La Sicilia trema, quattro scosse di terremoto nel giro di poche ore. La più forte al largo di Palermo

In Sicilia registrate quattro scosse di terremoto. La più intensa, di magnitudo 3.6, registrata alle 4,25 al largo della costa settentrionale della Sicilia. Secondo l’Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 5 km di profondità ed epicentro 77 km a nordest di Palermo. Le altre scosse di entità più lieve sono state registrate ieri pomeriggio nella zona di Bronte, di magnitudo 2, un’altra di magnitudo 2.2 alle 3,32 di questa notte al largo di Messina, la terza alle 5,03 alle isole Eolie di intensità 2.4.

Ragusa: neonato abbandonato nei cassonetti dei rifiuti salvato da un passante

Neonato gettato nella spazzatura a Ragusa.

Il piccolo è stato trovato ieri sera in via Saragat da un passante. L’uomo attratto da un lamento ha pensato si trattasse di un cucciolo e ha aperto il mastello, all’interno, sopra i rifiuti, c’era un neonato, avvolto in una coperta e infilato dentro un sacchetto. Il bimbo è stato subito trasportato nel reparto di neonatologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Le sue condizioni sembrano essere buone, ma, in via precauzionale, è stato posto in terapia intensiva prenatale.

 

Da Palermo a Tunisi: uomo segnalato come “soggetto pericoloso” è stato espulso dall’Italia

L’uomo di origini tunisine sarebbe sbarcato a Lampedusa, con altre 16 persone, il 18 ottobre. Segnalato dall’intelligence come “soggetto pericoloso” è stato espulso dall’Italia e rimpatriato con un volo diretto da Palermo a Tunisi.

Dagli accertamenti della Digos sarebbe risultato essere già stato respinto nel 2017 e destinatario di un provvedimento di inammissibilità nell’area Schengen inserito dalla Francia. Dal Viminale fanno sapere che si tratterebbe del nipote di un soggetto arrestato in Francia nel 2016 e sospettato di essere a capo di una cellula terroristica dell’Isis che stava progettando un attentato nel Paese.

 

Sicilia “zona arancione”, Lega Palermo: “Isola in grosse difficoltà, chiediamo intervento concreto di Musumeci”

L’inserimento in zona arancione della Sicilia è una botta fin troppo dura per l’economia della città di Palermo e di tutta l’Isola“, a dichiararlo il capogruppo della Lega a Palermo, Igor Gelarda insieme ai consiglieri Alessandro Anello ed Elio Ficarra. “Vogliamo conoscere quali sono stati i dati trasmessi dalla regione, relativamente ai 21 parametri utilizzati dal cts che hanno fatto scivolare l’Isola in fascia arancione. Vogliamo sapere se e quanto ha inciso l’alto numero di positivi e di persone in quarantena tra i clandestini giunti nell’Isola, in quello che il Governo italiano ha fatto diventare il più grande centro d’accoglienza di clandestini d’Europa, cioè Lampedusa. Ci sono regioni con molti più casi dei nostri, come Campania e Lazio, che sono rimaste in fascia gialla. Pertanto la relega in fascia arancione dell’Isola può nascere o da un sistema sanitario con troppe falle o da una scorretta valutazione dei numeri da parte del governo nazionale, o perché siamo una Regione di centro destra poco cara a questo Governo! Qualsiasi sia il motivo chiediamo l’intervento concreto di Musumeci, perché nella nostra città e nella nostra Isola non si deve morire di covid, ma neanche di fame“, concludono i tre consiglieri.

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Coronavirus, Musumeci: “Sicilia in zona arancione? Assurdo e irragionevole”

La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a “zona arancione” appare assurda e irragionevole. L’ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica“. Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando l’inserimento dell’Isola nella “zona arancione”.
Un dato per tutti – prosegue – oggi  la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare del Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio  sono assegnate a “zona gialla”. Perchè questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perchè ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano“.
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Sicilia zona arancione.

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che contiene nuove misure per cercare di contenere la seconda ondata di Coronavirus, entrerà in vigore domani, giovedì 5 novembre, e durerà fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, dalle prossime ore, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone verdi (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi. La Sicilia, si colloca nella zona intermedia: l’arancione.

ZONA ARANCIONE – Sono quelle “caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di medio/alto. E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati“; sono consentiti gli spostamenti necessari a garantire la didattica in presenza. “È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione“. Sono chiusibar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio” e “fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze“. Nelle zone arancioni (o gialle) si applicano anche le limitazioni previste in quelle verdi e quindi coprifuoco alle ore 22. La didattica a distanza è prevista per tutte le scuole superiori; alle scuole elementari e medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. Restano chiusi cinema, mostre e musei. Sono sospesi tutti i concorsi e nei fine settimana sono chiusi i centri commerciali.

ECCO IL DPCM:

dpcm 3 novembre 2020

Covid-19: il nuovo Dpcm in vigore da venerdì

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che contiene nuove misure per cercare di contenere la seconda ondata di Coronavirus, entrerà in vigore venerdì 6 novembre, e durerà fino al prossimo 3 dicembre, lo ha deciso il governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile “per organizzare le proprie attività“. Così si legge in una nota diramata da Palazzo Chigi.

L’Italia, dunque, da venerdì, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone verdi (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

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Coronavirus Sicilia: l’aggiornamento del 4 novembre. La situazione a Palermo…

Coronavirus Sicilia (4 novembre 2020): 31 ricoveri in più, 324 guariti.
Sono 31 i pazienti ricoverati oggi per Coronavirus a fronte dei complessivi 1155 soggetti positivi rilevati così come riportato dal bollettino quotidiano del Ministero della Salute. Il dato dei ricoveri comprende anche le terapie intensive che, nello specifico, oggi vede un decremento di due pazienti rispetto a ieri. Il dato dei guariti è pari a 324 persone. Diciannove (19) i decessi. I tamponi processati sono stati 9376.
Questo il report dei contagi nelle province: 134 Agrigento, 27 Caltanissetta, 324 Catania, 22 Enna, 103 Messina, 352 Palermo, 98 Ragusa, 41 Siracusa, 54 Trapani.
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Il commissario della task force anti Covid: “A Palermo circondati da positivi, la situazione…”

Parola di Renato Costa.

Il direttore del dipartimento di diagnostica clinica e radioisotopica del Policlinico di Palermo, commissario per la gestione emergenza Covid-19 nella provincia di Palermo, ospite di ‘Casa Minutella’, in diretta su Blogsicilia.it, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Ora siamo in una condizione di grande difficoltà, il virus è dappertutto”.

543 positivi su 5.580 persone testate in cinque giorni al drive in della Fiera del Mediterraneo sono tantissimi. Un numero enorme che ci dice che siamo circondati da positivi. Nessuno di loro aveva neanche un colpo di tosse, ma così abbiamo salvaguardato 500 famiglie, 500 luoghi di lavoro, perché avrebbero continuato le loro relazioni senza sapere di avere il virus. Nessuno si aspettava questi numeri. Cosa è successo? Cattiva informazione e gente eccessivamente preoccupata del lockdown hanno determinato una reazione smodata dopo il ‘liberi tutti’: potevamo fare ogni cosa, andare al mare, in spiaggia, partire, stare in luoghi affollati. Ma non potevamo permettercelo e il risultato è quello che stiamo vedendo”, ha spiegato.

Questo è un momento complicato per tutti noi. Il contatto con il positivo in questo momento, se è stretto, prevede l’autoisolamento a casa e poi l’esame diagnostico del tampone. Il tampone, però, fotografa la situazione del momento, non garantisce l’immunità. Ognuno di noi, quindi, deve mantenere comportamenti corretti sempre. E bisogna sottolineare che, in questo momento, abbiamo questo tipo di pressione perché non abbiamo mai smesso di curare anche i pazienti non Covid e continueremo a farlo finché potremo”, ha concluso Costa.

 

Covid-19: la Giunta taglia canoni Fiera del Mediterraneo di Palermo

PALERMO – Canoni di concessione abbattuti del 50% per l’utilizzo degli spazi della Fiera del Mediterraneo nel periodo dell’emergenza. Lo ha deciso la Giunta che ha approvato un atto di indirizzo proposto dall’assessore Piampiano.
La decisione è stata presa per sostenere le imprese che svolgono attività fieristiche tramite ricorso al “Fondo perequativo degli enti locali” della Regione. Questa agevolazione transitoria è valida per tutti quei canoni di concessione relativi a manifestazioni programmate dal 9 agosto fino al 31 dicembre. Per le manifestazioni già svolte si procederà al rimborso.
Dopo i provvedimenti che riguardano la riduzione e la cancellazione di diversi tributi locali – afferma il sindaco Orlandocon questo intervento, come con quello che ha azzerato i canoni degli impianti sportivi, interveniamo a sostegno di una categoria specifica, in questo caso quello degli imprenditori del settore fieristico. La conferma di una città che vuole essere sicura prendendosi cura di tutti, soprattutto di quei cittadini ed imprenditori che dalla crisi legata al Covid-19 stanno subendo un gravissimo danno economico“.

L’assessore Piampiano ha sottolineato che “l’intero settore fieristico e congressuale è in questo momento in gravissima difficoltà per le siapur necessarie misure di contenimento del virus. Misure che rendono di fatto impraticabili, per la loro stessa natura che ha nell’incontro fra persone la propria forza, diverse attività economiche. E’ quindi doveroso per le istituzioni fare il massimo sforzo per sostenere queste imprese ed alleviarne le difficoltà“.

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