Coronavirus, il bollettino in Italia del 30 aprile: è record di guariti, scendono ancora i decessi

Il Dipartimento di Protezione Civile, come di consueto, ha emesso alle ore 18:00 il bollettino ufficiale sulla situazione della diffusione e del contagio del coronavirus nel nostro Paese. Questi i dati reali aggiornati ad oggi, giovedì 30 aprile 2020.

CASI ATTUALI: 101.551 ( -3.106 )

TERAPIA INTENSIVA: 1.694 ( -101 )

DECEDUTI: 27.967 ( +285 )

RICOVERATI: 18.149 (-1.061)

DOMICILIATI: 81.709 (-1.944)

DIMESSI/GUARITI: 75.945 ( +4.693 )

CASI TOTALI: 205.463 ( +1.872 )

Coronavirus, il bollettino in Sicilia del 30 aprile: record tampone, ancora giù i contagi

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (giovedì 30 aprile), in merito all’emergenza #Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 79.669 (+4.309 rispetto a ieri), su 74.541 persone: di queste sono risultate positive 3.166 (+26), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.157 (+12), 774 sono guarite (+11) e 235 decedute (+3). Degli attuali 2.157 positivi, 441 pazienti (-8) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.716 (+20) sono in isolamento domiciliare.

Covid-19, l’aeroporto di Palermo prepara la ripresa dei voli

Gesap, la società di gestione dello scalo palermitano, ha previsto il ricorso massiccio delle operazioni di pulizia e sanificazione, con una frequenza maggiore di intervento nelle aree del terminal e in quelle dedicate al personale. Inoltre, aumenteranno le installazione per l’erogazione dei disinfettanti per le mani, prima e dopo ogni punto di contatto con e tra i passeggeri.

Sono solo alcune misure di un piano articolato messo in campo dall’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino per contenere il rischio contagio da Covid-19, in vista della potenziale ripartenza del traffico aereo.

Inoltre, saranno installate barriere fisiche per limitare e controllare, con l’ausilio di strumenti elettronici, il numero massimo di passeggeri negli spazi condivisi (gate, negozi, per esempio), al fine di prevenire il sovraffollamento.

Si farà molta attenzione sul distanziamento fisico. Passeggeri e visitatori saranno guidati dalla segnaletica verso i percorsi obbligatori in entrata e in uscita dallo scalo aereo. Gli adesivi sul pavimento indicheranno i punti di attesa turno, mentre i pannelli divisori e i codometri delimiteranno le aree. Gli annunci sonori comunicheranno a tutti le regole sul distanziamento sociale.

Il passaggio dall’aerostazione, per i flussi di passeggeri, accompagnatori, lavoratori in entrata e in uscita, comporterà dei percorsi ben definiti. In ogni ingresso/uscita dal terminal verrà installato un termoscanner per il controllo della temperatura corporea sotto il monitoraggio del personale sanitario.

I passeggeri in partenza e in arrivo dovranno utilizzare le mascherine e i guanti. Il personale aeroportuale indosserà schermi visivi in plexiglass e dispositivi di protezione individuale.

Nel giro di pochi giorni, in vista della ripresa dei voli, metteremo a punto tutti gli accorgimenti necessari per accogliere un flusso maggiore di passeggeri e contenere al meglio il rischio da Covid-19 – dice Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap – In queste ore, diverse compagnie ci stanno contattando per programmare la ripartenza. Alle misure di contenimento già in atto, aggiungiamo così ulteriori filtri e accorgimenti per distanziare i passeggeri e agev30olare i controlli sanitari. Inoltre, al tavolo nazionale con Assaeroporti – conclude Scalia – si lavora sull’applicazione dei protocolli sanitari per il contenimento della diffusione del virus nelle fasi di check-in, imbarchi e controllo passaporti; screening sanitari per i passeggeri, misure sostenibili di distanziamento sociale nel rispetto anche delle regole europee”.

Primo Maggio, a Palermo lo “Sciopero alla rovescia” dei ristoratori: cucine aperte per solidarietà

A questa ingiustizia alcuni ristoratori del centro storico di Palermo reagiscono con una grande azione solidale comunitaria per far sentire la voce di un territorio già fragile che chiede di essere sostenuto ed accompagnato in questo momento di grande difficoltà.

Credo che uno sciopero debba essere sempre, oltre che scienza, un’opera d’arte” lo disse Danilo Dolci nel 1956 quando a Partinico organizzò una forma interessante di protesta spiccatamente nonviolenta, lo “sciopero alla rovescia” per rivendicare il diritto al lavoro dei tanti operai inoccupati del tempo.

Oggi nel 2020, ispirandosi ad una figura che tanto ha dato alla nostra terra, una rappresentanza del comparto dei lavoratori della ristorazione di Palermo, fermo a causa del Covid, sceglie di riproporre tale forma di protesta decidendo di preparare 2.000 pasti per le famiglie più in difficoltà per far sentire la propria e reclamare le necessarie ed urgenti soluzioni che il governo nazionale deve mettere in atto per garantire una giusta ripartenza.

Giorno 1 maggio è la festa dei lavoratori e mentre al nord riaprono fabbriche, i motori principali dell’economia del meridione, il turismo e la ristorazione, restano nella grande incertezza rispetto alle modalità ed alle forme di sostegno che gli permetteranno di tornare al lavoro.

Mangeremo tutti insieme come in una grande tavolata, come in una grande famiglia. Festeggiamo il lavoro con la generosità e la gioia,perché lavorare a questo deve servire, a vivere bene e contribuire a una società più giusta.

Per questo nel giorno della festa dei lavoratori apriranno le cucine proprio nel centro storico di Palermo dove turismo e la ristorazione sono più duramente colpiti, i ristoranti cucineranno 2 mila piatti che più di cinquanta volontari distribuiranno alle famiglie in difficoltà nel centro storico di Palermo.

L’iniziativa è organizzata dalla Prima Circoscrizione, da Sos Ballarò e da Kala Onlus in collaborazione con Kalsa Solidale e Ubuntu.

Un contributo di 2 mila euro è stato ricavato dalla raccolta fondi “Un banco del sorriso a Ballarò“, la campagna lanciata subito dopo il lockdown per avviare azioni di supporto alimentare alle famiglie in difficoltà.

Le attività commerciali fin qui coinvolte sono: Fabrica102, Moltivolti, Ballarak, Santamarina, Il Vicolo, Balata, BissoBistrot, Le Freschette Biobistrot, Porta Sant’Agata, Quattro Mani, Osteria Mangia e Bevi, Cotti in Fragranza.

Per anni abbiamo sentito dire la frase “In Sicilia si potrebbe vivere solo di turismo“, è questa la grande industria del Sud Italia. Il centro storico di Palermo da pochi anni sta cercando di risollevarsi economicamente sulle proprie gambe, gambe fatte di investimenti economici e di scelte politiche fatte in questa prospettiva dalle istituzioni e soprattutto da tanti privati che danno lavoro a molti palermitani.

Non prevedere piani di sostegno adeguati e strategie serie per accompagnare la riapertura delle strutture che lavorano nel settore ristorativo stronca alla base un percorso che con fatica si stava provando a portare avanti nel centro storico ma anche in tuttala città, nella regione e nel Sud più in generale.

Ville e giardini Palermo: ecco l’elenco completo delle strutture visitabili dal 4 maggio

Entro il prossimo lunedì sarà attivato sul sito istituzionale un sistema di prenotazione che permetterà alle famiglie con bambini e ai cittadini con disabilità di scegliere in quale area verde recarsi.

Dal prossimo 4 maggio, così come comunicato ieri, torneranno fruibili, in modo sicuro e contingentato, i parchi e le ville cittadine. Questo l’elenco delle ville e dei giardini pubblici che potranno essere visitati Villa Giulia: via Lincoln;

L’ingresso, come spiegato, avverrà per fasce orarie tutti i giorni della settimana, compresi i festivi, con la modalità di prenotazione “oggi per domani“, per un massimo di cinque persone compresi gli adulti o gli accompagnatori.

Sono considerate adulte le persone oltre i sedici anni di età, mentre per le persone con disabilità non esiste alcuna limitazione di età: dalle 9 alle 10,30, dalle 11.00 alle 13, dalle 14.00 alle 15,30 e dalle 16.00 alle 18.00.

Questo l’elenco delle ville e dei giardini pubblici che potranno essere visitati: Villa Giulia: via Lincoln; Villa Bennici: via Bennici; Villa Garibaldi: Piazza Marina; Giardino della Zisa: via Guglielmo il Buono; Giardino Pitrè: via Pitrè; Villa Benvenuto Cellini: piazza Benvenuto Cellini; Centro Diurno Borgo Nuovo: piazza S. Cristina; Villa del Carabinieri: tra Palazzina Cinese e villa Niscemi; Villa Niscemi: Piazza Niscemi; Giardino Inglese: Via Libertà; Villa Trabia: via Salinas.

Si specifica che il Parco Uditore in piazzale Einstein sarà aperto al pubblico dal 18 maggio prossimo. Roseto/Giardino Rosa Balistreri: via Brigata Verona.

Coronavirus, Musumeci: “L’Alitalia non rispetta la distanza di sicurezza”

«Mi segnalano gravi inadempienze da parte di Alitalia riguardo alle misure di distanziamento sociale sugli aerei dalla Sicilia verso la Capitale. In particolare, sul volo Catania-Roma di stamane sarebbero stati imbarcati ben 96 passeggeri, senza la possibilità, dunque, di potere usufruire degli spazi adeguati che l’emergenza sanitaria impone. Mi auguro che si sia trattato di un episodio isolato, sia pure deplorevole e ingiustificabile. Anche perchè, invece, sul successivo volo di collegamento da Fiumicino per Milano è stato utilizzato un aereo più grande che ha consentito ai passeggeri di viaggiare più distanziati», a dirlo è il presidente della regione, Nello Musumeci.

«Su quanto accaduto stamane – conclude il presidente Musumeci – esigo un rapido chiarimento da parte di Alitalia e la garanzia assoluta che le disposizioni di sicurezza anti Covid vengano categoricamente rispettate. Si tratta di non mettere minimamente a rischio la salute della gente.Anche perchè la maggior parte delle persone che viaggia in questo periodo è costretta a farlo per motivi di salute e quindi di per sé già debilitata. Su questo saremo inflessibili e siamo pronti ad assumere eventualmente ogni iniziativa per salvaguardare i siciliani».

«Non si spiegherebbero, altrimenti – prosegue il governatore – le reiterate imposizioni delle misure stringenti per contrastare il diffondersi della pandemia. Non si giustificherebbe, soprattutto, la linea sostanzialmente di rigore sulla quale il governo nazionale ha deciso di proseguire. Qui in Sicilia c’è un’intera economia che, alla luce dei numeri assai contenuti del contagio, chiede di potere ripartire, naturalmente con tutte le precauzioni necessarie».

Coronavirus, il Sindaco di Catania sulla riapertura dei parchi: “Piccolo segno di ripresa”

“La riapertura controllata dei più grandi parchi comunali di Catania, già da lunedì, segna anche simbolicamente una ripresa delle attività in una città che non può stare ancora ferma per via di provvedimenti nazionali che non tengono conto degli indici di contagio prossimi allo zero che si registrano in Sicilia”.

Così il Sindaco Salvo Pogliese, che ha deciso di riaprire dal 4 maggio i cancelli del Giardino Bellini, dei parchi Gioeni e Gemmellaro e della Villa Pacini. L’assessore Fabio Cantarella, inoltre, ha fatto avviare intensi lavori di ripulitura e sanificazione dei più grandi polmoni verdi della città che dunque potranno essere nuovamente frequentati, evitando tuttavia assembramenti.

Dunque, dalla prossima settimana, dopo le attività di bonifica e sanificazione, verranno gradualmente riaperti anche tutti gli altri parchi cittadini.

Coronavirus, operatori turistici Isole Eolie: “Aiutateci oppure non apriamo”

Oltre 300 operatori turistici ed esercenti hanno annunciato che non apriranno le loro attività nell’immediata stagione turistica se non ci saranno aiuto economici concreti da parte del Premier Giuseppe Conte e del governatore della regione Sicilia, Nello Musumeci.

Il documento è stato firmato dai rappresentanti dei comitati “20-30” e da “AssompresEolie”, dunque da Fabrizio Famularo, Danilo Conti e Sandro Crivelli. Tra le richieste, anche “una programmazione decennale seria che consenta a tutto il comparto produttivo di rilanciarsi, con l’applicazione della Zona franca urbana; l’istituzione di un fondo economico di emergenza per le imprese; una garanzia certa rispetto al protocollo sanitario da adottare”.

 

Coronavirus, Brusaferro (Iss) annuncia: “Rt sotto 1 in tutte le regioni e meno zone rosse in Italia”

Il tasso di contagiosità Rt è sotto 1 in tutte le regioni. “La curva dell’epidemia di Covid-19 continua sostanzialmente a decrescere nel numero di sintomatici e dei casi in tutte le regioni”. Lo ha annunciato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in conferenza stampa. La curva, inoltre, “continua a decrescere sia come casi che per numero di sintomatici”. Brusaferro ha poi aggiunto che “si è ridotto il numero delle zone rosse: sono 74 comuni in 7 regioni, quindi è segno della capacità di individuare precocemente focolai e limitarli”.

Coronavirus, il premier Conte alla Camera: “Misure meno restrittive delle Regioni saranno considerate illegittime”

“Il governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata: c’è stato accurato bilanciamento di tutti gli interessi e i valori coinvolti, buona parte dei quali di rango costituzionale”. Così ha esordito il premier Giuseppe Conte, che questa mattina è intervenuto alla Camera per la prevista informativa sull’emergenza Coronavirus.

“Stiamo affrontando un’emergenza che non ha precedenza nella storia repubblica, siamo costretti a riconsiderare modelli di vita, a rimeditare i nostri valori, a ripensare il nostro modello di sviluppo. Sono giorni in cui è vivace il dibattito, anche critico, sulle decisioni assunte. La vivacità rileva la forza e la vitalità del nostro sistema democratico”, ha dichiarato Conte, che ha poi aggiunto che quello messo in campoè un modo per far ripartire al meglio la nostra economia senza battute di arresto in futuro. Un approccio non graduale e incauto porterebbe ad una recrudescenza del contagio. Il governo non può assicurare il ritorno immediato alla normalità”.

“Non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali, ma basato su rilevazioni scientifiche”, ha proseguito il presidente del Consiglio dei Ministri, che non ha usato giri di parole per ribadire che la ripresa deve essere graduale. “Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime”, ha sottolineato.

“Se il tasso R0 tornasse vicino a 1 si saturerebbero le terapie intensive entro fine anno. Un rapporto del comitato tecnico-scientifico, che non è segreto, stima che la riapertura totale al 4 maggio porterebbe a un rischio elevatissimo di ripresa del contagio. Nel mese di maggio si procederà ad effettuare 150 mila test sierologici, un campione verrà selezionato dall’Istat. Dovremo essere pronti a misure tempestive, anche restrittive” in caso di nuova crescita dei contagi. “Misure che potranno essere mirate su specifici territori”. Il premier, infine, ha garantito che “al termine delle due settimane (previste dal Dpcm del 4 maggio, ndr) avremo un quadro più chiaro e potremo procedere ad un ulteriore allentamento delle misure contenitive”. E ancora: “Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere allenteremo ulteriormente le misure assicurando l’apertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona”, ha concluso.

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