Serie D, rebus protocolli: il Palermo è pronto, ma le altre squadre no. Cottone: “Non abbiamo la forza economica”, Arena: “Ripartire è una follia”

Oggi la commissione medica della Figc si riunirà per stilare il protocollo di sicurezza in vista della ripartenza dei campionati, ma dalle società siciliane di Serie D si alza un coro quasi unanime: tra i dilettanti non sarà semplice attenersi a queste misure“.

Apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia parlando dell’ipotesi di ripresa dei campionati. Tutti i tornei sono fermi a seguito delle disposizioni del governo nazionale per contrastare la diffusione del virus Covid-19 e ancora non sono state stabilite tempistiche e modalità di un eventuale ritorno in campo. Per quanto concerne la Serie D alcuni club sono d’accordo e pronti a seguire i protocolli per tornare a giocare, altre hanno diverse problematiche per attuarli.

Il Palermo, tramite il suo amministratore delegato Rinaldo Sagramola, ha fatto sapere di esser in grado di rispettare tutte le eventuali misure che verrano prese: “Se i protocolli richiesti per garantire la sicurezza degli atleti e di chi prenderà parte agli eventi dovessero essere quelli che abbiamo letto in questi giorni non so quanti siano in grado di garantirne l’applicazione nella nostra categoria. Noi siamo assolutamente nelle condizioni di farlo, ma onestamente la vedo un po’ complicata come cosa“.

Per il presidente dell’FC Messina, Rocco Arena, sarebbe invece una “follia” ripartire: “In media dovremmo spendere 21 mila euro in un mese per i tamponi, può andar bene solo a chi ha interesse a terminare a tutti i costi, non per me. La salute delle persone viene prima di tutto e i tamponi non garantiscono il mancato contagio. Si dovrebbe stare un mese in ritiro, ma quale struttura può ospitarci con un campo a disposizione? Se fossi in Serie A, avrei già il mio centro sportivo e mi sarei già chiuso dentro, ma in D come si fa? Anche in Serie C vedo seri problemi, forse anche in B. La Lega deve metterci i soldi a disposizione – ha concluso Arena – e deve dimostrare di voler tutelare i presidenti che hanno fatto investimenti seri“.

Se dovremo applicare il protocollo, lo faremo – ha dichiarato Danilo Scimonelli, presidente del Licata -. La salute viene prima di tutto, ma proprio per questo ricominciare in condizioni così poco sicure credo sia rischioso. Chiediamo che la Lega si passi una mano sulla coscienza e metta la salute dei tesserati davanti all’interesse calcistico“.

A Marsala, il presidente Domenico Cottone è dubbioso sul ritorno in campo: “Se Malagò stesso dubita che in Serie B possano seguire il protocollo, figuriamoci in D dove non abbiamo la forza economica per sostenerlo. La sanificazione delle strutture non è un problema, ma sottoporre trenta persone a tampone sì, specie se è a carico della società“.

Della stessa idea anche Giuseppe Fasone, dirigente dell’Acireale: “Non credo ci siano garanzie per attuare il protocollo tra i dilettanti. Sarei ben felice di tornare in campo e ospitare Palermo e Savoia, che aspettavamo da tempo, ma non sarà semplice“.

Alfredo Finocchiaro, direttore generale del Biancavilla, è invece certo dell’aiuto che darà il comune alla società etnea: “Noi facciamo quello che dice la Lega, per i tamponi ci aiuterà il Comune. Abbiamo massima fiducia nella Lega, noi dobbiamo metterci in moto“.

La situazione più complicata, infine, è quella del Troina, con l’area dichiarata “zona rossa“: “In Serie D non è un protocollo attuabile – spiega Walter Giuffrida, dg del Troina – poi qui fino al 3 maggio siamo in zona rossa. Le tempistiche per noi sono lunghe, non è che in quella data si tornerà alla normalità. Poi abbiamo solo tre giocatori qui e l’albergo dove ospitiamo i ragazzi è stato requisito, è un problema ulteriore rispetto a quello sanitario, che viene prima di tutto“.

Pelagotti: “Tifosi del Palermo eccezionali, sui social cerco di regalare loro un sorriso. Empoli nel mio cuore”

Parla Alberto Pelagotti.

Intervenuto durante la trasmissione Eleven Home in onda sui canali di Eleven Sports, il portiere del Palermo ha raccontato le sue prime impressioni dopo i mesi trascorsi nel capoluogo siciliano, parlando anche del suo bellissimo rapporto con i suoi  tifosi. Queste le sue parole: “Il mio rapporto con la città è meraviglioso. Mi sono ambientato subito, non ho sofferto niente e anzi mi hanno accolto fin troppo bene. Immaginavo che i palermitani fossero così calorosi, ma non mi aspettavo così tanto, è stato veramente eccezionale. Ho fatto amicizia con tantissime persone, mi hanno voluto subito bene e mi hanno fatto sentire subito importante. Quello che dico sempre è che sono rimasto scioccato, già da noi in Toscana non funziona così, dal calore e dalla coesione che c’è tra le persone. Nel mio condominio ci conosciamo in due (ride, ndr). Del cibo palermitano mi piace tutto, se devo scegliere dico i cannoli che mi piacciono da morire. Preferisco il salato al dolce, ma il cannolo è veramente buono“.

Pelagotti è molto attivo sui social network, e spesso su Instagram avvia dirette dove interagisce molto con i tifosi regalando anche “selfie virtuali“: “E’ qualcosa che è nata telefonicamente con il nostro team manager Andrea Siracusa, una persona straordinaria sotto tutti i profili. Parlando mi ha proposto questa cosa, a me piace molto essere a contatto con i tifosi. Da piccolo vedevo sempre giocatori come Buffon e portieri di alto spessore, e mi chiedevo cosa facessero loro durante la settimana. Mi piaceva poter vedere cosa facevano durante il loro tempo libero, a quei tempi loro non potevano farlo perché i social non erano molto importanti. Mi piace far vedere cosa faccio durante la giornata, e in più ovviamente cerco di tenere un rapporto stretto con i nostri tifosi perché penso sia sempre una cosa bella per loro, cerco di regalare loro un sorriso in questi momenti difficili. Uso quasi sempre Instagram, faccio tutto con quello, la pagina su Facebook non la gestisco io. Il numero 23? E’ il mio numero storico, lo avevo in Serie A con l’Empoli e l’ho scelto perché sono fan di Michael Jordan“.

Infine un commento sulla città di Empoli, dove ha trascorso tutta la sua vita e dove è cresciuto calcisticamente dalle giovanili fino a raggiungere la Serie A: “Empoli è sempre nel mio cuore, ho passato tutta la vita lì perché ho fatto le giovanili lì. Abito ad Empoli accanto al migliore amico, Gabriele Angella, difensore del Perugia, sono stato qui da quando avevo 10 anni fino ai trent’anni. Sono cresciuto qui umanamente e calcisticamente. Sono sempre stato molto legato a quei colori, ho fatto tanta Serie B e ho raggiunto la Serie A, per me Empoli sarà sempre una città che porterò nel mio cuore“.

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