Coronavirus Sicilia, il bollettino del 5 novembre 2020: 1.322 nuovi casi, la situazione a Palermo…

Sono 1.322 casi emersi in Sicilia nelle ultime 24 ore, a fronte di 9.497 tamponi effettuati. 

Questo è quanto emerge dal consueto bollettino quotidiano diramato dal Ministero della Salute aggiornato a giovedì 5 novembre 2020. Al momento gli attuali positivi nell’Isola sono  27.402. Attualmente sono contagiate18.526 persone,8.282 (+389)sono guarite e 594 decedute(+25). Degli attuali18.526 positivi, 1.147 (+42) pazienti sono ricoverati – di cui 157 (+9) in terapia intensiva – mentre 17.222 (+857) sono in isolamento domiciliare.

Catania e Palermo le città in cui si registra l’incremento maggiore rispettivamente con con 521 e 292, seguiti da Messina 99, Ragusa 117, Trapani 86, Siracusa 152, Agrigento 2, Caltanissetta 23, Enna 20.

Coronavirus, a Niscemi donna positiva esce di casa: denunciata dalla polizia

A Niscemi, una donna che aveva l’obbligo di restare a casa perché positiva al Coronavirus, è stata trovata in giro per le vie della città dalla polizia del luogo.

La donna, una 30enne, è stata denunciata in stato di libertà alla Procura di Gela per inosservanza dell’ordine dato per impedire la diffusione di una malattia infettiva. La pena prevista per questo reato è l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda.

 

Nuoco Dpcm, Anci Sicilia: “È arrivato il momento che Governo e Regione chiariscano”

I Comuni siciliani ritengono essere assolutamente prioritaria la salvaguardia del diritto alla salute. Ciò premesso, crea molti interrogativi l’affermazione del Presidente della Regione Siciliana che ha dichiarato di non essere stato sentito e di non aver potuto illustrare i dati della situazione in Sicilia”. Lo afferma il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, sul Dpcm per il contenimento della pandemia da Covid-19 che assegna la zona ‘arancione’ alla Sicilia.

 

Sicilia zona arancione, Lupo (Pd): “Musumeci inadeguato e irresponsabile”

“Se Musumeci avesse utilizzato il periodo estivo per adeguare le strutture sanitarie la Sicilia sarebbe area gialla. La Sicilia è area arancione perché, pur avendo meno ammalati Covid di altre regioni area gialla, non ha un numero adeguato di posti letto di terapia sub-intensiva e intensiva per garantire le cure necessarie”. Lo ha detto il capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo, che ha definito Musumeci “inadeguato e irresponsabile”.

Sicilia zona arancione, Sammartino (Italia Viva): “Responsabilità di Musumeci e Razza”

“Musumeci e Razza non perdano tempo e invece di fare proclami sui posti letto, li attivino”. Lo ha dichiarato il parlamentare di Italia Viva, Luca Sammartino. “Siamo zona arancione per responsabilità del governatore Musumeci e dell’assessore Razza che in questi mesi non sono riusciti ad organizzare un sistema sanitario efficiente e all’altezza della seconda ondata di Covid 19. Abbiamo perso mesi preziosi. Meno posti in terapia intensiva, nessun tracciamento, non c’è stato alcun potenziamento dell’assistenza domiciliare, proclami di Covid-free, ricerca di colpevoli in un vergognoso scaricabarile. E’ un governo inadeguato”, sono state le sue parole.

Nuovo Dpcm, il sindaco Leoluca Orlando: “Governo faccia chiarezza su Sicilia”

“I comuni siciliani ritengono essere assolutamente prioritaria la salvaguardia del diritto alla salute. Ciò premesso, crea molti interrogativi l’affermazione del Presidente della Regione Siciliana che ha dichiarato di non essere stato sentito e di non aver potuto illustrare i dati della situazione in Sicilia”. Lo ha dichiarato in una nota il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando.

“Per rispetto istituzionale di tutti e per quanto ci riguarda per rispetto istituzionale degli Enti Locali, chiediamo al Governo regionale di conoscere i dati forniti e chiediamo un immediato chiarimento da parte del Governo nazionale. Con pari forza si ribadisce la richiesta di adeguati e immediati interventi di ristori”.

Perché la Sicilia è zona arancione? Ecco i 21 indicatori su cui si è basato il Governo

l nuovo Dpcm firmato dal Premier Giuseppe Conte entrerà in vigore nella giornata di domani.

Il presidente del Consiglio dei ministri, nella giornata di ieri, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus. L’Italia, dunque, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

La Sicilia è stata inserita nella zona arancione. Per stabilire la fasce e il grado di rischio sono stati presi in considerazione ben 21 indicatori. Di seguito, i parametri utilizzati dal governo nazionale per individuare le tre aree.

1 – Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
2 – Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
3 – Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
4 – Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
5 – Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
6 – Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).
7 – Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
8 – Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
9 – Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
10 – Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.
11 – Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
12 – Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.
13 – Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
14 – Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione). 7
15 – Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
16 – Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
17 – Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
18 – Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
19 – Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
20 – Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
21 – Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

Sicilia zona arancione, Musumeci: “E’ irragionevole, c’è pregiudizio. Il mio messaggio ai siciliani”

“La Sicilia in zona arancione è una scelta ingiusta e irragionevole”.

Parola di Nello Musumeci. Il presidente della Regione Siciliana, intervistato ai microfoni del ‘Giornale di Sicilia’, contesta la scelta di inserire la Sicilia in zona arancione. “Ho avuto un colloquio telefonico con il ministro della salute Roberto Speranza e gli ho contestato la scelta. Ho mostrato tutto il mio dissenso ed ho chiesto di conoscere quali sono i dati sui quali viene elaborata questa destinazione. Anche perché, come è noto, in Sicilia da diverse settimane abbiamo promosso una serie di iniziative finalizzate ad individuare e isolare i positivi. Abbiamo elaborato piani di ampliamento e di dotazione dei posti letto assolutamente chiari e fattibili, realizzabili, concreti e non fumosi. Una zona arancione non crediamo di doverla meritare se guardiamo al resto della penisola. Un dato per tutti, oggi la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila”, sono state le sue parole.

RISPETTO – “Noi governatori abbiamo detto in più occasioni che ci aspettiamo maggiore rispetto, maggiore apertura al confronto e al dialogo. Inutile riunire la conferenza in seduta permanente se dopo ore e ore di discussione non una delle proposte delle Regioni viene inserita. C’è un atteggiamento di pregiudizio che non fa bene alla Nazione e che cozza con gli auspici del Capo dello Stato. Rimane ferma la nostra richiesta che il governo prima di deliberare sui lockdown parziali o totali delle singole regioni deve adottare i provvedimenti di ristoro delle categorie che ne usciranno fortemente penalizzate. In Sicilia parliamo di centinaia e centinaia di migliaia di imprese”.

SECONDA FASE – “Abbiamo lavorato bene e stiamo facendo il possibile anche in questa seconda fase. Siamo pronti ad ogni evidenza, gestiamo e controlliamo con costanza l’evolversi della pandemia ogni giorno. Rispetto alla prima fase adesso c’è un’area di dissenso che viene dal territorio e che rende tutto più difficile. La gente non ha la stessa paura che aveva nella scorsa primavera e quello che accade in Sicilia, seppure con atteggiamenti diversi, avviene in altra parte d’Italia”.

EPISODI DI VIOLENZA – “Non bisogna mai sottovalutare gli umori che arrivano dal territorio e l’ho ripetuto al ministro Speranza. Il binomio è ‘chiusura uguale sostegno’. Ed è un binomio inscindibile. Lo Stato può, per tutelare la salute, chiedere ad una parte dell’Italia fermarsi. Ma insieme a questo diritto ha il dovere di consentire alla parte che si è fermata di potere vivere e mettere un piatto di pasta a tavola”.

VIRUS E MEDICI – “È la più feroce pandemia che si sia registrata negli ultimi 100 anni. La conosciamo meglio e stiamo adottando tutte le misure per fronteggiarla. Abbiamo bisogno di personale specialistico, medici e infermieri. Abbiamo pubblicato il bando con il quale stiamo reclutando migliaia di operatori che andranno in campo in pochi giorni. Alcuni sono già stati contrattualizzati, altri stanno per esserlo. Abbiamo provveduto a mandare in trincea i giovani specializzandi attraverso una convenzione sottoscritta con le tre università statali. Non c’è nulla che non sia stato previsto in estate e non sia stato fatto in queste settimane. Anche la dotazione di tamponi rapidi è già nella nostra disponibilità e l’esperienza che stiamo vivendo a Palermo con il tampone in modalità drive in è una esperienza che giudichiamo positiva e che fa emergere una quantità di cittadini contagiati, ma asintomatici, che una volta isolati non diventeranno più causa di trasmissione del virus verso i propri familiari”.

DPCM E RECOVERY FUND – “Il Dpcm che spazio lascia alla Regioni? Possiamo stringere ulteriormente le norme ma non credo che ci siano le ragioni per poterlo fare. Il Recovery Fund destina 20 miliardi di euro alla Sicilia? Confermo la confusione da Roma: stiamo attendendo sulla materia notizie chiare, precise e puntuali che ancora non arrivano. Cosa mi sento di dire ai siciliani? Non servono le bugie e non serve neppure drammatizzare, sappiamo che dobbiamo convivere con questo pericoloso virus, ma sappiamo che possiamo neutralizzarne gli effetti se osserviamo scrupolosamente le norme. I siciliani sanno che si possono fidare di questo governo regionale. Lo hanno già sperimentato nella prima fase di questa triste avventura”, ha concluso Musumeci.

Sicilia, Scavone: “Lavoro agile anche per Pip, Asu e Rmi”

La previsione di contenimento della diffusione del contagio da Covid-19 attraverso l’uso di idonei strumenti (smart working e altri) si estende anche ai soggetti del Bacino Pip emergenza Palermo e ai soggetti utilizzati sia in attività socialmente utili che nei cantieri di servizio già percettori del reddito minimo di inserimento“. Lo afferma l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, facendo riferimento a un’apposita nota scritta ieri dal dipartimento Lavoro a tutti gli enti utilizzatori di lavoratori in attività di interesse pubblico o sociale. “Tenuto conto dell’aggravarsi della situazione epidemiologica, in considerazione che è assolutamente prioritaria la salute nei luoghi di lavoro e per potere organizzare al meglio i suddetti lavoratori – ha affermato ancora l’assessore al Lavoro – si rende noto che la gestione della presenza, del lavoro agile o della turnazione dei soggetti Pip, Asu e Rmi è rimessa alla valutazione discrezionale degli enti utilizzatori sulla base delle proprie esigenze organizzative“.

Sicilia “zona arancione”: ecco tutte le istruzioni e le regole da seguire da venerdì

Ieri è stato firmato il nuovo Dpcm in vigore dal 6 novembre e valido fino al 3 dicembre. La Sicilia, secondo i 21 parametri stabiliti nel Dpcm, rientra nella zona arancione.

Ecco tutte le istruzioni e le regole sulle attività in “Zona arancione” fino al 3 dicembre per la prevenzione del Covid-19, pubblicate sul sito della Protezione Civile.

La Sicilia è zona arancione e non servirà l’autocertificazione per uscire da casa. Ma non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione o spostarsi da un Comune all’altro, tranne che per comprovate esigenze dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.

Resta libero lo spostamento all’interno del comune di residenza dalle 5 alle 22 e non occorrerà l’autocertificzione anche se è caldamente raccomandato evitare di spostarsi se non necessario.

All’interno della zona arancione, sarà vietato spostarsi da un comune all’altro. Sono ammessi gli spostamenti per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute.

In zona arancione, scattano altri divieti per bar e ristoranti. “Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta “salvo” però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all’aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi. Restano aperti parrucchieri, barbieri ed estetisti.

Per la zona arancione c’è il coprifuoco alle ore 22. Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi. Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali.

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