Coronavirus, l’appello di Confimprese: “Non abbandonate gli ambulanti, ridotti alla fame e gettati nella disperazione”

“In questi giorni infuria il dibattito sulle riaperture del commercio, della somministrazione, di barbieri, parrucchieri, musei e chi più ne ha più ne metta, ma nessuno parla dei mercatini rionali. C’è in atto una discriminazione nei confronti di questa categoria che non è tollerabile“.

Così il coordinatore regionale di Confimprese, Giovanni Felice. “Questi 240.000 cittadini da oltre due mesi non lavorano, non hanno percepito un solo euro di contributo, tanto meno prestiti, sono ridotti alla fame e gettati nella disperazione e nessuno ne parla, anzi nessuno pensa di intervenire a loro sostegno, anzi in molti comuni i sindaci, che poi vanno in televisione a parlare di solidarietà, hanno deciso di chiudere la porta in faccia, anche a chi ha il diritto di lavorare attraverso l’emanazione di ordinanze di dubbia legittimità, ma sicuramente indegne di un paese civile”.

Il direttivo di Confimprese Ambulanti Palermo dalle ore 10 di martedì prossimo in piazza Indipendenza di fronte la Presidenza della Regione, avvierà, con lo slogan «Facciamo lo sciopero della fame oggi», per non morire di fame” uno sciopero della fame che si concluderà solo dopo avere incontrato il Presidente della Regione.

 

Coronavirus, l’appello dei sindaci: “Più controlli prima di raggiungere le Eolie”

“Presidi sanitari in tutti i porti per raggiungere le Eolie: da Napoli a Reggio Calabria, da Messina, Milazzo a Palermo”. Lo chiedono Clara Rametta, sindaco di Malfa sull’isola di Salina, e Marco Giorgianni, sindaco di Lipari. “Nelle nostre isole dobbiamo avere la garanzia che i turisti che sbarcheranno non siano contagiati. In oltre due mesi la nostra gente ha fatto dei sacrifici non indifferenti accogliendo i nostri appelli quotidiani e quindi occorrerà fare di tutto per evitare che il nostro Arcipelago sia compromesso”, ha dichiarato Giorgianni.

Rametta ha lanciato un appello al premier Giuseppe Conte e al governatore Nello Musumeci: “Gli aiuti di Stato e Regionali occorrono subito. Qui alle Eolie ci saranno parecchie aziende che rischiano di non aprire. E questi tre mesi di lavoro saranno decisivi e soprattutto non si dovranno perdere”. Giorgianni, inoltre, spera che le richieste avanzate dai quattro Comuni eoliani e da albergatori, operatori turistici ed esercenti, siano accolte. “In più occorrono anche alcune deroghe. Da ora in avanti ci impegneremo a dare lavoro alla gente del posto per dare ossigeno alla nostra economica. Ma nel caso degli appalti occorrono delle deroghe, perché le ditte eoliane non hanno spazio. Al limite, le ditte che si aggiudicheranno gli appalti dovranno impiegare manodopera locale”, ha aggiunto.

Emergenza Coronavirus, lunedì assemblea straordinaria dei sindaci siciliani

Superare l’emergenza socio-economica e sanitaria: sarà questo il tema principale su cui si confronteranno lunedì 11 maggio, a partire dalle ore 15, in videoconferenza, i 390 sindaci dell’Isola. Lo ha deciso il Consiglio regionale dell’ANCI Sicilia durante un incontro svoltosi ieri sera. Nel corso dell’assemblea saranno definite le proposte del sistema delle Autonomie locali da sottoporre alle istituzioni regionali, nazionali ed europee.

Ludopatia e Coronavirus, sindaci a Conte: “Inopportuno via libera al gioco d’azzardo”

La crisi delle attività produttive, il rapporto con i cittadini e soprattutto la “incomprensibile scelta” di permettere la ripresa del gioco, sono i passi di una missiva che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, insieme ad altri sindaci e Presidenti di Provincia italiani, ha inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

La prolungata, indispensabile, chiusura di tutte le attività economiche e la faticosa e dolorosa rinuncia agli stessi rapporti sociali che abbiamo dovuto imporre – continua Orlando – inizia a farsi sentire in tutta la sua durezza. Tutti questi giorni siamo stati alleati fra Comuni e Governo nel combattere una emergenza sanitaria drammatica. Motivo in più per sentire tutta la responsabilità di proteggere per quanto ci è possibile i nostri cittadini“.

Proprio per questo – scrivono i firmatari della nota – ci duole dover sottolineare che non comprendiamo in alcun modo come si possa permettere di riaprire il  gioco lecito con vincita in denaro mentre si tengono chiusi, per comprensibili motivi che non vogliamo qui sindacare, esercizi commerciali, botteghe di artigiani, sedi di associazioni di volontariato, i parchi giochi per i bambini“.

C’è una parte del Paese che annaspando perché gli è stata preclusa la possibilità di riprendere il lavoro, e ci sono famiglie in situazioni critiche, cui tra l’altro non vorremmo si aggiungesse anche il dramma della ludopatia. Se, come Lei afferma, noi siamo le sentinelle del Governo, da sentinelle non possiamo che dirLe che questa scelta è un errore, che non sarà compresa, se non come il tentativo dello Stato di fare cassa, spesso a discapito dei più deboli“, conclude Orlando.

Coronavirus, i Sindaci a Conte: “Chiediamo al Governo indicazioni chiare e precise per la Fase 2”

Si è tenuta a Palazzo Chigi una riunione tra il Premier Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza: al centro del vertice la definizione delle misure per la fase 2.

“Noi Sindaci, fin dall’inizio di questa emergenza, abbiamo garantito collaborazione al Governo con senso di responsabilità e in un sincero spirito di solidarietà tra istituzioni, che riteniamo doveroso. Oggi, confermando la nostra leale collaborazione, rivendichiamo alcune misure che riteniamo indispensabili per avviare la fase due, per una ripartenza vera, che non lasci indietro nessuno. E lo facciamo con la nostra abituale concretezza”, si legge nella lettera che i sindaci hanno inviato a Conte con le loro proposte in vista della cabina di regia.

In un diretta Facebook, il presidente dell’Anci, Antonio Decaro chiarisce: “Chiediamo di ampliare il bonus bebè e il bonus babysitter, abbiamo chiesto di anticipare l’apertura dei campi estivi con oratori e il privato sociale. Relativamente al trasporto pubblico, abbiamo chiesto di definire la capacità massima di bus e vagoni metro: non si può dire distanza un metro e vietare l’assembramento”.

Stiamo uscendo dalla emergenza sanitaria, la stiamo superando ma non stiamo uscendo dalla pandemia e dal rischio del contagio. E sono preoccupato dal fatto che magari tutti pensiamo che dal 4 maggio possiamo tornare a fare quello che facevamo prima ma in realtà non è così. Dobbiamo abituarci a vivere in maniera diversa rispetto al passato. Ci aspettiamo indicazioni precise. A nome di tutti i sindaci italiani chiedo al governo indicazioni precise sul trasporto, sull’uso delle mascherine, su dove i genitori che tornano al lavoro potranno lasciare i bambini”, ha dichiarato.

Coronavirus, a Modica sindaco riapre il cimitero. I colleghi: “E’ un fatto grave”

Il sindaco di Modica, Ignazio Abbate, ha deciso di riaprire il cimitero, poiché si trova fuori dal perimetro urbano.

Una scelta che non è stata condivisa dagli altri primi cittadini iblei, compreso il Commissario straordinario di Vittoria, l’ex prefetto Filippo Dispenza, che hanno chiesto al primo cittadino di revocare immediatamente la nuova ordinanza. “La decisione del sindaco di Modica di autorizzare autonomamente l’apertura del cimitero è un fatto grave che crea confusione e disorientamento nella comunità, sentimenti che potrebbero sfociare in una ribellione sociale qualora non venisse revocata con urgenza. A prescindere dalla illegittimità della decisione è evidente che va stigmatizzato il comportamento di qualsiasi amministratore locale che iniziative estemporanee in assoluto dispregio anche dei principi irrinunciabili ed inderogabili di univocità di approccio e di azione”, hanno scritto i sindaci iblei.

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