Sicilia zona arancione, Sammartino (Italia Viva): “Responsabilità di Musumeci e Razza”

“Musumeci e Razza non perdano tempo e invece di fare proclami sui posti letto, li attivino”. Lo ha dichiarato il parlamentare di Italia Viva, Luca Sammartino. “Siamo zona arancione per responsabilità del governatore Musumeci e dell’assessore Razza che in questi mesi non sono riusciti ad organizzare un sistema sanitario efficiente e all’altezza della seconda ondata di Covid 19. Abbiamo perso mesi preziosi. Meno posti in terapia intensiva, nessun tracciamento, non c’è stato alcun potenziamento dell’assistenza domiciliare, proclami di Covid-free, ricerca di colpevoli in un vergognoso scaricabarile. E’ un governo inadeguato”, sono state le sue parole.

Nuovo Dpcm, il sindaco Leoluca Orlando: “Governo faccia chiarezza su Sicilia”

“I comuni siciliani ritengono essere assolutamente prioritaria la salvaguardia del diritto alla salute. Ciò premesso, crea molti interrogativi l’affermazione del Presidente della Regione Siciliana che ha dichiarato di non essere stato sentito e di non aver potuto illustrare i dati della situazione in Sicilia”. Lo ha dichiarato in una nota il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando.

“Per rispetto istituzionale di tutti e per quanto ci riguarda per rispetto istituzionale degli Enti Locali, chiediamo al Governo regionale di conoscere i dati forniti e chiediamo un immediato chiarimento da parte del Governo nazionale. Con pari forza si ribadisce la richiesta di adeguati e immediati interventi di ristori”.

Perché la Sicilia è zona arancione? Ecco i 21 indicatori su cui si è basato il Governo

l nuovo Dpcm firmato dal Premier Giuseppe Conte entrerà in vigore nella giornata di domani.

Il presidente del Consiglio dei ministri, nella giornata di ieri, ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus. L’Italia, dunque, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone gialle (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi.

La Sicilia è stata inserita nella zona arancione. Per stabilire la fasce e il grado di rischio sono stati presi in considerazione ben 21 indicatori. Di seguito, i parametri utilizzati dal governo nazionale per individuare le tre aree.

1 – Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
2 – Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
3 – Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in Tl/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
4 – Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
5 – Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
6 – Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).
7 – Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
8 – Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
9 – Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
10 – Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracìng.
11 – Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
12 – Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata ima regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.
13 – Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
14 – Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione). 7
15 – Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
16 – Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
17 – Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
18 – Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
19 – Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
20 – Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
21 – Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

Sicilia zona arancione, Musumeci: “E’ irragionevole, c’è pregiudizio. Il mio messaggio ai siciliani”

“La Sicilia in zona arancione è una scelta ingiusta e irragionevole”.

Parola di Nello Musumeci. Il presidente della Regione Siciliana, intervistato ai microfoni del ‘Giornale di Sicilia’, contesta la scelta di inserire la Sicilia in zona arancione. “Ho avuto un colloquio telefonico con il ministro della salute Roberto Speranza e gli ho contestato la scelta. Ho mostrato tutto il mio dissenso ed ho chiesto di conoscere quali sono i dati sui quali viene elaborata questa destinazione. Anche perché, come è noto, in Sicilia da diverse settimane abbiamo promosso una serie di iniziative finalizzate ad individuare e isolare i positivi. Abbiamo elaborato piani di ampliamento e di dotazione dei posti letto assolutamente chiari e fattibili, realizzabili, concreti e non fumosi. Una zona arancione non crediamo di doverla meritare se guardiamo al resto della penisola. Un dato per tutti, oggi la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila”, sono state le sue parole.

RISPETTO – “Noi governatori abbiamo detto in più occasioni che ci aspettiamo maggiore rispetto, maggiore apertura al confronto e al dialogo. Inutile riunire la conferenza in seduta permanente se dopo ore e ore di discussione non una delle proposte delle Regioni viene inserita. C’è un atteggiamento di pregiudizio che non fa bene alla Nazione e che cozza con gli auspici del Capo dello Stato. Rimane ferma la nostra richiesta che il governo prima di deliberare sui lockdown parziali o totali delle singole regioni deve adottare i provvedimenti di ristoro delle categorie che ne usciranno fortemente penalizzate. In Sicilia parliamo di centinaia e centinaia di migliaia di imprese”.

SECONDA FASE – “Abbiamo lavorato bene e stiamo facendo il possibile anche in questa seconda fase. Siamo pronti ad ogni evidenza, gestiamo e controlliamo con costanza l’evolversi della pandemia ogni giorno. Rispetto alla prima fase adesso c’è un’area di dissenso che viene dal territorio e che rende tutto più difficile. La gente non ha la stessa paura che aveva nella scorsa primavera e quello che accade in Sicilia, seppure con atteggiamenti diversi, avviene in altra parte d’Italia”.

EPISODI DI VIOLENZA – “Non bisogna mai sottovalutare gli umori che arrivano dal territorio e l’ho ripetuto al ministro Speranza. Il binomio è ‘chiusura uguale sostegno’. Ed è un binomio inscindibile. Lo Stato può, per tutelare la salute, chiedere ad una parte dell’Italia fermarsi. Ma insieme a questo diritto ha il dovere di consentire alla parte che si è fermata di potere vivere e mettere un piatto di pasta a tavola”.

VIRUS E MEDICI – “È la più feroce pandemia che si sia registrata negli ultimi 100 anni. La conosciamo meglio e stiamo adottando tutte le misure per fronteggiarla. Abbiamo bisogno di personale specialistico, medici e infermieri. Abbiamo pubblicato il bando con il quale stiamo reclutando migliaia di operatori che andranno in campo in pochi giorni. Alcuni sono già stati contrattualizzati, altri stanno per esserlo. Abbiamo provveduto a mandare in trincea i giovani specializzandi attraverso una convenzione sottoscritta con le tre università statali. Non c’è nulla che non sia stato previsto in estate e non sia stato fatto in queste settimane. Anche la dotazione di tamponi rapidi è già nella nostra disponibilità e l’esperienza che stiamo vivendo a Palermo con il tampone in modalità drive in è una esperienza che giudichiamo positiva e che fa emergere una quantità di cittadini contagiati, ma asintomatici, che una volta isolati non diventeranno più causa di trasmissione del virus verso i propri familiari”.

DPCM E RECOVERY FUND – “Il Dpcm che spazio lascia alla Regioni? Possiamo stringere ulteriormente le norme ma non credo che ci siano le ragioni per poterlo fare. Il Recovery Fund destina 20 miliardi di euro alla Sicilia? Confermo la confusione da Roma: stiamo attendendo sulla materia notizie chiare, precise e puntuali che ancora non arrivano. Cosa mi sento di dire ai siciliani? Non servono le bugie e non serve neppure drammatizzare, sappiamo che dobbiamo convivere con questo pericoloso virus, ma sappiamo che possiamo neutralizzarne gli effetti se osserviamo scrupolosamente le norme. I siciliani sanno che si possono fidare di questo governo regionale. Lo hanno già sperimentato nella prima fase di questa triste avventura”, ha concluso Musumeci.

Sicilia, Scavone: “Lavoro agile anche per Pip, Asu e Rmi”

La previsione di contenimento della diffusione del contagio da Covid-19 attraverso l’uso di idonei strumenti (smart working e altri) si estende anche ai soggetti del Bacino Pip emergenza Palermo e ai soggetti utilizzati sia in attività socialmente utili che nei cantieri di servizio già percettori del reddito minimo di inserimento“. Lo afferma l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, facendo riferimento a un’apposita nota scritta ieri dal dipartimento Lavoro a tutti gli enti utilizzatori di lavoratori in attività di interesse pubblico o sociale. “Tenuto conto dell’aggravarsi della situazione epidemiologica, in considerazione che è assolutamente prioritaria la salute nei luoghi di lavoro e per potere organizzare al meglio i suddetti lavoratori – ha affermato ancora l’assessore al Lavoro – si rende noto che la gestione della presenza, del lavoro agile o della turnazione dei soggetti Pip, Asu e Rmi è rimessa alla valutazione discrezionale degli enti utilizzatori sulla base delle proprie esigenze organizzative“.

Sicilia “zona arancione”: ecco tutte le istruzioni e le regole da seguire da venerdì

Ieri è stato firmato il nuovo Dpcm in vigore dal 6 novembre e valido fino al 3 dicembre. La Sicilia, secondo i 21 parametri stabiliti nel Dpcm, rientra nella zona arancione.

Ecco tutte le istruzioni e le regole sulle attività in “Zona arancione” fino al 3 dicembre per la prevenzione del Covid-19, pubblicate sul sito della Protezione Civile.

La Sicilia è zona arancione e non servirà l’autocertificazione per uscire da casa. Ma non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione o spostarsi da un Comune all’altro, tranne che per comprovate esigenze dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.

Resta libero lo spostamento all’interno del comune di residenza dalle 5 alle 22 e non occorrerà l’autocertificzione anche se è caldamente raccomandato evitare di spostarsi se non necessario.

All’interno della zona arancione, sarà vietato spostarsi da un comune all’altro. Sono ammessi gli spostamenti per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute.

In zona arancione, scattano altri divieti per bar e ristoranti. “Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta “salvo” però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all’aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi. Restano aperti parrucchieri, barbieri ed estetisti.

Per la zona arancione c’è il coprifuoco alle ore 22. Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi. Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali.

Polemica “Sicilia-zona arancione”, Razza: “Posti letto? I nostri indici di occupazione erano ben al di sotto della soglia di allerta”

Impazza la polemica sui social dopo la conferenza stampa dove il presidente del consiglio, Giuseppe Conte ha comunicato che la Sicilia si trova nella “zona arancione“, quindi una sorta di semilockdown. Contrariato lo stesso presidente della regione, Musumeci che ha definito la decisione del governo nazionale: “Assurda e irragionevole“.

Questa mattina è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che su un post pubblicato su Facebook ha scritto: “Nella mattinata di oggi mi confronterò con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità in ordine alle ragioni che hanno determinato la “zona arancione” in Sicilia. Leggo sulla stampa farneticazioni (qualche volta strumentali, qualche altra dettate dalla voglia di fare polemica a tutti i costi) in ordine all’occupazione dei posti letto in Sicilia e mi pare, quindi, indispensabile pubblicare il report settimanale utilizzato da Roma. Come vedete i nostri indici di occupazione erano ben al di sotto della soglia di allerta. E, riferendosi i dati alla scorsa settimana, essi non tengono neppure in considerazione il piano approvato dal Comitato tecnico scientifico che li aumenta ancora di più. Sono fatti, non analisi“. Nello stesso post l’assessore ha pubblicato l’immagine dove si può leggere il report dei posti letto in Sicilia.

Coronavirus, Musumeci: “Sicilia in zona arancione? Assurdo e irragionevole”

La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a “zona arancione” appare assurda e irragionevole. L’ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica“. Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando l’inserimento dell’Isola nella “zona arancione”.
Un dato per tutti – prosegue – oggi  la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare del Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio  sono assegnate a “zona gialla”. Perchè questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perchè ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano“.
LEGGI ANCHE:

Covid-19: Sicilia “zona arancione”. Ecco cosa cambia da venerdì

Sicilia zona arancione.

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che contiene nuove misure per cercare di contenere la seconda ondata di Coronavirus, entrerà in vigore domani, giovedì 5 novembre, e durerà fino al prossimo 3 dicembre. L’Italia, dunque, dalle prossime ore, sarà divisa in tre aree: zone rosse (infezione grave), zone arancioni (livello di contagio intermedio) e zone verdi (virus a minor circolazione). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi. La Sicilia, si colloca nella zona intermedia: l’arancione.

ZONA ARANCIONE – Sono quelle “caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di medio/alto. E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati“; sono consentiti gli spostamenti necessari a garantire la didattica in presenza. “È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione“. Sono chiusibar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio” e “fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze“. Nelle zone arancioni (o gialle) si applicano anche le limitazioni previste in quelle verdi e quindi coprifuoco alle ore 22. La didattica a distanza è prevista per tutte le scuole superiori; alle scuole elementari e medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. Restano chiusi cinema, mostre e musei. Sono sospesi tutti i concorsi e nei fine settimana sono chiusi i centri commerciali.

ECCO IL DPCM:

dpcm 3 novembre 2020

Sicilia “zona arancione”, Aricò: “Scelta ingiustificata dai contagi e dettata da motivazioni politiche”

La decisione da parte del governo nazionale di considerare la Sicilia come zona “arancione” è ingiustificata sul versante epidemiologico e sembra motivata da ragioni politiche. La nostra Regione, infatti, ha attualmente un numero di contagiati e di ricoverati nettamente inferiore rispetto ad altre, ad esempio la Campania e il Lazio, che invece sono stati decretati come zona “gialla””. Ad affermarlo è il capogruppo all’Ars di “DiventeràBellissima”, Alessandro Aricò, che dopo la conferenza stampa del presidente del Consiglio dei ministri – in cui Giuseppe Conte ha illustrato le nuove misure per contrastare la diffusione del Coronavirus, contesta la classificazione della Sicilia, auspicando “un dietrofront da Roma su questa insensata scelta”. Aricò replica inoltre alle dichiarazioni del capogruppo all’Ars del Pd, Giuseppe Lupo: “Altro che responsabilità da parte del governatore Nello Musumeci. Semmai, l’unica sua “colpa” è quella di essere all’opposizione dell’attuale governo nazionale. Ma di questo siamo orgogliosi”. 

Aggiungere alla collezione

Nessuna raccolta

Qui troverai tutte le collezioni che hai creato prima.