Emergenza Coronavirus: l’Asp di Palermo attiva un servizio telefonico di supporto psicologico



Un focolaio all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo.
Almeno quattordici tra medici e infermieri sono risultati positivi al Coronavirus nel corso dei controlli effettuati regolarmente sul personale sanitario. All’interno del pronto soccorso sono ricoverati almeno cinquanta pazienti Covid, alcuni anche in condizioni critiche. Sono già stati eseguiti diversi tamponi ad altri operatori sanitari in servizio. E molti sono risultati negativi.
“Stiamo cercando di arginare il focolaio. Al momento i positivi sono 14 circa il 10%. Ci sono tanti pazienti nel reparto, molti in ventilazione”. Lo ha dichiarato il primario del pronto soccorso, Massimo Geraci.

Apre così la prima pagina dell’edizione odierna de ‘La Repubblica – Palermo’, oggi in edicola. “Reparti chiusi per far posto ai pazienti Covid. Ma in tutta l’Isola ci sono strutture incomplete o dismesse. I maghi dello spreco e l’ultimo colpo all’Ars. Dalle mascherine ai test, già spesi 120 milioni. Via alla stretta anti folla: ‘Ma salvate la scuola’”.
“Gli ospedali perduti che oggi servirebbero”.

Il sindaco Leoluca Orlando preoccupato per la situazione legata alla diffusione del Covid-19
Il primo cittadino di Palermo vorrebbe vederci chiaro in merito all’effettivo numero dei ricoveri giornalieri e soprattutto avere a propria disposizione i dati reali concernenti le strutture ospedaliere. Il momento vissuto dalla Sicilia e dal capoluogo a causa dei contagi da Coronavirus non è chiaramente semplice da gestire. Di seguito le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Orlando, nel corso dell’intervista concessa a Radio Cusano Campus.
SITUAZIONE COVID A PALERMO – “Sono preoccupato e ho il dovere di apparire così. La Regione deve fornirci i dati reali sullo stato delle strutture ospedaliere. La sensazione che si ha è che non abbiamo sufficienti strutture dedicate ai malati covid e sufficienti posti di terapia intensiva. I dati che ci hanno fornito sembra che siano quelli dei posti letto programmati, ai quali molto spesso non corrisponde la realtà dei posti letto attualmente attivi. I presidenti di Regione non abbiano paura che una regione sia considerata rossa piuttosto che arancione, come se fosse una promozione o una bocciatura. I segnali che arrivano dai medici fanno comprendere come questo incremento dei contagi in tutta Italia non trova adeguata risposta in termini di strutture sanitarie. Siamo stati messi in zona arancione sulla base di dati forniti dalla Regione, ma io chiedo che la Regione fornisca ai sindaci questi dati sullo stato delle strutture ospedaliere. La competenza di chiudere le scuole non è dei sindaci. Ho chiesto formalmente alla asl e alla Regione di darmi rassicurazioni sulla tenuta, rispetto ai contagi, non soltanto delle strutture scolastiche ma anche di quelle sanitarie. Lockdown nazionale? Considero corretto l’approccio del governo che si basa su dati scientifici differenziando tra regioni – ha detto Orlando – ma prego i presidenti di regione di non avere paura che la loro regione sia considerata rossa piuttosto che arancione, come se fosse una promozione o una bocciatura“.
ANGELA DA MONDELLO – ”La volgarità, è tale che rischio di usare parole ancora più volgari del comportamento di questa signora, preferisco non commentare. Se ci sarà un processo penale nei suoi confronti costituirò il Comune parte civile”

Vanno avanti senza sosta gli interventi di implementazione delle terapie intensive nelle strutture sanitarie siciliane, così come previsto dal Piano redatto dalle Regioni (ciascuna per le proprie competenze territoriali) la scorsa estate e licenziato in ottobre dal commissario delegato straordinario, Domenico Arcuri.
In Sicilia, il presidente della Regione Nello Musumeci ha dato immediata attuazione agli interventi programmati e dopo l’avvio dei cantieri al Policlinico di Messina e all’ospedale Cervello di Palermo, tutto è pronto per l’ammodernamento del Cto dell’Azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello”, destinato a diventare il Polo infettivologico della Sicilia occidentale. Al suo interno saranno realizzati, complessivamente, 93 posti letto (di cui 55 di degenza ordinaria – suddivisi in 45 di malattie infettive e 10 di pneumologia, 14 di terapia intensiva Uti e 24 di terapia intensiva respiratoria Utir, in linea con le priorità dell’emergenza Covid19. Inoltre verrà realizzato un laboratorio multi specialistico per le emergenze, unitamente ad un’area di radiodiagnostica dedicata (Tac, Rx, etc).Durante un sopralluogo (nella foto), a cui hanno partecipato tra gli altri il direttore generale dell’azienda Walter Messina e l’ingegnere Tuccio D’Urso (nominato soggetto attuatore dal presidente della Regione Nello Musumeci nella sua veste di commissario straordinario), è stata evidenziata la particolare complessità dell’intervento. Dovranno essere adeguate, infatti, le aree dei due principali ospedali dell’Azienda che accoglieranno i reparti ed i servizi attualmente operanti all’interno del Cto: una soluzione, quindi che oltre a dotare la Sicilia occidentale di un polo infettivologico di riferimento consentirà dei processi di ammodernamento di altre strutture aziendali. Nei giorni scorsi, così si è trovata la piena condivisione tra i primari, la direzione sanitaria, la direzione generale e l’ufficio del commissario delegato.

Sono 1.487 i casi emersi in Sicilia nelle ultime 24 ore a fronte di 9.839 tamponi molecolari effettuati.
Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a mercoledì 11 novembre 2020. Al momento i casi totali di persone contagiate sono 23.564, 10.656 sono guarite (+728) e 757 decedute (+27). I malati in terapia intensiva aumentano di 7 unità nelle ultime 24 ore (202 in tutto) e di 35 in regime ordinario (1383).
Questo il report dei contagi nelle province: 15 Agrigento, 60 Caltanissetta, 131 Catania, 30 Enna, 138 Messina, 531 Palermo, 281 Ragusa, 76 Siracusa, 225 Trapani.

Continuano i tamponi effettuati al drive in della Fiera del Mediterraneo a Palermo.
I test eseguiti sono ben 1.104 che hanno permesso di scoprire 57 casi positivi al Coronavirus. Gli infetti, dopo aver eseguito il test rapido, sono stati sottoposti al tampone molecolare. In 13 giorni di attività, inoltre, sono stati eseguiti un totale di 14.397 tamponi rapidi, di cui 1.172 risultati positivi.

Leoluca Orlando firma la nuova ordinanza per la città di Palermo.
Come comunica il sito ufficiale del Comune di Palermo, il sindaco Leoluca Orlando ha firmato oggi un’ordinanza che prevede alcune delle annunciate misure più restrittive per il contrasto e il contenimento sul territorio comunale del diffondersi del virus Covid-19. Ecco tutte le novità che partiranno da venerdì 13 novembre e saranno valide fino al 3 dicembre.
Il provvedimento stabilisce il divieto di stazionamento per le persone, dal lunedì al venerdì dalle ore 16:00 e fino alle ore 22:00, nelle giornate di sabato, domenica e festivi dalle ore 05:00 alle ore 22:00 in alcune zone del centro cittadino, elencate di seguito, e limitatamente alle giornate di sabato 14 novembre e domenica 15 novembre 2020, dalle ore 05:00 alle ore 22:00 anche, da Sferracavallo ad Acqua dei Corsari, in tutto il litorale ivi comprese spiagge, coste, aree verdi aperte al pubblico, ancorché oggetto di concessione demaniale. In tali aree costiere è comunque salva la specifica disciplina delle strettamente aree portuali.
“Questo – afferma il sindaco Orlando – è un provvedimento necessario, ma ciò che oggi è più che mai indispensabile è il senso di responsabilità dei cittadini, che devono comprendere fino in fondo quanto è grave la situazione e quanto è urgente che ognuno tenga comportamenti rispettosi dei divieti, non solo perché è richiesto dalla legge, ma soprattutto perché serve a salvare la vita di migliaia di persone, anche a Palermo“.
Le zone del centro interessate dal provvedimento sono quelle dei Quartieri Tribunali – Castellammare, Palazzo Reale – Monte di Pietà, Politeama e Libertà. Secondo l’ordinanza, che ha validità fino al 3 dicembre 2020, “è comunque fatta salva la possibilità di solo attraversamento e di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e tutte le altre attività consentite dal D.P.C.M. nonché alle abitazioni private, avendo cura in ogni caso di rispettare il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza personali con le modalità e condizioni previste dall’art. 1 del D.P.C.M., dando altresì atto che nelle attività consentire nel D.P.C.M., ivi comprese le attività scolastiche, vanno rigorosamente osservate da parte degli organi competenti le prescrizioni contenute nei relativi protocolli di sicurezza“.

«L’avevo detto prima e lo ribadisco ancora, i numeri non mentono. La verità viene sempre a galla. La Sicilia è la quarta regione per nuove terapie intensive installate, siamo tra le 5 regioni con indice Rt sotto la soglia di 1.5 ed anche gli altri dati dimostrano che il lavoro serio e silenzioso dell’assessore Razza paga. Il resto sono chiacchiere. Adesso chi ha strumentalmente polemizzato abbia il pudore di stare zitto».
Lo afferma il deputato regionale di DiventeràBellissima, Pino Galluzzo, componente della Commissione Sanità dell’Ars, commentando gli ultimi dati analizzati dall’ISS e aggiungendo: «Dobbiamo restare vigili e dimostrare la stessa responsabilità avuta durante la prima ondata. I contagi in tutto il Paese emergono, ognuno deve fare la sua parte. La correttezza e la precisione dei dati trasmessi dalla Sicilia è stata apprezzata. Ora mettiamo da parte ogni polemica perché, come ha detto il Presidente Musumeci, usciremo dal tunnel solo se siamo uniti. Chi ha usato colori e numeri per fare terrorismo non ha a cuore le sorti dei siciliani. Adesso taccia, oppure, si metta a lavorare insieme a noi».

PALERMO – La Polizia Municipale, nell’ambito degli interventi finalizzati al rispetto delle misure di contenimento del Covid-19, ha sequestrato un minimarket di via San Lorenzo.
Gli agenti del Nucleo controllo attività commerciali, che hanno effettuato il sopralluogo, hanno accertato che all’interno del locale in cui c’erano circa 20 persone, venivano vendute bevande alcoliche al banco, senza che il gestore avesse la prescritta autorizzazione e in violazione del DPCM che prevede il divieto di somministrazione sul posto o nelle vicinanze.
Il titolare, che non indossava la mascherina, è stato multato per un importo complessivo di 5.800 euro e l’attività è stata sequestrata per 5 giorni, sanzione accessoria prevista per i gestori degli esercizi commerciali che non si attengono alle linee guida Stato Regioni allegate al DPCM.
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