Agira, partono i lavori nella periferia Sud contro il dissesto idrogeologico

Una delle aree a maggiore rischio di Agira – la periferia sud del paese dell’Ennese – sta per essere messa in sicurezza dopo i numerosi cedimenti del terreno, e i conseguenti crolli di porzioni di roccia, che si sono verificati negli ultimi anni.

L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, che fa capo al governatore siciliano Nello Musumeci, ha infatti assegnato i lavori ad una associazione temporanea di imprese – la Sm di Aragona, la Cosit e la Eredi Marotta – che se li è aggiudicati per un importo di 596 mila euro.Quello finanziato dalla Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce è l’intervento organico di stabilizzazione del versante a lungo atteso, considerato che finora l’amministrazione comunale era riuscita soltanto ad eseguire in somma urgenza opere localizzate per cercare di salvaguardare le numerose abitazioni della zona, assai fragile dal punto di vista geomorfologico e interessata da continui movimenti franosi.

Adesso invece, per arrestare definitivamente lo scivolamento del terreno, saranno realizzati ben cinque fronti di gabbionate, alte tre metri e per una lunghezza complessiva di 231 metri.Per riempirle sarà utilizzato pietrame locale in modo che possano integrarsi con il contesto ambientale. Oltre a svolgere la funzione di sostegno, queste strutture serviranno a garantire anche il drenaggio ottimale dell’acqua che si infiltra da monte. I lavori si concentreranno, inoltre, su due costoni rocciosi a rischio di parziale crollo, dove entreranno in azione rocciatori esperti con il compito di rimuovere le porzioni pericolanti più piccole mentre i massi voluminosi saranno chiodati e imbracati con funi d’acciaio. E’ prevista, infine, la collocazione di reti su una superficie complessiva di circa 6.300 metri quadrati.

Comune di Palermo, la mozione di sfiducia a Orlando oggi in Aula

Oggi dopo circa 6 mesi si è riunito in presenza il consiglio comunale di Palermo.

Sul tavolo la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando. Così per iniziare, e con le dovute precauzioni, hanno cominciato ad alternarsi i rappresentanti delle opposizioni che in modo unanime hanno palesato il loro voto a favore della sfiducia al primo cittadino.

Da Tantillo a Mineo, a il gruppo M5s, Scarpinato e Russo, Argiroffi e Forello, per poi passare alla Figuccia, Mattaliano, Volante, interventi più o meno incisivi e duri ma che hanno messo in risalto le problematiche che sono sotto gli occhi di tutti: emergenza cimiteri, emergenza rifiuti, rotazione dirigenti, ztl, piste ciclabili, pedonalizzazioni, alluvione, problema allegamenti, tutte cose che più o meno conosciamo tutti. I consiglieri comunali delle opposizioni, sapendo che il loro voto non è sufficiente, infatti ne servono almeno 24 su 40, hanno fatto quasi tutti un vero e proprio appello alla maggioranza a votare la sfiducia a Orlando. Al termine della seduta i consiglieri hanno votato la mozione che è stata bocciata. Favorevoli:19; contrari:20; astenuti: 0, assente solo Valentina Caputo.

Ad aprire il dibattito il consigliere comunale, Cesare Mattaliano, che ha illustrato le motivazioni della mozione di sfiducia: dall’emergenza cimiteri, all’emergenza rifiuti, le partecipate, la bomba d’acqua, la questione allagamenti anche per una banale pioggia. (Leggi qui la Mozione-sfiducia-Orlando).

A seguire l’intervento di Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia e vice presidente del consiglio comunale: “Quando le cose non vanno è il momento in cui si chiede di cambiare. Noi dobbiamo cercare di comprendere il perché nascono le cose. È il lontano 2012 quando lei, signor sindaco, viene eletto con un programma per portare avanti questa città che usciva da un periodo difficoltoso. Per i cinque anni, tra tanti salti e una situazione difficilissima della Rap, è andata. Nella seconda fase però, attingendo all’anticipo di tesoreria, alle generazioni future abbiamo lasciato un debito”. Poi si sofferma sulla questione partecipate: “quella di Rap per via dell’assenza di un piano di spazzamento che “ancora non esiste”, e quella di Amat dal punto di vista del contratto di servizio con l’azienda dei trasporti, definito “il peggiore” e “un grave errore”, che ancora tarda ad arrivare in una versione aggiornata. Quanto alla mobilità, il consigliere di FI accusa Leoluca Orlando e la giunta di aver ignorato il consiglio comunale nella definizione delle misure che riguardano Ztl, pedonalizzazioni e piste ciclabili, considerando queste ultime un progetto “approssimativo””. Sui cimiteri aggiunge: “Il nuovo cimitero di Ciaculli è una scommessa: la delibera è rimasta in un cassetto e non si trovava e la gente non ha una degna sepoltura. Ma ancor di più non può esprimere la volontà di essere cremata. Si metta in macchina e faccia un quartiere al giorno“.

Protagonista di una narrazione favolosa, nella quale tutto andava bene; ebbene i successi di questa amministrazione si contano sulle dita di una mano, in una realtà di disservizi”. Afferma Andrea Mineo, anche lui del gruppo Forza Italia.

A rinunciare al suo intervento il leader di +Europa, Fabrizio Ferrandelli, che su Facebook questa mattina ha scritto e poi ribadito in un intervento più breve in Aula ha detto: “Rinuncio al mio intervento in Aula (sicuramente troppo appassionato e di parte) offrendo, invece, ai miei colleghi consiglieri, al Sindaco e a Voi tutti (di seguito), una selezione dei link di alcuni delle centinaia di articoli di giornale, che raccontano inefficienze amministrative e difficoltà gestionali (anno dopo anno dal 2015 ad ieri – i primi due anni e mezzo li ho dati di rodaggio). Ritengo sia stata la scelta più equilibrata! Oggi non è la battaglia di una parte politica che vuole prevalere su un’altra. L’opposizione al Comune è eterogenea e variegata quanto la sua maggioranza. Non è una questione di schieramenti! Il dato cittadino, per l’unicità delle vicende, degli uomini in campo e delle storie connesse, è così “complesso” da non richiamare nessuno degli schieramenti e dei modelli politici regionali o nazionali in campo. Oggi è soltanto il tempo di constatare lo stato di salute della nostra città e la perdita di slancio amministrativo, per condividere una nuova ripartenza“.

Questa mozione è un atto di accusa, e se è vero che a citarla in questo giudizio politico sono stati la metà dei consiglieri meno uno (19, ndr), allora” a farlo “sono stati i palermitani“, afferma nel suo intervento il capogruppo della Lega, Igor Gelarda che ha aggiunto “Ho letto che se la mozione non dovesse passare lei ne uscirebbe più forte: non è vero, perché la storia e i palermitani l’hanno già condannata, o meglio, è lei che in questi ultimi anni ha condannato la città alla sporcizia, al buio, al traffico, alle salme accatastate, all’emergenza abitativa e alla ‘psicociclabilità alternativa’. Il consiglio è che lei se ne dovrebbe andare autonomamente, senza mozione di sfiducia, perché lei delle cose buone in passato le ha fatte. Così rischia di essere ricordato come il secondo peggior sindaco della storia di questa città. Chi potrebbe non votare questa mozione di sfiducia, fra i colleghi consiglieri, responsabili di questo disastro in cui Palermo è umiliata ogni giorno e di ognuna delle 499 bare accatastate al cimitero dei rotoli. Qualcuno ha detto che metterà su internet i volti di questi consiglieri. I nomi li metteremo, i volti no, perché forse i palermitani non li vorranno vedere. Stacchiamola, questa spina, per il bene della città. Questa mozione di sfiducia, qualora non dovesse passare, avrà due vittime: Palermo che resterà inchiodata a questa amministrazione politicamente scellerata, ma la seconda, signor sindaco, sarà lei: la maggioranza, nel momento in cui non le voterà contro, gliela farà pesare”.

Sempre in rappresentanza sempre della Lega è intervenuto anche Alessandro Anello, È sotto gli occhi di tutti che le cose in città non vanno e che siamo l’ultima città in termini di gradimento. Nella prima consiliatura c’era un sindaco che viaggiava molto bene e una giunta che cercava di stare vicino; in questa seconda consiliatura siamo allo sbando. Sapete chi è l’assessore allo Sport al Comune di Palermo? Ne abbiamo cambiati quattro. Sapete chi è l’assessore alla Cultura? Ne abbiamo cambiati tre. L’assessore al Bilancio? Ancora si deve nominare. Capiamoci: con un sindaco che va a una velocità ridotta e non adeguata alle esigenze della città e una giunta che fa acqua da tutte le parti, è chiaro che le cose non possono funzionare. Vogliamo provare ad anticipare i tempi?”.

Duro e incisivo l’intervento di Concetta Amella del M5s “È riduttivo vincolare alla mozione di sfiducia lo stato di abbandono in cui la città affonda da tempo. Ritengo sia il frutto dell’impostazione che da sempre il sindaco adotterebbe. La maggioranza nel corso di questi tre anni si è contraddistinta per non essersi voluta assumere la responsabilità per delegare alla giunta, che ha svuotato questo consiglio comunale della sovranità finendo per delegittimarlo. Potrei soprassedere forse su tutte le emergenze ma quella sui cimiteri la definisco sconcertante. La mancanza del rispetto per i morti non è ammissibile per l’ultima città d’Italia. Il sindaco oggi avrebbe dovuto dimettersi solo per un’emergenza che secondo me, non dovesse passare questa mozione, non risolverà. Il sindaco ha fatto la storia di questa città, diciamolo, ma lo ha fatto in tempi diversi. Oggi deve dimettersi”.

Sulla base di cosa dev’essere giudicato? – dice nel suo intervento Viviana Lo Monaco del M5s che aggiunge –  Su parametri assoluti come l’efficienza e l’efficacia. Secondo voi col minore costo siamo riusciti a raggiungere il migliore degli obiettivi? Non possiamo continuare in questo modo. Il sindaco non ha creato le precondizioni del dopo Orlando: riuscire a delegare, mettere le persone giuste nelle posizioni giuste in base a competenze, propensioni personali e risultati. Quanti avrebbero voluto vedere il sindaco per strada in ambiti diversi e non per inaugurare una nuova targa? Penso il sindaco conosca le priorità, e allora devo pensare abbia voluto mettere al primo posto le cose meno importanti?”.

A chiudere gli interventi del M5s il capogruppo Antonino Randazzo, “Due parole trasformismo e qualità del consenso sono queste le due parole che mi vengono in mente per descrivere questa amministrazione comunale. Rivendichiamo questa questa mozione di sfiducia , siamo stati i primi promotori e voteremo a favore. Noi rivendichiamo l’autonomia dalla destra di questa città e dal sindaco leoluca Orlando. Dovremmo occuparci di beni comuni e invece siamo tutto il giorno al telefono a sentire i problemi dei cittadini per continui disservizi. Questi disservizi hanno provocato dei disastri che lei si porterà dietro caro sindaco come 10 arresti al cimitero ed il caso giano bifronte. Un’amministrazione efficiente non avrebbe permesso la presenza della mafia all’interno della realtà cimiteriale. Da domani chiedo a tutti i consiglieri e cittadini che vogliono provare a costruire un futuro per questa città di mobilitarsi, abbiamo il tempo per costruire un’alternativa a sindaco di Palermo. Ci sono parecchi cittadini che lamentano il fatto di non essere ascoltati, dobbiamo dialogare con i movimenti, associazioni, comitati, associazioni di categoria; proviamo a creare questa alternativa, votiamo a favore di questa mozione di sfiducia e mandiamo a casa Leoluca Orlando“.

Francesco Scarpinato, capogruppo di Fratelli D’Italia, invece mette in evidenza la mancanza di dialogo tra Giunta e consiglio comunale quando quest’ultimo, secondo il consigliere “ha mostrato comunità d’intenti, abnegazione, sacrificio per far rinascere la città, compiendo anche corse contro il tempo per l’approvazione di atti prioritari. Il sindaco ha un compito molto importante: la sua prerogativa assoluta è di ascolto, che non c’è stato. Oggi consegniamo un’opportunità e certifichiamo quello che è il naufragio di un progetto. Orlando ha bisogno di Palermo,  ma Palermo ha bisogno di Orlando?”.

Sempre per FdI, Mimmo Russo che ha detto rivolgendosi al sindaco “Hai cominciato una rappresaglia e hai sbagliato i tempi. Sindaco, non ti difendo ma non è solo tua responsabilità. Questa gestione che ti doveva vedere protagonista, questa visione, è stata persa. Ti sei perso nel trasferimento da Amia a Rap e da Gesip a Reset, con due fallimenti in mezzo. I dirigenti che c’erano in Amia ce li siamo ritrovati in Rap, il sistema Gesip è stato trasferito a Reset. Non è cambiato nulla. Sei blindato perché i colleghi della maggioranza hanno un distacco dalla città. Sono convinto che firmando la mozione ti abbiamo fatto un favore. Spero però che questa esperienza di aver ricompattato la maggioranza ci porti fuori dal guado, per fare un buon governo per la città”.

Giulia Argiroffi del gruppo OSO dice “Speravo che lei, sindaco, cogliesse l’occasione e con una delle sue frasi a effetto decidesse di liberare la città dalla sua presenza dannosa. Leoluca Orlando ha abbassato così tanto l’asticella dei diritti e doveri dei palermitani che siamo assuefatti a rifiuti, corruzione. Ci ha convinti che un cantiere pubblico può durare anche sei anni più del dovuto, che si possa aspettare un autobus per più di un’ora. Orlando ci ha insegnato che le periferie sono ghetti e che la colpa sia sempre dell’altro, chiunque sia l’altro. Voglio provare a chiedermi il perché, chi e che cosa trae vantaggio da questa situazione”.

A seguire Ugo Forello sempre del gruppo OSO: “Ci siamo sostituiti a un’amministrazione incapace di porre in essere atti, e mai abbiamo sentito un mea culpa. Ecco perché è inutile parlare con lei. Se questo consiglio comunale non cambia rotta, nessuno potrà mai ambire alla poltrona di primo cittadino. Usciamo dall’ambiguità, una volta per tutte”.

Sabrina Figuccia dice “In quest’aula oggi abbiamo la possibilità di segnare uno spartiacque, fra un passato che tenta di spacciarsi per presente e un futuro da costruire. Qui non vedo l’entusiasmo né l’energia, e non riesco a trovare alcuna forma di dialogo. Posso capire l’assenza dall’Aula, ma dalle commissioni dove ogni giorno lavoriamo?. Il mio voto a questa sfiducia sarà favorevole”.

Cesare Mattaliano, capogruppo de I Coraggiosi: “Lei ha perso di vista la struttura dell’amministrazione comunale. Non si capisce perché se dei dirigenti riescono a scovare dei chilometraggi di Amat non dovuti e pagati si deve smembrare questo servizio, o perché se ne deve sovraccaricare un altro. E poi si torna indietro a ricomporre il puzzle. C’è un legislatore che ha previsto la rotazione dei dirigenti, ma ogni anno loro si ritrovano dov’erano. Io credo che lei non abbia contezza del malessere che c’è all’interno dell’amministrazione comunale. La ‘visione’ a cui fa sempre riferimento lei è fallita”.

E’ la volta di Claudio Volante del gruppo misto che chiude gli interventi delle opposizioni: “Era consapevole che questa situazione sarebbe arrivata al collasso, ma non c’è stata alcuna programmazione. Lei sa dove si annida il malaffare? Nelle cattive amministrazioni. È chiaro che in tutti questi ritardi della pubblica amministrazione abbiamo lasciato spazi, oltre a far morire di fame tante famiglie e a mortificare molti professionisti”.

Per quanto riguarda la consigliera comunale del gruppo misto Marianna Caronia non si sarebbe presentata in Aula in quanto ha appreso “…che il presidente del Consiglio comunale, nonostante le richieste formali venute da più consiglieri e da una Commissione, ha deciso di imporre che la seduta di oggi si svolga unicamente in presenza, senza permettere il collegamento a distanza. È una scelta incomprensibile, alla luce degli ottimi risultati garantiti dal metodo a distanza anche sotto il profilo formale, ed è una scelta irresponsabile alla luce della recrudescenza dei contagi da Covid-19. È un momento delicato nel quale le Istituzioni dovrebbero dare prova di saggezza e pacatezza, piuttosto che arroganza e irrazionalità.Ne prendo atto, preannunciando che non parteciperò al dibattito, a tutela della salute e della sicurezza mia, dei dipendenti del Comune e di tutta la nostra comunità. Le mie posizioni sono note a tutti, per cui sarò presente a Sala delle Lapidi unicamente al momento del voto. Stiamo assistendo ad un comportamento che non ci si aspetterebbe dal presidente del Consiglio comunale della V città d’Italia, dietro il quale mi auguro non ci sia alcun disegno politico“.

Ad aprire gli interventi della maggioranza Barbara Evola di Sinistra Comune: “I colleghi non si preoccupino delle frizioni” della maggioranza (ndr). “Non indagare le cause dei problemi attribuendolo alla mala gestio rischia di essere un boomerang per chi si ritroverà a governare questa città. Se riteniamo che i problemi sono creati dall’incapacità del Comune, diciamo una cosa non vera. Diciamo invece che in Italia si sono affermati modelli secondo cui ormai il Comune, se è capace, può solo battere cassa”. Il suo plauso alla giunta e alla maggioranza, per “l’adesione a un progetto che prima non era stato pienamente sposato. Noi continuiamo a essere un’anomalia nell’aver pensato quale dovrebbe essere il progetto, contrariamente a tutto ciò che vorrebbe il Comune battere cassa con i cittadini e continuare a privatizzare. Questo è il coraggio. Io voto sì al progetto. Dobbiamo avere il coraggio e la forza della radicalità delle nostre scelte” dice al sindaco.

Giulio Cusumano di Azione rivolgendosi alle minoranze chiede “di riflettere, perché, come si dice, l’ottimo è nemico del giusto e del buono. È chiaro che questa è una città con mille problemi e ci sta che le forze della Lega, Fratelli d’Italia o anche Forza Italia, possano additare questi mali al sindaco e alla giunta, ma state confondendo il cittadino ed elettore. Quell’elettorato che oggi voi state confondendo era quell’area politica verso la quale voi dovevate tendere ponti, non scavare la trincea oggi. Io ho votato Leoluca Orlando e io rimango coerente. Noi abbiamo vinto le elezioni e noi andremo al termine. Non si abbandona la barca”.

Rosario Arcoleo del Pd afferma “Oggi state chiedendo che il Comune di Palermo venga commissariato per dodici mesi da un burocrate. A prescindere dalle parole dei colleghi Forello e Randazzo, vediamo che di fatto state sciogliendo la minoranza e ci state consegnando una visione diversa degli schieramenti. Per il Pd Palermo oggi è migliore di quella di vent’anni fa però nel contempo riteniamo che i problemi della città in questi anni non si sono risolti. Non si può rimanere in mezzo al guado, alla città va dato un segno di svolta immediato: si dia alla città un impianto di cremazione, si dia alla Rap una profonda riorganizzazione della dirigenza si assicuri con regolarità il servizio della raccolta dei rifiuti, si dia dignità agli ausiliari AMAT, investiamo su Reset e sulle loro maestranze, investiamo e diamo dignità a tutti i lavoratori comunali e delle aziende partecipate“.

Milena Gentile del Partito democratico: “Non possiamo condividere la superficialità dell’approccio, che non va alle radici. Non ci sono dubbi, l’amministrazione necessita di cambiare passi, ma un problema fondamentale nell’organizzazione della macchina amministrativa è che è mancato un serio processo nelle scelte politiche”. Secondo la consigliere comunale sarebbe opportuno coinvolgere “ordini professionali e associazioni, avrebbe reso i cittadini più, protagonisti del cambiamento”.

Dario Chinnici, capogruppo di Italia viva, parla di “una mozione di sfiducia priva di ogni contenuto politico. Il collega Randazzo non può chiedere di votare una ‘sua’ mozione di sfiducia. La mozione si presenta quando si hanno i numeri, e non li deve cercare in me ma nella sua opposizione”. Rivolgendosi a Forello: “Io a una mozione di sfiducia dove c’è la firma della Lega non avrei partecipato mai. Si può sbagliare ma non deragliare, e approvando questa mozione saremmo stati al gioco dei leghisti”. A Orlando e la maggioranza dice “da domani inizia la sfida, perché ognuno di noi ci metterà la faccia come sta facendo adesso. Dialogo con i cittadini, dialogo tra di noi”.

Toni Sala di Avanti insieme: “Io non ho paura di andare a casa ma di ben altro. La sfiducia adesso sarebbe semplicemente da irresponsabili”.

Gianluca Inzerillo, di Sicilia Futura – Italia viva, Parla di “momento sbagliato, per presentare una mozione e dire quello che la gente si vuole sentire dire. Dobbiamo portare a termine tutto ciò che non è stato fatto, al gioco al massacro non ci stiamo. Noi nel 2017 abbiamo condiviso un progetto politico in cui continuiamo a credere, siamo a contatto con la comunità e riteniamo che un rilancio di questa attività amministrativa sia necessaria”.

A chiudere gli interventi per la maggioranza Ottavio Zacco di Italia viva, presidente della commissione Attività produttive, “Oggi sfiduciare il sindaco sarebbe una follia. Abbiamo un’emergenza sociale, un’emergenza economica, sappiamo bene che diversi imprenditori e commercianti rischiano la chiusura in questi mesi: purtroppo non è altro che la conseguenza dell’emergenza sanitaria. Oggi la città ha bisogno invece di tutto il consiglio comunale, in sinergia con l’amministrazione”.

Leoluca Orlando apre il suo intervento dicendo “Come espressamente detto nelle premesse della mozione, trattasi di una mozione squisitamente politica che però ha una caratteristica: per un anno o un anno e mezzo consegnerebbe a un commissario regionale, quindi non politico, il governo della città. Posso dire che sia una posizione disperata? Il compito di Orlando è di arrivare alle prossime scadenze perché ci possa essere una visione condivisa”. Parla di “ossessione per queste scelte che penso per la città non siano in discussione, né la Ztl né le piste ciclabili”. Riguardo l’alluvione del 15 luglio afferma “Non c’era l’allerta meteo del giorno precedente e ormai tutti sanno che nel 2014, sotto il governo Renzi e il governo Crocetta, abbiamo subìto il commissariamento di Palermo e il Comune non ha più questi poteri”. Questione corruzione, dice: “Siamo noi che abbiamo introdotto la denuncia anonima. I fenomeni corruttivi sono presenti certamente in tante parti d’Italia; la differenza consiste nel come ci si comporta politicamente di fronte a questi fenomeni”. Sulla situazione finanziaria sollevata da Forello riguardo il deficit strutturale “ci siamo trovati a dover deliberare i debiti fuori bilancio al 22 dicembre, condizione nella quale il consiglio comunale, se avesse saputo, avrebbe deliberato i debiti fuori bilancio. Nel 2019  il Comune non è più in condizione di deficit strutturale”.

Relativamente le pedonalizzazioni e le piste ciclabili il primo cittadino ne prende le difese “Se qualcuno inizia a lamentarsi che siano state fatte, allora stiamo facendo bene. Meno male che ci sono”, e spiega che il problema allagamenti dovuti all’arretratezza del sistema fognario di Mondello sono di competenza del commissario regionale per il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce. In riferimento all’organico sottodimensionato dice “Abbiamo un personale comunale in cui va aumentando l’età media e va diminuendo il numero per il turnover. Chiediamo di poter assumere personale nella invarianza del fondo, per effetto del turnover; non chiediamo soldi in più”. Tra tutte le emergenze quella che pesa maggiormente da diversi mesi è quella dei cimiteriCi ho messo la faccia io e la mantengo. Ho fatto cinque ordinanze, predisposto un piano d’emergenza e sollecitato il progetto del cimitero di Ciaculli. Ho individuato le aree dove collocare i primi 170 loculi, già ordinati e che dovrebbero arrivare il 15 ottobre, e poi altri 700 per i quali faremo una gara. La prima area è sotto l’attuale tempio crematorio, in fase di riparazione”. E ancora il primo cittadino ha annunciato interventi per le periferie e per la discarica di Bellolampo.

 

Orlando in Consiglio comunale, sul tavolo: alluvione, cimiteri e stadio. É polemica contro il sindaco

Una seduta comunale accesa quella che si è tenuta oggi alla presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando chiamata in causa dall’intero consiglio per riferire su alluvione, emergenza cimiteri e convenzione stadio.

L’opposizione non ha fatto mancare il proprio disappunto sull’operato dell’Amministrazione attiva mettendo in evidenza il ritardo con cui fa pervenire gli atti da votare in ritardo.

NUBIFRAGIO – Relativamente al nubifragio, Orlando ha affermato che “si è trattato della pioggia più violenta degli ultimi 150 anni. Nonostante questo e nonostante la totale assenza di allarme da parte della Protezione civile regionale non vi è stata alcuna vittima, grazie anche al coraggio e al pronto intervento di tantissima persone che si sono adoperate per aiutare e salvare le persone in difficoltà, fra questi, tanti agenti di polizia e semplici cittadini. Abbiamo subito questa “tempesta perfetta” senza essere stati avvertiti dalla Protezione civile regionale. Il bollettino della protezione civile di giorno 14 recava “verde” e la cosa singolare è che il bollettino delle 16.25 di giorno 15, dopo che da un’ora circa c’erano precipitazioni, segnava “verde in miglioramento”. Nel frattempo, io, avendo visto la pioggia, avevo già telefonato alla polizia municipale ed alla protezione civile comunale, chiedendo loro di intervenire. Sin dalle prime ore, c’è stato un intervento massiccio da parte di RAP, Coime, Protezione Civile per assistere quanti erano in difficoltà£Rispetto ai progetti per la prevenzione, Orlando ha ricordato che “la città di Palermo è stata commissariata nel 2014 dall’allora governo Crocetta per quanto riguarda il sistema fognario di depurazione, con l’incarico affidato all’assessore Contrafatto. La vicenda è all’esame della Corte dei Conti. Abbiamo denunciato formalmente la circostanza che la Regione non finanziava le opere già progettate al Comune e poi dopo invocava il mancato bando per le gare da parte del Comune. Con riferimento alle opere contro dissesto idrogeologico dal 2014, ancora per effetto di una decisione della Regione, il commissario è il presidente della Regione, prima Crocetta, oggi Musumeci, che hanno a loro volta delegato Maurizio Croce”.Ancora in tema di prevenzione, il sindaco ha affermato che “c’è un progetto presentato da tempo dall’Amap, ma che non si è potuto mettere in gara perché i poteri sono commissariali, che riguarda la ristrutturazione del ferro di cavallo, fondamentale per affrontare emergenze come quelle che si sono verificate il 15 luglio. Sempre sostenuto l’inaffidabilità del commissariamento e sempre manifestato le perplessità in occasione di incontro con ministri ed esponenti dei vari governi nazionali che si sono succeduti da quella data”.

CONVENZIONE STADIO – Sul tema stadio, ovvero sulla convenzione per la gestione dell’impianto di viale del Fante al Palermo Football club, Orlando ha ricordato che “già lo scorso anno  ho consentito l’iscrizione del Palermo al campionato, firmando una specifica nota e assumendomi una responsabilità che sono pronto a confermare anche oggi. La convenzione prevede una somma calcolata dai tecnici e il sindaco non può e non deve avere voce in capitolo. Non c’è dubbio tuttavia – continua Orlando – che c’è stato un netto cambiamento della situazione a seguito del Covid-19, motivo per cui è stato dato mandato agli uffici tecnici di rimodulare il canone in funzione dell’interruzione dei campionati. In più, attendiamo ulteriori indicazioni da parte della Regione in merito agli interventi previsti in legge di stabilità. Allo stesso tempo abbiamo fatto uno studio che ci ha confermato che la eventuale sponsorizzazione è consentita essendo di competenza della Giunta che, però, dovrà attendere indicazioni dal Consiglio per procedere. Per regolamento del Consiglio Comunale, la eventuale sponsorizzazione non sarà cumulabile con il contributo partecipativo, con la Società rosanero che naturalmente sarà libera di farsi sponsorizzare da altri. In ogni caso, l’impegno è quello di arrivare ad una soluzione utile in tempo per l’iscrizione al campionato“.

Ho rinunciato al mio intervento dopo aver assistito a una relazione del sindaco senza anima, cuore e prospettive. Non ho energie e fiato da perdere con chi non ha a cuore le sorti della città e la risoluzione dei problemi –  ha detto Fabrizio Ferrandelli, leader di +Europa – Quest’ultima esperienza amministrativa è un brutto capitolo da chiudere quanto prima nell’interesse dei miei concittadini. Da opposizione – continua Ferrandelli – per amore della città e della sua squadra, garantisco il mio impegno soltanto per trattare nelle prossime ore, in aula, la convenzione dello stadio. Dopodiché chiederò di calendarizzare la mozione di sfiducia per provare a chiudere quanto prima questa esperienza e mandare il sindaco a casa”.

Oggi in consiglio il sindaco Orlando non ha dato nessuna risposta chiara alla città – ha affermato Igor Gelarda, capogruppo della Lega – Ci saremmo aspettati, dopo la sfiorata tragedia dell’alluvione, dopo la vergogna delle bare accatastate ai Rotoli, dopo che il Palermo rischia di non potere giocare allo stadio Barbera, uno scatto di orgoglio del sindaco. Ci saremmo aspettati risposte chiare e soprattutto delle idee su come affrontare, nell’immediato, alcune emergenze. Invece si è limitato ad una relazione di pochi minuti, con idee che sono apparse confuse e, soprattutto, senza proposte chiare. È evidente che ormai il sindaco non ha e non sa più cosa dire, la sua giunta è alla deriva. La sua politica è al capolinea. Farebbe bene a sé stesso e alla città se si dimettesse. Domani, insieme a tutta la compagine dell opposizione, presenteremo ufficialmente la mozione di sfiducia. Speriamo in una presa di coscienza dei consiglieri di maggioranza che siamo sicuri che amano Palermo tanto quanto quelli dell’opposizione, e non possono permettere che Palermo perisca in questo modo. Abbiamo il dovere di salvare questa città dalla non-politica orlandiana“.

Marianna Caronia del gruppo misto ha  detto “Ho già sottolineato la necessità che vi sia una commissione d’inchiesta che in modo trasparente e non partigiano, avvalendosi di informazioni e dati tecnici, analizzi quanto è successo giorno 15, perché la città non si trovi a dover subire nuovamente simili ferite.Dalla mancata allerta, all’insufficienza degli impianti di sollevamento delle acque piovane nei sottopassi, fino ai ritardi dei progetti per trovare soluzioni strutturali ai problemi fognari della città, non possiamo più aspettare di avere un quadro completo, che indichi responsabilità e soprattutto cose concrete da fare al più presto“.

Bisognerebbe fare una riflessione seria sugli effetti del cambiamento climatico e sulle ferite inferte alla città dall’abusivismo edilizio per spiegare l’alluvione dei giorni scorsi – ha detto Barbara Evola, capogruppo di Sinistra Comune – Serve anche una accelerazione e per questo chiediamo al sindaco di adoperarsi in tutte le sedi per chiedere ai commissari di avviare le opere necessarie alla città. Molti di quelli che oggi strumentalmente attaccano il Sindaco e ne chiedono le dimissioni hanno governato questa città per oltre 10 anni consecutivi, occupandosi poco di tutela del territorio e molto di cementificazione del territorio. Questa città paga e pagherà sempre lo scotto di politiche dissennate che hanno ingrassato soltanto gli interessi affaristico-mafiosi. Certo la storia non ci esime dalle responsabilità. Occorre ragionare su una progettazione nuova che guardi alla prevenzione e alla tutela del territorio alla luce di quelle trasformazioni climatiche che non possiamo continuare ad ignorare, classificando come fenomeni eventi sempre più frequenti“.

Non è il momento nè di requisitorie nè di arringhe a difesa dell’Amministrazione, non è il momento delle tifoserie da campagna elettorale anticipata, semmai è il momento di tifare per la città, per la sua ripresa, per la capacità di resistere sotto pressione, di perseverare, di mostrare la resilienza di cui ha dato grande prova nei mesi di chiusura forzata e dopo il nubifragio del 15 luglio – ad affermarlo Valentina Chinnici, capogruppo di Avanti Insieme che aggiunge –  Nei prossimi due anni questa amministrazione deve dare prova concreta di voler ricucire la società, di ascoltare veramente tutte e tutti i cittadini, ricominciando quel percorso virtuoso di organizzazione di assemblee pubbliche per dare risposte concrete e confermare un progetto di città a breve e a lungo termine: ci aspettano sfide importanti come l’economia circolare, la mobilità dolce, il rilancio dell’imprenditoria sana e la lotta al lavoro nero, la valorizzazione del patrimonio, che non può essere un peso di cui non si sa come prendersi cura, ma una risorsa immensa da cogestire con la cittadinanza attiva, i giovani imprenditori, il terzo settore. Restiamo fedeli al progetto civico scelto dai Palermitani tre anni fa, non per difendere Sindaco e giunta, ma per difendere il sogno di una città, Palermo, diventata finalmente un punto di riferimento culturale per l’Italia intera. Con don Milani riaffermiamo che adesso più che mai non è l’ora degli uomini soli al comando, perché “sortirne da soli è l’avarizia, sortirne insieme è la Politica”.

 

Dissesto idrogeologico, Agira: via ai lavori nel quartiere Santa Maria 

Ad Agira, in provincia di Enna, può partire la messa in sicurezza del quartiere Santa Maria, nella parte alta del paese.

Ad effettuare i lavori di consolidamento del costone roccioso che sovrasta una serie di abitazioni e un tratto della statale 121, sarà la Ilset srl di Genova. L’impresa, dopo le rituali verifiche post gara, se li è visti aggiudicare definitivamente dall’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, che fa capo al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Con il budget a disposizione – oltre mezzo milione di euro stanziato dalla Struttura diretta da Maurizio Croce – sarà assicurata la raschiatura e la pulizia delle fessure presenti sulla roccia, il loro riempimento con malta cementizia, la rimozione dei massi in equilibrio precario, il fissaggio di tiranti, funi e reti paramassi.

La zona, una delle più antiche di Agira, fa registrare durante tutto l’anno un grande afflusso di turisti grazie alla presenza di una rinomata e caratteristica struttura alberghiera, ma anche al richiamo rappresentato dal castello che sorge sulla collina e dallo splendido panorama che da lì si può ammirare.

L’intervento consentirà all’amministrazione cittadina di potere subito dopo avviare l’iter per realizzare una via di fuga per l’abitato situato più a monte. Un progetto tenuto in stand by da oltre un decennio proprio in attesa di eliminare il rischio crolli dalle pareti rocciose ed assicurare la definitiva stabilizzazione del versante.

Tusa, al via il progetto per consolidare il centro abitato

Indagini e servizi di ingegneria utili alla stesura di un progetto esecutivo: li ha finanziati la Struttura contro il dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per mettere in sicurezza il versante a valle della via Sant’Agostino a Tusa, nel Messinese.

Questo, è un primo ma importante passo, questo degli Uffici diretti da Maurizio Croce, per scongiurare un grave pericolo che incombe sul centro del paese, nella zona delimitata da via Simone Livolsi, a salvaguardia dell’incolumità dei residenti. Sono state infatti riscontrate fratture profonde nel costone roccioso, con segni evidenti di spostamento dei massi che potrebbero danneggiare le abitazioni sottostanti e le vie adiacenti.

Una situazione resa ancora più problematica dalla forte esposizione dell’area agli agenti esogeni e che, di fatto, ne ha aumentato l’instabilità generale. Le opere che in via preliminare si ritengono più idonee sono la collocazione di pannelli di rete in fune metallica e la realizzazione di un muro di contenimento, oltre a interventi per la regimentazione delle acque superficiali.

Dissesto idrogeologico, a Frazzanò al via i lavori nel centro urbano

Un milione e duecentomila euro. A tanto ammonta il budget che l’impresa edile Michelangelo Mammana di Castel di Lucio – confermatasi al primo posto nella gara espletata dall’Ufficio contro il dissesto idrogeologico – avrà a disposizione per eseguire a Frazzanò opere attese da un decennio e che serviranno a ridare stabilità alla zona a monte della via Libertà.

La Struttura commissariale, guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, sta dedicando particolare attenzione a tutte quelle aree urbane che, proprio come il piccolo centro del Messinese, sono state classificate con codice R4 a causa della loro vulnerabilità.

Quello che sta per partire è il primo di due interventi che serviranno a neutralizzare gli effetti dei movimenti franosi che hanno provocato lesioni su fabbricati, manto stradale e muri di sostegno. Un Piano complessivo di consolidamento che sarà portato a termine attraverso la realizzazione di una serie di opere di sostegno e una regimentazione delle acque che sarà garantita da una nuova rete di raccolta.

Dissesto idrogeologico, Agira: si consolida la periferia Sud

Lavori di consolidamento della periferia meridionale di Agira, nell’Ennese: scadrà il prossimo 19 giugno il termine per presentare la domanda di partecipazione.

L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e diretto da Maurizio Croce, ha infatti pubblicato il bando di gara, colmando un ritardo di decenni e mettendo così a segno un altro importante risultato nella difesa del territorio. Ci troviamo in un’area che, da un punto di vista geomorfologico, è molto vulnerabile. E’ la parte bassa del quartiere Rocche, delimitata dalle vie Siceri e Raddusa e che non pochi problemi e disagi ha creato ai residenti.

Il progetto prevede la realizzazione di cinque fronti di gabbionate adeguatamente incassate al fine di fermare il fenomeno, in atto, dello scivolamento a valle. Si procederà inoltre con attività di ispezione, disboscamento e disgaggio dei massi pericolanti, eseguite con sistemi di chiodatura e con funi e reti paramassi in acciaio a maglia esagonale. Due i costoni interessati, quello sud e quello nord, per un’area che si estende complessivamente per 6.300 metri quadrati.

Per i massi molto voluminosi, che non possono essere né staccati né chiodati, è prevista l’imbracatura con funi d’acciaio da ancorare all’ammasso roccioso.

L’opera mira a limitare i pericoli per l’incolumità pubblica: frequenti sono stati, infatti, i crolli di porzioni di roccia che hanno portato all’adozione di misure urgenti, sebbene localizzate e limitate solo ad alcune parti del versante che ospita numerose abitazioni. Ciò che serviva era una soluzione organica, in grado di eliminare una volta per tutte le criticità esistenti. Ed è proprio quella programmata dalla Struttura commissariale.

Dissesto idrogeologico Sicilia, a Tortorici in sicurezza la zona di San Paolo

Il quartiere di San Paolo, nella parte a est di Tortorici, nel Messinese, vive da oltre vent’anni una situazione a dir poco critica a causa di un sistema di regimazione delle acque inadeguato che ha messo più volte a rischio la sicurezza e l’incolumità dei residenti.

Ora l’inversione di rotta: la Struttura contro il dissesto idrogeologico, che vede al suo vertice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha infatti ultimato le procedure utili alla definizione della relativa gara di consolidamento del versante, condotta dagli Uffici diretti da Maurizio Croce.

Il progetto consiste nella realizzazione di un sistema per la canalizzazione delle acque e per la rifunzionalizzazione di sei impluvi principali.

L’intervento verrà esteso sino alla strada provinciale 152, nel tratto a monte della contrada, mediante pozzetti e caditoie in grado di assicurare una migliore distribuzione delle acque. Prevista anche la costruzione di una serie di gabbionate e di trincee drenanti.

Al primo posto in graduatoria, in ragione di un ribasso del 26,2 per cento, la Costruzioni Coci Antonino di Sinagra. Inizia così il conto alla rovescia per la risoluzione di un problema che molti disagi ha creato all’utenza, soprattutto nella stagione invernale, con le forti piogge che hanno invaso i terreni e che hanno causato ingenti danni alle case e ai manufatti, in assenza di muri e di paratie in grado di contenere il flusso di acqua e fango.

Regione, Piedimonte Etneo: si interviene nel centro abitato

Gli abitanti di Piedimonte Etneo, nel Catanese, dopo anni di false speranze e di promesse mancate, ormai ci credono e a ragion veduta. Da decenni attendono un intervento che possa eliminare in modo definitivo il rischio di altri allagamenti, come quelli che più volte hanno interessato il centro del paese – travolgendo automobili e ciclomotori – e che hanno messo in serio pericolo la loro incolumità.

I lavori riguardano la strada statale 120 che attraversa il paese e che, in occasione di forti piogge si trasforma in un fiume in piena, rendendo impraticabili e molto pericolose via Cassisi e via Notara ma anche le altre due principali arterie, via Roma e via Cimitero.

Una situazione di grande rischio che in diverse occasioni ha paralizzato il traffico veicolare e costretto i passanti a riparare nei luoghi chiusi.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – alla guida della Struttura contro il dissesto idrogeologico – questa notizia oggi la conferma e la rende ufficiale: gli Uffici diretti da Maurizio Croce hanno infatti definito le procedure di gara per la realizzazione di opere di regimentazione delle acque all’interno del centro abitato. E la relativa graduatoria vede al primo posto, in virtù di un ribasso del 27,3 per cento, la Fenix Consorzio Stabile Scarl di Bologna.

La soluzione tecnica contemplata dal progetto consiste nella captazione delle acque piovane e nella costruzione di una rete di grate e di condotte di convogliamento.

E’ previsto anche un trattamento di prima depurazione e lo scarico in modo controllato nel torrente Fogliarino per scongiurare fenomeni di inquinamento.

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