Archives Luglio 2020

Dissesto idrogeologico, a Tripi si progetta consolidamento abitato

Un intervento che metta in sicurezza il centro abitato del Comune di Tripi, nel Messinese, lo si aspetta da oltre dieci anni, da quando una serie di frane causò diversi danni a infrastrutture pubbliche e private e al sistema viario.

Ebbene, questa attesa, grazie all’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, termina formalmente oggi, con la pubblicazione della gara per un progetto esecutivo utile a consolidare la zona Castello e contrada San Giuseppe. Si sblocca così una situazione che, negli anni, è notevolmente peggiorata, con rischi per l’incolumità pubblica.

Previsto l’abbinamento di opere di drenaggio profondo di falda e sub-superficiali – con impermeabilizzazione di aree pubbliche e regimazione delle acque meteoriche – a lavori di carattere statico che hanno invece lo scopo di bloccare i movimenti franosi verso valle, stabilizzando l’area del pendio. Verranno realizzate, inoltre, paratie di pali collegate alla sommità da un cordolo in cemento armato e barriere paramassi. Le immagini dei grossi massi rotolati nel 2012 sulla strada provinciale 115, a poca distanza dall’ingresso nel paese, sono ancora ben vive nel ricordo dei residenti: in quella occasione, la Protezione civile e l’amministrazione comunale entrarono in azione, ripristinando la viabilità, ma era chiaro a tutti che occorreva una soluzione organica, nella direzione oggi intrapresa dalla Struttura diretta da Maurizio Croce.

Si procederà, infine, con misure di ingegneria naturalistica che consistono nella risistemazione dell’impluvio esistente con gabbioni metallici a scatola riempiti con pietrame di idonea pezzatura, nonché con la messa a dimora di cespugli e piante boschive autoctone, con funzione antierosiva.

Palermo, Reddito di cittadinanza: il Comune avvia i tirocini formativi

Ben 413 tirocini professionalizzanti attivati dal Comune di Palermo per altrettanti percettori del Reddito di cittadinanza, grazie ai fondi del PON Inclusione, per circa 2,5 milioni di euro. Sono coinvolte in tutto 23 aziende, con la mediazione di 17 enti, che avevano risposto ad un avvisi ad-hoc pubblicato dal Comune.

“Una concreta opportunità di acquisire competenze ed esperienza professionali – afferma il Sindaco Leoluca Orlando – affinché il reddito di cittadinanza sia davvero uno strumento che favorisce l’ingresso nel mondo del lavoro garantendo un periodo di autonomia. Uno strumento ancora più necessario in un momento di grande crisi economica per tantissime famiglie.”

I tirocini, che avranno la durata di sei mesi e prevedono un contributo di 3000 euro totali per il tirocinante, sarebbero dovuti partire a marzo ma a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, solo dallo scorso mese di maggio sono iniziati i primi. Le aree di formazione sono molto diversificate, dal settore manutenzione verde ai servizi di igiene e pulizia, alle funzioni di segreteria alle attività di pasticceria, cucina e ristorazione, fino all’informatica. Le selezione dei tirocinanti, che possono scegliere dove svolgere le mansioni lavorative secondo le proprie esigenze ed aspettative, viene seguita dal personale dei servizio sociale. Ogni tirocinante è seguito da un tutor. Ogni progetto avrà un costo di 6 mila euro compresa la quota per il tirocinante.

“Stiamo registrando feedback molto positivi sia dalle aziende sia dai partecipanti – afferma l’assessore Mattina – e anche per questo al momento i nostri uffici stanno verificando la possibilità di utilizzo di altre somme del fondo nazionale di contrasto alla povertà per l’attivazione di altri tirocini di questo tipo”.

Sicilia, riqualificazione Borgo Bonsignore: ok ai lavori

Aggiudicati i lavori per il recupero e la riqualificazione di Borgo Bonsignore a Ribera, nell’Agrigentino. Le opere, finanziate dalla Regione Siciliana con 2,2 milioni di euro, saranno avviate entro ottobre.

«E’ l’inizio – commenta il governatore Nello Musumeci – della prima di quattro riqualificazioni che dà seguito a una norma votata dall’Ars nel 2014 e rimasta inattuata. Un recupero non solo dell’identità culturale e di un patrimonio vincolato, ma anche un investimento per il turismo legato alla campagna». I lavori, che consentiranno il ripristino dell’impianto originario, prevedono anche la realizzazione di uno spazio culturale in cui sarà raccontata, attraverso antichi filmati dell’Istituto Luce e fotografie d’epoca, la storia e la vita della borgata.

«Il recupero di Borgo Bonsignore – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – realizza la volontà del governo Musumeci di salvaguardare la storia più recente dell’Isola e, in particolare, la memoria di un’esperienza interessante e poco conosciuta, che va letta sotto molteplici aspetti, non ultimo quello urbanistico, architettonico e artistico. Sul recupero di Borgo Bonsignore – aggiunge l’assessore – la soprintendenza dei Beni culturali di Agrigento ha posto l’attenzione avviando, sin dal 2017, la procedura di “dichiarazione di interesse culturale”. L’architettura dei borghi rurali riflette la complessità del panorama architettonico italiano degli anni Trenta, in cui convivevano le istanze del razionalismo europeo più rigoroso, con il cosiddetto stile “Novecento” che perseguiva una rilettura della tradizione».

Scheda storica sul BorgoBorgo Bonsignore – inaugurato nel 1940 e realizzato dall’Ente nazionale per la colonizzazione del latifondo in collina, a 13 chilometri da Ribera – deve il suo nome alla memoria di “Antonio Bonsignore”, capitano dei carabinieri di Agrigento, caduto in combattimento nel 1936 a Gemu Gador, durante la campagna in Africa.Si tratta di uno dei primi otto borghi rurali messi in cantiere in Sicilia con l’obiettivo di favorire la piccola proprietà contadina e combattere il latifondo. Il progetto prevedeva la presenza di un medico, una levatrice, un ufficiale d’ordine e due guardie con attribuzione anche di fontanieri, tutti con obbligo di residenza. Gli abitanti, che al momento al momento dell’inaugurazione erano appena un centinaio, in pochi anni salirono a seicento. La struttura urbanistica è costituita da un insieme di edifici disposti attorno a un’unica piazza quadrata, parzialmente chiusa da portici e dominata dalla torre del littorio, su cui si trovano anche la chiesa con la canonica, il dispensario medico, la scuola, gli uffici dell’ente di bonifica e del podestà, la trattoria, l’ufficio postale e la caserma dei carabinieri. La chiesa presenta decorazioni con vetri colorati e affreschi realizzati dal pittore futurista Alfonso Amorelli, originario di Sambuca di Sicilia, mentre le formelle in terracotta che decorano la trattoria e la scuola sono opera dell’artista Salvatore Alberghina.

Sicilia: risorse dalla Regione per la riqualificazione urbana

Dal governo Musumeci arriva nel complesso oltre un milione e 400mila per le ristrutturazioni dell’edificio di via Sallemi e dei locali della parrocchia San Giuseppe a Caltanissetta. Manteniamo l’impegno a intervenire con risorse concrete per la rivalutazione del contesto urbano della città“. Lo afferma l’assessore regionale Marco Falcone, a seguito dei decreti di finanziamento emessi dal dipartimento Infrastrutture per due interventi di riqualificazione urbana a Caltanissetta.

Quasi 800mila euro – illustra Falcone – verranno investiti nella ristrutturazione dell’edificio scuola-auditorium di via Sallemi, dando così alla città un spazio fruibile dalla cittadinanza. Altri 670 mila euro, invece, sono stati assegnati dalla Regione per la riqualificazione dei locali della parrocchia San Giuseppe, storico punto di riferimento religioso per la comunità nissena. Il Comune di Caltanissetta ha adesso sei mesi di tempo per indire le gare d’appalto e affidare degli interventi che ridaranno lustro al patrimonio urbano e religioso della città“.

Regione Siciliana: Musumeci all’Ars presenta la relazione di metà legislatura

«Posso con orgoglio affermare che parecchi obiettivi sono stati raggiunti e che altri attendono di essere attuati nella seconda metà di questa legislatura. Inutile dire che sui nostri intenti giocherà un peso la terribile epidemia che ha colpito il nostro Paese». Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha introdotto a Sala d’Ercole la sua relazione di metà mandato al Parlamento.

Un intervento di cento minuti nel corso del quale sono stati trattati e citati tutti i rami dell’amministrazione di Palazzo Orleans.

«Il mio pensiero torna alle 281 vittime del Coronavirus in Sicilia e alle loro famiglie inerti e inermi nel loro dignitoso dolore per aver dovuto persino rinunciare a un semplice funerale – ha aggiunto -. Questa epidemia, non ancora sconfitta, ha prodotto anche in Sicilia effetti disastrosi che pagheremo per molto tempo ancora ed è troppo presto per calcolare il danno sulla fragile economia della nostra isola. Bisogna attendere almeno la fine dell’anno» – ha detto il governatore.

Poi Musumeci è entrato nella vivo della relazione illustrando il bilancio dell’attività del governo dall’insediamento ad oggi.

«Una delle prime iniziative è stata l’apertura di un confronto con il governo nazionale sul rapporto finanziaria fra Stato e Regione – ha ricordato – che ha portato fra l’altro a spalmare il disavanzo in trent’anni e non in tre».

Il presidente ha citato poi diversi obiettivi raggiunti, fra i quali l’avere dato attenzione al patrimonio immobiliare,individuando 150 beni da dismettere.

«Abbiamo creato un piano di investimenti per Comuni ed ex-Province, attivando un proficuo confronto con l’Anci – ha aggiunto – abbiamo istituito l’Ufficio di coordinamento per le isole minori, abbiamo recepito le disposizioni contenute nella legge Madia stabilizzando 7.746 precari degli enti locali, abbiamo impresso un’accelerazione alle misure di sostegno agli investimenti nel settore agricolo, con particolare attenzione ai giovani imprenditori e siamo arrivati ad essere la prima regione in Italia per numero di aziende biologiche».

Nello Musumeci ha ricordato la recente istituzione da parte del ministero per il Sud delle Zes, le Zone economiche speciali.

«Sono state garantite misure di sostegno ai lavoratori delle aree di crisi di Termini Imerese e di Gela – ha proseguito – abbiamo stanziato 525 milioni di euro per eseguire 1.576 interventi per la messa in sicurezza delle scuole, abbiamo sostenuto il rafforzamento fra scuola ed università e fra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro. Abbiamo fatto ripartire gli scavi archeologici, abbiamo contribuito al restauro di 40 chiese e 10 palazzi storici».

A questo punto il governatore si è congratulato con il neo assessore Alberto Samonà ai Beni culturali per «la sua competenza, la sua sobrietà e per il suo entusiasmo».

E ancora il presidente della Regione ha sottolineato l’attenzione per il territorio e l’ambiente: «Abbiamo varato il piano di contrasto alla siccità ed un piano per la manutenzione e pulizia di circa 80 fiumi e corsi d’acqua» – ha detto. Poi l’affondo sul tema dei rifiuti in Sicilia con la ferma volontà di “scongiurare” il rilascio di autorizzazioni per nuove discariche. In questi anni, ha sottolineato Musumeci, si è assistito a «una emergenza che serve soltanto a personaggi contigui alla mafia e a burocrati infedeli», che ha dato vita a un “intreccio perverso” di interessi e a “un pericoloso oligopolio che controlla circa l’80 per cento del trattamento dei rifiuti».

In questo quadro, ha aggiunto, la politica ha avuto un ruolo “assente e talvolta acquiescente“. Il governatore ha ribadito, al contrario, che dal 2017 la raccolta differenziata in Sicilia è passata dal 16 per cento al 42 per cento, e dunque da “meno rifiuti in discarica e meno introiti per privati“.

Musumeci ha poi parlato delle iniziative a sostegno del turismo, dello sport e dello spettacolo, settori particolarmente colpiti dagli effetti dell’emergenza Covid 19. Poi ha ricordato l’assunzione di circa 7.500 operatori della sanità siciliana, ed ha assicurato l’impegno per la stabilizzazione, nello stesso settore, di circa 250 precari storici, confermando anche che il governo sta valutando la possibilità di realizzare un ospedale a Lampedusa, isola definita “avamposto d’Europa”.

Nella relazione c’è stato spazio anche per un elenco di interventi per i porti siciliani e per le infrastrutture avviato dal governo regionale. Il governatore ha poi annunciato l’impegno del suo governo per modernizzare la Sicilia con la realizzazione di un porto hub capace di intercettare il traffico commerciale nel Mediterraneo e il necessario avvio della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. In conclusione il ringraziamento al personale sanitario, ai volontari, alle forze armate, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e a tutta la comunità siciliana che «mai come in occasione dell’emergenza Coronavirus ha saputo essere ossequiosa delle regole a difesa della propria salute e di quella degli altri».Infine, dopo aver citato Giuseppe Mazzini con il suo storico ammonimento “L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”, e ricordato l’esempio dei presidenti della Regione Rino Nicolosi e Piersanti  Mattarella, ha lanciato un appello al Parlamento e alle forze politiche: «Serve un clima meno avvelenato, un linguaggio meno violento dentro e fuori dal Palazzo. Lo dico a tutti e, per primo, ame stesso, senza pregiudizi né preconcetti. Ognuno nel proprio ruolo, ma tutti consapevoli che abbiamo il dovere di cambiare la Sicilia e per farlo abbiamo ancora del tempo davanti, sciuparlo sarebbe un suicidio».

Erice, percorsi per non vedenti: stop alle piste tattili

I percorsi tattili per non vedenti, la cui posa in opera nel centro storico di Erice era stata avviata negli scorsi giorni, sono stati già rimossi e si sta provvedendo al ripristino del basolato originario.

Si conclude,così, in pochi giorni una vicenda che, se passata inosservata, avrebbe provocato una ferita insanabile alla preziosa cittadina medievale. Le opere, realizzate dall’amministrazione comunale di Erice, riguardano la posa in opera di percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti, della larghezza di 40-50 centimetri, realizzati in pietra bianca – Loges, acronimo che sta per Linea di orientamento, guida e sicurezza – che utilizzano superfici dotate di rilievi con un codice informativo facilmente rilevabile attraverso la pressione del piede. Il percorso in fase di realizzazione era stato creato anche come percorso di emergenza per il raggiungimento di luoghi di riunione in caso di calamità naturali.

«Ho dato immediate disposizioni agli uffici – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà – di verificare la fondatezza delle proteste che mi sono state consegnate da cittadini e consiglieri comunali di Erice e di intervenire a salvaguardia del prezioso gioiello medievale. Il soprintendente di Trapani, intervenuto tempestivamente nel cantiere, ha riscontrato la difformità delle opere rispetto al progetto autorizzato nel 2015 ed ha bloccato i lavori disponendo la rimozione del camminamento in pietra bianca e il ripristino del selciato che dovrà essere riportato alle condizioni originarie. Non è in discussione – dice l’assessore Samonà – la necessità di effettuare interventi a tutela dei cittadini con deficit visivi, ma delle modalità e delle tecniche usate per realizzare l’opera. E’ indubbio che in contesti soggetti a tutela ogni intervento deve essere valutato soprattutto sotto il profilo dell’impatto architettonico».

Turismo, Musumeci afferma: “La delegazione Onu venga in Sicilia”

“Sin da ora rivolgo l’invito alla delegazione Unwto dell’Onu di venire in Sicilia. L’esclusione della nostra Isola dal programma originario – sono certo – è solo frutto di una svista o dettata dalla ristrettezza di tempo”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Non si potrebbe capire l’Italia, infatti, senza vedere la Sicilia. È qui la sintesi di tutto. Saremo, quindi, lieti di accogliere gli ospiti e accompagnarli nel loro giro, alla scoperta delle testimonianze più significative di una Terra che fu culla di civiltà nel Mediterraneo”, lo ha affermato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nel giorno in cui il segretario generale del Unwto Zurab Pololikashvili, accompagnato dal direttore Europa dell’organizzazione, Alessandra Priante, saranno in Italia per lanciare il #RestartTourism mondiale con l’obiettivo di far ripartire in sicurezza questo settore così vitale e determinante dell’economia italiana e mondiale.

Sicilia, dissesto idrogeologico: a Gela completati i lavori sul lungomare

Completati i lavori finanziati dalla Regione Siciliana per la messa in sicurezza del lungomare di Gela.

Le opere sono state realizzate in tempi brevissimi e hanno consentito di eliminare il pericolo incombente nel tratto che va dal versante a monte al Porto Rifugio. La necessità di un intervento immediato si è manifestata a fine marzo, quando a seguito delle abbondanti piogge, si è verificato uno smottamento di terreno che ha invaso parte della carreggiata stradale.

Immediata l’attivazione del governo Musumeci, con l’assessorato regionale alle Infrastrutture e con l’Ufficio del Genio civile di Caltanissetta. I lavori sono stati appaltati agli inizi di maggio e realizzati in poco di più di un mese. La ditta aggiudicataria ha provveduto alla risagomatura e profilatura del pendio interessato, alla posa in opera di gabbioni metallici di rete in acciaio zincato, al posizionamento resistente e adatto alla zona marina, al drenaggio e al convogliamento delle acque di monte per l’eliminare l’immediato pericolo che poteva manifestarsi e consentire la riapertura della strada.

La zona interessata, peraltro, si trova sopra l’unica importantissima strada di transito lungo la litoranea che collega a ovest il quartiere Macchitella e a est l’area industriale. Strada che tra l’altro è considerata via di fuga in caso di incidenti che si dovessero verificare nello stabilimento Petrolchimico dell’Agip. Il tratto interessato dal dissesto idrogeologico riguarda una vasta zona sormontata da un’area sulla quale insistono alcuni fabbricati di civile abitazione.

Soddisfatto il presidente della Regione Nello Musumeci:  «Ancora una volta – sottolinea – siamo riusciti a intervenire con tempestività per garantire la sicurezza e la viabilità in una zona strategica della Sicilia. Il mio governo è fortemente impegnato a contrastare il dissesto idrogeologico spesso causato da decenni di incuria dell’uomo e da irresponsabilità dei governi e delle amministrazioni passate».

Fase 3, convenzione Irfis-Banca Intesa per fondo perduto alle Pmi

Si ampliano gli interventi finanziari messi in campo dalla Regione Siciliana per aiutare le piccole e medie imprese ad affrontare l’emergenza economica provocata dall’epidemia di Covid-19. L’Irfis-FinSicilia, la finanziaria regionale che gestisce il “Fondo Sicilia” messo a disposizione dalla Regione, ha sottoscritto una convenzione anche con Banca Intesa-San Paolo per erogare alle aziende finanziamenti a fondo perduto. Lo annuncia l’assessore all’Economia, Gaetano Armao.

«Questa convenzione, che si aggiunge alle altre sottoscritte, rafforza l’offerta di credito per per le imprese che operano sul nostro territorio. La priorità del governo Musumeci è quella di far ripartire l’economia dell’Isola stremata dall’emergenza Covid e per farlo le imprese hanno urgente bisogno di liquidità – dice il vicepresidente della Regione, gaetano Armao – ringrazio per la collaborazione il presidente dell’Irfis, Giacomo Gargano e il direttore regionale di Banca Intesa, Pierluigi Monceri».

Le imprese danneggiate dal “lockdown” e che hanno urgente bisogno di liquidità possono rivolgersi anche a Banca Intesa per avere prestiti fino ad un massimo di 100 mila euro, usufruendo di un notevole abbattimento del costo del denaro.

Avranno diritto, infatti, a un contributo regionale a fondo perduto, pari ad un minimo del 5% dell’importo (fino a 5 mila euro), che sale all’8% (fino a 8 mila euro) se il preammortamento è di almeno 12 mesi.

Le aziende, per ottenere il contributo a fondo perduto, dovranno presentare le domande alla Banca. Una volta ricevuta la comunicazione da parte della Banca dell’erogazione del finanziamento, l’Irfis concederà, in una o più unica soluzioni, il contributo a fondo perduto sul conto corrente dell’impresa.

Falcone: “A breve piena capienza degli aliscafi”

Stiamo valutando di ripristinare a stretto giro la capienza originaria degli aliscafi per assicurare, così, di nuovo a pieno regime i collegamenti fra la Sicilia e le Isole minori. Preso atto, infatti, del crescere della domanda turistica e di mobilità e del disagio sempre più pesante per abitanti, imprese e visitatori, abbiamo già autorizzato in questo fine settimane delle corse aggiuntive su Ustica e Isole Egadi. Il prossimo e imminente passo sarà il pieno recupero della capacità di linee e mezzi, così come già avvenuto in altre parti d’Italia, anche alla luce del rallentamento dell’epidemia da Covid 19 che è ormai un dato di fatto“. Lo dichiara l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone, a seguito dell’appello di Federalberghi Isole minori.

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