Comune di Palermo, la mozione di sfiducia a Orlando oggi in Aula

Oggi dopo circa 6 mesi si è riunito in presenza il consiglio comunale di Palermo.

Sul tavolo la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando. Così per iniziare, e con le dovute precauzioni, hanno cominciato ad alternarsi i rappresentanti delle opposizioni che in modo unanime hanno palesato il loro voto a favore della sfiducia al primo cittadino.

Da Tantillo a Mineo, a il gruppo M5s, Scarpinato e Russo, Argiroffi e Forello, per poi passare alla Figuccia, Mattaliano, Volante, interventi più o meno incisivi e duri ma che hanno messo in risalto le problematiche che sono sotto gli occhi di tutti: emergenza cimiteri, emergenza rifiuti, rotazione dirigenti, ztl, piste ciclabili, pedonalizzazioni, alluvione, problema allegamenti, tutte cose che più o meno conosciamo tutti. I consiglieri comunali delle opposizioni, sapendo che il loro voto non è sufficiente, infatti ne servono almeno 24 su 40, hanno fatto quasi tutti un vero e proprio appello alla maggioranza a votare la sfiducia a Orlando. Al termine della seduta i consiglieri hanno votato la mozione che è stata bocciata. Favorevoli:19; contrari:20; astenuti: 0, assente solo Valentina Caputo.

Ad aprire il dibattito il consigliere comunale, Cesare Mattaliano, che ha illustrato le motivazioni della mozione di sfiducia: dall’emergenza cimiteri, all’emergenza rifiuti, le partecipate, la bomba d’acqua, la questione allagamenti anche per una banale pioggia. (Leggi qui la Mozione-sfiducia-Orlando).

A seguire l’intervento di Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia e vice presidente del consiglio comunale: “Quando le cose non vanno è il momento in cui si chiede di cambiare. Noi dobbiamo cercare di comprendere il perché nascono le cose. È il lontano 2012 quando lei, signor sindaco, viene eletto con un programma per portare avanti questa città che usciva da un periodo difficoltoso. Per i cinque anni, tra tanti salti e una situazione difficilissima della Rap, è andata. Nella seconda fase però, attingendo all’anticipo di tesoreria, alle generazioni future abbiamo lasciato un debito”. Poi si sofferma sulla questione partecipate: “quella di Rap per via dell’assenza di un piano di spazzamento che “ancora non esiste”, e quella di Amat dal punto di vista del contratto di servizio con l’azienda dei trasporti, definito “il peggiore” e “un grave errore”, che ancora tarda ad arrivare in una versione aggiornata. Quanto alla mobilità, il consigliere di FI accusa Leoluca Orlando e la giunta di aver ignorato il consiglio comunale nella definizione delle misure che riguardano Ztl, pedonalizzazioni e piste ciclabili, considerando queste ultime un progetto “approssimativo””. Sui cimiteri aggiunge: “Il nuovo cimitero di Ciaculli è una scommessa: la delibera è rimasta in un cassetto e non si trovava e la gente non ha una degna sepoltura. Ma ancor di più non può esprimere la volontà di essere cremata. Si metta in macchina e faccia un quartiere al giorno“.

Protagonista di una narrazione favolosa, nella quale tutto andava bene; ebbene i successi di questa amministrazione si contano sulle dita di una mano, in una realtà di disservizi”. Afferma Andrea Mineo, anche lui del gruppo Forza Italia.

A rinunciare al suo intervento il leader di +Europa, Fabrizio Ferrandelli, che su Facebook questa mattina ha scritto e poi ribadito in un intervento più breve in Aula ha detto: “Rinuncio al mio intervento in Aula (sicuramente troppo appassionato e di parte) offrendo, invece, ai miei colleghi consiglieri, al Sindaco e a Voi tutti (di seguito), una selezione dei link di alcuni delle centinaia di articoli di giornale, che raccontano inefficienze amministrative e difficoltà gestionali (anno dopo anno dal 2015 ad ieri – i primi due anni e mezzo li ho dati di rodaggio). Ritengo sia stata la scelta più equilibrata! Oggi non è la battaglia di una parte politica che vuole prevalere su un’altra. L’opposizione al Comune è eterogenea e variegata quanto la sua maggioranza. Non è una questione di schieramenti! Il dato cittadino, per l’unicità delle vicende, degli uomini in campo e delle storie connesse, è così “complesso” da non richiamare nessuno degli schieramenti e dei modelli politici regionali o nazionali in campo. Oggi è soltanto il tempo di constatare lo stato di salute della nostra città e la perdita di slancio amministrativo, per condividere una nuova ripartenza“.

Questa mozione è un atto di accusa, e se è vero che a citarla in questo giudizio politico sono stati la metà dei consiglieri meno uno (19, ndr), allora” a farlo “sono stati i palermitani“, afferma nel suo intervento il capogruppo della Lega, Igor Gelarda che ha aggiunto “Ho letto che se la mozione non dovesse passare lei ne uscirebbe più forte: non è vero, perché la storia e i palermitani l’hanno già condannata, o meglio, è lei che in questi ultimi anni ha condannato la città alla sporcizia, al buio, al traffico, alle salme accatastate, all’emergenza abitativa e alla ‘psicociclabilità alternativa’. Il consiglio è che lei se ne dovrebbe andare autonomamente, senza mozione di sfiducia, perché lei delle cose buone in passato le ha fatte. Così rischia di essere ricordato come il secondo peggior sindaco della storia di questa città. Chi potrebbe non votare questa mozione di sfiducia, fra i colleghi consiglieri, responsabili di questo disastro in cui Palermo è umiliata ogni giorno e di ognuna delle 499 bare accatastate al cimitero dei rotoli. Qualcuno ha detto che metterà su internet i volti di questi consiglieri. I nomi li metteremo, i volti no, perché forse i palermitani non li vorranno vedere. Stacchiamola, questa spina, per il bene della città. Questa mozione di sfiducia, qualora non dovesse passare, avrà due vittime: Palermo che resterà inchiodata a questa amministrazione politicamente scellerata, ma la seconda, signor sindaco, sarà lei: la maggioranza, nel momento in cui non le voterà contro, gliela farà pesare”.

Sempre in rappresentanza sempre della Lega è intervenuto anche Alessandro Anello, È sotto gli occhi di tutti che le cose in città non vanno e che siamo l’ultima città in termini di gradimento. Nella prima consiliatura c’era un sindaco che viaggiava molto bene e una giunta che cercava di stare vicino; in questa seconda consiliatura siamo allo sbando. Sapete chi è l’assessore allo Sport al Comune di Palermo? Ne abbiamo cambiati quattro. Sapete chi è l’assessore alla Cultura? Ne abbiamo cambiati tre. L’assessore al Bilancio? Ancora si deve nominare. Capiamoci: con un sindaco che va a una velocità ridotta e non adeguata alle esigenze della città e una giunta che fa acqua da tutte le parti, è chiaro che le cose non possono funzionare. Vogliamo provare ad anticipare i tempi?”.

Duro e incisivo l’intervento di Concetta Amella del M5s “È riduttivo vincolare alla mozione di sfiducia lo stato di abbandono in cui la città affonda da tempo. Ritengo sia il frutto dell’impostazione che da sempre il sindaco adotterebbe. La maggioranza nel corso di questi tre anni si è contraddistinta per non essersi voluta assumere la responsabilità per delegare alla giunta, che ha svuotato questo consiglio comunale della sovranità finendo per delegittimarlo. Potrei soprassedere forse su tutte le emergenze ma quella sui cimiteri la definisco sconcertante. La mancanza del rispetto per i morti non è ammissibile per l’ultima città d’Italia. Il sindaco oggi avrebbe dovuto dimettersi solo per un’emergenza che secondo me, non dovesse passare questa mozione, non risolverà. Il sindaco ha fatto la storia di questa città, diciamolo, ma lo ha fatto in tempi diversi. Oggi deve dimettersi”.

Sulla base di cosa dev’essere giudicato? – dice nel suo intervento Viviana Lo Monaco del M5s che aggiunge –  Su parametri assoluti come l’efficienza e l’efficacia. Secondo voi col minore costo siamo riusciti a raggiungere il migliore degli obiettivi? Non possiamo continuare in questo modo. Il sindaco non ha creato le precondizioni del dopo Orlando: riuscire a delegare, mettere le persone giuste nelle posizioni giuste in base a competenze, propensioni personali e risultati. Quanti avrebbero voluto vedere il sindaco per strada in ambiti diversi e non per inaugurare una nuova targa? Penso il sindaco conosca le priorità, e allora devo pensare abbia voluto mettere al primo posto le cose meno importanti?”.

A chiudere gli interventi del M5s il capogruppo Antonino Randazzo, “Due parole trasformismo e qualità del consenso sono queste le due parole che mi vengono in mente per descrivere questa amministrazione comunale. Rivendichiamo questa questa mozione di sfiducia , siamo stati i primi promotori e voteremo a favore. Noi rivendichiamo l’autonomia dalla destra di questa città e dal sindaco leoluca Orlando. Dovremmo occuparci di beni comuni e invece siamo tutto il giorno al telefono a sentire i problemi dei cittadini per continui disservizi. Questi disservizi hanno provocato dei disastri che lei si porterà dietro caro sindaco come 10 arresti al cimitero ed il caso giano bifronte. Un’amministrazione efficiente non avrebbe permesso la presenza della mafia all’interno della realtà cimiteriale. Da domani chiedo a tutti i consiglieri e cittadini che vogliono provare a costruire un futuro per questa città di mobilitarsi, abbiamo il tempo per costruire un’alternativa a sindaco di Palermo. Ci sono parecchi cittadini che lamentano il fatto di non essere ascoltati, dobbiamo dialogare con i movimenti, associazioni, comitati, associazioni di categoria; proviamo a creare questa alternativa, votiamo a favore di questa mozione di sfiducia e mandiamo a casa Leoluca Orlando“.

Francesco Scarpinato, capogruppo di Fratelli D’Italia, invece mette in evidenza la mancanza di dialogo tra Giunta e consiglio comunale quando quest’ultimo, secondo il consigliere “ha mostrato comunità d’intenti, abnegazione, sacrificio per far rinascere la città, compiendo anche corse contro il tempo per l’approvazione di atti prioritari. Il sindaco ha un compito molto importante: la sua prerogativa assoluta è di ascolto, che non c’è stato. Oggi consegniamo un’opportunità e certifichiamo quello che è il naufragio di un progetto. Orlando ha bisogno di Palermo,  ma Palermo ha bisogno di Orlando?”.

Sempre per FdI, Mimmo Russo che ha detto rivolgendosi al sindaco “Hai cominciato una rappresaglia e hai sbagliato i tempi. Sindaco, non ti difendo ma non è solo tua responsabilità. Questa gestione che ti doveva vedere protagonista, questa visione, è stata persa. Ti sei perso nel trasferimento da Amia a Rap e da Gesip a Reset, con due fallimenti in mezzo. I dirigenti che c’erano in Amia ce li siamo ritrovati in Rap, il sistema Gesip è stato trasferito a Reset. Non è cambiato nulla. Sei blindato perché i colleghi della maggioranza hanno un distacco dalla città. Sono convinto che firmando la mozione ti abbiamo fatto un favore. Spero però che questa esperienza di aver ricompattato la maggioranza ci porti fuori dal guado, per fare un buon governo per la città”.

Giulia Argiroffi del gruppo OSO dice “Speravo che lei, sindaco, cogliesse l’occasione e con una delle sue frasi a effetto decidesse di liberare la città dalla sua presenza dannosa. Leoluca Orlando ha abbassato così tanto l’asticella dei diritti e doveri dei palermitani che siamo assuefatti a rifiuti, corruzione. Ci ha convinti che un cantiere pubblico può durare anche sei anni più del dovuto, che si possa aspettare un autobus per più di un’ora. Orlando ci ha insegnato che le periferie sono ghetti e che la colpa sia sempre dell’altro, chiunque sia l’altro. Voglio provare a chiedermi il perché, chi e che cosa trae vantaggio da questa situazione”.

A seguire Ugo Forello sempre del gruppo OSO: “Ci siamo sostituiti a un’amministrazione incapace di porre in essere atti, e mai abbiamo sentito un mea culpa. Ecco perché è inutile parlare con lei. Se questo consiglio comunale non cambia rotta, nessuno potrà mai ambire alla poltrona di primo cittadino. Usciamo dall’ambiguità, una volta per tutte”.

Sabrina Figuccia dice “In quest’aula oggi abbiamo la possibilità di segnare uno spartiacque, fra un passato che tenta di spacciarsi per presente e un futuro da costruire. Qui non vedo l’entusiasmo né l’energia, e non riesco a trovare alcuna forma di dialogo. Posso capire l’assenza dall’Aula, ma dalle commissioni dove ogni giorno lavoriamo?. Il mio voto a questa sfiducia sarà favorevole”.

Cesare Mattaliano, capogruppo de I Coraggiosi: “Lei ha perso di vista la struttura dell’amministrazione comunale. Non si capisce perché se dei dirigenti riescono a scovare dei chilometraggi di Amat non dovuti e pagati si deve smembrare questo servizio, o perché se ne deve sovraccaricare un altro. E poi si torna indietro a ricomporre il puzzle. C’è un legislatore che ha previsto la rotazione dei dirigenti, ma ogni anno loro si ritrovano dov’erano. Io credo che lei non abbia contezza del malessere che c’è all’interno dell’amministrazione comunale. La ‘visione’ a cui fa sempre riferimento lei è fallita”.

E’ la volta di Claudio Volante del gruppo misto che chiude gli interventi delle opposizioni: “Era consapevole che questa situazione sarebbe arrivata al collasso, ma non c’è stata alcuna programmazione. Lei sa dove si annida il malaffare? Nelle cattive amministrazioni. È chiaro che in tutti questi ritardi della pubblica amministrazione abbiamo lasciato spazi, oltre a far morire di fame tante famiglie e a mortificare molti professionisti”.

Per quanto riguarda la consigliera comunale del gruppo misto Marianna Caronia non si sarebbe presentata in Aula in quanto ha appreso “…che il presidente del Consiglio comunale, nonostante le richieste formali venute da più consiglieri e da una Commissione, ha deciso di imporre che la seduta di oggi si svolga unicamente in presenza, senza permettere il collegamento a distanza. È una scelta incomprensibile, alla luce degli ottimi risultati garantiti dal metodo a distanza anche sotto il profilo formale, ed è una scelta irresponsabile alla luce della recrudescenza dei contagi da Covid-19. È un momento delicato nel quale le Istituzioni dovrebbero dare prova di saggezza e pacatezza, piuttosto che arroganza e irrazionalità.Ne prendo atto, preannunciando che non parteciperò al dibattito, a tutela della salute e della sicurezza mia, dei dipendenti del Comune e di tutta la nostra comunità. Le mie posizioni sono note a tutti, per cui sarò presente a Sala delle Lapidi unicamente al momento del voto. Stiamo assistendo ad un comportamento che non ci si aspetterebbe dal presidente del Consiglio comunale della V città d’Italia, dietro il quale mi auguro non ci sia alcun disegno politico“.

Ad aprire gli interventi della maggioranza Barbara Evola di Sinistra Comune: “I colleghi non si preoccupino delle frizioni” della maggioranza (ndr). “Non indagare le cause dei problemi attribuendolo alla mala gestio rischia di essere un boomerang per chi si ritroverà a governare questa città. Se riteniamo che i problemi sono creati dall’incapacità del Comune, diciamo una cosa non vera. Diciamo invece che in Italia si sono affermati modelli secondo cui ormai il Comune, se è capace, può solo battere cassa”. Il suo plauso alla giunta e alla maggioranza, per “l’adesione a un progetto che prima non era stato pienamente sposato. Noi continuiamo a essere un’anomalia nell’aver pensato quale dovrebbe essere il progetto, contrariamente a tutto ciò che vorrebbe il Comune battere cassa con i cittadini e continuare a privatizzare. Questo è il coraggio. Io voto sì al progetto. Dobbiamo avere il coraggio e la forza della radicalità delle nostre scelte” dice al sindaco.

Giulio Cusumano di Azione rivolgendosi alle minoranze chiede “di riflettere, perché, come si dice, l’ottimo è nemico del giusto e del buono. È chiaro che questa è una città con mille problemi e ci sta che le forze della Lega, Fratelli d’Italia o anche Forza Italia, possano additare questi mali al sindaco e alla giunta, ma state confondendo il cittadino ed elettore. Quell’elettorato che oggi voi state confondendo era quell’area politica verso la quale voi dovevate tendere ponti, non scavare la trincea oggi. Io ho votato Leoluca Orlando e io rimango coerente. Noi abbiamo vinto le elezioni e noi andremo al termine. Non si abbandona la barca”.

Rosario Arcoleo del Pd afferma “Oggi state chiedendo che il Comune di Palermo venga commissariato per dodici mesi da un burocrate. A prescindere dalle parole dei colleghi Forello e Randazzo, vediamo che di fatto state sciogliendo la minoranza e ci state consegnando una visione diversa degli schieramenti. Per il Pd Palermo oggi è migliore di quella di vent’anni fa però nel contempo riteniamo che i problemi della città in questi anni non si sono risolti. Non si può rimanere in mezzo al guado, alla città va dato un segno di svolta immediato: si dia alla città un impianto di cremazione, si dia alla Rap una profonda riorganizzazione della dirigenza si assicuri con regolarità il servizio della raccolta dei rifiuti, si dia dignità agli ausiliari AMAT, investiamo su Reset e sulle loro maestranze, investiamo e diamo dignità a tutti i lavoratori comunali e delle aziende partecipate“.

Milena Gentile del Partito democratico: “Non possiamo condividere la superficialità dell’approccio, che non va alle radici. Non ci sono dubbi, l’amministrazione necessita di cambiare passi, ma un problema fondamentale nell’organizzazione della macchina amministrativa è che è mancato un serio processo nelle scelte politiche”. Secondo la consigliere comunale sarebbe opportuno coinvolgere “ordini professionali e associazioni, avrebbe reso i cittadini più, protagonisti del cambiamento”.

Dario Chinnici, capogruppo di Italia viva, parla di “una mozione di sfiducia priva di ogni contenuto politico. Il collega Randazzo non può chiedere di votare una ‘sua’ mozione di sfiducia. La mozione si presenta quando si hanno i numeri, e non li deve cercare in me ma nella sua opposizione”. Rivolgendosi a Forello: “Io a una mozione di sfiducia dove c’è la firma della Lega non avrei partecipato mai. Si può sbagliare ma non deragliare, e approvando questa mozione saremmo stati al gioco dei leghisti”. A Orlando e la maggioranza dice “da domani inizia la sfida, perché ognuno di noi ci metterà la faccia come sta facendo adesso. Dialogo con i cittadini, dialogo tra di noi”.

Toni Sala di Avanti insieme: “Io non ho paura di andare a casa ma di ben altro. La sfiducia adesso sarebbe semplicemente da irresponsabili”.

Gianluca Inzerillo, di Sicilia Futura – Italia viva, Parla di “momento sbagliato, per presentare una mozione e dire quello che la gente si vuole sentire dire. Dobbiamo portare a termine tutto ciò che non è stato fatto, al gioco al massacro non ci stiamo. Noi nel 2017 abbiamo condiviso un progetto politico in cui continuiamo a credere, siamo a contatto con la comunità e riteniamo che un rilancio di questa attività amministrativa sia necessaria”.

A chiudere gli interventi per la maggioranza Ottavio Zacco di Italia viva, presidente della commissione Attività produttive, “Oggi sfiduciare il sindaco sarebbe una follia. Abbiamo un’emergenza sociale, un’emergenza economica, sappiamo bene che diversi imprenditori e commercianti rischiano la chiusura in questi mesi: purtroppo non è altro che la conseguenza dell’emergenza sanitaria. Oggi la città ha bisogno invece di tutto il consiglio comunale, in sinergia con l’amministrazione”.

Leoluca Orlando apre il suo intervento dicendo “Come espressamente detto nelle premesse della mozione, trattasi di una mozione squisitamente politica che però ha una caratteristica: per un anno o un anno e mezzo consegnerebbe a un commissario regionale, quindi non politico, il governo della città. Posso dire che sia una posizione disperata? Il compito di Orlando è di arrivare alle prossime scadenze perché ci possa essere una visione condivisa”. Parla di “ossessione per queste scelte che penso per la città non siano in discussione, né la Ztl né le piste ciclabili”. Riguardo l’alluvione del 15 luglio afferma “Non c’era l’allerta meteo del giorno precedente e ormai tutti sanno che nel 2014, sotto il governo Renzi e il governo Crocetta, abbiamo subìto il commissariamento di Palermo e il Comune non ha più questi poteri”. Questione corruzione, dice: “Siamo noi che abbiamo introdotto la denuncia anonima. I fenomeni corruttivi sono presenti certamente in tante parti d’Italia; la differenza consiste nel come ci si comporta politicamente di fronte a questi fenomeni”. Sulla situazione finanziaria sollevata da Forello riguardo il deficit strutturale “ci siamo trovati a dover deliberare i debiti fuori bilancio al 22 dicembre, condizione nella quale il consiglio comunale, se avesse saputo, avrebbe deliberato i debiti fuori bilancio. Nel 2019  il Comune non è più in condizione di deficit strutturale”.

Relativamente le pedonalizzazioni e le piste ciclabili il primo cittadino ne prende le difese “Se qualcuno inizia a lamentarsi che siano state fatte, allora stiamo facendo bene. Meno male che ci sono”, e spiega che il problema allagamenti dovuti all’arretratezza del sistema fognario di Mondello sono di competenza del commissario regionale per il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce. In riferimento all’organico sottodimensionato dice “Abbiamo un personale comunale in cui va aumentando l’età media e va diminuendo il numero per il turnover. Chiediamo di poter assumere personale nella invarianza del fondo, per effetto del turnover; non chiediamo soldi in più”. Tra tutte le emergenze quella che pesa maggiormente da diversi mesi è quella dei cimiteriCi ho messo la faccia io e la mantengo. Ho fatto cinque ordinanze, predisposto un piano d’emergenza e sollecitato il progetto del cimitero di Ciaculli. Ho individuato le aree dove collocare i primi 170 loculi, già ordinati e che dovrebbero arrivare il 15 ottobre, e poi altri 700 per i quali faremo una gara. La prima area è sotto l’attuale tempio crematorio, in fase di riparazione”. E ancora il primo cittadino ha annunciato interventi per le periferie e per la discarica di Bellolampo.

 

Nuovo ospedale di Siracusa: intesa Conte-Musumeci su nome commissario, sarà il prefetto Giusi Scaduto

C’è l’intesa tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci sul nome del commissario che dovrà coordinare le iniziative per la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa. La scelta concordata è per il prefetto del capoluogo siracusano Giusi Scaduto. “Ci siamo trovati d’accordo col premier sulla opportunità di nominare commissario il prefetto Scaduto, per la serietà e affidabilità della persona. Adesso bisogna correre e bruciare le tappe. La prima sarà la nomina della commissione che dovrà selezionare il progetto. Con l’assessore Razza e i vertici dell’Asp daremo al commissario tutto il supporto necessario affinché Siracusa e la sua provincia possano vedere realizzato un sogno a lungo inseguito”, ha dichiarato il governatore Musumeci.

Il nuovo nosocomio è nel programma del governo Musumeci, che ha commissionato e fatto eseguire uno studio per individuare l’area più idonea ad ospitare l’importante opera. Il finanziamento è pari a 200 milioni di euro, fondi riservati alla Sicilia dall’art. 20 sull’edilizia sanitaria. L’assessore Ruggero Razza ha già disposto, attraverso l’Asp, il concorso di progettazione dell’opera: sono scaduti i termini e presentate le proposte progettuali. Il commissario dovrà operare con il supporto tecnico dell’Asp di Siracusa.

 

Palermo, parla Di Piazza: “Pronto ad investire, ma ad una condizione. Le mie quote a Ferrero? La verità…”

Parola a Tony Di Piazza.

Diversi sono stati i temi trattati dall’ormai ex vice presidente del Palermo, detentore del 40% delle quote di Hera Hora, intervistato ai microfoni del ‘Corriere dello Sport’: dalla scelta da parte della società di viale del Fante di puntare su Roberto Boscaglia dopo l’addio di Rosario Pergolizzi, alla possibilità di vendere le sue quote al patron della Sampdoria, Massimo Ferrero. Di seguito, le sue dichiarazioni.

Sono contento che, finalmente, dopo mesi di attesa, il Palermo abbia trovato un tecnico con le caratteristiche, l’esperienza ed il background di Boscaglia che auspico firmi al più presto. Come ogni tifoso, mi auguro che adesso vengano messi a disposizione i migliori calciatori per il progetto tecnico dell’allenatore. Fino a ora non mi sono intromesso nelle questioni tecniche e mai lo farei. Ho solo detto, e ribadisco, che se per raggiungere il risultato sportivo, che tutti vogliamo, dobbiamo investire maggiori capitali, sono pronto a farlo, immediatamente. Non a caso avevo proposto di versare tutto il capitale sottoscritto. Confermo i miei impegni. Ne abbiamo presi e firmati, lo scorso anno, prima di partecipare al bando del Comune. Li ho sempre rispettati e sono pronto ad onorarli anche per l’avvenire, a condizione che anche gli altri intendano comportarsi allo stesso modo”, sono state le sue parole.

FERRERO E NON SOLO – “Ho tutta l’intenzione di mantenere gli accordi ma pretendo, per farlo, che le cose vadano nel senso giusto, ossia che i patti vengano mantenuti da tutti. Mi trovo dall’altra parte del mondo e con questa emergenza Covid sono impossibilitato a venire in Italia. Ho diritto ad avere maggiori informazioni. Vendere le mie quote a Massimo Ferrero? Mi sembra una notizia uscita ad arte chissà per quale motivo. Sono stato chiamato da un sito di Genova che mi chiedeva se avessi mai potuto cedere il mio 40% a Ferrero e ho semplicemente risposto che considererei la sua proposta come quella di chiunque altro, solo se mi convincesse sia economicamente che eticamente e se fossi certo che terrebbe al Palermo almeno quanto ci tengo io, e cioè tantissimo”, ha concluso.

 

Assistenza disabili nelle scuole, dalla Regione 12 mln per le ex Province

La Regione Siciliana ha trasferito alle ex Province 12,7 milioni di euro per le attività di assistenza agli alunni con disabilità fisiche o sensoriali nelle scuole medie superiori, con particolare riguardo ai servizi di trasporto, di convitto e semiconvitto, ai servizi negli ambiti igienico-personale, comunicazione extra scolastica e autonomia e comunicazione. A darne notizia l’assessore delle Politiche sociali, Antonio Scavone. In particolare alle tre Città metropolitane sono stati trasferiti: 3,8 milioni di euro a Palermo, 2,5 milioni di euro a Catania e 1,4 milioni di euro a Messina. Ai sei Liberi consorzi di Comuni vanno: 1,1 milioni di euro ad Agrigento, 760 mila euro a Caltanissetta, 283 mila euro a Enna, 660 mila euro a Ragusa, 900 mila euro a Siracusa e 1,1 milioni di euro a Trapani.

«Si tratta delle somme necessarie per continuare il servizio da settembre a dicembre prossimo – sottolinea il componente del governo Musumecisull’ambito igienico personale, dopo il recente parere del Cga, grazie alla delibera approvata dalla Giunta a fine luglio saremo nelle condizioni di garantire servizi aggiuntivi, integrativi e migliorativi per prestare un’assistenza adeguata agli alunni disabili. Abbiamo pubblicato le Linee guida sul sito del dipartimento Famiglia in attesa di ricevere eventuali suggerimenti migliorativi da parte degli enti del terzo settore e delle associazioni di categoria – prosegue Scavone – una volta pervenute e valutate le osservazioni provvederemo alla pubblicazione definitiva. Le Linee guida rappresentano un atto di programmazione che garantisce un elevato livello di coordinamento e integrazione tra servizi e attività didattiche per l’inclusione che darà vita a una scuola accogliente e aperta nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale. Gli interventi specialistici previsti nelle Linee guida – continua l’assessore – sono rivolti a favorire l’autonomia e la comunicazione personale dell’alunno disabile migliorando la socializzazione e l’inclusione degli studenti nel contesto scolastico e consentendo loro di esprimere al meglio le proprie abilità e potenzialità, in un’ottica di inserimento lavorativo e di miglioramento continuo della qualità della vita».

Palermo, summit tra Boscaglia e la Virtus Entella: trovato l’accordo per la rescissione, l’ufficialità…

Il Palermo ha scelto il suo allenatore.

L’avventura di Roberto Boscaglia alla guida dell’Entella è giunta ai titoli di coda”. Apre così l’edizione odierna de ‘Il Secolo XIX’. Nella giornata di martedì, Roberto Boscaglia – fin da subito il profilo in assoluto in cima alle gerarchie della dirigenza rosanero – ha incontrato nel capoluogo siciliano l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola e il direttore sportivo Renzo Castagnini. Un summit durato circa tre ore, al termine del quale è arrivata l’attesa fumata bianca: il tecnico originario di Gela ha trovato un accordo con il club di viale del Fante sulla base di un contratto biennale. Dunque, l’annuncio di Sagramola: “Abbiamo trovato l’intesa su tutto, ora attendiamo che il mister risolva con l’Entella. Successivamente, inizieremo a lavorare sulla squadra”.
Sì, prima di apporre la firma al contratto che lo legherà ufficialmente al Palermo, Boscaglia dovrà risolvere il contratto con la Virtus Entella. Secondo quanto riportato da ‘Il Secolo XIX’, nella giornata di ieri la società ligure e lo stesso tecnico “hanno trattato a lungo e alla fine hanno trovato l’accordo sulla buonuscita e sulla risoluzione consensuale del contratto che legava l’Entella e Boscaglia fino al 30 giugno 2021”. Ragion per cui, la rescissione potrebbe essere ufficializzata entro la giornata di oggi.

Termina così, dopo due anni, l’avventura di Boscaglia sulla panchina dell’Entella. “E da oggi, inevitabilmente, tutta l’attenzione si sposta sulla scelta del nuovo padrone della panchina biancoceleste”. A contendersi la successione di Boscaglia sono Fabio Caserta e l’ex tecnico del Palermo, Bruno Tedino. Il direttore sportivo Matteo Superbi avrebbe già incontrato entrambi gli allenatori, con l’erede del tecnico siciliano che potrebbe essere annunciato già nella giornata di domani.

 

Alluvione Messina, Musumeci: “Domani lo “stato di calamità””

«Il governo regionale, nella seduta della Giunta già programmata per domani mattina, delibererà lo stato di calamità per i danni causati, nei giorni scorsi, dall’alluvione nel Messinese e contestualmente avanzerà al governo nazionale la richiesta dello stato di emergenza». Lo ha comunicato il presidente della Regione, Nello Musumeci, aprendo il vertice organizzato a Palazzo Orleans con i sindaci dei cinque Comuni maggiormente colpiti dal nubifragio di sabato scorso: Messina, Barcellona, Terme Vigliatore, Rodì Milici e Castroreale. Alla riunione erano presenti i responsabili della Protezione civile regionale, dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, dell’Autorità di bacino, del dipartimento regionale dell’Ambiente, del Genio civile di Messina, dei vigili del fuoco, oltre al vice prefetto della città dello Stretto, Natalia Ruggeri e ad alcuni deputati della provincia peloritana.

«Quello della provincia di Messina – ha sottolineato il governatore nel suo intervento – è un territorio fortemente danneggiato, a causa anche dell’abusivismo selvaggio e della mancata manutenzione. Il mio governo, consapevole di questo, ha destinato il 60 per cento delle risorse della Struttura contro il dissesto idrogeologico è stata assegnata a questa provincia. Non è la prima volta che si contano i danni in quelle realtà e non sarà l’ultima se non lavoreremo fin da subito per eliminare alcune cause, legate anche alla mancata pianificazione del territorio e a una disordinata crescita urbanistica. Contestualmente alla richiesta dello stato di emergenza a Roma – aggiunge il presidente – applicheremo per la prima volta l’articolo 3 della legge regionale 13 di quest’anno, che prevede la autonoma nomina di un commissario per lo stato di crisi e di emergenza regionale. Per le risorse necessarie occorre una riprogrammazione dei fondi comunitari, che avvieremo con la massima urgenza, ricorrendo, se necessario, a un apposito intervento parlamentare».

Musumeci ha dato incarico sempre al Genio civile peloritano di redigere i progetti di sistemazione che riguardano i Torrenti Longano, Patrì e Mazzarrà (per la parte non compresa nel cantiere già in corso) che attraversano numerosi Comuni dell’hinterland barcellonese e di accelerare le procedure che vedono opere già finanziate. Dal vertice è emerso che, da una prima disamina, servirà circa un centinaio di milioni di euro per gli interventi da realizzare. Per coordinare gli interventi, il presidente ha disposto la creazione di un Tavolo operativo tecnico che sarà intanto diretto dal capo del Genio civile di Messina e composto dai rappresentanti degli enti regionali preposti alla materia e dei Comuni.

 

Sicilia, misure anti Covid: obbligo mascherina e tamponi a chi arriva da Malta, Grecia e Spagna

Obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto e isolamento fiduciario e tampone per tutti i siciliani che dal prossimo 14 agosto faranno rientro da Malta, Grecia e Spagna. E’ una delle disposizioni contenute nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci che punta a garantire sicurezza nel territorio dell’Isola con misure speciali di contenimento per quanti fanno ingresso in Sicilia dai tre Stati comunitari in questione.Inoltre, per scongiurare ogni possibile contagio, nell’ordinanza si ribadisce l’obbligo dell’uso della mascherina “in luoghi pubblici e privati, anche all’aperto, quando non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale”.

TURISTI E NON RESIDENTI O DOMICILIATI IN SICILIA

La nuova ordinanza prevede una azione di sorveglianza e monitoraggio sanitario anche per le persone non residenti o non domiciliate nell’Isola che, provenendo o transitando da Grecia, Malta e Spagna facciano ingresso in Sicilia a partire dal prossimo 14 agosto. Per loro scatterà l’obbligo di registrazione sul sito internet www.siciliasicura.com, e di utilizzo dell’app “SiciliaSiCura” “con finalità di contatto con il Servizio sanitario regionale (Ssr) ed eventuale monitoraggio/assistenza del proprio stato di salute“. Saranno le Uscat (Unità sanitarie di continuità assistenziale turistica) a prendere in carico tutti i soggetti registrati.

LE MISURE RISERVATE AI SICILIANI

In particolare, i residenti o domiciliati nell’Isola che sono stati a Malta, in Grecia o in Spagna (anche solo di transito) dovranno registrarsi sul sito internet www.siciliacoronavirus.it, darne comunicazione al proprio medico di famiglia o al pediatra di libera scelta, al dipartimento di Prevenzione Asp competente per territorio ed al Comune di residenza o domicilio. I cittadini in questione saranno presi in carico dalle Usca per la sorveglianza sanitaria e dovranno rimanere in isolamento fiduciario per 14 giorni. Al termine della quarantena, saranno sottoposti a tampone. Tale misura è frutto di un’attenta analisi dell’attuale dato epidemiologico che è caratterizzato dai rientri di soggetti siciliani positivi principalmente da Malta.
L’ordinanza entrerà in vigore a partire dal prossimo 14 agosto e avrà validità fino al 10 settembre 2020.

CHI E’ ESENTATO

Sono esentati dagli obblighi previsti gli equipaggi e il personale viaggiante dei mezzi di trasporto, gli operatori sanitari nonché coloro che si recano e rientrano dai territori di Grecia, Malta e Spagna esclusivamente per documentati motivi di lavoro o di salute. Queste persone dovranno comunque compilare un modulo e trasmetterlo al Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana.

Palermo, cimiteri: cambiano le regole per l’inumazione dei defunti

A partire dal primo settembre e in vista del superamento dell’emergenza, cambiano le regole relative alla inumazione dei defunti. Le salme destinate all’inumazione nei campi dovranno, infatti, accedere al cimitero esclusivamente in cassa di legno, rivestite all’esterno con zinco, in modo che, nel momento in cui si proceda all’operazione di inumazione, venga eliminato solo lo strato metallico esterno, senza incidere in alcun modo nella cassa contenente il feretro che non subirà più ritardi nei processi naturali di mineralizzazione. Inoltre, le casse presenti al deposito, prescindendo dalla volontà dichiarata dai familiari, con una tolleranza sino al 31 agosto, dovranno essere destinate, in via temporanea e sino al superamento dell’emergenza, alla tumulazione nei posti disponibili in nicchie o loculi o alla cremazione (in quest’ultimo caso con assenso dei congiunti) con onere a carico dell’Amministrazione. Lo ha stabilito il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando con un’ordinanza che ha validità sino al 31 dicembre 2020. Resta salva la facoltà dei congiunti che inizialmente hanno optato per l’inumazione in campo di scegliere la tumulazione in via definitiva dietro versamento della tariffa dovuta. L’Amministrazione ha, inoltre, avviato le trattative per la collocazione di un nuovo forno crematorio mobile il cui uso è destinato a chi ha scelto con priorità la cremazione e per l’acquisizione di loculi fuori terra prefabbricati che potranno essere montati, previo rilascio dei pareri di legge, in tutti i cimiteri cittadini con adeguati spazi.

Niente Ferragosto a Palermo: il sindaco firma una nuova ordinanza con norme anti Covid-19

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha firmato una ordinanza con la quale, recependo le indicazioni emerse ieri nel corso di un incontro svolto presso la Prefettura di Palermo, ha disposto alcuni divieti per l’imminente festività del Ferragosto. Obiettivo del provvedimento è quello di limitare i rischi di contagio da covid-19 e di tutelare il decoro. In particolare, il provvedimento prevede i seguenti divieti:

  • Ai fini di evitare forme di assembramento in aree demaniali e quindi anche nelle spiagge, è vietato lo svolgimento di manifestazioni pubbliche e/o eventi aggregativi.
  • E’ inoltre vietato con qualsiasi materiale accendere fuochi e predisporre attendamenti nelle medesime aree e nelle spiagge.
  • I superiori divieti decorrono a far data dal 14 agosto 2020 dalle ore 19,00 e fino alle ore 07,00 del 15 agosto 2020 e dalle ore 19,00 alle ore 24,00 del 15 Agosto 2020
  • Nelle stesse aree sono vietate la vendita e il consumo di bevande alcoliche dalle ore 19.00 del 14 agosto alle ore 24,00 del 15 agosto.
  • Nelle medesime date e orari – in tutto il territorio cittadino – è vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche, nonché di bevande analcoliche in contenitori di vetro, ferma restando la possibilità di effettuare il consumo sul posto presso gli esercizi a tal fine autorizzati.

Come previsto dalla recente ordinanza del Presidente della Regione, la violazione delle norme comporterà, ove non costituisca più grave reato, sanzioni amministrative per gli importi massimi previsti.

Palermo, concessione stadio: emendamenti, modifiche e punti chiave del nuovo testo della convenzione. I dettagli

Grandi manovre.

L’amministrazione comunale, congiuntamente a tutti i suoi apparati, lavora alacremente al fine di trovare il definitivo punto di convergenza con il Palermo del binomio Mirri-Di Piazza relativamente alla concessione di utilizzo dello stadio “Renzo Barbera”. Nel corso della seduta odierna del consiglio comunale, le modifiche da apportare al testo della convenzione stilata dal Settore Risorse Immobiliari sono tra i principali temi all’ordine del giorno.  Oggetto di discussione una serie di emendamenti volti a integrare e perfezionare la bozza originaria del testo su alcuni punti specifici e focali del documento.

CANONE – Al netto dell’insindacabilità dei criteri alla base della taratura del canone di locazione adottati dalla Commissione Tecnica di Valutazione, in ragione di una serie di fattori contingenti e dirimenti, l’amministrazione comunale ha conferito alla stessa Commissione la possibilità di rivisitare l’importo inizialmente stabilito, pari a 341.150 euro al fine di riequilibrare esigenze e visioni divergenti nella fattispecie. Una serie di interlocuzioni tra gli stati generali del club rosanero ed i profili istituzionali preposti alla gestione della vicenda, tra cui il capo di gabinetto del Sindaco Orlando, Sergio Pollicita, hanno suggerito la necessità di stringere i tempi nell’auspicio di trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti coinvolte nella delicata vicenda. Prodigi di equilibrismo diplomatico, volti a tutelare gli interessi della pubblica amministrazione cittadina e la società espressione della principale squadra di calcio che rappresenta il capoluogo siciliano. Il tutto in virtù dei risvolti dalla grande rilevanza sociale che il calcio incarna, per la città di Palermo e su scala nazionale, con il chiaro intento di scongiurare il rischio di incorrere in criticità di ogni sorta in prossimità dei termini fissati per il completamento dell’iter procedurale di iscrizione al campionato di Serie C. Da qui la decisione di percorrere la strada degli emendamenti da discutere, votare e possibilmente approvare in consiglio comunale. Tra i principali fattori che legittimano una riduzione del canone di locazione iniziale, l’impossibilità da parte del nuovo Palermo di utilizzare attualmente alcune aree dell’impianto, tuttora occupate dalla curatela fallimentare della vecchia proprietà, oltre alle misure cautelative e restrittive legate alla pandemia da Covid-19 che fisiologicamente impediscono al club di usufruire dell’utilizzo dello stadio nella sua totalità. Condizioni di mercato, pertinenza su gestione ed uso degli impianti pubblicitari, fatturato attuale della società, dimensione economica e categoria di appartenenza. Tutti elementi che sono alla base del primo emendamento che assegna piena autonomia alla Commissione Tecnica di Valutazione la facoltà di mutare l’entità del canone di locazione annuale stabilita in origine.

MANUTENZIONE STADIO –  Altra questione oggetto di emendamento e modifiche in seno al testo della convenzione è quella inerente la ripartizione degli oneri di manutenzione dell’impianto. Fatto salvo il principio, civilistico e legislativo, che assegna la gestione ed il carico della manutenzione ordinaria al concessionario ( il Palermo) e quella straordinaria al Comune, le correzioni apportate aspirano a chiarire pertinenza e gestione di alcune situazioni specifiche e contingenti. Un esempio classico sono le torri faro dell’impianto: il Palermo sarebbe chiamato a sostituire le lampade delle stesse in caso di necessità, ma un eventuale intervento di sostituzione o riparazione strutturale, in quanto manutenzione straordinaria, sarebbe a carico dell’amministrazione comunale. L’emendamento in materia stabilisce inoltre che nel caso in cui l’impianto necessitasse di interventi celeri di manutenzione straordinaria per rispondere alle normative vigenti sul piano federale ed il Palermo se ne accollasse l’onere per motivi di opportunità legati a tempistiche e scadenze da rispettare, questo implicherebbe una congrua compensazione da applicare tramite la riduzione del canone concessorio.
Queste le proposte di emendamento della maggioranza che modificheranno in modo sostanziale la bozza originaria del testo della convenzione e che verranno vagliate adesso dai consiglieri schierati all’opposizione. Domani, giovedì 23 luglio, potrebbe essere una giornata decisiva ai fini della definitiva delibera ed approvazione del documento che sancirebbe la concessione di utilizzo dello stadio “Renzo Barbera” al Palermo di Hera Hora per i prossimi sei anni.

SPONSORIZZAZIONE –  Anche in merito al capitolo sponsorizzazione c’è una proposta di emendamentoche affronta con dovizia di particolari la questione sotto il profilo normativo. Al culmine di uno studio approfondito, l’amministrazione comunale ha appurato che anche questa costituirebbe una strada percorribile che genererebbe reciproci vantaggi alle parti in causa. L’articolo legislativo relativo al divieto delle sponsorizzazioni da parte delle pubbliche amministrazioni è stato abrogato a far data dal 1 gennaio 2020, tra l’altro, nel regolamento relativo alle attività sportive è presente un articolo che norma specificatamente la questione. Ragion per cui sussiste la possibilità concreta che il Comune possa ricorrere anche a questo tipo di criterio al fine di ridurre l’entità del canone concessorio a carico del club rosanero, sfruttando a sua volta il ritorno di visibilità ed immagine per la città, in termini sociali e turistici, derivante da un contratto di sponsorizzazione con un club professionistico proiettato verso il ritorno nel calcio che conta.

PUBBLICITA’ – Gestione ed utilizzo degli impianti pubblicitari attigui e contigui allo stadio costituiscono  aspetti estremamente complessi e spinosi da definire in sede di convenzione. L’esistenza di un contenzioso, dopo il sopralluogo della Polizia Municipale di qualche mese fa in cui gli impianti pubblicitari installati al Barbera sono stati reputati abusivi, complica sensibilmente la definizione della questione. La società ha presentato un ricorso amministrativo ma non ha ancora ricevuto riscontro, il Comune non ha facoltà di sanatoria dell’impianto da questo punto di vista ma può concedere il diritto di gestione ed uso degli spazi pubblicitari allo stadio nel massimo rispetto delle norme vigenti in materia. Tutti i manufatti presenti in ogni area consentita della struttura dovrebbero essere regolarizzati dal proprietario della stessa e poi utilizzati dal concessionario previa richiesta di autorizzazione alla SUAP. Un nodo focale da sciogliere per entrambe le parti in causa, il poter capitalizzare al meglio la gestione degli spazi pubblicitari costituisce una variabile dal notevole peso specifico nella dimensione economica di una società professionistica.

 

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.