Archives Novembre 2020

Parco Cassarà: ok alle analisi pre-apertura dell’area verde

È stata aggiudicata la gara per l’esecuzione delle indagini ambientali preliminari nella “sub area verde” all’interno del Parco urbano “Ninni Cassarà”, per le quali è stato impegnato l’importo complessivo di €94.739 con una determinazione firmata ieri dal Dirigente del Servizio Ambiente.

I “carotaggi” previsti sono dodici, con prelievo sia di campioni di terreno sia di acque di falda. L’esito positivo delle analisi del sottosuolo è imprescindibile per poter riaprire alla pubblica fruizione l’area verde del Parco (che copre circa il 60% della superficie di 28 ettari che fa del Cassarà il secondo parco urbano più grande dopo quello de La Favorita). Il capitolato d’appalto della gara, che era stata indetta a maggio, stabilisce in 90 giorni il tempo utile per ultimare tutti i lavori, che dovrebbero cominciare entro la fine del mese. Il parco, che era stato chiuso nel 2014 dopo il ritrovamento di materiali e sostanze inquinanti in superficie e nel sottosuolo, è attualmente diviso in tre zone, in base alla gravità dell’inquinamento. Quella verde, estesa appunto circa 15 ettari e accessibile da corso Pisani, e poi una rossa inibita al pubblico e una gialla, intermedia fra le due. Nella zona verde si è proceduto in diverse fasi alla rimozione manuale e meccanica dei materiali inquinanti. Commentando la notizia dell’aggiudicazione della gara, il sindaco Leoluca Orlando ha affermato che “se le indagini, come crediamo, riconosceranno che non vi sono più situazioni di rischio nell’area verde, contiamo per la prossima primavera di potere finalmente riaprire al pubblico questa ampia porzione del parco. Speriamo, quindi, che la seconda area verde della città dopo la Favorita possa finalmente tornare a essere fruibile quanto prima. Soprattutto in un momento come questo, offrire a tutti i cittadini spazi all’aria aperta fruibili in sicurezza è sempre più una priorità”.

Coronavirus Palermo, Orlando chiude le scuole: “Siamo in emergenza, devo assumermi questa responsabilità!”

Scuole dell’obbligo chiuse nel capoluogo siciliano.

A partire da lunedì 16 novembre, tutte le scuole dell’obbligo della città di Palermo saranno chiuse. A comunicarlo è il sindaco della città Leoluca Orlando, preoccupato dall’emergenza sanitaria che sta colpendo in maniera dura e decisa la Sicilia e il suo capoluogo. Ecco di seguito quanto annunciato dal primo cittadino di Palermo attraverso la propria pagina Facebook.

Ho appena deciso che da lunedì saranno chiuse le scuole dell’obbligo a Palermo. Una decisione presa a malincuore ma che ritengo necessaria. Ho preso atto del fatto che dalla Regione Siciliana non arrivano notizie e dati sullo stato delle strutture ospedaliere in città e sulla tenuta del nostro sistema sanitario. Questo può avere ricadute pesantissime sulle condizioni di sicurezza dei cittadini nel momento in cui c’è un aumento dei contagi in tutta la Regione oltre che nella città e nell’area metropolitana di Palermo. Comunico la chiusura già oggi perché le famiglie, i dirigenti scolastici e gli insegnanti possano prepararsi per tempo e non trovarsi di fronte ad un provvedimento dell’ultimo minuto. È una decisione presa con sofferenza perché sono conscio che la didattica a distanza, per quanto possa essere svolta con professionalità e passione, non può garantire quel rapporto umano fra docenti e studenti e quel rapporto di socialità fra i giovani che sono parte integrante del processo di apprendimento. Ma proprio perché siamo di fronte ad una emergenza sanitaria, devo assumermi la responsabilità di questo provvedimento, che mira a ridurre gli spostamenti in città e a limitare quindi il rischio che i contagi continuino a salire portando ulteriore appesantimento per il sistema sanitario e sui medici già allo stremo. Proprio per questo ho deciso di non chiudere le scuole dell’infanzia comunali, che sono basate sul sistema della territorialità e perché l’incidenza dei contagi in queste strutture è meno di metà che nelle primarie e circa un quinto delle medie. Tengo a sottolineare che questo è un provvedimento temporaneo perché ancor di più da lunedì si farà un monitoraggio puntuale e preciso dell’andamento dei contagi e, auspicabilmente, della situazione delle strutture ospedaliere, i cui dati saranno valutati perché la chiusura possa essere limitata al minimo indispensabile. Mi spiace, lo sottolineo ancora una volta, aver dovuto prendere questa decisione, ma non penso sia più possibile rinviare assunzioni di responsabilità che gravano sui nostri figli e nipoti“.

 

Coronavirus Palermo, Razza attacca Orlando: “Non alimenti la paura, i palermitani devono sapere”

Scuole dell’obbligo chiuse a Palermo.

La decisione è stata presa dal sindaco Leoluca Orlando per contenere i contagi da Coronavirus nel capoluogo siciliano. L’assessore regionale alla salute, Ruggero Razza ha attaccato il primo cittadino palermitano scagliandosi contro le sue dichiarazioni e contro la decisione presa, che entrerà in vigore da lunedì 16 novembre.

Il Sindaco di Palermo conosce quotidianamente i dati, non alimenti paura. I palermitani devono sapere che ogni giorno il loro sindaco partecipa ad un vertice in Prefettura con Asp e commissario per l’emergenza, quindi quotidianamente viene reso edotto sulla situazione sanitaria e sull’attuazione del piano ospedaliero. Se ha particolari richieste ulteriori le ponga in quella sede – si legge in una nota dell’assessore – Non ha compreso il sindaco che non è tempo di istituzioni contro istituzioni. Ho dato mandato al commissario Covid di prendere ancora una volta contatto con il Comune, così non ci saranno più fraintendimenti. Già una volta ha dovuto prendere tardivamente atto che l’Asp invia ogni giorno i dati sui contagi, non pensa serva alimentare paure quando basta semplicemente alzare il telefono“.

 

Coronavirus Sicilia, il bollettino del 12 novembre 2020: 1692 i nuovi casi, la situazione a Palermo (in aggiornamento)

Sono 1.692 i casi emersi in Sicilia nelle ultime 24 ore a fronte di 9.455 tamponi molecolari effettuati.

Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a giovedì 12 novembre 2020. Al momento i casi totali di persone contagiate sono 24.914, 10.958 sono guarite (+302) e 797 decedute (+40). I malati in terapia intensiva aumentano di 3 unità nelle ultime 24 ore (205 in tutto) e di 15 in regime ordinario (1391).

 

Coronavirus, dal comitato tecnico scientifico siciliano un modello di cure e gestione domiciliare

Si punta sul “medico di famiglia” quale componente fondamentale del SSR.

Lo ha proposto il Comitato tecnico scientifico della Regione Siciliana che ha licenziato un documento per la gestione dei pazienti positivi al Covid che non necessitano di ricovero ospedaliero.

Secondo gli esperti siciliani “oggi si hanno maggiori conoscenze sul COVID-19 e si sa che diagnosi e terapia precoci possono aiutare a prevenire temibili complicanze. Così il ruolo del medico di medicina generale diventa fondamentale, ancor più quando integrato dalle Usca e supportato dai Dipartimenti”.

Il modello prevede la gestione diretta dei pazienti positivi, dei paucisintomatici e dei pazienti con malattia lieve (febbre, tosse mal di gola, dolori muscolari eccetera) per i quali è previsto un sistema integrato di visite domiciliari, telemedicina, monitoraggi telefonici da parte dei medici medicina generale, dei medici delle USCA ma anche di specialisti di diverse discipline che potranno valutare anche le comorbilità.

Per gli esperti del Cts siciliano “dal momento della semplice infezione è fondamentale non sentirsi soli a combattere contro il virus ed è fondamentale sapere che c’è qualcuno che sa quando e come assisterti con cure mediche appropriate o quando c’è bisogno di una rapida ospedalizzazione”.

Il CTS ha messo anche a disposizione dei medici generali le migliori conoscenze scientifiche ed empiriche, in una parola le buone pratiche clinico-assistenziali e sintetizza quali sono gli attuali protocolli di monitoraggio clinico e soprattutto terapeutico a seconda che si tratti di pazienti asintomatici, paucisintomatici o con lievi sintomi anche con comorbilità.

Si valorizzi il ruolo del “Medico di Famiglia”: ottimo il traguardo della esecuzione dei tamponi – dicono in coro gli esperti del CTS-  ma si faccia uno sforzo in più. Quella del “proprio medico” è una voce amica e non una qualsiasi ma quella qualificata di chi ti conosce dal punto di vista clinico e personale e ti può assistere nelle fasi iniziali della patologia meglio di chiunque altro, meglio di qualsiasi ospedale perché siamo ancora nella dimensione del rapporto “a due” quella che gli scienziati chiamano medicina personalizzata e che pongono all’apice delle migliori pratiche cliniche”.

Il CTS rileva infine che “non si tratta di decongestionare gli ospedali, ma di assistere rapidamente i pazienti positivi con la strategia migliore che al momento la scienza medica ci suggerisce: è un modello che va bene non solo per il COVID-19 ma per qualsiasi patologia”.

Emergenza Coronavirus: l’Asp di Palermo attiva un servizio telefonico di supporto psicologico

L’Asp di Palermo ha attivato un servizio telefonico di aiuto psicologico rivolto a tutti i cittadini, alle persone in quarantena o in  isolamento fiduciario e agli operatori delle strutture sanitarie direttamente impegnati nell’assistenza per l’emergenza covid-19. E’ un funzione dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 18, chiamando il numero 091.7034285.
Il servizio è assicurato da psicologi specializzati e, da tempo, impegnati nell’assistenza sanitaria. Sarà assicurata la privacy nei limiti di quanto previsto dalle disposizioni di legge.
Il servizio si pone l’obiettivo di fornire un supporto per le inevitabili paure e incertezze connesse alla pandemia.
Oltre che attraverso il telefono, è possibile mettersi in contatto con gli psicologi attraverso:
– WhatsApp (+393356404883);
– Posta elettronica psicologisalutementale@asppalermo.org oppure psicologi.covid@asppalermo.org.

Coronavirus, focolaio al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo: la situazione

Un focolaio all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo.

Almeno quattordici tra medici e infermieri sono risultati positivi al Coronavirus nel corso dei controlli effettuati regolarmente sul personale sanitario. All’interno del pronto soccorso sono ricoverati almeno cinquanta pazienti Covid, alcuni anche in condizioni critiche. Sono già stati eseguiti diversi tamponi ad altri operatori sanitari in servizio. E molti sono risultati negativi.

Stiamo cercando di arginare il focolaio. Al momento i positivi sono 14 circa il 10%. Ci sono tanti pazienti nel reparto, molti in ventilazione”. Lo ha dichiarato il primario del pronto soccorso, Massimo Geraci.

 

Prima Pagina, Giornale di Sicilia: “In campo medici di famiglia”

Apre così la prima pagina dell’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia’, oggi in edicola. “Potranno fare i tamponi, gratis, a chi ha avuto contatti con un contagiato e a chi attende di uscire dalla quarantena: nei propri studi o in spazi appositi individuati dalle Asp. Divieto di stazionamento, al via da oggi a Palermo. L‘Italia supera il milione di casi, altri 623 morti. Vaccino, conto alla rovescia. Ue: pronto a inizio 2021”. E ancora: “Naufragio di migranti. Sei vittime tra cui un neonato. Mafia: Messina Denaro voleva uccidere Di Matteo. Csm solidare. Peculato, Ingroia condannato a un anno e dieci mesi. Niente quote 100. Bloccati 500 regionali. ‘Barriere incollate col Vinavil’. Intercettazioni choc agli atti dell’indagine di Genova rivelano la corsa al risparmio sulle manutenzioni per aumentare i profitti. Domiciliari all’ex amministratore delegato Castellucci e due manager di Autostrade”.

 

Prima Pagina, La Repubblica – Palermo: “Gli ospedali perduti che oggi servirebbero. Via alla stretta anti folla”

Apre così la prima pagina dell’edizione odierna de ‘La Repubblica – Palermo’, oggi in edicola. “Reparti chiusi per far posto ai pazienti Covid. Ma in tutta l’Isola ci sono strutture incomplete o dismesse. I maghi dello spreco e l’ultimo colpo all’Ars. Dalle mascherine ai test, già spesi 120 milioni. Via alla stretta anti folla: ‘Ma salvate la scuola’”.

Gli ospedali perduti che oggi servirebbero”.

 

Peculato: condannato l’ex pm Ingroia

L’ex pm Antonio Ingroia è stato condannato a un anno e 10 mesi, per peculato, dal gup di Palermo. L’indagine che ha portato al processo, celebrato col rito abbreviato davanti al gup Maria Cristina Sala, nasce da una segnalazione della Corte dei conti relativa al periodo in cui Ingroia, su nomina dell’ex governatore Rosario Crocetta, era stato nominato amministratore della società regionale Sicilia e-Servizi.

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.