Coronavirus e scuola digitale, tutti i fondi per le scuole di Palermo e provincia

Da 6 a 20 mila euro per ogni scuola di Palermo. Sono in arrivo anche in Sicilia i fondi stanziati dal Governo per il potenziamento della scuola digitale.

L’Isola figura tra le tre regioni che hanno ricevuto maggiori fondi, degli 85 milioni di euro stanziati per tutto il territorio nazionale, come misura di intervento per il miglioramento della qualità della didattica a distanza“. Lo dichiarano i parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle Roberta Alaimo, Valentina D’Orso, Aldo Penna e Adriano Varrica.

2,3 milioni andranno alle scuole di Palermo e provincia, di cui 262.415,76 € per risorse destinate al potenziamento delle piattaforme e degli strumenti digitali, 1.908.769,55 € per risorse finalizzate all’acquisto di dispositivi digitali da concedere in comodato d’uso agli studenti meno abbienti e per potenziare connettività di rete. Infine, 131.207,43 € di risorse saranno destinate alla formazione in e-learning del personale scolastico” hanno concluso i deputati cinquestelle.

La scuola che nella città di Palermo riceverà maggiori fondi è la I.P.S.S.E.O.A. “Pietro Piazza” con 20.347,69 €, mentre in provincia la I.C. Carini-Calderone/Torretta con 16.674,60 € e la I.C. Bagheria IV – Aspra con 15.519,07 €.

In allegato l’elenco completo dei fondi per le scuole di Palermo e provincia:
Allegato 1 – DM 187 Palermo

Emergenza coronavirus, Lega: “Per palermitani bisognosi somme insufficienti”

Il Governo ha annunciato l’anticipo di 4,3 mld di euro, del Fondo di solidarietà destinato ai comuni per aiutare le famiglie più bisognose. Il problema è che tali somme sono un semplice anticipo di fondi già destinati ai Comuni nel primo semestre del 2020 e destinate a garantire i servizi essenziali comunali: trasporti, raccolta rifiuti, manutenzione strade, mense ed edilizia scolastica, nonchè il pagamento degli stipendi degli impiegati comunali, solo per fare qualche esempio, e come dichiarato dallo stesso Orlando in una nota stampa Anci del 27 marzo“, a dichiararlo è il capogruppo della Lega di Palermo, Igor Gelarda, insieme agli altri consiglieri Marianna Caronia, Alessandro Anello e Elio Ficarra.

Si tratta cioè di somme che spettavano a Palermo, come a tutte le altre città, a prescindere dal coronavirus. Non ci sono somme extra in questo decreto Conte, manco un euro, si tratta di un semplice anticipo!“, aggiunge il gruppo.

Quindi le difficoltà economiche del Comune di Palermo, più volte segnalate dallo stesso ragioniere generale, alle prese con grossi debiti, difficoltà con le società partecipate (Rap e Amat in testa) e incapacità di riscossione dei tributi locali sono destinati a peggiorare. Perché tali somme anticipate dal Governo Conte, se usate e giustamente per l’emergenza coronavirus, non potranno più essere utilizzate per i servizi essenziali di cui la nostra città è già carente. E con l’ aggravante che il gettito dei tributi versati dai Palermitani al comune si ridurrà a causa della crisi. Quanti palermitani non saranno più in grado di pagare Imu, addizionale Irpef, Tari, Tosap e tutto il resto, non percependo più reddito?“, affermano dal gruppo della Lega.

Per quanto riguarda invece i 400 milioni extra stanziati dalla Protezione Civile nazionale per l’emergenza, si tratta di una somma assolutamente insufficiente, continuano i quattro esponenti della Lega. Alla città di Palermo toccheranno poco più 5 milioni di euro che possono sembrare una somma importante, ma per una città come Palermo non bastano“.

A conti fatti serviranno per sostenere circa 6.000 famiglie per appena 3 mesi. Cosa ottima, ma poco a fronte di un bisogno cittadino molto più vasto. Solo negli ultimi 4 giorni 18.000 palermitani si sono registrati nel nuovo sistema del comune per gli aiuti alimentari, mentre l assessore alle attività sociali Mattina ha dichiarato che almeno 50 mila palermitani sono rimasti senza reddito a causa del coronavirus, e non percepiscono neanche reddito di cittadinanza. Il rischio è che tanta gente resti senza aiuto, e comunque queste somme basteranno, anche per chi ne beneficerà, solo per poche settimane“.

Il sindaco Orlando ha ben compreso la gravità del momento, tanto da insistere in una nota in qualità di presidente regionale dell’ Anci, una data certa su accreditamento di somme. La Lega si chiede se il sindaco Orlando, a fronte di una risposta insufficiente dei suoi alleati al Governo nazionale, indosserà la divisa di sentinella di questo governo, come ha detto Conte per i Sindaci, pur sapendo che potrà garantire poco ai suoi cittadini e che rischia di non potere più, a breve, garantire i servizi essenziali alla città. Dovendo piuttosto fare affidamento allo stanziamento di 100 milioni di Musumeci e sulla Caritas. Oppure Orlando si ribellerà e finalmente prenderà le parti dei palermitani chiedendo stanziamenti più corposi, e sufficienti al Governo nazionale per riuscire ad aiutare tutti i palermitani in difficoltà. Sindaco Orlando se ci sei batti un colpo a favore dei palermitani. Fai sentire la tua autorevole voce anche a Roma“, concludono i quattro esponenti del Carroccio.

SUNIA A REGIONE: “ISTITUIRE FONDO PER AFFITTI”

Il Sunia chiede al governo regionale di istituire un fondo di sostegno alla locazione con nuove e celeri modalità di accesso per tutti coloro che, come conseguenza dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19, non sono più in grado di pagare l’affitto con regolarità.

“Occorre evitare che il disagio delle famiglie siciliane in affitto, per l’80% con redditi bassi, si acuisca e per questo il governo siciliano deve fare la sua parte. Chiediamo a tal proposito si apra un confronto immediato con la regia dell’assessorato alle Infrastrutture, e la presenza al tavolo delle organizzazioni degli Inquilini e delle associazioni dei proprietari”. Lo ha scritto in una nota Giusy Milazzo, segretaria del Sunia Sicilia.

La richiesta è che sia a livello nazionale, che a livello locale, vi sia la massima tolleranza sulle morosità, la sospensione dei provvedimenti di decadenza oltre che di sfratto e l’elaborazione di piani di rientro ultra decennali per consentire alle famiglie degli assegnatari di reggere questa fase di emergenza.

SINDACATI: “IN CASE RIPOSO SICILIANE SI RISCHIA STRAGE”

“Nelle case di riposo rischiamo le stragi annunciate. Non si può più assistere inermi al bollettino di Contagi che cresce di ora in ora, occorre intervenire con tutti imezzi possibili per salvaguardare le persone più deboli e gli operatori che se ne prendono cura”. Così in una nota congiunta i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Sicilia, rispettivamente Maurizio Calà, Alfio Giulio e Nino Toscano.

I tre esponenti sindacali chiedono che “l’Assessorato alla Sanità, insieme ai Comuni, avvii subito controlli mirati su tutto il territorio siciliano. In tutto il Paese si stanno verificando gravissimi casi di contagio collettivo nelle case di riposo per anziani e anche in Sicilia in queste ore questi si stanno moltiplicando colpendo, in un ambiente ristretto, persone fragili e spesso non autosufficienti con una velocità e un rischio per la vita altissimi”.

Calà, Giulio e Toscano sottolineano dunque la “necessità di andare a verificare quale siano le condizioni di vita e di salute dentro queste strutture, di dotare anziani e operatori di attrezzature di protezione contro il virus, di verificare se gli ambienti sono sanificati, di attrezzare un collegamento per video chiamate per mettere in contatto i pazienti con le loro famiglie, e, in caso di dubbio sanitario, di fare subito i tamponi per il Coronavirus per isolare e bloccare i focolai che in una situazione simile potrebbero diventare motivo di rischio di vita per operatori, pazienti, per l’intera comunità”.

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