Archives 2020

Cassa integrazione, Musumeci chiede scusa per i ritardi

«Voglio chiedere scusa a tutti i lavoratori che attendono di potere riscuotere le risorse che spettano e so di tante sofferenze. Abbiamo ricevuto centinaia di lettere dei lavoratori e dei figli dei lavoratori. Chiedo scusa e mi assumo la responsabilità politica dell’accaduto». Con questo incipit il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa in diretta Facebook da Palazzo Orleans, la genesi dei ritardi nel pagamento della Cassa integrazione in deroga attesa da 130mila lavoratori.

«Andrò avanti – ha assicurato il governatore – per capire se c’è stata condotta dolosa. E se c’è stata responsabilità da parte di qualcuno. Se c’è stata pagherà».

Nel corso della conferenza stampa, tenuta insieme all’assessore al Lavoro, Antonio Scavone, Musumeci ha spiegato che le disfunzioni nell’espletamento delle pratiche sono state causate dalla piattaforma informatica non adeguata a gestire questa mole di lavoro e con le modalità richieste.

«C’è un contratto vigente con questa società e non possiamo farne a meno – ha sostenuto il presidente della Regione – il nostro obiettivo è di liberarci e di potere avere in Sicilia e-Servizi, che è un’azienda in house, una spalla competente. Fra sette mesi tutto sarà rivisto».Poi sono state fornite le cifre esatte delle pratiche lavorate dagli uffici.«Abbiamo trattato –ha reso noto Scavone – 27.400 pratiche in questi dieci giorni su un totale di 40mila. Siamo in teoria oltre il 50 per cento, in pratica no perché adesso ci sono altri due passaggi e l’Inps, prima di erogare le somme, si prenderà qualche altro giorno per le necessarie verifiche».

Sull’altro tema della conferenza stampa, le risorse trasferite ai Comuni per l’assistenza alimentare delle famiglie più disagiate, sono stati forniti i dati aggiornati.

«Siamo la prima Regione in Italia – ha detto Musumeci – ad avere determinato un intervento in favore delle famiglie disagiate con un impegno di cento milioni di euro. Ne abbiamo già erogati 30, i fondi vanno spalmati nel corso dei mesi: non sono cento milioni di illusioni, ma di risorse e su 390 Comuni siciliani 320 hanno già detto sì firmando la convenzione, mentre 297 hanno già ricevuto l’ok all’erogazione».

Agricoltura: il “Cappero delle Eolie” diventa Dop

Continua il percorso di qualificazione e valorizzazione delle produzioni agricole siciliane con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, questa mattina, del regolamento di esecuzione (UE 2020/624) per l’iscrizione del Cappero delle Eolie nel registro delle denominazioni di origine protetta.

Sale pertanto a 32 il numero delle Dop/Igp siciliane del food, ma soprattutto giunge a compimento il virtuoso percorso di riconoscimento, iniziato nel 2016, che ha visto l’assessorato Agricoltura impegnato al fianco di aziende e produttori per tutta l’istruttoria e le diverse fasi che hanno portato al raggiungimento di questo importante risultato.

Il disciplinare prevede la possibilità di poter coltivare capperi su tutto quanto l’arcipelago delle Eolie, il che significa incrementare una produzione fortemente redditizia, visto che il mercato ha una domanda che molto spesso non riesce a soddisfare.

Queste alcune delle caratteristiche cui dovranno rispondere i capperi e i cucunci Dop “Cappero delle Isole Eolie“: colore verde tendente al senape con striature violacee; sapore intenso e pungente; odore aromatico, forte, senza alcuna inflessione di muffa o odori estranei; calibro non inferiore a 4 millimetri per i capperi; calibro non superiore a 20 millimetri per i cucunci.

«Portare un prodotto a marchio genera quell’importante valore aggiunto che rende sostenibile, anche dal punto di vista economico finanziario, l’attività agricola – afferma l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandierail marchio comunitario rappresenta anche una significativa opportunità per i giovani che vorranno scommettere su questa produzione, ad alto valore aggiunto e deficitaria sul mercato».

Palermo, sequestrato un furgone contenente un trancio di tonno rosso di circa 50 chili. Denunciate tre persone

La Polizia Municipale, durante il controllo del territorio finalizzato al contrasto ai reati ambientali, ha sequestrato un furgone contenente un trancio di tonno rosso di circa 50 chili e denunciato tre uomini.

Gli agenti del nucleo tutela decoro e vivibilità urbana hanno intercettato il Fiat Doblò in viale Regione Siciliana all’altezza della rotonda Oreto. Insospettiti dal fatto che dal portellone posteriore fuoriuscisse del liquido, hanno fermato il mezzo. A bordo si trovavano tre uomini. All’apertura del portellone è stata riscontrata la presenza di un trancio di tonno rosso, due ramponi, un uncino, contenitori in plastica uno dei quali pieno d’acqua, tracce di gamberi, pesci e mitili.

Considerata l’inidoneità di tale trasporto per un mezzo non refrigerato e che gli uomini non hanno esibito il modello validato dall’autorità marittima che avrebbe garantito la filiera dello sfruttamento del tonno (Bluefin Tuna Catch Document) gli agenti hanno richiesto l’intervento dei medici veterinari ASP che hanno dichiarato l’inidoneità del tonno al consumo umano.

Il pesce, su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato avviato a distruzione e gli uomini, L.V. di 41 anni, P.R. di 34 anni e F.F. di 26 anni sono stati denunciati. Le sanzioni ammontano a oltre 2600 euro.

Coronavirus, zero nuovi contagi a Salemi: era una delle zone rosse della Sicilia

Zero nuovi contagi a Salemi.

Era una delle zone rosse della Sicilia a causa dell’emergenza Coronavirus e adesso ha raggiunto ‘zero contagi’: Sono state settimane difficili per la città ma siamo riusciti a venirne fuori grazie anche al lavoro dell’Asp, che ci ha dato un valido sostegno attraverso il suo dipartimento di Prevenzione, e all’impegno di tutti i salemitani che sono stati capaci di mettere in campo disciplina di comportamento e un grande spirito di solidarietà reciproca. Il risultato raggiunto è merito di tutti, adesso dobbiamo continuare con i comportamenti responsabili per evitare di tornare indietro: dobbiamo tenere alta la guardia”. Lo ha detto il sindaco Domenico Venuti.

Ad oggi, dunque, il bilancio a Salemi si chiude con 24 guarigioni e un decesso. Ci sarà da lavorare tutti insieme per la fase della ricostruzione. Continuerò a chiedere che i Comuni non vengano lasciati soli nella fase della ripresa economica, che è importante come quella dell’emergenza sanitaria. È poi necessario trovare soluzioni che accelerino l’iter burocratico di assegnazione delle risorse. Quei fondi saranno centrali, non possiamo rischiare che le lentezze burocratiche fermino le speranze di ripartenza dei cittadini e delle imprese”, ha aggiunto Venuti.

 

Coronavirus, Jesus Jaime Mba Obono finalmente a Palermo, il saluto e la solidarietà del sindaco Orlando

Un abbraccio a Jaime e alla sua famiglia. Un abbraccio dalla città e dal Sindaco che si sono adoperati per fare propri gli appelli della famiglia per sostenere questo nostro concittadino originario della Guinea, colpito dal Covid-19“, lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando commentando l’arrivo con un volo militare di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano che si trova da oggi ricoverato nel reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale ‘Cervello’ dopo aver contratto il coronavirus, in Guinea equatoriale, suo paese d’origine.

Sono grato a tutti coloro che hanno contribuito a questo sforzo importante per la tutela della vita, dal Governo nazionale all’Aeronautica militare, dalla stampa locale che ha seguito con attenzione e passione questa vicenda, alla nostra Polizia Municipale il cui comandante ha oggi accolto all’Aeroporto l’equipe medica e i militari che hanno curato il trasporto sanitario”, ha aggiunto il sindaco.

È un esempio di impegno corale e di umanesimo, che vuol dire la capacità di rispettare e far propri i diritti di tutti e di ciascuno, a partire dall’inviolabile diritto alla vita“, ha concluso Orlando.

 

Coronavirus, donna morta a Partinico: è la quindicesima vittima della Rsa di Villafrati

Una nuova vittima tra gli ospiti della Rsa di Villafrati.

Nella giornata di ieri, mercoledì 6 maggio, una donna originaria di Marineo di 78 anni è deceduta presso il ‘Covid Hospital’ di Partinico a causa di alcune complicazioni respiratorie. Si tratta del quindicesimo decesso legato alla residenza sanitaria assistenziale di Villafrati, diventato un vero e proprio focolaio con più di 70 casi di positività al Coronavirus.

 

Italiano trasferito a Palermo dalla Guinea, la moglie: “Grazie a chi ci sta aiutando”

“Sono distrutta, stremata, ora anche io ho bisogno un po’ di riposo, ma ce l’abbiamo fatta grazie a questa zattera di salvataggio che è stata spinta grazie alle mani di tutti coloro che mi hanno aiutato“.

Lo ha detto all’ANSA Chiara Beninati, moglie di Jesus Jaime Mba Obono, l’informatico di 49 anni, cittadino italiano, arrivato questa mattina con un volo militare a Palermo, dopo aver contratto il Coronavirus in Guinea equatoriale, suo paese d’origine: “Un ringraziamento speciale allo Stato italiano, la Farnesina, l’aeronautica militare, il sindaco Leoluca Orlando che questa mattina mi ha fatto venire a prendere a casa dal comandante della Polizia municipale Vincenzo Messina per andare in aeroporto. Stiamo tirando un sospiro di sollievo, mi sembra di vivere una situazione surreale, ora ci affidiamo ai medici, a Dio e alla Madonna“.

Il marito, in gravissime condizioni, è ricoverato nel reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale ‘Cervello’: “Il paziente è arrivato con una disfunzione multiorgano ed affetto da coronavirus. E’ in condizioni molto critiche e lo stiamo trattando e sottoponendo anche a dialisi. Queste sono le ore più complicate, ma noi non disperiamo”. Lo ha comunicato il primario del reparto di terapia intensiva e rianimazione Baldo Renda.

 

 

Fase 2, in Sicilia più libertà negli spostamenti: la nuova circolare della protezione civile

Attraverso una circolare, la protezione civile regionale ha fornito ulteriori chiarimenti legati al decreto firmato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per l’avvio della Fase 2 nell’Isola. Per quanto riguarda le “seconde case”, una volta trasferiti, ci si può spostare anche da lì per lavoro e altre urgenze. Inoltre nei giorni feriali si potranno raggiungere queste abitazioni al fine di compiere “opere di manutenzione”. Per quanto concerne gli spostamenti, inoltre, ci si potrà recare in un altro comune anche per acquistare generi di prima necessità, pure alimentari. Dunque, si potrà uscire dal proprio comune anche per fare la spesa. Sono consentiti i traslochi (regolamentato dai codici), gli addestramenti cinofili all’aperto, la pesca sportiva e la manutenzione dei natanti anche fuori dal proprio comune, nei mercati all’aperto (e nelle aree comunali) si posso vendere soltanto alimentari.

Come annunciato nei giorni scorsi anche dal governatore, fra i motivi di arrivo in Sicilia adesso sono indicati anche i ricongiungimenti familiari e il ritorno nelle proprie case da parte dei siciliani rimasti bloccati fuori Regione. Per chi torna restano attive le precauzioni sanitarie del controllo all’arrivo, della quarantena obbligatoria per 14 giorni anche in assenza di sintomi e del tampone a fine quarantena e l’attesa dell’esito prima di poter circolare liberamente. Sono esonerati dalla quarantena i lavoratori pendolari o quelli delle imprese ed opere edili pubbliche e private che, per motivi di cantiere, giungano da fuori regione o debbano recarsi in altra Regione e poi rientrare ma devono sottoporsi al controllo all’arrivo ogni volta che tornano in Sicilia.

 

Fase 2, da ristoranti ai parrucchieri: in Sicilia ipotesi riapertura il 18 maggio

Le Regioni potranno allentare le restrizioni prima del previsto. Nel dettaglio, in Sicilia, bar, ristoranti e parrucchieri potrebbero riaprire già il prossimo 18 maggio.

“Stiamo lavorando su bar, ristoranti e parrucchieri – ha annunciato il ministro delle Autonomie, Francesco Boccia -, ma bisogna aspettare le linee guida dell’Inail per consentire loro di operare in sicurezza. Dal 18 maggio molte attività potranno riaprire e le Regioni che decideranno di farlo senza il rispetto delle linee guida Inail se ne assumeranno la responsabilità”. Il tutto dipenderà dall’andamento della curva del contagio.

Coronavirus e migranti, in arrivo seconda nave per la quarantena in Sicilia

E’ in arrivo una seconda nave per la quarantena destinata ai migranti che sbarcano nell’Isola.

Dopo la nave traghetto ‘Rubattino’ della Tirrenia, in rada nel golfo di Palermo, una seconda nave arriverà a giorni davanti alla costa sud orientale della Sicilia. Ieri il Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, Michele Di Bari, ha informato il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna “che sono state aperte le buste di gara per l’uso di una nave che possa ospitare a bordo i migranti in quarantena”. “L’arrivo di una seconda nave è una notizia molto importante, soprattutto con l’approssimarsi della bella stagione che porterà indubbiamente ad una intensificazione degli sbarchi”, ha aggiunto il sindaco Ammatuna.

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