Coronavirus, il sindaco Orlando sbotta: “Surreale parlare di feste di fronte a questo numero di morti”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, catechizza tutti coloro che si sentono affranti per non poter festeggiare come di consueto il Natale.

Il primo cittadino del capoluogo siciliano, attraverso un posto sul proprio profilo Facebook, ha ricordato il numero di vittime che sta mettendo in ginocchio l’Italia intera.

Di fronte al numero dei morti legati alla pandemia, che si continui a parlare di feste e divertimento assume un gusto surreale.
Di fronte ad oltre cinquantamila vite e affetti spezzati, col rischio che questo numero continui a crescere in modo incontrollato, ogni dibattito, polemica e discussione su aperture e chiusure sembra fuori luogo. Comprendo le difficoltà, le incertezze e le paure di tutti, ma di fronte a questa catastrofe di dimensioni immani chiedo a tutti di fermarci e riflettere. L’impegno di tutti noi, dalle più alte istituzioni al più semplice cittadino deve essere quello di fermare questa tragedia. Essere vicini a chi è impegnato negli ospedali, nel volontariato, nella società civile e nelle istituzioni per contrastare la pandemia e per aiutare chi ne è vittima. Ritengo doveroso richiamare la necessità di dati certi e di prescrizioni non ambigue da parte dei governi nazionale e regionale competenti e responsabili per la veridicità dei dati e l’adeguatezza delle prescrizioni. Aggiungo che a tali prescrizioni TUTTI dobbiamo attenerci, avendo a cuore la salute e la vita di migliaia e migliaia di persone”.

 

Coronavirus, l’OMS detta la linea: “Pranzi e cene a Natale con la famiglia? Ecco cosa fare”

L’espandersi del Covid 19 sta mettendo nuovamente in ginocchio il mondo intero.

La pandemia che ha iniziato a circolare la scorsa Primavera non ha intenzione di rallentare e di conseguenza ha costretto paesi europei e non ad adottare misure restrittive per evitare il propagarsi del virus. L’Italia è stata divisa, come si è a conoscenza, in tre zone con limitazioni importanti che continueranno ad essere in vigore anche durante le festività natalizie. Intanto arrivano le parole di Maria Van Kerkhove, capo del gruppo tecnico dell’OMS.

La decisione più difficile in alcune situazioni è la più sicura, ossia quella di non riunirsi per celebrare in famiglia le feste. Dunque, la decisione più saggia sarebbe quella di non fare né pranzi né cene coi parenti per contenere la diffusione del coronavirus. Noi faremo così. Poi troveremo modi per celebrare quando tutto sarà finito. Non c’è un rischio zero in un quadro in cui i casi sono in aumento, ma dobbiamo essere chiari: questo virus ha bisogno di persone per trasmettersi”.

 

Sicilia: anestesisti e rianimatori, la Regione avvia le procedure per il concorso

Con la delibera approvata lo scorso 29 ottobre, che ha recepito il protocollo siglato dall’assessore alla Salute con i rettori degli atenei di Catania, Messina e Palermo, la Sicilia rientra tra le poche Regioni italiane a essersi dotata di uno strumento normativo che consente di agire tempestivamente nel reclutamento di personale qualificato o in fase di alta formazione, ma già impiegato pienamente nella gestione delle emergenza come quella in corso.
Diventa pienamente operativo il percorso attivato alcune settimane fa dalla Regione Siciliana con le tre università dell’Isola, sedi della Facoltà di Medicina e chirurgia. Sono state avviate, infatti, le procedure per un concorso regionale che darà la possibilità a specialisti e specializzandi del quarto e quinto anno delle scuole di Anestesia e rianimazione, Terapia intensiva e del dolore, di potere essere inquadrati nel sistema sanitario siciliano mantenendo contemporaneamente gli standard formativi. La Regione avvierà da subito una ricognizione tra le Aziende del sistema sanitario per individuare i posti da mettere a bando. Si ipotizza che a partecipare possano essere almeno 250 professionisti tra specialisti e specializzandi in Anestesia e Rianimazione.
«Il percorso intrapreso con i rettori – ha detto il governatore – sta prendendo consistenza e ci metterà nelle condizioni di raccogliere i frutti quanto prima. La Sicilia, infatti, non solo è tra le poche Regioni protagoniste di un processo che coniuga formazione e occupazione, ma è soprattutto tra le pochissime ad avere avviato l’iter per una procedura concorsuale dalla doppia finalità. Da un lato, infatti, assicuriamo al sistema sanitario nuove energie professionali anche nell’ambito del contrasto alla pandemia, dall’altro garantiamo un futuro alla nostra sanità evitando che i giovani siciliani, dopo essere stati adeguatamente formati, possano lasciare l’Isola per stabilirsi altrove».
Va sottolineato, infatti, che la pandemia ha fatto emergere in tutto il Paese la carenza di professionisti nel settore della Rianimazione e terapia intensiva, così l’azione della Regione con le Università diventa una ‘cura’ utile per fare fronte alle richieste che provengono dagli ospedali. Proprio ieri il presidente Nello Musumeci, con gli assessori Ruggero Razza e Roberto Lagalla, rispettivamente Salute e Istruzione, ha incontrato a Palazzo Orleans, una delegazione degli specializzandi, accompagnati dai direttori delle tre scuole Antonello Giarratano (Università di Palermo), Marinella Astuto (Università di Catania) ed Epifanio Mondello (Università di Messina).
«Questa collaborazione tra Regione e Università – dice l’assessore Lagallacade nel momento della pandemia, ma conferma una cooperazione sistemica, visto l’impegno del governo a favore del capitale umano, sia in termini di diritto allo studio che di erogazione delle borse di studio aggiuntive per le scuole di specializzazione, per i dottorati di ricerca e per l’internazionalizzazione degli studi».
Secondo l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, «l’avvio della procedura concorsuale rappresenta una significativa iniezione di professionisti da destinare agli ospedali siciliani e guarda già oltre l’emergenza. Per la prima volta, infatti, raggiungere l’obiettivo ambizioso di colmare il fabbisogno dell’intera rete siciliana dell’emergenza e delle terapie intensive è alla portata».
Per il professore Antonello Giarratano, che è anche presidente nazionale designato della Siaarti, società scientifica di riferimento della disciplina «l’incremento del numero dei posti letto di terapia intensiva, messo in atto dalla Sicilia nello scorso luglio, necessita di specialisti in Anestesia e rianimazione. La scelta condivisa dalla Regione con le Università che permette l’immissione di specializzandi del quarto e quinto anno con oltre 5.000 ore di attività formativa già conseguita, consentirà di colmare nella nostra regione larga parte delle carenze di organico, per giungere, nel triennio successivo, grazie al contestuale aumento delle Borse assegnate alle Scuole di specialità, a risolvere definitivamente tale gap assistenziale».

Asp Palermo: screening nel weekend in 64 comuni. 12.226 tamponi e 355 positivi

Sessantaquattro comuni coinvolti, 12.226 tamponi e 355 positivi, sottoposti nella stessa sede a tampone molecolare, come previsto dal protocollo sanitario per la verifica definitiva. E’ il bilancio della due giorni dedicata dall’Asp di Palermo allo screening di popolazione rivolto prevalentemente al mondo della scuola.
Tra sabato e domenica i medici dell’Azienda sanitaria del capoluogo hanno raggiunto tutte le località della provincia nelle quali finora non erano stati realizzati Drive In. L’attività, promossa dall’Assessorato regionale alla salute in collaborazione con le Amministrazioni comunali, si sono protratte in monte realtà ben oltre l’orario fissato per la chiusura.
Dei 12.226 tamponi effettuati nel weekend, 2.066 sono stati registrati a Palermo (alla Fiera del Mediterraneo) e 10.160 in provincia (4.731 sabato e 5.429 domenica) con rispettivamente 101 positivi in città e 254 in provincia. La maggiore adesione c’è stata sabato nel Drive In di Cinisi-Terrasini con 630 tamponi (11 positivi), ma considerevole è stato anche l’afflusso ieri a Lercara-Castronovo-Vicari (550 tamponi e 32 positivi) e Casteldaccia (494 tamponi e 18 positivi).
Dall’inizio della campagna di Screening rivolta al mondo della scuola nelle attività in modalità Drive In l’Asp di Palermo ha effettuato 39.598 tamponi (25.682 a Palermo e 13.916 in provincia) con 2.305 positivi (1.915 positivi e 390 in provincia).
Intanto procede l’attività di monitoraggio per la ricerca del coronavirus direttamente nelle scuole di città e provincia. Finora sono stati 2.322 i tamponi effettuati dai medici dell’Usca scuola dell’Asp e 18 i positivi. Qui di seguito il calendario della settimana:

 

Coronavirus Italia, il bollettino del 22 novembre: 28.337 nuovi casi, diminuiscono i decessi

Sono stati diramati i dati delle ultime 24 ore sul Coronavirus in Italia.

Come riportato nel bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute, il totale delle vittime nel Paese delle ultime 24 ore è di 562. Per quanto riguarda i nuovi contagi, nelle ultime 24 ore sono emersi 28.337 nuovi positivi (ieri +34.767). I tamponi analizzati nell’ultimo giorno sono stati circa 188mila (ieri 237.225). Rispetto a ieri il numero delle terapie intensive è aumentato di 43 unità: da 3.758 a 3.801.

 

Coronavirus Sicilia, il bollettino del 22 novembre 2020: 1.258 nuovi casi. La situazione a Palermo

Sono 1.258 i nuovi contagi registrati in Sicilia su 6.447 tamponi effettuati.

Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a domenica 22 novembre 2020. Al momento in terapia intensiva ci sono 241 (-1) pazienti, mentre in totale i ricoverati in regime ordinario sono 1.597 (+29). Le vittime, invece, sono 45 in più rispetto a ieri (1.186 in totale). Il dato dei guariti è di 14.781 dall’inizio della pandemia.
Coronavirus Italia, il bollettino del 22 novembre: 28.337 nuovi casi, diminuiscono i decessi

I nuovi positivi sono così distribuiti per province: 60 Agrigento, 102 Caltanissetta, 427 Catania, 1 Enna, 94 Messina, 420 Palermo, 61 Ragusa, 83 Siracusa, 10 Trapani.

 

COVID-19: i dati sui contagi in Sicilia. Superati i 35.000 positivi. Nella settimana il più alto numero di guariti e di decessi

L’Ufficio statistica ha elaborato i dati relativi all’andamento della pandemia in Sicilia relativi all’ultima settimana. I dati di base sono quelli riportati sul sito della Protezione Civile Nazionale.

1) Nella settimana appena conclusa i nuovi positivi sono 11597, valore più elevato dall’inizio dei controlli (il 13% in più rispetto alla settimana precedente, quando però l’incremento era stato del 21,9%). I tamponi positivi sono pari al 17,6% dei tamponi totali effettuati nella settimana (la settimana precedente erano il 16,2%).

2) il numero degli attuali positivi è pari a 37162, 8355 in più rispetto alla settimana precedente.

3) con riferimento a tutti i tamponi effettuati dall’inizio dei controlli, la percentuale di tamponi positivi sul totale dei tamponi effettuati è pari al 6% (la settimana precedente 5,1%).

4) I ricoverati sono 1838, di cui 241 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 145 unità (+24 i ricoverati in terapia intensiva).

5) il numero dei guariti (14781) è cresciuto di 2952 unità rispetto alla settimana precedente, il numero più elevato registrato in una settimana dall’inizio della pandemia. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari al 27,8% (domenica scorsa era pari al 28,5%).

6) il numero dei deceduti, pari a 1186, è aumentato di 290 unità rispetto alla settimana precedente (il numero di decessi settimanali più elevato dall’inizio della pandemia). Il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari al 2,2% (come domenica scorsa).

7) I ricoverati rappresentano il 4,9% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva lo 0,6%). La settimana scorsa erano il 5,9% (in terapia intensiva lo 0,8%).

Report completo, curato dall’Ufficio statistica del Comune su dati della Protezione Civile Nazionale: tiny.cc/Covid_Sicilia_201122

Terapie intensive Sicilia, il dirigente La Rocca: “False cartelle per non dare posti Covid”

Pur di non svuotare alcuni reparti, per destinare i posti letto ai pazienti Covid, c’è chi ha scritto nelle cartelle cliniche diagnosi inventate, ne ricordo una che parlava di tubercolosi, ma non era vero“. A dirlo all’Ansa è il dirigente generale della pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute in Sicilia, Mario La Rocca, finito nel ciclone per alcuni audio in una chat tra manager della sanità, pubblicati da ‘La Sicilia‘, e che parla di “ostruzionismo” da parte di alcuni medici per impedire l’attivazione di posti per malati di Coronavirus e di dirigenti generali di ospedali “incapaci” di applicare il piano del governo Musumeci per l’aumento dei posti.

La Rocca racconta: “Quando andai all’ospedale ‘Cervello’ di Palermo, vidi che nel pronto soccorso di pediatria c’era una sola bambina che faceva i compiti. Appurai che c’erano 6-7 accessi al giorno in questo reparto che era separato solo da una porta dall’area Covid: da lì mi arrivavano le grida disperate di aiuto dei pazienti Covid. Quella mattina il personale aveva chiesto gli straordinari e non voleva spostarsi di reparto mentre c’era chi aveva bisogno. C’era dunque la possibilità di reperire lì dei posti letto Covid ma tutto era immobile“.

Caos dati in Sicilia, La Rocca: “C’è chi non vuole pazienti positivi al Covid”

Pur di non svuotare alcuni reparti, per destinare i posti letto ai pazienti Covid, c’è chi ha scritto nelle cartelle cliniche diagnosi inventate, ne ricordo una che parlava di tubercolosi, ma non era vero”.

Sono le parole del dirigente generale della pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute in Sicilia Mario La Rocca, intervenuto ai microfoni dell'”Ansa” per chiarire la sua posizione dopo essere finito nell’occhio del ciclone per alcuni audio inviati ai manager ospedalieri in cui parla di “ostruzionismo”, da parte di alcuni medici per impedire l’attivazione di posti per malati di Coronavirus e di dirigenti generali di ospedali «incapaci» di applicare il piano del governo Musumeci per l’aumento dei posti.

Ero incavolato: dicevo ai manager di ospedali e Asp che dovevano applicare il piano della Regione destinando posti letto ai malati Covid ma non lo facevano, non avevano gli attributi per imporsi su alcuni medici: perché la verità è che ci sono medici che si stanno sacrificando dando l’anima in questa emergenza e ci sono quelli che invece non vogliono occuparsi di questi malati per potere continuare a gestire pazienti in intramoenia”.

“Quegli audio – dichiara il dirigente Mario La Rocca – erano uno stimolo ad accelerare l’attivazione di nuovi posti per i pazienti Covid. Percepivo da parte di alcuni manager la scarsa consapevolezza da un lato per l’aumento dei contagi e dall’altro per la crisi economica generale e dunque la necessità di accelerare. Mi sono reso conto che c’era anche l’incapacità da parte di alcuni a imporsi all’interno delle proprie aziende ospedaliere anche a costo di dispiacere quei medici che non volevano trasformare i propri reparti da ordinari a Covid”.

“Mentre ero a casa per il Covid, ho notato che alcuni manager di ospedali da tre settimane non facevano nulla, eppure avrebbero dovuto applicare il piano della Regione per l’attivazione di posti letto per i pazienti malati di Coronavirus. Il 4 novembre ho mandato quegli audio nella chat, due giorni dopo, avendo il tampone negativo, ho fatto il giro di alcuni ospedali a Palermo, ho trovato 100 posti in un giorno”, ha concluso il dirigente regionale.

Coronavirus, Speranza: “Da gennaio campagna vaccinazione senza precedenti”

“I primi segnali in controtendenza dopo le settimane di crescita vertiginosa del contagio si vedono, ma sono ancora del tutto insufficienti. La pressione sui sevizi sanitari è fortissima. Rt sta calando ma dovrà ancora scendere strutturalmente sotto l’1. Sola allora vedremo risultati più significativi”.

A dichiararlo è il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto a Farmacistapiù. Nonostante il report dell’Istituto Superiore di Sanità di ieri abbia registrato un calo dell’indice Rt a 1,18, Speranza, ha voluto invitare gli italiani a non abbassare la guardia confermando l’impossibilità di un allentamento immediato delle restrizioni attualmente in atto. 

Dovremo ancora resistere per una fase significativa. Guai a interpretare questi primi segnali come un liberi tutti. L’Italia, l’Europa, il mondo vincerà contro il virus. L’esito di questa battaglia è chiaro, non è in discussione- ha aggiunto il ministro – Ci auguriamo che nel più breve tempo possibile avremo grazie alla scienza, alla ricerca, anche ai dati incoraggianti delle ultime settimane, strumenti nuovi che ci consentiranno di superare questi mesi così complicati. E’ chiaro però che siamo dentro la sfida, dentro la partita, non ne siamo fuori”.

Inevitabile, infine, la parentesi vaccini:Ci sarà una campagna di vaccinazione anti-Covid nel Paese che probabilmente sarà senza precedenti e che richiederà un impegno straordinario di tutte le energie in campo. La campagna per il vaccino Covid che arriverà, si svilupperà ci auguriamo fin dalla fine di gennaio, quando appare in questo momento possibile che potremo avere le primissime dosi”.

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