80 euro, cioè era stato svuotato”, conclude il noto quotidiano.

 

Palermo-Catania, Pelagotti: “Orgoglioso di questa città. Derby? Sia punto di partenza, l’emergenza…”

Termina con un pari il big match di Serie C tra Palermo e Catania.

1-1: è questo il risultato della sfida tra Palermo e Catania, andata in scena questa sera al “Renzo Barbera”. Dopo l’iniziale vantaggio dei rosa con la rete di Kanoutè, i rossazzurri riprendono in mano la gara trovando il gol all’81° con Pecorino. Un risultato comunque importante in virtù delle clamorose circostanze in cui i rosa – decimati dal Covid –  hanno disputato la gara. Un’impresa sfiorata celebrata tramite il proprio profilo Instagram dall’esterno difensore del Palermo, Alberto Pelagotti, tramite un lungo post diffuso su Instagram.
Le parole espresse dai miei compagni sono state meravigliose. È stato afferrato un concetto comune che risponde al nome di orgoglio, nonché tradotto in forza di volontà !! Abbiamo un gruppo formato da uomini veri che hanno voglia di dimostrare al mondo la cosa che ci riesce fare meglio, e cioè giocare a calcio. Nell’emergenza più totale e nella disperazione l’uomo riesce a tirare fuori quel qualcosa in più che neanche lui sa di avere dentro. Io vorrei solo aggiungere che sono anche orgoglioso di far parte di questa città a tutti gli effetti, perché quello che esprime PALERMO e la sua gente non ha paragone con niente e nessuno. Che questo derby sia un punto di partenza per tutti noi e ci lasci la carica giusta per affrontare tutte le altre partite. Forza Palermo”.

 

Palermo-Catania, Milanese: “Emergenza dei rosa nel derby? Così si falsano i campionati”

Il Coronavirus non molla la presa sul calcio.

Si allunga ogni giorno di più la lista di calciatori risultati positivi al Covid-19, con rinvii ormai all’ordine del giorno e conseguenze sempre più evidenti sull’andamento dei rispettivi campionati. Un tema spinoso discusso dall’amministratore unico della Triestina Mauro Milanese, espressosi sull’impatto del Coronavirus sul calcio, e soffermatosi in particolare modo sul match Palermo-Catania: disputatosi lunedì sera in circostanze paradossali a causa del massiccio numero di tesserati rosa risultati positivi al Covid-19 e dunque indisponibili.
“Non credo faccia male a nessuno uno stop di due settimane, poi vedremo i nuovi DPCM di Conte cosa diranno.Tra l’altro la nostra prima squadra è in emergenza totale, in un torneo che al momento registra quasi 200 atleti positivi, il calcio deve riflettere. Ho chiesto al Presidente Ghirelli di fermare il campionato per qualche settimana, non abbiamo Coppe Europee o Europei, dobbiamo evitare di falsare i campionati permettendo alle tante società colpite dal virus di normalizzare la propria posizione garantendo così la regolarità del torneo: posticipiamo tutto di un mese e poi finiamo i campionati, non succede nulla. Anzi, si evita di far girare anche troppe persone che rischiano di divenire vicolo di contagio.

Milanesi si è poi espresso sul derby di Sicilia, disputatosi in circostanze paradossali: “Abbiamo 185 positivi in Lega Pro e si fa finta di chiudere gli occhi. Palermo-Catania è stato esemplificativo con i rosanero con 11 titolari e un solo portiere di riserva: così si falsano i campionati, si rischiano cose non serie per il campionato. Sembra si stia aspettando qualcosa di eclatante”.

 

Lega Pro, il presidente Ghirelli: “Torna Palermo-Catania, derby di passione”

Poco più di cinque ore e sarà Palermo-Catania.

Alle ore 21, allo Stadio “Renzo Barbera”, a distanza di sette anni e mezzo, andrà in scena l’atteso derby di Sicilia. Palermo e Catania si sfideranno in occasione della sfida valida per la nona giornata del campionato di Serie C – Girone C, nonostante i sette casi di positività al Covid-19 emersi nelle ultime ore in casa rosanero. Sì, dal ciclo di tamponi effettuati nella giornata di domenica 8 novembre, sono emersi, tra i diciotto calciatori convocati, sette giocatori nuovamente positivi al Coronavirus, seppur con blande tracce virali e totalmente asintomatici.

“Il momento è difficile ed ogni giorno lo è ancora di più. Crescono le incertezze. La certezza, quella che serve per ripartire ogni giorno, è la passione per la propria squadra del cuore – le parole del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, in vista del match -. Il Derby di Sicilia tra Palermo e Catania è una partita che oltrepassa il tempo. Torna, a distanza di 7 anni, ed è una gara che fa riaffiorare i ricordi, si lega alla storia di due club blasonati e si inserisce nel presente con il contesto complesso in cui viviamo. Mancano i tifosi, mancano i colori e le emozioni che un derby sa accendere. Mancano gli stadi pieni di striscioni per la propria squadra e le bandiere al vento. Il calcio vive. Continua a farlo nel cuore delle generazioni e in campo. Stasera, idealmente, due città appassionate scendono in campo insieme al cuore dei proprio tifosi”.

 

 

Palermo-Catania, il derby di Sicilia si gioca: il club rosa diffonde esito tamponi

Questa mattina, la notizia.

Dal ciclo di tamponi effettuati nella giornata di domenica 8 novembre, sono emersi, tra i diciotto calciatori convocati, sei giocatori nuovamente positivi al Coronavirus, seppur con blande tracce virali e totalmente asintomatici. Pochi istanti fa, invece, il club di viale del Fante ha reso noto l’esito dei test effettuati questa mattina, come da protocollo federale. Di seguito, il comunicato ufficiale.

“Il Palermo comunica che i risultati del tampone “giorno gara” effettuato la mattina del 9 novembre, hanno evidenziato un totale di 7 giocatori positivi, che si aggiungono ai 5 ancora positivi dalla tornata precedente. Considerate le Squalifiche di Roberto Crivello e Jeremie Broh, in occasione del derby casalingo contro il Catania previsto per stasera, il Palermo potrà dunque contare su un totale di 11 giocatori della prima squadra + due portieri del settore giovanile aggregati al gruppo”.

 

Sicilia, treni: al via i rimborsi degli abbonamenti

Partono i rimborsi per gli abbonati al treno in Sicilia. Si tratta di una misura che il governo Musumeci ha messo a punto assieme a Trenitalia per dare il giusto ristoro a coloro che, a causa dell’emergenza Covid-19 e del lockdown di primavera, non hanno potuto muoversi e dunque neppure usare il proprio abbonamento regionale. Una scelta doverosa che inseriamo nel nuovo contesto virtuoso di crescita dei servizi e rinnovata attenzione al trasporto su ferro in Sicilia. Dopo anni di stasi crescono i passeggeri, si investe sulle infrastrutture e sui nuovi treni, recuperando il tempo perduto e dando più attenzioni agli utenti“.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, a seguito dell’avvio delle operazioni di rimborso agli abbonati regionali Trenitalia penalizzati dal lockdown dovuto alla pandemia. Per scaricare i moduli e tutte le info utili consultare la pagina trenitalia.com/it/informazioni/rimborso-per-regione.html  e selezionare la voce “Sicilia: rimborso per mancato o parziale utilizzo dell’abbonamento regionale per covid-19“.

Amauri verso Palermo-Catania: “Forza ragazzi, il derby è sempre il derby”. E Maxi Lopez…

Sale l’attesa per il derby tra Palermo e Catania.

Non un impegno come gli altri, quello che attenderà tra poco più di quarantotto ore gli uomini di Roberto Boscaglia. Lunedì sera, infatti, i rosanero torneranno in campo per affrontare il Catania di Raffaele dopo ben 7 anni dall’ultimo match contro gli etnei. Una sfida da sempre attesa con grande trepidazioni da entrambe le compagini: consapevoli dell’importanza della posta in gioco.
Un appuntamento che infuoca non soltanto tifosi e calciatori appartenenti alle rispettive rose attuali, ma anche ex bandiere. È il caso di Amauri e Maxi Lopez. I due ex bomber di Palermo e Catania, a pochi giorni dal derby, hanno acceso l’attesissimo match con un simpatico botta e risposta avvenuto sotto un post del brasiliano che ha già fatto il giro del web.

Palermo-Catania, Pellegrino: “Sarà battaglia. Penalizzazione dimezzata? Siamo più sereni”

Buone notizie per il Calcio Catania.

La Corte Federale d’Appello ha accolto parzialmente il reclamo proposto dal club etneo in data 8-10-2020, ridando due dei quattro punti di penalizzazione inflitti lo scorso settembre per violazioni Covisoc a seguito di una serie di inadempimenti della vecchia dirigenza. “Accogliamo con soddisfazione la decisione della Corte Federale d’Appello. Questi due punti che ci vengono ridati rappresentano un passo in avanti nel nostro percorso in una stagione veramente difficile e travagliata per tutti. A mio avviso nulla era scontato e, quindi, sono contento che il Catania abbia vinto anche se parzialmente, il ricorso”. Lo ha detto Maurizio Pellegrino, direttore dell’area sportiva del Catania, intervistato ai microfoni de ‘La Sicilia’.

RICORDI E OBIETTIVI – “Una vittoria, una sconfitta e due pari. Sono in pareggio con me stesso… Scherzi a parte, un derby è una sfida particolare che si vuole sempre vincere e io mi auguro che il Catania dopo la sosta forzata trovi la forza tecnica e piscologica per ottenere un risultato positivo. Se la pausa ha fatto bene alla squadra? Forse sì o forse no nel senso che ora dovremo giocare ben sei partite in due settimane. Inoltre dispiace che le due squadre arrivino a questa sfida non al massimo delle loro potenzialità. Infortuni, tamponi positivi e altro hanno condizionato il percorso di entrambe. Ciò non vuol dire che Catania e Palermo non onoreranno il derby, anzi una volta in campo sarà una bella battaglia. Andare oltre i playoff? Lo spero perché mi aspetto qualcosa di importante da questo campionato e in questo senso il derby di lunedì potrà chiarirci le idee”.

IL DERBY – “Sappiamo tutti come la supersfida tra le squadre della due maggiori città siciliane, sia parecchio sentita oltre che dai giocatori anche dalle tifoserie che purtroppo non potranno essere presenti per le restrizioni imposte da questo virus spietato che continua a colpire duramente. Io mi auguro che sia un bel derby sul campo, corretto soprattutto e la diretta televisiva su Raisport rappresenterà una consolazione per i tifosi di tutte e due le squadre. Di sicuro Palermo-Catania con le tribune deserte rispecchierà purtroppo in tutto e per tutto il drammatico periodo che stiamo attraversando”.

Vecchio Palermo: nell’inchiesta spunta anche “Diabolik”, il boss ultrà della Lazio

Nell’inchiesta relativa al fallimento del vecchio Palermo spunta anche “Diabolik”.

Tre mesi dopo, nel corso della maxi operazione “Grande Raccordo Criminale”, è stato arrestato Adamo Castelli, ritenuto vicino alla banda di narcotrafficanti capeggiata proprio da Diabolik, e uno degli interlocutori di Salvatore Tuttolomondo. Alcune telefonate sono state registrate dai finanzieri. “Una di queste riguarda praticamente gli unici soldi che i Tuttolomondo avrebbero sborsato nella vicenda del Palermo e cioè i 45 mila euro che erano stati anticipati per la fideiussione necessaria all’iscrizione per il campionato di Serie B”, si legge.

Una notizia che rende “ancora più torbido il contesto nel quale si muovevano i Tuttolomondo” e che “getta ombre sulle provenienza dei soldi (pochi) che avevano a disposizione”. Scrive così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’. Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, è l’ultrà della Lazio ucciso il 7 agosto 2019 a Roma, ritenuto al centro di un grosso traffico di droga.

La fideiussione, però, era un imbroglio: i soldi al broker bulgaro che doveva fornire la garanzia non furono mai versati ma. E quei 45 mila euro non torneranno più indietro. Castelli e Tuttolomondo parlano proprio di questo: “Adesso ci ridanno i soldi nostri”, “rivendicando dunque la paternità dei 45 mila euro. Siccome Castelli è stato di recente arrestato nell’indagine della Dda di Roma, sorgono ulteriori dubbi sulla liceità della provenienza dei soldi investiti nella Us Città di Palermo”, scive il gip.

 

Vecchio Palermo, arrestati i Tuttolomondo: intercettata una telefonata tra Anzellotti e Daniela De Angeli

“L’assalto al Palermo rivelato in diretta”.

Titola così l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’. Lo scorso 4 novembre, la notizia: Salvatore e Walter Tuttolomondo, i due fratelli che dovevano salvare il vecchio Palermo poi miseramente fallito nel 2019 a seguito della mancata iscrizione del campionato di Serie B, sono stati arrestati. Diversi i reati che gli sono stati contestati dalla Procura della Repubblica: bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego di denaro, falso e ostacolo alle funzioni della Commissione di vigilanza sulle società di calcio (Covisoc) della Figc.

“I finanzieri siculo-campani non avevano liquidità e così anche per pagare le imposte il loro tributarista, Fabio Anzellotti inventa un trucco registrato in diretta dalle intercettazioni eseguite dal nucleo di polizia economico finanziario delle fiamme gialle”, si legge. Nel dettaglio, era il 24 giugno 2019 quando Anzellotti è al telefono con Daniela De Angeli, storico consigliere e braccio destro dell’ex patron Maurizio Zamparini. “I Tuttolomondo stavano tentando di utilizzare la compensazione di un credito fiscale, in realtà inesistente, ricevuto con l’acquisizione di un ramo dell’azienza della ‘Group Itec’. […] Una scatola vuota, fiscalmente inattiva e con un passato di false fatturazioni”. Non era possibile, dunque, alcuna compensazione. Ragion per cui, Anzellotti ricorse ad un vero e proprio sotterfugio.

“Daniela De Angeli tiene delle conversazioni con Anzellotti, il tributarista che segue la pratica della compensazione per la ‘Groupe Itec’ per conto dei Tuttolomondo – si legge nel provvedimento -. La De Angeli gli espone alcune perplessità relative ai versamenti a mezzo F 24 effettuati per conto della Us Città di Palermo ed in particolare fa notare che il codice di compensazione utilizzato è quello del tributo Ires e non quello del tributo Iva come sarebbe stato corretto”. Nessun errore. Secondo gli inquirenti, infatti, Anzellotti ha sbagliato di proposito. Il motivo? “Anzellotti spiega che l’errore è stato fatto appositamente – prosegue il gip Lorenzo Jannelli -, e che avrebbe provveduto in un secondo momento a correggerlo inserendo il codice Iva”.

“Un trucco che doveva servire a mascherare la realtà”, prosegue il noto quotidiano. Di seguito, il testo dell’intercettazione in cui Anzellotti ha spiegato la questione alla De Angeli: “Il codice tributo si può cambiare in corsa come se uno avesse fatto un errore. Però siccome bisognava passarlo subito… ci sono delle problematiche con l’Agenzia delle entrate che non ti sto a spiegare adesso per telefono… E andava fatto per forza in quel modo”.

Ma non solo; Anzellotti ha detto chiaramente “che non era stato utilizzato il codice Iva perché, a seguito della cessione di ramo d’azienda, non era stata fatta l’asseverazione del credito Iva da parte di un professionista, come previsto dalla legge. Peraltro Anzellotti si assume la paternità del codice sbagliato, avendo detto a Salvatore Tuttolomondo, ti trovo io il sistema”. La presunta compensazione del credito fiscale doveva servire ai Tuttolomondo per appianare i debiti. In questo modo, l’obiettivo dei due fratelli era quello di racimolare un milione e 400 mila euro utili per pagare i tributi. Tuttavia, secondo l’accusa, sapevano benissimo che non era possibile alcuna compensazione. “Eppure nella seduta del consiglio di amministrazione del 19 giugno viene deliberato l’acquisto del ramo di azienda ‘Groupe Itec’ che serviva a dare il via libera all’operazione”.

Per gli inquirenti, i responsabili sono Salvatore Tuttolomondo, che “ha concretamente voluto e messo in pratica la compensazione indebita” e tutti coloro che hanno votato la delibera in quel Cda: Roberto Bergamo, amministratore delegato, “che prima ha deliberato in seno al Cda e poi ha concluso il contratto di acquisto del credito fasullo della Group Itec”; Walter Tuttolomondo, che ha votato a favore “in ordine al contratto di acquisto del credito inesistente”; Tiziano Gabriele, presidente del consiglio sindacale “che ha approvato la delibera di acquisizione del ramo di azienda”. Regista dell’operazione Fabio Anzellotti, sottolinea la procura, che ha suggerito le modalità. Tra queste posizioni le più gravi, quelle di Walter Tuttolomondo e Roberto Bergamo “ben consapevoli del rischio che si stesse acquistando dalla Group Itec l’ennesimo credito inesistente”.

 

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