Nuovo Dpcm, Salvini attacca: “Governo indegno, decisioni prese su dati inaffidabili”

“Decidono della vita delle persone con dati vecchi di 10 giorni, stanno giocando a tombola”.

Lo ha detto Matteo Salvini. Il leader della Lega, intervenuto ai microfoni del ‘Corriere della Sera’,contesta le mosse del Governo nazionale in riferimento al nuovo DPCM, presentato e annunciato ieri sera in diretta televisiva dal Premier Giuseppe Conte.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

Un governo che si muove in questo modo è indegno. Hanno toccato il punto più basso degli ultimi nove mesi. Non si può accettare un presidente del Consiglio che va a parlare in tv alle 20 decidendo della vita e della morte delle persone e delle aziende senza rendere conto a nessuno e lo fa con dati vecchi di dieci giorniIntanto in alcune regioni la situazione è migliorata, anche grazie ad alcune scelte ad hoc degli amministratori locali, e in altre peggiorata. A me pare che stiano giocando a tombola“. “Sono in totale confusioneNon ci vedo malafede, piuttosto incapacità. Una parte del governo vuole chiudere tutto, un’altra non vuole bloccare niente e un’altra ancora è per un po’ e un po’. Ha vinto la confusione. Quando prendi decisioni pasticciate fai solo danni. Viene fuori la scemenza che tutti avete visto. Conte mi è parso confuso, incerto. Qui non ha vinto nessuno, ha perso il Paese perché si spacca l’Italia e non si risolve né si allevia l’emergenza sanitariaPrendiamo la Campania. Sento appelli drammatici di medici e scienziati e vedo che è stata inserita nella zona gialla. Mi fido di tutti ma non di quello che arriva dal governo. Chi gestisce quei dati? E poi perché non sono stati coinvolti i governatori? Hanno fatto un sacco di proposte che il governo ha ignorato. A partire da quella di prendere provvedimenti omogenei per tutto il Paese. Il Parlamento deve nominare un Comitato tecnico scientifico di sua fiducia. I consulenti del governo non ne hanno azzeccata una. Facciamo spazio ai PalùZangrilloBassetti”, ha concluso Salvini.

Covid-19 Sicilia, Lega: “Schierare medici di base per visite e tamponi”

In Sicilia le strutture sanitarie sono in affanno a causa della corsa in ospedale, chi non ha sintomi gravi va curato a casa dai medici di base e dai pediatri”. Lo affermano il segretario regionale della Lega Sicilia Salvini Premier, Stefano Candiani e il capogruppo all’Ars del Carroccio Antonio Catalfamo.
Il lievitare del numero dei positivi al covid-19 – spiegano Candiani e Catalfamo – sta mettendo a dura prova tutto il sistema sanitario e ospedaliero pubblico, con i presidi prossimi al collasso. È necessario che vengano subito applicate, attraverso il Commissario per l’emergenza sanitaria della Regione Siciliana, tutte le misure idonee per mettere i medici di medicina generale, i medici di continuità assistenziale e i pediatri di libera scelta nelle condizioni di poter non solo eseguire i tamponi ma non lasciare a casa abbandonati coloro che risultano positivi“.

La proposta è stata elaborata dal dipartimento salute della Lega Sicilia: “l’apporto dei medici di base e dei pediatri – spiega Antonio Purpari responsabile del dipartimento salute del partito di Salvini – considerata la loro presenza capillare sul territorio è fondamentale per fare fronte alla grande massa di positivi che con il passare delle ore stanno sempre più intasando gli ospedali. È chiaro che questa scelta debba necessariamente passare da un tavolo di confronto immediato tra medicina territoriale e istituzioni, si tratta infatti di un’azione articolata che richiede risorse economiche, in parte già previste dall’ultima intesa tra queste categorie e il ministero della Salute, ma anche la fornitura di dispositivi di protezione e di un numero di test adeguati. Andrà anche rafforzato il lavoro dei laboratori degli ospedali per metterli nelle condizioni di processare i tamponi fatti a domicilio”.
Inoltre sono necessarie regole chiare per quei medici che devono andare al domicilio se chiamati ma che prevedano anche degli esoneri per i professionisti più anziani e con condizioni particolari di salute” conclude il responsabile sanità della Lega.

Palermo, Orlando porta a casa la fiducia dei suoi: “Le minoranze hanno dimostrato di non avere una visione condivisa”

Ha portato a casa la fiducia della sua maggioranza il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Infatti, a distanza di diversi mesi, si è tenuta una seduta di consiglio comunale in presenza, dove sul tavolo c’era la mozione di sfiducia al primo cittadino, promossa dalle opposizioni presenti a Sala delle Lapidi. Le votazioni finali hanno favorito il sindaco: 19 favorevoli, 20 contrari e 1 assente.

Durante la conferenza stampa che il sindaco ha tenuto dopo la seduta ha dichiarato: “Le forze di minoranza hanno dimostrato che non hanno una visione condivisa, il dibattito in Aula è stato imbarazzante perché è stato un continuo prendere le distanze, e di soggetti che avevano firmato un unico documento che avevano dichiarato essere un documento politico, dopodiché c’era chi si vergognava che ci fossero i 5 stelle, c’è chi si vergognava che ci fosse la Lega di Salvini, c’era chi rivendicava di essere diverso da Salvini e 5 stelle. Sostanzialmente è quella che si chiama un’alleanza per distruggere e per consegnare per un anno a un commissario nominato dal governo regionale l’Amministrazione della più grande città della Sicilia, questo sembra che sia la negazione della politica per chi ritiene che questa si fondi sulla democrazia. Credo che la tenuta della maggioranza sia stata inossidabile, c’è stata una consigliera che per motivi di salute ha chiesto di poter votare a distanza, quindi, 21 eravamo e 21 siamo ma soprattutto soprattutto 24 dovevano essere a votare la mozione di sfiducia ma si sono fermati a 19, pensavo addirittura che non arrivassero a 19“.

Sulle problematiche della città sollevate dai vari consiglieri ha detto: “Sono convinto che a Palermo abbiamo diversi problemi, forse qualcuno non se ne è accorto, ma per risolverli dobbiamo non modificare la visione del progetto, perché se rinunciamo alla visione andiamo all’accattonaggio. Il senso di questa visione è il rispetto della persona, dei diritti umani. Ma mi sono reso conto che dietro ogni problema che abbiamo affrontato c’è un’ossessione: c’è l’ossessione della Ztl, quella dell’accoglienza dei migranti, quelle dei diritti alle coppie omosessuali, ecco credo che dietro ognuna di queste censure c’è da una parte l’inadeguatezza perché vogliamo sempre migliorarci”.

Sulla questione allagamenti: “In tutta Italia c’è la questione del rischio allagamento quando piove, soltanto a Palermo il ministro Salvini chiede le dimissioni di Orlando. O solo a Palermo – afferma con tono sarcastico – si protesta per la piste ciclabili, ma leggete le proteste degli automobilisti a Milano per la stessa ragione, o per le zone pedonali c’è qualcuno che protesta, ma noi non ci fermiamo e abbiamo trovato il modo di collegare le pedonalizzazioni alle attività economiche. Entro questo mese proporremo al consiglio comunale l’esenzione all’80% di tutte le imposte comunali (Tari, Tosap, imposta pubblicità) attraverso alcuni fondi della regione che li deve materialmente erogare, ma questo significa che si sospende il pagamento il tempo che la Regione provvede ad accreditare queste somme. Per il resto non mi sento apposto con la città se non completo alcune cose che vanno completate ed è questo il senso di questa coalizione che mi sembra che oggi sia uscita compatta, deludendo qualche presunta aspettativa infondata dei 19“.

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Palermo, Salvini stronca Orlando: “È l’ultimo sindaco d’Italia, sa solo insultare. Si dimetta!”

Prosegue la querelle tra Matteo Salvini e Leoluca Orlando.

Palermo, mercoledì pomeriggio, è stata investita da un violento alluvione che ha causato gravi danni. Un gran numero di automobili, infatti, è stato completamente sommerso dall’acqua, soprattutto nella zona di viale Regione Siciliana e via Leonardo da Vinci, dove sono presenti diversi sottopassi, divenuti trappole per i cittadini. Il traffico nelle vie del capoluogo è ancora paralizzato e, nelle ultime ore, i vigili del fuoco, che stanno completando le operazioni necessarie a fare sì che venga ristabilita la normale viabilità, hanno escluso la presenza di eventuali vittime, a differenza di quanto si era ipotizzato inizialmente.

A seguito di quanto accaduto nel giorno del festino di Santa Rosalia, il leader della Lega si è scagliato a più riprese contro il primo cittadino del capoluogo siciliano, invitandolo attraverso una nota a dimettersi: “Il sindaco Orlando, ultimo assoluto in Italia per gradimento dei cittadini secondo i dati de Il Sole 24 Ore, perde pezzi e passa il tempo a insultare me e la Lega. Dimissioni! Nelle ultime ore, si è dimesso l’assessore ai Cimiteri. Quindici giorni fa – conclude Salvini – aveva annunciato l’addio anche l’assessore alle Culture”.

Leoluca Orlando, a poche ore dal nubifragio, si era già prontamente difeso dalle accuse affermando che in alcun modo si sarebbe potuto prevedere il grave episodio e, dunque, nessuna colpa è da attribuire ai disservizi delle istituzioni. Il messaggio del sindaco di Palermo tuttavia non è servito ad evitare le polemiche, soprattutto quelle derivanti proprio dagli attacchi provenienti da Matteo Salvini.

 

Caso Gregoretti, rinviato ancora il processo a Matteo Salvini: i dettagli

Slitta ancora, a causa dell’emergenza Coronavirus, l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per sequestro di persona dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per la gestione nello sbarco di 131 migranti bloccati a bordo di nave Gregoretti, della Guardia Costiera italiana, da 27 luglio al 31 luglio 2019, quando giunse l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano. Il presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, ha rinviato l’udienza, per la terza volta, fissandola per il 3 ottobre prossimo.

Sicilia, Matteo Salvini: “Lega orgogliosa di entrare in giunta Regione”

“La Lega vuole lavorare sempre di più e sempre meglio per la Sicilia: per questo siamo orgogliosi di entrare nella giunta del governatore Nello Musumeci per occuparci di Beni culturali e Identità siciliana”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini. “Tra le altre cose avremo l’onore di gestire le soprintendenze provinciali e quella del Mare, i 14 parchi archeologici, con i teatri di pietra e i templi, per non parlare dei musei regionali e delle straordinarie biblioteche di Palermo, Catania e Messina. La Sicilia, con la sua storia e la sua cultura, è un vanto per l’Italia: siamo orgogliosi di entrare nel governo regionale, prima volta nella storia, per confermare le capacità amministrative delle donne e degli uomini della Lega, al servizio dei siciliani e del cambiamento. Primi obiettivi: basta burocrazia e più lavoro”, ha concluso.

Rischio scarcerazione per Boss mafiosi, Candiani e Gelarda (Lega):”Fatto gravissimo che colpisce al cuore i siciliani”

Lo dichiarano il segretario regionale della Lega Stefano Candiani, già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, che è intervenuto oggi in Senato sulla vicenda, e Igor Gelarda, capogruppo al consiglio comunale di Palermo, che è anche un appartenente alla Polizia di Stato.

“Il pericolo che vengano scarcerati boss mafiosi a causa dell’emergenza del covid-19 è qualcosa di inconcepibile. È qualcosa che va a colpire al cuore la dignità dei siciliani e dei palermitani in particolare”.

“Senza considerare – concludono – che queste scarcerazioni, con invio ai domiciliari, costituiscono un affronto nei confronti di quei magistrati e quegli uomini e donne in divisa che hanno pagato con il proprio sangue la lotta alla mafia”.

“Una terra – sottolineano Candiani e Gelarda – che non solo ha pagato un altissimo tributo di sangue a causa della criminalità organizzata, in termini di vittime innocenti, ma ne ha anche subito una lesione di immagine incalcolabile. Una decisione che fa torto a quei milioni i siciliani che sono sempre state persone perbene e hanno contribuito, con il loro lavoro e con le loro intelligenze, a rendere grande questa Nazione”.

Emergenza Coronavirus, il boss Bonura ai domiciliari per motivi di salute: l’ira di Matteo Salvini

Esce dal carcere Milano Opera per motivi di salute e per pericolo di contagio, alla luce dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, il boss di mafia Francesco Bonura.

Il giudice di Milano ha stabilito che Bonura può finire di scontare la condanna agli arresti domiciliari “anche tenuto conto dell’attuale emergenza sanitaria e del correlato rischio di contagio indubbiamente più elevato in un ambiente ad alta densità di popolazione come il carcere che espone a conseguenze particolarmente gravi i soggetti anziani ed affetti da serie patologie pregresse”. 78 anni e malato di cancro, Bonura si trovava al 41bis. Il giudice, inoltre, ha escluso il pericolo di fuga e ha disposto che “non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati” e che, “lo autorizza” ad uscire da casa, ogni volta che occorrerà “per motivi di salute” anche dei familiari.

Il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, ricorda il noto quotidiano, definiva Bonura “un mafioso valoroso” sottolineando che il boss, ritenuto fra i più influenti, “è stato uno degli imputati del primo maxi processo a Cosa nostra dove è stato condannato e che successivamente si è avvicinato a Bernardo Provenzano”.

SALVINI – “Una vergogna nazionale: Francesco Bonura, capomafia di Palermo e uomo di Provenzano, è uscito perché rischiava di ammalarsi ed è a casa, ai domiciliari con la moglie. Prima di lui Vincenzo Iasannazzo, condannato per ndrangheta, ritenuto boss di Lamezia Terme. E potrebbe uscire, tra gli altri, anche Nitto Santapaola. E’ una vergogna”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini su Facebook. “Un insulto alle vittime dei caduti della mafia. La pazienza è esaurita. Le tv non daranno queste notizie, ora reagiamo. Io non ci sto. Una vergogna che va fermata dentro e fuori il Parlamento”, ha concluso.

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