Belotti si racconta tra presente e futuro: “Da grande voglio fare l’allenatore, Torino la mia città preferita”

Da grande voglio diventare allenatore“.

Inizia così l’intervista rilasciata ai microfoni del sito ufficiale granata da Andrea Belotti. Il centravanti del Torino col passare degli anni è riuscito ad affermarsi nel grande calcio a suon di gol, divenendo anche un punto fermo dell’Italia del ct Roberto Mancini: “L’onestà intellettuale è la prima cosa che si ricerca in un tecnico. Il mio principale pregio è l’altruismo, la qualità migliore di un calciatore è la disciplina, quella di un uomo è la sincerità“.

Il Gallo si racconta senza tralasciare nulla: “Fin da piccolo ho sempre giocato a calcio mi faceva stare bene e sentire vivo“. La “matematica” era la sua materia preferita a scuola, mentre “LeBron James“, lo sportivo che ha sempre seguito. Tra i calciatori ammirava Andriy Schevchenko, grandissimo ex bomber oggi ct dell’Ucraina. Nato a Calcinate (Bergamo), Belotti è un torinese d’adozione: “La città di Torino è la mia preferita“, sottolinea.

La sua emozione più grande è stata nel giorno del suo matrimonio con Giorgia Duro, palermitana conosciuta quando indossava la maglia rosanero. “Delusione più grande? La mancata qualificazione al Mondiale del 2018“, ricorda cn amarezza il Gallo che poi ha concluso con la partita che porta nel cuore: “La vittoria in rimonta contro il Sassuolo per 3-2“, gara decisa da una sua splendida rovesciata…

Palermo, ricordi la “Fucilata” di Miccoli contro il Catania?

La “Fucilata“.

Esattamente dodici anni fa i rosanero superarono per 1-0 il Catania al “Barbera” in una gara non sicuramente entusiasmante ma rimasta nei cuori dei tifosi del Palermo, non solo per aver vinto il derby contro i rivali ma anche per la storica esultanza di Fabrizio Miccoli. Era il 12 aprile 2008, ricorda Il Giornale di Sicilia, con gli etnei che sfidarono la formazione allora allenata da Colantuono senza i proprio tifosi, viste le restrizioni imposte dopo la tragica morte dell’ispettore Raciti.

I rossazzurri, guidati da Zenga, lottavano per la salvezza, mentre i rosanero navigavano in una zona tranquilla di classifica. Una gara che non regalò grandi emozioni al pubblico presente, fino al minuto 84, quando, Fabrizio Miccoli direttamente da calcio di punizione riuscì a superare Polito con un perfetto destro a superare la barriera. Un gol che il Romario del Salento festeggiò lanciando la maglia in aria per poi colpirla con un ‘colpo di fucile‘ mimato con le mani. Chi lo ricorda?

 

Palermo, si pensa ad un mini-ritiro: Leghe e Federazione studiano le condizioni per ricominciare. I dettagli

Arrivederci a maggio, come preventivabile. Le ultime misure adottate dal Governo posticipano il rientro in campo del Palermo e di tutto il calcio italiano“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dell’attuale situazione che stanno attraversando tutti gli sport, soffermandosi in maniera particolare sul calcio e sulla squadra rosanero. Il club di viale del Fante ha prolungato nuovamente la sospensione delle attività fino al 3 maggio, allineandosi perfettamente alla decisione presa dal governo nazionale attraverso un nuovo DPCM.

L’obiettivo di Leghe e Federazione è quello di riprendere i campionati una volta terminata l’emergenza ma le modalità e la fattibilità di questa ipotesi non sono ancora del tutto certe: “Le differenze tra i professionisti e i dilettanti, però, rischiano di creare un abisso tra le categorie, che potrebbero non trovarsi sullo stesso piano al momento di applicare il protocollo di sicurezza“, si legge.

Il Palermo ha infatti già ribadito più volte di avere le strutture e la forza di attuare qualsiasi tipo di decisione dovesse essere presa ma non tutte le squadra dilettantistiche hanno questa possibilità. Intanto, gli uomini di Pergolizzi continuano a lavorare nelle proprie abitazioni ma lo stop, qualora si dovesse ricominciare a giocare, costringere i rosanero, e anche gli altri club, a fare una sorta di mini-ritiro: “Non un ritiro vero e proprio, ma un richiamo di preparazione da svolgere in gruppo, per evitare sorprese al momento del rientro in campo“, sottolinea il quotidiano.

Coronavirus, il Palermo prolunga la sospensione degli allenamenti: i dettagli

La notizia era nell’aria, nella giornata di ieri l’ufficialità.

Il lockdown per l’Italia è stato prolungato fino al prossimo 3 maggio. “Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio, una decisione difficile ma necessaria di cui mi assumo tutte le responsabilità politiche”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, intervenuto in conferenza stampa a Palazzo Chigi, annunciando il nuovo Dpcm che contiene alcune riaperture, come librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini.

E’ ancora lontana, dunque, la ripresa dell’attività sportiva e delle sedute di allenamento per la preparazione di atleti, professionisti e non, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo. Per questo motivo, il Palermo “attenendosi alle disposizioni del DPCM del 10.04.2020 in relazione all’epidemia da Covid-19” ha comunicato che “la sospensione degli allenamenti è stata prolungata, salvo nuove indicazioni, fino al 3 maggio”. Si legge in un comunicato diramato dal club rosanero sul proprio sito di riferimento.

Palermo, Succi e il gol a San Siro con l’Inter: “È il più bel ricordo della mia carriera. Futuro? Studio per diventare allenatore”

Undici anni fa.

Era esattamente l’11 aprile 2009 quando, a San Siro, Succi fece esultare i tifosi del Palermo. In quell’occasione l’attaccante emiliano riuscì a realizzare la rete che valse il 2-2 finale contro l’Inter, completando una strepitosa rimonta. Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’ex ravennate ricorda con piacere questo suo gol: “Era la mia prima volta a San Siro, non avevo mai giocato lì. È forse il più bel ricordo della mia carriera, quando esultai per il gol c’erano mio padre e mio suocero in tribuna. Poi in quello stadio meraviglioso, con quella cornice di pubblico e in quel contesto fu tutto ancor più bello. Passammo dall’essere sotto per 2-0 a pareggiare la partita sul 2-2 grazie al mio gol. Guardare oggi l’immagine del tabellone con i marcatori di quella partita mi fa uno strano effetto: Balotelli, Ibrahimovic, Cavani… e Succi“.

Succi adesso gioca nel Meldola e sogna di avere un futuro anche come allenatore: “Ho la maglia di quella partita e me la tengo stretta – ricorda ancora l’ex centravanti rosanero -. Anche perché nel calcio, le emozioni di quel tipo farò fatica a ritrovarle. Adesso sto studiando da allenatore, mi diverto a giocare nel Meldola e finché potrò darò sempre due calci. Il mio obiettivo però è allenare, senza l’emergenza sanitaria avrei dovuto fare a breve il corso Uefa A e spero di potermi togliere un giorno delle belle soddisfazioni anche in panchina“.

Tre stagioni in Sicilia e tante soddisfazioni, era un Palermo diverso: “Erano bei tempi – aggiunge Succi -. Avevamo un grande gruppo e una squadra con tanta qualità. Riuscire a ritagliarmi uno spazio importante in quel Palermo è stata una grande soddisfazione. Io arrivai veramente per caso, perché avevo segnato una doppietta in Coppa Italia contro i rosa quando ero al Ravenna. C’era diffidenza da parte di tutti, chiaramente, non avendo mai giocato prima in Serie A. Invece non solo mi trovai in A, ma in una squadra che lottava per l’Europa e l’anno dopo per poco non finiva tra le prime quattro“.

Infine, Succi si è soffermato sui compagni di reparto che ha avuto in rosanero: Miccoli, Cavani, Pastore, Budan, Hernandez, Mchedlidze e chi più ne ha, più ne metta. La cosa più facile sarebbe stata prendere questa situazione come una botta di fortuna, invece sono riuscito a entrare, essere importante per la squadra e fare gol, anche importanti come quello realizzato contro l’Inter. Poi il calcio è strano e ogni annata è diversa dalle altre, ma l’importante è dare il massimo e lasciare un bel ricordo. Io a Palermo sono tornato poche volte, ma mi è rimasta nel cuore. La città e il presidente Zamparini mi hanno dato la possibilità di entrare in un calcio che non avevo mai visto prima“, ha concluso il classe 1981.

Sagramola: “Nessuna società uscirà indenne da questa situazione”. E sull’ipotesi mini-ritiro…

Stop forzato.

La pausa dovuta all’emergenza sanitaria mondiale legata alla diffusione del coronavirus ha costretto leghe e federazione ad interrompere i campionati ed ancora è praticamente impossibile stabilire quanto ripartiranno i tornei. L’effetto di questa sosta potrebbe essere però devastante per parecchie società, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico-finanziario.

Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola si è soffermato su questo aspetto: “Se ci saranno perdite andranno condivise tra tutti: club, tesserati e dipendenti – spiega l’ad rosanero -. Non c’è qualcuno che possa pensare di uscirne totalmente indenne, purtroppo. Chi lo pensa, ha una visione molto egoistica delle cose. All’estero parecchie società hanno introdotto la cassa integrazione, in Italia ho letto di diverse società, anche in Serie A, che stanno seguendo questo percorso per far fronte ad una situazione di emergenza. Per quanto ci riguarda, anche noi lo abbiamo fatto e, quando è stato necessario, abbiamo richiamato dalla cassa integrazione i dipendenti che hanno dovuto adoperarsi per portare avanti determinate situazioni“.

Il dirigente della società di viale del Fante si è anche soffermato sulla situazione contagi in Sicilia: “È da capire a Palermo come si svilupperà la situazione di Villa Maria Eleonora. Sembravamo essere una sorta di isola felice, adesso per la verità sono anche un po’ preoccupato. Speriamo che riescano a contenere il tutto“. A prescindere da ciò, l’auspicio di Sagramola e del Palermo e quello che si possa tornare in campo per centrare la promozione in Serie C: “Mini-ritiro? Non ci stiamo ancora pensando ma non mancherà modo di farlo. Si troveranno le soluzioni, in quel caso“, ha concluso Sagramola.

Sagramola: “Difficile attuare protocolli di sicurezza in D, noi pronti a ripartire. Proposte Galliani e Stirpe? Ecco cosa penso”

Noi siamo per ogni soluzione che possa portare al regolare compimento del campionato“.

Questa la posizione del Palermo in merito alla possibile ripresa del campionato di Serie D. Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’amministratore delegato rosanero, Rinaldo Sagramola ha poi proseguito esprimendo il suo parere sulla possibilità di prolungare la stagione anche oltre l’estate: “Ho letto con interesse la proposta di Galliani, quella di far terminare la stagione sull’anno solare per poi tornare alla normalità, se si riterrà di farlo, tra un paio d’anni. Questa ipotesi, al pari di quella di Stirpe del Frosinone che addirittura parlava della possibilità di far finire i campionati a giugno 2021, l’ho letta con particolare interesse. Certo, bisognerebbe trovare un accordo con gli atleti per questi sei mesi, ma credo che con un po’ di buon senso si possa anche fare“.

Rispetto ai professionisti in Serie D la situazione è parecchio diversa e rispettare gli standard di sicurezza è più complicato: “La posizione del Palermo è quella già ripetuta più volte ma se i protocolli richiesti per garantire la sicurezza degli atleti e di chi prenderà parte agli eventi dovessero essere quelli che abbiamo letto in questi giorni, non so quanti siano in grado di garantirne l’applicazione nella nostra categoria – sottolinea Sagramola -. Noi siamo assolutamente nelle condizioni di farlo, ma onestamente la vedo un po’ complicata come cosa“.

Pelagotti: “Coronavirus? Pronti a ripartire, vogliamo vincere sul campo. Sogno la Serie A con il Palermo”

La voglia di Alberto Pelagotti.

Durante la trasmissione Eleven Home in onda sui canali di Eleven Sports, il portiere del Palermo ha risposto ad un quiz su chi fosse il miglior marcatore dei rosanero in questa stagione. Pelagotti ha indovinato scegliendo il nome di Giovanni Ricciardo, ammettendo però di non essere molto a suo agio con i numeri statistici: “Con le statistiche sono una frana. Non guardo mai la classifica, non so a che giornata siamo e non so nemmeno chi ha segnato di più. Abbiamo vinto le prime 10 partite e siamo sempre stati in testa“.

Il tema più caldo al momento è ovviamente la possibilità di riprendere i campionati quando sarà terminata l’emergenza Coronavirus: “Ho il mio pensiero personale, come tutti i miei compagni e i dirigenti voglio ritornare a giocare. Non penso che tante squadre di Serie D vogliano lo stesso, ma per il bene del campionato e di tutti sarebbe meglio riprendere a giocare. Noi vogliamo guadagnarci la vittoria del campionato e la promozione sul terreno di gioco e non a tavolino. Il Palermo è pronto a ripartire. Tanti presidente marciano sopra la storia del Coronavirus e quindi preferirebbero non ripartire. Non voglio trascurare la salute che è sempre la priorità e non deve esistere alto, ma se ci sono le condizioni giuste dobbiamo ripartire perché è giusto così. Il nostro pensiero, che spero sia quello anche di altre società, è quello di ripartire. E’ così anche in Lega Pro, ci sono tantissimi problemi ma spero che le Leghe, il Governo e l’AIC trovino il giusto compromesso per far ripartire il calcio“.

Infine, sulla possibilità di ottenere la promozione in Serie C: “Niente scaramanzia, sono venuto qua non per la Serie D ma per il futuro. Il mio obiettivo è quello di ritornare in Serie A con questa maglia. E’ solo questione di tempo, poi si vedrà. Dobbiamo essere pronti per quando riprenderà il campionato e poi anche per l’anno prossimo in Serie C“.

 

 

Pelagotti: “Al Palermo non si può dire di no, vi racconto la chiamata di Castagnini. Difesa di ferro? Ecco il mio segreto”

Il racconto di Alberto Pelagotti.

Intervenuto durante la trasmissione Eleven Home, il portiere del Palermo ha raccontato come sta vivendo i giorni di quarantena causa emergenza Coronavirus, con la speranza di poter rientrare presto in campo per terminare la stagione. Queste le sue parole ai microfoni di Eleven Sports: “Restate a casa, dobbiamo salvaguardare la nostra persona e cercare di far rialzare l’Italia il prima possibile. Dobbiamo cercare di non uscire per migliorare la situazione. Mi alleno tutti i pomeriggi, cerco di fare qualche pulizia in casa, cerco di cucinare qualcosa, gioco con mia famiglia. Niente di che, più o meno sempre le solite cose. Sinceramente mi annoio, mi manca tantissimo il campo ma piano piano passerà tutto e spero che si ritorni presto alla normalità“.

Il portiere rosanero ha poi raccontato il momento in cui ha ricevuto la chiamata da parte di Castagnini: “Il mio primo impatto con la società? Avevo finito l’annata ad Arezzo e quindi avevo voglia di qualcosa di stimolante. Avevo avuto qualche richiesta anche in Serie B, tantissime in Serie C, ma avevo voglia di qualcosa che mi stimolasse a livello personale, anche perché raggiunti i trent’anni mi ero un po’ annoiato per così dire, avevo bisogno di stimoli diversi. Dentro di me sono sempre stato un vincente, avrei preferito un progetto stimolante. Per scherzo una volta alla mia famiglia avevo detto che volevo andare a Palermo, sette giorni dopo è veramente arrivata la chiamata di Castagnini. Tra l’altro ero a dare una mano ad un negozio perché non sapevo come passare il tempo, quindi mi improvviso muratore e tuttofare: mentre facevo questi lavoretti mi è arrivata la chiamata del direttore, che conoscevo già in precedenza. Ho pensato un paio di ore solo per raccogliere tutte le mie cose, fare le valige e mettere a posto qualcosa, ma dentro di me avevo già deciso di accettare. Al Palermo non si può mai dire di no anche perché sapevo chi era il presidente, conoscevo benissimo i dirigenti, quindi si poteva fare solo bel calcio. Il progetto doveva essere importantissimo e così è stato“.

Pelagotti è subito diventato un pilastro della rosa guidata da Rosario Pergolizzi, contribuendo nettamente alla solidità della difesa del Palermo, una delle migliori della Serie D: “Il mio segreto? Siamo una squadra compatta, ci difendiamo bene e sappiamo come muoverci in campo. Abbiamo fatto poca fatica in difesa, ovviamente c’è sempre da migliorare perché potremmo non prendere mai gol. E’ un buon risultato, eravamo consapevoli di continuare su questa linea, poi è scoppiata l’emergenza Coronavirus. Non abbiamo segreti, cerco di farmi trovare pronto tutte le domeniche e finora è andata sempre bene, speriamo di continuare così se continueremo a giocare“.

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