Incendi in Sicilia, si va verso lo stato di calamità

Il governo Musumeci è orientato a proclamare lo stato di calamità e a chiedere a Roma la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione nell’ultimo fine settimana. La decisione è arrivata nella seduta della Giunta. Per poter procedere in tal senso si aspetta la relazione sulla stima dei danni alla quale stanno già lavorando quattro dipartimenti regionali: Protezione civile, Corpo forestale, Sviluppo rurale e Agricoltura. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Toto Cordaro, si è recato ad Altofonte, il Comune più colpito dai roghi, con oltre 900 ettari di vegetazione andati in fumo. Il governatore, accolto dalla sindaca di Altofonte, Angela De Luca e da quello di Piana degli Albanesi, Rosario Petta, si è intrattenuto alcuni minuti nell’Aula consiliare per poi recarsi nel Bosco della Moarda. Musumeci ha espresso apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati in questa difficile contingenza. «Auspico – ha detto il presidente – che si possa, con la collaborazione anche dei cittadini, arrivare all’individuazione di questi delinquenti che con una strategia criminale concordata distruggono, in un solo attimo, un patrimonio boschivo formatosi in decenni di cura e attenzione della comunità locale e delle istituzioni».

Migranti in Sicilia: il governo regionale ribadisce necessità adeguamento degli hotspot

La Giunta regionale ha ribadito la necessità dell’adeguamento igienico-sanitario degli hotspot e dei Centri di accoglienza per migranti a seguito del loro svuotamento, così come previsto dall’ordinanza n.33 del presidente Musumeci.

«Confidiamo – sottolinea il governatore siciliano – che l’incontro con il presidente del Consiglio Conte, fissato a Roma a seguito della mia richiesta, possa essere il primo passo verso la presa di coscienza, da parte del governo centrale, di un lungo calvario vissuto dai migranti e dai siciliani, nell’indifferenza colpevole dell’Europa e per le gravi omissioni delle istituzioni statali».

Mozione di sfiducia per il sindaco di Palermo, Orlando risponde: “Discussione immediata”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, informato della presentazione di una mozione di sfiducia nei suoi riguardi, con una nota ha chiesto al presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando, “la immediata calendarizzazione della predetta“, aggiungendo che “lo scrivente e tutti i componenti della Giunta – così si conclude la nota – non parteciperanno fino a quella data ai lavori del Consiglio comunale e delle Commissioni“.

Palermo, depositata la mozione di sfiducia a Orlando. Gelarda (Lega): “Ora tocca alla maggioranza”

È stata depositata la mozione di sfiducia contro il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, fortemente voluta dalla Lega, che non condivide nulla delle scelte politiche del primo cittadino nella gestione della città. Si tratta di un atto importante, ma che  rischia di restare solo un atto politico, una protesta dura, ma senza effetti pratici, se oltre ai 19 firmatari del documento non ci saranno altri 5 consiglieri comunali della maggioranza che, appena il documento  verrà portato in Aula (e cioè entro 30 giorni), non decideranno di votare la mozione di sfiducia”– dichiara Igor Gelarda, capogruppo della Lega a Palazzo delle Aquile.

Perché la mozione venga approvata, ci vogliono infatti i voti di almeno 24 consiglieri. Servono cinque voti in più per mandare a casa il sindaco Orlando. Come ho fatto in passato, faccio appello anche oggi ai consiglieri di maggioranza che amano questa città e che non possono ignorare che ormai Palermo è allo sfascio. Chi non voterà questa mozione non avrà più scuse, davanti agli occhi dei palermitani, che non vedono l’ora che il sindaco Orlando vada via. Non avrà più scuse dinanzi alle 450 bare ancora messe a deposito ai Rotoli, rispetto ad una gestione rifiuti assolutamente inefficiente ed una città sporca, rispetto al fatto che non esiste un vero piano sul traffico e sulla mobilità urbana e, solo per citarne alcuni, il disastro in cui versano le strade della città o il fatto che siamo in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita.   Mi appello a tutti in generale, ma in particolare ai colleghi di Italia Viva che, nel recente passato, hanno dimostrato di avere una coscienza critica nei confronti dell’operato del sindaco Orlando e della sua giunta. Cinque voti in più per evitare che il disastro di questa amministrazione Orlando, continui per altri due anni” conclude Gelarda.

Migranti, Conte chiama Musumeci: incontro mercoledì a Roma

L’emergenza migranti in Sicilia sarà al centro di un incontro fissato per mercoledì a Roma, a Palazzo Chigi, con il premier Conte. Me lo ha comunicato poco fa lo stesso presidente del Consiglio, chiamandomi al telefono. L’incontro sarà tecnico-operativo“. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “È stato quindi raccolto – prosegue il governatore – l’ennesimo invito che ho rivolto ieri al premier per un confronto. Al governo centrale porteremo le ragioni che hanno animato e continuano ad animare il nostro impegno, per dare finalmente una priorità a questa infinita emergenza sanitaria e umanitaria che si consuma in Sicilia, dopo un decennio di silenzi e omissioni di Roma e Bruxelles“.

Musumeci: “Razza a Lipari la prossima settimana”

Ho chiesto all’assessore regionale per la Salute di essere nei primi giorni della prossima settimana a Lipari, per incontrare l’amministrazione comunale e una rappresentanza del Comitato per l’ospedale. Ma sarebbe giusto tenere separate due questioni profondamente diverse: la dolorosa scomparsa della giovane donna, per la quale la Regione ha subito disposto un’ispezione (da cui sembrerebbero emergere profili di responsabilità personale); se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi. Diversa è la questione della fase di avanzamento dell’attuazione della Rete ospedaliera su Lipari“. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a seguito della protesta di Lipari dopo la morte della giovane donna in quell’ospedale.

I cittadini dell’Isola – prosegue il governatore – rivendicano giustamente maggiori attenzioni e il loro grido d’allarme sarà ascoltato, con la dovuta attenzione. C’è anche il mio impegno. Ma le occupazioni e gli atti di forza servono solo a creare disagi a chi non ha colpe. Concorderemo assieme alla comunità locale il da farsi, ma in un clima di responsabile dialogo“.

Incendi dolosi e migranti, Musumeci riunisce il governo

“È stata una notte difficile. Ho convocato il governo della Regione per una riunione urgente. I criminali che hanno appiccato il fuoco ad Altofonte, in sei punti diversi e a favore del vento, hanno compiuto un atto violento che sta pagando una intera popolazione. Per tutta la notte oltre 150 uomini dei vigili del fuoco, della Protezione civile e del Corpo forestale hanno lavorato e continuano a lavorare senza tregua. Tutta la mia gratitudine“.Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Quasi in contemporanea – prosegue il governatore – l’ennesimo sbarco di 450 uomini a Lampedusa, accompagnato dalla consueta indifferenza: nessuno al largo ha visto nulla! Avevamo chiesto a Roma di recuperare i mesi persi, senza nessuna programmazione. Avevamo chiesto un ponte aereo per dare un segnale forte, di presidiare il Canale di Sicilia per impedire a questi squallidi mercanti di morte di continuare indisturbati“.

Mi rivolgo direttamente al presidente Conte– aggiunge Musumeci – Lampedusa non ce la fa più. La Sicilia non può continuare a pagare l’indifferenza di Bruxelles e il silenzio di Roma. E ieri abbiamo anche sentito qualche irresponsabile pronunciare frasi incomprensibili come “non esiste l’emergenza“. C’è una emergenza umanitaria e sanitaria. Lo dicono i numeri. Lo dicono i fatti. E non basta impugnare una ordinanza per negare la realtà. È tempo di decisioni forti. Presidente Conte, convochi il Consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza di questi mesi, divenuta insopportabile in queste ore. Lo chiedo da presidente di una Regione che, come prevede lo Statuto, ha diritto di partecipare al Consiglio quando si affrontano decisioni che riguardano la mia Isola. Lo chiedo con rispetto, ma con fermezza. Non costringete i lampedusani a scioperi e serrate. È un luogo meraviglioso, quello: non merita questo trattamento!“.

 

Ordinanza sui migranti, Musumeci: “Andiamo avanti con i controlli”

Quella adottata dal magistrato del Tar di Palermo è una decisione cautelare che non condividiamo e che è stata assunta senza neppure ascoltare la Regione, come può essere concesso a rischiesta della parte e come noi abbiamo formalmente chiesto, non avendo potuto depositare le nostre difese“. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, commentando la decisione del Tar Sicilia di sospendere l’ordinanza con cui chiedeva lo sgombero degli hotspot e dei centri d’accoglienza per migranti presenti sull’Isola per mancanza dei requisiti sanitari.

Tuttavia – prosegue il governatore – se in pochi giorni sono stati trasferiti oltre 800 migranti è la dimostrazione che serve denunciare il problema ad alta voce. Sulla nostra competenza in materia sanitaria non faremo un solo passo indietro. Martedì mattina sarà a Lampedusa la nostra task force e nei giorni successivi saranno verificati accuratamente gli oltre 40 Centri di accoglienza che sono censiti in Sicilia. È una battaglia di civiltà dalla quale non ci possiamo esimere. Al governo di Roma chiedo ancora una volta di proclamare lo ‘stato di emergenza’ su Lampedusa” e di esercitare nei fatti le competenze che rivendica. Altrimenti sono solo chiacchiere e i problemi restano tutti sulle spalle e sulla pelle dei siciliani”.

Covid-19, sospensione ordinanza di Musumeci, Orlando: “Si riallacci un proficuo lavoro, senza proclami o provvedimenti di facile impatto mediatico”

La sospensione dell’Ordinanza del Presidente della Regione sulle misure di contrasto al Covid e i divieti imposti ai migranti è un’occasione perché si torni a sani e costruttivi momenti di dialogo e collaborazione fra le istituzioni che tutte possono e devono contribuire a garantire prima di tutto la salute e la sicurezza di tutti i cittadini. Si riallacci quindi un proficuo lavoro, senza proclami o provvedimenti di facile impatto mediatico che rischiano però di alimentare paure e intolleranza che certamente non contribuiscono a risolvere, ma anzi acuiscono i problemi“, a dirlo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

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