Covid, il ministro Speranza non esclude altre ordinanze: “Vedremo i dati delle Regioni”

“Vedremo i nuovi dati e se necessario ci saranno altre ordinanze”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto ai microfoni de ‘Il Fatto Quotidiano’.

“Il Dpcm prevede che il ministro possa intervenire su una Regione, non su una Provincia. Ma sull’area metropolitana può intervenire il presidente De Luca, come ha fatto Zingaretti a Latina. Dev’essere chiaro che noi stiamo svolgendo una funzione di supplenza nei confronti delle Regioni, che non si possono lamentare anche perché i dati vengono da loro. I tecnici del ministero si confronteranno con quelli delle Regioni. C’è un modello standardizzato, i criteri sono lì da 24 settimane e se per tre settimane una Regione non dà i dati diventa zona rossa”.

Dopo l’incontro con i governatori “c’è un clima più confortevole, maggiore collaborazione, anche loro capiscono che la situazione è grave”, ha aggiunto Speranza, preoccupato non tanto per le terapie intensive, “quanto i reparti dell’area medica”.

Coronavirus, il sindaco di Messina: “Sono preoccupato, le scuole resteranno chiuse”

“Sono preoccupato per la situazione sanitaria dei nostri ospedali. I posti di terapia intensiva sono estremamente carenti. Inoltre, l’analisi dei parametri individuati per stabilire le criticità che ci hanno relegato nella zona arancione, si basano su dati inviati dalle Regioni. Il 25 ottobre la Sicilia ha dichiarato 504 focolai, la Campania 154, il Lazio 420. Queste Regioni stanno meglio della Sicilia per alcuni criteri, come l’indice di trasmissione che è più moderato del nostro. La verità è che il ministero della Salute ci ha considerati inaffidabili, al contrario di Lazio e Campania. Siamo zona arancione e tali resteremo per i prossimi 15 giorni”. Lo ha detto il sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Per quanto concerne le scuole, resteranno chiuse fino a data da destinarsi. La nota dell’Asp fa emergere una preoccupazione massima perché Il trend di contagio è in aumento inesorabile nella fascia di età tra i 20 e i 50 anni. Nel periodo di stop scolastico abbiamo ricostruito la catena dei contatti stretti dei positivi: diversi sono inoltre i casi direttamente nelle scuole. Se vuole, il ministro Azzolina potrà impugnare la mia l’ordinanza. Venga il governo e m’impugni l’ordinanza. Preferisco questo piuttosto che mettere a rischio gli alunni e le loro famiglie”, ha concluso.

Covid, la Sicilia torna indietro di 34 anni: ogni cittadino perde 1.307 euro

A causa della pandemia, dall’analisi della Cgia di Mestre, che ha rielaborato dati Istat e Prometeia, emerge che la Sicilia è tornata indietro di ben 34 anni, (1986) con una perdita di ricchezza senza eguali nel Paese, che arretra di 22 anni (1998).

Nell’isola la crisi provocata dal Covid-19 avrebbe bruciato 7,5 miliardi di euro nel 2020. In termini di valore aggiunto, per la Cgia, ogni siciliano in un anno ha perso 1.307 euro (-8,4 punti): a Siracusa 1.500 euro in meno, a Ragusa 1.451 euro, a Palermo 1.355, a Catania -1.352, a Messina -1.320, a Caltanissetta 1.235, a Trapani -1.154, ad Agrigento – 1.099, a Enna -1.051 euro.

Crolla anche l’occupazione. La Sicilia è la quarta regione per posti di lavoro andati in fumo, con un calo del 2,9% (-39 mila posti). Peggio solo Calabria, Campania e Valle D’Aosta.

Zona arancione in Sicilia, nuova protesta a Palermo: bloccata la circonvallazione

È iniziata davanti al palazzo della Regione la protesta di un centinaio tra commercianti, ristoratori e altre categorie penalizzate dalle misure anti Covid del governo. Con i fumogeni in mano, i manifestanti, hanno percorso a piedi Corso Calatafimi e hanno bloccato viale Regione Siciliana, in entrambe le direzioni della circonvallazione di Palermo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia in servizio anti sommossa che hanno convinto i manifestanti a rimuovere il blocco.

“Proponiamo di spegnere le luci: siamo aperti ma, di fatto, è come se fossimo chiusi”. Le parole di una commerciante di corso Calatafimi di Palermo, una tra le alcune decine che si sono radunate bloccando per qualche minuto il traffico in viale Regione siciliana. “Stiamo morendo ma non è solo colpa del covid – dicono – di certo bastava applicare meglio le regole per non arrivare a questo punto. Che senso ha tenere i negozi aperti, quando non entra nessuno: i nostri incassi si sono azzerati, non ci paghiamo neanche le spese. Spegniamo le luci, le insegne e lasciamo la città al buio”.

Coronavirus, paziente positivo fugge da reparto Sant’Elia: fermato uomo a Caltanissetta

Un paziente positivo, stanco di restare in ospedale, questo pomeriggio ha deciso di fare le valigie e tornare a casa. Immediato l’intervento della polizia per fermare il 60enne ricoverato nel reparto Covid-19 del Sant’Elia di Caltanissetta, in via di guarigione ma tutt’ora positivo.

Dopo avere eluso la sorveglianza degli operatori sanitari, il paziente, ancora in vestaglia, è uscito fuori dal reparto. Arrivati poco dopo sul posto dopo la segnalazione dei medici, gli agenti sono riusciti – pur mantenendo la distanza dall’uomo, ancora positivo – a farlo desistere facendolo rientrare in reparto.

 

Coronavirus, il bollettino in Italia del 6 novembre: 37.809 i nuovi contagi, +466 decessi

Sono 37.809 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore, a fronte dei 34.505 di ieri. Aumentano anche le vittime in un giorno, +446 oggi. A comunicarlo è il bollettino giornaliero di Protezione Civile e ministero della Salute.

Il totale dei pazienti in rianimazione sale di 124 unità in 24 ore. I ricoveri ordinari invece sono +749. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore contano 234.245 (nel bollettino precedente erano stati +219.884), per un totale di 16.951.896 di test effettuati dall’inizio della pandemia.

Coronavirus Sicilia, il bollettino del 6 novembre 2020: 1423 i nuovi casi, la situazione a Palermo…

Sono 1.423 casi emersi in Sicilia nelle ultime 24 ore, a fronte di 9.525 tamponi effettuati.

Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a venerdì 6  novembre 2020. Al momento i casi totali nell’Isola sono 28.825, mentre sono contagiate 19.513 persone, 8.684 sono guarite (+402) e 628  decedute (+34). I malati in terapia intensiva aumentano di 2 nelle ultime 24 ore (159 in tutto) e di 10 in regime ordinario (1157), con un trend in discesa.
Questo il report dei contagi nelle province: 62 Agrigento, 47 Caltanissetta, 292 Catania, 40 Enna, 57 Messina, 321 Palermo, 292 Ragusa, 91 Siracusa, 121 Trapani.

 

Coronavirus, nel weekend tamponi rapidi nei drive-in di trenta città siciliane

Tamponi rapidi nei drive-in delle maggiori città siciliane. Dopo l’esperienza negli arcipelaghi minori e della Fiera del Mediterraneo a Palermo, prosegue la campagna attiva di monitoraggio del Coronavirus sulla popolazione della Sicilia su precisi target, così come programmato dall’assessorato regionale alla Salute, su suggerimento del Comitato tecnico scientifico.

Così, domani (sabato 7 novembre) e domenica, in oltre 20 centri (con popolazione superiore ai 30 mila abitanti) verranno allestiti circa 30 drive-in con percorsi dedicati, in cui si procederà al prelievo del campione mediante test rapido che, in caso di positività, verrà immediatamente ripetuto attraverso il tampone molecolare per la necessaria conferma così come previsto dai protocolli sanitari vigenti.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Siciliana con le Asp e in collaborazione con Anci Sicilia e le amministrazioni locali, è ancora rivolta – in questa fase – al mondo della scuola.
I drive-in saranno operativi già da domani nelle seguenti città: Caltanissetta, Gela, Ragusa, Comiso, Modica, Vittoria, Palermo, Monreale, Enna, Catania, Adrano, Paternò, Caltagirone, Acireale, Messina, Barcellona, Trapani, Alcamo, Mazara del Vallo, Marsala, Castelvetrano, Avola, Agrigento.
In linea con quanto organizzato a Palermo (dove la campagna va avanti) – grazie alla preziosa collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e con i presidi dei maggiori istituti scolastici – nel week end personale docente e non docente, studenti e le loro famiglie potranno avere accesso ai drive-in allestiti nei siti individuati dalle amministrazioni locali con le Asp. L’adesione alla campagna è su base volontaria.

Nei prossimi giorni si aggiungeranno altre città e nuovi drive-in e saranno presentate altre modalità di accesso alla campagna per raggiungere una campione più vasto. Seguiranno aggiornamenti da parte delle Asp e dei Comuni per le comunicazioni circa orari e siti individuati per le operazioni di prelievo.

Covid, Caronia (FI): “Sindaco faccia la propria parte rispetto a situazione sanitaria”

PALERMO – “Il Sindaco e il Comune non possono essere lasciati all’oscuro di cosa succede in città e nel territorio in un momento sanitario così grave. Per questo ho chiesto al Sindaco di svolgere in pieno il proprio ruolo, soprattutto su due fronti, anche come sindaco metropolitano. Innanzitutto deve monitorare la situazione degli ospedali cittadini e del nostro territorio provinciale, nei quali la situazione complessiva è certamente critica, ma dove la distribuzione del gravoso carico di lavoro appare molto disomogenea e non razionale. Poi, soprattutto in ambito provinciale, occorre che una volta attivato l’ospedale di Petralia come presidio destinato al Covid-19, questo sia reso facilmente raggiungibile e sia adeguatamente supportato proprio perché si possa alleggerire il carico sul capoluogo. Anche il Comune, con le sue partecipate, deve inoltre fare la propria parte sul fronte della prevenzione, così come avvenuto durante il lockdown. Ho proposto che in città siano realizzati interventi di sanificazione degli spazi pubblici, a maggior ragione ora che la chiusura non è totale e alcuni punti sensibili, soprattutto in prossimità di ospedali, pronto soccorso e altre zone ampiamente frequentate come strade e piazze. Per quanto possibile mi attiverò per trovare le risorse, ma mi aspetto che il Comune si attivi al più presto“. Lo afferma il consigliere di Forza Italia a Sala delle Lapidi, Marianna Caronia.

Savarino: “Mozione contro Razza? Immotivata e inopportuna, Lupo eviti di fare l’agit-prop”

“Proprio nel giorno in cui il ministro Speranza in difficoltà, criticato pure dai governatori della sua stessa area politica, ammette che qualche dato potrebbe essere stato fuorviato ed invita a non fare polemica, con un duro monito: ”Ci sono limiti che la battaglia politica non può superare – ha sostenuto – lasciamo fuori dalla battaglia contro il virus le questioni politiche”, ebbene nelle stesse ore il Pd siciliano per bocca del suo capogruppo interpreta il monito presentando una immotivata, inopportuna e intempestiva mozione di censura contro l’assessore Razza“. Lo afferma Giusy Savarino, deputata regionale di Diventerà Bellissima, aggiungendo: “Questo lo spirito auspicato? Capisco che il cinismo non ha limiti se pur di governare il Pd si è accollato i Cinque Stelle come soci di maggioranza, ma ora piuttosto che giustificare scelte romane quanto meno discutibili, e invece di contribuire, insieme al governo Musumeci, a sollevare il popolo siciliano dal peso che gli sta gravando, il Pd avvelena il rapporto politico, e in un momento delicato per la Sicilia e i siciliani non trova cosa più opportuna ed utile da fare che chiedere la censura di un assessore, che ha lavorato alacremente proprio per colmare il divario ereditato anche dal governo Crocetta. È chiaro a tutti che la mozione sarà solo sterile polemica politica, in un momento di emergenza sanitaria, solo chiacchiere inutili per cui perderemo tempo prezioso in Ars, chiacchiere di cui la gente è stanca e stufa. L’onorevole Lupo invece di fare l’agit-prop, ci aiuti a salvare vite, a salvare l’economia siciliana, questo lo spirito dell’appello del ministro, proprio il collega Lupo per sua cultura e formazione dovrebbe saperlo cogliere meglio di altri, non si lasci trascinare dal populismo. Certo ognuno si prenderà le proprie responsabilità, com’è giusto ma dopo, oggi servono più lupi che sciacalli, oggi serve lavorare insieme per uscire dall’emergenza”.

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