Coronavirus: in Sicilia boom di guariti e calano ricoveri e contagi

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (domenica 26 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.107 positivi, 478 pazienti (-7) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (0) – mentre 1.629 (-158) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 70.104 (+1.853 rispetto a ieri), su 65.689 persone: di queste sono risultate positive 3.055 (+35), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.107 (-165), 720 sono guarite (+196, di cui 13 ricoverati e 183 in isolamento domiciliare) e 228 decedute (+4).

Coronavirus, numeri incoraggianti a Salemi: i guariti salgono a 15, i positivi scendono a 9

“Un altro importante aggiornamento dalle autorità sanitarie. Il numero dei guariti a Salemi è salito a 15. I positivi sono scesi a 9. Nessun nuovo caso registrato al momento“. Lo ha reso noto sulla propria pagina Facebook il sindaco di Salemi, Domenico Venuti.

“I salemitani stanno dando una grande prova di maturità e questi dati ne sono la prova: i sacrifici di queste settimane non sono stati vani – ha proseguito il Sindaco -. Adesso però non dobbiamo mollare: dobbiamo essere prudenti e non cedere a facili entusiasmi. L’obiettivo è consolidare il trend per uscire quanto prima dalla fase dell’emergenza”. Salemi è uno dei quattro comuni dichiarati in Sicilia zona rossa.

Dissesto idrogeologico, arrivano i finanziamenti per il centro abitato di Agira

Il quartiere Santa Maria è la zona più antica, ma anche più vulnerabile di Agira, nell’Ennese. Il suo versante a ovest si trova ai piedi di un costone roccioso instabile e oltremodo pericoloso. È per questo che l’ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ha prima programmato, e poi finanziato, un intervento di consolidamento che giunge alla sua fase finale, dopo aver dipanato la matassa di un iter burocratico che era rimasto aggrovigliato per ben dodici anni.

La struttura diretta da Maurizio Croce, infatti, ha ultimato la gara per la messa in sicurezza di quest’area, con una graduatoria che vede in posizione di vetta la Ilset srl in virtù di un ribasso pari al 30,2%. Negli anni si sono verificati non pochi episodi di caduta massi, che hanno lambito le case e i manufatti presenti ai piedi della parete. Da un punto di vista tecnico, le soluzioni individuate consistono nella raschiatura e pulizia delle fessure sulla roccia e nel riempimento con malta cementizia sino a completa sigillatura. In seconda battuta verranno asportati i massi in equilibrio precario. Infine, si procederà con sistemi di chiodatura e tiranti attivi, oltre ad una serie di reti e di funi paramassi.

Coronavirus, negativi i 50 migranti dell’hotspot di Pozzallo: guarito il 15enne egiziano

Sono risultati negativi al tampone i cinquanta migranti ospiti dell’hotspot di Pozzallo, compreso quello del 15enne egiziano trovato positivo al suo arrivo in Sicilia.

Controlli sanitari anche sui 101 migranti arrivati da soli con un gommone nelle coste del ragusano il giorno di Pasqua e trasferiti nell’azienda agricola ‘Don Pietro’ di proprietà della Regione Siciliana, alle porte di Comiso. Su questi migranti l’Asp non ha fornito notizie ufficiali, mentre, il team di Medu (Medici per i diritti umani) – attraverso il proprio profilo Facebook – ha reso noto che “le condizioni psico-fisiche dei migranti sono generalmente buone, pur non senza alcune criticità. Tre di loro sono stati ricoverati in ospedale nei giorni scorsi per tubercolosi, mentre diversi erano i casi di scabbia al momento del loro arrivo a Pozzallo”.

Coronavirus, il presidente Musumeci: “Riaprire sì, ma gradualmente. Turismo? Apriremo all’estero se…”

“Dobbiamo riaprire gradualmente, siamo in un momento vulnerabile, e bisogna farlo nel rispetto delle regole”.

Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervistato ai microfoni di ‘Rainews24’. In merito alle risorse “si tratta di capire cosa andrà adesso alle Regioni del Mezzogiorno e alla Sicilia” poiché “al di là del numero dei contagi anche qui il sistema economico è al collasso e bisogna sostenere le imprese e aiutare le famiglie”, ha proseguito. Per quanto concerne, invece, il turismo, il governatore ha dichiarato: “Siamo una delle regioni più sicure” sotto il profilo del numero di contagi, “ma non apriamo le porte dell’isola senza cautele”, cominceremo con “il turismo autoctono”, e “si potrà anche aprire all’estero se i dati epidemiologici ce lo consentiranno”, ha concluso Musumeci.

Rinvio elezioni amministrative in Sicilia, Anci: no a commissariamento Comuni

“Il Consiglio regionale dell’Anci Sicilia ha chiesto all’unanimità che, in conformità a quanto avviene a livello nazionale, anche nella Regione Siciliana si proceda con lo spostamento, al prossimo autunno, delle elezioni amministrative in programma per il 14 giugno”.

Lo ha comunicato il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando. “Lo svolgimento del turno elettorale fra il 15 settembre e il 15 dicembre 2020 in conformità a quanto stabilito dal decreto legge del 20 aprile n. 26 deve consentire anche ai 61 amministratori dei comuni interessati di affrontare l’emergenza sanitaria e di fronteggiare l’emergenza socio-economica, oggi in corso nella nostre comunità, che potrebbe esplodere con più forza a partire dal 4 maggio. Si tratta di seguire anche in Sicilia un percorso lineare che non legittima alcuna forma di indebito commissariamento”, si legge in una nota.

Coronavirus, Caltagirone: trasferiti gli ospiti della casa di riposo

Una notte di lavoro. Una straordinaria operazione realizzata dagli operatori del 118 e dai volontari dell’emergenza. Dopo aver sentito il sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo e il team messo a disposizione dall’Asp di Catania, si è deciso di sgomberare la casa di riposo “Don Bosco” e trasferire tutti i suoi ospiti“, afferma l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

Grazie – prosegue il componente del governo Musumeci- per la professionalità dimostrata a tutti gli operatori Seus e ai medici e infermieri impegnati nell’azione. Grazie a volontari, alla Croce rossa italiana, che ha partecipato alle operazioni con l’unità di biocontenimento. Sono immagini di grande professionalità – conclude – che rendono onore a una giornata che deve unire tutti gli italiani nel sentimento di amore per la nostra Patria“.

Complessivamente sono state trasferite 24 persone nei plessi Covid di quattro ospedali del Catanese: 7 al ‘Gravina’ di Caltagirone, 7 al San Marco, 5 al Garibaldi e altrettanti al Cannizzaro, questi ultimi nosocomi della città di Catania. Le operazioni si sono concluse alle 5.50 di stamane.

Coronavirus, in Sicilia sempre più guariti e calano i ricoveri: il nuovo aggiornamento

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (sabato 25 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 68.251 (+3.086 rispetto a ieri), su 64.892 persone: di queste sono risultate positive 3.020 (+39), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.274 (-46), 524 sono guarite (+81, di cui 24 ricoverati e 57 in isolamento domiciliare) e 224 decedute (+6).

Degli attuali 2.274 positivi, 485 pazienti (-8) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (+1) – mentre 1.787 (-40) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Questa, invece, la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 116 (15, 21, 11); Catania, 670 (107, 195, 78); Enna, 302 (133, 67, 28); Messina, 402 (98, 83, 45); Palermo, 372 (70, 48, 27); Ragusa, 75 (6, 6, 6); Siracusa, 96 (50, 82, 23); Trapani, 110 (6, 20, 5).

Coronavirus, Musumeci: “No al rientro dei detenuti pericolosi”

Esistono ragioni di sicurezza, di ordine pubblico e di buon senso per dire no al rientro di alcuni detenuti pericolosi nei luoghi dove vivevano e dove hanno commesso gravi reati”, lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, alla luce dei casi Bonura, Iannazzo, Sansone e, per ultimo, Zagaria. Tutti detenuti condannati per mafia che hanno lasciato la cella in considerazione del loro stato di salute raggiungendo le rispettive abitazioni.

Il governatore siciliano si rivolge al premier Conte e ai ministri dell’Interno Lamorgese e della Giustizia Bonafede, affinchè si valutino misure alternative alla scarcerazione.

“Ecco perché – aggiunge Musumeci –  certe decisioni lasciano sbigottiti. E l’incredulità che provano alcuni magistrati, da sempre in prima linea, è la stessa che sta provando la gente comune. Se proprio si rende necessario assegnare agli arresti domiciliari personaggi mafiosi di spessore, allo scopo di decongestionare le carceri in questo periodo di epidemia, si prendano assolutamente in considerazione soluzioni diverse“.

Per Musumeci “la Sicilia è una terra che oltre ad avere pagato un altissimo tributo al potere mafioso, in termini di vite spezzate e di sviluppo negato, non può assolutamente correre il rischio che il ritorno a casa di alcuni boss, sia pure con tutte le restrizioni e i controlli del caso, riaccenda chissà quali dinamiche di potere all’interno delle organizzazioni criminali“.

 

Coronavirus, risultata positiva infermiera dell’ospedale ‘Gravina’ di Caltagirone

E’ risulta positiva al Covid-19 un’infermiera dell’ospedale “Gravina” di Caltagirone. Immediatamente attivate, fa sapere il nosocomio, tutte le misure di sanificazione e contenimento previste. Ad essere sottoposti al tampone tutti gli operatori del reparto dove l’infermiera presta servizio.

Nei prossimi giorni sarà completato lo screening per Covid-19 di tutto il personale del presidio, già avviato nelle settimane precedenti. Nello stesso ospedale, nel frattempo, tre pazienti sono guariti dal Covid e sono stati dimessi oggi: si tratta di un uomo di 59 anni e due donne, di 61 anni e 71 anni, tutti residenti nel Calatino.

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