Covid Palermo: resta valida ordinanza anti stazionamento in centro e in prossimità di scuole

via maqueda palermo

Con riferimento alla modifica della classificazione della Sicilia da zona Rossa a zona Arancione, l’ordinanza sindacale del Comune di Palermo, inerente il “DIVIETO DI STAZIONAMENTO” in un’area centrale della città, nonché nelle vicinanze dei plessi scolastici (O.S. 6 del 19 gennaio), è tutt’ora in forza e lo sarà fino al 5 marzo compreso.

L’ordinanza vieta lo stazionamento dalle 11 alle 22 in tutte le vie e piazze interne ai quartieri Politeama e Libertà, nonché dalle 7 alle 15 in prossimità di tutti i plessi scolastici di ogni ordine e grado pubblici e privati.
É comunque fatta salva la possibilità nelle zone interdette, di attendere in fila all’esterno, nel rispetto del previsto distanziamento interpersonale di almeno un metro, prima di accedere all’interno degli esercizi commerciali autorizzati, nonché, per quanto riguarda le scuole, la possibilità di fermarsi davanti gli accessi agli istituti scolastici per il tempo strettamente necessario per lasciare e/o prendere gli scolari.

Covid Sicilia, Renato Costa: “Se entro dieci giorni la situazione non si normalizza, avremo problemi seri”

Il Covid corre dove c’è assembramento”.

Queste sono le parole, rilasciate ai microfoni de “la Repubblica Palermo”, del commissario Renato Costa, nominato dalla regione per combattere la battaglia contro il Coronavirus: “Stiamo continuando a effettuare lo screening di massa e da una prima analisi dei dati riscontriamo che il virus è molto più diffuso in città che nel resto della provincia. Questo conferma ulteriormente che il Covid corre dove c’è assembramento. Meno luoghi affollati, rispetto delle distanze e mascherine sono l’unica possibilità che abbiamo per limitarne la diffusione”.

Siamo di fronte a uno tsunami che ha investito tutti – aggiunge Costa –  Il sistema è saltato perché non c’erano risorse a sufficienza, conseguenza anche di tagli passati e di un ruolo non centrale della medicina territoriale. Adesso le Usca sono state potenziate. Ma non è semplice correre quanto il virus, che soltanto nel Palermitano ha generato circa 150 focolai…..”.

Rispetto ai posti letto ha affermato: “…Abbiamo scelto di non lasciare indietro nessuno e ciò comporta sacrifici…”. Rispetto al sistema che rischia di collassare ha aggiunto: “Adesso arriveranno ulteriori sforzi del Civico, del Policlinico e del Cervello. Se entro dieci giorni la situazione non si normalizza, avremo problemi seri. Dovremo sospendere le attività ordinarie e chirurgiche, utilizzando gli anestesisti per l’emergenza. Ma sono ottimista: le restrizioni e lo screening dovrebbero frenare il virus. E se restiamo con i dati di questi giorni, con uno scarto di poche unità tra nuovi contagiati e guariti, possiamo farcela”.

L’intervista completa nella versione cartacea de ‘la Repubblica Palermo” di oggi.

Il Pd annuncia mozione di sfiducia a Razza. Con loro anche il M5s: “Sicilia zona arancione? Cattiva gestione del governo regionale”

Pd e M5s annunciano mozione di sfiducia all’assessore regionale alla salute, Ruggero Razza.

La misura è abbondantemente colma, Razza lasci il posto ad un persona più capace per evitare guai peggiori alla Sicilia. Col Pd e con tutti i deputati degli altri schieramenti che vorranno sottoscriverla presenteremo una mozione di censura all’assessore alla Salute, che si è rivelato abbondantemente non all’altezza della situazione”. A dirlo il capogruppo del M5S all’Ars Giorgio Pasqua, con gli altri componenti 5stelle della commissione Salute: Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca.

La decisione della mozione di sfiducia all’assessore Razza è stata presa nel corso di una videoconferenza promossa dal segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo e dal capogruppo all’Ars Giuseppe Lupo. Secondo gli esponenti del Partito Democratico: “la Sicilia si trova oggi con contagi fuori controllo e con la conseguenza di dover chiudere diverse attività commerciali, non certo per una decisione arbitraria del governo nazionale, o a causa del solo numero di soggetti positivi al Covid-19, ma in conseguenza di 21 parametri che la stessa Regione Siciliana trasmette al governo nazionale e che mettono in evidenza errori e sottovalutazioni commessi dal governo Musumeci nelle misure necessarie al monitoraggio ed al contenimento del virus sul territorio”.

L’assessore – affermano i 5 stelle che si associano all’iniziativa del Pd – non ha mai inteso aprire ad un serio confronto né con la commissione salute, né con l’Aula e adesso la situazione sta precipitando, anche per colpe certamente ascrivibili all’assessorato alla Salute. Al netto delle dichiarazioni di Razza e Musumeci, la zona arancione è figlia legittima delle inadempienze e della cattiva gestione del governo regionale e non certo di chissà quali oscure macchinazioni di stampo politico. Dopo la prima ondata della pandemia, l’esecutivo Musumeci aveva tutto il tempo per adempiere alle prescrizioni di Roma che risalgono addirittura ad aprile, ma nulla o quasi è stato fatto, trasformando la Sicilia un una regione inaffidabile dal punto di vista sanitario. Non possiamo – concludono i pentastellati – assistere inerti allo sfacelo, ci sono ancora i margini per invertire la rotta di questa nave alla deriva, ma si deve farlo subito, cominciando dalla sostituzione di chi è al timone”.

Dpcm a Palermo, le strade e i negozi si svuotano

PALERMO – Entra in vigore il nuovo Dpcm.

Il presidente del Consiglio dei ministri, intervenuto in conferenza stampa nella serata di mercoledì 4 novembre, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus. Il nuovo Dpcm è entrato in vigore da oggi, venerdì 6 novembre, e durerà fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, è divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi. La Sicilia è zona arancione, insieme alla Puglia.

 

Sicilia “zona arancione”, Razza contesta la decisione del governo nazionale | IL VIDEO DELLA CONFERENZA

La conferenza stampa di Ruggero Razza.

L’assessore regionale alla salute oggi pomeriggio ha incontrato i giornalisti per commentare e chiarire la decisione del governo centrale di inserire la Sicilia nella zona arancione. Durante la conferenza stampa Razza ha fatto, dunque, il punto sul lavoro svolto fin qui dal governo Musumeci, dopo gli attacchi arrivati da più parti, politici e non, in merito a questa situazione:  “In Sicilia l’indice RT era di 1.42, migliore di ben sedici tra regioni e province autonome. Inoltre in base al nuovo report siamo ulteriormente calati, certamente ora siamo al di sotto dell’1,4. È normale che ci siano focolai, circa 150 in più a settimana, ma c’è chi ha 4.000 positivi al giorno e dichiara meno focolai. Sul tema dell’occupazione dei posti letti si sono sbizzariti sciacalli e odiatori di professione: non è vero che la Sicilia non è in grado di ricoverare i pazienti e lo dico dati alla mano. Al 25 ottobre le terapie intensive erano occupate al 15% e il tasso di occupazione dei posti letto di area medica era 0.19, e tutto ciò senza considerare il nuovo piano approvato in questi giorni dal Comitato tecnico scientifico regionale”.

Durante la stessa conferenza stampa l’assessore ha annunciato che domani ci sarà un incontro riservato tra i vertici delle Regioni e il ministro della Salute: “Sono certo che avremo occasione di confrontarci anche su questo”.

DI SEGUITO IL LINK DELL’INTERA CONFERENZA STAMPA: 

https://www.facebook.com/razzaruggero/posts/784541638757766

Sicilia “zona arancione”: la Giunta di Palermo avvia tavolo di crisi e per la ripresa

Abbiamo deciso di organizzare la prossima settimana due momenti di confronto con le associazioni di categoria prima e con le organizzazioni sindacali come primo passo per avviare un tavolo di crisi e per la ripresa a Palermo”, lo ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando annunciando per lunedì e martedì prossimo due tavoli di lavoro dell’intera giunta comunale che saranno il momento iniziale del dialogo avviato con tutte le parti sociali.

“La dichiarazione della Sicilia come zona arancione apre, di fatto, scenari gravissimi e incerti sul futuro economico di Palermo e della nostra regione. Per questo con la Giunta comunale abbiamo preso la decisione di costruire un percorso condiviso, per fare proposte operative al governo regionale e nazionale. Siamo di fronte ad una emergenza socio economica di dimensioni gravissime che richiede da un lato interventi urgenti non ingabbiati da lungaggini e lentezze burocratiche e dall’altro progetti di medio-lungo periodo, per costruire, quando l’emergenza sanitaria sarà finita, un percorso di ripresa solido“, ha concluso Orlando.

Sicilia “zona arancione”: ecco tutte le istruzioni e le regole da seguire da venerdì

Ieri è stato firmato il nuovo Dpcm in vigore dal 6 novembre e valido fino al 3 dicembre. La Sicilia, secondo i 21 parametri stabiliti nel Dpcm, rientra nella zona arancione.

Ecco tutte le istruzioni e le regole sulle attività in “Zona arancione” fino al 3 dicembre per la prevenzione del Covid-19, pubblicate sul sito della Protezione Civile.

La Sicilia è zona arancione e non servirà l’autocertificazione per uscire da casa. Ma non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione o spostarsi da un Comune all’altro, tranne che per comprovate esigenze dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.

Resta libero lo spostamento all’interno del comune di residenza dalle 5 alle 22 e non occorrerà l’autocertificzione anche se è caldamente raccomandato evitare di spostarsi se non necessario.

All’interno della zona arancione, sarà vietato spostarsi da un comune all’altro. Sono ammessi gli spostamenti per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute.

In zona arancione, scattano altri divieti per bar e ristoranti. “Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta “salvo” però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all’aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi. Restano aperti parrucchieri, barbieri ed estetisti.

Per la zona arancione c’è il coprifuoco alle ore 22. Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi. Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali.

Polemica “Sicilia-zona arancione”, Razza: “Posti letto? I nostri indici di occupazione erano ben al di sotto della soglia di allerta”

Impazza la polemica sui social dopo la conferenza stampa dove il presidente del consiglio, Giuseppe Conte ha comunicato che la Sicilia si trova nella “zona arancione“, quindi una sorta di semilockdown. Contrariato lo stesso presidente della regione, Musumeci che ha definito la decisione del governo nazionale: “Assurda e irragionevole“.

Questa mattina è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che su un post pubblicato su Facebook ha scritto: “Nella mattinata di oggi mi confronterò con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità in ordine alle ragioni che hanno determinato la “zona arancione” in Sicilia. Leggo sulla stampa farneticazioni (qualche volta strumentali, qualche altra dettate dalla voglia di fare polemica a tutti i costi) in ordine all’occupazione dei posti letto in Sicilia e mi pare, quindi, indispensabile pubblicare il report settimanale utilizzato da Roma. Come vedete i nostri indici di occupazione erano ben al di sotto della soglia di allerta. E, riferendosi i dati alla scorsa settimana, essi non tengono neppure in considerazione il piano approvato dal Comitato tecnico scientifico che li aumenta ancora di più. Sono fatti, non analisi“. Nello stesso post l’assessore ha pubblicato l’immagine dove si può leggere il report dei posti letto in Sicilia.

Covid-19: Sicilia “zona arancione”. Ecco cosa cambia da venerdì

Sicilia zona arancione.

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che contiene nuove misure per cercare di contenere la seconda ondata di Coronavirus, entrerà in vigore domani, giovedì 5 novembre, e durerà fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, dalle prossime ore, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone verdi (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi. La Sicilia, si colloca nella zona intermedia: l’arancione.

ZONA ARANCIONE – Sono quelle “caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di medio/alto. E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati“; sono consentiti gli spostamenti necessari a garantire la didattica in presenza. “È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione“. Sono chiusibar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio” e “fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze“. Nelle zone arancioni (o gialle) si applicano anche le limitazioni previste in quelle verdi e quindi coprifuoco alle ore 22. La didattica a distanza è prevista per tutte le scuole superiori; alle scuole elementari e medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. Restano chiusi cinema, mostre e musei. Sono sospesi tutti i concorsi e nei fine settimana sono chiusi i centri commerciali.

ECCO IL DPCM:

dpcm 3 novembre 2020

Sicilia “zona arancione”, Aricò: “Scelta ingiustificata dai contagi e dettata da motivazioni politiche”

La decisione da parte del governo nazionale di considerare la Sicilia come zona “arancione” è ingiustificata sul versante epidemiologico e sembra motivata da ragioni politiche. La nostra Regione, infatti, ha attualmente un numero di contagiati e di ricoverati nettamente inferiore rispetto ad altre, ad esempio la Campania e il Lazio, che invece sono stati decretati come zona “gialla””. Ad affermarlo è il capogruppo all’Ars di “DiventeràBellissima”, Alessandro Aricò, che dopo la conferenza stampa del presidente del Consiglio dei ministri – in cui Giuseppe Conte ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus, contesta la classificazione della Sicilia, auspicando “un dietrofront da Roma su questa insensata scelta”. Aricò replica inoltre alle dichiarazioni del capogruppo all’Ars del Pd, Giuseppe Lupo: “Altro che responsabilità da parte del governatore Nello Musumeci. Semmai, l’unica sua “colpa” è quella di essere all’opposizione dell’attuale governo nazionale. Ma di questo siamo orgogliosi”. 

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.