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Nuovo Dpcm, il sindaco Leoluca Orlando: “Governo faccia chiarezza su Sicilia”

“I comuni siciliani ritengono essere assolutamente prioritaria la salvaguardia del diritto alla salute. Ciò premesso, crea molti interrogativi l’affermazione del Presidente della Regione Siciliana che ha dichiarato di non essere stato sentito e di non aver potuto illustrare i dati della situazione in Sicilia”. Lo ha dichiarato in una nota il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando.

“Per rispetto istituzionale di tutti e per quanto ci riguarda per rispetto istituzionale degli Enti Locali, chiediamo al Governo regionale di conoscere i dati forniti e chiediamo un immediato chiarimento da parte del Governo nazionale. Con pari forza si ribadisce la richiesta di adeguati e immediati interventi di ristori”.

Perché la Sicilia è zona arancione? Ecco i 21 indicatori su cui si è basato il Governo

l nuovo Dpcm firmato dal Premier Giuseppe Conte entrerà in vigore nella giornata di domani.

Il presidente del Consiglio dei ministri, nella giornata di ieri, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus. L’Italia, dunque, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

La Sicilia è stata inserita nella zona arancione. Per stabilire la fasce e il grado di rischio sono stati presi in considerazione ben 21 indicatori. Di seguito, i parametri utilizzati dal governo nazionale per individuare le tre aree.

1 – Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
2 – Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
3 – Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
4 – Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
5 – Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
6 – Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).
7 – Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
8 – Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
9 – Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
10 – Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.
11 – Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
12 – Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.
13 – Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
14 – Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione). 7
15 – Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
16 – Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
17 – Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
18 – Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
19 – Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
20 – Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
21 – Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

Sicilia zona arancione, Musumeci: “E’ irragionevole, c’è pregiudizio. Il mio messaggio ai siciliani”

“La Sicilia in zona arancione è una scelta ingiusta e irragionevole”.

Parola di Nello Musumeci. Il presidente della Regione Siciliana, intervistato ai microfoni del ‘Giornale di Sicilia’, contesta la scelta di inserire la Sicilia in zona arancione. “Ho avuto un colloquio telefonico con il ministro della salute Roberto Speranza e gli ho contestato la scelta. Ho mostrato tutto il mio dissenso ed ho chiesto di conoscere quali sono i dati sui quali viene elaborata questa destinazione. Anche perché, come è noto, in Sicilia da diverse settimane abbiamo promosso una serie di iniziative finalizzate ad individuare e isolare i positivi. Abbiamo elaborato piani di ampliamento e di dotazione dei posti letto assolutamente chiari e fattibili, realizzabili, concreti e non fumosi. Una zona arancione non crediamo di doverla meritare se guardiamo al resto della penisola. Un dato per tutti, oggi la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila”, sono state le sue parole.

RISPETTO – “Noi governatori abbiamo detto in più occasioni che ci aspettiamo maggiore rispetto, maggiore apertura al confronto e al dialogo. Inutile riunire la conferenza in seduta permanente se dopo ore e ore di discussione non una delle proposte delle Regioni viene inserita. C’è un atteggiamento di pregiudizio che non fa bene alla Nazione e che cozza con gli auspici del Capo dello Stato. Rimane ferma la nostra richiesta che il governo prima di deliberare sui lockdown parziali o totali delle singole regioni deve adottare i provvedimenti di ristoro delle categorie che ne usciranno fortemente penalizzate. In Sicilia parliamo di centinaia e centinaia di migliaia di imprese”.

SECONDA FASE – “Abbiamo lavorato bene e stiamo facendo il possibile anche in questa seconda fase. Siamo pronti ad ogni evidenza, gestiamo e controlliamo con costanza l’evolversi della pandemia ogni giorno. Rispetto alla prima fase adesso c’è un’area di dissenso che viene dal territorio e che rende tutto più difficile. La gente non ha la stessa paura che aveva nella scorsa primavera e quello che accade in Sicilia, seppure con atteggiamenti diversi, avviene in altra parte d’Italia”.

EPISODI DI VIOLENZA – “Non bisogna mai sottovalutare gli umori che arrivano dal territorio e l’ho ripetuto al ministro Speranza. Il binomio è ‘chiusura uguale sostegno’. Ed è un binomio inscindibile. Lo Stato può, per tutelare la salute, chiedere ad una parte dell’Italia fermarsi. Ma insieme a questo diritto ha il dovere di consentire alla parte che si è fermata di potere vivere e mettere un piatto di pasta a tavola”.

VIRUS E MEDICI – “È la più feroce pandemia che si sia registrata negli ultimi 100 anni. La conosciamo meglio e stiamo adottando tutte le misure per fronteggiarla. Abbiamo bisogno di personale specialistico, medici e infermieri. Abbiamo pubblicato il bando con il quale stiamo reclutando migliaia di operatori che andranno in campo in pochi giorni. Alcuni sono già stati contrattualizzati, altri stanno per esserlo. Abbiamo provveduto a mandare in trincea i giovani specializzandi attraverso una convenzione sottoscritta con le tre università statali. Non c’è nulla che non sia stato previsto in estate e non sia stato fatto in queste settimane. Anche la dotazione di tamponi rapidi è già nella nostra disponibilità e l’esperienza che stiamo vivendo a Palermo con il tampone in modalità drive in è una esperienza che giudichiamo positiva e che fa emergere una quantità di cittadini contagiati, ma asintomatici, che una volta isolati non diventeranno più causa di trasmissione del virus verso i propri familiari”.

DPCM E RECOVERY FUND – “Il Dpcm che spazio lascia alla Regioni? Possiamo stringere ulteriormente le norme ma non credo che ci siano le ragioni per poterlo fare. Il Recovery Fund destina 20 miliardi di euro alla Sicilia? Confermo la confusione da Roma: stiamo attendendo sulla materia notizie chiare, precise e puntuali che ancora non arrivano. Cosa mi sento di dire ai siciliani? Non servono le bugie e non serve neppure drammatizzare, sappiamo che dobbiamo convivere con questo pericoloso virus, ma sappiamo che possiamo neutralizzarne gli effetti se osserviamo scrupolosamente le norme. I siciliani sanno che si possono fidare di questo governo regionale. Lo hanno già sperimentato nella prima fase di questa triste avventura”, ha concluso Musumeci.

Sicilia, Scavone: “Lavoro agile anche per Pip, Asu e Rmi”

La previsione di contenimento della diffusione del contagio da Covid-19 attraverso l’uso di idonei strumenti (smart working e altri) si estende anche ai soggetti del Bacino Pip emergenza Palermo e ai soggetti utilizzati sia in attività socialmente utili che nei cantieri di servizio già percettori del reddito minimo di inserimento“. Lo afferma l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, facendo riferimento a un’apposita nota scritta ieri dal dipartimento Lavoro a tutti gli enti utilizzatori di lavoratori in attività di interesse pubblico o sociale. “Tenuto conto dell’aggravarsi della situazione epidemiologica, in considerazione che è assolutamente prioritaria la salute nei luoghi di lavoro e per potere organizzare al meglio i suddetti lavoratori – ha affermato ancora l’assessore al Lavoro – si rende noto che la gestione della presenza, del lavoro agile o della turnazione dei soggetti Pip, Asu e Rmi è rimessa alla valutazione discrezionale degli enti utilizzatori sulla base delle proprie esigenze organizzative“.

Sicilia “zona arancione”: ecco tutte le istruzioni e le regole da seguire da venerdì

Ieri è stato firmato il nuovo Dpcm in vigore dal 6 novembre e valido fino al 3 dicembre. La Sicilia, secondo i 21 parametri stabiliti nel Dpcm, rientra nella zona arancione.

Ecco tutte le istruzioni e le regole sulle attività in “Zona arancione” fino al 3 dicembre per la prevenzione del Covid-19, pubblicate sul sito della Protezione Civile.

La Sicilia è zona arancione e non servirà l’autocertificazione per uscire da casa. Ma non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione o spostarsi da un Comune all’altro, tranne che per comprovate esigenze dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.

Resta libero lo spostamento all’interno del comune di residenza dalle 5 alle 22 e non occorrerà l’autocertificzione anche se è caldamente raccomandato evitare di spostarsi se non necessario.

All’interno della zona arancione, sarà vietato spostarsi da un comune all’altro. Sono ammessi gli spostamenti per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute.

In zona arancione, scattano altri divieti per bar e ristoranti. “Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta “salvo” però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all’aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi. Restano aperti parrucchieri, barbieri ed estetisti.

Per la zona arancione c’è il coprifuoco alle ore 22. Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi. Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali.

Polemica “Sicilia-zona arancione”, Razza: “Posti letto? I nostri indici di occupazione erano ben al di sotto della soglia di allerta”

Impazza la polemica sui social dopo la conferenza stampa dove il presidente del consiglio, Giuseppe Conte ha comunicato che la Sicilia si trova nella “zona arancione“, quindi una sorta di semilockdown. Contrariato lo stesso presidente della regione, Musumeci che ha definito la decisione del governo nazionale: “Assurda e irragionevole“.

Questa mattina è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che su un post pubblicato su Facebook ha scritto: “Nella mattinata di oggi mi confronterò con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità in ordine alle ragioni che hanno determinato la “zona arancione” in Sicilia. Leggo sulla stampa farneticazioni (qualche volta strumentali, qualche altra dettate dalla voglia di fare polemica a tutti i costi) in ordine all’occupazione dei posti letto in Sicilia e mi pare, quindi, indispensabile pubblicare il report settimanale utilizzato da Roma. Come vedete i nostri indici di occupazione erano ben al di sotto della soglia di allerta. E, riferendosi i dati alla scorsa settimana, essi non tengono neppure in considerazione il piano approvato dal Comitato tecnico scientifico che li aumenta ancora di più. Sono fatti, non analisi“. Nello stesso post l’assessore ha pubblicato l’immagine dove si può leggere il report dei posti letto in Sicilia.

La Sicilia trema, quattro scosse di terremoto nel giro di poche ore. La più forte al largo di Palermo

In Sicilia registrate quattro scosse di terremoto. La più intensa, di magnitudo 3.6, registrata alle 4,25 al largo della costa settentrionale della Sicilia. Secondo l’Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 5 km di profondità ed epicentro 77 km a nordest di Palermo. Le altre scosse di entità più lieve sono state registrate ieri pomeriggio nella zona di Bronte, di magnitudo 2, un’altra di magnitudo 2.2 alle 3,32 di questa notte al largo di Messina, la terza alle 5,03 alle isole Eolie di intensità 2.4.

Ragusa: neonato abbandonato nei cassonetti dei rifiuti salvato da un passante

Neonato gettato nella spazzatura a Ragusa.

Il piccolo è stato trovato ieri sera in via Saragat da un passante. L’uomo attratto da un lamento ha pensato si trattasse di un cucciolo e ha aperto il mastello, all’interno, sopra i rifiuti, c’era un neonato, avvolto in una coperta e infilato dentro un sacchetto. Il bimbo è stato subito trasportato nel reparto di neonatologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Le sue condizioni sembrano essere buone, ma, in via precauzionale, è stato posto in terapia intensiva prenatale.

 

Da Palermo a Tunisi: uomo segnalato come “soggetto pericoloso” è stato espulso dall’Italia

L’uomo di origini tunisine sarebbe sbarcato a Lampedusa, con altre 16 persone, il 18 ottobre. Segnalato dall’intelligence come “soggetto pericoloso” è stato espulso dall’Italia e rimpatriato con un volo diretto da Palermo a Tunisi.

Dagli accertamenti della Digos sarebbe risultato essere già stato respinto nel 2017 e destinatario di un provvedimento di inammissibilità nell’area Schengen inserito dalla Francia. Dal Viminale fanno sapere che si tratterebbe del nipote di un soggetto arrestato in Francia nel 2016 e sospettato di essere a capo di una cellula terroristica dell’Isis che stava progettando un attentato nel Paese.

 

Sicilia “zona arancione”, Lega Palermo: “Isola in grosse difficoltà, chiediamo intervento concreto di Musumeci”

L’inserimento in zona arancione della Sicilia è una botta fin troppo dura per l’economia della città di Palermo e di tutta l’Isola“, a dichiararlo il capogruppo della Lega a Palermo, Igor Gelarda insieme ai consiglieri Alessandro Anello ed Elio Ficarra. “Vogliamo conoscere quali sono stati i dati trasmessi dalla regione, relativamente ai 21 parametri utilizzati dal cts che hanno fatto scivolare l’Isola in fascia arancione. Vogliamo sapere se e quanto ha inciso l’alto numero di positivi e di persone in quarantena tra i clandestini giunti nell’Isola, in quello che il Governo italiano ha fatto diventare il più grande centro d’accoglienza di clandestini d’Europa, cioè Lampedusa. Ci sono regioni con molti più casi dei nostri, come Campania e Lazio, che sono rimaste in fascia gialla. Pertanto la relega in fascia arancione dell’Isola può nascere o da un sistema sanitario con troppe falle o da una scorretta valutazione dei numeri da parte del governo nazionale, o perché siamo una Regione di centro destra poco cara a questo Governo! Qualsiasi sia il motivo chiediamo l’intervento concreto di Musumeci, perché nella nostra città e nella nostra Isola non si deve morire di covid, ma neanche di fame“, concludono i tre consiglieri.

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